giovedì 16 luglio 2026

Altre tre interviste

(...fa sempre piacere ricevere un complimento da una signora! Ieri ho incontrato una donna molto importante per me, che mi conosce bene, che sa come sono fatto dentro. Un fugace incontro a pagamento, ma non pensate male: l'appuntamento non era in una casa, era in una clinica. Al termine, mi ha detto che effettivamente i miei 64 non li dimostro né fuori, né dentro, e anche se un po' comincio a sentirli - ad esempio nei tempi di recupero dopo le escursioni - la cosa mi ha fatto piacere. La condivido con voi perché qualcuno, in un commento su X al post precedente, diceva: "Spero che non si dovrà aggiungerne una quarta nel 2030 o pure peggio una quinta nel 2035". Io invece conto di aggiungerne perfino una nel 2062, pensate un po'. Sì può fare...)

Abramo:


Maria:

Ida:


(...le altre sono qui...)

(...per un fenomeno strano, da quando ho perso mio padre mi mancano i miei nonni, soprattutto le mie nonne, perché il nonno materno non l'ho conosciuto - ne porto il nome per un ben preciso motivo - e quello paterno lavorava sempre. Questi video in cui mi sono imbattuto grazie all'algoritmo, che - come ogni regime totalitario - ha fatto anche cose buone, sono una delle cose più poetiche che abbia visto in vita mia: poetiche nella realizzazione, nella delicatezza, nel rispetto, e poetiche nell'intenzione, quella di trasmettere una memoria, una memoria orale. Un po' di aritmetica ci aiuterà. Nel 1926, quando questi centenari nascevano, o trotterellavano per casa sulle loro gambette di quatrani, viene istituita l'Opera nazionale Balilla, e i sindaci sono sostituiti dai podestà. Quando Guernica venne bombardata avevano 11 anni, e quando venne bombardata Ortona ne avevano 17. Quando entrò in vigore la Costituzione ne avevano 22, e quando entrò in vigore l'euro ne avevano 73. Ne hanno viste e capite, o patite, di cose, questi occhi. Quando riflettiamo alle miserie della nostra esistenza, un po' autonomamente, un po' perché condizionati - tutti lo siamo! - dal racconto falso e bugiardo dei nemici della democrazia, che scoprono ora i mali che hanno causato, fermiamoci un attimo e ascoltiamo queste storie. Non solo il Paese, ma anche i suoi abitanti, singolarmente, hanno passato momenti più difficili di questo, schiavitù più dolorose, circostanze più assurde del gigantesco suicidio collettivo che ci sta travolgendo. Perché abbiamo deciso di condannarci alla povertà e all'irrilevanza non mi è del tutto chiaro - il come sì, il perché un po' meno - ma per quanto questo possa sembrare, e in effetti sia, innaturale, la cosa più assurda del mondo resta sempre la morte di un figlio...)

(...dunque, facciamo un po' di conti... Le Guerre dei trent'anni durano trent'anni, quindi se iniziano nel 2018 terminano nel 2048. Nel 2048 sarò un arzillo ottantaseienne: magari non andrò a Monte Amaro, ma al Porrara penso di sì, o almeno al Basilio, sempre che mantenga la testa, che poi è la cosa che mi preoccupa di più. Quindi sì, nel 2030 un'intervista ci sarà di sicuro! Ma non auguratemi che sia l'ultima! Abbiamo ancora molto tempo da passare insieme, anche se confido di passarne un po' coi miei nipoti. Sempre l'aritmetica ci dice che quando nacque er Palla mio padre aveva la mia età attuale. Siamo un po' in ritardo coi nipoti, ma alla fine arriveranno, ed è per loro che mi sto tenendo in forma. D'altra parte, all'età mia mio padre era decisamente meno prestante: smettendo di fumare si era appesantito. Io, per non sbagliare, non ho cominciato, e così un problema l'ho risolto in radice. Certo, a star seduti sulla riva del Sangro il rischio di prendere i reumatismi è concreto: ma io tutti li voglio veder passare, dal primo all'ultimo, e li vedrò: ve l'ho detto che sono paziente!...)

31 commenti:

  1. Mamma mia che meraviglia di persone ed altrettanto meravigliosi i loro racconti.
    Oltre tutto, del 1926 era anche mio padre, grazie per avermi dato un motivo per ricordarmelo una volta di più.

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  2. Ogni tanto è giusto ricordarsi che ci sono anche cose belle

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  3. Probabilmente risulterò monotematico e fuori tema, ma anche questo post e questi video mi fanno venire in mente la consueta riflessione. E' vero, il Paese e i suoi abitanti hanno passato momenti come questo o peggiori: guerre, depressioni economiche, conflitti sociali, anni di piombo, Sergio Mattarella.

    Tantissimo è cambiato in un secolo. Però mi viene da pensare che, agli occhi di questi centenari, i pronipoti abbiano ancora tratti riconoscibili, nomi e cognomi familiari, accenti inconfondibili. Certo, oggi quasi nessuno di quei giovani andrà più a Messa la Domenica, ma in famiglia onoreranno comunque la Pasqua, il Natale, il Santo Patrono.

    Ecco, la riflessione che faccio è che se non riusciremo a cambiare le cose nei prossimi anni, accadrà che tra un secolo, anche nei paesini abruzzesi, la gran parte dei pro-pronipoti avranno tratti alloctoni, nomi esotici, linguaggi "alieni", e al posto del Natale e della Pasqua onoreranno altre festività.

    E una cosa del genere sarebbe più esiziale e irreversibile che far parte di un'entità sovranazionale o di un'area valutaria comune.

    Spero tanto che riusciremo a cambiare direzione, prima che sia troppo tardi.

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    1. Siamo tutti in prestito al mondo e il mondo è in prestito a noi. Giustissimo, doveroso, inevitabile provare nostalgia, ritenere di essere testimoni e depositari di un passato "migliore", lottare per non lasciarlo andare. Ma, come si diceva con Lisanti qualche post indietro, da abbastanza in alto diventa tutto molto relativo. Ogni centenario passato su questa Terra ha lasciato un mondo che non riconosceva più, molti hanno sentito il bisogno di testimoniare il loro, immagino l'ultima e la più forte delle necessità. Vediamo e viviamo una parte infinitesima della mappa dello Spazio, del Tempo, della Storia per parlare seriamente di direzioni e ascoltare un centenario o un profeta (e qui capita a chi ci capita) estende lo sguardo solo di un passo. Questo è quello che mi è diventato evidente invecchiando, il giusto senso dell'irrilevanza accompagnato dalla necessità di raccontarsi rilevanti per vivere un altro giorno.

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  4. Mia madre a 10 anni portava in casa l'acqua col secchio dalla fontana del paese, a 11 è partita per la Francia con la famiglia; mia nonna paterna aveva il telaio piccolo per fare in casa i pezzi di tela col filato di lino, tutte lavavano i panni al lavatoio, ma se tornassimo in paesi ora fantasma, ci porterebbero via i figli: dev'essere per forza bidonville.
    Sarà bello far sentire queste interviste a mia figlia (volevo farla io una cosa simile coi vecchietti del paese di mia madre, che prima del covid si incontravano ogni 3 anni, ma non avendo le competenze, è rimasto un sogno. È bello che qualcun altro ci abbia pensato, grazie.

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  5. Fra non molto invece di lavarci il vetro ai semafori ci punteranno la pistola contro; i neri? Ma anche iggiovani, i nostri figli saranno i nuovi "white scum", e lo potrebbero fare per noia o perché vogliono i soldi per una serata in disco, o qualsiasi altra cosa...

    Parlando del terremoto in Marocco con una mamma emigrata da là, lei mi disse che da loro lo Stato non esiste per aiutare i poveri ma i ricchi, e che i poveri si aiutavano fra loro, come non sappiamo più fare noi: noi dobbiamo competere.
    Mi raccontò anche che avevano spossessato dei villaggi di pescatori per farne resort per i turisti, agli spossessati hanno dato un appartamento nella periferia di qualche città, vale a dire che li hanno sradicati, privati della loro fonte di sostentamento, parcheggiati in un bucolocale anonimo ad aspettare che muoiano di fame per riprendersi la loro carità pelosa.
    Se si ha la ventura di essersi interessati alle economie del terzo mondo, sia pure con letture di scarso profilo come le mie, o anche solo se si è letto alle medie "La capanna dello zio Tom", o "Via col vento", o se si è visto qualche film sul genere " Central do Brasil'" e "City of God", o anche "Do the right thing".
    C'è molta differenza fra essere poveri ed essere miserabili, fra essere persone, comunità e popolo anziché individui di una massa, o singoli batteri gender fluid in una colonia. Pare che kl Capitale abbia deciso che per non fare disparità tutto il mondi dovrà dividersi in ultraricchi e massa di miserabili, a partire dalla Göttendämmerung Europea, parafrasando Ashley Wilkes a Scarlet "Noi Europei credevamo di essere degli dèi", questo ler dire di che letture elevate ed esclusive ci sia bisogno per capire dove si va a parare con l'€uro, una volta spiegato come funziona.
    Per invertire la rotta dobbiamo votare tutti PD così anticipiamo lo schianto, se ce ne basta lo stomaco...

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  6. Buongiorno, la metafora cinese del nemico che passa, a pancia in su, trascinato dalla corrente del fiume va bene. La consapevolezza che alla lunga le contraddizioni del corrente sistema europeo UE porteranno alla fine dello stesso pure..A mio parere, pero',il problema politico è in altro. O l'attuale compagine governativa è impazzita, oppure certe scelte indicate dai mass media come infelici, voto preferenze con Vannacci, proposta di grazia intempestiva, ecc. celano un metodo. Mi spiego. Il patrio governo ha cercato per anni di ricevere il plauso della lista bloccata dei giornalisti. , dimenticando che sono parte in causa. Ora c'è chi ha capito che è inutile correre dietro la cultura sedicente tale e decide, pertanto, di seguire i temi che interessano davvero la gente, per esempio la sicurezza. Nelle ZTL Lorsignori non hanno problemi, nell'infinita provincia si.E poiché nel centro di Milano le contesse che votano la sinistra sono 200 e in provincia gli elettori sono milioni, il risultato si vedrà nel 2027. Quanto a quello che Togliatti chiamava il culturame, dopo ll primo exit pool , tutti costoro si scopriranno FdI , Lega, FI, NM e persino vannacciacole antemarcia. Professore, si goda il panorama finché può.Da Ministro ai rapporti con la Comunità Europea, dovrà limitarsi a un palazzaccio romano con vista su Bruxelles e Strassburg/Strasbourg.

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    1. Carissimo, ho già declinato una volta la cortese offerta di farlo, non so come reagirei se mi venisse offerta nuovamente. Io sono da Parlamento, non da Governo. Nel merito, non ho valutazioni particolarmente illuminanti da fornire. La mia sensazione però non è che si stia andando incontro al popolo fregandosene dei condizionamenti della propaganda. Se perfino in questo blog è evidente che vi fate raccontare il mondo dai i giornali della sinistra, figurati che cosa può essere oggi l’antropologia del transatlantico!

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    2. Non è solo una questione di propaganda; gli è che il "governo Meloni" è un triciclo la cui unica risorsa politica è "loro sono peggio di noi " perché in 4 anni ha concluso ben poco .

      Si certo il Mes il castato ect , che però sono "glorie " dei primi ""sei mesi " e se avesse "forato" subito allora "ciao giorgia!"....

      Il vero problema sono stati infatti i successivi 40 mesi sostanzialmente inconcludenti , perché è evidente che la Meloni abbia preso degli "impegni " , fra i quali c' era ( e resta) pure quello di emarginare la lega e i suoi temi politici , cosa resa evidente dal fatto che al ministero degli interni resterà fino a l' ultimo lo stesso loffio "tecnico" concordato con Mattarella.

      Ma adesso arriva "il conto" e "qualcosa" la Meloni dovrà fare, anche se finora nessuno gli ha mai urlato quel "fai qualcosa! " con cui veniva maciullato Salvini quando lui non poteva far nulla.

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  7. Splendido fiume Sangro. Quante pescate, quanti ricordi...

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  8. Da una formula orientale: "per ottenere il corpo di diamante, con cura devi riscaldare la radice della vita e della conoscenza, illuminare devi il piccolo paese beato che è in te e colà tenere celato il tuo vero io".

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  9. io spero sempre in una panchina con vista sul Willebroekse Vart entro il 2030 o, in alternativa, una con vista sul ponte del boia a Norimberga. Così il bel fiume Sangro manterrà le sue acque linde e incontaminate

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  10. L'ho già detto. Quello del Presidente del consiglio è un mestieraccio. Facciamo un esempio: nel 1919-22: i presidenti del consiglio Vittorio Emanuele Orlando, Nittti, Giolitti, Bonomi e Facta accettarono tutte le richieste i 'consigli' anglofrancesi sperando di ottenere delle concessioni evonomiche, salvo incassare due fatali e maleducati rifiuti s San Remo nel 1920 e a Genova nel 1922, due conferenze mondiali tipo l'attuale UE. Mussolini, buonanima, arrivo' al potere promettendo, tra l'altro, di risolvere il problema dei debiti di guerra che strangolva la bilancia dei pagamenti, in quanto gli inglesi volevano essere pagati in sterline, non in lire. Gli americani avevano accettato, nel 1919, di dilazionare il rimborso, ma Londra no. Il futuro dittatore non aveva detto come avrebbe fatto, ma il parlamento, espressione del popolo sovrano e democraticamente eletto nel 1921, votò la fiducia a larghissima maggioranza. Ando'a finire che nel 1924 Roma pagò 400 milioni di sterline a titolo di acconto cancellando il programma navale votato dalle Camere nel 1923: Una portaerei da 10000 t e 2 incrociatori pesanti. Questi ultimi non furono una grossa perdita, ma la guerra sul mare (25000 marinai morti) fu influenzata in modo decisivo dalla mancata flattop. La Francia e il Belgio rifiutarono di pagare gli acconti chiesti dal Regno Unito e le loro valute crollatrono sulla piazza dj Londra al pari, naturalmente,j della lira passata da 90 a 130 lire per una sterlina. Sborsare, pertanto, non era servito a nulla. Morale? Un governo di, diciamo così, destra, promette e qualcosa mantiene a seconda dei rapporti di forza internazionali. Uno di di sinistra non promette niente e si affretta ad accontentare i padroni del vapore prevenendo, in modo servile, i desiderata dj costoro. Presidente del consiglio, che mestieraccio.

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  11. Grazie per aver condiviso queste interviste. Anche a me mancano moltissimo i nonni, soprattutto da quando sono nati i bambini e faccio con loro le cose che facevo con Opa e Oma, o almeno ci provo.
    La prima cosa che ho pensato ascoltandole è che cose di questo tipo farebbero più per la cultura e la democrazia che cento progetti con pretese artistico-filosofiche (per cui, se EmmaM ci ripensa, guarderò volentieri anche le sue interviste).
    Il motivo, almeno a mio parere, non è tanto nella (pur importante) rilevanza storica, quanto nel fatto stesso che si lasci tempo e spazio agli anziani di parlare. Mi è sempre sembrato che l’osservazione " i vecchi tornano bambini " nasconda un certo disprezzo. Forse la realtà è che questo non è una forma di chiusura, ma un’estrema apertura alla riscoperta della gioia, anche se vissuta nella privazione: un’immersione completa nell’esperienza, come quella di un bambino che gioca.
    E quello che succede nell’essere partecipe di questi racconti è che si impara a osservare e ad amare quel luogo, quell’esperienza, quella persona e quella storia attraverso i loro occhi.
    Temo di non essere in grado di spiegarmi davvero bene: penso che una parte del problema sia che, quando nessuno ci tramanda la propria memoria — non importa quanto piccola e irrilevante questa possa apparire agli occhi del mondo —, ci manca un "pezzo" che non ci consente di amare davvero noi stessi né il nostro presente. E quindi non rimane altro che rifugiarsi nell’idea di un futuro migliore che però non si è in grado di costruire, non solo perché mancano gli strumenti intellettuali, ma soprattutto quelli profondamente umani.
    Oppure ci si rivolge a quella forma di conservatorismo che ha tanto spazio su X e per cui provo sempre più repulsione, perché è un Anbeten der Asche più che un Weitergeben des Feuers… Forse abbiamo bisogno di più versioni umane dell’Hotel Paradiso di Giò Ponti in Val Martello:
    https://www.domusweb.it/it/architettura/2025/05/21/gio-ponti-hotel-paradiso-abbandonato-alpi.html
    qualcuno che spicchi, rosso e consumato, in mezzo alla foresta e si rifiuti categoricamente di essere dimenticato, per quanto scomodo.
    La seconda riflessione è legata a quello che ha scritto Enrico. Sono sicura che non era questo quello che intendeva, e mi scuso se può sembrare un voler fraintendere le sue parole, ma in qualche modo "ci sento" questa cosa. Ed è una sorta di noncuranza e disfattismo sotto la visione assolutamente corretta della Big Picture: la nocciolaia (Nucifraga caryocatactes) è un corvide incredibilmente intelligente che, per sopravvivere all’inverno, nasconde il cibo — soprattutto semi di cirmolo — in decine di nascondigli, riuscendo a recuperare l’80% del bottino. Il rimanente 20% permette alla popolazione di cirmoli di rigenerarsi. La natura non è mai veramente noncurante: lascia semplicemente un margine d’errore apparente, ma che serve a uno scopo più grande. Allo stesso modo, tramandare e ricordare non sono solo un tentativo di non scomparire o un esercizio di rilevanza, ma un gesto di cura e di amore che è dovuto — tanto che anche in etologia si parla di cultura appresa e tramandata.
    E il 20 % che sfugge dalle nostre mani e dal nostro controllo avrà comunque il suo senso...

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    1. Il fatto è che quando si rinuncia, consapevolmente o meno, a tramandare la propria cultura (fatta di ricordi, valori, principi, educazione e anche istruzione) si rinuncia ad esistere come comunità; sarà banale, ma d'altronde il male è banale, altrimenti la Arendt non avrebbe scritto "La banalità del male". Bisognerebbe avere le idee più chiare sulla complessità del bene, ma è un tema per pochi, temo...

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  12. Interviste davvero interessanti proposte da centenari con tutti i sensi ancora funzionanti e che ti danno una speranza di vita ancora piacevole e piena, anche se per me sarà difficile oltrepassare gli 80, lo sento.
    Mi hanno fatto venire la nostalgia per i miei cari, mio padre nato nel 1914, una vita da imprenditore nel settore auto che mi ha regalato esperienze memorabili, salone dell'auto di Torino, Formez a Napoli tanto per dire, mia madre 1918 moglie e madre perfetta. Erano altri tempi rispetto ad oggi, pessimo oggi!

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  13. Off topic: mi pare di aver individuato una altro sicuro market di ... beh voi sapete cosa, identificato nell'uso del termine "sfidante" come sinonimo di impegnativo o difficile. Lo sottopongo dunque alla crusca per capire se merita riconoscimento.

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  14. Fuori tema col post, ma in tema con la Sua attuale funzione politica: ieri Fubini sul Corriere ha fatto un lungo articolo in cui critica il sistema dei fondi pensione e delle casse previdenziali, con l'inevitabile accusa finale a "i palazzi romani".

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    1. Ma che spettacolo! Fubini all’inseguimento e che cita il mio lavoro senza citarne l’autore! Che tipo!

      Prima della mia indagine dello scorso anno nessuno aveva investigato il tema dei rendimenti e la stessa COVIP non ci si addentrava…

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    2. Essendo io un ex poligrafico dei quotidiani, mi risulta che i giornalisti sono riusciti a far confluire nell'INPS i loro fondi pensione quindi saranno pagati con le garazie INPS mentre per quanto concerne quelli di noi poligrafici, ancora non si è riusciti a fare questa operazione e quindi ogni mese dobbiamo pregare il buon Dio di vederci pagare la quota mensile (ormai per solo un quarto del valore spettante), da un Fondo Casella ormai allo sfascio.
      Probabilmente il Furbini, pro domo sua vorrebbe maggiori rendimenti (ma li m......i sua).

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    3. Ancora fuori tema col post, ma forse può interessare il Bagnai politico ed economista: segnalo oggi un interessante articolo di Rampini sulla "svolta storica" del sistema previdenziale tedesco che pare vada verso un modello americano.

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    4. Grazie! Chiedo scusa per la scarsa interazione, ma sto impostando la grafica della seconda edizione del Tramonto dell'euro nel tentativo (finora vano) di capire quanto spazio mi danno mantenendo il prezzo sotto i 20 euro. Ricordo che questo spazio è direttamente proporzionale alla pressione che eserciterete... Oggi ho cercato di far capire che se da un anno di esperienza da economista era uscito un libro da 400 pagine, da 14 anni di esperienza da economista e politico era difficile che potesse uscire solo un paragrafetto. Chissà se mi hanno capito...

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    5. Prof.,

      Akuna matata per la sua assenza sul blog, credo si sia consapevoli che è molto impegnato con la seconda edizione.

      Si concentri sulla revisione finale e cerchi di riposarsi un pò.

      Io, intanto, ho fatto i compiti a casa ordinando uno dei libri da lei suggeriti 'Sorvegliata speciale' e prenotando 'Il tramonto' per averlo appena esce ad ottobre.

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  15. La sua è una bella età... Ha visto l'Italia nel suo splendore moderno pre €... Purtroppo ha visto anche questo periodo non proprio luminoso. Speriamo si possa vedere la fine di questo capitolo e che inizi una nuova stagione...

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  16. Spero tra quattro anni di poter fare l'intervista a mia madre, cerco di tenerla "sveglia" per allora.

    Fino a qualche anno fa, girava per casa un asciugamano di lino, bianco, di uno strano bianco e di fibra grossa: era una pezza di un piu' grande telo di lino che avra' avuto piu' di 200 anni e che veniva da corredi vari.

    Ricordo mia nonna che raccontava dei cimeli dei fratelli Bandiera che erano a casa sua, in Calabria, restati alla famiglia; dei parenti carbonari che si facevano trasportare nelle bare.

    Mica devo andare tanto lontano, comunque, per ricordi anche miei: a Castel di Sangro avevo amici che mi ospitarono, e vidi mungere le vacche, bevvi il latte appena munto, andai a cavallo dell'asino che accompagnava a far legna; in altra occasione fui ospite in una residenza estiva di altri amici, la sera con la lampada a petrolio.

    La prospettiva che forniscono questi racconti e' la stessa di quando si sale in montagna e si vede il sentiero che si e' percorso.

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  17. Sono in ritardo con la lettura, con l'ascolto e con i commenti che mai posterò, ma sto ascoltando Abramo. Trovo che a parte qualche finale che gli sfugge come il dialetto teramano richiede - una specie di apocope romanesca, il bancoma, il camio, plurale i cami, questa però vocalica - parli un ottimo italiano, mettendo un congiuntivo ogni qual volta se ne ravvisi la necessità, peraltro senza mai sbagliare una forma verbale; lui stesso si definisce analfabeta, il suo percorso scolastico è stato breve e non lastricato di coccarde, era il primo e "doveva" lavorare per aiutare il padre nei campi, eppure parla un ottimo italiano, anche la scelta dei sostantivi non indugia mai al vernacolo ma è sempre riferibile ad un corretto registro linguistico. Si potrebbe pensare che non ci sia da stupirsi, invece io mi stupisco fortemente, dato che la sua lingua, la lingua italiana di un centenario "analfabeta", è decisamente migliore di quella di tanti giovinastri masterizzati.
    Sarà che sto invecchiando anch'io, sempre qualche passo dietro te, ubi maior..., e sempre peggio di mio padre, classe '34.
    Che dire, auguri. A te, a me, a noi.

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    1. Anch'io ho notato la notevole proprietà di linguaggio di Abramo. Sulla carta i nostri figli sono più scolarizzati dei nostri nonni, ma la realtà è ben diversa. Temo non sia solo un problema della scuola italiana, che comunque credo abbia toccato il fondo, ma sia un processo di involuzione dell'essere umano: basti pensare alle capacità manuali di un uomo che viveva nel Rinascimento in confronto alle nostre. Abbiamo bisogno proprio di farci gli auguri!

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  18. Grazie per la condivisione.
    Anche il cuore ha bisogno di grazia e incanto.

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  19. Ho iniziato ad ascoltare l'intervista di Abramo e mi ha colpito il suo sentimento di orgoglio, quando parla dei quintali di grano e di granturco che la sua masseria produceva, con le sole forze umane ed animali. E con quei prodotti della terra si pagavano il sarto, il fabbro... Non c'era bisogno del denaro! Ho pensato che, con i potenti mezzi della tecnologia odierna, quella masseria oggi avrebbe potuto sfamare ben più di una famiglia, ma, da un certo momento in poi della nostra storia, quello che viene ancora definito il settore primario dell'economia di uno stato è diventato bersaglio di attacchi feroci, per mezzo anche di una burocratizzazione sempre crescente. E poi il colpo di grazia è stato dato dall'Unione Europea, che, prima di distruggere il nostro tessuto industriale, ha danneggiato irrimediabilmente i nostri agricoltori, i nostri pescatori, i nostri allevatori e forse questo scempio oggi risulta un po' dimenticato. D'altronde i contadini sono sempre stati il primo bersaglio di un certo tipo di regimi totalitari.

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