Oggi le agenzie riportano questa esternazione del professor Giavazzi (un vecchio amico del blog):
Dice: "E qual è il problema? Sono affermazioni sbagliate?"
No, tutt'altro! Sono quasi tutte giuste, soprattutto per la parte che distingue fra inflazione da offerta e da domanda, che qui avevamo chiarito quasi quattro mesi fa.
Dice: "E allora? Vuoi insinuare maliziosamente che è strano che il professor Giavazzi dica una cosa giusta!?"
No, assolutamente no, non è affatto strano. Ogni tanto gli capita (come del resto capita anche a me), e un altro famoso esempio è questo:
(ma potrei anche citare
questo, di cui purtroppo non si parla più: vedi
infra).
Dice: "Embè? Allora vuoi solo farci capire che tu sei più fico perché ci arrivi prima di lui? Mi sembra un atteggiamento un po' immaturo, poteva andare bene qualche anno fa, quando il blog aveva un'intonazione goliardica, ma ora...".
Figuriamoci! Anzi! Ho altro da fare che affermare una mia presunta supremazia intellettuale su colleghi accademici. Purtroppo ho abbandonato, temo per sempre, le fatine dell'ANVUR e della VQR (ieri mi sono dovuto intrattenere con loro, forse per l'ultima volta, in compagnia dello sherpa Romeo: gli addetti ai lavori capiranno...). Ora, purtroppo o per fortuna, ho altri obiettivi: penso positivo e propositivo, perché questo deve essere lo spirito del bravo parlamentare di maggioranza.
O no?
Comunque, i conti sono presto fatti, linearizzando. Se 2471 giorni fa il professor Giavazzi ci ha messo 1391 giorni per arrivare da dove eravamo partiti (cioè dalla constatazione che la "crisi del debito sovrano" da tutto dipendeva tranne che dal debito sovrano), e oggi (cioè 2471 giorni dopo) ci ha messo solo 113 giorni per raggiungerci sulla constatazione che una politica monetaria restrittiva è inefficace e controproducente contro l'inflazione da offerta, vuol dire che ogni 2471 giorni il professor Giavazzi colma di 1391-113 = 1278 giorni il gap che ci separa, il che significa che fra 218 giorni saremo perfettamente in sincrono, e dal 18 gennaio 2023 dovrò rassegnarmi ad essere io il follower (quello che arranca).
Me ne farò una ragione: l'importante non è chi arriva primo a dire la cosa giusta, ma che si limiti il numero di lievi imprecisioni in circolazione.
A questo proposito, purtroppo, devo però far notare che un problemino c'è.
Sarebbe trascurabile, potremmo e forse dovremmo passarci sopra, ma qui abbiamo sempre avuto scrupolo di attenerci alla verità dei fatti, quindi una sottolineatura dobbiamo farla. Il Giavazzi che a settembre 2015 "il problema non è il debito pubblico" (e infatti non lo era stato) era però lo stesso che nel 2011 "dobbiamo mettere un'imposta progressiva sui redditi da capitale perché il debito pubblico è un problema":
e credo sia anche lo stesso che oggi ci dice che il PNRR (che è debito) farà scendere lo spread che è causato... dal debito (!), che quindi... è di nuovo un problema:
Questa cosa del debito di Schrödinger, che fa calare lo spread mentre lo fa crescere, è oggettivamente bellissima. Siamo all'economia quantistica, che è, lo ammetto senza remore, qualcosa di esteticamente superiore alla piatta e grigia economia quantitativa cui qui siete stati avvezzi in tanti duri anni di (vostro) apprendistato!
E quindi?
E quindi ho come la sensazione che su alcune questioni veramente di sostanza, come questa:
(che poi non era lontana dalle posizioni del
compianto David Sassoli) non si voglia o non si riesca ad incidere, a causa di rapporti di forza sfavorevoli da cui nessuno scudo reputazionale vero o presunto può proteggerci, e che questa contraddizione di fondo si riverberi, giù per li rami, rampollando di fronda in fronda una pletora di altre contraddizioni che, se la situazione del Paese non fosse disperata, sarebbero anche divertenti.
Ma purtroppo la situazione del Paese non induce all'allegria.
E allora?
E allora niente: ne abbiamo parlato per un decennio, non fatemi ricominciare da capo...
Good night and good luck!