mercoledì 11 febbraio 2026

Quando una donna dice "Nein!", è "Nein!"


 (...giusto per ribadire che il problema non sono i sovranisti cattivi, ma i piddini che insistono a violentare la Germania chiedendole una cosa che lei non vuole dare: il debito comune. Il meraviglioso Fogno dell'Europa federale urta contro questo ostacolo che può essere superato solo con uno stupro o una guerra. Ma non ditelo ai piddini...)


La trombetta, i piddini, la pandemia, e la dinamica dei salari

Oggi er sor Perepè ci ha deliziato con un'altra delle sue perle

Per inciso, ho saputo che quando er sor Perepè si avventura in ambiti quantitativi per lui impervi, seguendo una sua consolidata tradizione (quella che lo portava a frequentare i #goofy per apprendere il mestiere di "sovranista quello vero") si fa correggere gli interventi da membri della community, il che (e questa è una buona notizia) ci costituisce da movimento di pensiero direttamente in religione, visto che abbiamo il nostro Giuda! Solo per farvi capire quanto complesso e sfaccettato è l'animo umano e quali forme imperscrutabili e imprevedibili prendano l'amicizia e la riconoscenza. Dico che è una buona notizia perché, ovviamente, in quanto religione potremmo concorrere all'8x1000: sapete però che c'è uno snodo tecnico (la crocefissione del profeta) che continua a lasciarmi perplesso, e quindi per il momento faremo con quello che abbiamo...

Ma torniamo al punto, anzi: ai punti, che sono due, uno tecnico e uno politico.

Partiamo da quello tecnico, perché è lì che si vede l'inconsistenza der sor Perepè, i cui squilli sempre più somigliano ai ruttini di un lattante dell'economia. Il frame in cui si situa la sua grottesca esternazione è quello creato dall'edizione 2025 dell'OECD Employment Outlook e in particolare da questa infografica:


che trovate qui, un'infografica su cui gli operatori informativi del complesso mediatico-giudiziario, e i loro useful idiots, cioè i "sovranisti", si sono buttati a pesce perché contiene un outlier (dato anomalo) che cade a fagiuolo per i disfattisti antigovernativi: quel rombo celeste in basso, a quota -8%, che è appunto il dato cui fa riferimento il nostro useful idiot preferito! 😍

Permettetemi un'incursione politica in questa trattazione tecnica: le organizzazioni sovranazionali, esattamente come il complesso mediatico-giudiziario, esattamente come il PD, sono i nostri nemici di classe. Il loro scopo non è fornire dati, ma orientare l'opinione pubblica contro le forze patriottiche. Quindi, esattamente come si deve votare contro a qualsiasi cosa sia proposta dal PD (fosse anche l'uscita dall'euro!), si deve guardare con estremo sospetto qualsiasi immagine suggestiva provenga da cotali entità (che in un mondo migliore andrebbero soppresse sic et simpliciter). Ciò vale anche e soprattutto in questo caso, come vedremo analizzando il ruttino del sor Perepè.

La prima cosa che er sor Perepè clamorosamente sbaglia è la definizione della variabile. Se i salari reali fossero diminuiti dell'8% avremmo effettivamente un serio problema! Il simpatico useful idiot (come fa a non starti simpatico un Pappagone simile?) toppa su almeno due aspetti: 

  1. omette di riportare la frequenza temporale del dato: stiamo parlando di salari reali su base trimestrale. La precisazione non è banale, perché il dato trimestrale, quand'anche sia depurato dalla stagionalità, risente di oscillazioni di carattere congiunturale, cioè è meno inerziale. Quindi, intanto a un crollo dell'8% su base trimestrale potrebbe corrispondere un'oscillazione molto più contenuta su base annuale, e d'altra parte un crollo dell'8% su base annua dei salari reali, che sono un pezzo non trascurabile del Pil, come dovreste sapere, implicherebbe un crollo più o meno proporzionale del Pil, cioè una recessione peggiore di quella patita al tempo di Monti. Inutile dire che non c'è nulla di tutto questo nei dati, e perché?
  2. perché Pappagone Perepè omette di specificare che la misura dei salari reali cui fa riferimento è quella per ora lavorata! Per salari reali si intende infatti il monte salari diviso per una misura dell'inflazione, e questi, su base trimestrale, sono aumentati del 9,8% fra 2021Q1 e 2025Q3, come potreste agevolmente verificare sui dati:

(sono i dati utilizzati in questo post, che forse dovreste rileggere).

Elaboro questo punto: servirà a mostrarvi come l'epifenomeno propalato dall'OCSE sia la classica fake truth che ha molto a che vedere con la gestione pandemica e poco con le politiche distributive di questo Governo, che, piaccia o meno, continuano a essere più progressive di quelle del PD.

Parlando (seriamente) di salari abbiamo già fatto notare che esistono almeno un paio di visibili discrepanze a seconda del denominatore utilizzato per calcolare i salari medi unitari in termini reali. L'andamento è in effetti molto diverso a seconda che si usino gli occupati, o le ore lavorate:


Le visibili differenze sono due, una di ordine tendenziale e l'altra di ordine congiunturale. Su base tendenziale, si vede che in tutto il periodo precedente alla crisi, ma anche durante e dopo, le retribuzioni orarie sono aumentate più di quelle per addetto. Tagliando con l'accetta, questo significa che gli addetti sono aumentati di più (o diminuiti di meno) delle ore lavorate, o, se volete, che le ore lavorate sono diminuite di più (o aumentate di meno) degli addetti, e infatti se ci togliamo la curiosità di vedere come è andato evolvendo il monte ore per addetto:


constateremo senza grande sorpresa che esso è andato tendenzialmente diminuendo dalle 433 ore dell'inverno 1996 giù fino alle 391 dell'inverno 2013, restando in quella zona fino al tonfo pandemico (more on this later). Il dato non ci stupisce: corrisponde, a spanna, al passaggio da una giornata lavorativa di 7,2 a una di 6,5 ore (nella media complessiva del lavoro dipendente), in conseguenza di una progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro, con part-time involontari ecc. Cose che sappiamo, e tendenze che abbiamo invertito.

Ma quello che qui ci interessa è la visibile anomalia congiunturale causata dalla pandemia! Come vedete, con la pandemia, a causa dei lockdown, il monte ore per addetto crolla fino a un minimo di 323 ore nella primavera del 2020. Il motivo spero vi sia chiaro. Vero è che la memoria storica costruita su fatti estemporanei, come la punturina, è più labile di altre, ma credo ricorderete che in quel periodo una categoria di persone (segnatamente i dipendenti pubblici) venivano tenuti in casa pagati per (non) lavorare, e agli altri (i dipendenti privati) si provvedeva con CIG a gogò, perché l'opzione politica era stata quella del confinamento, e le vittime del confinamento non potevano morire di fame. Naturalmente le ore di CIG non sono ore lavorate, e questo spiega il crollo delle ore per addetto.

Ora, voi ricorderete che nell'analisi semiologica di questo blog, fatta all'ultimo goofy:

l'opponente (nel senso di Greimas) più illustre è senz'altro il nostro amico Uva, ma, come nota Acquarelli:


proprio come la nostra narrazione prevede più di un attante (l'attante prometeico Bagnai, che porta all'umanità abbrutita - voi - il fuoco della scienza, ma anche l'attante collettivo community - sempre voi! - che interviene coralmente), al tempo stesso prevede più di un opponente, e lo spettro degli opponenti è ampio:

avversari istituzionali, come la cosiddetta troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale); scientifici, economisti neoliberali e antikeneysiani (i cosiddetti “bocconiani” in primis); organi di divulgazione e di informazione considerati disinformati o al peggio collusi; la sinistra, intesa come collocazione politica a livello italiano ma anche europeo, che, secondo le tesi di Bagnai, non ha capito che se non si rimette in discussione l’euro non si possono fare politiche a protezione dei salari e del lavoro.

Da questo esauriente e dotto catalogo manca però quello che, a voi non sfuggirà, è l'anti-destinante principale della nostra narrazione: il piddino, definito come l'individuo antisocratico che sa di sapere, e come l'intellettualmente svantaggiato che possiede un unico neurone (le due definizioni non si coimplicano ma sono complementari e certamente non si escludono a vicenda).

Ora, quando si deve ragionare di rapporti, come abbiamo visto un'infinità di volte, la mancanza del secondo neurone è particolarmente invalidante, perché impedisce di considerare simultaneamente numeratore e denominatore. Generalmente nella testa del piddino la dinamica di un rapporto è quella del suo numeratore (il numeretto che sta sopra): una cella di memoria ha, e quel numero solo c'entra. Capirete quindi che per i piddini (e per i loro useful idiots) l'idea che quando un rapporto "schizza" (termine a loro grato, forse in ricordo dei fasti di una zampillante giovinezza...) può darsi semplicemente che il denominatore stia precipitando difficilmente può passare per il capo. Nel caso de quo però questo è precisamente quello che è successo. In effetti, non è stata drammatica la discesa del salari dall'inverno 2021 a oggi: è stato anomalo il valore dei salari per ora lavorata nell'inverno 2021 (e ancor più nel 2020, ma su questo torno se ho tempo), perché è stato anormalmente basso il valore delle ore lavorate a causa della (scellerata) gestione della pandemia.

Volete una controprova? Basta chiedere all'amico intelligente in quali Paesi sono stati praticati "lockdown severi" (cioè misure di confinamento rigorose) nell'inverno del 2021! L'amico intelligente ci fa sapere che:


Quindi la crescita stellare della Corea, rispetto al 2021, dipende essenzialmente dal fatto che lì non ci sono stati lockdown (ma si è seguito la strada del tracciamento), mentre il "disastro" italiano dipende dall'effetto statistico che vi ho evidenziato: non si tratta di un "crollo" dell'7,7% dopo il 2021, bensì dell'assorbimento (dopo il 2021) di uno "schizzo" del 7,3% fra autunno 2019 e primavera 2020 (in figura si vede molto bene). Naturalmente prendo Italia e Corea (del Sud) perché sono accomunate da vari aspetti dimensionali e morfologici (nazioni manifatturiere di dimensioni medio-grandi), e anche perché sono accomunate da un dato di cui nessuno vi ha parlato tranne me, nonostante fosse hidden in plain sight nella stessa infografica: il tasso di crescita trimestrale tendenziale (trimestre su trimestre dell'anno precedente) più rapido delle retribuzioni medie unitarie in termini reali (con la Corea in leggero vantaggio)! Ed ecco chiarito perché nei due Paesi in cui oggettivamente i salari sono cresciuti più in fretta si registrano due risultati così apparentemente contrastanti: per un'anomalia statistica del denominatore (quell'oggetto che piddini e utili idioti non riescono a inzeppare insieme al numeratore nell'unico neurone che hanno), causata da due modalità diverse di gestione della pandemia, su cui è stata imbastita una narrazione carogna e disfattista da parte di individui (consapevolmente o inconsapevolmente) diversamente pregevoli.

La cosa divertente è che Perepè del fenomeno è cosciente, almeno in termini astratti. Il suo eloquente (ma scombiccherato) tweet si conclude con un sentenzioso: "scegliendo opportunamente il campione si può dire qualsiasi cosa." Potreste essere tentati di credere che lui lo sa bene perché è proprio quello che fa in molti suoi interventi, compreso questo, ma vi rassicuro: Gilberto non è cattivo, non c'è malizia nel suo operato. Quasi modo genitus infans, sine dolo lac concupiscit, e poi fa il suo ruttino, cui plaude consenziente la turba che popola la cloaca.

La considerazione politica è molto sintetica e sostanzialmente innerva la prima parte di questo post: alla stessa stregua delle organizzazioni sovranazionali, del complesso mediatico-giudiziario, e dei piddini, anche i "sovranisti" sono nostri nemici di classe, e non credo di potervene dare miglior prova di quella contenuta in questo post: pur di dare addosso a noi sono disposti a farsi passivi e subalterni diffusori di fattoidi creati ad arte dalle organizzazioni internazionali per mettere in difficoltà un governo percepito come ostile, e a me spiace, ma, come sempre, la buona fede non mi interessa.

Se mi spari addosso, le tue intenzioni passano decisamente in secondo piano rispetto ai possibili risultati, e quindi, con buona pace di uno che pensava di essere di sinistra (ma per fortuna di chi lo apprezza non ha avuto tempo di esprimersi sul problema, altrimenti avreste scoperto che era un Celestini o una Dandini qualsiasi...), siccome qui di giacere sepolti in un campo di grano non abbiamo alcuna fretta, con le fetecchie sarà sempre guerra totale e preferibilmente preventiva da qualsiasi direzione esse provengano e quale che sia la loro dimensione e la loro struttura organizzativa (ovviamente proporzionando l'uso della forza e adattando la tattica alla natura dell'avversario).

Voi regolatevi come credete: l'unico amico che abbiamo in questa guerra lurida e logorante siamo noi stessi e la nostra capacità di restare lucidi.

Ciao, Perepè! Non hai vinto, e, se vuoi un consiglio, non ritentare...

Ma so che il consiglio è vano: come una falena, o come una tarma, tu sei irresistibilmente attratto dal fuoco che l'attante prometeico continua ad alimentare qui, nel Dibattito, per cui sono certo che tornerai a scottarti!

Senza rancore e con immutata stima,

Alberto

lunedì 9 febbraio 2026

Epstin

(…”Ma è un malocchio questo!” “E questo no!?”…)

Il successo di questo blog deriva da una caratteristica che altri esperimenti non potranno mai avere, cioè quella di essere un’opera collettiva. Mi avete aiutato a capire molte cose, vi chiedo la cortesia di aiutarmi a capire questa: ma perché a me di Epstin non me ne frega niente? Perché non riesco ad appassionarmene? O, di converso, perché dovrei appassionarmene, secondo voi? Che secondo il nostro nemico di classe, il complesso mediatico-giudiziario, io debba appassionarmene, è sufficientemente ovvio: non si parla di altro! Ma secondo voi, cioè secondo noi, perché dovrei rotolarmi in quel simpatico letamaio alla ricerca di non si sa bene cosa? Il vostro contributo costruttivo sarà particolarmente apprezzato, come lo è sempre stato nel corso di questi lunghi anni di percorso comune.

sabato 7 febbraio 2026

Mo me lo segno…


(...scusatemi! Mi sono accorto di avervi trascurato a vantaggio delle due fabbriche del disagio! Devo dire che nelle loro dinamiche ci sono anche momenti di grande ilarità, e inoltre che il meccanismo algoritmico aiuta a rompere l'autoreferenzialità propria della piattaforma che ospita il blog che non esiste - ma viene saccheggiato dagli epigoni! Tuttavia il mio impegno è con voi, e devo mantenerlo. Fa parte di questo impegno una dimensione e una missione pedagogica, perennemente frustrata dalla labilità della vostra memoria e dalla vostra incapacità di rendervi conto che le cose che vi appassionano sono per definizione quelle che percepite - chi potrebbe essere affascinato da qualcosa che non traversi prima l'orizzonte dei suoi organi di senso? - ma che voi non siete padroni della vostra percezione, perché cosa farvi percepire e come farvelo percepire viene deciso altrove. Questo è, ad esempio, il motivo per cui non riesco ad appassionarmi né a "Epstin" né a Garlasco - per dirne due. Eppure alcuni di voi di cui mi fido, perché li reputo di grande intelligenza, come il nostro amico Spiderman, seguono alcune di queste vicende con attenzione. Ora, qui siamo all'eterno ritorno dell'uguale. Se andate giù, nel tagcloud, troverete questo tag che se pure non del tutto pertinente - perché qui siamo oltre lo zero - vi fornirà spunti di riflessione utili, come, appunto, la constatazione della Ewige Wiederkunft des Gleiches, e di quanto essa ci insegni sulle sorti dei movimenti rivoluzzionario - e non è un errore di ortografia, ma di metodo! Sono eternamente grato al mio patrono Sant'Alberto Magno per avermi tenuto la mano sul capo quando, prima ancora di capire esattamente perché, decisi di rifiutare, ai tempi eroici, qualsiasi prospettiva "famoerpartitista". Ora che sono nel business vedo molte cose che allora non vedevo. Alcune le ho riassunte sine ira et studio qui:


(qui il link), argomentando poi nella storica fabbrica del disagio. Vi fornisco solo alcuni fatti, perché possiate giudicare. Colleghi parlamentari che sono diventati coordinatori di Noi con Vannacci, come il senatore Fusco e il deputato Bellachioma, se ne sono andati da mesi, delusi per lo scarso respiro del progetto, e in particolare Bellachioma è rientrato in Lega. Farfallina562853 non può capirlo - anche perché forse non esiste! - ma si sta affidando a una empty black box, cioè a un'organizzazione poco trasparente di cui solo una cosa sappiamo: che dentro c'è il nulla - il che ci consola della scarsa trasparenza, perché se anche trasparenza ci fosse, non ci sarebbe nulla da vedere! Chi vuole combattere si sceglie una trincea e la difende. Chi, sotto il fuoco nemico, fa l'eroica scelta di scavarsi la propria trincea, ci segnala intanto che il nemico non gli sta sparando addosso! Che cosa avreste pensato di me e Claudio se nel 2020, al tempo di "la Lega entri nel PPE!", avessimo preso cappello e ce ne fossimo andati da una persona con cui, nel rispetto dei ruoli, siamo in confidenza da tempo? Foffoletta3503 si sarebbe sentita tutta irrorata - e buon per lei! - ma vellicare l'utero collettivo personalmente mi avrebbe precluso il togliermi questa soddisfazione:


Amici miei: rispetto tutti, anche quel razzista di eelu ei - d'altra parte, il suo è un razzismo di ritorno: dopo che lo subisci per secoli, ci sta anche che lo applichi per qualche decennio! - ma vi ricordo che la filosofia della storia di questo blog è molto semplice: le cose vanno sempre e solo come devono andare, e di solito il modo in cui è inevitabile che vadano lo trovate scritto qui in qualche post di anni addietro.

Prove me wrong!

Ho iscritto all'albo del Dibattito la profezia di YouTrend perché possiate farlo, e ora è solo questione di - poco - tempo: quindici mesi passano in fretta...)

mercoledì 28 gennaio 2026

QED 115: la (non) vana rincorsa...

Ricorderete le alate parole del migliore di tutti i vigilanti possibili:


A maggio 2022, cioè quando c'era ancora LVI, Visco aveva lanciato un monito, una cosa vagamente quirinalizia, del tipo "non si invochi la difesa del potere d'acquisto per richiedere l'adeguamento dei salari ai prezzi". E fin qui tutto ovvio: dai migliori amici dell'euro non ci possiamo aspettare la richiesta di contrastare la deflazione salariale! Fatto sta, però, che a più riprese vi avevo fatto presente che questo Governo se ne era... diciamo, aveva ignorato, le alate parole del migliore di tutti i vigilanti possibili, registrando il più elevato tasso di crescita dei salari reali, e quindi la più riuscita rincorsa (e superamento) dei prezzi da parte dei salari nominali. Lo avevamo visto qui e qui, facendo notare che con un tasso di crescita simile saremmo addirittura tornati ai livelli pre-Monti entro l'estate 2026, e avevamo comunque sostanzialmente recuperato l'impatto dell'ultimo shock inflazionistico.

Due giorni fa ci è arrivata anche la Banca d'Italia, la migliore vigilanza nazionale fra tutte le vigilanze nazionali possibili, che ci fa sapere quello che qui sapete da un po', ovvero che:


l'ultimo shock inflazionistico è ormai sostanzialmente riassorbito, per i motivi qui più volte evocati (gli interventi di taglio del cuneo, la spinta ai salari nominali data dalla diminuzione del tasso di disoccupazione, ecc.).

Per capirci, quando Visco emetteva il suo vaticinio eravamo nel puntino azzurro evidenziato qui:


e il miglior amico dell'euro ci faceva sostanzialmente sapere che secondo lui non c'era niente da fare, e in effetti non venne fatto niente. I salari reale (il potere d'acquisto) scesero ancora, poi è cambiata la musica e abbiamo raggiunto e superato la sua comfort zone (che non era la nostra).

Naturalmente la narraffione terribilista della sinistra prosegue, ma le indagini dell'ISTAT rivelano che:


la fiducia delle famiglie e delle imprese sale, e questo, non la narraffione terribilista, è coerente col fatto che i salari reali crescano e la disoccupazione diminuisca.

Per chi si fosse connesso in questo momento: quindi sto dicendo che va tutto bene?

Beh, no, direi proprio di no. Non va bene, perché i salari sono piatti dagli anni '80, come qui sappiamo bene:


(ne abbiamo parlato una delle ultime volte qui, dove cito anche la prima volta che ne abbiamo parlato),  e la produttività non c'entra, perché si è appiattita dopo. Quale sarà mai la causa? Quella indicata dai libri di testo, cioè l'integrazione monetaria, che per un Paese a valuta ritenuta debole implica naturalmente una politica del cambio forte, strumento standard di disciplina salariale, come ci ricorda il manuale di Acocella:


Ma di questo abbiamo parlato tante volte qui: chi lo voleva capire lo ha capito, e chi non voleva capirlo non lo capirà nemmeno quando (non) lo rileggerà nella ristampa del Tramonto dell'euro (a fine ottobre).

Dichiaro aperta la discussione generale, io scappo che ho un ministro non per cena, ma per aperitivo...

lunedì 26 gennaio 2026

Il mio primo secolo

(...qualche giorno fa il duro mestiere di ecclesiarca mi ha condotto in un paese dell'entroterra, dove ho reso l'ultimo saluto al padre ultracentenario di una di voi. Qui abbiamo sempre condiviso tutto, anche i momenti più dolorosi. Il fatto di non esistere conferisce a questo blog una riservatezza che oblitera in radice qualsiasi sospetto di sconveniente ostentazione - quella tipica dei "coccodrilli" giornalistici che tanto infastidiscono il nostro Daniele! Quando a spegnersi è una vita così lunga, da un lato ci si consola pensando che, in fondo, quella che termina è stata una vita pienamente vissuta, ma dall'altro ci si sbigottisce pensando che, per lo stesso motivo, la memoria che si disperde è tanto più profonda e preziosa. Comunque, fedeli al manifesto della Goofynomics, vediamo il bicchiere mezzo pieno: l'Abruzzo è discretamente pieno di centenari, anche se non ha il primato dell'incidenza sul totale della popolazione:

e questo, quando hai 63 anni, ti dà una netta indicazione. Sono rimasto sorpreso, peraltro, di vedere al quinto posto la Toscana - anche se la mia bisnonna morì a 99 anni. Forse trapiantando l'erba cattiva della Toscana in una terreno buono come quello dell'Abruzzo si può pensare di battere il primato del Molise, perché io come andrà a finire questa storia voglio vederlo... ed era proprio di questo che desideravo parlarvi!...)

A Roccaraso ho esposto i dati che qui conoscete da tempo, quelli che al #goofy12 avevano impressionato alcuni manager, motivandomi a scrivere questo post. Come vi ho detto nel post precedente, non solo voi, non solo i manager pubblici, ma anche qualche amministratore della Lega ha capito la gravità della situazione. Perché il fatto è che quando diciamo che "nel 2023 il Pil italiano è tornato ai livelli del 2007" non stiamo dicendo che siamo usciti dalla depressione! Stiamo dicendo che abbiamo perso sedici anni di crescita, e quindi che saremo usciti dalla depressione quando avremo recuperato la posizione che avremmo avuto se non avessimo perso sedici anni di crescita!

Certo, quale sia questa posizione nessuno lo sa con esattezza: si tratta per definizione di un controfattuale che può essere stimato in vari modi, ed è soggetto a incertezza. A mero titolo di divertissement possiamo usare come modello per la stima di questo controfattuale la tendenza deterministica, cioè, per capirci, la linea retta che meglio approssima i dati nel periodo antecedente alla crisi (cioè nel periodo 1950-2007), e poi estenderla nel futuro relativo (dal 2007 in poi), come vi ho fatto vedere plurime volte:


Faccio qui due o tre rapide considerazioni (su cui lavorerò con calma, e che potete naturalmente saltare).

Primo, so bene che la tendenza deterministica, per quanto interpoli bene i dati, in linea di principio non è il modello di serie storica più appropriato per rappresentare il Pil reale. Lo sappiamo almeno dal 1982, cioè dal two Charlies paper (9049 citazioni su Scholar, a mia scienza il paper di economia più citato del dopoguerra). Quale fosse il modello più appropriato ho cominciato a spiegarvelo qui, ma non è questo il momento di riaddentrarci in quei dettagli.

Secondo, anche se la tendenza deterministica non è un modello adeguato, sarebbe comunque buona norma nell'estrapolarla calcolarne la variabilità statistica. Potremmo scoprire, magari, che la forchetta di possibili valori del Pil previsti per il 2026 con le informazioni disponibili fino al 2007 è così ampia da contenere anche il valore cui siamo effettivamente giunti. 

Prometto che mi riapproprierò della mia licenza EViews per farvi vedere anche qualche stima fatta col modello giusto, e in ogni caso con gli appropriati indicatori di dispersione (intervalli di confidenza della proiezione), ma per ora tralascerei queste (opportune) raffinatezze, limitandomi a osservare che fino a qui quello che sappiamo è che con 603 miliardi potremmo riagganciarci al treno della crescita da cui ci siamo sganciati con lo shock del 2008. Va da sé che questa è un'ipotesi impossibile (soprattutto con un ministro austeritario come Giorgiettiiiihh!11!1!), quindi possiamo mettere la cosa in un altro modo: quale dovrebbe essere il tasso di crescita dell'economia da qui in avanti perché io possa festeggiare (a Pizzoferrato) il giorno del mio centesimo compleanno, nel vicino 2062, vedendo il Pil riagganciare il treno della sua crescita tendenziale storica?

La risposta è in questo grafico:

ed è...

























(...al primo che indovina facciamo uno sconto del 50% al prossimo #goofy, dove sarà presente uno che se ne intende...)

L’orazion picciola (Roccaraso & Rivisondoli)

(…l’impressione che da fuori si è avuta è stata questa: “Mi sono chiesto che tipo di pubblico componesse la platea. Amministratori della Lega o invitati di altre provenienze? Prevalentemente locali o di altre Regioni? Lo chiedo perché, dal video, non si percepiva quella tensione emotiva e partecipativa che solitamente si percepisce nel pubblico che ti ascolta.”…)


...e visto che non si vedevano bene vi metto qui le slides, così potrete seguire meglio:





(fonte)


(...ma caro conoscente! La risposta è nella domanda. Eppure, se ci fai caso, non è andata così male. Ci sono stati applausi e manifestazioni di consenso. La sala, per il resto, non era ovviamente quella di un #goofy. Il popolo che non esiste del blog che non esiste non ha alcun merito se non quello della sua inesistenza nell'esser silenzioso... anche quando è altrettanto e più numeroso! Ma sulla concentrazione e sulla tensione emotiva influiscono in modo determinante, com'è naturale, le motivazioni che spingono le persone a raccogliersi. Noi conosciamo le nostre. Quelle degli altri sono le più varie, e non mette nemmeno conto enumerarle. L'importante è che dopo questo intervento, che mi ha completamente spossato - non so perché! - molti si sono avvicinati per dirmi, e altri mi hanno mandato a dire, che avevo dato loro una visione nuova e illuminante di certe dinamiche. Uno alla volta, uno alla volta, come la goccia che scava la pietra...)

(...il giorno dopo il mio vicesegretario federale mi aveva detto: "Vince la squadra!" - frase che da quando sono in politica ho sentito dire tante volte, suppongo voglia dire che la squadra vince sul righello... - "Quindi niente protagonismi, diamo voce ai territori!" E io, diligentemente, mi sono messo a servizio. Quello che serviva non era un economista ma un musicista, uno che tenesse il tempo. E, modestamente, il tempo l'ho tenuto:il panel da 30 minuti ne è durati 25...)

(...comments welcome...)

(...fra le tante cose su cui la squadra - che non è il righello! - non riesce ad andare d'accordo c'è anche la sorte delle TV locali. Non è il mio dossier, e quindi mi rimetto ai superiori indirizzi che verranno espressi dai membri del righello, pardon!, della squadra cui incombe l'onere di determinarli, ma onestamente in una regione in cui il servizio pubico non mi fa apparire in video da sei mesi - e sì, nemmeno il #goofy, cui hanno presenziato/partecipato amministratori delegati di partecipate pubbliche non banali ha avuto gli onori del servizio pubico! - io vorrei capire perché non dovrei fare qualcosa per aiutare chi mi fa parlare come il servizio pubico dovrebbe far parlare un rappresentante del popolo...)

(...e se siete d'accordo anche voi che la televisione andrebbe fatta così, mettete un like al video, commentatelo, insomma, create engagement in quel canale YouTube: dobbiamo aiutare chi ci aiuta, il fatto di avere ragione non ci obbliga né a essere scortesi e irriconoscenti né a essere autoreferenziali...)

(...e a proposito del fatto che non bisogna essere irriconoscenti...)

Forse qualcuno ricorderà questo dibattito:

Non ho tempo di riascoltarlo, ma sono sicuro che sarebbe divertente e istruttivo. Bei tempi quelli in cui potevo "dibattere". Ora devo fare emendamenti, come questo:

(...premesso che non sarà facile che passi, la difficoltà maggiore non credo sarà ex ante con la Ragioneria, ma ex post con i tanti che "haidatoisoldiaicomunistiiii!111!1!". Voi mettetela come vi pare, ma io sinceramente con comunisti così:


vado molto più d'accordo che con certi ortaggi - e non mi riferisco tanto ar melanzana, soi-disant comunista pure lui, ma al porro...)

giovedì 22 gennaio 2026

Trumponomics

Qui:


ma per diversamente europei, europeisti, e in generale per tutte le altre forme di disagio culturale e/o psichiatrico, qui:

con due commenti.

Il primo è di un nostro amico:


e il secondo è di un mio conoscente:

Oggi tutti parlano del discorso di Trump riferendosi a quanto ha detto a proposito di Groenlandia o di Macron, ma a me pare che la cosa più significativa sia stata questo passaggio:

"But I remember not long ago, 20, 25 years ago, when good news came out about, let's say, the United States: "The United States had a great quarter, the United States had a great month!" all the stocks went up, and that's the way it's supposed to be. Now, when they say the United States had a record quarter, it's unbelievable how well it's doing. All the stocks crash because they say, "Oh no, inflation. Inflation. They're going to raise interest rates." And they do. These some of these stupid people like Powell, they raise interest rates. And what they do is they stop you from being successful. It used to be when we had a great quarter, a great month, great earnings, great anything, any good news, the stock market went up. That's the way it's going to be. We got to do that again because that's the way it should be. Now when we have a great month, they want to kill it. Like we did over 5%, where people were surprised. We should do 20%, we could do 25%.

When we announce good numbers, and the reason is they're so petrified of inflation. And growth doesn't mean inflation. We've had tremendous growth with very low inflation. In fact, growth can fight inflation, proper growth. So, we want to get back to the days when we announce great numbers because we're going to be announcing phenomenal..."

Io credo che possiate cominciare a rendervi conto di quale privilegio sia stato per voi poter accedere a una visione dei fatti economici equilibrata perché fondata sulla migliore dottrina, anziché sugli editoriali di risulta propinatici dai nostri operatori informativi. Immaginate lo shock culturale dei tanti imbecilli che per anni il complesso mediatico-giudiziario ci ha propinato come "economisti", e di quelli che gli sono andati appresso! Sta arrivando, in questi giorni, la risposta ad alcune delle domande che ci siamo posti lungo gli anni, ad esempio qui (quale strada si sceglierà per rientrare da un ammontare di debito fuori scala?) e qui con versione per svantaggiati qui (che cosa sceglieranno gli Usa fra Europa e Unione Europea?).

Compatite i poveri mentecatti che, non avendo il minimo lume di scienza economica, devono rifugiarsi  a tentoni nella narrazione consolatoria di un Trump matto, solo perché non si compiegherebbe all'insigne sapienza di un Oscar Giannino o di un Massimo Giannini (entrambi ferratissimi in economia). Gli "ino", gli "ini", gli "in" sono smarriti, disperati, perché intuiscono che il loro tempo, il tempo dell'eticizzazione favolistica, il tempo dell'economia spiegata ai (e dai) bambini, è terminato.

Il discorso è diventato adulto, fatto di domande chiare e di risposte chiare.

Quale strada si sceglierà per gestire il debito? La crescita, quindi la repressione finanziaria (exit "indipendenza delle banche centrali", sipario). Vedi i commenti di amico e conoscente.

Che cosa sceglieranno gli Stati Uniti fra Europa e Unione Europea? L'Europa (exit "Unione Europea", sipario). Vedi le linee strategiche pubblicate a dicembre (su cui andrà fatto un approfondimento: non sentitevi trascurati ma è periodo piuttosto intenso).

Le cose vanno quindi nella direzione che da tempo qui vi è stata indicata e voi non sarete sorpresi. Proprio per questo bisognerà ricordare alcuni dati di fatto, che sommessamente elencherò affinché moderiate i nostri entusiasmi.

Primo, una risposta può essere chiara senza per questo essere meno ipocrita. Nelle linee strategiche si parla di Stati nazionali e di superamento della globalizzazione, ma... sulla libertà dei movimenti dei suoi capitali ovviamente Trump è molto conservativo! Mi pregio di ribadire qui una cosa che ho detto inascoltato tempo fa: Ciamp non necessariamente è uno di noi! Non basta dire il fatto suo a una politica di provincia come la Kallas per indicare una volontà concreta e determinata di porre termine alla spirale depressionaria e debitogena della terza globalizzazione!

Secondo, Trump non è per sempre (purtroppo), e Roma non fu né fatta, né disfatta in un giorno. Se anche il percorso intrapreso fosse quello giusto, la possibilità di intravvedere dei cambiamenti è strettamente connessa alla capacità di Trump di crearsi una successione credibile che sappia tenere la barra. Storicamente, i leader che ci sono riusciti sono pochi, e se usciamo dal periodo storico in cui questo compito era confidato alla lotteria della genetica (la monarchia funzionava così...), forse nessuno. Speriamo bene!

Terzo, Trump non è gli Stati Uniti, e gli Stati Uniti non sono Trump (altrimenti nella sua seconda campagna presidenziale non avrebbe subito almeno due attentati). Quindi bisogna fare attenzione, essendo un vaso di coccio, a sbilanciarsi verso chi maneggia in questo momento il vaso di acciaio.

Sono cose ovvie per voi più che per me, me ne rendo conto. Molto meno ovvio, e di questo dobbiamo effettivamente rallegrarci, che in un contesto come quello di Davos arrivino, in modo assolutamente indipendente, le stesse idee che abbiamo tante volte discusso qui. I tempi maturano, che lo si voglia o no. Chi ha avuto saldezza d'animo e di mente si toglierà tante soddisfazioni.

Per tutti gli altri, c'è Mark O'Ryzzo...

martedì 20 gennaio 2026

Comunicazione di servizio

Molto brevemente (ho vostri commenti in sospeso nei post precedenti, mi scuso, sto dando più corda alle fabbriche del disagio - cloaca e facciabuco - ma voi siete sempre nel mio cuore), solo per dirvi che c'è una discreta probabilità (90%) che al prossimo #goofy, che si svolgerà il 7 e 8 novembre prossimi, venga presentata la riedizione/ristampa del Tramonto. Si parva licet, non credo che se avessimo ancora con noi Omero, l'uomo che ha reso inutili i successivi tre millenni di letteratura occidentale, penserebbe a una riedizione dell'Iliade. I classici si ristampano, non si rieditano, nemmeno quando l'autore è vivo, come sono io nel mio infimo. Quello che si fa, eventualmente, è corredarli di un apparato critico, e così sarà fatto. Abbiamo anche pronto il claim per il lancio... ma non è quello che pensate voi!

E ora scusatemi, devo prepararmi per l'Aria che tira ma soprattutto per il convegno di Roccasondoli o Riviraso che dir si voglia (da venerdì a domenica con tutti quanti, io arriverò verosimilmente il giorno prima, e farò due interventi: da solo venerdì pomeriggio a Roccaraso, con il ministro Giorgetti aka Giancarlo il sabato pomeriggio a Rivisondoli). Immagino che a molti di voi piaccia ascoltarmi, altrimenti non sareste qui. Credo sia abbastanza evidente che piace anche a me. Quello che c'è prima (tanto studio, tanto controllo delle fonti, tanto dialogo con gli esperti) è meno piacevole, ma...  no pain no gain!

Passo e chiudo!

sabato 17 gennaio 2026

Il punto

...ma voi veramente volete dirmi che se fosse possibile avere un minimo spazio per esprimersi in questo modo nelle emittenti nazionali:

i telespettatori si annoierebbero? Volete veramente dirmi che la rissa e la sopraffazione (in cui comunque me la cavo abbastanza) sono le uniche modalità di informazione concepite in questa un tempo felice provincia dell'impero? A me non pare proprio, ma questo passa il convento romano. Ci rifacciamo, quando capita, sulle emittenti locali.

(...p.s.: ho fatto almeno un errore blu: chi se n'è accorto?...)