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martedì 28 marzo 2017

Sul diritto di opinione

Poco fa su Twitter l'amico Ramanan ha detto che invece di post-verità, bisognerebbe parlare di post-menzogna. Appropriatissima osservazione. Ecco, vi fornisco qui un esempio di post-menzogna, tratto dalla versione cache di Google di un articolo pubblicato quattro giorni fa:



e un esempio di post-verità, tratto dalla versione attualmente on-line dello stesso articolo:



L'autore è tal Sdogati: non è registrato né su Scholar né su IDEAS (nonostante produzione ne abbia, come si può verificare), motivo per il quale non so darvi suoi indicatori bibliometrici (nel caso siate feticisti dell'ANVUR), e per il quale i colleghi ai quali esprimevo la mia indignazione per questo modus operandi mi rispondevano con un garbato e interlocutorio: "Chi è?".

Bè, la risposta è qua sopra: è uno che scrive sul Sole 24 Ore e quindi fa opinione.

Certo, prima che questo blog nascesse enormità simili (l'inflazione a due cifre negli anni '90? Ma quando mai? Ma l'avete mai visto il grafico, qui pubblicato migliaia di volte?) non venivano colte dal pubblico, che interiorizzava queste balle pronunciate da colleghi privi di scrupoli professionali (quel minimo di scrupolo che ci vuole nel verificare un dato prima di consegnarlo al dibattito). Ora, grazie a IO, la musica è cambiata. Dopo la pubblicazione di questa lieve imprecisione (che molto difficilmente può essere considerata un errore, considerando che il tema era già stato sollevato) i futuri falliti del Sole 24 Ore sono stati travolti sui social da una salva di pernacchie, e forse anche al Politecnico di Milano qualcuno si è chiesto se era cosa opportuna che un loro docente facesse loro una simile pubblicità.

Fatto sta che l'articolo è stato corretto, e, cosa gravissima, lo si è fatto senza né scuse né segnalazioni del fatto che il contenuto era stato modificato. Insomma, senza una cosa tipo questa:


del tutto normale nei paesi dove il giornalismo è giornalismo (tratta da qui, ma ce ne sono migliaia di esempi). Ha ragione da vendere Federico Nero quando ripete che i gazzettieri italiani, sempre pronti a ballare sul cadavere dell'ultimo imprenditore suicidato rinfacciandogli la sua scarsa produttività o le piccole dimensioni della sua impresa che lo rendevano inadatto alla concorrenza, o sul cadavere dell'ultimo operaio suicidato rimproverandogli la mancanza di flessibilità, se venissero esposti, loro, i gazzettieri, alla concorrenza estera, si squaglierebbero come neve al sole e lo sanno (e infatti si producono in corporative difese dei propri privilegi, quelli che stigmatizzano in tutte le altre categorie).

Non ho parole per esprimere la mia indignazione contro questo ripetuto, ossessivo eccidio della verità e quindi della democrazia che viene perpetrato senza sosta, a reti e testate unificate.

Due sole cose posso dire.

La prima è not in my name. Da chi si sporca con comportamenti simili non aspetto ospitalità, quella che tanti baggiani vanno mendicando, ma il fallimento, che arriverà. Non me ne fotte niente della visibilità che potete darmi, se serve ad accreditare organi di propaganda come organi di dibattito. Avete fatto le vostre scelte, quelle di soffocare il dibattito e di diffondere dati inesatti, ora godetevene le conseguenze.

La seconda è questa: in una società dove la libertà di opinione, in assenza di qualsiasi controllo, è diventata libertà di menzogna, il diritto alle proprie opinioni è diventato diritto ai propri fatti, cioè diritto del più forte. Eh, sì, cari gazzettieri, e gentili colleghi dall'inflazione "a due cifre" (dopo la virgola): oggi voi potete ancora affermare i vostri fatti, con la violenza e la prevaricazione del potere economico barcollante che ancora per poco vi sostiene. Ma siete proprio sicuri che avrete sempre il coltello dalla parte del manico? Siete proprio sicuri che questo sistema ingiusto che sostenete con la menzogna sia politicamente sostenibile? Siete proprio sicuri che fra breve non sarete costretti ad affermare i nostri fatti, che poi sono quelli dell'ISTAT (un istituto del quale vi dà senz'altro fastidio il fatto che si chiami "italiano", parola che voi avete in orrore)?

Io, al posto vostro, un dubbio me lo porrei.

Come ebbi a dire a un vostro gentile collega in uno studio televisivo, "poi non meravigliamoci se quando un giornale chiude la gente esulta"! Non è una cosa bella, come non è bello fornire un dato falso e rettificarlo alla chetichella, ma è una cosa comprensibile, mentre continuo a non capire come vi sia saltato in mente, a tutti, di fornire un dato così palesemente farlocco.

Sed de hoc satis. Ora aspetto da voi una buona notizia. Anzi, non da voi: perché quando questa buona notizia arriverà, voi non sarete lì per darla. E la buona notizia sarà appunto questa. Auguri!

mercoledì 13 maggio 2015

Il 5 per mille spiegato a mi' nonna

In questo post vi dirò cosa dovete fare e perché lo dovete fare. Naturalmente, siccome siamo in democrazia, e l'economia non è una scienza, la vostra opinione conta quanto la mia e voi siete liberi di fare come vi pare. La schiavitù è gratis ed è dietro l'angolo.

Che fare?
Io non pretendo di essere un esempio, e infatti non desidero essere autorevole, ritenendo più che sufficiente l'essere autoritario, dato che sono disposto ad accettare il rischio di non potermelo permettere. Ma questa volta ho deciso di fare un'eccezione e di comportarmi in modo esemplare. Quindi alla domanda pseudo-leniniana (in realtà ben anteriore, ma questo lo sappiamo solo io, Dragan, e Svetlana, che abbiamo fatto le medie sovietiche): "Che fare?" rispondo semplicemente: "Fate come me, e io ho fatto così:




Chiaro?

Date il cazzo di 5x1000 ad asimmetrie mettendo la vostra riverita firma nella casella in alto a sinistra della pagina per la destinazione del 5x1000, dopo aver inserito nello spazio corrispondente il nostro codice fiscale: 97758590588.

Me ne avete dette di ogni:

[1] "Professore, ho messo il codice fiscale ma avanza una casella vuota!"

(ho verificato, a me non sembra: non è che stavate riempiendo il 730 dello Zimbabwe?)

[2] "Professore, ho messo la partita IVA!"

(ma caro, se ti chiedono il codice fiscale, perché metti la partita IVA? Allora puoi anche mettere i numeri usciti sulla ruota di Napoli: in ogni caso i soldi andranno in opere di bene)

[3] "Professore, ma voi fate ricerca, ho messo nella casella del finanziamento della ricerca!"

(ma noi siamo una associazione di promozione sociale, cioè rientramo nella tipologia prevista dalla casella in alto a sinistra - visto il disegnino? - dove è scritto: sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute. Vi ricordate? Vi ho detto che siamo stati riconosciuti, ma non siamo un ente di ricerca - anche se abbiamo un centro studi - siamo una associazione di promozione sociale; firmate in alto a sinistra, non in alto a destra - così è contento anche er Melanzana - cioè nella casella destinata al non profit: ONLUS, APS, altre organizzazioni riconosciute).

Perché farlo?
Questa è la domanda veramente interessante. Una possibile risposta: perché questo, secondo il manifesto (con la minuscola), è l'economista di riferimento di Landini:


Marcello Minenna, economista della Bocconi (ci informa Ballarò): mega-QED della mia diagnosi (ma non lo metto in conto), e ottima risposta a chi mi aveva chiesto se ci fosse stato un seguito a questa lettera: il seguito, par di capire, è stato caricarsi l'esperto di cui sopra!

La ricerca sul sito del MIUR ci informa del fatto che:


Si conferma che, esattamente come i regimi che prima di cadere inviano in trincea le riserve, così la Bocconi, mentre si sta sgretolando il mondo nel quale credeva, invia in trincea i docenti a contratto (è tale anche er Quaresima, l'apostolo della #pirreviù, che di articoli con #pirreviù ne ha ben pochi: io ne ho trovato uno solo, a dire il vero, ma magari ce ne sono due...).

Questo per la precisione, e anche perché mi sono un pochino stancato della nenia politicamente corretta secondo la quale si giudicano gli argomenti e non le persone. Questo con noi non è stato fatto: ci hanno rovesciato valanghe di merda addosso, dicendo che eravamo "ai margini della comunità scientifica" (al mio ultimo workshop c'erano Feld e Weil, non sto a spiegare chi siano a chi non lo sa perché è lui ai margini della comunità scientifica...), che non pubblicavamo in fascia A (nell'ultimo anno due articoli in fascia A...), che insegnavamo in una università piccola (le università grandi fanno roba di questo tipo:


eccetera...


E allora diciamocelo: fra argomenti e persone esiste una corrispondenza biunivoca: i miei argomenti valgono perché io valgo.

Ma giudichiamo gli argomenti di Minenna. Su, facciamocele due risate, visto che quelle non costano nulla...

[1] se uscissimo verrebbe bloccata l'operatività delle banche come in Grecia, Spagna e a Cipro.

In Grecia e in Spagna non è successo (ancora), a Cipro è successo perché Berlino voleva tenere i ciprioti dentro l'euro, non perché essi volessero uscire. Ma tutto questo al dr. Minenna è sfuggito.

[2] il debito italiano verrebbe riconvertito in lire e ci sarebbe una svalutazione istantanea forse del 50% che alleggerirebbe l'onere del debito

Bene! L'esperto di finanza conosce la Lex monetae. Ma non sa niente di economia internazionale. Non esistono esempi rilevanti di svalutazione istantanea del 50%, e quando, in rarissimi e selezionati casi, si sono avute svalutazioni drastiche, al più sull'ordine del 20%, si è poi sempre avuto un rimbalzo tecnico. Si chiama overshooting, Dornbusch ci avrebbe preso il Nobel se non fosse morto, è roba che tutti gli economisti sanno. Abbiamo viceversa visto che i processi di svalutazione sono gestiti dalle banche centrali. Tutte le "major devaluations" che abbiamo studiato sembrano istantanee se le studi su dati annuali. Se le studi su dati mensili vedi che i processi sono graduali: l'aggiustamento complessivo mediamente si spalma su un semestre. Quindi istantaneo cosa, gentile collega? Insomma, l'intervista al dr Minenna è oggi al livello di approfondimento concettuale al quale erano tre anni or sono i giornalisti del Corsera. Ma indipendentemente dal fatto che uno da un collega, ancorché non di ruolo e senza pubblicazioni scientifiche pertinenti



si aspetterebbe un minimo di consapevolezza in più, va detto che i giornalisti, almeno, erano professionisti pagati per essere a quel livello (e nel lungo periodo non gli ha portato fortuna).

Preciso che quello dell'assenza di ricerca specifica sul tema è un dato di fatto, che come tale va preso. Si può essere ottime persone e ottimi economisti. La decisione di esprimersi in un campo nel quale non si ha una sufficiente autorevolezza accademica è una decisione individuale che rispetto, come rispetto le persone che la prendono. L'ha presa, per dire, anche Claudio Borghi, che però, per qualche strana congiunzione astrale, pur non avendo un CV accademico si esprime in conformità a quanto la ricerca scientifica accademica e applicata ha trovato.

Aggiungo che l'entità del 50% è del tutto fantasiosa. Nessuno degli studi seri sul tema prevede una entità simile, e l'argomento secondo il quale la svalutazione sarebbe imprevedibile ma sarebbe catastrofica è da economisti improvvisati, come vi ho mostrato dati alla mano. Sono stanco di esperti che vedono solo un pezzo del problema. Minenna apparentemente non vuole o non riesce a prendere atto di un semplice dato: una svalutazione istantanea del 50% significherebbe fare al resto del mondo uno sconto del 50% sui prodotti italiani. Nessuna banca centrale di nessun paese concorrente accetterebbe una cosa simile: coopererebbero immediatamente per guidare in modo ordinato la nuova lira verso il necessario aggiustamento, ma cercherebbero di farlo senza sbriciolare le rispettive economie nazionali. L'entità del necessario aggiustamento è spiegata in modo abbastanza accurato dalla teoria della parità relativa dei poteri d'acquisto, per vari motivi incluso il fatto che questa teoria, vera o falsa che sia, è quella che usano i trader (cioè i mercati) per prevedere l'andamento del cambio, come ci spiega il FMI.

Ora: queste cose si sanno. Chi non le sa legge un testo fondamentale per capire la crisi (Il tramonto dell'euro) e ce le trova (mi dispiace, l'ho scritto io, ma tendo a non considerarlo una colpa).

Ok, sei un docente a contratto, non hai tempo per fare ricerca, non devi leggere tutti i wp del Fmi, non lo faccio nemmeno io, capisco tutto e non facciamo a chi ce l'ha più lungo. Ma insomma, di questa roba qui ha parlato anche l'Economist! Se sei economista teorico, leggi le pubblicazioni scientifiche; se sei economista applicato, leggi l'Economist. E se ignori le prime e il secondo?

Non è per caso che l'aggiustamento di cambio nominale storicamente riflette la cumulata dei differenziali di inflazione, e su!

[3] il debitopubblico italiano è presso le nostre banche e i nostri risparmiatori che quindi diventerebbero più poveri

Va bene: per l'esperto le famiglie italiane comprano Btp per poi liquidarli e con il ricavato andare comprare Bratwurst a Duisburg. In effetti, ne conosco molte che si regolerebbero così. E voi? Voi no!? Strano, si vede che vivete in un mondo tutto vostro. Come Minenna e Giannino. Se il debito viene convertito in lire e tu i tuoi acquisti li fai in lire il problema non è cosa accade al prezzo del dollaro (o dell'euro, o del marco) in lire, ma cosa accade al prezzo dei beni sotto casa in lire, e la relazione non è meccanica come qualsiasi economista sa (dal che si deduce, a contrario, che chi non lo sa o fa finta di non saperlo non è un economista).

(per inciso, vorrei dire alla giornalista dell'Istituto Luce che non si dice gruzzolètto, ma gruzzolétto. Vai a sQuola di dizione, cara, ne hai bisogno...)

[4] se il mutuo è denominato in euro rimane in valuta forte

Questa è la perla dell'anno! Capisco che uno possa ignorare la Lex Monetae, ovvero il diritto di uno stato sovrano di decidere lui in quale valuta vengano regolate le transazioni rette dal diritto nazionale (principio difficile da ignorare, visto che è stato applicato per passare all'euro...). Ma che uno non la ignori, ma dica che si applicherebbe ai rapporti col debitore pubblico ma non a quelli col debitore privato non mi era mai, dico mai successo di vederlo!

Ma insomma, ci fai o ci sei, gentile collega? Quello che conta non è quale sia la natura giuridica del contraente, ma quale diritto regoli il contratto. Puoi benissimo avere un soggetto pubblico indebitato con rapporti retti dal diritto lussemburghese (e allora il debito resta in valuta forte, perché non puoi applicare la legge italiana per riconvertirlo), e un soggetto privato indebitato con rapporti retti dal diritto italiano (e allora il debito viene convertito in nuove lire, quale che sia la banca presso la quale il mutuo è stato contratto, tanto per capirci). Su questo blog ne abbiamo parlato, e tu, se le cose non le sai, studiatele presso chi le sa perché ci lavora ogni giorno su questa roba. Ti consiglio la lettura di Jens Nordvig.

[5] l'aumento del costo dell'energia

Questo non è il tuo campo, è il mio. Lascia proprio perdere...

(peraltro, ne abbiamo parlato anche in termini non tecnici: non lo dico a voi, ma a lui...)

[6] e chi te lo compra il nuovo debito pubblico?

I mercati, Marcè, stai sereno. Non è che siccome tu la letteratura scientifica in merito non la conosci, essa non esista. Ci sono (per fortuna) più cose ecc., ci siamo capiti? E anche qui: capisco, tu non fai ricerca, ma orsù, di questi studi ha parlato anche l'house organ della tua alma mater!

"Tecnicamente fallito" non sarebbe quindi lo Stato italiano, ma chi vuole fare il "tecnico" e fallisce tecnicamente nelle sue analisi, perché ignora l'ABC della letteratura scientifica di riferimento.

Posso farti una domanda spassionata? Perché stai facendo terrorismo informativo? I tanti studi che abbiamo sull'argomento forniscono visioni molto diverse dalle granitiche certezze che tu propugni, dagli appelli populisti alla difesa del risparmiuccio della famiglietta (che non sarebbe intaccato come tu dici), dal terrorismo sullo Stato fallito, ecc. Le scelte erronee prese in questo campo hanno significato la miseria e la morte per tante persone, ne sei consapevole? È materia delicata, delicatissima. Per l'amor di Dio, prima di esprimerti, cerca di ampliare la tua base informativa! Non voglio giocare con te il gioco che hanno giocato con me: "Non ha il CV!" Sarebbe futile. Ma è poco responsabile esprimersi in modo tanto apodittico senza aver preso in debita considerazione tutte le sfaccettature del problema, incluse quelle politiche. L'euro è nemico della Costituzione repubblicana e antifascista, al quale vuole sovrascrivere un insieme di regole classiste e di dubbio fondamento scientifico. Per favore, prima di entrare nel dibattito partiamo da qui. Il resto segue come conseguenza naturale!








Bene.

Credo che abbiate capito qual è la risposta alla domanda: perché versare il 5x1000 ad a/simmetrie?

Semplice: è per contrastare la disinformazione propalata da chi vuole tenervi dentro questa macchina di compressione dei diritti e dei vostri redditi, che dovete dare il 5x1000 ad asimmetrie. Personaggi come quello qua sopra dovrebbero essere tenuti a debita distanza dai politici che pretendono di voler costruire un'alternativa al sistema (prendendo Prodi e Bersani come pietra angolare del nuovo che avanza...). Invece no, si alleano con essi. E allora l'informazione corretta dobbiamo farla noi. Ma per farla ci vogliono soldi.

Vogliamo fare un osservatorio di fact checking sulle menzogne e le distorsioni della realtà propalate per verità assolute dalla stampa italiana?

Servono soldi.

Vogliamo intervenire regolarmente presso le agenzie di stampa fornendo analisi equilibrate della situazione basate sul nostro modello e sui dati?

Servono soldi.

Vogliamo andare sul territorio a sensibilizzare le associazioni di categoria?

Servono soldi.

Devo andare avanti?

Servono soldi anche per questo, quindi mi fermo.

Il 5x1000 non vi costa niente. Un video come quello qua sopra vi costa molto: "Ma ieri in televisione uno della Bocconi (?) diceva che...".

Concludendo
Uno dei motivi per i quali non voglio fare "er partito" è che se facessimo "er partito" prenderemmo solo il 2x1000 (come vedete sempre dal disegnino qua sopra). In effetti, è molto più conveniente fondare una religione: prenderemmo l'8x1000. Tuttavia questa evoluzione richiede che il profeta (che sarei io) muoia, possibilmente male. Questo purtroppo non può accadere, perché come ho promesso a tutti voi, compreso Felice, che non c'è più, alla fine ne resterà uno solo e sarò io. Ne consegue che se proprio dovrò prendere una croce, lo farò optando per il 2x1000, anziché per l'8x1000. Molti mi ci stanno tirando per i capelli, senza rendersi conto del fatto che così hanno poca presa, perché notoriamente sono quasi calvo (e i superstiti li tengo a spazzola, anziché optare per un bel riporto alla Schifani).

Certo però che quando vedo un video come quello qua sopra e penso che quello è l'ideologo del nuovo soggetto politico (del quale qui trovate l'epicedio) mi rendo conto del fatto che il mercato della politica è in eccesso di domanda: dal lato dell'offerta di verità tecnica non c'è un cazzo di nessuno, soprattutto dopo la recente conversione di Matteo al bombardiamoibarconruspismo, che, per carità, ha anche i suoi motivi, dal suo punto di vista che non è il mio, ma non è comunque visto dalla maggior parte di noi come una priorità.

(Avviso ai mentecatti: dire che si capisce una cosa non vuol dire che la si condivide. Se veniste appesi per i piedi non lo condividerei ma lo capirei)

Bene.

Per ora comunque accontentiamoci del 5x1000, che mi sembra già un inizio.

Vi ringrazio in anticipo per la vostra attenzione e la vostra generosità, sulla quale vi intratterrò più lungamente in un prossimo post.