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giovedì 27 aprile 2023

Un recovery da ricovero

Questa non me la sarei aspettata (forse) nemmeno io, che pure un certo antivedere ve l’ho dimostrato (ma non è merito mio: è solo che dagli altri arrivano soltanto minestre riscaldate)!

Johan van Overtveldt, il presidente della Commissione bilancio del Parlamento Europeo, è stato relatore di una risoluzione, approvata in Commissione, con cui si mette in guardia la Commissione dal rischio che i crescenti costi dell’indebitamento per finanziare il “recovery” causano per l’equilibrio del bilancio dell’Unione!

Sì, avete capito bene!

Quello strumento che in teoria avrebbe aiutato noi perché costava poco, in pratica sta mettendo nei guai l’UE perché costa troppo! Per sostenere gli alti costi di questo indebitamento, dice il comunicato stampa, cioè per pagare la corda che ci ha messo al collo, l’UE potrebbe incorrere in serie difficoltà nel finanziare le sue priorità e le sue politiche! Credo che qualcuno lo avesse previsto, e chi si ricorda chi e dove si assicura un posto garantito al click day per il 24 maggio.

Ovviamente ci dispiace tantissimo, visto che queste priorità sono tutte lungimiranti come lo stop al motore endotermico nel 2035. Quel BICC riscaldato che è il PNRR (o PRN, o PNR, o PRRN, o come volete voi) si sta rivelando ogni giorno di più per quello che è: una aggressione politica camuffata da nonsense finanziario. Ma va bene, anzi benissimo così! Come l’euro, anche il PNRR è irreversibile. Poi c’è da vedere se sia anche sostenibile, ma questa dimostrazione (come quell’altra) non spetta a noi!

Buona notte, e buon divertimento!


venerdì 16 ottobre 2020

La musica (tratto da una storia vera).

Onoro una promessa fatta questa mattina. Noi siamo tendenzialmente persone corrette. Poi, per carità, faremo anche noi i nostri errori, ma, per quanto mi riguarda, cerco di evitare il più insidioso di tutti: quello di non capire con chi sto parlando...



martedì 29 settembre 2020

Integrità tedesca

Secondo il dizionario Treccani (three dogs, per i dipendenti del MEF) integrità è il contrario di corruzione. Quella che vi racconterò, quindi, è il contrario di una storia di corruzione.

Il caso è quello della società di fintech Wirecard (qui un riassunto di come è iniziato fatto da una testata affidabile), un caso che, voglio ricordarlo, si è riverberato anche nel nostro Paese. Per chi è nel Dibattito, nulla di nuovo. In effetti, mi avrete sentito dire mille volte, nelle dirette Facebook o in altre occasioni pubbliche, che la stupefacente risposta della Consob tedesca alle inchieste giornalistiche che sollevavano dubbi non fu andare a vedere i conti (poi rivelatisi estremamente creativi), ma denunciare i giornalisti!

(...pare che nel resto del mondo ce ne siano: qui in Italia, dopo anni di inflazione a due cifre negli anni '90 e di virgolettati tarocchi tendiamo a credere che si siano estinti, ma, chissà, magari potrebbe essere possibile ripopolarli, come si fa per altre forme di vita...)

Inutile dire che loro non l'hanno presa benissimo:


e vorrei anche vedere!

Fatto sta che il FT, dopo questo bello scherzo, ci si è messo di buona lena, arrivando dove, chissà, forse non sarebbe nemmeno voluto arrivare (visto che oggettivamente agisce come fosse l'ufficio stampa della Commissione, al punto che voci di corridoio non verificabili dicono che stia per liquidare o abbia liquidato il troppo euroscettico Munchau, qui affettuosamente ribattezzato "l'eterno secondo", perché arriva sempre dopo di noi alle nostre stesse conclusioni). Oggi il Financial Times ci dice quello che forse non avrebbe mai voluto dirci:


Lo scandalo si estende alla politica (anzi, a questo punto alla #aaaaabolidiga) tedesca: Angela Merkel e altri politici di spicco continuavano a sostenere il gruppo anche quando i segnali di allarme si erano moltiplicati!

Eh, già, ma voi lo sapevate, giusto? Quindi a differenza dei politici tedeschi di opposizione:


voi non siete sorpresi del fatto che "invece di investigare sul merito delle accuse portate a Wirecard, la BaFin e la magistratura penale di Monaco abbiano inquisito i giornalisti" (la BaFin è la CONSOB tedesca). Voi non ne siete sorpresi perché io ve lo sto dicendo da mesi (da tre mesi e tre giorni, cioè da quando è stato pubblicato il video citato sopra), e perché sapete bene quanto la Germania sia integra!

Siete voi che siete corrotti!

O no?


(...questi - cioè gli integri tedeschi - sono quelli che verranno a casa nostra a controllare che i miliardi del MES siano spesi per l'emergenza COVID. In fondo, è una buona notizia: basterà dargli una congrua stecca, e ci faranno fare quello che ci pare. Ma solo se saremo del PD!...) 

domenica 19 luglio 2020

Forsan et Giuseppi olim meminisse iuvabit

(...da Charlie Brown, che non sono io, perché lui non è me, e non è nemmeno quello che pensate voi, perché non è mai come pensate voi, ricevo questo pezzo che condivido, nel senso che lo trovo condivisibile, e quindi lo condivido con voi...)


Il fallimento di Conte al vertice "recovery" era scontato (chi entra zerbino esce pattumiera). 

Ma Conte è solo una membrana unicellulare: dietro a lui sta il DNA unionista.

Quindi questo non è il fallimento dell’avvocato di sistema Conte (il quale ha comunque centrato i suoi obiettivi professionali) ma un “momento verità” per il clan unionista e per tutti noi:

È appurato per tabulas che la UE non è una unione politica ma un accordo intergovernativo soggetto alle mutevoli circostanze, convenienze, ed esigenze dei firmatari. L’Olanda ha come obiettivo il non essere sopraffatta da una proiezione illimitata della Germania con la scusa della gestione “maggioritaria” dei fondi recovery. La Kasner nel suo inaugural  speech alla presidenza del consiglio UE non ha menzionato la crescita ma la “coesione” (il che oggi vuol dire convergenza verso l’egemonia tedesca e secondariamente francese);

È appurato per tabulas che la UE manca degli strumenti base di tutela di una vera unione politica: essa ha trattato le emergenze esistenziali sanitaria (Covid) ed economica (collasso post Covid) come “situazioni” da gestire con negoziati multilaterali. La politica resta in capo ai singoli Stati. “Più Europa” è una scemenza: questo È lo zenit dell’Europa unionista;  

È appurato per tabulas che l’unione è una costruzione  capitalistica e non una costruzione sociale. Essa è quindi logicamente ed ineluttabilmente basata sui rapporti di forza all’interno di “regole” che inevitabilmente vengono implementate a favore degli Stati più forti. La forza che oggi conta è quella economica; un domani conterà la forza militare con conseguente esplosione di tensioni franco – tedesche in una cornice ancora una volta asimmetrica (la Germania non ha una sua force di frappe).

Forsan et Giuseppi olim meminisse iuvabit.


(...ovvero, per chi ignora il latino: non sta andando benissimo, ma consolatevi: andrà peggio! Si apra la discussione...)