venerdì 16 ottobre 2020

Le regole (#goofy9)

(...ma facciamo un passo indietro, e torniamo ai bei tempi in cui, grazie al conformismo e alla grossolana sottovalutazione della verità fattuale da parte degli operatori informativi, eravamo meno visibili, e quindi più liberi...)


Domani e dopodomani ci incontreremo per essere noi, perché a noi basta questo: è una cosa che molti vorrebbero avere ma nessuno ci può togliere. Avremo però l'intelligenza di capire che il percorso in cui siamo inseriti, e che è destinato a continuare ancora per un po', necessità di accortezza tattica.

Vorrei ricordarvi che grazie a questo percorso tutti voi avete appreso chi in Europa rispetti le regole.

Per gli operatori informativi, com'è universalmente noto, solo la Germania le rispetta.

Noi invece abbiamo una visione del mondo più articolata, più aderente ai fatti, e meno schiava di certi complessi di inferiorità che, se in Italia sono pienamente giustificati nel caso dei media, lo sono decisamente meno nel caso dei cittadini! Insomma: la nostra è una Weltanschauung da europei, non da europeisti.

Ad esempio, noi sappiamo, voi sapete (in gran parte perché lo avete letto qui), che i nostri simpatici fratelli nordici, dopo aver voluto nel 1992 la regola del 3% nel Trattato di Maastricht, e averla rafforzata nel 1997 col Patto di stabilità e crescita, la violarono nel 2003 e nel 2004 (come conseguenza di un massiccio finanziamento in deficit delle note riforme del mercato del lavoro) e come unica soluzione la cambiarono nel 2005, salvo tornarci sopra nel 2011 per inasprirla quando nei guai era finita la Grecia. Incidentalmente, questo blog nacque nello stesso giorno del Six pack, o più esattamente di parte di esso (i regolamenti dal 1173 al 1176 del 2011) e nacque proprio per dire nove anni prima quello che tutti dicono nove anni dopo, cioè che l'austerità era la strada sbagliata e che i salvataggi di Monti non ci avrebbero salvato). Tra l'altro, proprio in quello stesso giorno Monti iniziò a demolire il Paese imboccando una strada che lui stesso sapeva essere sbagliata.

Ma restiamo sul tema, quello del rispetto nordico delle regole...

Dopo averle inasprite nel 2011, queste regole che tanta stabilità e tanta crescita dovevano portare, quest'anno i nostri solleciti fratelli nordici, così premurosi nel costringerci a fare il nostro bene, dopo lo scoppio della pandemia, una volta constatato che la gente non moriva solo in Italia, cioè che questa volta toccava anche a loro, le hanno nuovamente sospese il 20 marzo scorso. Resta da capire quando ricominceranno ad applicarle, ma la risposta la sapete: quando farà comodo a loro, perché loro le regole le intendono così.

Noi sappiamo benissimo perché le intendono così, o meglio, lo sa chi di noi ha fatto il classico quando era il classico. Quello che accade in Europa al nostro Paese, accade a noi nel nostro Paese: i rapporti di forza non sono a nostro favore, e quindi quelle regole che la Germania (in Europa) o i piddini (in Italia) per se stessi interpretano, a noi vengono applicate.

Ne consegue che quand'anche non fossimo delle persone intellettualmente oneste e intrinsecamente rispettose delle regole (come si conviene a ogni conservatore), dovremmo essere molto stupidi per non attenerci ad esse. Ciò esporrebbe immediatamente a una copiosa messe di seccature, che nelle circostanze che ci vedono riuniti riguarderebbero non solo voi, ma anche e soprattutto me. Non escludo che tra di voi possa esserci qualcuno animato dalle migliori buone intenzioni di essere d'intralcio (chi può escluderlo?). D'altra parte, la maggior parte di voi, come ormai ho capito, fa danno con le migliori buone intenzioni del mondo. Adoro la vostra adolescenziale goffaggine! Ma se sono sopravvissuto a nove anni di dibattito (di cui sette condotti da solo contro il mondo) è perché riesco a difendermi dagli amici.

Quindi, cari amici, dopo avervi ricordato le regole di ingaggio, che sono sempre quelle, e stanno al vivere sociale come il lavarsi le mani sta all'igiene (quindi, in teoria, non rientrerebbero nella roba che ci debba essere ricordata da persone provenienti da sedi di culture millenarie diverse dalla nostra, ma su questo passons...), vi ricordo che quest'anno, nel riunirci, siamo tenuti ad osservare altre regole

Chiarirò un punto, applicando il principio better safe than sorry. A me non interessa se queste regole siano giuste o sbagliate né quale ne sia il fondamento. Il punto non è questo. A me interessa non avere seccature. Quindi a chi si è accorto oggi che esiste una aggendaaah, a chi vuole commettere er ggesto eclatante di protesta, rivolgo lo stesso cortese ma fermo invito che rivolsi, in un contesto diverso ma del tutto isomorfo, al primo di una infinita stirpe di gestoeclatantisti, il giovinotto dalla polo rossa. Oggi, con l'euro su e il petrolio giù, questo gesto è decisamente più affordable, e comunque meno sconsiderato del venire a disturbare inutilmente una riunione che deve svolgersi in modo ordinato per non prestare il fianco al commerage degli operatori informativi che incessantemente grufolano nei miei social e che infallantemente approfitterebbero di qualsiasi vostra sbavatura per appiopparci quell'epiteto che li qualifica per la feccia antisemita che sono.

Mi sono spiegato?

Poi, siccome di gesti sconsiderati è meglio non farne, se potete non fate né l'uno né l'altro. Ma in ogni caso le regole di ingaggio e i protocolli della Regione che ci ospita rispettateli.

Così resteremo amici.

A dopo...



La musica (tratto da una storia vera).

Onoro una promessa fatta questa mattina. Noi siamo tendenzialmente persone corrette. Poi, per carità, faremo anche noi i nostri errori, ma, per quanto mi riguarda, cerco di evitare il più insidioso di tutti: quello di non capire con chi sto parlando...



mercoledì 30 settembre 2020

Falli di reazione…

 …non se ne devono fare. Ma… dimenticare mai!


(…l’editor di blogger funziona anche da cellulare - o così sembra. Ci aiuterà a restare in contatto…)

martedì 29 settembre 2020

Integrità tedesca

Secondo il dizionario Treccani (three dogs, per i dipendenti del MEF) integrità è il contrario di corruzione. Quella che vi racconterò, quindi, è il contrario di una storia di corruzione.

Il caso è quello della società di fintech Wirecard (qui un riassunto di come è iniziato fatto da una testata affidabile), un caso che, voglio ricordarlo, si è riverberato anche nel nostro Paese. Per chi è nel Dibattito, nulla di nuovo. In effetti, mi avrete sentito dire mille volte, nelle dirette Facebook o in altre occasioni pubbliche, che la stupefacente risposta della Consob tedesca alle inchieste giornalistiche che sollevavano dubbi non fu andare a vedere i conti (poi rivelatisi estremamente creativi), ma denunciare i giornalisti!

(...pare che nel resto del mondo ce ne siano: qui in Italia, dopo anni di inflazione a due cifre negli anni '90 e di virgolettati tarocchi tendiamo a credere che si siano estinti, ma, chissà, magari potrebbe essere possibile ripopolarli, come si fa per altre forme di vita...)

Inutile dire che loro non l'hanno presa benissimo:


e vorrei anche vedere!

Fatto sta che il FT, dopo questo bello scherzo, ci si è messo di buona lena, arrivando dove, chissà, forse non sarebbe nemmeno voluto arrivare (visto che oggettivamente agisce come fosse l'ufficio stampa della Commissione, al punto che voci di corridoio non verificabili dicono che stia per liquidare o abbia liquidato il troppo euroscettico Munchau, qui affettuosamente ribattezzato "l'eterno secondo", perché arriva sempre dopo di noi alle nostre stesse conclusioni). Oggi il Financial Times ci dice quello che forse non avrebbe mai voluto dirci:


Lo scandalo si estende alla politica (anzi, a questo punto alla #aaaaabolidiga) tedesca: Angela Merkel e altri politici di spicco continuavano a sostenere il gruppo anche quando i segnali di allarme si erano moltiplicati!

Eh, già, ma voi lo sapevate, giusto? Quindi a differenza dei politici tedeschi di opposizione:


voi non siete sorpresi del fatto che "invece di investigare sul merito delle accuse portate a Wirecard, la BaFin e la magistratura penale di Monaco abbiano inquisito i giornalisti" (la BaFin è la CONSOB tedesca). Voi non ne siete sorpresi perché io ve lo sto dicendo da mesi (da tre mesi e tre giorni, cioè da quando è stato pubblicato il video citato sopra), e perché sapete bene quanto la Germania sia integra!

Siete voi che siete corrotti!

O no?


(...questi - cioè gli integri tedeschi - sono quelli che verranno a casa nostra a controllare che i miliardi del MES siano spesi per l'emergenza COVID. In fondo, è una buona notizia: basterà dargli una congrua stecca, e ci faranno fare quello che ci pare. Ma solo se saremo del PD!...) 

lunedì 28 settembre 2020

Debito USA

 Il Congressional Budget Office ci fa sapere che:


Voi saprete certamente porre questi dati in prospettiva. Qui lo abbiamo fatto tante volte...


(...scusate, le cose da fare sono tantissime, ma questa volevo proprio farvela vedere. Che ne pensate?...)


sabato 26 settembre 2020

L@ pr@@r@t@ d@ll@ s@n@str@

(...il prequel...)


M@ @ v@@ s@mbr@ n@rm@l@ ch@ @n @n  m@m@nt@ c@m@ q@@st@ c@ s@ @cc@p@ d@ q@@st@ gr@v@ pr@bl@m@? N@n s@ v@@, m@ @@ l@ v@d@ c@s@...


(...il politicamentecorrettese è una lingua difficile da leggere, ma l'altra volta ci riusciste benissimo. Buona soluzione dell'enigma, che, per quel che mi riguarda, è il seguente: ma come ho fatto a essere così scemo da credere che questi fossero la soluzione e non il problema? Torno al lavoro...)

sabato 1 agosto 2020

"Caduta grave ma gestibile"

Ieri sono usciti i dati sul Pil trimestrale. Si tratta, per la precisione, delle cosiddette stime "flash", le stime preliminari che dovranno poi essere confermate il 2 ottobre (tanto tempo ci vuole a consolidare il dato). I nostri cari amici informatori, come sempre coraggiosamente schierati dalla parte del potere costituito, avevano un ovvio interesse a minimizzare il disastro (per tutelare lo storico Gualtieri) e quindi hanno fatto ricorso all'abituale espediente che ormai può trarre in inganno solo i gonzi: quello di prendere come termine di paragone implicito il primo dato pubblicato (qui il tentativo più noto e meno riuscito).

Questo il lancio di agenzia:

== Pil: Istat, nel II trim -12,4%, ai minimi dal 1995 = 
 (AGI) - Roma, 31 lug. - E' salato il conto della pandemia di
 coronavirus sull'economia. Il Pil ha fatto registrare nel II
 trimestre il valore piu' basso dal primo trimestre 1995, periodo
 di inizio dell'attuale serie storica: il calo e' stato del 12,4%
 congiunturale cioe' rispetto al I trimestre, e del 17,3% in
 termini tendenziali cioe' rispetto al II trimestre del 2019. Lo
 rende noto l'Istat. 
 Nel I trimestre, il Pil si era contratto del 5,4%. (AGI)Pit
 311001 LUG 20
 NNNN ********

A leggerlo così, distrattamente, il flusso trimestrale di Pil sembrerebbe così tornato indietro di 25 anni: al 1995. In effetti, sarebbe già un dato impressionante, tale da promuovere svariate riflessioni. Perché queste riflessioni siano proficue, bisogna però mettere il dato in prospettiva, cosa che nell'intero panorama dell'informazione italiana avete purtroppo visto fare solo qui (motivo per cui vi siete fermati qui, e avete mandato gli altri dove meritavano di andare). Vi ricordo alcuni esempi: questo, questo, questo, questo, ecc. Tutte cose che vi consiglierei di andare a riguardare, anche se avete avuto modo di rileggerle da chi le ha copiate (ovviamente senza citare la fonte).

Sul sito dell'ISTAT ci deve essere qualcosa che non capisco. La serie storica del Pil trimestrale a prezzi concatenati del 2015, edizione maggio 2020 (la più recente, e quella su cui si innestano i dati diffusi ieri) in effetti mi pare inizi nel 1995 (almeno, è possibile selezionare questa data):


ma cliccando su "Visualizza dati" riesco a vedere solo i valori fino dal 1996:


Poco male.

A differenza di altri colleghi politici, mi occupo di macroeconomia dalla metà degli anni '80. Fra i presidenti dell'ISTAT ci sono stati due miei professori e un mio compagno di stanza alla Sapienza. Fra quelli che questi dati li fanno materialmente ci sono miei amici di famiglia, compagni di scuola, o allievi. Il dato trimestrale del Pil era il mio pane quotidiano decenni prima che la crisi economica vi spingesse a occuparvi di questa roba qui. I dati quindi li ho, e li ho da quando esistono (cioè dal 1970). Ve li mostro fra brevissimo ma prima vorrei farvi notare che le stime flash danno per il secondo trimestre 2020 un valore di 356647 milioni (356,6 miliardi) di euro. Nel primo trimestre del 1996 (il più remoto che, per motivi misteriosi, il sito dell'ISTAT mi consente visualizzare) il dato era di 379,6 miliardi, cioè nel primo trimestre del 1996 stavamo messi meglio del 6.4%, o, se volete, nel secondo trimestre del 2020 stiamo del -6.1% sotto al Pil del primo trimestre 1996.

E allora intervengo a togliervi subito la sorpresa (scusatemi): per trovare un trimestre con un flusso di Pil (cioè di reddito prodotto) attorno ai 356,6 miliardi bisogna risalire non al 1995, ma al secondo trimestre del 1990:


Si capisce, vero, che quello che è successo dall'inizio dell'anno è qualcosa di un tantino fuori scala? E quanto alle "riprese a V", vedete bene che precedenti in tal senso non ce ne sono, anche perché, come è ormai chiaro a tutti, il cosiddetto aiuto europeo sarà accompagnato da misure di austerità, per cui il precedente più prossimo, a quanto possiamo intuire finora, è quello del 2012-2019. A vederla non sembra una "V". Somiglia più a una "L", ma forse non abbiamo abbastanza fantasia.

Come qui abbiamo riscontrato più volte, un grosso problema di chi governa e di chi informa è il non avere alcuna idea degli ordini di grandezza dei dati economici. Una variazione a due cifre di un dato trimestrale di contabilità nazionale non s'è mai vista. Punto. Inutile fanfalucare di riprese a "V", a "U", a "W", e chi più ne ha più ne metta.

Comunque, sempre per avere un'idea degli ordini di grandezza, vediamo che cosa occorrerebbe affinché il Pil annuale calasse solo dell'8%, come il Governo si ostina a promettere. In questa tabella vi faccio vedere i profili trimestrale e annuale corrispondenti al cosiddetto "acquisito" e ai sogni del Governo:



La crescita acquisita è quella che si avrebbe se il Pil trimestrale crescesse dello 0% (cioè restasse costante) nei prossimi due trimestri (restasse quindi a 356647 milioni in estate e in autunno). In questo caso il dato annuale del 2020 sarebbe uguale a 1476877 milioni, inferiore del -14.27% al dato del 2019, e questa è la (de) crescita acquisita ad oggi come riportata dall'ISTAT.

Per ottenere una (de)crescita annuale del solo -8% bisognerebbe invece, supponendo un tasso di crescita uniforme nei prossimi due trimestri, che il Pil trimestrale crescesse per due trimestri di seguito al 9,78%. Allargando lo zoom, si dovrebbe vedere una cosa simile:


La famosa "V" (qui in arancione), che, come capite da voi osservando i dati e la loro inerzialità, semplicemente non è nelle cose!

Molto banalmente, il terzo trimestre del 2020 comprende anche il mese di luglio 2020, e quindi anche la giornata di ieri, in cui mi sono recato a pranzo in un locale che ai bei tempi era pieno, e di cui ieri ero l'unico cliente. Devo veramente spiegarvi perché non ci sarà nessuna "V"? Ognuno di voi ha intorno a sé esempi di locali chiusi, di laboratori con su il cartello "affittasi", di palestre in cui non si tengono più corsi, di teatri vuoti, ecc. Certo, alcune attività sono ripartite: ma nessuno restituirà loro quanto hanno perso e per onorare i loro debiti con lo Stato che non le ha aiutate hanno contratto debiti con le banche. Ma soprattutto il clima di terrore alimentato dal governo che "non è affatto facile il contagio" (ricordate?) spinge chiunque possa a un elevato risparmio precauzionale. Anche chi può non spende. Perché in questa grande confusione una sola cosa è veramente chiara: che questo Governo, ove mai dovessero presentarsi ulteriori problemi, non sarebbe minimamente in grado di tutelare le famiglie e le imprese economicamente fragili, anche perché non ritiene che questo sia suo dovere. Anzi! Questo Governo si ritiene investito dalla sacra missione di purgare l'economia italiana delle scorie.

E le scorie siete voi: i professionisti, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i ristoratori, gli artisti, ecc.

Altre categorie si aggiungeranno: la dialettica tutelati/non tutelati con un Governo simile perde rilevanza: nessuno è al sicuro da una simile mistura di subalternità e dilettantismo.

Diciamo che se ci va di lusso, ma veramente di lusso, e da questo trimestre cresciamo al 5% per due trimestri, l'anno si chiuderà al -11% (cioè tre punti sotto a quanto il Governo si ostina a propagandare). Ma affinché da questo trimestre crescessimo così, non dovremmo avere i locali e i centri storici vuoti, non dovremmo vedere i negozi chiusi, ecc. Quindi non credo che andrà così. Il che, peraltro, non smentisce la nota affermazione del ministro secondo cui la caduta sarebbe stata grave (oh, se lo è stata!), ma gestibile.

Tutto vero.

Sarebbe in effetti stata gestibile da chiunque: ma non da lui.







Nota metodologica


Un doveroso cenno a come sono stati ricostruiti i dati. La serie attualmente disponibile sul sito dell'ISTAT è quella in arancione, che, nel tratto terminale, è stata sostituita con gli ultimi dati pubblicati in questo pdf (quelli che certificano il tonfo), riportati in giallo. Prima del 1996 ho utilizzato la release 1996q3 dei conti economici trimestrali ISTAT, che è quella riportata in blu. Ovviamente quei dati non sono direttamente confrontabili con gli ultimi dati pubblicati, per diversi motivi: è cambiata la base dei prezzi utilizzata per "valorizzare" il prodotto (nel 1996 si usavano i prezzi 1990, nel 2020 si usano i prezzi 2015), sono cambiati i criteri di contabilità nazionale col passaggio al Sistema Europeo dei Conti 2010, e ci sono state altre revisioni minori. Tuttavia, quando si interviene con simili revisioni, si cerca nella misura del possibile di preservare la dinamica della serie storica, cioè di evitare che dopo la revisione anni di buona crescita si trasformino in anni di drammatica recessione. Diciamo che le revisioni dei sistemi di contabilità nazionale si fanno per ottenere misure più precise dei fenomeni analizzati, non per riscrivere la storia (o almeno non si dovrebbe), e quindi ci si aspetta che i tassi di crescita siano preservati, o comunque non siano troppo alterati, dalle revisioni.

Per questo motivo, fin dalla mia più tenera età all'ISTAT mi spiegavano che sì, certo, la revisione numero settordici della serie storica non era direttamente confrontabile con la precedente, ma volendo si poteva "retropolare" la seconda coi tassi di crescita della prima e non si sarebbe andati troppo lontani dal vero (che peraltro in statistica non esiste, come credo sappiate). Mi sono regolato così per ricostruire i dati dal 1970q1 al 1995q4. Può anche darsi che presso l'ISTAT qualcuno abbia fatto un lavoro più raffinato, e magari che questo sia disponibile online. Se lo trovate, fatemelo sapere. Non credo che cambierà molto il senso del post: magari gli anni di ritardo non sono 30, ma solo 27, o magari 31. Direi che di questo non vale molto la pena discutere. Sarebbe invece utile discutere di come uscirne, e se questo non si può fare in un paese colonizzato, lo si può però fare in un paese libero...

lunedì 20 luglio 2020

Non potete farci niente...

Andrea Boghi ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Il compagno Serra":

Io ho pietà e le racconto brevemente la mia storia. Sono stato di centro-sinistra fino al 2014. In quell'anno ci sono stati degli eventi internazionali che mi hanno mostrato due cose. La prima è quanto il progetto UE non sia socialista ma liberale, la seconda è quanto la nostra stampa, ma tutto sommato anche quella estera sia bugiarda. La seconda cosa l'ho capita perchè mi sono ritrovato testimone indiretto di eventi che sapevo non essere andati come ci venivano raccontati. Questa cosa mi ha fatto capire che ogni regime ha la sua retorica e la sua propaganda, l'UE non fa eccezione. Così mi sono messo a cercare canali alternativi di informazione, tra i quali byoblu di Messora, e tramite byoblu ho conosciuto Bagnai. La storia che veniva raccontata in questi canali aveva senso, i pezzi si incastravano, le previsioni di Bagnai si realizzavano. Cresceva in me una consapevolezza tremenda. Anche se non su tutto, ma su un buon 80% delle questioni la Lega aveva ragione. Ho passato un paio d'anni a cercare di votare partiti di super-sinistra che in teoria dovevano difendere i lavoratori, ma non arrivavano all'1%. Ricordo a fine 2017 una conversazione con un mio amico filosofo marxista in cui concluse che la cosa migliore da fare era votare Lega. Dovetti ammettere che aveva ragione. E così a Marzo 2018 presi coraggio e feci quello che nella vita mai mi sarei aspettato di fare: votare a destra. Lo stesso feci per le Europee l'anno successivo. La sa una cosa? E' stata un'esperienza liberatoria, sono contento di averla fatta. Purtroppo, siccome non so mentire, ho perso tanti amici e ho litigato con la famiglia varie volte. Lei non è obbligato a rivelare per chi vota, in teoria può continuare a frequentare il circolo PD e a fare la crocetta sul simbolo della Lega alle elezioni. Io non ci riuscirei. E' dura perdere gli amici ma è più dura continuare a fare qualcosa che si sa essere sbagliato. Mi creda, la abbraccio.


Postato da Andrea Boghi in Goofynomics alle 20 luglio 2020 00:05




(...fra le tante cose che la maturazione politica che avete subito vostro malgrado, entrando nel Dibattito, cioè in questo blog, vi ha fatto conoscere, possiamo annoverare la violenza dei nonviolenti, il fascismo degli antifascisti, la censura dei tolleranti, la cattiveria dei buoni. Loro sono il male, anzi, il Male: il male della banalità, del conformismo. Con la stessa indifferenza con cui i volenterosi carnefici di Hitler accompagnavano alla morte decine, centinaia di persone, forti del loro sentirsi dalla parte giusta della Storia, così, sentendosi dalla parte giusta della Storia, i nostri amici di sinistra calpestano affetti, amicizie, legami familiari... tutto viene travolto dalla loro ideologia! Per carità... andrebbe anche bene, se non fosse che purtroppo quale sarà la parte giusta della Storia starà alla Storia a dirlo, e credo che chi ha frequentato il Dibattito possa fin da ora fare un educated guess! Aver vilipeso la propria umanità non sarà servito a nulla, se non a essere ricordati con meritato disprezzo, e naturalmente a essere ripagati con la stessa moneta. Non potete farci niente, cari amici "de sinistra". Del resto, quando commentai le prime avvisaglie dell'atteggiamento repressivo e censorio che la sinistra stava inevitabilmente e inesorabilmente portando avanti, lo definii un regalo alle destre di tutta Europa. E ora che sono a destra, di questo regalo non posso che essere grato! Verranno le urne, verrà il momento di scartarlo e di usarlo. In qua mensura mensi fueritis remetietur vobis. Vale per tutti, sempre, e a tutti i livelli. Quindi... occhio!...)

domenica 19 luglio 2020

Forsan et Giuseppi olim meminisse iuvabit

(...da Charlie Brown, che non sono io, perché lui non è me, e non è nemmeno quello che pensate voi, perché non è mai come pensate voi, ricevo questo pezzo che condivido, nel senso che lo trovo condivisibile, e quindi lo condivido con voi...)


Il fallimento di Conte al vertice "recovery" era scontato (chi entra zerbino esce pattumiera). 

Ma Conte è solo una membrana unicellulare: dietro a lui sta il DNA unionista.

Quindi questo non è il fallimento dell’avvocato di sistema Conte (il quale ha comunque centrato i suoi obiettivi professionali) ma un “momento verità” per il clan unionista e per tutti noi:

È appurato per tabulas che la UE non è una unione politica ma un accordo intergovernativo soggetto alle mutevoli circostanze, convenienze, ed esigenze dei firmatari. L’Olanda ha come obiettivo il non essere sopraffatta da una proiezione illimitata della Germania con la scusa della gestione “maggioritaria” dei fondi recovery. La Kasner nel suo inaugural  speech alla presidenza del consiglio UE non ha menzionato la crescita ma la “coesione” (il che oggi vuol dire convergenza verso l’egemonia tedesca e secondariamente francese);

È appurato per tabulas che la UE manca degli strumenti base di tutela di una vera unione politica: essa ha trattato le emergenze esistenziali sanitaria (Covid) ed economica (collasso post Covid) come “situazioni” da gestire con negoziati multilaterali. La politica resta in capo ai singoli Stati. “Più Europa” è una scemenza: questo È lo zenit dell’Europa unionista;  

È appurato per tabulas che l’unione è una costruzione  capitalistica e non una costruzione sociale. Essa è quindi logicamente ed ineluttabilmente basata sui rapporti di forza all’interno di “regole” che inevitabilmente vengono implementate a favore degli Stati più forti. La forza che oggi conta è quella economica; un domani conterà la forza militare con conseguente esplosione di tensioni franco – tedesche in una cornice ancora una volta asimmetrica (la Germania non ha una sua force di frappe).

Forsan et Giuseppi olim meminisse iuvabit.


(...ovvero, per chi ignora il latino: non sta andando benissimo, ma consolatevi: andrà peggio! Si apra la discussione...)

lunedì 13 luglio 2020

Il compagno Serra

Qualche giorno addietro un sollecito Alfredo D'Attorre su Twitter citava con accorati accenti di assenso un articolo in cui Michele Serra, noto economista, discettava (senza saperlo) di monopoli naturali, invocando l'intervento dello Stato. La privatizzazione fu un errore, ci diceva compunto Alfredo, mentre elogiava la concinnitas di Serra, che nel suo pezzo si scagliava contro "il presupposto della concorrenza come elemento salvifico e migliorativo", che decadrebbe nel caso di infrastrutture nevralgiche che per loro natura sono "un unicum". E qui siamo di fronte a due "mirabilia maragdagali", di cui stenterei a dirvi quale sia la più sorprendente! Non so se mi stupisce di più la fresca naïveté di Alfredo, che definisce "un errore" le privatizzazioni (quando invece furono una deliberata e consapevole scelta strategica di chi allora governava: e chi governava, allora?), o la tardiva resipiscenza, la riscoperta delle virtù dell'intervento pubblico in economia, da parte di chi elogiava Monti "vero liberale", dopo aver difeso a spada tratta il vero liberalizzatore Bersani. Eppure, era stato Prodi a spiegare a Serra che cosa vuol dire privatizzare! Come mai quella spiegazione ora non lo convince più? Credo che voi lo capiate bene, e quindi non devo spiegarvelo io.

Attenti, compagni: la rete nasconde, ma non ruba!

Yours.