E come potevamo noi cantare
con il piede
straniero sopra il cuore,
fra i morti
abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di
ghiaccio, al lamento
d’agnello dei
fanciulli, all’urlo nero
della madre che
andava incontro al figlio
crocifisso sul
palo del telegrafo?
Alle fronde dei
salici, per voto,
anche le nostre
cetre erano appese,
oscillavano lievi
al triste vento.
(...tutto sta andando come previsto: ci troviamo di fronte alla scelta fra "ricapitalizzare le banche in euro, sottomettendoci alla troika, o in lire, recuperando sovranità monetaria", in un contesto in cui chi dovrebbe essere nostro alleato, perché in realtà ha più da perdere di noi, di fatto sostiene il nostro nemico. Del nostro governo nemmeno parlo, perché "nostro governo" in Italia è un ossimoro almeno a far data dal divorzio fra Tesoro e Banca d'Italia nel 1981 - ma forse dalla discesa di Carlo VIII, e forse anche da prima, non so... Io sto lavorando per portare il dibattito e la consapevolezza a un altro livello e in altri luoghi. Consentitemi, per motivi puramente sentimentali, il vezzo di aiutare la sinistra a diventare più di sinistra. Sappiate però che io so, come sapete voi, che questo è un vicolo cieco, per i motivi che vedevo arrivare nel 2011 e che nel frattempo si sono palesati, costringendo tutti noi a regolarci di conseguenza, come chiede Giorgio Gattei, trovandomi assolutamente d'accordo: il problema è colpire l'Unione Europea, e il fine giustifica i mezzi. Tornando alla mesta cronaca, il salvataggio non ci ha salvato, e la Bce, cioè Berlino, alza la posta, per il semplice motivo che ci vuole mandare la troika, allo scopo di spremere - via imposte patrimoniali, così deliziosamente bipartisan - le risorse con le quali pagare il costo dello smantellamento dell'euro, ormai inevitabile e da negoziare con Trump. Gli Stati Uniti ormai non nascondono il loro scontento per l'attuale stato delle cose, e in particolare per il fatto che l'euro è una manipolazione monetaria su ampia scala, principalmente indotta dalla simpatica abitudine dei nostri amici tedeschi di fare i porci comodi loro fino a quando il resto del mondo non si coalizza per rimetterli al loro fottuto posto - qui, a pagina 16 - cosa che a me personalmente dispiace perché penso sempre a Goethe e a Bach, e preferirei, a differenza delle élite e del popolo tedesco una composizione pacifica degli inevitabili conflitti - qui, ex multis, altri che li avevano visti venire. Alla guerriglia coi piddini, che noi definiamo al di là dell'appartenenza politica come quei poveri idioti che "sanno di sapere", e alla cronaca dei gazzettieri, nemici della verità e quindi della pace e della democrazia, pensateci voi. Quello che c'è da fare l'ho scritto nel Tramonto dell'euro quattro anni fa. Ora vorrei evitare che, come al solito, a livello di "letteratura scientifica" si approprino dei miei risultati quattro cialtroni opportunisti, come è già successo con la storia dell'Odessa consensus - il progetto di hall of shame è solo accantonato, non abbandonato... Quindi, perdonatemi, ma siccome non sono uno e bino, se scrivo un paper non posso tornare sul blog, dove comunque non saprei cosa fare se non dire che l'avevo detto, il che, alla lunga, diventa stucchevole anche per me...)
(...questo non è un testo: è un ipertesto. Quelle porzioncine di testo in colore diverso si chiamano link, e dovete cliccarci sopra e leggere - o rileggere - e ascoltare - o riascoltare - tutto quello che trovate, anche se credete di conoscerlo, anche se credete di averlo capito. E questo perché, cari amici, siccome vi so frustrati dall'ennesima serie di litigi coi parenti piddini cui la lieta festività del Natale vi avrà costretto, mi corre l'obbligo di farvi notare che se non riuscite a farvi capire è perché non avete capito un cazzo voi per primi - detto con affetto, s'intende -, se non avete capito è perché non avete studiato abbastanza, e la prima cosa che dovreste studiare e capire è questa. Lasciate che il lavoro sporco lo faccia la SStoria. Io torno al mio lavoro accademico...)
