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domenica 6 luglio 2025

Carità e narcisismo

Si è alzato il vento, scuote le fronde dei faggi. Nei punti ridossati brillano le lucciole. Me ne sto al buio, disponendomi al riposo dopo una giornata di lavoro, e penso.

Il retaggio più doloroso della stagione del COVID è stato per me il rendermi conto che quanto mi illudevo di avervi trasmesso in realtà non ero riuscito a trasmettervelo, e che quindi il mio lavoro era stato inutile. Non ero riuscito a trasmettervi nulla di più di quanto voi credeste già di sapere, e questo esponeva voi a quello che poi abbiamo visto succedere, l’adorazione di vitelli di cioccolata (i vitelli d’oro col nostro budget non possiamo permetterceli), e me alla mancanza di sostegno, quando più sarebbe stato necessario (come si vide in piazza nel 2021, peraltro). Per inciso, forse non era nemmeno cioccolata, ma questo rafforza il mio discorso piuttosto che indebolirlo.

Mi colpisce oggi questo amaro lascito di un periodo da dimenticare, perché affacciandomi alla cloaca ho osservato con distaccato divertimento la vostra “indinniazione” nei riguardi di uno dei tanti idoli di cartapesta che vi siete creati (la prossima sarà la cotonata di provincia, già vi vedo arrivare) e di cui solo oggi scoprite l’inconsistenza, un’inconsistenza così palese, palmare, e radicale, da non gettare (scusatemi se ve lo dico) un’ottima luce su chi solo oggi la constata. Eppure sarebbe bastato poco per evitare delusioni! Sarebbe bastato, visto che mi seguite, seguirmi. Avreste così colto il momento in cui l’idolo oggi decaduto era stato bloccato da me per eurismo molesto, ad esempio (perché a quelli che “destra e sinistra non esistono più, signora mia!”, a chi prova un’ansia più o meno condivisibile di rifondare la topologia della politica, vorrei ricordare che la categoria più utile elaborata negli ultimi anni resta quella di PUDE…). Ma soprattutto avreste capito che chi vi si offriva come punto di riferimento in un momento in cui, non avendo capito quello che avevate letto, avevate tanto bisogno di punti di riferimento, non poteva essere un buon punto di riferimento, perché mancava di carità.

Detto in altre parole, il vintage di intellettuali che si sono svegliati e conseguentemente si sono fatti un seguito con la pandemia è composto da babbei o da furfanti. Perdonate se sono così ermetico: d’altra parte, affermazioni chiare e quindi falsificabili sono il presupposto di un discorso e quindi di un progresso scientifico. Aspetto da voi evidenze del contrario, cioè aspetto che mi citiate intellettuali “punturini” che abbiano aggiunto qualcosa a quello che qui sapevamo. Ora, non c’è nulla di male in democrazia a essere un babbeo o un furfante, o anche semplicemente un pensatore non originale e conformista, e finché qui questa roba resta fuori da qui non ci dà alcun fastidio. È però desolante capire a distanza di 13 anni che la frase chiave di un lavoro appassionato, onesto e lungimirante non è stata minimamente capita, o se è stata capita non è stata presa sul serio. Questo, in effetti, limita molto la portata di quel lavoro, e soprattutto frustra in radice quella che poteva essere la sua utilità: il fornirvi elementi per difendervi da inevitabili, prevedibili e previste aggressioni.

Ma ormai l’ho capito: voi ascoltate le mie dirette perché gradite il suono della mia voce, e leggete il mio blog perché apprezzate il ritmo della mia prosa. Vi sono grato per l’apprezzamento, che mi aiuta a superare la frustrazione di non essere compreso. Ad esempio, che cosa non è chiaro in una frase così semplice come “non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto”? Perché non siete riusciti a prenderla sul serio? Voglio prendermene la responsabilità: forse perché io non sono riuscito a spiegarvene il fondamento. Può sembrare strano disinfettare la sabbia, o mettersi la mascherina alle 18 perché prima il virus dorme, o una qualsiasi delle tante altre assurdità che ci sono state imposte durante la pandemia, ma chi è qui ha avuto gli elementi per capire che l’imposizione di una moneta unica ad un’area valutaria non ottimale è una assurdità che per stravolgimento della logica e per ampiezza delle conseguenze travalica di parecchi ordini di grandezza qualsiasi altra assurdità un essere umano riesca a concepire. Peraltro, una delle conseguenze di questa assurdità è mettere sotto ricatto i parlamenti che vogliano opporsi ad altre assurdità. Per questo motivo nel 2012 ammonivo che accettare questa specifica assurdità avrebbe aperto la strada a infiniti altri orrori. È per questo stesso motivo che oggi, nel 2025, chi si sveglia e scopre di vivere in un mondo, diciamo così, perfettibile, senza avere la benché minima idea di quali siano i dati strutturali che ci impediscono di migliorarlo, dovrebbe suscitare il sospetto non tanto dei ventenni, da sempre assolti per non aver compreso il fatto, ma certo di chi era qui 14 anni fa. Eppure, anche molti di questi ultimi, con mia rassegnata tristezza, sono andati dietro ai pifferai tragici. Ora, uno dopo l’altro, passata l’emotività della minaccia esistenziale diretta, li lascerete cadere nel dimenticatoio, ma intanto avremo perso tutti tempo.

Eppure, oltre all’assenza di carità, oltre a una visibile incapacità di questi figuri di accorgersi di qualcosa prima che capitasse a loro, c’è anche un altro elemento che avrebbe dovuto mettervi in guardia: il loro sterile narcisismo. Ma anche qui sono rassegnato: non posso aspettarmi e non mi aspetto che capiate il sacrificio fatto entrando in una squadra, e non perché essa sia composta di elementi scarsi, ma proprio perché, al contrario, essendo composta di elementi pregiati, impone un vincolo maggiore alla mia libertà di espressione, che non vorrei fosse mai un ostacolo al perseguimento di un fine collettivo.

Io ho saputo entrare in un partito e starci, a differenza delle tante buste di piscio che in giro per la cloaca social da anni si sbracciano per creare un partito sulle mie idee, cannibalizzando il mio seguito, ignorando un dato fondamentale: Bagnai non vorrebbe mai essere seguito da uno che segue Bagnai, ovvero, in altri termini, ogni occasione è a me gradita per sbarazzarmi di chi ignora il primo comandamento perché non ha praticato il comandamento zero (ascolta!). Eppure anche questo non è stato capito! Quando io avevo, come tuttora ho, un seguito di parecchi ordini di grandezza superiore a loro, e non pensavo mai di dare alla mia azione una esplicita veste politica entrando in un partito, mi sono sempre opposto con violenza a qualsiasi ipotesi di costituire un partito. Il dileggio che fin dall’inizio abbiamo riservato ai famoerpartitisti evidentemente a molti non è stato di lezione, come pure non lo è stato l’estrema attenzione con cui abbiamo evitato che a/simmetrie, una associazione scientifica, venisse interpretata, o peggio ancora usata, come “er partito de Bbagnai”! 

Tanti di quelli che ragliavano “Bagnai narcisistaaaa!11!1” si sono poi fatti e si fanno ogni giorno abbindolare da nullità prive di carità, di preparazione scientifica, di capacità politica.

Va bene tutto, e in fondo, quando questa cosa è cominciata, non mi aspettavo niente. Certo, se oltre al timbro della voce e al ritmo della prosa qualcuno provasse ad apprezzare anche i contenuti, forse sarebbe meno faticoso andare avanti, forse ci si farebbe meno male. Ma io quello che ho da dirvi ve lo dico perché non posso fare altrimenti. L’illusione illuministica di cambiare il corso della storia iniettando conoscenza del corpo sociale forse posso averla nutrita all’inizio, ma da essa mi sono separato da tempo, e quel lutto è stato elaborato.

Più difficile convivere con la scoperta che persone che pensavi avessero capito in realtà non hanno capito un cazzo. Ma quello che vale per loro, forse vale anche per me. Nella serena constatazione di questa simmetria, ora che il vento si è calmato, vi lascio e vi auguro una buona notte.

sabato 11 gennaio 2025

Punturini ‘ndernescional

(… titolo ripreso dal noto saggio di Pino Aprile…)

Un amico “che io ci ho molto rispetto” mi segnala questo pregiato articolo del Völkischer Beobachter salmonato ‘ndernescional, dal titolo “A time for truth and reconciliation”. Mi sento anch’io di caldeggiarne la lettura. Confesso però che nonostante ne condivida il contenuto (e posso dimostrarlo, e lo dimostrerò) la mia prima reazione, fin dalla lettura del titolo, non è stata di assoluto e totale entusiasmo.

Intendiamoci: alcuni aspetti analitici dell’articolo, e in particolare la lettura del 2016 come anno di svolta in senso repressivo nella gestione di Internet, sono da me totalmente condivisi, sono cose che mi sentite dire da tempo, ma proprio per questo il vederle adesso spiattellate come ponzose e profonde analisi da un outlet così “autorevole“ più che inorgoglirmi mi fa incazzare. Come pure dovrebbe inorgoglirmi, ma invece mi fa incazzare, il richiamo alla Commissione per la verità e per la riconciliazione. Alzi la mano chi si ricorda questo (scritto mentre la Grecia veniva macellata, cosa di cui non abbiamo evidenza che l’intellettuale di turno si crucciasse)!

Si riconferma che nihil est in intellectuals quod prius non fuerit in Goofynomics, ma non vorrei che questa venisse presa per vanagloria. Sicuramente un po’ lo è, non mi attardo ad escluderlo, ma il motivo per cui il fatto che venga condivisa un’esigenza di metodo che avevo espresso 10 anni fa mi innervosisce, anziché sollevarmi o inorgoglirmi, non ha nulla a che vedere con la rivendicazione di un primato intellettuale, di una particolare originalità o tempestività. Io sono stato scolarizzato nel XX secolo e in Italia, quindi io so che dopo Omero chiunque pretenda di dire una cosa originale è sostanzialmente un illetterato.

In altre parole, quello che mi infastidisce di questo richiamo all’esperienza sudafricana (quella della Commissione sulla verità e sulla riconciliazione, dei cui risultati, a dire il vero, non vi saprei tracciare un bilancio storico), non è che venga dopo il mio (e chi sono io per pretendere di essere ascoltato?), ma sono i motivi che sottendono ad esso, e questi motivi mi infastidiscono non perché siano di per sé non condivisibili (ricordo che faccio parte di una commissione di inchiesta sul fenomeno del COVID-19, quindi ovviamente mi interessa vederci chiaro su questo fenomeno!), ma perché preludono a un inevitabile fallimento.

Che dal 2016 fosse all’opera un DISC (Distributed Idea Suppression Complex) ce ne eravamo un pochino accorti anche noi, e ne avevamo anche parlato, mettendo in guardia, pensa tu!, proprio quella sinistra che oggi piange sul latte da lei versato!

Tuttavia, invece di apprendere le lezioni della storia, la sinistra (perché il Völkischer Beobachter salmonato ‘ndernescional è un outlet di sinistra) continua a non fare i conti con alcuni caposaldi della cultura occidentale, quali la logica aristotelica e la geografia astronomica. Da quest’ultima ci deriva, in particolare, quello strumento che tendiamo a considerare banale, a dare per scontato (nonostante che la sua storia dimostri che non lo è affatto), ma che è tutt’oggi essenziale per dirimere controversie di vario tipo, e anche per attribuire ad analisi della più svariata natura il corretto valore: il calendario.

Eh sì!

Perché a leggere il contributo dell’illustre e autorevole autore non si può sfuggire alla sensazione che secondo lui “la strage e il grande scempio che fece i social colorati in rosso“ sia stata quella che qui, per non farci tirare giù dagli amici suoi (perché l’autore si propone come un pezzo della soluzione, ma il suo curriculum ce lo segnala come pezzo del problema), abbiamo deciso di chiamare metaforicamente la “punturina”, cioè la gestione ideologicamente orientata, e quindi inefficiente, della pandemia.

Ma allora come si spiega che il DISC sia attivo dal 2016, cioè da quattro anni prima che il noto fenomeno epidemiologico si manifestasse? In altre parole, una chiamata alla verità come strada maestra verso quella riconciliazione di cui tutti avvertiamo l’urgente bisogno, per essere o almeno sembrare non dico efficace (perché pur aderendo intellettualmente a questa istanza mi rendo conto del fatto che politicamente sia impraticabile), ma credibile, dovrebbe dimostrare di avere colto quali siano le contraddizioni fondamentali che hanno portato all’egemonia della menzogna, quelle che preesistevano all’eruzione del fenomeno sanitario, e che, non dobbiamo nascondercelo (pensate allo Pfizergate), ne hanno condizionato le modalità di gestione. Ma sotto questo profilo, il pregiato contributo del pezzo del problema è abbastanza deficitario: il problema è il debito pubblico (leggere per credere!) e le bolle immobiliari, con una tanto elegante quanto eloquente saldatura dei punturini ‘ndernescional ai Giannini (intesi come plurale di Giannino) ‘ndernescional.

Quello su cui abbiamo bisogno non di sapere, perché la sappiamo, ma di dirci apertamente la verità non è se nel XXI secolo da qualche parte si stiano studiando o producendo armi batteriologiche (quando ho fatto il militare nel 1989 la difesa anti-NBC era nel programma dei corsi AUC! Nel frattempo, la sigla è diventata CBRN, ma sempre di quella roba si tratta). No, di questo credo che ci interessi il giusto, anche perché non è un argomento così sorprendentemente nuovo. Sarebbe, sarà, più utile fare un’operazione di verità sulla terza globalizzazione e sulle sue dinamiche.

Questo non possiamo aspettarcelo, ovviamente, da chi su queste dinamiche prospera, il che però non rende inutile il suo contributo, tutt’altro! Vi esorto continuamente a utilizzare la forza dell’avversario, e quindi un contributo come questo può esserci molto utile dialetticamente, se però ci ricordiamo che il suo autore non è uno di noi, non è un nostro amico, anche se, per motivi in fondo estemporanei, sembra desiderare quello che tutti noi desideriamo: è e resta un nostro avversario. Questo suo (secondo) coming out quindi è utile, anzi utilissimo, ma dobbiamo ricordarci di inserire il nostro desiderio di avere una parola di verità sulla gestione della pandemia (da lui condiviso), nel contesto di una aspirazione più ampia (da lui non condivisa): quella di avere una parola di verità sulla organizzazione dei nostri rapporti sociali di produzione, e dobbiamo essere consapevoli del fatto che in questo compito il Völkischer Beobachter salmonato ‘ndernescional non può aiutarci, se non nella limitata misura in cui, come avevamo pronosticato, le politiche che ha sempre sostenuto allo scopo di ridurre la nostra fetta di torta alla fine abbiano ridotto anche la sua fetta di torta (quella destinata alla rendita finanziaria, cioè ai suoi azionisti di riferimento) perché hanno fatto collassare la torta.

Non leggete quindi questo intervento come un’esortazione alla schizzinosità, come la versione di destra di quelli che volevano “l’uscita da sinistra“, anzi! È una cosa profondamente di destra: un richiamo al senso critico, quella cosa che la sinistra ha deciso di mettere in soffitta, crimine contro l’umanità per il quale merita di scomparire, e scomparirà.

Statemi bene e ovviamente long 🍿!

domenica 25 giugno 2023

Le confessioni di uno zerovirgolista

Fiorenzo Fraioli ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Altro giro, altra corsa (le consultive sul MES)":


Per conoscenza e senza secondi fini.

https://egodellarete.blogspot.com/2023/06/la-politica-i-clan-e-il-gioco-delle.html


Pubblicato da Fiorenzo Fraioli su Goofynomics il giorno 24 giu 2023, 17:55


Ma figurati!

Quale secondo fine puoi avere, caro amico, e se anche lo avessi in cosa potrebbe indurmi a comprimere il tuo diritto di espressione?

L'unico fine che hai è il primo, quello di rientrare per un attimo nel cono di luce, e te lo faccio fare ben volentieri anche perché il tuo documento, nella sua ingenuità, ha un valore di cui evidentemente non intuisci la portata (il che, come vedremo, è perfettamente coerente col messaggio che il documento trasmette).

Intanto, la descrizione profondamente sofferta ma sostanzialmente onesta della tua perdenza (non sconfitta: può essere sconfitto anche un winner: la tua è perdenza) chiarisce, a chi fosse interessato (pochi) e non lo avesse già ben chiaro (pochissimi) i motivi di quella che pudicamente chiami la tua "rottura"  con la community (cioè, come poi correttamente spieghi, del tuo allontanamento dalla community): di petulanti e perdenti ambizioncelle politiche non ne avevo bisogno, non erano loro che mi avrebbero permesso a quel tempo di accrescere la potenza del mio messaggio, e dopo di ostacolare con una discreta efficacia l'avanzata del nemico (il MES doveva essere ratificato nel 2019, e lo sarebbe stato se non ci fosse stato il discorso di Pescara, che tu, come un pennivendolo qualsiasi, collochi chissà perché al Papeete, mentre ora si parla di rinviare il dibattito, e in un contesto in cui il tempo è dalla nostra parte - l'unico dato politico da comprendere è questo e chi non lo comprende è meglio che non si avventuri a politicheggiare! - questo è già un (altro) successo).

Detto in sintesi: l'appostismo è una fede che non tollera blasfemia.

Poi, perché il tuo resoconto lucido e dettagliato chiarisce e avvalora meglio di quanto io saprei o potrei fare la mia reticenza, il mio fastidio verso lo spontaneismo zerovirgolista, in particolare verso quello "de sinistra", litigioso, rissoso, inconcludente, ma soprattutto impalpabile.

Fa bene, fa benissimo Daniele Capezzone quando invita tutti a smussare gli angoli e unirsi in vista del conseguimento di obiettivi comuni. Dimentica, per eleganza, di aggiungere un dettaglio: deve valerne la pena. Il compromesso costa comunque una fatica, non fosse che quella di mordersi la lingua, e perché vi sia, se non un avanzamento, almeno un equilibrio, occorre che questa fatica sia compensata da qualcosa: o dalla qualità del soggetto con cui ci si aggrega, o dalla quantità della sua base elettorale.

Il mio rapporto con Daniele è un preclaro esempio del primo caso. Volendo partire dalle cose che ci separano, non sarebbe difficile trovare ostacoli insormontabili. Io sono un keynesiano, lui un neoclassico (in termini dottrinali): già qui il discorso potrebbe chiudersi, e invece no, perché due cose ci accomunano: la volontà di difendere la libertà di chiunque, e l'eccellenza nel difendere le nostre posizioni. Ci sono probabilmente delle cose su cui saremmo destinati a non capirci, soprattutto se (ma non è questo il caso) fossimo disposti a lasciarci ingabbiare dalle rappresentazioni stereotipate delle nostre rispettive posizioni, ma intanto sappiamo che potremmo confrontarci con onestà intellettuale perché la nostra è una vita di risultati politici, non di ambizioni politiche.

¿Entiendes?

Tanto per chiarire con qualche esempio pratico a beneficio di chi ha difficoltà a orientarsi nel Dibattito, esattamente come io sono un keynesiano che riconosce il ruolo dei prezzi relativi (cioè un keynesiano vero), mi pare di intuire che Daniele sia un liberale che riconosce il ruolo dello Stato nel fornire una infrastruttura che vada oltre il mitologico "Stato minimo". Ma non mi addentro ulteriormente in questo.

Moreno, Stefano, tu, siete tutte persone che ho care e che mi ha confortato incontrare quando lanciai il mio grido di allarme che ritenevo fosse solitario. Poi ho visto che era ascoltato da decine (di migliaia) di persone. Bene, ma non abbastanza. Il dato che però emergeva era la mancanza di cultura politica in chi la politica pretendeva di insegnarmela (e io con la mia connaturata umiltà ascoltavo), ma soprattutto le conseguenze di questa mancanza di cultura: l'incapacità ontologica di aggregare un consenso!

E quindi, caro amico e cari amici zerovirgolisti tutti, perché mai non dovrei mandarvi a stendere? Quale beneficio mi offrirebbe il porgervi un ramoscello o un nodoso randello di ulivo? Nessuno! Non sareste in grado né di difendere le nostre ipotetiche posizioni comuni con la lucidità e la distinzione di un Daniele, né di aggregare in qualche luogo che non sia la bollicina di CH4 dei social qualcosa di simile a una significativa constituency elettorale. Come chiarisco spesso ai miei amici, il mio lavoro è ingrato: devo dedicare più tempo ai nemici che agli amici, e alle persone che non mi interessano che a quelle che mi sono simpatiche. Devo abolire (in modo controllato) la mia umanità per conservare (auspicabilmente) un minimo di lucidità e tensione verso l'obiettivo. E allora, amici cari: tanto affetto e tanta stima, ma da qui a perder tempo con voi ce ne corre...

Anche questo, del resto, lo ha detto Daniele: bisogna sì aggregare, ma anche fare attenzione a chi ci si accompagna, perché l'unica arma che ha il mainstream nei confronti di chi porta tesi scientificamente resistenti è quella del discredito. Ora, con tutto il rispetto, il mondo zerovirgolista mi pare pulluli di soggetti che espongono a questo rischio (esclusi i presenti, ça va sans dire). Può sembrare un dettaglio, ma uno degli svantaggi tattici del dibattito sulla punturina rispetto al Dibattito è che nel primo il tizio coi baffi a manubrio stava dalla parte dei "buoni", nel secondo da quella dei "cattivi" (tanto per chiarire con un esempio)!

E anche qui, parliamone...

Ho cercato di spiegarvi fin dall'inizio che la minaccia esistenziale diretta, la paura di morire (di COVID o di vaccino), per quanto possa essere uno strumento potente di mobilitazione, non riesce a creare una autentica coscienza di classe. In altre parole, a me è stato evidente fin da subito che tutto quel fermento di cui parli, tutte quelle proposte "olistiche" (la regina delle parole che non vogliono dire un cazzo!) si sarebbero sciolte come neve al sole alla scomparsa della minaccia. Ma scusate: ma ci vuole tanto a capire che se ti svegli se e solo in quanto hai paura per te, questa è la migliore prova del fatto che degli altri non te ne frega un beneamato cazzo? E che quindi non ti interesserà, né sarai in grado di, tenere botta quando sarà necessario spendersi per un obiettivo (uno fra i tanti: arrestare la riforma del MES) che non ti tocca direttamente? Ma ve li ricordate i volenterosi studenti e docenti contro il green pass? Che ne è di loro? Tanto afflato, tanto Agamben, tanta vibrante eloquenza, di cui oggi resta solo un collega invidioso e perdente che ogni tanto mi si affaccia a trollare su Twitter, anche lui senza secondi fini: con il solo primo fine di entrare in quel cono di luce che non è riuscito a crearsi, senza intuirne le ragioni!

Chi si è illuso di raccogliere consenso pescando in quello stagno ha raggiunto risultati elettorali a una cifra (non in percentuale, in numero assoluto!) e ora rosica come un capibara, e di converso chi ha voluto dare in tempi e modi impropri uno sbocco politico a una battaglia che era ed è giusta, quella per il diritto di decidere sul proprio corpo, nel rispetto della dignità della persona umana, ha commesso un errore da cui in tutti i modi avevo cercato di mettere in guardia: quello di segnalare questa battaglia come politicamente irrilevante perché incapace di muovere numeri.

Ecco: forse questo esempio dell'oggi ci aiuta a spiegare qualche fatto di ieri. Questo era esattamente l'errore che volevi farmi fare tu, ed è esattamente per non farlo che ti ho allontanato. Se in certe stanze sul MES si usa più cautela che, per dirne una, sui vaccini, è esattamente perché io non ho sbagliato, e altri hanno sbagliato.

Tutto qui.

Grazie per avermi offerto il destro di chiarirlo, anche se, parafrasando il compianto Sergio Cesaratto, ormai siamo nel 2023, e chi voleva capire ha già capito.

Agli altri ci penserà la SStoria.

sabato 27 agosto 2022

Tachipirina e vigile attesa

La campagna elettorale si presenta come il luogo d'elezione dei colpi bassi e delle mistificazioni. Ognuno si regola secondo la propria eleganza e secondo l'intelligenza del proprio elettorato. Se tutti gli elettori sapessero leggere fra le righe, i dibattiti sarebbero molto più composti. A differenza di molti musicisti, però, quasi tutti gli elettori leggono meglio sopra le righe (nel regno dei tagli in collo e in testa, dove molti amici musicisti si perdono...). Ne consegue naturaliter uno scadimento della qualità del dibattito che può essere arginato in un unico modo: coi dati, e da un solo tipo di interlocutori: quelli che, essendo in buona fede, non hanno paura dei dati, come chi vi scrive (da dodici anni a questa parte).

I simpatici siparietti in cui si sono prodotti ieri alcuni utenti diversamente onesti intellettualmente del social azzurro cesso ci offrono il destro per esemplificare questo punto di metodo e per chiarire un punto di merito: che cosa abbiamo fatto per portare in Parlamento una parola di buon senso sul trattamento domiciliare del COVID, quella cosa che secondo i virologi a gettone di presenza non si poteva fare, e che invece alcune nostre amministrazioni avevano sperimentato con successo fin dall'inizio della pandemia, in parallelo a, e attingendo a, esperienze che non sarebbero dovute passare inosservate a Roma.

Il fattore scatenante dei summenzionati siparietti è stata la scoperta, non dell'acqua calda, ma quasi: dei FANS. Ieri il Corriere della Sera ci informava che (udite, udite!):


Una cosa che tutti noi sapevamo, inclusi i medici di famiglia meno incompetenti toccati in sorte ad alcuni di noi, e che lo stesso gruppo di lavoro guidato da Remuzzi (vi indico i nomi di questi pericolosi no vax: Fredy Suter, Elena Consolaro, Stefania Pedroni, Chiara Moroni, Elena Pastò, Maria Vittoria Paganini, Grazia Pravettoni, Umberto Cantarelli, Nadia Rubis, Norberto Perico, Annalisa Perna, Tobia Peracchi, Piero Ruggenenti e Giuseppe Remuzzi) aveva già pubblicato in uno studio iniziato a marzo 2021 e pubblicato a giugno 2021:

Lo studio uscito il 25 agosto scorso, due giorni fa, è invece questo:


e il messaggio principale è il solito: i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei, in inglese NSAID, non-steroidal anti-inflammatory drugs, e quindi ibuprofene, indometacina, nimesulide, ecc.: non dico i nomi commerciali perché non sono uno scienziato a gettone di presenza...) se assunti tempestivamente abbattono in modo drastico il rischio di ospedalizzazioni. Una semplice verità che la stampa quella seria ha cercato in tutti i modi di nascondere e demonizzare, rendendosi oggettivamente corresponsabile di una lunga serie di eventi incresciosi, ma senza riuscire a sorprenderci più di tanto, essendo noi da lungo tempo abituati alle sue balle.

Questa cosa quindi si sapeva (c'erano evidenze antecedenti allo studio di Remuzzi, ma non entro in questo), tant'è che qui suppongo molti la sapessero e se ne siano giovati (come me), il che apre ovviamente la strada a una vasta serie di considerazioni, riconducibili a una, la principale: perché non se ne è voluto tenere conto a livello nazionale (visto che a livello locale c'erano best practice significative e citate perfino dalla stampa internazionale)?

Sappiamo anche la risposta, ma per il momento la teniamo per noi. Prima bisogna risolvere un problema di rapporti di forza, senza risolvere il quale la veritah rischia di avere lo stesso ruolo e di fare la stessa fine dell'onestah. Sta a voi farvi furbi, e dotarvi di una maggioranza competente e informata in Commissione d'inchiesta COVID.

Ma intanto: è vero che i FANS, la cui efficacia era riconosciuta da diversi studi e dalla pratica clinica di non pochi medici onesti e coraggiosi (oltre che incoraggiata da alcune amministrazioni di centrodestra come quella del Piemonte), non erano consigliati dai protocolli di terapia domiciliare del ministero? E in caso affermativo, come si è riusciti, prima della pubblicazione di quest'ultimo studio, a farceli rientrare?

Ieri, sui social, sentendo la malaparata (cioè l'avvicinarsi di quella che ho chiamato scherzosamente Vaccinopoli), una quantità di sozzi troll piddini negava che il protocollo per le terapie domiciliari proposto dal ministero fosse la famigerata coppia "tachipirina e vigile attesa". I FANS sarebbero stati consigliati fin da novembre 2020, si dice, e quindi da prima del primo studio di Remuzzi, e di altri passaggi su cui vi riferirò. Vediamo allora se è così. Carta canta, villan dorme, e troll crepa.

Intanto, qui trovate la circolare ministeriale 0024970 del 30 novembre 2020, quella della "tachipirina e vigile attesa", che in realtà è: "vigile attesa e paracetamolo":

 


Ho evidenziato i tre punti salienti, a pagina 10 della circolare, per mettere in evidenza che quando si parla del famigerato protocollo (che ha causato numerosi lutti, come ormai temo sia difficile nascondere, ma apprezzo lo sforzo di chi ci sta provando) ci si riferisce specificamente al trattamento domiciliare dei pazienti asintomatici o paucisintomatici. A questi pazienti i FANS non venivano consigliati. Questo è fattuale. Il fatto che a pagina 12 della stessa circolare ci sia scritto questo:


non rileva, perché la menzione dei FANS è isolata dal contesto del trattamento domiciliare. Certo, se uno ha male alle articolazioni l'ibuprofene tendenzialmente se lo prende e l'AIFA non lo sconsigliava, che è altro da dire che l'ibuprofene venisse consigliato per il trattamento domiciliare precoce del COVID. A novembre 2020 sia il ministero che i suoi esperti a gettone di presenza non consigliavano i FANS per il trattamento domiciliare precoce di pazienti paucisintomatici (di cui alcuni, se non trattati, rischiavano di diventare sintomatici, e di questi alcuni, se la vigile attesa si fosse prolungata troppo, rischiavano di lasciarci le penne).

Giusto per chiarirci le idee: volete vedere come è fatta, invece, una circolare ministeriale che suggerisce l'uso di FANS in queste circostanze (e che quindi recepisci quello che a molti di noi era chiaro e che lo studio di Remuzzi ci ricorda)? Semplice: è fatta come la circolare 017498 del 26 aprile 2021:


(...scusate, devo dire una cosa a un amico, il troll che ieri diceva che i FANS erano consigliati per il trattamento domiciliare fin da novembre 2020: la vedi la differenza, gigantesco pezzo di me…ntitore?...)

E adesso, premesso che grazie alla simpatica campagna giornalistica che vi ho documentato sopra, e grazie agli sforzi profusi dai virologi a gettone di presenza, una percentuale se non maggioritaria molto significativa di MMG questa cosa ancora non la sa, ci sarebbe da ragionare su che cosa fosse successo fra il 30 novembre 2020 e il 26 aprile 2021 per convincere il generale Speranza ad arrendersi all'evidenza.

Due cose:

1) la presentazione di questo documento in questa conferenza stampa (video qui);

2) l'approvazione di questo ordine del giorno.

Inutile chi vi dica chi ci ha lavorato, a queste cose (che sono solo una parte di quanto è stato fatto).

Sicceravate voi, ci avreste sicuramente lavorato voi (e vi sareste fatti impallinare del primo amico dell'uomo che si vuole informare che fosse passato là davanti: peraltro, anch'io la mia parte di merda me la sono presa, ma stranamente la palma del martirio la reca chi non ha fatto un beneamato cazzo perché non era in condizione di farlo...). Siccerano loro, i veritierih (degni eredi degli onestih), avrebbero sicuramente fatto meglio, come le vicende delle loro aggregazioni politiche dimostrano.

Ma c'ero io.

E così ora sapete anche un'altra cosa: io il fascicolo per la Commissione d'inchiesta COVID ce l'ho già pronto. Eccolo qui:


tutto in ordine, fatto da me, perché naturalmente nel mondo del "fate qualcosaaaaaaah!", ma anche nel mondo del "quanto sei bravo quanto sei bello quanto ti amiamoooooh!", morire se qualcuno disloca una falange del suo mignolo quando ti capita di chiedergli una mano, non fosse che a mettere in fila le sentenze che hanno smantellato l'approccio del Governo, o i paper che progressivamente hanno consolidato le ragioni di chi fin dall'inizio aveva ragione. Quindi Bagnai è il segretario di se stesso, ed è per questo, del resto, che è molto soddisfatto del suo segretario (quello personale, cioè se stesso, ma ovviamente anche quello federale, cioè Matteo, e quello regionale, cioè Luigi). Ma, anche se voi non ve ne rendete conto da fuori, Bagnai è soprattutto un uomo fortunato perché è capitato in un vero partito, con un ufficio legislativo, con referenti in tutti i ministeri. Considerate l'alternativa (che non c'è): voi ce li vedete i tre senatori eletti da un partituncolo antitutto, che confluiranno nel gruppo misto egemonizzato dagli amici di Speranza, andare all'ufficio legislativo del loro gruppo e chiedere le carte (come quelle che vi ho fatto vedere e che il legislativo del gruppo sarà istruito a non dargli)? Ovviamente non gliele darebbero nemmeno se sapessero come trovarle (io le trovo nel mio hard disk perché mi sono portato avanti col lavoro). Voi vi immaginate che cosa potranno fare persone condannate non dalla politica, ma da Natura matrigna, che li ha dotati di un carattere irascibile, a stare all'opposizione, e quindi tenute rigorosamente fuori dai ministeri e dai cassetti delle loro scrivanie? Potranno fare la radice quadrata di zero, perché non avranno materialmente gli strumenti per fare qualcosa, e questo indipendentemente dalle considerazioni soggettive che vi ho esposto e di cui chi non è convinto si convincerà a suo danno, dopo aver ripercorso quel sentiero che qui da dieci anni vi esorto a non percorrere: quello dell'antipolitica.

Tanto vi dovevo. E ora, se volete continuare a ragliare cazzate in utroque, sentitevi liberi di farlo: s'ode a destra un "hai tradotoooh", a sinistra risponde un "Speranza ha sempre consigliato i FANS"...

Divertitevi così, se vi diverte. Io ho da lavorare: vado a Tortoreto alla presentazione della candidatura di un amico e di una brava persona, come sono tutti i miei colleghi: Antonio Zennaro.

Se siete nei paraggi, ci vediamo fra un'ora alla Capannina...

mercoledì 10 agosto 2022

Meno uno…

 


Stefano Longagnani ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Humanitas":

Scusa alessandro (sic), ma il senatore ha ragione: «le cose diciamole, perché anche dirle è rispetto, ma una volta sola, e poi passiamo avanti.» Quindi non insistere. Se Alberto nella risposta si pregia di ignorare bellamente le tue puntuali critiche politiche che fai? Insisti?! È evidentemente tempo sprecato. Questo blog era un progetto culturale dove l'onestà intellettuale veniva usata come un'arma. Ora non è più così. Pensi che Alberto non lo sappia? Pensi che sia facile per lui ingoiare i rospi che sta ingoiando? Quindi alessandro davvero, non insistere, ma guarda e passa.

Pubblicato da Stefano Longagnani su Goofynomicsil giorno 9 ago 2022, 02:15 giorno 9 ago 2022, 02:15


Un altro doloroso caso di coloncardia, che mi mette una profonda tristezza. Stefano ha fatto un pezzo di strada con noi. Ha arricchito questo blog con osservazioni non particolarmente originali, ma sensate. Poi, come tanti altri, si è disvelato, costringendomi a bloccarlo su Twitter, e come tutti quelli sputati dalla bocca di Goofynomics ha cominciato ad avvinghiarsi nelle spire di un futile e sterile rancore, che fa (o farebbe) torto alla sua intelligenza!

La faccio semplice. Non è vero in generale che uno vale uno, e quindi non è vero nemmeno qui. Qui vi dividete in due: chi è arrivato prima (del 2018) e chi è arrivato dopo. Chi è arrivato prima, a sua volta, si divide in due. Chi ha capito queste parole quando le ha lette:

e chi non le ha capite.

I “pandemici” rientrano in quest’ultima categoria.

Aiutati dal 27 che correva, finché la durezza del vivere colpiva gli altri si limitavano a un moto di compiaciuta indignazione “digestiva”, dello stesso tipo di quella che assale il piddino alla visione di una puntata di Report: la colecisti si attiva allo spettacolo romanzato dell’ennesimo misfatto dei cattivi, la bile si smuove, emulsionando nel duodeno i grassi di una cena fatta perché ce la si è potuta permettere, e poi ci si addormenta sereni, pensando che alle ingiustizie domani qualcuno ci penserà, e che tanto a noi nessuno ci verrà a cercare…

Errore!

“Non ci sono limiti” (cit.) vuol dire che la durezza del vivere verrà a cercare tutti! E allora, quando bussa alla porta, la reazione razionale, o comunque umana, mi sembrerebbe essere se non la gratitudine verso chi ha provato ad avvertire, almeno il non intralciarlo. Se ho capito prima di voi che non era un gioco non è colpa mia, come forse non è colpa vostra se lo avete capito dopo di me. Quello che era vero ieri è tanto più vero oggi, ma da chi ieri non ha capito benissimo chi fosse il nemico non accetto oggi suggerimenti su come combatterlo, né tantomeno lezzioncine di onestà intellettuale da perdente, che sono solo il definitivo suggello sul proprio non aver capito nulla di come si combatte una battaglia politica.

Siamo sempre lì, è sempre lo stesso circo con le stesse bestie nella stessa gabbia. Sta a voi decidere se guardarlo da dentro o da fuori. Come bussola suggerisco il senso del ridicolo. Chiamare “puntuali critiche politiche” un raglio simile:


di un poverino che visibilmente non sa né dove si trova né quello che dice né come dovrebbe scriverlo sinceramente muove a un compassionevole sorriso, venato di tristezza al pensiero di quella credevo fosse, sbagliando, l’intelligenza dell’amico Stefano.

Dov’è la politica in queste parole? Aspettiamo il 26 settembre, visto che alcuni di voi ne hanno bisogno (essendo diversamente perspicaci), e chi già a suo tempo non seppe valutare prima le strategie dei grillini per ciò che erano (solo qui lo facemmo e avevamo ragione) sarà costretto a capire dopo, dai risultati, il valore e gli obiettivi delle strategie dei nuovi grillini, i pandemici, quelli che hanno sostituito all’onestah la veritah.

Ma una differenza c’è: i grillini giocavano all’attacco, i pandemici in difesa. I primi potevano contare su una discreta macchina da guerra, e su un leader carismatico, i secondi solo sulla sponda che gli viene offerta in ottica strumentale dai media piddini.

Un po’ pochino, temo…

Ma questo mi interessa poco. Guardo con divertita condiscendenza quelli che preconizzano una Lega al 3% non avendola loro mai votata!

Ma qui non si parla di questo.

Qui si parla di un uomo, Stefano, che è perfettamente consapevole del fatto che, come per anni qui ho sudato sangue condividendo la vostra angoscia, così ora per il ruolo che ho deciso di rivestire ogni tanto devo ingoiare dei bei rospi. E nella piena consapevolezza di questo, quest’uomo invece di prestarmi solidarietà, decide di attaccarmi e di infangarmi, dando così sostegno a chi, nel mio partito, sostiene legittimamente visioni diverse dalle mie e da quelle di tanti altri.

Se questo è un uomo.

Sicuramente non è più un membro di questa community e non per le sue posizioni politiche, ma per il suo spessore umano. Si capisce perché certa gente parli di onestà intellettuale e di tradimento quando se ne conosce il percorso. Se ingoio rospi, in silenzio, li ingoio per voi. Quando li ingoiano gli altri, non sono comunque contento e non me ne glorio: non è un gioco!

Ma è appunto questo che gli amici come Stefano, nonostante la loro “indinniazione”, non hanno capito e verosimilmente non capiranno mai…






venerdì 22 luglio 2022

Mi faccio un regalo

(...lo stesso regalo che mi sono fatto dieci anni fa, per gli stessi motivi, nelle stesse circostanze. Allora erano i donaldiani, ora sono i pandemici, sempre gentaglia, sempre irrilevante. Lo dimostreranno i risultati, e questo, in fondo, lo sanno anche loro. Se fossero così sicuri di vincere, correrebbero a mettere la loro faccia di merda riverita effigie sotto questa vittoria annunciata. Invece stillano il loro fieloso e petulante gnegnegnè senza sosta, non è ben chiaro se perché non hanno una vita o se perché hanno un mestiere. Mi fanno pena in entrambi i casi, ma preferisco dedicare l'attenzione ad altro. Segue un esempio...)


Il giorno 21 lug 2022, alle ore 14:42, Mario Rossi (o Bianchi) <mraiorossi@gmail.com> ha scritto:

Buongiorno Professore,

Mi chiamo Mario Rossi (o Bianchi) e sono un seguacio [di importante città del Nord]. Ebbi modo di incontrarla durante la campagna elettorale per [importante governatore del Nord], qualche anno fa (sono il tizio che le offrì un passaggio verso l'aeroporto, ma ovviamente incontrerà innumerevoli volti, e non ho la pretesa che ricordi il mio).

La disturbo solo per ringraziarla di tutto il lavoro fatto in questi anni, anche prima di approdare in Senato. Ecco, oggi volevo solo scriverle per dirle grazie, perché c'è chi, silenziosamente (sul social azzurro wc ci sono solo come lurker), aveva capito dal 2012 la lezione che "L'Euro è un metodo di governo" (ma già l'esecuzione di Berlusconi e l'insediamento del loden mi avevano fatto tremare, e all'epoca ero di sinistra), e quindi non starnazza scompostamente.

Ci siamo, silenziosi, ci fidiamo delle persone, ci fidiamo di voi, lei, Borghi e Salvini (e i vostri capigruppo) e continuiamo a studiare, supportarvi e a combattere, disciplinati. E, avendo dovuto combattere sotto copertura, cercando di creare consenso, mettere d'accordo persone diverse per risolvere problemi, sia in famiglia che al lavoro (ho fatto uno stage presso l'agenzia di Tal dei Tali, e stavo perfino riuscendo a far leggerissimamente virare un loro progetto, ovviamente rimanendo io sotto quota periscopio, poi purtroppo lo stage è finito), apprezzo moltissimo il vostro lavoro, sia quello che si vede, sia quello che spiegate sia, soprattutto, quello che posso intuire e tutto ciò che ancora non posso nemmeno intuire.

Grazie.

Un ultimo appunto. Nella poesia che è la vita, trovo stupenda la coincidenza di alcuni eventi di questi giorni: conferenza stampa della Commissione d'inchiesta sulla morte di David Rossi, sentenza di assoluzione per gli ex vertici MPS (ma allora Bankitalia...) e il voto di ieri al Senato. E mi tornano in mente le parole del profeta: "Abbiamo una banca!".

Grazie di tutto, buon lavoro

Mario Rossi (o Bianchi)

(...e ora me l'immagino la gentaglia affetta da coloncardìa, quella strana malformazione per cui il colon ti sfocia nel ventricolo sinistro, nel buio delle loro camerette, fra un rotolone di Scottex e un posacenere traboccante, alla luce livida del monitor: "Che cosa ha Bagnai che io non ho? Ma poi, questa lettera se l'è scritta lui...". Se anche avessi abbastanza fantasia, non avrei abbastanza tempo, e se avessi abbastanza tempo lo dedicherei ad altro. La verità, amici il cui sangue ha un colore diverso dal rosso, è che nessuno vi caga perché non ve lo meritate, e non ve lo meritate perché non date nulla se non livore e stridore di denti, nelle tenebre delle vostre camerette. Qui qualcosa abbiamo dato, e in cambio qualcosa riceviamo. Dei regali, come questo. Se vi impegnaste, se foste umani, se vi depuraste dal grillismo, che poi è la paura che vi venga fatto quello che voi volete fare al prossimo vostro - fotterlo! - ricevereste in cambio umanità. Così, invece, solo disprezzo...)

(...Dixit itaque Dominus: “Clamor contra Sodomam et Gomorram multiplicatus est, et peccatum eorum aggravatum est nimis. Descendam et videbo utrum clamorem, qui venit ad me, opere compleverint an non; sciam”. Converteruntque se inde viri et abierunt Sodomam; Abraham vero adhuc stabat coram Domino. Et appropinquans ait: “Numquid vere perdes iustum cum impio? Si forte fuerint quinquaginta iusti in civitate, vere perdes et non parces loco illi propter quinquaginta iustos, si fuerint in eo? Absit a te, ut rem hanc facias et occidas iustum cum impio, fiatque iustus sicut impius; absit a te. Nonne iudex universae terrae faciet iudicium?”. Dixitque Dominus: “Si invenero Sodomae quinquaginta iustos in medio civitatis, dimittam omni loco propter eos”. Respondensque Abraham ait: “Ecce coepi loqui ad Dominum meum, cum sim pulvis et cinis. Quid, si forte minus quinquaginta iustis quinque fuerint? Delebis propter quinque universam urbem?”. Et ait: “Non delebo, si invenero ibi quadraginta quinque”. Rursumque locutus est ad eum: “Si forte inventi fuerint ibi quadraginta?”. Ait: “Non percutiam propter quadraginta”. “Ne, quaeso, inquit, indignetur Dominus meus, si loquar. Si forte ibi inventi fuerint triginta?”. Respondit: “Non faciam, si invenero ibi triginta”. “Ecce, ait, coepi loqui ad Dominum meum. Si forte inventi fuerint ibi viginti? ”. Dixit: “Non interficiam propter viginti”. “Obsecro, inquit, ne irascatur Dominus meus, si loquar adhuc semel. Si forte inventi fuerint ibi decem?”. Dixit: “Non delebo propter decem”. Abiit Dominus, postquam cessavit loqui ad Abraham; et ille reversus est in locum suum...)

(...io sono di poche pretese: me ne basta uno e ce l'ho. Godo a vedervi schiumare nelle bollicine dei vostri zero virgola: continuate pure, vi prego!...)