Visualizzazione post con etichetta supply side. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta supply side. Mostra tutti i post

sabato 21 novembre 2015

La bustineide (ovvero: aridatece Boldrin!)

Premessa: il capitalismo ha bisogno delle sue Pearl Harbor. Se sei marxista come Vlad Tepes dirai che servono a distruggere capitale, onde rialzare il saggio di profitto (nessuno è neoclassico quanto un marziano); se sei keynesiano, dirai che servono a fare la cosa giusta (politiche di bilancio espansive) nel modo sbagliato (bombardando qualcuno).

Attiro la vostra attenzione sul fatto che nessuno sta dicendo che l'unica cosa da fare sarebbe monetizzare il deficit, cioè abolire il "divorzio" fra Tesoro e Banca centrale. Questo è l'unico modo di sostenere la domanda con effetti espensivi su output e prezzi sufficientemente ampi e rapidi. Ma si sa, il divorzio è un diritto civile, quindi è "de sinistra" per definizione: per questo a sinistra si inventano qualsiasi cosa pur di non abolirlo. Anche quelli mediamente lucidi, tipo Wren-Lewis, parleranno di "helicopter money" (dimenticando che se usi il linguaggio del nemico hai già perso), o di "QE for people", e ti faranno così capire da che parte stanno: dalla parte di chi vuol dare "ar popolo" una mancetta (via banca centrale o via reddito della gleba), anziché un lavoro.

Vedrete: fra un paio di anni lo diranno tutti, e, come al solito, voi saprete perché.

Comunque, sia come sia, adesso il capitalismo la sua ricorrente Pearl Harbor l'ha avuta. Il modo per ottenerla è, naturalmente, sempre il solito: abbassare la guardia (qui). Fatto sta che io sono sempre in giro: a inizio mese ero, come sapete, a Rouen, ed ero partito con un solo bagaglio a mano, corredato da quei simpatici ammennicoli che distinguono l'uomo dalla bestia: deodorante, dentifricio, et similia, amenamente riposti nel bagaglio, senza alcuna bustina di plastica né altro. In teoria, avrebbero dovuto buttare tutto. In pratica, no. Perché io penso positivo, e perché la guardia era bassa. Tant'è che io, che sono umano e curioso, all'ultimo passaggio alla sicurezza di Fiumicino chiesi: "Ma com'è che oggi va tutto così liscio?" Risposta: "I livelli di allarme dipendono dalle destinazioni".

E Parigi era un luogo sicuro, come i fatti hanno dimostrato.

(...per i coglioni: non sto dicendo che i terroristi volano con EasyJet...)

A Pearl Harbor avvenuta, riparto per Parigi per un giorno con bagaglio minuscolo, e disposto a stivarlo per non avere rotture di cazzo ai controlli. Tuttavia, dato che il volo è in ritardo, una volta in aeroporto cerco di capire se posso portare il bagaglio in cabina, per non perdere tempo all'arrivo. Prevedendo una certa suscettibilità della security (porta sprangata a buoi scappati, secondo la migliore tradizione), cerco le mitiche "bustine di plastica trasparente sigillabili"...


Canto primo
Mi accosto al desk Vueling e alle sue splendide bigliettaie, e chiedo: "Scusate, so che non è compito vostro, ma... potreste dirmi dove trovo le famose bustine? Altrimenti mi tocca stivare un dentifricio". (la scusa più stronza...). Ed esse benignamente mi rispondono: "Veramente noi non sappiamo nulla, ma dovrebbe averle la security, dietro l'angolo".

Nota: sono anni che non vedo (e quindi non lo vedete nemmeno voi) distribuire bustine dalla security.

Giro l'angolo, e trovo le malebolge. Di bustine nemmeno l'ombra: una fila di dannati in coda verso il metal detector. A questo punto mi rassegno e procedo a stivare.

Canto secondo
Al check-in: "Signore, questa è la fila per la priority". E io: "Guardi che sono in priority: paga il Parlamento Europeo". Poi mi accosto, e dico: "Scusi, ma le famigerate bustine? Se non le trovo, devo stivare un bagaglio 10x20x30. Non mi sembra razionale". E la giovine: "Noi non le abbiamo, forse potrebbe averle la Feltrinelli, al piano di sotto." E io, dopo aver apprezzato fra me l'involontaria ironia consistente nell'associare il nome di Feltrinelli a delle operazioni di sicurezza, constato: "Sì, forse potrebbe: ma se poi non ce le ha, io come minimo mi faccio due volte la coda, e come massimo perdo il deodorante, che è una cosa utile. Possibile che non ci sia un distributore, qualcuno, qualcosa che le dia? Più in generale: possibile che uno debba perdere tutto sto cazzo di tempo perché un simpatico buontempone ha deciso di ricongiungersi con Allah?" E lei: "Mi dà un documento?" E io: "Volentieri!"

(...volentieri è scritto in una singola riga, quindi non si può leggere fra le righe. Tutto questo con un meraviglioso sorriso. Ah, a proposito: cara Vueling, il tuo nome è "mai più"!...)

Canto terzo
Stivato il microbagaglio, rigiro l'angolo, e trovo una piacente vigilante (la mia giornata fortunata). Con il mio miglior sorriso, deferente, moderatamente ammirato (ma sotto la soglia del viscido), cordiale (da "core", vedi alla voce L. Reichlin), chiedo: "Scusi, a me servirebbero le famose bustine. Secondo lei, dove posso trovarle?" E lei: "Ma, in teoria dovrebbero averle al banco del check-in, oppure ci dovrebbe essere qui uno prima dell'ingresso." E io: "La ringrazio. Sa, sono un ricercatore, a me le teorie appassionano molto. In pratica ho stivato il bagaglio". Sorriso di solidarietà, ciaone, e coda.

Canto quarto
A metà della file, controllo del boarding pass (questo lo scrivo così per Fausto: lui sa chi è, lui sa cos'è, lui sa perché). Al simpatico giovine dal capello alla moda chiedo: "Ma scusi, per curiosità, le bustine famose, chi dovrebbe averle?" E lui: "Ma, secondo me le trova al banco delle informazioni". E io: "Grazie!"

Rasserenato, comincio a intravedere una logica: forse, se avessi chiesto l'informazione alle informazioni, avrei avuto la bustina. Ma in realtà la composizione di questo delirio in una superiore razionalità arriva nel prossimo canto.

Canto quinto
Arrivo alle vaschette: tolgo cintura, apro borsa PC, ecc. (mentre il pirla davanti a me cerca la carta d'imbarco, della quale evidentemente non aveva intuito la ratio - da pronunciare, naturalmente, rescio). Approfittando di questo contrattempo, chiedo al baldo giovine dal capello non alla moda: "Ma scusi, giusto per sapere: le famose bustine, nelle quali in teoria dovrei mettere anche l'alimentatore del PC, in pratica dove le avrei dovute trovare?" (notate che formato dalle precedenti esperienze separavo accuratamente il livello teorico da quello pratico).

Risposta: "Ma guardi, veramente non servono a niente: basta che tiri tutto fuori".

E io: "Lo avevo sospettato: la settimana scorsa mi sono imbarcato al terminal 2 con pochi liquidi, ma rigorosamente in valigia, e non hanno detto niente".

E lui: "E a Parigi?"

E io: "Nemmeno a Parigi. Ma siccome poi è successo tutto sto casino, temevo che oggi voi voleste rendervi utili".

Ri-ciaone, e passaggio sotto il metal detector, che fischia per colpa delle Church (ste cazzo di scarpe extra-Eurozona...). Passo scalzo e procedo verso la "lange".

Morale
La morale è semplice. Voi Michele non l'avete saputo capire. Aveva ragione lui (solo in questo): come minchia si fa a vivere in un paese che detta regole, senza che vi sia un enforcement deterministico (ho detto enforcement per Fausto, ancora una volta), ma solo uno sporadico e aleatorio controllo, e senza che si sia messi in condizione di rispettarle? Se gli stessi controllori ti dicono che le regole non servono a una beneamata faba (è latino), capisci bene che tanto lontano non si andrà.

Dopo di che, ovviamente Michele, che è un intenditore (e ce ne siamo accorti), ha torto su tutto il resto.

L'unico modo di ovviare a una crisi di domanda con politiche dal lato dell'offerta è distruggere sufficiente offerta. Questo lo ricordo, con tanti auguri e un sorriso affettuoso, agli imprenditori che difendono l'euro. Quando schianterete (perché schianterete) sulla vostra tomba non ci sarà il mio fiore, ve lo dico subito: io nel mercato ho fiducia, quindi non contesto le sue decisioni. Se schianterete, vorrà dire che ve lo meritavate, e io il perché lo so. Perché mediamente vi credevate leoni, e invece eravate qualcos'altro: quello che pensavate fossero i tanti vostri colleghi che avete visto schiantare senza esprimere un minimo non dico di solidarietà, ma di preoccupazione.

Allo Stato dovreste chiedere di pagarvi "stampando moneta", come dite voi. Invece gli chiedete di scomparire. Ottima scelta: siete pesci piccoli, tolto di mezzo lo Stato i pesci grossi vi mangeranno.

Ecco: bisognerebbe che il vivere in un paese kafkiano (quello che la bustineide descrive, quello dove le cose dipendono sempre da un altro, e i controlli si fanno a simpatia...) non ci facesse mai perdere di vista il quadro generale.

Noi siamo qui per non perderlo di vista...

(...e ora qualcuno - lei sa chi è, lei sa perché, lei sa cos'è - andrà dall'ultimo dei moicani, Dal chiodo al computer, a comprare le cazzo di bustine, perché la prossim volta ritardo non si aggiunga a ritardo. Ringrazzziando anticipatamente...)

(...la mia allergia nei confronti della mia professione ha raggiunto livelli preoccupanti. Ormai mi stanno talmente sul cazzo tutti, che alla fine mi torna simpatico Boldrin. Ho fatto il giro...)