E di nuovo si lasciava prendere da un'idea, e levò la voce, rabbiosamente: "Ah! il mondo delle idee! che bel mondo!... ah! l'io, io, tra i mandorli in fiore... poi tra le pere, e le Battistine, e il Giuseppe!... l'io, l'io!... Il più lurido di tutti i pronomi!..."
Tante volte, nel corso di questa nostra lunga avventura, mi è capitato di citarvi queste parole del Gaddus nella Cognizione del dolore (la prima forse qui). Anche da ultimo, un paio d'anni fa, mi sono intrattenuto con voi sui danni di una particolare forma di narcisismo:
e il presupposto del narcisismo è appunto l'io, il più lurido di tutti i pronomi.
Tuttavia, when the facts change, I change my mind, e dopo questo tweet:
non me ne voglia il capitano in congedo, ho rivisto la mia personale classifica: in questo tornante storico, il più lurido dei pronomi non è l'io, ma il noi, per il duplice uso infame e lurido che se ne fa.
C'è il "noi" spersonalizzante, quello in cui i perdenti cercano di diluire la responsabilità delle loro scelte criminali o semplicemente errate, e su questo ci siamo intrattenuti nel post precedente.
Ma c'è anche un "noi" opportunista, quello con cui chi, per narcisismo, non ha mangiato il cucchiaino di merda quotidiano, vuole appropriarsi dei risultati di chi invece si è sottoposto a questa ingrata pratica.
A entrambe le categorie do una triste notizia: circondato dall'affetto dei suoi cari, dopo una lunga carriera al servizio della disinformazione, la prima persona plurale ci ha lasciato.
Noi è morto.
Non c'è nessun noi.
Non c'è mai stato.
Non ci sarà mai.
C'è un io.
Può darsi che ce ne sia più di uno, ma io uno ne conosco. Quello che da una dozzina d'anni qui parla di "fondo salvastati" (qualche volta con esiti paradossali...). E non lo fa perché sia particolarmente bravo, ma per un altro motivo, che dovreste conoscere, visto che io ve ne ho parlato tante volte, e cioè perché:
c'è una lei.
Lidia Undiemi, che in un video che non riesco a trovare, dopo che i fascisti lo hanno tirato giù da YouTube, aveva descritto il problema e che, allarmata, non aveva sentito il bisogno di telefonare a "noi", che forse non è morto perché non era mai nato, ma a io (cioè a me), perché io, cioè Goofynomics, esisteva, ed era la trincea in cui chi voleva resistere sapeva di potersi asserragliare. Del resto, alle vedove inconsolabili del noi ricordo anche che non c'è un noi:
c'è un lui.
Claudio Borghi, che dodici anni fa, dopo che un video altrettanto efficace e coinvolgente lo aveva portato all'attenzione di molti di noi, scrisse non a "noi", ma a io (cioè a me) e lo fece con quello spirito che ancora oggi tutti possiamo apprezzare, uno spirito di coinvolgimento, di abolizione di qualsiasi narcisismo in vista del perseguimento di un obiettivo comune, avendo in mente solo una cosa: l'efficacia dello sforzo intrapreso. E infatti mi scriveva per dirmi che aveva provato a darmi diritto di tribuna, quel diritto di tribuna che naturalmente gli operatori informativi non mi diedero, ma che poi mi presi.
Io.
(...lo stesso Claudio che poco fa mi ha scritto per ricordarmi il consueto emendamento sulle multe ai vaccinati: e sì, lo avevo depositato... ma, ve lo confesso: solo perché me lo aveva già ricordato lui!...)
Quindi, se posso sintetizzare: "noi" un cazzo!
La responsabilità politica è come quella penale: è individuale.
E non nascondiamoci dietro "beh, ma noi volevamo dire che il Paese è andato...".
Il Paese non esiste. Il Paese è dilaniato da una guerra civile che si chiama euro, come abbiamo spiegato più e più volte (e anche qui: non perché siamo fregni noi - cioè io - ma perché abbiamo - cioè ho - letto Keynes), e la parte del Paese che sta faticosamente conquistandosi il sopravvento non l'ha fatto per le virtù di un astratto "noi", ma per il mazzo che ci siamo fatti io, lei, lui, e pochi altri, principalmente avvalendoci di questa infrastruttura.
E tanto per essere chiarissimi: se Matteo Salvini non fosse stato la persona acuta e lungimirante che è (e me ne catafotto di quello che gli operatori informativi vi hanno indotto a pensare di lui), io (non "noi": io!), che me lo meritavo per essermi fatto il culo per dodici anni, sacrificando ogne cosa diletta più caramente, mai e poi mai avrei avuto la meritatissima soddisfazione di schiacciare il tasto rosso sul muso del MES dopo questa dichiarazione di voto:
Matteo Salvini, cioè lui, non "noi".
Perché c'è anche questo strano paradosso, che non so se avete notato: gli adepti (da oggi i vedovi) del "noi" sono anche, spesso e volentieri, i più refrattari e insofferenti alla disciplina di partito.
Tanto, alla fine, se va bene siamo stati "noi", e se va male è perché "la Lega (in subordine: Bagnai) ha tradito!"
Eh, amici cari, sarebbe bello (cioè turpe, infame, inverecondo) se funzionasse così.
Ma non funziona così: fidatevi!
Ve lo dico io.
(...con immutata stima...)



