Caro Alberto,
con
la mente già un po' in vacanza, ho "partorito" questo:
Coerenza: dal verbo
latino cohaerere "essere strettamente unito". Oltre che nel
significato proprio, il termine è usato per indicare qualcosa che non è in
contraddizione, che s'accorda con qualcosa d'altro. (cit. Treccani)
Se
per il matematico Charles Sanders Peirce “L'identità di un uomo consiste nella
coerenza tra ciò che fa e ciò che pensa”, lo scrittore Aldous
Huxley ci sembra in disaccordo con lui, quando afferma
che: “La coerenza è contraria alla natura, contraria alla vita.
Le sole persone perfettamente coerenti sono i morti.”
Sta
di fatto che, fra le doti generalmente più apprezzate in un politico vi sono
l’intelligenza e la coerenza.
Di Enrico
Berlinguer si è detto e scritto molto: segretario del Partito Comunista
Italiano dal 1972 alla sua prematura scomparsa nel 1984, fu certamente
identificato come politico intelligente e coerente, e così viene anche recentemente da molti ricordato.
Coerenti con la storia e
gli ideali comunisti (e, più in generale, con quelli di sinistra) furono
infatti le dichiarazioni che il neo Segretario rilasciò a Tribuna politica in
previsione delle elezioni del maggio ’72, illustrando le 3 principali ragioni
per votare il partito che rappresentava. Qui la prima (la difesa dei ceti
più deboli) e qui la
terza (il sostegno
all’indipendenza nazionale).
Contrariamente a quanto
si potrebbe supporre, nel solco della sostanziale coerenza (con
l’opinione di Mosca) si possono inserire anche queste dichiarazioni
dell’inizio del decennio successivo, relative allaNATO.
In seguito alla fine del
sistema di cambi fissi di Bretton Woods e alla crisi energetica del ‘73, nel
dicembre dell’anno successivo, il Segretario svilupperà una relazione, in
preparazione del XIV Congresso del partito, pubblicata poi con titolo “La
proposta comunista”, in cui si afferma che è: “Urgente una programmazione democratica
dell’economia nei singoli paesi [...] e una cooperazione internazionale, lungo
una linea che [...] già esce fuori dalla logica del capitalismo” (cfr. pag.
12)
Ed è forse proprio per
uscire (?) da questa logica che, nel 1983, in un gradevole e ben
frequentato salotto televisivo, alle domande (in verità “leggermente
tendenziose”) della futura tessera n°1 del PD Enrico Berlinguer risponde così.
In effetti, fra le due
dichiarazioni sopra riportate, si erano tenuti: il “Convegno degli
intellettuali” e la “Assemblea degli operai comunisti”, entrambi, come molti
lettori di Goofynomics sanno bene, nel 1977.
Ora, se James
Russell Lowell aveva ragione affermando che: “Solo i morti e gli stupidi non
cambiano mai opinione” che possiamo pensare di chi cambia un’idea forse
discutibile, con una certamente sbagliata?
Fanne ciò che meglio
credi (fossi in te, io lo cestinerei, riscrivendolo!:-)
Un abbraccio
Carlo
(...no, non l'ho riscritto, e non perché non ho tempo, ma perché a me piace così: documentato, asciutto, chiaro nelle intenzioni, efficace nei risultati. E voi, che ne pensate?...)