sabato 11 luglio 2026

Unire i bambeenee…

…ma non lo capirete nemmeno così. Eppure la storia di Chat Control dovrebbe essere sufficientemente eloquente. Ma non lo sarà. Non capirete mai che ovunque chiunque si stracci le vesti per i bambeenee sta cercando di manipolarvi. Una manipolazione peraltro evidente, perché quando si parla di bambeenee diventa difficile nascondere il doppiopesismo. Il PD non si smentisce mai, e la fattoria dei bambeenee è come quella delle discriminazioni, di cui ci occupammo a suo tempo: alcuni bambeenee sono più bambeenee di altri…

E ora scatenatevi pure, immagino la canea! Ma io sono paziente: quante volte ho aspettato con successo che veniste a dirmi che avevo ragione? Questa volta ci vorrà un po’ più di tempo del solito, ma sono confidente che occorrerà molto meno di una decade!

venerdì 10 luglio 2026

Il tramonto in cinque grafici

“Il tramonto dell’euro” riassumeva i risultati di un anno di divulgazione di teorie economiche (e 15 anni di pubblicazione di ricerche economiche) su cui c’era oggettivamente poco da discutere, e utilizzava questo patrimonio informativo per trarre conclusioni politiche su cui invece c’era e c’è ancora molto da discutere. Nel frattempo, all’anno di divulgazione se ne sono aggiunti altri 14, e all’analisi politica astratta, fatta “dall’esterno“, si è aggiunta l’esperienza politica diretta, che ho cercato di condividere nella misura del lecito e del possibile con voi.

Ora, se un anno di divulgazione ha prodotto un testo di 500 pagine, mi sembra evidentemente inopportuno condensare 14 anni di divulgazione in un testo di 7000 pagine! Non escludo che fra voi ci sia qualcuno tanto matto da comprarselo o da regalarlo. Quello che mi sento di escludere categoricamente è che ci sia qualcuno tanto matto da leggerlo!

Questo rischio, tuttavia, è scongiurato da almeno due circostanze.

La prima è che il meccanismo narrativo del blog prevede e fa ampio uso dell’espediente del “quod erat demonstrandum”, su cui abbiamo anche fatto un convegno annuale di a/simmetrie, e su cui si sono esercitati illustri semiologi. Questo significa che buona parte della narrazione successiva al 2012 è stata semplicemente una verifica delle conferme che i fatti regolarmente davano alle teorie esposte, o meglio divulgate, durante il primo anno di lavoro, che quindi non necessitano di essere ulteriormente riproposte. Il significato profondo di questo espediente non era indulgere all’odioso velavevodettismo, ma combattere in radice il più vile e repellente tentativo di un certo ceto intellettuale di sottrarsi alle proprie responsabilità: quello di affermare che l’economia non fosse una scienza, e che quindi se le cose erano andate storte in fondo la colpa non era di nessuno, perché una “non scienza“ non poteva fornire una base previsionale solida per analizzare le conseguenze di determinate scelte politiche. Ogni QED è in effetti la prova del contrario, cioè la prova del fatto che effettuando un’analisi sulla base di semplici principi economici non sarebbe stato difficile prevedere quelli che chi li aveva provocati voleva liquidare, per assolversi, come effetti collaterali imprevedibili e secondari (vi ricorda qualcosa?).

Ma questo punto può essere liquidato in modo abbastanza sintetico, riportando la confessione di Monti (“abbiamo distrutti la domanda interna”) e leggendola alla luce della palinodia di draghi (“noi credevamo che eravamo”). Per inciso, lascio draghi con la minuscola perché così me lo scrive il telefonino mentre gli detto: credo sia l’unico caso in cui l’intelligenza artificiale dimostra la sua superiorità su quella umana!

E qui si viene alla seconda ragione per cui 14 anni di divulgazione non devono necessariamente produrre 7000 pagine di testo: non solo perché questa divulgazione ulteriore è servita principalmente a ribadire concetti o a dimostrarne le implicazioni pratiche, ma anche perché oggi possiamo contare sulla confessione degli econocidi, o, se volete, possiamo appoggiarci sull’autorità di illustri colleghi con molta esperienza politica (ancorché poca esperienza di ricerca), un’autorità alla quale i nostri interlocutori non possono che inchinarsi, dopo avercela proposta per anni come la parola definitiva che squadrava da ogni lato, finché andava incontro ai loro pregiudizi e alle loro intenzioni.

È un bene che dal punto di vista economico non ci sia molto da aggiungere né in termini divulgativi né in termini scientifici, perché questo ci permetterà di concentrarci sugli aspetti politici.

Tuttavia, in questi anni qualcosa in più abbiamo capito e quasi 15 anni di dati aggiuntivi consentono di mettere in evidenza fenomeni che ex ante vedevamo solo noi, mentre ex post non vede solo chi non vuole vederli. Sto quindi riflettendo su quali siano i cinque grafici più espressivi dei secondi 14 anni di vita del blog, i grafici, insomma, che andrebbero comunque inseriti nel nuovo testo. Vi faccio un esempio: il grafico che tutti conoscete dello scostamento fra l’andamento del Pil tendenziale e quello del Pil effettivo dopo lo shock del 2008 è senz’altro da inserire, non fosse altro che perché illustra in modo molto eloquente la motivazione alla base del testo originale. Questo grafico quindi lo metterò, probabilmente in apertura della parte addizionale.

Domanda: quali sono gli altri quattro grafici fra quelli che vi ho esposto e abbiamo discusso negli anni dal 2013 ad oggi che ritenete più utili per evidenziare il messaggio del testo, o anche semplicemente per seminare il dubbio nella mente impermeabile di un piddino?

Se possibile, soprattutto se non volete o potete descriverli in linguaggio tecnico, datemi il link al posto in cui li avete trovati. È chiaro che voi siete una platea selezionata, non siete esattamente un campione significativo in senso statistico, ma ciononostante è probabile che quello che in qualche modo ha impressionato voi sia suscettibile di impressionare anche altri…


mercoledì 8 luglio 2026

L'apposita tabbella (cit.)

Popolo di Bagnai, devi prenderti le tue responsabilità! Se Il Libro è un'opera corale, bisognerà pure che faccia qualcosa anche tu. Esaurita la vicenda dei grafici, affrontiamo rapidamente quella delle tabelle, che sono "apposite" sostanzialmente per lo stesso motivo per cui le olive sono greche e le riforme strutturali. Ho riprodotto tre versioni della stessa pagina del Tramonto: quella con la tabella originale, e due proposte diverse, che evitano a mio avviso l'effetto "insalata di font" (un'insalata che a me sta particolarmente indigesta) e altri appesantimenti vari.

Quale busta apriamo?

La 1:


la 2:


o la 3?


So che a schermo non si vede benissimo, ma ho preferito mettervi le immagini delle pagine in dimensioni originali, così se volete stamparvele vi fate meglio un'idea. Io ho le mie preferenze, ma siccome sono un sincero democratico (perché i democratici sono sinceri, come le olive sono greche) non ve le dico, altrimenti che gusto ci sarebbe a manipolarvi se vi dicessi prima dove vi voglio portare? 

Aspetto vostre e mi raccomando: una tabella (apposita) leggibile contribuisce molto...

...e ora vi lascio perché ho subito l'irruzione di Borghi!

martedì 7 luglio 2026

Non ditelo a nessuno!

(...e a chi potreste dirlo, visto che non esistete?...)

Ieri l'editore mi ha recato buone notizia dal mondo delle amazzoni: il testo è in preorder quattro mesi prima dell'uscita dichiarata, e in ottima posizione. "Francamente mai mi è capitato", così si è espresso. Del resto, perché mai un testo che andò esaurito su Amazon prima della sua uscita, tenne la testa della classifica Amazon generale per settimane, tenne la testa della classifica economia per mesi, e oggi si vende a questo prezzo:


non dovrebbe interessare ad Amazon? Il problema sono stati sempre e solo i circuiti piddini: Salone del libro, Feltrinelli, Mondadori. Ma, come notava un esperto del settore, ormai sono alla canna del gas anche loro, e una cosa che si vende probabilmente gli fa comunque gola.

Va bene l'ideologia, ma di fronte all'inedia prevale l'istinto di sopravvivenza!

A proposito: se avete un libraio che ci volete bene (sic), perché non andate a fargli una richiesta che non gli conviene rifiutare? Del tipo: "Ho saputo che esce la seconda edizione del Tramonto dell'euro, quando posso prenotarla?"

domenica 5 luglio 2026

Siete manipolabili

(...ho fatto bene ad andare. Oggi il noto blogger del primo secolo ricordava una cosa che è, in fondo, la pietra angolare di questo blog del XXI secolo: Confiteor tibi, Pater, Domine caeli et terrae, quia abscondisti haec a sapientibus et prudentibus et revelasti ea parvulis. Anche qui, e anche nel Tramonto dell'euro, sono state rivelate ai piccoli tante cose che erano rimaste nascoste - in plain sight - ai sapienti. Certo, poi i piccoli di queste rivelazioni ricevuto lungo i secoli qualcosa dovrebbero fare, da esse qualcosa dovrebbero apprendere. Ma il problema, purtroppo, è che voi...)


...siete manipolabili! Avete visto quanto è facile con un referendum portarvi dove vuole andare chi imposta il quesito? Ma così, almeno, avete avuto l'illusione di decidere...

Facciamo un'altro (sic) referendum.

(...ieri mi sono crepato sul paesaggio lunare - ancora parzialmente innevato! - della Majella, oggi vorrei chiudere il discorso "grafici", perché nel frattempo mi stanno prudendo le mani e vorrei cominciare a scrivere, dopo aver raccolto tanti appunti. Di cose da dire ce ne sono tante, speriamo di avere lo spazio per farlo, altrimenti bisognerà scrivere un testo a parte: "Il tramonto dell'Europa". Intanto, però, risolviamo il problema dei grafici...)


Visto che il popolo ha scelto Barabba (strano!), sottoponiamogli un altro importante quesito.

Volete restare nell'euro:


o uscire dall'euro:




(...ora vado a messa - mi sembra un gesto minimo di cortesia dopo essere tornato vivo da 2800 metri a 64 anni, e fra l'altro, come ho detto nell'intervista a Money.it, io rispetto le gerarchie! - al ritorno prenderò atto delle vostre pregiate conclusioni e mi metterò al lavoro per togliermi questa rottura di coglioni...)

venerdì 3 luglio 2026

Competitività?

Chiedo scusa: mi sono accorto di aver dato per scontato un fatto che in effetti dovrebbe essere tale per gli addetti ai lavori, ma non necessariamente può esserlo per tutti. Come sapete, nell'ultimo mezzo secolo l'Italia ha affrontato due crisi di bilancia dei pagamenti, una nel 1992, l'altra nel 2010:


Sapete anche (almeno spero) che queste due crisi sono state risolte con due metodi diversi: quella del 1992 con la svalutazione esterna (rivalutazione del marco tedesco), quella del 2010 con la svalutazione interna (abbattimento dei redditi italiani). L'aggiustamento, in termini reali, è avvenuto in tempi e entità molto simili, con un miglioramento del saldo commerciali in termini reali di circa 70 miliardi di euro nell'arco di circa 4 anni, ma si è distribuito in modo molto diverso fra aumento delle esportazioni e diminuzione delle importazioni:


Nel caso della svalutazione esterna sono decollate le esportazioni, nel caso della svalutazione interna sono precipitate le importazioni, in conseguenza dell'abbattimento del reddito che abbiamo visto più volte:


La domanda che uno si dovrebbe porre (uno se l'è posta: io!) è: ma se oggi il nostro Pil fosse dove dovrebbe essere, cioè a 2564 miliardi di euro ai prezzi del 2020, la nostra bilancia dei pagamenti sarebbe in surplus? Detto in altri termini: la nostra tanto sbandierata competitività dipende solo dal fatto che il nostro sistema imprenditoriale è sano (e secondo me lo è, altrimenti non avrei scritto L'Italia può faarcela), o dipende anche dal fatto che stiamo correndo col freno a mano tirato?

Una prima grossolana risposta può essere data ricordando quello che sappiamo dell'elasticità delle importazioni al Pil, che, come ricorderete, è approssimativamente uguale a 2. Per essere all'altezza del suo tendenziale, nel 2025 il nostro Pil dovrebbe crescere da 1962 a 2564 miliardi, cioè crescere del 30% (per l'esattezza, 30,68%). Siccome l'elasticità delle importazioni al Pil è pari a 2, in questo scenario le importazioni sarebbero superiori del 30% x 2 = 60%. Dato che la situazione di esportazioni e importazioni di beni e servizi è questa:


un simpatico aumento del 60% delle importazioni le porterebbe a 886 miliardi di euro, e quindi, ceteris paribus, il saldo commerciale passerebbe da 604-554 = 50 miliardi di euro ai prezzi del 2020 a un meno esaltante 604 - 886 = -282 miliardi di euro ai prezzi del 2020. Da un surplus a un deficit grande quasi sei volte tanto!

Ora: è chiaro che la clausola ceteris paribus è particolarmente eroica quando si considerino scostamenti di questa entità. Ad esempio, se l'Italia non avesse represso la domanda interna su richiesta di Draghi che ora dice che non dovevamo farlo, il processo inflattivo sarebbe stato più sostenuto, quindi, ad esempio, il cambio reale si sarebbe apprezzato e avremmo avuto anche minori esportazioni (per dirne una). Inoltre, la bilancia, cioè il saldo, dei pagamenti, va valutata in termini nominali, perché i pagamenti si fanno appunto a prezzi correnti, non ai prezzi di un ipotetico anno base, e questo naturalmente modificherebbe l'entità dello sbilancio. Va poi ricordato che nelle partite correnti della bilancia dei pagamenti non c'è solo il saldo merci ma anche quello redditi.

Ma, insomma, ci siamo capiti: per quanto sia vero che il nostro sistema imprenditoriale abbia manifestato una buona tenuta, direi che è ancor più vero che gli italiani hanno manifestato una grande pazienza! O forse di pazienza non possiamo parlare perché, come credo abbiate capito e come si vede dal grafico, le rane italiane sono semplicemente rimaste chete nel pentolone mentre la temperatura, cioè il divario fra il Pil potenziale e quello effettivo, cresceva lentamente ogni anno di più. Il grido d'allarme lanciato nel 2012 col Tramonto dell'euro non ha svegliato nessuno, e ora siamo qui. Non sono nemmeno sicuro che al Governo si vedano questi numeri e si ragioni secondo macroeconomia, ma alla fine questo mi sembra un problema minore. Il punto è un altro: a mano a mano che il divario fra i risultati e il potenziale della nostra economia si allarga, il sentiero a disposizione del decisore politico si restringe, per il semplice motivo che un conto è recuperare uno scostamento dal tendenziale del 5%, e un conto recuperarne uno del 30%! Se vi fate questi conti, vedrete che non a caso Monti distrusse il 5% del Pil: giocando con i dati vedrete che per ristabilire l'equilibrio dei conti esteri occorreva abbattere del 10% le importazioni, quindi il Pil doveva scendere del 5% perché 5% x 2 = 10%.

Insomma: va bene lodare la competitività delle nostre aziende, va bene rivendicare giustamente i risultati in termini di occupazione e di crescita contro il futile e infame disfattismo del PD, ma non bisogna dimenticare che se la competitività ci serve è perché Monti (cioè il PD) ha distrutto il nostro mercato interno, e simmetricamente se siamo competitivi è sì perché esportiamo di più, ma soprattutto perché importiamo di meno. Un po' come quando gli "emissioni" si rallegrano del fatto che in Europa cala la CO2, senza però considerare che questo dipende fondamentalmente dal fatto che l'UE ci sta deindustrializzando!

Del resto, "emissioni" e "accoglioni" alla stessa famiglia politica appartengono: quella delle Mari* Antoniett*...

So che lo sapevate, ma ora lo sapete meglio!

giovedì 2 luglio 2026

Facciamo un (altro) referendum

(...visto che qualcuno ha sollevato il problema...)


Preferite Cristo:


o Barabba?





(...feel free...) 

domenica 28 giugno 2026

Tanto lavoro silenzioso...

...quello che porta da qui:


a qui:



(...e naturalmente non c'è solo questo! Grafici da cui mancavano le unità di misura, segni di interpunzione omessi, "pesi" tipografici in vario modo non coerenti, indicazioni bibliografiche omesse o riportate in modo non coerente, cioè in nota e non in bibliografia, ecc. Nonostante che mi fosse piaciuto molto scriverlo e vi fosse piaciuto molto leggerlo, dal punto di vista editoriale "Il tramonto dell'euro" lasciava parecchio a desiderare. La revisione qualcosa apporterà: rimetteremo qualche puntino nel testo, e qualche puntino sulle "i", considerando che dei 14 anni trascorsi dalla prima edizione sei ne ho trascorsi da uomo libero, e otto "ner palazzo", dove qualcosa ho imparato, e vorrei tanto provare a trasmettervelo. Come dicono quelli bravi: stèi tiund!...)

sabato 20 giugno 2026

My two cents

Dedico il 3000° post (inclusi quelli in bozza) a una brevissima riflessione: capito perché quando vedo un monatto con la telecamerina gli passo attraverso come se non esistesse?

(...e non solo a quelli del La7: so che è ingiusto e urticante, ma dovendo sbagliare preferisco attenermi alla mia regola: non esiste operatore informativo amico...)