Per qualche strano motivo che mi è impossibile apprezzare compiutamente, i piddini sono convinti che due specifici segmenti di elettorato, gli immigrati e i giovani, siano loro terreno di conquista, e cercano di ingraziarseli in tutti i modi, con effetti sociali dirompenti ed effetti elettorali controproducenti.
Gli immigrati si dividono in due categorie: quelli regolari, e quelli irregolari. Per uno strano paradosso, che tale non è, sono proprio gli immigrati regolari a essere maggiormente infastiditi dall'immigrazione irregolare, che crea loro un danno reputazionale e fa loro una concorrenza sleale, basata sul dumping salariale (la sinistra è sempre quella dell'esercito industriale di riserva, solo che una volta cercava di ridurlo e ora di aumentarlo). La politica immigrazionista del PD quindi contraddice frontalmente l'aspirazione dello stesso PD di farsi votare dagli elettori stranieri: quand'anche tutti i soggetti regolarmente residenti in Italia acquisissero il diritto di voto (prospettiva sulla quale ci sarebbe molto da discutere!), ovviamente essi si rivolgerebbero al partito per cui già votano i soggetti operosi: operai, imprenditori, professionisti, ecc., cioè la Lega. Quindi o il PD è in preda al delirio (o al panico), oppure l'immigrazionismo, più che a un tentativo di intercettare il voto straniero "dal basso", risponde razionalmente al desiderio di compiacere la volontà del podestà straniero, dando corso a una sua non improbabile intenzione di destabilizzazione socio-economica del nostro Paese.
I giovani sono meno ingenui di come li fa il PD. Anche chi non se lo ricorda, comunque avverte che è stato il PD a realizzare l'agenda di precarizzazione del lavoro che li costringe a cercar fortuna altrove, e nonostante il grande lavoro culturale investito per demonizzare il posto fisso (con tanto di Checco Zalone utilizzato come "arma fine di mondo"), per valorizzare il precariato come condizione esistenziale "sfidante", per rivestire di un'accattivante patina di cosmopolitismo awanagana la costrizione ad emigrare, in cuor loro quasi tutti capiscono che in questo stato delle cose c'è qualcosa che non va. Mi sorprende sempre, quando mi relaziono con ventenni, constatare quanto sia forte in loro la nostalgia per un mondo che non hanno mai conosciuto, un mondo a misura d'uomo e non di fondi monetari, un mondo che dava prospettive più distanti della prossima trimestrale di cassa, e conseguentemente permetteva di costruire un progetto di vita (che includesse anche fare figli in un'età in cui se non hai la saggezza, hai almeno la forza per educarli!), un mondo in cui i corpi intermedi avevano e davano un senso al desiderio di partecipazione.
Evidentemente, se quel mondo è desiderato da chi non ne ha avuto esperienza diretta, vuol dire che anche chi non lo ha conosciuto capisce che solo esso è compatibile con una vera democrazia e quindi con una genuina libertà. E quindi, sì, i giovani sanno che il PD li odia:
e non c'è mancetta reale o presunta che possa trattenerli dal ricambiare questo sentimento.
Per cui, caro Enrico pisano, vai avanti così: mai interrompere un pisano quando sta commettendo un errore. Se tu credi che i giovani d'oggi siano così bischeri da non capire che quello che vuoi fare è tassare, perché te lo chiede l'Europa, la casa in cui vivono grazie ai loro genitori (quelli vissuti in un mondo normale), tu t'illudi. Lo capiscono, e te lo faranno sapere.
Qui ci starebbe la nota, icastica chiusa, che però non metto, proprio per rispetto ai giovani, perché quello che la pronunciò è stato il loro volenteroso carnefice (vedi il link sopra, l'unico di questo post), e l'ha pagata, nonostante sia, politicamente, un discreto geniaccio.
Meno genialità alla Renzie, meno demagogia alla Letta, più concretezza.
Questo occorre, e lo sapete tutti, compresi gli zerovirgolisti utili idioti del PD!
Un caro saluto...