sabato 21 novembre 2020

QED 94: il paese più colpito.

Ma cambiamo argomento.

Nel dibattito bisogna mantenere la calma, perché solo così si riesce a mantenere lucidità, concentrazione, ed efficacia, ma anche perché così richiede quella grande sconosciuta che è la buona educazione. Gli atteggiamenti esagitati di molti di voi non mettono in pericolo solo voi (e fino a qui, una volta che ve lo abbiamo detto in tutti i modi, ove mai doveste subirne le conseguenze non perderemmo troppo tempo a piangervi), ma mettono anche in difficoltà noi! I diversamente vertebrati (diciamo così) non vedono l'ora di fare i piangina attribuendo a noi dichiarazioni e atteggiamenti vostri, di cui quindi voi siete responsabili, e non noi.

Nonostante questa ulteriore distorsione dei fatti sia oggettivamente fastidiosa, io vi esorterei a capirli, ad almeno due livelli.

Il primo è che chi ha goduto per decenni dell'inebriante sensazione di essere immune da qualsiasi diritto di critica, di poter dire letteralmente la qualunque senza verifiche, in un mondo in cui l'informazione, paradossalmente, era più effimera nonostante fosse su un supporto meno evanescente (la carta), mal si adatta ad essere sottoposto a uno stringente controllo sul web, dove resta tutto, e dove chiunque ha accesso alle fonti primarie. Oggi chi dice una cosa per un altra corre un serio rischio di essere censurato sui social, dove la peer pressure comunque esiste e che restano un formidabile strumento di demistificazione. Ne consegue, in selezionati casi, un certo vittimismo...

Il secondo, però (apprezzate la congiunzione avversativa), è che famiglia la tengono tutti (anche voi, ne sono sicuro...), e non ha quindi alcun senso insultare qualcuno solo perché la sua linea editoriale non ci piace.

Basta ignorarlo, non seguirlo, non leggerlo, non comprarlo, non dargli visibilità, il che, fra l'altro, costringe anche chi sussidia il progetto editoriale che non ci piace a sborsare più soldi per tenerlo in vita! Lo diceva Gramsci, come qui vi ho ricordato tante volte, e se al tempo di Gramsci era in qualche modo minimamente scusabile che il proletario tenesse in vita il giornale borghese dandogli il suo soldino, perché altri fonti di informazione il proletario non le aveva, oggi scuse non ce ne sono: avete accesso ai comunicati stampa dei Governi e dei sovragoverni, alle statistiche nazionali e sovranazionali, alla stampa estera (che risponde anche lei a chi la paga, come è giusto e lecito che sia, ma aggiunge varietà di prospettiva al dibattito), ecc. Quindi: oggi non ci sono scuse né per essere maleducati (non ce ne sono mai), né per continuare a finanziare chi disinforma.

Ribadita questa verità, questa volta non nel vostro, ma nel nostro interesse, cioè nell'interesse di coloro cui voi avete dato la possibilità di portare le vostre idee nei media, devo tuttavia confessarvi che qualche volta è effettivamente piuttosto impegnativo mantenere la calma. Un esempio lo avete in questo disegnino:


dopo aver preso visione del quale vi prego di rileggere questo post.

Non si deve mai dare dell'imbecille o del cretino o dell'idiota a qualcuno. Ma, oggettivamente, ci sono circostanze in cui ciò richiede uno sforzo maggiore. E bisognerebbe sempre cercare di capire con chi si ha a che fare. I tanti "esperti" (de che?) intervenuti nella discussione sotto quel post in molti casi non si erano attenuti a quest'ultima elementare norma di prudenza. Pensavano di parlare a "un senatore della Lega" (cioè a un brutto nazixenomofobofascioleghista), ma, incidentalmente, stavano anche parlando a uno che per i dati ha un certo istinto, e quindi, "conseguentemente", esortava a una certa prudenza nell'affermare che gli Stati Uniti fossero il paese "più colpito", quale che fosse la metrica adottata e indipendentemente dai criteri in base ai quali questa qualifica veniva loro attribuita da fonti di stampa.

Il tempo purtroppo è galantuomo, e puntualmente i dati, i freddi e in questo caso macabri dati, danno ragione a chi devono darla (che poi è sempre la solita persona: che barba, che noia...).

E allora: quando venite qui, ricordatevi con chi state parlando, e quando andate in giro rispettate quelli con cui parlate.

E per oggi è tutto.


(...ah, sì, per inciso, "noi" non siamo stati d'esempio nella gestione della crisi. I numeri dicono questo, ma, come sapete, oggi in televisione 2+2=5. Siamo preparati anche a questo, e supereremo anche questo...)

domenica 15 novembre 2020

I vermi...

...sì, insomma, la feccia, i nemici del buonsenso, gli odiatori dell'umanità e della democrazia, stanno ricevendo dalla pandemia un aiuto insperato! Basta dire che certe scemenze erano vere "in a pre-pandemic world" per assolvere se stessi dalla pesante responsabilità morale, politica, e forse in certi selezionati casi penale (non per niente il codice è stato modificato!), di averle dette, di aver cioè negato l'evidenza, di essersi ritagliati una teoria economica a uso e consumo dei propri padroni esteri, e di avere in nome di questa distorsione della realtà sacrificato tante famiglie, tante imprese, tante vite...

Ma noi qui ricordiamo tutto.

(...combattere!...)

domenica 1 novembre 2020

Il rimbalzo

Il lavoro da fare è tanto e mi priva del piacere di confrontarmi qui con voi. Devo anche dire che da quanto vedo l'infezione del grillismo ha ormai dilagato. Mi è capitato non solo su Twitter (ci sta!), ma anche sui territori, di incontrare nostri elettori sensibili alla sirena del castacriccacoruzzzzione, contro cui, con una preveggenza tanto lodevole quanto inutile, cercai a suo tempo di mettervi in guardia. Non ci dovrebbe volere molto a capire che il vostro nemico è chi vi indica come bersaglio #aaaaaabolidiga, cioè "la politica" intesa come un blob indistinto, dove tutti i ruoli e tutte le responsabilità si confondono. Questa strategia comunicativa è complementare all'attacco alla democrazia rappresentativa in nome della democrazia diretta: far sì che voi non vi sentiate rappresentati, dandovi da un lato l'illusione che possiate farlo da soli (con un clic su una piattaforma eterodiretta, o con un referendum al giorno, che toglie il politico di torno), e dall'altro aizzandovi con l'idea che tanto "li politichi sò tutti uguali", per cui, siccome l'uno vale l'altro, nessuno può rappresentarvi. Con mia poca sorpresa vedo che quasi tutti cadono in questa trappola. Eppure non ci vorrebbe molto a capire che chi vuole privarvi di rappresentanza non vi sta aiutando a contare di più, ma di meno. Sorprendentemente, ad alcuni di voi sta bene così, e gli altri a quanto pare hanno cose più serie da fare che preoccuparsi per questo assalto alla democrazia.

Il risultato (raggiunto) di questa aggressione alla democrazia è che viviamo in un sistema in cui i media fanno i whatchdog dell'opposizione, anziché del Governo, in cui le masse scendono in piazza contro l'opposizione, anziché contro il Governo, e in cui molti elettori apparentemente non capiscono che in un sistema in cui le decisioni si prendono a maggioranza, il Governo, non l'opposizione, è responsabile delle scelte che vengono effettuate. Ma a molti elettori (o, più spesso, sedicenti elettori) dell'opposizione sembra naturale prendersela con l'opposizione, anziché col Governo, e perder tempo andando a seccare con atteggiamenti inutilmente aggressivi chi ha portato nel dibattito certi temi ed è finora riuscito ad evitare esiti catastrofici per il Paese (dall'utilizzo del MES, all'invio di milioni di cartelle, all'IMU sulla prima casa...). In democrazia sarebbe normale attaccare, sempre in termini civili, chi governa ed è quindi direttamente responsabile di quanto sta avvenendo (e in primo luogo di una doppia sottovalutazione della situazione, sia in termini economici che sanitari). Ma l'infezione grillina è riuscita a farvi dimenticare la grammatica della democrazia.

Osservo con disincanto questo trionfo del grillismo.

Da un lato ne traggo la soddisfazione intellettuale di aver comunque intuito con precisione anni fa quanto esso fosse una forza di conservazione e non di cambiamento. Il messaggio è chiaro: siccome "li politichi sò tutti uguali", siccome "è tutto un magna magna", se si è scontenti bisogna attaccare l'opposizione quanto il Governo, o, meglio ancora, invece che il Governo. Quindi il Governo non sarà mai messo di fronte alle sue responsabilità, proprio perché nell'encefalo dell'elettore mediano infettato dal grillismo il responsabile è #aaaaabolidiga, non il Governo.

D'altro canto dispero, come del resto ho sempre disperato, di poter assistere a un esito democratico di questa crisi. Le parole che dissi in conferenza dei capigruppo a febbraio (non trasformiamo un'emergenza sanitaria in emergenza autoritaria) avrei fatto meglio a non dirle, perché come tante altre scritte su questo blog si sono avverate. Alla dimensione religiosa conferita al dibattito dall'europeismo, con tutto il suo corredo di totem e tabù, si aggiunge ora l'infezione grillina: non solo non si possono affrontare in modo razionale certi temi, ma l'essenza stessa del dialogo politico è sovvertita dal fatto che per gli elettori i ruoli sono indistinti, al punto che è impossibile, ad esempio, mettere di fronte alle proprie responsabilità chi, dopo essersi presentato come forza antisistema, ha deciso per perpetuare se stesso di accompagnarsi alla forza politica che ha attuato questo programma!

Vedo riproporsi, su una scala più ampia (ora che molti che dormivano si sono svegliati), le dinamiche che hanno caratterizzato il Dibattito (cioè questo blog) ai suoi inizi. Vedo tanti volenterosi che in buona o in cattiva fede inquinano il confronto abboccando con adorabile ingenuità a qualsiasi diversivo, prendendo toni esagitati che screditano argomenti di per sé anche corretti, ma di cui in un contesto così radicalizzato occorrerebbe fare un uso intelligente (che, come ormai abbiamo capito, non è un uso intelliggente(TM)). Sono stati del tutto inutili i miei reiterati appelli alla prudenza sui social. Vedo tante persone che mi seguono, e non capisco perché, dal momento che mi sembra di non essere riuscito ad insegnargli molto. Anche il più fondamentale dei miei insegnamenti, che è, del resto, il più ovvio, viene regolarmente messo da parte: il vostro mondo è una loro rappresentazione, dove "loro" sono quei media di cui qui, nel corso di un decennio, vi ho documentato le tecniche manipolatorie e le oggettive distorsioni della realtà.

Ma neanche questo è stato capito.

La cosa non mi affligge oltremodo, un po' perché saetta previsa vien più lenta (anche se, non lo nascondo, alcuni membri di questa community, alcune persone che conoscevo, mi hanno deluso, o forse quello che mi ha deluso è stata la mia incapacità di intuirne l'effettiva consistenza, o, per dirlo in altro modo, l'ingenuità con cui continuo a dare credito all'essere umano), e un po' perché nonostante continui a credere nel valore dell'individuo, e nel fatto che in certe circostanze l'uomo (se è tale) possa fare la differenza, non mi sono mai illuso di poter né da solo né in eletta compagnia sovvertire certe tendenze della Storia, proprio perché, come sapete e come è documentato in questo blog e nel Tramonto dell'euro, sapevo di essere immerso, con tutti voi, in un racconto della crisi costruito per togliere alle vittime capacità di reazione.

E quindi?

E quindi continuo a fare il mio lavoro, cioè a combattere.

E voi, vi prego, cercate di ragionare, e in ogni caso siate prudenti.

venerdì 16 ottobre 2020

Le regole (#goofy9)

(...ma facciamo un passo indietro, e torniamo ai bei tempi in cui, grazie al conformismo e alla grossolana sottovalutazione della verità fattuale da parte degli operatori informativi, eravamo meno visibili, e quindi più liberi...)


Domani e dopodomani ci incontreremo per essere noi, perché a noi basta questo: è una cosa che molti vorrebbero avere ma nessuno ci può togliere. Avremo però l'intelligenza di capire che il percorso in cui siamo inseriti, e che è destinato a continuare ancora per un po', necessità di accortezza tattica.

Vorrei ricordarvi che grazie a questo percorso tutti voi avete appreso chi in Europa rispetti le regole.

Per gli operatori informativi, com'è universalmente noto, solo la Germania le rispetta.

Noi invece abbiamo una visione del mondo più articolata, più aderente ai fatti, e meno schiava di certi complessi di inferiorità che, se in Italia sono pienamente giustificati nel caso dei media, lo sono decisamente meno nel caso dei cittadini! Insomma: la nostra è una Weltanschauung da europei, non da europeisti.

Ad esempio, noi sappiamo, voi sapete (in gran parte perché lo avete letto qui), che i nostri simpatici fratelli nordici, dopo aver voluto nel 1992 la regola del 3% nel Trattato di Maastricht, e averla rafforzata nel 1997 col Patto di stabilità e crescita, la violarono nel 2003 e nel 2004 (come conseguenza di un massiccio finanziamento in deficit delle note riforme del mercato del lavoro) e come unica soluzione la cambiarono nel 2005, salvo tornarci sopra nel 2011 per inasprirla quando nei guai era finita la Grecia. Incidentalmente, questo blog nacque nello stesso giorno del Six pack, o più esattamente di parte di esso (i regolamenti dal 1173 al 1176 del 2011) e nacque proprio per dire nove anni prima quello che tutti dicono nove anni dopo, cioè che l'austerità era la strada sbagliata e che i salvataggi di Monti non ci avrebbero salvato). Tra l'altro, proprio in quello stesso giorno Monti iniziò a demolire il Paese imboccando una strada che lui stesso sapeva essere sbagliata.

Ma restiamo sul tema, quello del rispetto nordico delle regole...

Dopo averle inasprite nel 2011, queste regole che tanta stabilità e tanta crescita dovevano portare, quest'anno i nostri solleciti fratelli nordici, così premurosi nel costringerci a fare il nostro bene, dopo lo scoppio della pandemia, una volta constatato che la gente non moriva solo in Italia, cioè che questa volta toccava anche a loro, le hanno nuovamente sospese il 20 marzo scorso. Resta da capire quando ricominceranno ad applicarle, ma la risposta la sapete: quando farà comodo a loro, perché loro le regole le intendono così.

Noi sappiamo benissimo perché le intendono così, o meglio, lo sa chi di noi ha fatto il classico quando era il classico. Quello che accade in Europa al nostro Paese, accade a noi nel nostro Paese: i rapporti di forza non sono a nostro favore, e quindi quelle regole che la Germania (in Europa) o i piddini (in Italia) per se stessi interpretano, a noi vengono applicate.

Ne consegue che quand'anche non fossimo delle persone intellettualmente oneste e intrinsecamente rispettose delle regole (come si conviene a ogni conservatore), dovremmo essere molto stupidi per non attenerci ad esse. Ciò esporrebbe immediatamente a una copiosa messe di seccature, che nelle circostanze che ci vedono riuniti riguarderebbero non solo voi, ma anche e soprattutto me. Non escludo che tra di voi possa esserci qualcuno animato dalle migliori buone intenzioni di essere d'intralcio (chi può escluderlo?). D'altra parte, la maggior parte di voi, come ormai ho capito, fa danno con le migliori buone intenzioni del mondo. Adoro la vostra adolescenziale goffaggine! Ma se sono sopravvissuto a nove anni di dibattito (di cui sette condotti da solo contro il mondo) è perché riesco a difendermi dagli amici.

Quindi, cari amici, dopo avervi ricordato le regole di ingaggio, che sono sempre quelle, e stanno al vivere sociale come il lavarsi le mani sta all'igiene (quindi, in teoria, non rientrerebbero nella roba che ci debba essere ricordata da persone provenienti da sedi di culture millenarie diverse dalla nostra, ma su questo passons...), vi ricordo che quest'anno, nel riunirci, siamo tenuti ad osservare altre regole

Chiarirò un punto, applicando il principio better safe than sorry. A me non interessa se queste regole siano giuste o sbagliate né quale ne sia il fondamento. Il punto non è questo. A me interessa non avere seccature. Quindi a chi si è accorto oggi che esiste una aggendaaah, a chi vuole commettere er ggesto eclatante di protesta, rivolgo lo stesso cortese ma fermo invito che rivolsi, in un contesto diverso ma del tutto isomorfo, al primo di una infinita stirpe di gestoeclatantisti, il giovinotto dalla polo rossa. Oggi, con l'euro su e il petrolio giù, questo gesto è decisamente più affordable, e comunque meno sconsiderato del venire a disturbare inutilmente una riunione che deve svolgersi in modo ordinato per non prestare il fianco al commerage degli operatori informativi che incessantemente grufolano nei miei social e che infallantemente approfitterebbero di qualsiasi vostra sbavatura per appiopparci quell'epiteto che li qualifica per la feccia antisemita che sono.

Mi sono spiegato?

Poi, siccome di gesti sconsiderati è meglio non farne, se potete non fate né l'uno né l'altro. Ma in ogni caso le regole di ingaggio e i protocolli della Regione che ci ospita rispettateli.

Così resteremo amici.

A dopo...



La musica (tratto da una storia vera).

Onoro una promessa fatta questa mattina. Noi siamo tendenzialmente persone corrette. Poi, per carità, faremo anche noi i nostri errori, ma, per quanto mi riguarda, cerco di evitare il più insidioso di tutti: quello di non capire con chi sto parlando...



mercoledì 30 settembre 2020

Falli di reazione…

 …non se ne devono fare. Ma… dimenticare mai!


(…l’editor di blogger funziona anche da cellulare - o così sembra. Ci aiuterà a restare in contatto…)

martedì 29 settembre 2020

Integrità tedesca

Secondo il dizionario Treccani (three dogs, per i dipendenti del MEF) integrità è il contrario di corruzione. Quella che vi racconterò, quindi, è il contrario di una storia di corruzione.

Il caso è quello della società di fintech Wirecard (qui un riassunto di come è iniziato fatto da una testata affidabile), un caso che, voglio ricordarlo, si è riverberato anche nel nostro Paese. Per chi è nel Dibattito, nulla di nuovo. In effetti, mi avrete sentito dire mille volte, nelle dirette Facebook o in altre occasioni pubbliche, che la stupefacente risposta della Consob tedesca alle inchieste giornalistiche che sollevavano dubbi non fu andare a vedere i conti (poi rivelatisi estremamente creativi), ma denunciare i giornalisti!

(...pare che nel resto del mondo ce ne siano: qui in Italia, dopo anni di inflazione a due cifre negli anni '90 e di virgolettati tarocchi tendiamo a credere che si siano estinti, ma, chissà, magari potrebbe essere possibile ripopolarli, come si fa per altre forme di vita...)

Inutile dire che loro non l'hanno presa benissimo:


e vorrei anche vedere!

Fatto sta che il FT, dopo questo bello scherzo, ci si è messo di buona lena, arrivando dove, chissà, forse non sarebbe nemmeno voluto arrivare (visto che oggettivamente agisce come fosse l'ufficio stampa della Commissione, al punto che voci di corridoio non verificabili dicono che stia per liquidare o abbia liquidato il troppo euroscettico Munchau, qui affettuosamente ribattezzato "l'eterno secondo", perché arriva sempre dopo di noi alle nostre stesse conclusioni). Oggi il Financial Times ci dice quello che forse non avrebbe mai voluto dirci:


Lo scandalo si estende alla politica (anzi, a questo punto alla #aaaaabolidiga) tedesca: Angela Merkel e altri politici di spicco continuavano a sostenere il gruppo anche quando i segnali di allarme si erano moltiplicati!

Eh, già, ma voi lo sapevate, giusto? Quindi a differenza dei politici tedeschi di opposizione:


voi non siete sorpresi del fatto che "invece di investigare sul merito delle accuse portate a Wirecard, la BaFin e la magistratura penale di Monaco abbiano inquisito i giornalisti" (la BaFin è la CONSOB tedesca). Voi non ne siete sorpresi perché io ve lo sto dicendo da mesi (da tre mesi e tre giorni, cioè da quando è stato pubblicato il video citato sopra), e perché sapete bene quanto la Germania sia integra!

Siete voi che siete corrotti!

O no?


(...questi - cioè gli integri tedeschi - sono quelli che verranno a casa nostra a controllare che i miliardi del MES siano spesi per l'emergenza COVID. In fondo, è una buona notizia: basterà dargli una congrua stecca, e ci faranno fare quello che ci pare. Ma solo se saremo del PD!...) 

lunedì 28 settembre 2020

Debito USA

 Il Congressional Budget Office ci fa sapere che:


Voi saprete certamente porre questi dati in prospettiva. Qui lo abbiamo fatto tante volte...


(...scusate, le cose da fare sono tantissime, ma questa volevo proprio farvela vedere. Che ne pensate?...)


sabato 26 settembre 2020

L@ pr@@r@t@ d@ll@ s@n@str@

(...il prequel...)


M@ @ v@@ s@mbr@ n@rm@l@ ch@ @n @n  m@m@nt@ c@m@ q@@st@ c@ s@ @cc@p@ d@ q@@st@ gr@v@ pr@bl@m@? N@n s@ v@@, m@ @@ l@ v@d@ c@s@...


(...il politicamentecorrettese è una lingua difficile da leggere, ma l'altra volta ci riusciste benissimo. Buona soluzione dell'enigma, che, per quel che mi riguarda, è il seguente: ma come ho fatto a essere così scemo da credere che questi fossero la soluzione e non il problema? Torno al lavoro...)

sabato 1 agosto 2020

"Caduta grave ma gestibile"

Ieri sono usciti i dati sul Pil trimestrale. Si tratta, per la precisione, delle cosiddette stime "flash", le stime preliminari che dovranno poi essere confermate il 2 ottobre (tanto tempo ci vuole a consolidare il dato). I nostri cari amici informatori, come sempre coraggiosamente schierati dalla parte del potere costituito, avevano un ovvio interesse a minimizzare il disastro (per tutelare lo storico Gualtieri) e quindi hanno fatto ricorso all'abituale espediente che ormai può trarre in inganno solo i gonzi: quello di prendere come termine di paragone implicito il primo dato pubblicato (qui il tentativo più noto e meno riuscito).

Questo il lancio di agenzia:

== Pil: Istat, nel II trim -12,4%, ai minimi dal 1995 = 
 (AGI) - Roma, 31 lug. - E' salato il conto della pandemia di
 coronavirus sull'economia. Il Pil ha fatto registrare nel II
 trimestre il valore piu' basso dal primo trimestre 1995, periodo
 di inizio dell'attuale serie storica: il calo e' stato del 12,4%
 congiunturale cioe' rispetto al I trimestre, e del 17,3% in
 termini tendenziali cioe' rispetto al II trimestre del 2019. Lo
 rende noto l'Istat. 
 Nel I trimestre, il Pil si era contratto del 5,4%. (AGI)Pit
 311001 LUG 20
 NNNN ********

A leggerlo così, distrattamente, il flusso trimestrale di Pil sembrerebbe così tornato indietro di 25 anni: al 1995. In effetti, sarebbe già un dato impressionante, tale da promuovere svariate riflessioni. Perché queste riflessioni siano proficue, bisogna però mettere il dato in prospettiva, cosa che nell'intero panorama dell'informazione italiana avete purtroppo visto fare solo qui (motivo per cui vi siete fermati qui, e avete mandato gli altri dove meritavano di andare). Vi ricordo alcuni esempi: questo, questo, questo, questo, ecc. Tutte cose che vi consiglierei di andare a riguardare, anche se avete avuto modo di rileggerle da chi le ha copiate (ovviamente senza citare la fonte).

Sul sito dell'ISTAT ci deve essere qualcosa che non capisco. La serie storica del Pil trimestrale a prezzi concatenati del 2015, edizione maggio 2020 (la più recente, e quella su cui si innestano i dati diffusi ieri) in effetti mi pare inizi nel 1995 (almeno, è possibile selezionare questa data):


ma cliccando su "Visualizza dati" riesco a vedere solo i valori fino dal 1996:


Poco male.

A differenza di altri colleghi politici, mi occupo di macroeconomia dalla metà degli anni '80. Fra i presidenti dell'ISTAT ci sono stati due miei professori e un mio compagno di stanza alla Sapienza. Fra quelli che questi dati li fanno materialmente ci sono miei amici di famiglia, compagni di scuola, o allievi. Il dato trimestrale del Pil era il mio pane quotidiano decenni prima che la crisi economica vi spingesse a occuparvi di questa roba qui. I dati quindi li ho, e li ho da quando esistono (cioè dal 1970). Ve li mostro fra brevissimo ma prima vorrei farvi notare che le stime flash danno per il secondo trimestre 2020 un valore di 356647 milioni (356,6 miliardi) di euro. Nel primo trimestre del 1996 (il più remoto che, per motivi misteriosi, il sito dell'ISTAT mi consente visualizzare) il dato era di 379,6 miliardi, cioè nel primo trimestre del 1996 stavamo messi meglio del 6.4%, o, se volete, nel secondo trimestre del 2020 stiamo del -6.1% sotto al Pil del primo trimestre 1996.

E allora intervengo a togliervi subito la sorpresa (scusatemi): per trovare un trimestre con un flusso di Pil (cioè di reddito prodotto) attorno ai 356,6 miliardi bisogna risalire non al 1995, ma al secondo trimestre del 1990:


Si capisce, vero, che quello che è successo dall'inizio dell'anno è qualcosa di un tantino fuori scala? E quanto alle "riprese a V", vedete bene che precedenti in tal senso non ce ne sono, anche perché, come è ormai chiaro a tutti, il cosiddetto aiuto europeo sarà accompagnato da misure di austerità, per cui il precedente più prossimo, a quanto possiamo intuire finora, è quello del 2012-2019. A vederla non sembra una "V". Somiglia più a una "L", ma forse non abbiamo abbastanza fantasia.

Come qui abbiamo riscontrato più volte, un grosso problema di chi governa e di chi informa è il non avere alcuna idea degli ordini di grandezza dei dati economici. Una variazione a due cifre di un dato trimestrale di contabilità nazionale non s'è mai vista. Punto. Inutile fanfalucare di riprese a "V", a "U", a "W", e chi più ne ha più ne metta.

Comunque, sempre per avere un'idea degli ordini di grandezza, vediamo che cosa occorrerebbe affinché il Pil annuale calasse solo dell'8%, come il Governo si ostina a promettere. In questa tabella vi faccio vedere i profili trimestrale e annuale corrispondenti al cosiddetto "acquisito" e ai sogni del Governo:



La crescita acquisita è quella che si avrebbe se il Pil trimestrale crescesse dello 0% (cioè restasse costante) nei prossimi due trimestri (restasse quindi a 356647 milioni in estate e in autunno). In questo caso il dato annuale del 2020 sarebbe uguale a 1476877 milioni, inferiore del -14.27% al dato del 2019, e questa è la (de) crescita acquisita ad oggi come riportata dall'ISTAT.

Per ottenere una (de)crescita annuale del solo -8% bisognerebbe invece, supponendo un tasso di crescita uniforme nei prossimi due trimestri, che il Pil trimestrale crescesse per due trimestri di seguito al 9,78%. Allargando lo zoom, si dovrebbe vedere una cosa simile:


La famosa "V" (qui in arancione), che, come capite da voi osservando i dati e la loro inerzialità, semplicemente non è nelle cose!

Molto banalmente, il terzo trimestre del 2020 comprende anche il mese di luglio 2020, e quindi anche la giornata di ieri, in cui mi sono recato a pranzo in un locale che ai bei tempi era pieno, e di cui ieri ero l'unico cliente. Devo veramente spiegarvi perché non ci sarà nessuna "V"? Ognuno di voi ha intorno a sé esempi di locali chiusi, di laboratori con su il cartello "affittasi", di palestre in cui non si tengono più corsi, di teatri vuoti, ecc. Certo, alcune attività sono ripartite: ma nessuno restituirà loro quanto hanno perso e per onorare i loro debiti con lo Stato che non le ha aiutate hanno contratto debiti con le banche. Ma soprattutto il clima di terrore alimentato dal governo che "non è affatto facile il contagio" (ricordate?) spinge chiunque possa a un elevato risparmio precauzionale. Anche chi può non spende. Perché in questa grande confusione una sola cosa è veramente chiara: che questo Governo, ove mai dovessero presentarsi ulteriori problemi, non sarebbe minimamente in grado di tutelare le famiglie e le imprese economicamente fragili, anche perché non ritiene che questo sia suo dovere. Anzi! Questo Governo si ritiene investito dalla sacra missione di purgare l'economia italiana delle scorie.

E le scorie siete voi: i professionisti, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i ristoratori, gli artisti, ecc.

Altre categorie si aggiungeranno: la dialettica tutelati/non tutelati con un Governo simile perde rilevanza: nessuno è al sicuro da una simile mistura di subalternità e dilettantismo.

Diciamo che se ci va di lusso, ma veramente di lusso, e da questo trimestre cresciamo al 5% per due trimestri, l'anno si chiuderà al -11% (cioè tre punti sotto a quanto il Governo si ostina a propagandare). Ma affinché da questo trimestre crescessimo così, non dovremmo avere i locali e i centri storici vuoti, non dovremmo vedere i negozi chiusi, ecc. Quindi non credo che andrà così. Il che, peraltro, non smentisce la nota affermazione del ministro secondo cui la caduta sarebbe stata grave (oh, se lo è stata!), ma gestibile.

Tutto vero.

Sarebbe in effetti stata gestibile da chiunque: ma non da lui.







Nota metodologica


Un doveroso cenno a come sono stati ricostruiti i dati. La serie attualmente disponibile sul sito dell'ISTAT è quella in arancione, che, nel tratto terminale, è stata sostituita con gli ultimi dati pubblicati in questo pdf (quelli che certificano il tonfo), riportati in giallo. Prima del 1996 ho utilizzato la release 1996q3 dei conti economici trimestrali ISTAT, che è quella riportata in blu. Ovviamente quei dati non sono direttamente confrontabili con gli ultimi dati pubblicati, per diversi motivi: è cambiata la base dei prezzi utilizzata per "valorizzare" il prodotto (nel 1996 si usavano i prezzi 1990, nel 2020 si usano i prezzi 2015), sono cambiati i criteri di contabilità nazionale col passaggio al Sistema Europeo dei Conti 2010, e ci sono state altre revisioni minori. Tuttavia, quando si interviene con simili revisioni, si cerca nella misura del possibile di preservare la dinamica della serie storica, cioè di evitare che dopo la revisione anni di buona crescita si trasformino in anni di drammatica recessione. Diciamo che le revisioni dei sistemi di contabilità nazionale si fanno per ottenere misure più precise dei fenomeni analizzati, non per riscrivere la storia (o almeno non si dovrebbe), e quindi ci si aspetta che i tassi di crescita siano preservati, o comunque non siano troppo alterati, dalle revisioni.

Per questo motivo, fin dalla mia più tenera età all'ISTAT mi spiegavano che sì, certo, la revisione numero settordici della serie storica non era direttamente confrontabile con la precedente, ma volendo si poteva "retropolare" la seconda coi tassi di crescita della prima e non si sarebbe andati troppo lontani dal vero (che peraltro in statistica non esiste, come credo sappiate). Mi sono regolato così per ricostruire i dati dal 1970q1 al 1995q4. Può anche darsi che presso l'ISTAT qualcuno abbia fatto un lavoro più raffinato, e magari che questo sia disponibile online. Se lo trovate, fatemelo sapere. Non credo che cambierà molto il senso del post: magari gli anni di ritardo non sono 30, ma solo 27, o magari 31. Direi che di questo non vale molto la pena discutere. Sarebbe invece utile discutere di come uscirne, e se questo non si può fare in un paese colonizzato, lo si può però fare in un paese libero...