giovedì 25 giugno 2020

La risposta alla crisi: un confronto internazionale

"Il resto è abbastanza evidente ed oggettivo, cioè il fatto che l'Italia ha realizzato lo sforzo di politica di bilancio maggiore in Europa, secondo solo a quello della Germania, per far fronte al coronavirus".

Roberto Gualtieri, Roma, 25 giugno 2020.



Per carità, sarebbe strano se un ministro parlasse male dell'operato del proprio Governo, e in particolare del proprio Ministero. Tuttavia, con tutto il rispetto, gli argomenti del Ministro non mi sembrano all'altezza delle sue ambizioni.

Intanto, se le cose stessero come dice lui, non si capirebbe perché nelle previsioni del Fondo Monetario Internazionale (che trovate qui e che riporto di seguito) l'Italia risulti il Paese con le prospettive più catastrofiche:


In effetti, se la Francia (per scegliere un Paese confinante) avesse fatto uno sforzo sensibilmente minore del nostro, non si capirebbe per quale motivo le cose le starebbero andando marginalmente meglio che da noi.

Quindi, come dire, l'argomento di Gualtieri potrebbe essere confutato facendo notare che se veramente lo sforzo fosse stato grande, evidentemente sarebbe stato fatto nella direzione sbagliata. Resterebbero poi da riscrivere tutti i manuali di macroeconomia.

Per fortuna, però, l'argomento è falso: la macroeconomia che noi conosciamo continua ad essere valida, sono le cifre ad essere diverse.

La sintesi la trovate sempre sul sito del Fondo Monetario Internazionale, da cui traggo questo grafico:


In breve, le barre rosse sono l'importo (in rapporto al Pil) delle manovre di bilancio adottate in risposta alla crisi, mentre quelle blu si riferiscono a prestiti e garanzie (la "potenza di fuoco", cioè i soldi che dovrebbero metterci le banche). Qui le cose vanno in modo un po' diverso: in termini di manovra di bilancio, cioè, semplificando, di soldi che ci mette lo Stato, la risposta dell'Italia, in rapporto al Pil, è fra le più deboli, con quella della Francia, che però è un po' meno debole (il che spiega perché anche in Francia si prevede che le cose andranno male, ma meno che da noi). Sul lato promesse (prestiti che lo Stato garantisce, senza mettere le banche in condizioni di erogarli) noi, o meglio: Gualtieri, invece, è insuperabile. La barra blu più alta è la sua, e credo che questo lo renda fiero. Non so quanto tranquillizzi gli imprenditori, ma questo è un problema suo, visto che al governo per ora c'è lui, che sa come si fa...

Se vi interessano i dettagli, sono sulla pagina del Fondo Monetario dedicata alle risposte alla crisi da parte dei vari Paesi. Alla "I" di Italia trovate questo riassunto (che dovrebbe esservi noto e di cui posso confermarvi la veridicità):


Quindi: siamo partiti coi 25 miliardi del Cura Italia, cui (dopo la parentesi del Liquidità che si è preoccupato delle garanzie) si sono aggiunti il 15 maggio i 55 miliardi del Rilancio (che è in conversione): totale 80 miliardi, ovvero il 4,6% del Pil (1,4 + 3,2).

Alla "F" di Francia troviamo invece questo:


dove si racconta che le autorità hanno disposto in aprile un intervento pari a 110 miliardi (che è più o meno dove arriveremo noi alla fine di luglio), pari al 5% del Pil, estendendo un iniziale misura pari a 45 miliardi votata in marzo. Notate che stiamo tenendo fuori anche qui il discorso delle garanzie. Capite bene che il 5% del Pil ad aprile è una cosa diversa dall'1,4 a marzo più il 3,2 a maggio.

E in Germania com'è andata?

Alla "G" di Germania troviamo questo:

Un "antipasto" da 156 miliardi (il 4,9% del Pil), che venne servito il 23 marzo, cui si sono aggiunti il 3 giugno 130 altri miliardi (la famosa riduzione dell'IVA che il nostro Governo ha solo scimmiottato, creando più danno che altro).

Volendo, possiamo andare alla "N" di... Olanda (Netherlands):

dove vedete che fra misure di spesa e rinvii di entrate si arriva al 7.9% del Pil.

Naturalmente è difficile fare confronti in tempo reale, date le incertezze dei quadri normativi (bisogna distinguere fra quando le misure sono annunciate e quando sono implementate, e fra come le misure "partono" e come "arrivano"), ed è fra l'altro sul modo di annunciarle, queste misure, che il nostro Governo non ha brillato (come la vicenda dell'Iva, ma anche quelle dei vari rinvii delle scadenze fiscali, hanno ampiamente dimostrati).

Naturalmente in questa analisi siamo rimasti all'interno dell'Eurozona per carità di patria e per considerare situazioni direttamente confrontabili.

Conclusioni: il nostro Paese ha certamente fatto un grande sforzo. Quello di sopportare un Governo inefficiente, espressione di una maggioranza rissosa e avulsa dalla realtà.

Ricordo bene la faccia di alcuni senatori del PD, persone garbate e per bene di cui non faccio ovviamente il nome, quando a stretto giro dopo l'approvazione dello scostamento da 25 miliardi (per il Cura Italia) dovettero prendere atto dei 156 miliardi messi in campo dalla Germania. Erano sbalorditi: i 156 della Germania, rapportati al nostro Pil, corrispondevano all'incirca agli 80 che poi complessivamente abbiamo messo finora, che a loro volta erano parenti stretti dei 100 che stavamo chiedendo noi. Quando li chiedevamo, ci guardavano come matti. Ma dopo che la Germania aveva fatto a casa sua quello che noi chiedevamo a casa nostra, i colleghi rimasero frastornati: "Eh, ma noi non ci eravamo resi conto...". Loro, in effetti, no. Noi purtroppo sì, ma ora governano loro. Se almeno ci stessero a sentire...

23 commenti:

  1. Caro prof. Bagnai (i titoli non sono secondo l’etichetta, ma secondo il significato, se concesso)
    Se permesso, vado un po’ fuori tema.
    Non sono un assiduo commentatore, non ho letto tutto il blog (ma solo gli ultimi quattro anni) e non ho nemmeno partecipato a un goofy (troppe migliaia di chilometri ci separano).
    Non ho nemmeno Twitter: venivo a sbriciare nei tempi di aridità del blog pre-Telegram, perché non ho quell’ora al giorno che mi ci vorrebbe solo per seguire e approfondire la sua TL e quella di pochi altri (infatti mi chiedo lei come faccia, ma questo è un altro OT).
    Ieri, sbirciando nuovamente Twitter dopo tanti mesi, mi sono accorto che un grandissimo numero di profili decisamente arguti, acuti, intelligenti e colti le sono diventati affatto ostili – addirittura inserendola nel “nemico principale”. Devo dire che queste persone hanno una capacità di sintesi davvero invidiabile, se non ho capito male, perché riescono a 1) non trovare differenze tra Lega e PD; 2) identificare in un unico soprannome [o ente, a questo punto] ogni esponente della Lega; 3) individuare e riassumere tutti i problemi e tutti i nemici con l’unica categoria “liberista”.
    Non sono del tutto ironico. Quegli account di sicuro sono arrivati spesso prima e più lontano di me, purtuttavia… Io continuo a sostenerla e ringraziarla per il suo lavoro per tre ordini di motivi.
    Innanzitutto, credo che la forza e la direzione a un partito la diano un po’ anche gli elettori.
    Dopodiché, ritengo che la questione europea sia precondizione per l’apertura di qualsivoglia dibattitto politico: senza indipendenza non ci può essere autodeterminazione… e, probabilmente, per ottenerla, oltre a riuscire a uscire pacificamente dall’€gabbia bisognerà ricostruire il tessuto industriale. [Dopodiché sogno anch’io un parlamento in cui un partito social/comunista lotti per la scala mobile e la nazionalizzazione delle banche -due istanze tra le tante- contro un governo “centrista” che invece si limita a mantenere la repressione finanziaria e l’inflazione sotto il 6% -altre due tra le tante.]
    Infine, perché guardo all’esempio della Gran Bretagna, un paese in cui, anche grazie alla sua storia imperiale più recente della nostra, di base, il popolo è più patriottico o nazionalista, non c’era il vincolo più stringente della moneta e il dibattito è iniziato molto prima. Nonostante questo, ha dovuto votare varie volte e attraversare una “purificazione” del partito (di “destra”) per arrivare a un atto decisivo verso l’uscita dalla UE.
    Quindi, con fiducia, grazie.

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    1. Sì, sono gli intelliggenti™️, giovanotti cui ho aperto gli occhi e che psicanaliticamente devono uccidere il padre. Non sono molto preoccupato: al mondo c’è tanta gente normale, più di quanto non si creda…

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    2. Mi sono avvicinato al blog in maniera molto simile e condivido il tuo sentire e le tue riflessioni. Aggiungerei che è proprio la differenza tra patriottismo e nazionalismo il punto decisivo. Il primo comporta l'essere devoti e il difendere dei principi senza volerli imporre agli altri, mentre il secondo è inevitabilmente connesso alla volontà di potenza (a chi interessasse approfondire consiglio Notes on Nationalism di Orwell). Che si tratti di difesa di un'entità o avversione per un'altra, il nazionalista non riesce a leggere la realtà se non in termini di competizione, ed è così convinto di essere nel giusto da pensare che tutto gli sia permesso. E' proprio questo tratto che accomuna il piddino, che vuole imporre le sue politiche prescindendo dal risultato elettorale, all'intelligente che pretende che l'opposizione da sola riesca a fare cadere il governo. Al di là delle buone o cattive intenzioni la conseguenza più pericolosa di questo atteggiamento è un sempre più ampio distacco dalla realtà che presto o tardi porta a sbattere. In fondo nessuno di noi è esente dall'avere pregiudizi e preferenze su basi emotive, ma questo post, così come l'intero blog, dimostrano che alcuni sono più propensi di altri a fare lo sforzo morale di confrontarsi in maniera onesta con la realtà, e con i dati in questo caso. Grazie per il suo lavoro Prof

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    3. "Pensate che chi vi parla lo faccia per fottervi, forse perchè VOI quando parlate agli altri volete fotterli"

      (cit. il prof Bagnai da una sua diretta di qualche mese fa, lì riferita ai grillini e che io estendo ai loro vocianti eredi "di destra" che hanno talmente tanta malizia che ogni giorno trovano qualcuno da "epurare" - l'ultimo è Paragone - e nella loro ansia di sbandierare il proprio programma elettorale al n€mico per un'infantile glasnost, potranno vantarsi di essere gli unici coerenti che come tutti i fessi resteranno fuori dai giochi causa soglia di sbarramento, regalando seggi ai partiti del n€mico)

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  2. Grazie Senatore,, naturalmente condivido in pieno il suo pensiero

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  3. Grazie Senatore,, naturalmente condivido in pieno il suo pensiero

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  4. Un ottimo approfondimento come seguito all'interrogazione che ho ascoltato partendo dal suo intervento, per poi ascoltare (con crisi orticaria ed urticante) la replica del pallone gonfiato e supponente che presidia (non preside) al momento il MEF e poi concludere con la sua fantastica contro replica. La ringrazio come sempre di tutto, ma stasera in particolare la ringrazio per aver alleviato, anzi, sostituito quel prurito diffuso scatenato dall'innominabile pseudo ministro con una piacevole sensazione d'appagamento, quantomeno morale! Risultato Bagnai 2, MEF 1, una marcatura fortunosa di mestiere contro una doppietta d'antologia. Siamo con voi Senatore e siamo tanti! Cari saluti

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  5. Inviato ad amici piddini e grillioti,ma tanto non capischeno.
    Grazie Prof.

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  6. Buongiorno Professore. Secondo lei come ha fatto ha stimare una crescita del 6,3 il FMI nel 2021 per l'Italia? Ben venga come augurio...ma su quale base? Grazie

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    1. Provo a rispondere io: non è una crescita, è un rimbalzo dal -12.8% di quest'anno, che purtroppo mi pare ancora ottimistico...

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    2. Il rimbalzo del gatto morto.

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    3. Myollnir26 giugno 2020 14:30

      Provo a rispondere io: non è una crescita, è un rimbalzo dal -12.8% di quest'anno, che purtroppo mi pare ancora ottimistico


      saremo vicini al - 20% punto più punto -. chi scommette contro e vince avrà pizza pagata a Roma centro (l'angoletto romano) dove anni fa ci vedemmo con Alberto e altri dopo un concerto a S. Luigi dei Francesi.

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  7. Troppo avanti... Grazie poiché da queste foglie, traggo linfa per non buttare tutto a mare. Buona giornata

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  8. Gentile prof. Bagnai, potrebbe, se possibile, spiegare (o indicare un testo che spieghi) il senso della distinzione tra emissioni nette e emissioni lorde di cui parla l'Ambiffiofo nella replica alla sua interrogazione? Bloßes technisches Geschwafel?

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    1. Le emissioni lorde, a copertura del fabbisogno, rappresentano l'ammontare complessivo delle emissioni. Le emissioni nette tengono conto dei rimborsi. Quello che si chiedeva era un incremento delle emissioni lorde rispetto a quelle preventivate che si sarebbe trasformato in incremento al netto in quanto i rimborsi erano noti e scadenzati. La replica di Gualtieri non è comprensibile se non nell'ottica di confondere l'ascoltatore leggendo cifre quasi senza soluzione di continuità. Le emissioni lorde comprendono titoli a medio-lungo termine e BoT. Gualtieri disce che inizio anno e fino al 15 giugno 2020, si sono avuti 92,7 miliardi di maggiori emissioni rispetto al 2019, 76,9 a medio-lungo termine e 15,8 di BoT. Il problema che hanno atteso fino a giugno nella speranza che il next generation of idiot venisse approvato e, forse, nell'intento di fiaccare la resistenza del M5S sul MES. Nel frattempo le imprese chiudevano.

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    2. Grazie mille per il chiarimento.

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  9. "Quindi, come dire, l'argomento di Gualtieri potrebbe essere confutato facendo notare che se veramente lo sforzo fosse stato grande, evidentemente sarebbe stato fatto nella direzione sbagliata. Resterebbero poi da riscrivere tutti i manuali di macroeconomia."

    CHE SPETTACOLO

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  10. Come avrai notato, ho abbandonato Twitter; e ho abbandonato anche Facebook e Instagram. Non so se vi farò ritorno perché ormai temo che sia tempo perso: la realtà è ben al difuori delle reti sociali e ben diversa da esse; inoltre, per informarmi, mi basta e avanza questo blog (grazie!), almeno finché l’oligarchia finanziaria non deciderà di farlo cremare (magari insieme con l’autore e i lettori più ostinati).

    Ritengo sia tempo perso perché non riesco proprio a capire come potrei contribuire a cambiare il futuro, o anche solo a renderlo meno terribile; qui a Zurigo le avvisaglie sono paurose: la crisi indotta dal pandemioide che se-non-serve-serve-ad-altro ha fermato tutto; finora la mia azienda (nipponica!) ha fatto la Signora e non ci ha ridotto nemmeno l’orario di lavoro, ma il Feuerbrief giungerà a breve e a 53 anni potrò sempre mettere in piedi, almeno prima dell’arresto, uno schema-Ponzi-per-elvetici-gonzi; poi ci penserà ‘o Stato. Anzi, ‘a Confederazzione perché non la vedo rosea nemmeno per i cantoni.

    Ecco, figurarsi in Italia…

    Devo però aggiungere che la Provvida sventura che ci ha precipitato in questo bisesto turbofunesto mi ha anche regalato una moglie e una bimba davvero meravigliose con cui passerò i prossimi anni a osservare gli eventi bellici, sperando in una Svizzera ancora neutrale e che pompi a manetta la domanda domestichinterna a colpi di sussidi disoccupazione. Qui avrai sempre un bunker gratuito riservato agli Intellettuali (tanto sono pochissimi) trasmessi all’esilio. C’è pure un pianoforte che all’occorrenza scimmiotta in modo dignitoso un clavicembalo a 415. Nipponico anche quello. Bodendza dello yennino…

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    1. Twitter, se lo prendi sul serio, è pericoloso! Accetto l’invito.

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    2. "Ritengo sia tempo perso perché non riesco proprio a capire come potrei contribuire a cambiare il futuro, o anche solo a renderlo meno terribile"...
      Capisco il senso di impotenza, forse di frustrazione nell'osservare una situazione che sembra non cambiare. Ma l'importante è esserci, non solo per se stessi ma anche per gli altri. Alimentare il dibattito, ognuno coi propri mezzi culturali e non, cercando di non offrire il fianco al nemico, è irrinunciabile. È la guerra delle guerre, lo scontro più immane della storia dell'umanità, anche se non sembra così. Anche se i popoli non se ne rendono conto pienamente. A volte mi chiedo: gli oppressi di tutte le epoche come e quando si sono resi conto di essere oppressi? Forse non subito, forse è questo che sta accadendo alle ultime generazioni. Una voce, un'idea, un contributo infinitesimale nelle giusta direzione può essere utile affinché un individuo possa rendersi conto della propria condizione, di quello che ci stanno facendo. Non puoi non esserci.

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  11. Come ho scritto altrove, credo a febbraio, questo è il governo peggiore nel momento peggiore. Una insipienza mista ad arroganza che se la situazione non fosse seria sarebbe degna di una commedia con Peter sellers nei panni di un primo ministro che sogna un paese che prende forma coi decreti legge.

    Pazienza, l hanno votato gli italiani.

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    1. Invece dire che un Governo viene votato è prova di raffinata cultura e di profonda intelligenza politica?

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  12. Almeno, i senatori di minoranza della maggioranza si dimostrarono sorpresi. Invece, chissà i giornalisti che sottostimavano le risorse necessarie a proteggere la nazione da questo problema come reagirono alla notizia. Ricordo, sarà stato il 25 febbraio o giù di lì, in macchina in fila sul gra per andare al lavoro, sulla radio ammiraglia della RAI un notissimo conduttore commentare con un eclatante "e chi più ne ha più ne metta" le "sparate" di Salvini &Co. sulla necessità di stanziare subito almeno 20 mld. Chissà oggi come si sono riposizionati questi signori...

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