La recente "battaglia" di Tajani in
sede di europarlamento contro "l'addendum" di M.me Nouy ha del
tragicomico:
1) i parametri prudenziali sono parte
integrante della funzione di vigilanza. Inutile andare a cercare commi di qui e
paragrafi di là nelle "leggi" istitutive. La banca propone, la Vigilanza
dispone. È così in tutto il mondo ed è così anche per la BCE;
2) se si accetta l'autorità di quel grande
direttorio politico "di fatto" che è l'Eurogruppo non si può
contestare un direttorio tecnico come la vigilanza della BCE.
Ma ancora una volta è l'aspetto strutturale di
questo conflitto che forse interessa di più.
L'iniziativa di Tajani ha un movente politico,
non tecnico: le banche italiane non reggeranno un ulteriore giro di vite
regolamentare sui propri bilanci. MPS ha dimostrato che gli aiuti pubblici sono
estremamente difficili da erogare in un'Italia ingabbiata dalle
"regole" de Leuropa. Con una nuova stretta sugli NPL le banche italiane
per ricapitalizzarsi dovranno essere cedute a fondi esteri od a banche estere. (Per
i dettagli vedere alla voce: "Unicredit".) Le tossicissime banche
tedesche invece dormono (per ora) sonni tranquilli grazie alle
"regole" di vigilanza asimmetriche ben evidenziate dal dott. Giacché.
Le "leggi" per le quali si arrabatta Tajani si applicano ai nemici e
si interpretano per gli amici. È la politica legislativa, baby.
E allora?
E allora abbiamo l'ennesima riprova che i
"mercati liberi"- dove si rappresenta il "fair value" delle
transazioni e degli asset - sono liberi solo all'interno di "regole" determinate
non da leggi astratte ma dai rapporti di forza.
Alberto esorta sino allo sfinimento di
prenderne atto della necessità di abbandonare in modo ragionato quel cambio
fisso insostenibile chiamato "Euro" onde riequilibrare i rapporti di
forza commerciali e politici in Europa. Ma nemmeno l'interminabile crisi
finanziaria cui l'Italia è soggetta sembra bastare per aprire gli occhi alle nostre
smidollate e svendute élite.
(...amen!...)