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mercoledì 27 aprile 2016

Sim sala BIN! (il fallimento di Atlante...)

(...da Charlie Brown, che... sì, ecco, bravi, che non sono io, perché è lui, cioè uno al quale per non so quale cazzo di motivo - forse perché sta perdendo lavoro? - l'economia interessa molto, mentre a me interessa sempre meno, chissà, forse perché mi sono rotto i coglioni di parlare di euro, e anche di sentire colleghi che, essendo stati alla cappa per anni, ai convegni poi interloquiscono dicendo: "Forse dovremmo smettere di parlare di euro!" [dovremmo? E tu quando mai ne avresti parlato?...] insomma: da Charlie Brown, che appunto non sono io anche perché è lui, come del resto lui non è me - in questo caso la relazione è simmetrica - ricevo un pezzo che rapidamente pubblico. Io mi sto interessando di altro, in altra lingua, e per altra pubblicazione: ma il tema del giorno è questo, e sentite cosa ha da dirvi Charlie Brown che...)




Anche la verità sui "salvataggi" bancari è subito venuta a galla.

Dopo due settimane di balle Olimpiche, il Sole 24 Ore , la voce dell'establishment eurista, viene allo scoperto: Atlante è in realtà un Atlantino: serve un Atlantone, un revival delle Banche di Interesse Nazionale (B.I.N.) .

Naturalmente, per essere sempre più furbi, per fare i bravi Balilla euristi mente sotto sotto si caca sul fascio stellato, occorre che tale massiccio aiuto di stato venga spacciato per una operazione "di sistema", aperta alla partecipazione maggioritaria dei "privati", e questa volta "privati globali". Ca va sans dire, si pensa ai soliti cinesi (datemi un cinese e smuoverò il mondo!).

La tecnica è abbastanza ovvia: anziché trasferire poste patrimoniali sopravvalutate delle banche (le sofferenze) si trasferiranno le stesse banche decotte al valore del loro patrimonio netto (che grazie alle sullodate sofferenze tende allo zero se non addirittura negativo). Il nuovo Atlantone comprerà tanto a poco, anziché poco a tanto come il tapino Atlantino. Ed il bello è che comprando banche marce anziché crediti marci lo Stato investe, anziché spendere! E quindi niente valchiria Vestager! Furbissimi!

Che genî gli euristi: da un sistema bancario decotto a causa dell'euro ad una nuova brillante mega-operazione "di sistema" nell'euro.

Sim-Sala-BIN!

Naturalmente, vale sempre la stessa banale realtà: spostare da qui a là barili di scorie tossiche non rende meno tossiche le scorie, che prima o poi vanno smaltite con tutti i relativi costi. E quei costi non pensiamo per un istante che saranno gli "investitori privati globali " a sopportarli. A sopportarli saremo noi e solo noi: gli italiani.

I cari tedeschi, che saranno beceri ma i conti li fanno e per tempo, hanno capito dove si va a parare e si stanno premurando di assicurare che domani il conto lo paghi, appunto, il contribuente italiano e non quello "europeo" (leggi: "tedesco"). Per questo hanno preso di mira il QE di Draghi  e proposto - tramite i loro lacchè olandesi - di introdurre limiti all'acquisto di debito pubblico da parte delle banche. QE infatti da noi equivale ad una monetizzazione coatta del debito pubblico da parte di uno stato che, grazie all'euro ed alla correlata austerity salva-euro, non ha strumenti fiscali e valutari per rientrare su un sentiero di crescita. Naturalmente, della garanzia all'80% da parte di Banca d'Italia  i tedeschi sanno cosa farsene: pulirsi il parafanghi del Mercedès.

Ovvio? Sì.

Scontato? Sì, sì.

Già detto? Sì, sì, sì.

Banale? Sì, sì, sì, sì.

Dunque usciamo da 'sto cazzo di Euro?

Noooooooooooooooooooooooooo!







(...non sono io. Però in questo caso mi farebbe piacere...)