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giovedì 8 giugno 2017

Bordeaux n'est pas au bord de l'eau...


Nonostante le apparenze:


Bordeaux non si chiama così per il fatto di essere au bord de l'eau (come nella chanson per diversamente europeisti che apre il post), ma per il fatto di essere al confine (bordo) della Gallia: Burdigala.

Ecco, ho rovinato la serata a Norma Rangeri, nominando il confine, padre della nazione, madre di tutte le guerre. C'è un'altra madre che è sempre incinta, e chissà perché mi viene in mente proprio ora. Comunque, la povera Norma non sarà la sola a passare una notte insonne. Ho una revision piuttosto urgente, e così passerò la notte mettendo in fila numeri, sotto al clair de la lune triste et beau:


Ecco: questa per me è la vetta (o quasi). Non credo che nella storia della musica si sia mai avuto un poeta così grande musicato da un musicista tanto grande. Conosco invece diversi grandi musicisti che hanno musicato testi... come dire... "europeisti" (per usare un sinonimo)... e tanti poeti finiti in pessime mani...

Comunque, non sono solo a travagliarmi. Come spesso mi capita, in Francia, il mio dirimpettaio è una persona illustre. A Rouen Flaubert, a Parigi Baudelaire, e a Bordeaux:


Anche lui non dorme. Proprio non ci dorme la notte, con questa storia della separatezza fra i poteri esecutivo, legislativo e monetario. Lui l'aveva pensata in un modo diverso, e di essere travisato così, da un roturier, nel silenzio totale di quei simpatici babbalei dei costituzionalisti, proprio non gli è andata giù, ma veramente per niente.





(...uscendo dall'aereo non ho trovato la valigia - prima o poi doveva capitare - ma ho trovato quello che trovo qui e a Lisbona - e magari sarà anche da altre parti: il respiro dell'oceano. Quella luce, quella profondità, quell'energia... e ora: tabelle!...)