Alfeo Bagnai: "Diagnosi: un'Europa così tu non la reggi."
Rambaldo Macron: "No!"
Ecc.
(...perché non vi date una bella calmata? Quello che c'era da dire s'è detto, e forse dovreste rileggerlo - magari, fra le righe trovate qualcosa che in diretta vi era sfuggito. Siete proprio sicuri che non se ne terrà conto? E perché mai, di grazia? Perché ve l'ha detto il Corriere? O Repubblica? Ah, capisco... Ma allora, perdonatemi: a che cosa vi è servito leggermi? Perché siete qui? Perché tante smancerie, tanti complimenti, tante lettere d'amore, se poi, quando c'è bisogno di mantenere la lucidità, cadete in tutti i tranelli che i nostri nemici politici vi tendono? Ad esempio, sono settimane che state parlando del nulla, nonostante vi abbia detto che era il nulla. Poi magari le cose cambieranno, ma ce lo dirà la "cartaceità" - conio del mio capogruppo di opposizione preferito. Fino a che qualcosa di diverso non sarà stato "versato in atti", io riterrò che quel qualcosa sia il nulla. La carta dei giornali non ha valore di legge, nonostante su di essa vengano emesse molte sentenze inappellabili e con unico grado di giudizio: il titolone in prima - non credo che sia menzionato nei codici di procedura, ma insomma, funziona così...
Ecco, a me dispiace di non esservi stato utile quanto avrei voluto, di non avervi dato gli strumenti di lettura della realtà che mi illudevo di darvi, e anche, scusatemi - intervengo per fatto personale - di non aver stabilito con voi quel rapporto di leale scambio, di fiducia, che mi pareva in tanti anni avessimo costruito, condividendo anche più del necessario, e confrontandoci su tutto. Mi dispiace anche perché voi a me siete stati molto utili: mi avete portato in un posto in cui sto apprendendo molto, e magari, chissà, col tempo e stando al posto mio potrò anche ambire a concorrere a influenzare minimamente i destini del paese che amo. Che peccato scoprire che tutto quanto vi ho detto per anni non vi è servito a nulla. La prima cosa che credevo di avervi insegnato è quella che Emiliano Brancaccio pensava di dover insegnare a me: certe tendenze sono oggettive. Certo, poi occorre gestirle. Il modo più efficace per farlo mi sembra che rimanga quello di non farsi addossare la colpa dei fallimenti altrui, ma, certo, mi rendo conto, voi di politica ne capite più di me, e anche di comunicazione, di ricerca, e di divulgazione scientifica. Parlano per voi, come per me, i miei risultati. Ma, nonostante siate tanto migliori di me, mamma non mi ha fatto invidioso, e quindi continuo a volervi bene, e a tenere aperto il dialogo con voi, nella speranza che possiate insegnarmi il mio mestiere - di politico, comunicatore, ricercatore e divulgatore! Si può sempre migliorare, tranne quando si è perfetti, e voi lo nasceste, a giudicare da come trinciate giudizi. Un brutto vizio che qualcuno deve avervi attaccato, ma che vi prego di togliervi...)
(...la vita è strana. Vi ricordate di Pittella? Qualche tempo fa, forte del fatto che se qui siamo in maggioranza, in Europa siamo all'opposizione, lo levai di terra con un intervento di inizio seduta che effettivamente era molto veemente, diciamo anche troppo. Poteva sembrare un attacco personale, e non lo era: era un attacco politico. Qualche tempo dopo, incontrandolo, mi sono scusato e ho chiarito la mia posizione. Cerco di avere rapporti cordiali con tutti perché questa, anche se ogni tanto lo sembra - ed è anche giusto che lo sembri - non è una arena di gladiatori, ma un posto dove bisogna scambiarsi idee. Ieri, parlando a braccio, ho commesso un errore - lo trovate nel resoconto di seduta. Oggi mi sono avvicinato ai banchi del PD e scherzando ho detto: "Ma insomma! Dovreste essere un'opposizione costruttiva, che ci aiuta a migliorarci cogliendoci in fallo, e poi non vi siete nemmeno accorti che ieri ho detto ecc." (non vi dico cosa, vediamo chi indovina...). E Pittella, con un sorriso placido e tagliente: "Ma Alberto, noi sappiamo che tu sei perfetto, quindi non ci pensiamo a controllarti!" Colpito e affondato da Pittella. Ve lo sareste mai immaginato? Ci vuole rispetto per le persone, e non bisogna sottovalutare nessuno. Da tutti si può imparare, da tutti si può avere una lezione di umiltà, e tutte le lezioni di umiltà vanno accettate. E ora riprendete pure a trinciare giudizi su Twitter: vi osservo sempre con molto affetto e molta partecipazione, voi, e i vostri amici dei giornali influenti: quelli dove una diagnosi simile non è ancora stata pubblicata - nemmeno ex post!...)