Ricevo da un amico questa lettera:
Ti prego di meditare - ovviamente dopo cose più serie!!! - sul concetto di contanti: 1) 100 euro contanti dopo 50 passaggi sono sempre 100 euro. 100 euro pagati con credit card al 2% a passaggio finiscono in buona parte a VISA e Mastercard!! 2) non hai bisogno di nessuna autorizzazione per pagare ( nè governativa nè bancaria) 3) chiedi ad un argentino come è andata con le carte di credito ( bloccate) e come è andata con il contante ( rimasto US dollars cash) 4) La libertà è un valore, anche se spesso è usata male 5) la mafia non usa i foglietti da 500 ma bonifici bancari e gli evasori fanno fatture false 6) se tolgono i contanti torna l'oro e l'argento oppure le conchiglie perchè un mondo Owelliano non regge, non ha mai retto e non reggerà etc etc etc Un saluto da un ottimista
che immediatamente promuove in me questa riflessione:
non è strano che quelli che "grazie alla moneta unica abbiamo abolito le commissioni sui cambi, che prima, quando c'erano le valute nazzzzzzzionali, ti si mangiavano tutto il tuo contante mentre passavi da un paese europeo all'altro..." siano anche quelli che "dobbiamo abolire i contanti per combattere l'evasione e pagare tutto con moneta elettronica!"?
Ma come?
Le commissioni non vanno bene se le paghi a un ufficio cambi per andare da un paese a un altro, ma vanno bene se le paghi a una banca standotene a casa tua? Di norma, all'estero ci vai se vuoi (sì, sappiamo che in un'unione monetaria in realtà spesso devi...), mentre effettuare pagamenti nel paese in cui vivi non è facoltativo, ma obbligatorio.
E poi, soprattutto visto che il contante è tanto brutto perché porta con sé i microbi di malattie importanti, come la coruzzzzzzzione e l'evasione, chi ti obbliga a girare per l'Europa, e più in generale per il mondo, col contante? Io col mio Bancomat prelevo anche in Ciiiiiiiiiiina (da quando c'è, cioè da oggi). Semplicemente, se le commissioni (e il loro cumularsi al passaggio di ogni frontiera) fossero state il vero problema, lo si sarebbe potuto risolvere come lo si risolve quando si gira nei paesi dotati di valuta nazionale (scusate la parolaccia), che, lo ricordo, sono quelli in grigio:
(con un grazie a Mauro Lisanti che mi ha segnalato questa immagine su Twitter)
cioè praticamente tutti tranne le colonie europee della Germania (Francia incluse) e le colonie africane della Francia (Guinea Equatoriale inclusa, anche se è anglofona), ovvero pagando con le carte, o usandole per prelevare nel luogo in cui ci si trova. In questo modo, guarda un po', si paga in ogni luogo una sola commissione sulla somma prelevata (il che mi sembra molto più logico di ricaricare sullo stesso ammontare di contante una commissione a ogni passaggio di frontiera).
Insomma: se le carte sono la soluzione, perché puoi disinfettarne la plastica con l'Amuchina a ogni impiego, allora forse possiamo prenderle in considerazione anche quando viaggiamo. E se il contante è il demonio, chi ci obbliga a portarcelo dietro in vacanza?
Non so, non capisco...
Voi mi direte (giustamente): "Sì, nessuno ti obbliga a ricaricare venti commissioni sullo stesso ammontare di cash, come lo chiama il tuo amico, però resta il fatto che le commissioni le paghi".
Per carità, sono d'accordissimo: quello della "diecimilalire" che si liquefà passando di frontiera in frontiera è un evidente espediente retorico, che tende a dare una visione esasperata, in modo comunicativamente efficace (spin), di un problema che comunque esiste (chi ti cambia la valuta ti fa un favore e quindi deve essere pagato). D'altra parte, questo non spiega perché dovremmo essere costretti a sostenere lo stesso tipo di costi (in misura peraltro maggiore) per effettuare transazioni a casa nostra.
Io ricordo solo che One market one money diceva che abolendo le commissioni su cambi negli scambi intraeurozona avremmo risparmiato lo 0.5% (zero virgola cinque per cento del Pil; a pag. 21), mentre il Fmi ci dice che ci vorrà un altro decennio (se va bene) perché il nostro Pil torni ai livelli precrisi (gli scenari sono qui e il titolo è eloquente: Too slow for too long). Alla fine avremo perso quasi venti anni di progresso economico. Una generazione. Forse ora è chiaro cosa intendeva dire Eichengreen quando nel 1993 diceva: "This hardly seems an adequate return on a project riven with uncertainties and risks".
Per quanto, dire che i risultati fossero incerti a me sembra una lieve imprecisione...
