(...per qualche imperscrutabile motivo sui social impazza un nuovo trend: quello del giovincello di bell'aspetto che viene a spiegarci negli anni '20 da sinistra quello che abbiamo spiegato negli anni '10 alla sinistra. Qui un esempio dalla palette molto azzeccata. Ora, come è noto io non sono un comunicatore, ma ho un discreto orecchio musicale - non assoluto, relativo... Se veramente questo lavoro servisse a far sorgere un dubbio in tante giovani menti tutte clima e distintivo non sarebbe male. In fondo, ne va della loro pelle, non della mia. Non so perché, però, forse perché sono, da brutta persona, molto diffidente - e ho orecchio!, il che, vorrei far notare, mi ha consentito di arrivare vivo a 63 anni e mezzo pur avendo maneggiato sostanze piuttosto esplosive, ma insomma: non so perché ma tutta questa roba mi sembra un fumogeno il cui scopo è non tanto quello di coinvolgere, ma quello di deresponsabilizzare la sinistra. E, se dovessi dirvi, la cosa, per quanto eticamente sordida, non mi sembrerebbe poi così negativa, atteso che solo assolvendo se stessa dai vari round di crimini perpetrati - l'ultimo rilevante all'epoca di Monti - la sinistra potrebbe ricominciare a guardare in faccia la realtà. Ora, va da sé che urta i nervi vedere che chi ci ha sterminato viene a farci la lezioncina, e che sarebbe molto più liberatorio pensare che se loro ci hanno frantumato, possano essere "gli altri" a guidarci in un percorso di riscatto. Ma qui si torna a due temi portanti di questo blog. Il primo è il rifiuto del paternalismo, il rifiuto di Aristide, insomma! Se il partito euroscettico in Italia non ha mai avuto più del 17%, evidentemente, come aveva intuito il pescarese Flaiano, agli italiani la merda piace - del resto, è tiepida, il che in certe stagioni può essere visto come un vantaggio. Il secondo è il rifiuto del "norimberghismo". L'esperienza storica ci dimostra che la Germania postbellica è stata ricostruita coi e dai nazisti - ne abbiamo parlato infinite volte, l'ultima qui, e i Rosenburg files sono sempre lì che vi aspettano - motivo per cui non sarebbe ultroneo che l'Italia post-UE venisse ricostruita coi e dai piddini. Semplicemente, è così che funziona, e qui come funziona ce lo siamo sempre detto. E a questo proposito...)
Dilettissimi fratelli e sorelle, oggi il vostro ecclesiarca (o guru che dir si voglia) torna a occuparsi della nostra amica Bulgaria (o Bolgheria), di cui ci eravamo occupati qui con gran dovizia di dettagli, appoggiandoci a quella autentica miniera di early warnings che sono i MIP scoreboard indicators del sito di Eurostat.
L'occasione di tornare sul tema mi viene data da questa breve di cronaca segnalatami dal mio solerte staff (SS):
Se avrete la bontà di leggervi l'articolo troverete passaggi che non suoneranno totalmente inediti al vostro orecchio: l'accusa di aver truccato i conti (pubblici) per entrare nell'euro, i fondi bloccati per ricattare il Governo bulgaro che non avrebbe fatto le riforme (sulla ricattocrazia europea si è espresso oggi Claudio qui), ecc. Ci troverete insomma quasi tutte le cose che abbiamo già sentito, tranne una, questa:
Eh già! Perché in Bolgheria (come nell'attigua Ruritania) siamo ancora al 2 a.G. (ante Goofynomics): è tutto un debbitopubblico, e ovviamente un castacriccacoruzzione, signora mia! Ma forse le cose non stanno proprio così, o non solo così, o non principalmente così...
Per darvi succinta evidenza di cosa intendo, vi produco un grafico che ho elaborato come case study da sottoporre agli studenti del master di Pescara:
dove la fonte è il WEO database di aprile 2026, le unità di misura sono punti percentuali di Pil, e il messaggio è abbastanza chiaro. Tralasciando per un momento l'inverosimiglianza di quel deficit pubblico inchiodato al 3% fisso per tre anni (forse era ver, ma non però credibile), vi faccio notare due cose: la discesa tendenziale dal 2014 a oggi del saldo del settore privato, che nel 2025 va in deficit, e la correlata ascesa del saldo del settore estero, che dal 2022 va in surplus, diventando prestatore netto dell'economia bulgara (perché quando -CAB è positivo, questo significa che CAB è negativo, cioè che FAB è negativo, cioè che [il settore privato del] la Bulgaria sta importando capitali, ovvero che si sta indebitando con l'estero).
La dinamica è quella del ciclo di Frenkel, ma naturalmente è appena accennata: non siamo al caso eclatante della Spagna di Zapatero visto qui. Tuttavia questo quadro collima con quello che era emerso analizzando il cruscotto della MIP: erogazione di credito al settore privato, crescita dei prezzi delle case, crescita delle retribuzioni nominali, apprezzamento del tasso di cambio reale, deficit delle partite correnti, tutti fuori scala!
C'è da chiedersi in che cosa una correzione del saldo del bilancio pubblico aiuterebbe questi squilibri a ricomporsi. Se inducesse un minimo di recessione, potrebbe in effetti riportare verso l'equilibrio (cioè giù) il saldo dell'estero, ma quanto al settore privato, abbiamo visto che non sempre un "risanamento" della finanza pubblica lo aiuta a generare più risparmio, e questo lo si vede bene anche nel grafico. D'altra parte, che la Bulgaria fosse da attenzionare ce lo eravamo detto, anche se non per i motivi su cui si ostina a puntare il suo occhio strabico la Commissione Europea. Per chi volesse farsi un'idea delle possibili dinamiche, rinvio all'articolo in cui parlavo dell'ingresso nell'euro della Lettonia. Poi la Lettonia fece il miracolo, e tre anni dopo l'ingresso vi spiegai di che lagrime grondasse e di che sangue.
Vediamo questa volta come va a finire. Prevedo un esodo di bulgari. Ne riparleremo nel 2029 (se non prima)...
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