Preso dall'organizzazione di un seminario, mi ero perso un messaggio rivelatore da parte di un nostro nuovo amico:
Michele Corvo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "U6: i dati":
Dal mio punto di vista, sono un ingegnere e quindi ragiono sui numeri e non sulle impressioni, l'articolo non ha sufficienti basi scientifiche, perchè fa riferimento a "scoraggiati" per una percentuale del 12-13%,i sottoccupati (gente scontenta che vorrebbe lavorare a tempo pieno?, mah) all'8% e i disoccupati classici (chiamiamoli da oggi in poi ottimisti sul futuro) al 10% o meno. Intanto sulla base di cosa e di quale analisi sono calcolati gli appartenenti alle prime due fasce? Su base statistica, di un questionario, o cos'altro? Tale indagine è stata condotta in modo corretto e omogeneo in tutta Europa? Le domande di tipo personale hanno una vera validità scientifica? Ad esempio chiedere ad un milanese se i servizi vanno bene, sapendo che sono tra i migliori d'Italia, produrrà una risposta al massimo sufficiente, chiedere lo stesso ad abitanti di una città del sud rischia di avere una risposta più alta in termini di voti di valutazione, per l'approccio stesso diverso nelle diverse aree. Quindi una tabella per me non dice nulla se non vedo l'algoritmo che ha prodotto i grafici. La situazione in Italia è molto variegata, ma occorre smetterla di lamentarsi sempre, anche se molti ne hanno diritto, e contribuire a migliorare la situazione. Come al solito tutti evidenziano i problemi, ma quando poi si tratta di mettere in pratica strategie per migliorare la situazione tutti scompaiono. Una sfida a chi ha scritto l'articolo: si proponga come amministratore di un'azienda in crisi, a rischio di chiusura e con un grande debito verso le banche, i fornitori e lo stato, e vediamo cosa adotta per salvarla ed aumentare in 2-3 anni del 30% gli impiegati, e del 50% il loro stipendio. Michele
Postato da Michele Corvo in Goofynomics alle 31 agosto 2017 22:15
(emphasis added)
Cari amici ingengngnieri: #statece.
Detto questo, non sono ancora del tutto convinto che questo sia il QED antropologico del quale personalmente non andavo in cerca (non avendone bisogno). Forse è semplicemente una definizione di ingegneria: una scienza (o forse solo una tecnica) che non si basa sulle impressioni, ma sui "punti di vista"!
Quello del nostro nuovo amico doveva essere particolarmente sfavorevole, o dal punto di vista ottico, o da quello intellettuale. Non ha visto, infatti, che nel post in calce al quale ci ha elargito cotanta peeerla c'erano dei link che rinviavano a tutte le fonti originali dei dati, oppure ha seguito i link e non ci ha capito nulla (il che è scusabile, ma allora, invece di fare queste sparate sbruffone e inconcludenti bisogna chiedere: io cosa c'è da fare, peraltro, l'ho detto in lungo e in largo, per cui chi viene qui a negare apoditticamente che io lo abbia fatto è ovviamente un troll - e questa mi sembra la spiegazione più probabile [nel qual caso l'ingengngnieria, che pure è una categoria dello spirito di patate, c'entrebbe poco]! Difficile esporsi così al ridicolo senza avere incentivi per farlo, ma voi dovete vedere il lato positivo: siete una comunità inclusiva, come questa. Approfittatene per ripassare col nostro nuovo amico le definizioni scientifiche che vi ho fornito e che le fonti che io riporto - lui no - sistematicamente richiamano!).
L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...
Visualizzazione post con etichetta EUROSTAT. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta EUROSTAT. Mostra tutti i post
sabato 2 settembre 2017
Iscriviti a:
Post (Atom)