venerdì 26 giugno 2020

Dai paesi virtuosi...

Cari amici,

qui c'è un simpaticissimo addetto stampa della Commissione che vuole raccontarvi una cosa interessante. Lascio a voi le considerazioni. Per esercizio: all'estero lo scandalo è esploso il 18 giugno scorso (con relativo crollo in borsa). Andate a vedere quando ne hanno parlato i giornali italiani! L'unionismo vacilla ovunque, perfino nelle sue roccaforti più solide, ma la nostra stampa è irreggimentata.

Buon divertimento!

A.




giovedì 25 giugno 2020

La risposta alla crisi: un confronto internazionale

"Il resto è abbastanza evidente ed oggettivo, cioè il fatto che l'Italia ha realizzato lo sforzo di politica di bilancio maggiore in Europa, secondo solo a quello della Germania, per far fronte al coronavirus".

Roberto Gualtieri, Roma, 25 giugno 2020.



Per carità, sarebbe strano se un ministro parlasse male dell'operato del proprio Governo, e in particolare del proprio Ministero. Tuttavia, con tutto il rispetto, gli argomenti del Ministro non mi sembrano all'altezza delle sue ambizioni.

Intanto, se le cose stessero come dice lui, non si capirebbe perché nelle previsioni del Fondo Monetario Internazionale (che trovate qui e che riporto di seguito) l'Italia risulti il Paese con le prospettive più catastrofiche:


In effetti, se la Francia (per scegliere un Paese confinante) avesse fatto uno sforzo sensibilmente minore del nostro, non si capirebbe per quale motivo le cose le starebbero andando marginalmente meglio che da noi.

Quindi, come dire, l'argomento di Gualtieri potrebbe essere confutato facendo notare che se veramente lo sforzo fosse stato grande, evidentemente sarebbe stato fatto nella direzione sbagliata. Resterebbero poi da riscrivere tutti i manuali di macroeconomia.

Per fortuna, però, l'argomento è falso: la macroeconomia che noi conosciamo continua ad essere valida, sono le cifre ad essere diverse.

La sintesi la trovate sempre sul sito del Fondo Monetario Internazionale, da cui traggo questo grafico:


In breve, le barre rosse sono l'importo (in rapporto al Pil) delle manovre di bilancio adottate in risposta alla crisi, mentre quelle blu si riferiscono a prestiti e garanzie (la "potenza di fuoco", cioè i soldi che dovrebbero metterci le banche). Qui le cose vanno in modo un po' diverso: in termini di manovra di bilancio, cioè, semplificando, di soldi che ci mette lo Stato, la risposta dell'Italia, in rapporto al Pil, è fra le più deboli, con quella della Francia, che però è un po' meno debole (il che spiega perché anche in Francia si prevede che le cose andranno male, ma meno che da noi). Sul lato promesse (prestiti che lo Stato garantisce, senza mettere le banche in condizioni di erogarli) noi, o meglio: Gualtieri, invece, è insuperabile. La barra blu più alta è la sua, e credo che questo lo renda fiero. Non so quanto tranquillizzi gli imprenditori, ma questo è un problema suo, visto che al governo per ora c'è lui, che sa come si fa...

Se vi interessano i dettagli, sono sulla pagina del Fondo Monetario dedicata alle risposte alla crisi da parte dei vari Paesi. Alla "I" di Italia trovate questo riassunto (che dovrebbe esservi noto e di cui posso confermarvi la veridicità):


Quindi: siamo partiti coi 25 miliardi del Cura Italia, cui (dopo la parentesi del Liquidità che si è preoccupato delle garanzie) si sono aggiunti il 15 maggio i 55 miliardi del Rilancio (che è in conversione): totale 80 miliardi, ovvero il 4,6% del Pil (1,4 + 3,2).

Alla "F" di Francia troviamo invece questo:


dove si racconta che le autorità hanno disposto in aprile un intervento pari a 110 miliardi (che è più o meno dove arriveremo noi alla fine di luglio), pari al 5% del Pil, estendendo un iniziale misura pari a 45 miliardi votata in marzo. Notate che stiamo tenendo fuori anche qui il discorso delle garanzie. Capite bene che il 5% del Pil ad aprile è una cosa diversa dall'1,4 a marzo più il 3,2 a maggio.

E in Germania com'è andata?

Alla "G" di Germania troviamo questo:

Un "antipasto" da 156 miliardi (il 4,9% del Pil), che venne servito il 23 marzo, cui si sono aggiunti il 3 giugno 130 altri miliardi (la famosa riduzione dell'IVA che il nostro Governo ha solo scimmiottato, creando più danno che altro).

Volendo, possiamo andare alla "N" di... Olanda (Netherlands):

dove vedete che fra misure di spesa e rinvii di entrate si arriva al 7.9% del Pil.

Naturalmente è difficile fare confronti in tempo reale, date le incertezze dei quadri normativi (bisogna distinguere fra quando le misure sono annunciate e quando sono implementate, e fra come le misure "partono" e come "arrivano"), ed è fra l'altro sul modo di annunciarle, queste misure, che il nostro Governo non ha brillato (come la vicenda dell'Iva, ma anche quelle dei vari rinvii delle scadenze fiscali, hanno ampiamente dimostrati).

Naturalmente in questa analisi siamo rimasti all'interno dell'Eurozona per carità di patria e per considerare situazioni direttamente confrontabili.

Conclusioni: il nostro Paese ha certamente fatto un grande sforzo. Quello di sopportare un Governo inefficiente, espressione di una maggioranza rissosa e avulsa dalla realtà.

Ricordo bene la faccia di alcuni senatori del PD, persone garbate e per bene di cui non faccio ovviamente il nome, quando a stretto giro dopo l'approvazione dello scostamento da 25 miliardi (per il Cura Italia) dovettero prendere atto dei 156 miliardi messi in campo dalla Germania. Erano sbalorditi: i 156 della Germania, rapportati al nostro Pil, corrispondevano all'incirca agli 80 che poi complessivamente abbiamo messo finora, che a loro volta erano parenti stretti dei 100 che stavamo chiedendo noi. Quando li chiedevamo, ci guardavano come matti. Ma dopo che la Germania aveva fatto a casa sua quello che noi chiedevamo a casa nostra, i colleghi rimasero frastornati: "Eh, ma noi non ci eravamo resi conto...". Loro, in effetti, no. Noi purtroppo sì, ma ora governano loro. Se almeno ci stessero a sentire...

Silver economy


(...nelle agenzie e nei servizi giornalistici ho visto le mie parole e non le ho riconosciute tutte. Ho pensato che fosse meglio mettervi a disposizione il video qui, perché qualche concetto espresso forse può esservi utile...)



martedì 23 giugno 2020

QED 93: quattro amici al bar

(...si ritorna ai QED lapidari, come erano in principio...)


Vi ricordate di quando qualcuno si chiese come mai l'Unione Europea fosse governata da un'istituzione che non aveva più legittimazione politica dei classici quattro amici al bar (pur avendo una maggiore capacità di cambiare il mondo; qui la versione per diversamente europei)?  Con il consueto ritardo di fase, che in questo caso è quotato a 1767 giorni (not bad!), oggi se lo chiede anche la prestigiosa stampa anglosassòne (NdCN: da pronunciare come Alberto Sordi quando doppia Oliver Hardy).

Potete essere fieri di essere qui e dovreste considerarlo un privilegio: quello di arrivare 1767 giorni prima, che, per chi se ne rende conto, è una bella opportunità. Io, a mia volta, ci ero arrivato perché questo blog mi aveva messo in contatto, e tutt'ora mi mette in contatto, con i massimi esperti mondiali di questi problemi, che ovviamente arrivano prima di me: sono un nano sulle spalle di giganti.

Con la stampa anglosassòne sappiamo cosa fare. Con l'Eurogruppo e i suoi editti dovremmo fare la stessa cosa, ma mi rendo conto che sia un po' più difficile. Io, ogni volta che sento dire "l'Eurogruppo ha deciso", allungo il numero dei giorni che passerò nel

Buio d’inferno e di notte privata
d’ogne pianeto, sotto pover cielo,
quant’esser può di nuvol tenebrata.

L'aveva detto uno che se ne intendeva: „Die Literatur ist überhaupt kein Beruf, sondern ein Fluch". Che poi, tradotto in italiano, significa beati voi...

(...dichiaro aperta la discussione generale: è iscritto a parlare Serendippo, ne ha facoltà...)

Una rapida considerazione sul debito italiano.

Qui ci sono i dati sul saldo pubblico primario (primary net balance) delle tre principali economie dell'Eurozona dal 1992 (anno della firma dell'infelice Trattato di Maastricht) al 2019, tratte dal World Economic Outlook dell'ottobre scorso:

France Germany Italy
1992 -24.196 0.152 10.647
1993 -42.178 -6.773 17.429
1994 -31.066 6.588 13.487
1995 -27.143 -119.622 30.268
1996 -10.479 -9.368 38.915
1997 -8.428 2.002 61.619
1998 6.686 9.773 50.952
1999 14.576 22.191 50.669
2000 18.473 25.384 42.427
2001 18.707 -8.65 31.219
2002 -8.677 -26.835 29.997
2003 -24.623 -23.445 19.809
2004 -18.401 -17.801 13.999
2005 -16.188 -19.436 3.379
2006 -1.147 17.92 11.13
2007 -3.061 66.81 49.49
2008 -12.246 56.534 33.863
2009 -95.664 -18.693 -16.193
2010 -91.912 -57.411 -1.347
2011 -55.222 30.912 12.889
2012 -53.23 51.083 33.629
2013 -40.517 41.967 27.778
2014 -39.766 53.312 22.026
2015 -38.473 61.835 22.077
2016 -40.137 66.803 20.788
2017 -25.982 67.519 21.331
2018 -21.352 85.973 24.497
2019 -44.403 60.385 24.878

Ricordo che il saldo primario è la differenza fra le entrate del bilancio pubblico e tutte le spese tranne quelle per interessi. Il segno negativo indica un deficit.

Noterete che, se escludiamo dal computo gli interessi (ingenti per i noti motivi), l'Italia è andata in deficit in due soli anni: il 2009 e il 2010.

Vi lascio quindi calcolare per esercizio la cumulata di questi saldi, fornendovi la soluzione. In Francia, i saldi cumulati ammontano a -716 miliardi, in Germania a 419 miliardi, in Italia a 702 miliardi.



Al netto degli interessi, l'Italia è il Paese che ha risparmiato di più, e infatti dal 1994 al 2007 il suo debito è sceso, arrivando dal 126% al 100% del Pil, nonostante l'eredità di tassi di interessi altissimi per gli standard attuali. Data la strategia di allungamento delle scadenze portata avanti con successo dal Dipartimento del Tesoro, ancora oggi il costo medio del debito, misurato grossolanamente come rapporto fra la spesa per interessi in un anno e lo stock di debito all'inizio dello stesso anno, è su valori relativamente elevati rispetto ai tassi prevalenti sul mercato. A titolo di esempio, nel 2019 la spesa per interessi è stata di circa 60 miliardi, che rapportati ai 2380 miliardi di debito esistenti a inizio anno danno un tasso medio ex post di circa il 2.5%. Per capirci, se il tasso medio fosse stato quello ottenuto alle aste del Btp decennale a inizio 2020 (0.94%) il "conto" degli interessi sarebbe stato molto minore (22 miliardi), e se invece fosse stato quello spuntato all'ultima asta (quella di inizio giugno, pari a 1.91%), il conto sarebbe comunque sceso a 45 miliardi.

Attenzione! Questo non è il ragionamento cretino di chi dice "avete fatto crescere la spesa per interessi perché è aumentato lo spread"! L'interesse pagato sui titoli è quello pattuito al momento dell'emissione e quindi lo spread in tanto influisce sul totale degli interessi pagati, in quanto influenza le ultime aste, che sono una frazione ridotta del totale del debito, tant'è che nonostante Borghi (!) la spesa complessiva per interessi continua a diminuire. Certo, se un maggiore spread si protrae per dieci anni, alla fine in media il debito costerà tutto di più, e questo è ovvio, ma il ragionamento che volevo fare qui non guarda al passato, ma al futuro, che è un futuro di tassi bassi e decrescenti.

Visto che tutti concordano nel constatare che ora i tassi di interesse sono a un minimo storico, e che ci resteranno ancora per un po', e visto che a differenza della Germania, dove oggi succede questo (veramente è successo da un po', ma il Corriere se ne accorge solo oggi), ieri succedeva questo, e più indietro nel tempo succedeva questo (e andando più indietro si trova dell'altro), l'Italia non ha mai fatto default e negli ultimi trent'anni ha il record di avanzo primario, non si capisce perché tanto nervosismo a proposito del debito italiano.

Certo, il debito crescerà, ma il suo rapporto al Pil crescerà soprattutto se, non facendo debito per far ripartire l'economia, ammazzeremo il Pil. A quel punto sì che il debito diventerà insostenibile, perché avremo eliminato la capacità dell'Italia di creare valore e quindi gettito fiscale con cui onorare i propri impegni (cosa che è sempre riuscita a fare). Una politica coraggiosa oggi servirebbe proprio a evitare problemi domani, anche perché ora i tassi sono bassi, domani chissà! Se i tassi dovessero riprendere a crescere, è chiaro che il momento di indebitarsi sarebbe ora! Ma in ogni caso, se la tendenza al ribasso permane, la spesa per interessi sarà destinata a diminuire e l'avanzo primario a trasformarsi in un avanzo tout court (ove lo si ritenga utile: sappiamo che non è necessario perché il rappporto debito/Pil diminuisca). In ipotesi, dopo dieci anni di interessi zero (posto che la situazione duri - e sappiamo che non durerà) il costo del debito sarebbe zero, e l'avanzo primario coinciderebbe con quello complessivo!

E allora, dobbiamo preoccuparci per uno Stato che dal 1992 ha risparmiato 700 miliardi, o per uno Stato come la Francia, che dal 1992 ne ha dilapidati altrettanti e che è in piena crisi da deficit gemelli?

A me questo sembra così evidente, ma forse sono strano io, che voi avete incautamente eletto, e avranno ragione i mercati, che voi non avete eletto, e che, a quanto si mormora nei corridoi, incapaci di usare il pallottoliere (e un minimo di prospettiva) come ho fatto io qui, ci infliggeranno un downgrade se non ci indebitiamo con il MES (cioè comandano, anche se voi non li avete votati, e fra l'altro comandano contro il loro interesse, dimostrando di non meritare il potere che si sono preso, perché la loro irrazionalità è ormai conclamata, e nel caso che qui ci riguarda si è manifestata quando hanno acclamato Monti, che ha fatto crescere il rapporto debito/Pil, come qui abbiamo detto da subito, e come qualche economista dalla non abbondantissima produzione scientifica ancora non ha capito).

Di una cosa però sono certo: al MEF non sono cattivi, non c'è nessun complotto. La subalternità ce l'hanno iscritta nella doppia elica del loro DNA, ed è, se vogliamo, il duale del loro sentirsi superuomini, del loro considerarsi una spanna sopra quei cialtroni degli (altri) italiani. Non bisogna mai dimenticare che la sinistra è fatta di italiani che si sentono superiori agli altri italiani in quanto eredi morali di quelli che hanno raccontato a se stessi di aver vinto una guerra che il Paese aveva perso, e che oggi legittimano la loro superiorità morale aderendo a quello che definiscono un progetto di pace (ignorando che la pace ce l'ha data l'aver perso una guerra), e millantando una buona accoglienza nei salotti europei - dove prendono solo sberle, senza mai restituirle! Certo, pensare che il tuo Paese sia fatto di cialtroni ti rende difficile, anzi: sgradevole e sgradito, difenderlo nelle sedi europee, soprattutto se perdi contatto con alcuni semplici dati come quelli che qui vi ho esposto e che, ne sono certo, nessun nostro governante né presente né passato ha mai opposto ai suoi "omologhi" europei, non per cattiveria, ma per ignoranza.

Sul futuro stiamo lavorando.

State saldi.

mercoledì 10 giugno 2020

Ad Ascanio detto Iulo (QED 92)

Oggi qualcuno mi ha ricordato che glielo avevo detto. Quindi ora farebbe meglio a non lamentarsi, perché più si lamenta più dà conto della sua incapacità di comprendere un testo scritto.






(...ah, sì, io non sono quello del parce sepultis, no, direi proprio di no... Ma voi, con qualche limitata e qualificata eccezione, mi volete bene anche per questo, vero? Viceversa, sono molto paziente, a differenza di voi. Quando segno qualcuno, so che prima o poi mi passerà davanti. Pensate che non sono mai andato a vedere il filmato che il guitto l'artista fece per deridere la mia chiamata. Ora l'ha chiamato mia sorella maggiore, quella che mena, Lacrisi, e non so perché, ma io trovo più umoristico questo banale dato di fatto di tanti sproloqui buonisti e bellaciaoisti. Ah, questo sia di lezione ai tanti di voi che hanno cercato di fargli capire qualcosa. Vedete? Non è necessario. Basta lasciar operare le dinamiche oggettive del sistema. Quanto a noi, l'importante è desistere...)

martedì 9 giugno 2020

Senza parole

Piano Colao: Lega, è collage nostri emendamenti (ANSA) - ROMA, 9 GIU - "La lettura del cosiddetto Piano Colao lascia esterrefatti. Quello che ci arriva a giugno inoltrato è un collage patinato di emendamenti proposti a fine marzo dalla Lega in sede di decreto Cura Italia". Così in una nota il Dipartimento economia della Lega. "Si va dalla abrogazione del codice degli appalti (emendamento 91.6 della Lega), alla compensazione dei crediti certi, liquidi ed esigibili verso la PA (emendamento 68.0.3 della Lega), al rinvio degli acconti fiscali (previsto dall'emendamento 71.0.4 della Lega), alla possibilità di avvalersi dei crediti in compensazione prima della presentazione delle dichiarazioni (emendamento 62.0.14), solo per citare quattro provvedimenti urgenti per tutelare la liquidità delle aziende e rimettere in moto l'economia da noi portati al tavolo del confronto Governo-opposizioni. Saremmo ovviamente lieti", proseguono gli economisti della Lega, "se il Governo finalmente accettasse queste proposte di buonsenso. Tuttavia va sottolineato che, dopo aver promesso a marzo ascolto, ad aprile il Governo ha bocciato in Commissione tutte le proposte che ora ci ripresenta. Evidentemente, l'Italia ha perso tre mesi solo per soddisfare la vanagloria di un premier che, incapace di visione propria, vuole assumere la paternità delle idee altrui. Per farsi perdonare questo ingiustificabile ritardo e questo ennesimo sfregio alla sovranità parlamentare, gli accoliti del Governo condiscono la loro minestra riscaldata con qualche parola d'ordine alla moda, ovviamente coniugata al futuro. La loro Italia sarà green, sostenibile, digitale, innovativa, inclusiva, ecc. Un Governo composto da quattro partiti di cui tre sconfitti alle precedenti elezioni non ha alcuna legittimazione per progettare, sia pure a chiacchiere, il futuro del Paese. Un Governo nato solo per escludere la Lega, cioè il partito di maggioranza relativa, non può più tenere in ostaggio e privo di risposte concrete un Paese che fronteggia un presente drammatico". SCA-COM 09-GIU-20 16:45



(...era molto più divertente intrattenersi qui con voi di problemi solo apparentemente più astratti, che farsi prendere in giro da questi sfollati usurpatori di democrazia. Riporto qui solo per dirvi che anche se non scrivo qui, scrivo, e scrivo per voi...)

mercoledì 3 giugno 2020

Il percorso

La vostra selezione, a esito della votazione indetta nel post precedente, è questa (ve la do in ordine di preferenza decrescente, e mettendo comunque in testa il primo post, che avremmo inserito per default):

1) I salvataggi che non ci salveranno.
2) Il romanzo di centro e di periferia.
3) Cosa sapete della Grecia (fact checking)?
4) Settanta anni di pace.
5) 1992: le lievi imprecisioni del Corsera.
6) Chi ci ha tradito e chi ci sta tradendo.
7) Svalutazione e salari (ad usum piddini): il mio 25 aprile.
8) Euro: una catastrofe annunciata.
9) Eurodelitto ed eurocastigo.
10) Stampare moneta (in sette Whatsapp più uno).

Pochi di voi hanno fatto esplicito riferimento al considerando numero 5, e pochissimi hanno motivato le loro scelte.

Naturalmente un autore è dei suoi lettori: voi siete liberi di leggere in quello che ho scritto quello che vi pare, e il problema di descrivere il mio percorso è un problema mio, non vostro!

Diciamo che se io dovessi descrivere il mio percorso in dieci mosse farei una scelta un po' diversa:

1) L'uscita dell'euro redux: la Realpolitik colpisce ancora, perché racconta come squarciai il velo di Maya, apprendendo dalla viva voce di Aristide quanto fosse fascista la natura del progetto europeo e come la sinistra si gloriasse di rivendicarla, con una tracotanza aristocratica tanto ributtante quanto ortogonale rispetto allo spirito della nostra Costituzione.

2) I salvataggi che non ci salveranno, perché fu il mio unico tentativo, abortito, di aprire un dibattito sul blog degli economisti comme il faut, cioè di quegli spregevoli conformisti dei miei colleghi, e perché pone in modo lungimirante tesi che, come sapete, i suddetti conformisti furono poi costretti a proporre come proprie (ovviamente senza citarmi, con l'onestà intellettuale che li contraddistingue).

3) Eurodelitto ed eurocastigo, perché è un buon esempio del lavoro che ho fatto con voi, e perché descrive uno degli innumerevoli incontri cui ho partecipato in cui il tradimento delle classi dirigenti di sinistra nei confronti del loro elettorato si palesava con tragica evidenza.

4) Un anno vissuto umoristicamente, perché descrive l'abietto episodio che mi motivò ad aprire questo blog, e documenta bene un errore da non fare quando hai di fronte un nemico di cui non conosci il potenziale offensivo. Loro lo hanno fatto, e io ora sono qui.

5) La solitudine, perché lì capii quando era forte e irreversibile il patto che ci legava.

6) Milano ladrona, Berlino non perdona, perché era un tentativo, credo coronato da successo (visto che vi scrivo da Palazzo Carpegna), di aprire nell'elettorato della Lega un dibattito su un punto cruciale: ogni Nord è il Sud di un'altro Nord.

7) La lezione greca e la sinistra italiana, che fu la presa d'atto di quanto sarebbe stato difficile, e probabilmente anche inutile, continuare a rivolgersi ad una classe politica i cui leader erano irrecuperabili.

8) Aspettando godo (2)..., perché documenta l'episodio che fece traboccare il vaso: la mia esclusione fascista e insensata dal convegno della sinistra di sinistra, motivata dal fatto che avevo parlato con Salveenee fasheesta. Da quel giorno fu per me chiaro che loro erano il Male e a me incombeva il compito di essere la cura.

9) Sul conservatorismo, perché è il post in cui vi annunciavo la mia scelta e le mie motivazioni.

10) La fiducia, perché testimonia che il patto scandaloso che ho stretto con voi non si è dissolto con la mia entrata in politica, che anzi è stata per molti di voi un esempio di militanza, una scelta di campo cui conformarsi.

Tranne il primo, sono tutti in ordine cronologico. Dei "vostri" salverei senz'altro il romanzo e la catastrofe annunciata. Su tutti gli altri ho delle riserve: ce ne sono di molto migliori, per convertire i piddini, di quelli che voi avete elencato, ma se voi foste in grado di convertire i piddini non verreste qui a lamentarvi di non esserci riusciti e non vi avrei consigliato, in tempi non sospetti, di desistere.

lunedì 1 giugno 2020

Goofynomics in 10 post (ci riprovo)

(...farsi capire è molto difficile e tra l'altro non è nemmeno detto che sia sempre utile. Comunque, i nostri avi ci tramandano che repetita juvant, e quindi ve lo ripeto in europeese, sul calco di una delle tante COM che ci arrivano sul tavolo...)



LE ALTE PARTI CONTRAENTI (cioè io)

Visto questo blog.

Visto il parere del suo autore (cioè io).

Considerando quanto segue:

(1) Il blog, con i suoi 2068 post, ormai supera, malissimo contate, le 16.309 cartelle, cioè (a 2000 battute per cartella), le 32.619.327 battute, cioè, a sette caratteri per parola (considerando uno spazio e considerando che tendo a usare parole un po' lunghette: la media fino a "lunghette" è di 6.13 caratteri a parola, mentre le statistiche danno medie leggermente inferiori), circa 4.659.903 parole, cioè 3,68 volte La ricerca del tempo perduto (da cui abbiamo saccheggiato interi passaggi).

(2) Non tutti si sono letti quattro volte Proust, e quindi, si magna licet, possiamo serenamente accettare che quasi nessuno si sia letto una volta Bagnai.

(3) Ribadito il fatto che non capire quanto si legge è un diritto fondamentale dell'uomo, per il quale l'Unione Europea si adopera con particolare alacrità scrivendo norme illeggibili, e che questo blog ha tutelato adottando un approccio particolarmente respingente e introducendo la categoria di beatitudine.

(4) Si rende quindi necessario definire dei percorsi di lettura che consentano ai nuovi lettori di accedere a un numero umanamente sostenibile di articoli del post, possibilmente legati da un filo conduttore.

(5) In particolare, si evidenza la necessità, allo scopo di aggiornare la sezione Per cominciare, di arricchirla con un percorso di lettura politico che illustri per quali motivi nell'attuale contesto europeo chi sia animato da un genuino spirito di solidarietà umana e sociale verso le classi più fragili e di reale apertura ed accoglienza verso gli altri popoli non possa che schierarsi con un partito conservatore.

(6) Questa esigenza è accresciuta dall'emergere di ripetuti e insistenti episodi di diffamazione del lavoro qui svolto da tutti noi, episodi che oltre ad avere una risposta nelle sedi giudiziarie competenti (laddove gli ultimi fatti di cronaca ci lascino ritenere che possa valerne la pena), deve avere innanzitutto una risposta sul piano culturale.

(7) Una precedente richiesta in tal senso rivolta alla comunità dei lettori ha generato un accesso inconsulto di beatitudine di cui al considerando numero 3, traducendosi in un ingestibile fritto misto di sconclusionate e verbose manifestazioni di affetto senza alcuna segnalazione di post, o nell'indicazione dei post più illeggibili perché più tecnici e meno politici, e quindi assolutamente inutilizzabili ai fini evidenziati dal considerando numero 5.

(8) L'analisi delle risposte ha evidenziato una netta preferenza per Il romanzo di centro e di periferia e per I salvataggi che non ci salveranno, nonostante fosse stato esplicitamente chiarito che quest'ultimo post, essendo il primo del blog, sarebbe comunque stato inserito in qualsiasi percorso di lettura, ed era quindi perfettamente inutile menzionarlo.

(9) Lo spoglio delle preferenze dei lettori ha portato a una lista di 96 post (incluso il primo, che era stato richiesto di non considerare), corrispondente statisticamente a 219.963 parole, cioè a un testo situato in termini di dimensioni fra Moby Dick e l'Ulisse di Joyce.

(10) Ribadito che chi non ha capito finora merita tutto (e in effetti lo sta avendo), ma che motivi di umanità vietano di imporgli un percorso di lettura così pesante.

(11) Ricordato che i 95 post elencati (96 meno il primo, che comunque si considera inserito nel percorso), sono, in ordine alfabetico:

1992 le lievi imprecisioni del Corsera
A rata der mutuo
Ad Ascanio detto Julo
Amatrice dormitio virginis
Audizione informale alla commissione finanze
Azincourt una storia europea
BDSM lampredotto
Brexit (again)
Brexit: qualche cifra
Caro Emiliano ti scrivo
Chi ci ha tradito e chi ci sta tradendo
Confidenza fra uomini di sinistra
Cosa sapete della grecia
Cosa sapete della produttività
cosa sapete della slealtà
Cronaca di una crisia annunciata
Debito e corruzione nel mondo
Declino produttività flessibilità euro
Dixit dominus
Do you remember me volume II
Endogenous money for dummies
Euro una catastrofe annunciata
Eurodelitto ed eurocastigo
Fu vera Gloria
I collaborazionisti
I lettori di copertine e il contenuto
I poverini sono pericolosi
I tassi schizzeranno
IDE quelli che l'euro ci protegge
Il buono, il brutto e l'azero
Il dividendo dell'euro reloaded
Il metodo Furbini
Il metodo juncker
Il metodo juncker e le neuroscienze
Il NO ai media
Il romanzo di centro e di periferia
Keynes vs Tabellini
Keynesianesimo per le dame 1
Keynesianesimo per le dame 2
La crisi, la svendita e micuggino
La dignità
La filosofia del piddino: inflazione e maieutica
la germania e la crisi dell'eurozona
la locomotiva d'europa
La notte di S. Lorenzo goofy4
La resistenza all'euro
La salute e la crisi
La vittoria di tsipras
L'aritmetica del debito pubblico
Lascienza
L'austerità fa male
Lavoro mobile o scala mobile
Le ricette veloci di Giampiero Friedman
L'errore del liberista
L'Europa lo vuole: Goofy su Byoblu
L'uscita dell'euro redux
Maastricht e l'aritmetica del debito pubblico
Mani pulite poteva funzionare?
Marina e Gianluca
Marshall-Lerner
Menzogna e verità
Mi faccio un regalo
MMT no grazie per ora
Monti fact checking
Non mi guardi in faccia il mio 24 marzo
One year later (Brexit)
Ortotteri e anatroccoli
Ortotteri e anatroccoli
PD delendum est
Per i coglioni
Perché le donne non fanno più figli
Piccolo dizionario per non passare
Premiata armeria hellas 1
Premiata armeria hellas 2
Produttività salari crisi logaritmi
QED 37 la germania riassunto per i politici
QED 52 la grecia al tempo della troika
QED 53
Qed 73 perché le donne non fanno più figli
QED fuoriserie
Quanto vale una rosa
Quelli che facciamo il referendum
Renxit: perché non votare PD
Se so magnati tutto frignolo
Sechiular staghnieiscion
Settanta anni di pace
Stampare moneta
Stampare moneta l'esperienza italiana
Sul conservatorismo
Svalutazione e salari ad usum piddini
Terza globalizzazione e primo maggio
The awanagana approach to monetary theory and policy
Una fastidiosa inutile caduta di stile
Vamva who
Zingy 3 cambio e autorazzismo

(12) I post elencati al considerando 11 saranno da qui in avanti definiti come i post "nominati".


HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1 - Votazione dei post più significativi. I lettori del blog hanno facoltà, a decorrere dalla pubblicazione del seguente post e fino alle ore 24 del 2 giugno 2020, di votare nei commenti in calce a questo post da un minimo di uno (perché zero non avrebbe senso) a un massimo di dieci post del blog scelti nella lista dei nominati di cui al considerando 11.

Articolo 2 - Cause di esclusione. I commenti recanti l'indicazione di ulteriori post, o non recanti l'indicazione di alcun post, saranno avviati serenamente allo spam.

Articolo 3 - Clausola generale europea. Alla fine farò come mi pare, ma grazie per averci creduto.

Fatto a Barrea il primo giugno 2020.



(...domani è la festa della Repubblica, e io sarò in piazza ad Avezzano. Date un senso a questa lieta ricorrenza aiutandomi a selezionare con intelligenza - la beatitudine non va sottovalutata, ma qui occorre intelligenza, che non è intelliggenza, ma di questo parliamo un'altra volta - i post che possano aiutarci a de-piddinizzare quei nostri fratelli che attualmente vacillano. L'importante è desistere, e questo ve l'ho insegnato io, ma ogni tanto può essere utile anche insistere...)

domenica 24 maggio 2020

Notizie dal fronte

Pregiatissimo Senatore Alberto Bagnai,

Mi chiamo WhFsg Sdsjsk, ho 48 anni, vivo da qualche parte e svolgo l'attività di Consulente Finanziario dal 1991, sono coniugato ed ho un figlio.

Sono un elettore della Lega ed un Suo personale estimatore.

Mi permetto di disturbarLa  scrivendoLe questa lettera in merito al Decreto Liquidità, ed in particolar modo alla possibilità di accedere al finanziamento agevolato di 25.000,00 euro. Le confesso che sono rimasto molto amareggiato dal diniego avuto per la mia richiesta di finanziamento.

Alla fine di Aprile, ho presentato la richiesta alla banca, la quale in tempi molto rapidi ha deliberato l'operazione senza intoppi, ma poi  al momento dell'erogazione, la richiesta è stata bloccata in quanto il codice Ateco dei Consulenti Finanziari non è inserito nell'elenco di quelli che possono beneficiare di questo tipo di intervento.

Egregio Senatore, noi Consulenti Finanziari abbiamo un ruolo sociale rilevante, forse poco pubblicizzato e conosciuto, seguiamo i nostri clienti e le loro famiglie, spesso da decenni, con competenza. disponibilità di tempo illimitata, dedizione ed abnegazione. Stiamo loro vicino, abbiamo pianificato negli anni le loro esigenze, supportati nelle scelte decisive della vita, come l'acquisto di immobili, la pianificazione successoria, il passaggio generazionale, il matrimonio dei figli, la serenità per la vecchiaia.

E poi le crisi, come quella che stiamo vivendo adesso, non soltanto a livello sanitario; li abbiamo chiamati, rassicurati, abbiamo loro scritto decine di email, abbiamo spiegato cosa stava accadendo, li abbiamo ascoltati togliendoli dall'emotività e dalla paura e persuasi a non effettuare scelte irrazionali in momenti difficili, come gli ultimi due mesi.

Siamo in trincea: negli ultimi mesi abbiamo consigliato l'acquisto di assets finanziari italiani per sostenere la nostra economia: Titoli di Stato Italiani, Azioni e Fondi di Investimento che investono sul mercato azionario italiano, cartolarizzazioni di PMI per dare liquidità al sistema imprenditoriale italiano, mi dica Lei se non stiamo svolgendo un delicato lavoro di supporto al nostra amato Paese.

Proprio in questi giorni, in queste ore personalmente, sto chiamando tutti i miei clienti per il collocamento del BTP Italia Covid 19 che inizierà lunedì.

Durante questa crisi il  fatturato è diminuito e sono certo che diminuirà sensibilmente nei prossimi mesi, non soltanto a causa del decremento causato dalla turbolenza e dal calo dei mercati finanziari, ma soprattutto a causa dei disinvestimenti che stiamo effettuando e che effettueremo per i nostri clienti imprenditori, i quali metteranno mano al proprio patrimonio personale per far sopravvivere le loro creature imprenditoriali.

La categoria professionale dei Consulenti Finanziari ancora una volta non inserita con gli ultimi emendamenti nell'elenco degli aventi diritto ai finanziamenti agevolati garantiti, sono invece stati inseriti soltanto gli Agenti Assicurativi, i Broker ed i Subagenti.

Mi pare di capire che il tema sia che la categoria venga assimilata alle banche ed agli intermediari finanziari puri a cui sono inibiti dalla UE gli aiuti di Stato.

Ma non è per niente così....

I Consulenti Finanziari sono delle microimprese con partita iva, che hanno mandati finanziari ed assicurativi, sono iscritti al Registro Unico Intermediari Assicurativi dell'Ivass, e la categoria ha avuto accesso al bonus di 600,00 euro in quanto equiparati anche agli agenti di commercio.

Sono certo che, conoscendo la Sua attenzione all'economia dell'Italia ed al Paese che produce e che investe, possa far presente al Governo che vengano rimossi gli impedimenti che al momento non ci consentono di accedere al suddetto finanziamento agevolato previsto per continuare a lavorare con serenità, a beneficio dell'attività professionale di supporto alle decine di clienti che seguo quotidianamente da trenta anni.

Grazie, un caro saluto e buon lavoro.

WhFsg Sdsjsk




«Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki [...] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo

(Josif Stalin)





(...un esempio fra tanti. Poi c'è la barbarie di chi se la prende indiscriminatamente con #aaaaabolidiga - mi raccomando: con cinque "a" progressivamente più strozzate in un accesso di livore e di invidia sociale inconsulto e incontenibile - e di chi non sa riconoscere una vera casta quando la incontra. Cercheremo di fare il possibile per far intendere ragione ai piccoli Stalin in pochette, ma il loro disegno è chiaro: risanare il Paese, che secondo loro significa anche e soprattutto colpire le piccole imprese "improduttive" e i ceti professionali "parassitari", coi risparmi delle vittime. Ora, la mia domanda è: posto anche che molti abbiano, perché se li sono guadagnati, i dieci o i ventimila euro necessari per provare a riaprire - e spesso ne servono di più - perché mai ce li dovrebbero mettere loro? Vogliamo dire che è colpa loro se lavorando onestamente se li sono guadagnati? Il senso qual è? Supponiamo, ancora una volta, che il reddito di sussistenza sia 10 e prendiamo due persone, di cui una guadagna 10 e l'altra 12. Supponiamo che la crisi abbatta del 10% i redditi di entrambi. Quello che guadagna 10 va a 9, quello che guadagna 12 va a 10,8. Che faccio? Certo, quello che finisce sotto la soglia di sussistenza devo aiutarlo, ma... l'altro no? E perché!? Non è mica colpa sua se ha di più! Lo scopo qual è? Salvare tutti, o portare tutti a un reddito di sussistenza? Mi sembra chiaro che lo scopo di questo Governo sia il secondo: portare tutti a un reddito di sussistenza, portare a termine l'eutanasia della classe media accompagnandoci verso una società neofeudale, dove il "terzo settore", la nuova ecclesia laica, si occuperà di soccorrere gli indigenti - lucrandoci - e i salvati (che saranno meno di quanto credono oggi) si arroccheranno in compound sorvegliati da guardie armate. Tutto bellissimo, per carità, se non fosse che è inerentemente instabile... Ma a loro non frega niente: non hanno visione, non hanno capacità di elaborare scenari. Centellinando e ostacolando gli aiuti, vi impongono una patrimoniale mascherata che, a questo punto forse va detto, legittima ex post chi si è costruito buffer di liquidità in qualsiasi modo lo abbia fatto. Perché se chi governa attenta alla vita dei governati, al futuro delle loro famiglie, difficile non legittimare una estrema difesa. La vera evasione, intanto, prosegue indisturbata, fra l'una e l'altra sparata demagogica sui paradisi fiscali e sugli olandesi cattivi... che in realtà nessuno di quelli che governano vuole realmente indurre a diversi consigli, per motivi che, dall'esterno, possiamo solo intuire! Così è, se vi pare...)

In memoriam

L'Europa ha dimensioni ottime per uno Stato? Probabilmente no. L'"Europa" (intesa come l'insieme dei membri dell'Eurozona) non sarà mai uno stato nazionale, ma potrebbe diventare qualcosa di simile a uno stato federale. Molti sostengono (correttamente) che una qualche forma di unione politica sia necessaria per rendere sostenibile l'unione monetaria. Altri sostengono la linea più netta secondo cui l'unione monetaria è semplicemente un passo verso il vero obiettivo: l'unione politica europea. Direi che questo obiettivo è antistorico. Nel 1946 al mondo c'erano 74 paesi, e oggi sono 192. Più di metà di questi paesi sono più piccoli del Massachusetts. Nel 1995 87 paesi avevano meno di cinque milioni di abitanti.

Le dimensioni ottime di un paese possono essere concepite come il risultato di un compromesso. Da una parte, i paesi piccoli hanno il vantaggio di un basso grado di conflittualità e di una relativa convergenza delle preferenze. Dall'altra, i grandi paesi hanno diversi vantaggi, fra cui annoveriamo le economie di scala nella fornitura di beni pubblici, la protezione dagli shock esterni, e le dimensioni del mercato. Tuttavia, a mano a mano che il mercato diventa più aperto, uno dei principali benefici dell'essere un grande paese diventa molto meno importante. Un paese non deve essere grande per aprirsi al mercato. Quindi la tendenza verso la riduzione delle dimensioni medie di un paese è perfettamente comprensibile in un ambiente di liberalizzazione del commercio. Perché mai un paese dovrebbe volersi rinchiudere in un'unione politica quando potrebbe essere piccolo, beneficiare di libertà di indirizzo politico, e commerciare pacificamente con resto del mondo? Non c'è bisogno di integrazione politica se c'è integrazione economica. L'integrazione economica dovrebbe procedere di pari passo col separatismo politico, come ho argomentato con Enrico Spolaore e Romain Wacziarg. L'Europa sta andando nella direzione opposta.

[...]

L'unione monetaria è utile per garantire la pace in Europa? Si dice spesso, sia nei media sia in ambito scientifico, che i costi e benefici dell'unione monetaria sono banali in confronto con l'autentico vantaggio politico dell'Unione Europea: quello di impedire conflitti militari distruttivi come quelli che condussero alle due Guerre mondiali. Questo argomento non mi sembra convincente ed è probabilmente errato. Si potrebbe anche argomentare che in effetti la probabilità di tensioni conflittuali rischi di aumentare se diversi paesi sono costretti a coordinare le loro politiche e a cercare compromessi su vari temi a causa di una unione monetaria non necessaria. Un sistema di libero scambio, accompagnato dall'indipendenza nazionale nella scelta dell'indirizzo politico, potrebbe essere più appropriato per promuovere interazioni pacifiche. Come minimo, questo ragionamento è tanto convincente quanto il suo opposto. Vorrei anche notare che considerando gli ultimi vent'anni, l'animosità fra paesi occidentali è stata raramente tanto alta quanto nei mesi recenti, mentre l'unione monetaria sta diventando una realtà.

[...]

Vorrei osservare che nei recenti progressi verso l'unificazione europea gli elettori spesso sono stati meno entusiasti dei loro politici. Questa osservazione solleva qualche dubbio sulla sostenibilità politica del processo di integrazione e indica che, in questo caso, i cittadini europei sono stati più prudenti dei loro leader.



(...qui, a p. 301...)

(...comunque la pensiate, ci lascia un pensatore politico coraggioso e preveggente, un genuino interprete del pensiero liberale. Si può essere in disaccordo con questo pensiero, e io stesso, da keynesiano, mi sono trovato in polemica con alcune sue degenerazioni, ma non si può non riconoscere che quando esso si esprime in modo genuino e libero da condizionamenti, come in questo caso, appoggiandosi ai dati, raggiunga una coerenza interna e una capacità di lettura e di previsione delle dinamiche del reale che generalmente non troviamo nei pensatori cosiddetti progressisti, nonostante in teoria dispongano di strumenti di analisi della realtà ugualmente potenti. Vi chiedo, come ci verrebbe chiesto in aula, un minuto di silenzio...)

martedì 12 maggio 2020

Rapidissimo commento sul MES

Solo una brevissima annotazione, anzi, sarò generoso, due (da inserire nella categoria "Come funziona").

Primo: credo vi sia evidente, e ancor più lo sarebbe dopo attenta delibazione della lettura consigliata nella diretta di ieri, che il MEF se n'è andato dritto per la sua strada e che anche se fossimo stati in posizione di governo, dati i rapporti di forze, non saremmo riusciti a evitare la richiesta di accesso al MES (che a questo punto si delinea come cosa già decisa da tempo), così come non eravamo riusciti ad evitare il preventivo assenso politico alla modifica (poi non portata a termine) del Trattato. Due pezzi di una strategia complessiva, perseguita da oltre un decennio dai nostri fratelli tedeschi, con il convinto sostegno di alcuni italiani, per portare l'Italia "sotto programma", come si suol dire. Ma la responsabilità politica di questa scelta non è nostra, perché siamo per precisa scelta all'opposizione: la responsabilità è dei 5 Stelle, che dovranno gestirla. Il PD nemmeno lo nomino, tanto si sa...

Secondo: credo vi sia anche evidente che senza questa opposizione non ci sarebbe stato nemmeno un dibattito. Come in altre occasioni (pensate all'Unione Bancaria, cioè al bail in), il Paese si sarebbe legato le mani senza che nessuno di voi potesse avere una minima occasione di apprezzare quanto stava accadendo. Invece il dibattito c'è stato, abbiamo visto le voci a favore (Bufacchi, Caprarica, Sabatini,...), abbiamo visto quelle contrarie (Fitoussi, Giavazzi, Mangia, ecc.), sono tutte registrate, e direi che possiamo passare oltre, nel rispetto di tutte le opinioni, anche di quelle di chi non rispetta i fatti, o forse, semplicemente, non ha gli strumenti culturali e professionali per accertarli.

Ma le opinioni sono sacre, tutte...

Registriamole quindi tutte, e per ora chiudiamo il dibattito. Lo riapriremo, però, quando sarà chiaro chi aveva ragione e chi aveva torto. A quel punto, evidentemente, sarà finalmente possibile, e per certi versi sarà anche necessario, trarre delle conclusioni. Ma sarà stato possibile solo perché questa opposizione si è opposta. So che per molti di voi questo non è "qualcosa". Ma appunto, questa è una vostra opinione...



(...inutile dire che io so come andrà a finire: ma non voglio rovinare la sorpresa, né sembrare eccessivamente supponente, a chi non mi conoscesse. A chi mi conosce, dico che non vedo motivi per cui non vada a finire come tutte le altre volte...)

lunedì 11 maggio 2020

Il piano B

"B" come bozza.

Come tappa necessaria del vostro percorso di riavvicinamento alla realtà, mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione un dato che dovrebbe essere evidente: è estremamente difficile tenere segreto un documento di una minima complessità (come un decreto), per il semplice motivo che a un documento simile devono necessariamente lavorare decine di persone, che devono coordinarsi fra loro e avvalersi del consiglio di decine di altre persone.

Mi rendo conto che per voi, abituati da tempo a considerare l'esercizio del potere come atto monocratico di quella che in tavernese stretto potremmo chiamare aaaaabolidiga, vista come un unicum indistinto e animato da una singola e ben definita volontà (un po' come la Germagna o aaaaCina), questo sia veramente difficile da concepire. Dice: "Conte fa er decreto! Ma nun pò tenello pe' ssè?". Il livello, ahimè, è questo, e la democrazia deve essere veramente molto bella, se riusciamo nonostante tutto ad amarla...

Eppure, guardate intorno a voi!

Quanto è difficile mettersi d'accordo in famiglia, in coppia, o anche semplicemente con se stessi!? Ogni aggregazione umana, anche quella composta da un singolo individuo, è un coacervo di interazioni (al limite con se stessi) e di conflitti (al limite, di dissidi). Si evidenziano ruoli e posizioni distinte, che alla fine vanno espresse e mediate per venirne a una. Pensa poi quando, oltre a venirne a una, occorre anche formalizzarla, sottoporla a approvazione politica (non necessariamente in sedi formali), ecc. Quanti passaggi! E ognuno di questi passaggi è una fonte di possibili "leaks", come oggi si chiamano, tanto più in un mondo in cui il giornalismo, avendo chiaramente abdicato, per manifesta inadeguatezza, alla sua potenziale funzione di fornire analisi e prospettiva (un grafico come quello del post precedente non lo troverete mai in un giornale), si è ridotto al commérage, al pettegolezzo di vicinato, allo stenografico del buco della serratura (chi ha pensato male si vergogni!), insomma: al retroscena, e tanto più in un mondo in cui l'apparire (sul giornale) fa premio sull'essere.

Quindi qualcuno disposto a spifferare qualcosa per avere un posticino di favore in qualche trafiletto si trova sempre (e quello che fa sclerare gli operatori informativi è che invece a qualcun altro di apparire non importa proprio nulla, avendo da tempo totalmente disintermediato il rapporto con i lettori).

Su questo vorrei innestare un paio di considerazioni.

La prima è che, ovviamente, di segretezza non ha proprio senso parlare quando violarla è vantaggioso. Un caso di scuola è la tatticuccia del Governicchio, che ad ogni decreto manda in giro bozze su bozze per ottenere gratis due servizi: sui social media la correzione dei principali errori materiali, e sui media tradizionali un gigantesco sondaggio. Quello che non apprendono dalle categorie produttive che non incontrano lo apprendono dalle grida che (giustamente) si levano dai media al riscontro della sciatteria e dell'involontario (?) sadismo di certe norme.

P.Q.M.

come dicono i giuristi, io non commento mai, ma proprio mai mai mai, le bozze, e anche se ovviamente mi arrivano, e per riguardo al mio ruolo mi arrivano prima che agli altri, non le diffondo. Decreto è quando esce in Gazzetta. Da quel momento è anche legge, immediatamente efficace, ed è opportuno che da allora, non da prima, i fenomeni che ci governano e i cittadini che hanno votato i partiti di maggioranza si confrontino con la realtà. Noi non facciamo ostruzionismo, come dicono certi operatori informativi scarsamente familiari con i regolamenti parlamentari, ma da qui a chiederci di lavorare gratis per il regime credo che ne corra.

Ognuno si prenda le sue responsabilità!

La seconda considerazione l'abbiamo già svolta in occasione della Brexit. Come ricorderete, alla mia richiesta fatta nella primavera del 2016 se la Commissione stesse considerando i possibili impatti macroeconomici del dopo-Brexit, la risposta di un funzionario fu che dalla fine del negoziato con Cameron gli uffici tecnici della Commissione avevano smesso di studiare questi impatti, per il semplice motivo che inevitabilmente qualcuno del gruppo di lavoro avrebbe parlato, e così facendo avrebbe palesato il fatto che la Commissione considerava possibile la Brexit, dando un segnale politico inopportuno. La retorica politica era infatti quella negazionista, as usual: TINA (there is no alternative), abbiamo solo un piano A. Ammettere l'esistenza di un piano B (come Brexit), ovvero: considerare la Brexit come un'alternativa possibile, avrebbe indebolito sul piano negoziale la Commissione. La morale della favola la traemmo all'epoca, ed era che "organizzazioni mastodontiche sono condannate ad arrivare impreparate agli appuntamenti con la SStoria".

Questo vale sempre, e l'odierno dibattito su un decreto che non c'è dovrebbe darvene sufficiente prova.

Se per un attimo uscite dalla cornice (frame) in cui i nemici della democrazia vi hanno costretto, se per un attimo vi guardate intorno, e riportate alla scala di organizzazioni come il MEF (un singolo ministero che da solo "fa provincia", come dicono a Roma) la complessità decisionale del vostro vivere quotidiano, se cortesemente, non per fare un favore a me, ma a voi stessi, smetteste di ragionare in termini di aaaaaaboledega e ibolitisci, immediatamente comprendereste che le cose non stanno come nei modelli di quegli altri fascisti intrinseci che sono gli economisti neoclassici, modelli in cui un singolo decisore razionalmente sceglie fra una serie di contingency plans ognuno dei quali ha una ben precisa e ben nota distribuzione di probabilità.

Le cose stanno in un altro modo, stanno come le racconta Rilke nei Quaderni di Malte Laurids Brigge che vi leggevo qualche sera fa. La realtà è "indescrivibilmente particolareggiata".

E quindi?

E quindi chi vi parla di piani B nel migliore dei casi non sa quello che dice.

E anche questo dibattito lo consideriamo chiuso qui, perché non c'è molto da replicare, né da commentare. Un semplice: "Grazie, non ci avevo pensato!", o anche "Grazie, non mi ero accorto che ce lo stai dicendo da almeno quattro anni!" sarà sufficiente, ma non è necessario.


(...e nel peggiore?...)

domenica 10 maggio 2020

Il decreto "Rilancio" in prospettiva

(...seguendo una tradizione consolidata di questo blog, mettiamo le cose in prospettiva. Lo abbiamo fatto tante volte, ad esempio qui, qui, qui, e qui...)


Dal tono di tanti commentatori e di tanti politici mi par di capire che l'entità della tragedia che stiamo vivendo non sia ancora chiara ai piani alti, quelli abitati da chi ha voce. Lo è agli uomini del sottosuolo: partite IVA, operai, agricoltori, pescatori, ecc., che però non hanno voce, anche perché in questo periodo andare in giro a manifestare può dimostrarsi pericoloso per la salute, non a causa del virus, ma di modi non ortodossi di gestione del dissenso.

Vorrei dire agli uomini del sottosuolo che gli uomini dei piani alti non necessariamente sono cattivi, e non è nemmeno che siano tutti stupidi. Per capire l'economia bisogna averla studiata: solo così sai dove trovare i dati, come presentarli, e come interpretarli, lavoro che qui abbiamo imparato a fare nei lunghi anni, con amici come quello del post precedente.

A beneficio di chi è intellettualmente curioso, metto in prospettiva le vicende attuali usando le Statistiche storiche della Banca d'Italia e l'ultima edizione del World Economic Outlook Database.


(...per i precisazionisti, ho utilizzato la serie del Pil ai prezzi di mercato a valori concatenati del 2010 fornita dalla Tab. 03 del foglio Excel di Banca d'Italia, e l'ho prolungata coi tassi di crescita forniti dal World Economic Outlook, prendendo come anno di partenza il 2015, perché dal 2016 i tassi di crescita dei dati Bankit e Fmi differivano - per il semplice motivo che la serie secolare Bankit non è sufficientemente aggiornata, mentre i tassi di crescita forniti dal Fmi sono aggiornati ogni sei mesi...)


Nel primo grafico vi mostro, in tutto il loro splendore, centosessantuno anni di Pil italiano (dal 1861 al 2021):


Quello che è successo a partire dalla crisi Lehman in poi si manifesta come un episodio abbastanza evidente su scala secolare. Ma sapete bene che un grafico di questo tipo è ingannevole: è il tipico grafico con cui un giornalista cercherebbe di impressionarvi, e ci riuscirebbe, ma solo con alcuni di voi: quelli che non si ricordano che 1 è il 10% di 10 ma l'1% di 100.

In pratica, una incisione come quella causata dalla Seconda guerra mondiale, a metà del grafico, sembra relativamente minore rispetto al disastro che vediamo negli ultimi anni, ma le cose non stanno così: gli 83891 milioni (di euro ai prezzi 2010) di Pil persi fra 1939 e 1945 oggi corrisponderebbero a circa il -5% del Pil, ma allora corrispondevano a quasi il 50% (a spanne: in realtà al -43%, ma ci siamo capiti; i feticisti dei decimali possono scaricarsi i dati e calcolare le percentuali fino all'ordine di futile precisione desiderato).

Chi mi segue sa che per evitare questa illusione ottica bisogna utilizzare la scala logaritmica. Dato che il logaritmo "schiaccia" di più i valori alti di quelli bassi, le variazioni dei logaritmi, a differenza di quelle dei dati originali, corrispondono a variazioni percentuali: in scala logaritmica, un uguale incremento del grafico è un uguale incremento percentuale della variabile rappresentata.

Eccolo qua:


Qui si capisce che in effetti la Seconda guerra mondiale è stata un'altra cosa. D'altra parte, però, occorre un occhio esperto per apprezzare la gravità della situazione attuale. In effetti, un occhio non allenato non percepisce, perché è quasi impossibile, un dato significativo. Quale? Questo:


La recessione prevista per quest'anno, nella stima del Fmi (-9.1%), che quasi certamente si rivelerà ottimistica (sappiamo come lavorano), è la più grave nell'intera storia italiana, fatta eccezione, ovviamente, per la Seconda guerra mondiale. Lo si vede bene grazie alla griglia del grafico. Se seguite la retta orizzontale all'altezza -10 vedete che essa non viene mai raggiunta, tranne che durante la Seconda guerra mondiale (quando viene superata verso il basso) e quest'anno.

L'ottimismo è il sale della vita e il metodo di lavoro del Fmi. Da dove essi traggano la certezza che la ripresa sarà a V (cioè che nel 2021 cresceremo del 4.7%) non so dirvelo. Dopo l'ultimo tonfo, quello del 2009, che fu del -5.6%, l'anno dopo si crebbe dell'1.6% (recuperando nemmeno un terzo del tonfo, non più della metà). Personalmente sono molto meno ottimista, perché oltre all'economia reale esiste anche quella finanziaria. L'approccio scelto per fronteggiare la crisi, basato sul far indebitare gli Stati perché questi facciano indebitare le imprese allo scopo di pagare le imposte agli Stati a fronte di zero fatturato, non prelude a nulla di buono. Questa montagna di debiti franerà, e così, dopo il 2020, verrà un altro 2009, e naturalmente, grazie al MES, un'altra stagione di austerità, ecc.

Ma facciamo un'ipotesi intermedia: bandiamo sia il pessimismo della ragione, sia l'ottimismo da oca giuliva del Fmi, e facciamo una ragionevole ipotesi, visto che siamo nell'Eurozona e che le regole assurde che ci governano sono state sospese solo per la durata della crisi (durata che sarà decisa altrove). Immaginiamo che dall'anno prossimo l'Italia torni a crescere al tasso medio di crescita che ha realizzato da quando è nell'Eurozona, escludendo, ovviamente, quest'ultimo anno catastrofico. Questo tasso di crescita è pari allo 0.44% annuo.

Con questo tasso, lo scenario che si prospetta è questo qui:


Nel 2050 saremmo finalmente tornati al livello di Pil del 2007. Nota bene: ho detto saremmo (condizionale), non saremo (futuro), perché non penso che le cose andranno necessariamente così. Questo esercizio serve a farvi valutare gli ordini di grandezza. In realtà, penso che le cose andranno un po' meglio, ma solo se ci libereremo delle regole europee, e naturalmente (questo ve l'ho già detto) dopo che saranno andate molto peggio. Non è cioè detto che abbiamo toccato il fondo, dato che, come è chiaro a chi vuole intendere, l'austerità non è solo nel nostro passato, ma anche, grazie a 5 Stelle e PD, nel nostro futuro.

Ma questo chi ha avuto la sfortuna di capitare qui lo sa già da tempo (e infatti qualcuno è espatriato)...

Good night and good luck!

sabato 9 maggio 2020

La fiducia

Professor Bagnai sono anni che ho fiducia in lei, come lei vengo dalla sinistra a 15 anni entravo all'Ansaldo a Genova era il 1971 Luigi Longo era segretario del partito comunista. Poi 22 anni dopo non mi riconoscevo più in questa "sinistra " frequentata da miliardari personaggi di cui non voglio neanche citare il nome, speravano di avere una banca. Nel frattempo mentre loro si lanciavano in scalate finanziarie e grandi battaglie per i diritti civili, le persone normali perdevano il posto di lavoro si ritrovavano sempre di più a fare fatica ad arrivare a fine mese. Per un periodo sono rimasto come un coglione conquistato da certi talk televisivi che più li segui e meno capisci, poi un bel giorno vagando su YouTube ho visto... non un suo video ma il professor Barra Caracciolo e li mi si è aperto uno spiraglio di luce, poi mi sono imbattuto in un suo video e li grazie alla sua chiara esposizione dei problemi che la moneta euro aveva creato al nostro paese ho continuato a seguirla nonostante i mal di testa che mi procuravano certe sue spiegazioni. Ho la terza media, più che media direi small: c'è chi esce col bacio del rettore ed insegna, io sono uscito con il calcio in culo e son finito alle professionali. Quindi si può immaginare la confusione, da l'europa che ci protegge l'europa che ci elargisce i fondi europei e che noi Italiani non riuscivamo a spendere, a noi contributori netti. E poi, Borghi voi due insieme mi avete spinto ad andare sui siti di Banca d'Italia, Fondo monetario ecc ecc a cercarmi le informazioni con fatica incertezze arrabbiature ma adesso riesco a controllare le informazioni. Pensi pare che Cottarelli e Moavero si siano accorti che il MES light può diventare heavy dopo, io lo sapevo già! Grazie a lei quindi grazie e buon lavoro Onorevole.





(...solo una precisazione: lo sapevano già anche loro...)

(...quanto al resto, i Leuropei possono buttare, come stanno facendo, un pozzo di soldi per la loro propaganda, ma non possono trasformare l'Unione Europea in un babà col rum delle loro fake news. La verità ha una sua intima forza persuasiva, contro cui le controverità dei professionisti della persuasione si infrangono come uova marce sul granito. E non potete farci niente, cari, proprio niente: nemmeno cambiare mestiere...)

giovedì 7 maggio 2020

In sede consultiva (Maastricht)

Commissione I (Affari Costituzionali)

Giovedì 15 ottobre 1992, ore 12,05 - Presidenza del Vicepresidente Nicola SAVINO

Disegno di legge:
Ratifica ed esecuzione del Trattato sull'Unione Europea con 17 Protocoli allegati e con atto finale che contiene 33 dichiarazioni, fatto a Maastricht il 7 febbraio 1992 (1587).

Parere alla III Commissione (Affari esteri)

(Seguito dell'esame e rinvio).

(omisssis)

Il deputato Raffaele TISCAR (gruppo della DC) osserva che l'esame del disegno di legge di ratifica del Trattato di Maastricht suscita talune perplessità. Premesso che è un sostenitore convinto della necessità dell'integrazione europea, rileva tuttavia che il Trattato di Maastricht si fonda sul primato dell'economia rispetto alla politica. Ciò rappresentano il fallimento di un grande ideale politico, cioè quello di un'Europa politicamente unita: di fatto, l'Europa sta sorgendo invece soltanto sulla comunanza di interessi economico-monetari ma l'interesse economico, a suo giudizio, non riesce a supportare quello politico. Il Trattato di Maastricht registra un deficit di democrazia in quanto allontana dal consenso dei cittadini le sedi decisionali, essendo le istituzioni europee sedi di decisione ancor più lontane dai cittadini rispetto a quelle nazionali e tutto ciò è in contrasto con la tendenza oggi prevalente a realizzare un avvicinamento delle istituzioni ai cittadini. Inoltre il governo della moneta è completamente separato dalla politica: si pensi che in Germania il cancelliere non riesce ad avere un controllo sui tassi di interesse. La storia dimostra che il governo della moneta deve essere connesso a quello della politica e dell'economia: uno sganciamento è molto pericoloso non solo per le conseguenze economiche, ma soprattutto perché le decisioni delle autorità monetarie sono del tutto avulse dal consenso dei cittadini. Tutto questo non favorisce l'unità europea.






(...la lettura degli atti parlamentari riserva sorprese affascinanti e ci conferma nella nostra consapevolezza di non essere particolarmente originali. Ma torniamo all'attualità: nel frattempo sono uscite le linee guida sul Pandemic Crisis Support del MES. Surprise, surprise! Il nostro debito è perfettamente sostenibile! Ve lo sareste mai aspettato? Bè, intanto ora c'è un governo credibbbbile: con un premier che a inizio febbraio dice che il COVID 19 non è contagioso, un ministro della giustizia che libera carrettate di mafiosi di un certo rango, una ministra dell'agricoltura che ha in mente solo loro, una ministra dell'innovazione o di quel che l'è che serena come l'arcobaleno spiffera che l'app che ci protegge dal #viruscheuccide è stata scelta dai servizi segreti (per carità, ci possono essere mille buoni motivi per questo modus operandi: il problema è lo spiffero!...), un commissario per l'emergenza che litiga col capo delle task force e blocca ovunque le mascherine che le imprese si sono procurate per fatti loro, ecc. La credibilità, come vedete, abbonda!

Ma c'è anche un altro piccolo dettaglio: secondo l'articolo 13, comma 1, lettera b del Trattato istitutivo del MES, se il debito italiano non risultasse sostenibile, non ci sarebbe consentito indebitarci col MES! Capito, no, come funziona? La sostenibilità è una decisione politica, perché dipende da quello che la Bce deciderà di fare. Quello che succederà secondo me è piuttosto ovvio: noi dovremo entrare sotto programma, e per questo ci faranno indebitare col MES nonostante la situazione consigli prudenza. Dopo, gli altri potranno monetizzare. Accetto scommesse: dopo avrò bisogno di soldi anch'io, come tutti noi, anche se certamente meno di molti di voi - ma sapete che ne sono consapevole...)

mercoledì 6 maggio 2020

La lettera del Governo olandese al suo Parlamento

(...mentre noi dobbiamo sopportare il tono strafottente di uno dei più incompetenti e disinformati ministri della storia patria, nei paesi civili le cose vanno in un altro modo. I Governi riferiscono tempestivamente - cioè prima - ai loro Parlamenti. Qui vi riporto la traduzione - un po' affrettata - della relazione fatta dal Governo olandese al suo Parlamento, dalla quale capirete che le famose red lines del Ministro Gualtieri - le ho chiamate così perché lui capisse - sono già state ampiamente sorpassate. Ma non diciamoglielo: restiamo nel dubbio che lui non lo sappia, perché se lo sapesse, come sicuramente lo sanno i suoi funzionari, sarebbe molto, molto grave...)




Durante il precedente Eurogruppo del 7-9 aprile, i ministri hanno concordato di rendere temporaneamente disponibile la linea di credito a condizioni rafforzate (ECCL) del meccanismo europeo di stabilità (MES) agli Stati membri che desiderano farne uso per l'epidemia di COVID-19. Il prossimo Eurogruppo [dell'8 maggio, NdCN] discuterà dell'ulteriore elaborazione di questa cosiddetta linea di credito di sostegno alla crisi pandemica.

Alla videoconferenza del 23 aprile scorso i membri del Consiglio europeo hanno accolto con favore la relazione che l'Eurogruppo ha approvato il 9 aprile. Nel fare ciò, hanno invitato l'Eurogruppo a rendere operativo questo pacchetto entro il 1° giugno.

Le caratteristiche dettagliate della linea di credito MES dovrebbero essere discusse nel prossimo Eurogruppo. Queste caratteristiche dettagliate saranno quindi registrate in documenti standardizzati, che consentiranno a tutti gli Stati membri di accedere a questo strumento. Ovviamente, questa elaborazione deve essere in linea con gli accordi già concordati nella relazione dell'Eurogruppo del 9 aprile.

Alcune condizioni preliminari sono importanti per i Paesi Bassi.

Prima di tutto, come condizione d'uso della linea di credito, dovrebbe essere incluso nel protocollo d'intesa che i paesi si impegnano a utilizzare la linea di credito per sostenere il finanziamento interno dell'assistenza sanitaria diretta e indiretta, la guarigione e i costi relativi alla prevenzione dovuti alla crisi da COVID-19. In secondo luogo, la linea di credito dovrebbe essere disponibile solo per la durata della crisi COVID-19. In terzo luogo, la disponibilità di credito per Stato membro dovrebbe arrivare fino al 2% del prodotto interno lordo. In quarto luogo, è importante che le procedure per la concessione del sostegno finanziario da parte del MES, contenute nel trattato sul MES, siano adeguatamente seguite. Ciò implica anche che una decisione in linea di principio da parte del consiglio di amministrazione del MES relativa all'apertura della linea di credito a tutti gli Stati membri può basarsi solo sulla disponibilità delle relazioni necessarie: un'analisi dei rischi per la stabilità finanziaria, della sostenibilità del debito e delle esigenze di finanziamento. In quinto luogo, la scadenza dei prestiti basati sul credito dovrebbe essere inferiore rispetto ai precedenti programmi di aggiustamento macroeconomico del MES.

Dopotutto, si tratta di prestiti a paesi che possono ancora accedere al mercato a tassi di interesse ragionevoli. Su questa base, ci si può aspettare che i prestiti del MES possano anche essere rimborsati in tempi relativamente brevi.

Dato il focus specifico della linea di credito sull'epidemia COVID-19, il direttore del MES ha suggerito di considerare un prezzo inferiore rispetto a quello incluso nella linea guida della politica dei prezzi. Per quanto riguarda i Paesi Bassi, i costi per la linea di credito possono essere fissati a un livello inferiore rispetto a quanto prescritto nell'attuale orientamento sulla politica dei prezzi per tener conto della situazione eccezionale di utilizzo del MES, in cui i costi addebitati dal MES allo Stato membro deve sempre superare i costi di finanziamento sostenuti dal MES stesso per mobilitare le risorse necessarie.

Se viene raggiunto un accordo sulle caratteristiche della linea di credito nel prossimo Eurogruppo, si prevede che il 14 maggio si terrà una riunione del consiglio dei governatori del MES per rendere il sostegno alla crisi pandemica disponibile in linea di principio a tutti gli Stati membri. I documenti pertinenti sulla base dei quali il consiglio dei governatori può decidere di farlo saranno inviati alla Camera non appena saranno disponibili. Il Consiglio dei Ministri notificherà inoltre all'Assemblea la sua intenzione di approvare o meno la decisione. Dopo la decisione, i paesi dovranno presentare una domanda concreta per utilizzare una linea di credito su base individuale. Prima del processo decisionale relativo alla concessione di tali singole linee di credito nell'ambito del sostegno alla crisi pandemica, la vostra Camera sarà sempre informata conformemente al protocollo informativo relativo al coinvolgimento parlamentare nell'uso dei fondi e nel controllo dei fondi europei di emergenza.

Gli altri strumenti del MES rimarranno disponibili nel caso in cui un paese abbia problemi finanziari ed economici, fatte salve le condizioni di politica economica finanziaria. I Paesi Bassi hanno sempre sottolineato l'importanza di queste condizioni politiche, perché assicura che gli Stati membri emergano più forti da una crisi economico-finanziaria.



(...insisto su un punto: gli olandesi hanno ragione, dal loro punto di vista...)

(...inutile sottolineare il diverso livello di civiltà democratica degli altri Paesi. Ma il rapporto dei piddini con la democrazia è come quello che hanno con la cultura: del tutto esornativo, e per niente vissuto...)

sabato 25 aprile 2020

Sull'ordine dei lavori (3)

Nel tentativo vano di mettere ordine nella mia posta mi imbatto in questa lettera:


Caro Senatore Bagnai
in un recente discorso al Senato Lei si è rivolto al Presidente Conte come “giurista e seconda carica dello Stato”, purtroppo la seconda carica dello Stato era in Aula in quel momento e Le aveva appena affidato la facoltà di parlare......


Che c'entra col 25 aprile? Secondo me c'entra.

Tutti avete visto che in aula mi stavo appunto rivolgendo al mio Presidente, quello che ho eletto, e che, come sa chi non è sceso oggi da Saturno, vuole essere chiamato "signor Presidente" (non "signora Presidenta"), perché ama l'Italia e la sua lingua. Tant'è che quando poi ho voluto rivolgermi a quello che invece non vorrei come Presidente del Consiglio, perché disprezza la democrazia e il Parlamento, l'ho chiamato esplicitamente Signor Presidente del Consiglio. Ma poi tutti sanno che in aula ci si rivolge al Presidente dell'Assemblea, e anche chi non lo sa dopo un po' lo impara: sono frequenti i richiami all'ordine in questo senso (l'art. 85 esplicitamente dice che "gli oratori parlano all'Assemblea", il che vale ad evitare battibecchi, e siccome "Signora Assemblea" non starebbe bene, all'Assemblea ci si rivolge per il tramite del Presidente, cosa che il Presidente appunto ricorda ogni volta che parte il battibecco, onde evitare che scatti l'art. 87 del Regolamento - e visto che siete così bravi, quello ve lo studiate da voi...).

Ma soprattutto, tutti dovrebbero sapere quello che voi qui avete imparato. La lunga strada di questo blog, quella percorsa insieme, e quella ancora da percorrere, è lastricata di attacchi kamikaze da parte di sconsiderati ebbri della propria sicumera e obnubilati dalla propria crassa ignoranza dei fatti, delle cose e delle persone, come il nostro nuovo amico diversamente ortografico (la punteggiatura è il marker sovrano: i puntini di sospensione sono rigorosamente tre).

Ecco, volevo dirvi questo: festeggiare il 25 aprile, per me, significa lavorare, come sto lavorando, per liberare anche un poverino simile, uno che pensa di insegnare a me che Maria Elisabetta Alberti Casellati, non Giuseppe "Pacchetto" Conte, è la seconda carica dello Stato. A uno così non possiamo pensare di spiegare la precisa intenzione politica e retorica di rivolgermi esattamente alla seconda carica dello Stato in un discorso in cui denunciavo il più violento attacco alla Costituzione mai perpetrato dal 1948 ad oggi: ci sono cose che se potessero essere capite non andrebbero spiegate. Una scarsa lucidità di simile ampiezza preoccupa, in un momento come questo. Ma non bisogna soggiacere alla tentazione di pensare: "Meno male che c'è la crisi: ora verrà a prenderti, e avrai meno tempo per disturbare chi ne sa più di te!"

Perché anche lui, anche questa persona cui ho dovuto dedicare pochi, preziosi secondi del mio tempo, devastati dall'inutilità e dalla sciocchezza della sua osservazione, è un italiano. Oppure, più prosaicamente, perché anche questa persona che non aveva niente di meglio da fare che mettere il suo nome e cognome sotto questa monumentale prova di ignoranza è un contribuente, è il cliente di qualcuno, ed è il fornitore, o il lavoratore, di qualcun altro.

Piaccia o meno.

Un organismo è fatto di tante cellule. O ci salviamo tutti, o non si salva nessuno. Questo è quello che mi avete chiesto, e questo è quello che sto cercando di fare. Magari ricordatevene anche voi. Capita sempre lo sciocco che ti dà ai nervi. Basta evitarlo. Se dovessimo ripartire solo con quelli che hanno capito che cosa è successo, diciamo che dovremmo affrontare una crisi demografica di ampie proporzioni. Non dimenticatelo mai. Il Paese lo dovremo ricostruire anche con chi lo ha distrutto e lo sta distruggendo.

(...no man left behind...)

domenica 19 aprile 2020

Il paese più colpito

Ieri, a pranzo, ascoltavo distrattamente il Gr su Radio3.

"La pandemia nel mondo conta oltre 150.000 vittime. Gli Stati Uniti il paese più colpito. Il Presidente Trump è accusato dai governatori democratici di fomentare le proteste contro il lockdown. La Casa Bianca rassicura: avremo 65.000 decessi, meglio del previsto. In Spagna superati i 20.000 morti, nel Regno Unito oltre 14.000 vittime."

(la mia memoria è scarsa, ma il podcast lo trovate qui).

Insomma, #hastatoTrump, ma questo, ormai, si sa, quasi non varrebbe la pena di dirlo. Eh, poveri statunitensi, mandati al macello da un leader irresponsabile...

La previsione di 65.000 decessi è impressionante: noi dolorosamente oltre i 23.000, e, purtroppo, la Spagna ci sta raggiungendo di gran carriera.

Ma...

Per quanto la previsione possa essere plausibile, e senz'altro interessante, a modo suo, dato che non è confrontabile con un dato effettivo mi è venuta la curiosità di andare a cercare quest'ultimo dove sapevo di poterlo trovare: alla Johns Hopkins University. Ora, le cose stanno così: negli Usa le vittime finora sono 38.664. Quindi, secondo Trump, ci sarà quasi un raddoppio prima della fine dell'epidemia. Speriamo che non vada peggio. In Spagna finora 20.043, in Italia 23.227 (dati di ieri).

Eh, sì: gli Usa sono il Paese che ha contato più vittime, quindi il più colpito...

Bè...

Ricordo a me stesso che gli Usa contano 329.311.764 abitanti, l'Italia 60.359.546 abitanti, la Spagna 47.198.000. E quindi le vittime sono finora: lo 0.01% della popolazione Usa, lo 0.04% della popolazione italiana e lo 0.04% della popolazione spagnola. Voglio dire che sono poche? Assolutamente no. Si tratta di una catastrofe di proporzioni innegabili. Voglio dire che se e quando gli Usa saranno colpiti come l'Italia e la Spagna, le sue vittime arriveranno a 329.311.764 x 0.0004 = 131.725 (il doppio di dove ritiene che si arriverà Trump).

Sarò più chiaro.

Ho capito che bisogna comunque veicolare l'idea che #hastatoTrump, ma descrivere come paese "più colpito" quello dove ci sono stati più morti semplicemente perché ci sono molti ma molti più abitanti (per la precisione: oltre il quintuplo) è senz'altro corretto (certo, ci sono stati più morti!) ma... ci aiuta a capire?

Secondo me no, e infatti io i media non li capisco. Ad esempio, sto ancora cercando di capire quella storia del tasso di disoccupazione "come nel 1977", per non parlare delle varie inflazioni che schizzano negli anni '90 et similia...

Credo che morirò senza capirlo, ma almeno, visto che sono in un paese "meno colpito", anche perché il contagio qui era impossibile (me lo hanno detto i detentori della verità "a due cifre"), sono ragionevolmente sicuro del fatto di non morire di coronavirus.

Siate prudenti e, soprattuttissimo, pazienti, perché di pazienza ce ne vuole veramente tanta ma tanta tanta tanta...