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venerdì 15 agosto 2025

Cartabellotta in cifre

Il dott. Antonino Cartabellotta è stato audito dalla "Commissione COVID" (Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenire e affrontare l'emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2) in data 3 dicembre 2024. Qui il resoconto sommario, qui il video dell'audizione:


Una Commissione d'inchiesta parlamentare non né una corte d'assise né un circolo di tresette: se da una parte non ha i poteri requirenti e giudicanti della magistratura, e quello che risulta dal suo rapporto conclusivo è un giudizio esplicitamente politico (quindi, in questo senso, potenzialmente più onesto dal punto di vista intellettuale di certe sentenze che pur essendo manifestamente politiche si rifugiano sotto l'ombrello della pretesa imparzialità "tecnica" dell'ordine giudiziario), dall'altra parte è un'istituzione, non la prosecuzione di un parterre televisivo (o di una lite condominiale, o di una disputa sull'accuso) con altri mezzi. Per questo motivo, ad esempio, ho trovato fuori luogo che alla fine dell'audizione il dottor Cartabellotta venisse a stringere la mano ai commissari. Quello che si era appena svolto non era un incontro di tennis da tavolo, dove un gesto di fair play fra avversari può avere un senso e una sua eleganza, così come in ogni altro contesto sportivo e quindi antagonistico. Noi (almeno noi commissari di maggioranza) non eravamo lì per sport, ma per accertare le verità dei fatti, e in un contesto simile il fair play è drammaticamente fuori luogo, proprio perché presuppone un play fra due parti antagoniste, che in una Commissione d'inchiesta non dovrebbe esserci, essendo auspicabile che chiunque partecipi ai suoi lavori sia interessato all'accertamento della verità, cioè che non ci sia antagonismo, ma cooperazione. Aggiungo che il gesto era doppiamente fuori luogo perché il dottor Cartabellotta si era espresso con toni velatamente diffamatori nei riguardi di alcuni commissari, verosimilmente allo scopo di screditare e delegittimare un organo parlamentare.

Getterebbe altresì discredito sull'istituzione qualsiasi forma di "lite delle comari" in arene di per sé degradanti come i social, e sospetto che sia esattamente questo lo scopo di alcune provocazioni di questo genere:

quello di suscitare una reazione che consenta di giocare il ruolo della vittima di una persecuzione politica a chi deve ancora molte spiegazioni alla Commissione di inchiesta.

Peccato che con me non attacchi, e quindi non risponderò in rima baciata (cosa che, lo so, nella vostra inguaribile - e dopo quattordici anni anche insopportabile - ingenuità voi preferireste), ma mi limiterò a evidenziare, con alcuni semplici indicatori bibliometrici da un lato, e ricordando alcuni principi di epistemologia dall'altro, quanto la pretesa del dott. Cartabellotta di dare lezioni di metodo sia, per i veri addetti ai lavori, più esilarante di alcuni suoi aoristi fortissimi.

Bibliometria

Ripartiamo da un nostro vecchio amico, l'indice di Hirsch o h-index. Ve ne avevo spiegato il funzionamento al tempo della mia abilitazione scientifica nazionale, poi ne avevamo riparlato varie volte, ad esempio intrattenendoci sui professoroni e sui coNpetenti. Pur con tutti i suoi noti limiti (discussi ad esempio in Piddopedia), questo indice ha avuto il merito di riconciliarci con una visione olistica dell'essere umano: gli abissi di miseria umana su cui le vicissitudini del dibattito ci costringevano ad affacciarci erano estremamente correlati ad altrettali abissi di pochezza scientifica.

Recentemente, in una mia lezione sul concetto di paradigma in Kuhn (e poche altre cose) che trovate qui:

vi ho anche fornito evidenza di una delle distorsioni caratteristiche dell'h-index, ovvero del fatto che esso tenda a "enfatizzare il lavoro proveniente da grandi collaborazioni" (Piddopedia dixit), ovvero, che esso sia più alto in discipline in cui i paper hanno di norma un elevato numero di coautori. Chi c'era ricorderà infatti questa slide:


che commentando una tabella tratta da Malesios, C. C., & Psarakis, S. (2014). Comparison of the h-index for different fields of research using bootstrap methodology. Quality & Quantity, 48, 521-545 illustra come di norma l'h-index dei medici sia circa il triplo di quello degli economisti. L'arcano si spiega con un noto fatto stilizzato della sociologia scientifica: mentre gli economisti sono animali solitari, come l'orso, i medici operano in branchi, come le iene, o, per chi volesse xenofobicamente confinarsi alle nostre latitudini, i lupi. Fuor di metafora zoologica, il dato è che mentre il numero medio di coautori di un economista è attorno a 0,6, quello di un farmacologo, ad esempio, è attorno a 2 (circa tre volte tanto; qui). Il fenomeno è resistente a quella espansione continua e universale (cioè estesa a tutti gli ambiti) del numero di coautori di cui parlano Mike Thelwall, Nabeil Maflahi; Research coauthorship 1900–2020: Continuous, universal, and ongoing expansion. Quantitative Science Studies 2022; 3 (2): 331–344.

In altri termini, i coautori dei medici sono sempre stati più o meno il triplo di quelli degli economisti, e continuano a esserlo anche ora che il numero di coautori degli economisti è in crescita. Non è quindi strano che in media l'h-index dei medici sia il triplo di quello degli economisti: un gruppo di ricerca più numeroso incrementa le autocitazioni, le citazioni reciproche, il traino che colleghi più eminenti (i team leader del gruppo) offrono ai colleghi più irrilevanti (perché se almeno uno degli autori di un paper è rilevante, chi scrive una ricerca lo citerà, per evitare di sembrare disinformato, ma così facendo alzerà l'h-index di tutti i coautori, fossero anche delle perfette fetecchie), eccetera.

Fatta questa doverosa premessa metodologica, il dato bibliometrico è questo:


e sì, lo capite da voi: per potermi dare lezioni di metodo scientifico, per poter essere considerato mio pari come ricercatore, il dott. Cartabellotta, essendo un medico, dovrebbe avere un h-index triplo del mio, e quindi pari a (lo aiuto) 10 x 3 = 30 (cioè sostanzialmente uguale a quello di Burioni, che comunque, come vi ho mostrato a Venezia, ha un h-index piuttosto scarso per un docente del suo settore). Lo dice la scienza (in particolare, quella scienza che va sotto il nome di scientometria), e quindi suppongo che un idolatra della scienza come Cartabellotta non possa contestare questa asserzione. Invece, purtroppo, il suo h-index è inferiore al mio (lo aiuto: 9<10), a testimonianza del fatto che nonostante che lui abbia scritto più di me (38 documenti Scopus invece di 23), forse anche perché da sette anni io purtroppo non posso fare ricerca, o perché oltre ai paper ho pubblicato anche qualche CD, quello che ha scritto interessa ahimè a ben poche persone, anche se tecnicamente vale ad accreditarlo come "ricercatore", né è mia intenzione contestargli questo titolo, ci mancherebbe!

Del resto, parlando dei professoroni constatammo che c'erano ordinari del mio settore che pensavano di avere qualcosa da insegnarmi dall'alto di un h-index che era la metà esatta del mio: professori si diventa in tanti modi e ricercatore vuol dire tante cose...

Entrando un po' più nel dettaglio, constatiamo che Cartabellotta ha avuto 107 coautori, mentre chi vi parla solo 13, la mia pubblicazione più citata è questa, che ho scritto da solo, mentre la sua pubblicazione più citata mi pare sia il Sicily statement on evidence-based practice, una pubblicazione che non è un research paper ma una dichiarazione, e il cui corresponding author ha un h-index di 44, il secondo autore un h-index di 50, e così via (si capisce quindi da dove vengano in questo caso le citazioni del dott. Cartabellotta). Se c'è altro, sarò lieto di apprenderlo: sinceramente, non ho troppo tempo a disposizione e col poco campo che ho in montagna queste ricerche sono troppo impegnative. Sarei stupito, con queste premesse, di trovare contributi di ricerca originali (cioè descrizioni di risultati scientifici innovativi conseguiti) e significativi (cioè con molte citazioni) del dott. Cartabellotta, ma non sto dicendo che non ce ne siano. A settembre cercherò meglio (se non avrò di peggio da fare).

D'altra parte, Sicily statement è un titolo eloquente, non trovate? La Sicilia è una terra meravigliosa! Se già persone del calibro di Belton Fleisher, Joe Brada, Gary Jefferson, Tony Thirlwall, Roberto Frenkel e tanti altri si estasiavano nell'umile e misconosciuto Abruzzo (ma non per questo mi o gli è venuto in mente di essere miei coautori!), pensa Dawes e Summerskill in quale brodo di giuggiole saranno andati nella rutilante Trinacria!...

Menschliches, Allzumenschliches.

Epistemologia

Le banalitudini di Cartabellotta sulla scienza come metodo (ovviamente rigoroso, perché il metodo è rigoroso come le riforme sono strutturali e le olive greche) anziché come challenge del "pensiero unico" (cioè, nel linguaggio di Kuhn, del paradigma dominante) manderanno sicuramente in estasi le tante Marie Barbise di sinistra, le demi-vierges semicolte, tutte possedute dalla smania di ingollare e vomitare, in una lurida bulimia intellettualoide, frasi fatte da cartina del cioccolatino. Peccato che il mondo sia un po' più complesso di come piace vederlo a loro, che non vi sia alcuna teoria epistemologica seria che imposti il discrimine fra scienza (qualunque cosa essa sia) e non-scienza in questo modo, e anzi, come vi ho spiegato a lungo a Ca' Sagredo, in quel luogo altamente simbolico, il lavoro della "scienza normale" (nel senso di Kuhn), cioè di quella che chiameremmo "ricerca scientifica" è in realtà esattamente quello di confermare il paradigma (il pensiero unico), ma proprio da questo lavoro di raffinamento del paradigma emerge il suo superamento, cioè la rivoluzione scientifica, elemento di progresso, di un progresso che avanza per discontinuità (e non per "metodo rigoroso").

Ma qui forse qualcuno si è già perso: sicuramente si sono persi i SDHIC (single-digit h-index colleagues), e magari si è perso anche qualcuno di voi (ma non credo).

Conclusioni

Esorterei alla prudenza.

In Commissione COVID abbiamo avuto pasdaran della "medicina basata sulle evidenze" (traduzione maccheronica, ma d'altra parte, come ricorderete, tradummo...) trasformarsi in gattini bagnati di fronte alla richiesta di fornire alla Commissione persino la più banale delle evidences, cioè l'ordine di grandezza del tasso di letalità del COVID, o altri che, addirittura, con un'ingenuità sconcertante, confessavano di aver preso decisioni di non piccolo momento non sulla scorta delle evidences, ma sull'onda emotiva di filmati inviati loro da colleghi cinesi (#DAR), senza porsi il problema di eventuali lievissimi conflitti di interesse di varia natura che avrebbero potuto inficiare l'attendibilità di simili "fonti scientifiche". La mia personale impressione, dopo oltre un anno di lavoro in Commissione COVID e dopo cinque anni di confronto con ricercatori di statura internazionale (cioè di medici con h-index da medici) è che le posizioni del mainstream siano in rapida evoluzione. Suggerirei quindi di mantenere un signorile distacco, o quantomeno di dedicare agli attori di questa tragicommedia un'attenzione direttamente proporzionale al rapporto fra il loro h-index e le medie di settore, e di lasciar lavorare il Parlamento.

Il signal arriverà presto.

Tutto il resto è noise, cioè noia.

Tanto dovevo a voi e agli "scienziati".

giovedì 14 novembre 2024

Quando un uomo con la piccozza incontra un uomo col dubbio...

...sapete come va a finire:


Ora, nel noto film di Sergio Leone alla fine la cosa prende una piega diversa, come ricorderete.

Viceversa, a me capita sempre che sia l'uomo col dubbio (io) a stendere l'uomo con la piccozza, o con la siringa, o con consimile simbolo-feticcio della nostra amica Lascienza (quella di cui parlammo qui).

Potrebbe trattarsi di una banale coincidenza. Io ritengo invece che sia una questione di metodo. Permettetemi di rinfrescarvi la memoria.

Cominciò qui quello che fa rima con Orione:

Poverino, nessuno gli contestava, né gli contesta, nel suo ruolo di simpatico bounty killer (è delegato alla character assassination da una delle tante testate sconfitte dalla storia, onestamente non ricordo nemmeno quale), la facoltà costituzionalmente garantita (da noi, non da loro) di esprimere le sue opinioni!

Però, sempre per restare nella grande filmografia:

"ogni uomo dovrebbe conoscere i propri limiti", o almeno i propri avversari (le due cose non necessariamente coincidono ma entrambe possono salvarti se non la vita almeno la faccia).

Certo, se accecato dalla livorosa presunzione della tua superiorità morale sul "senatore della Lega" ti avventuri in un terreno che è impervio e ostile anche per molti ricercatori, quello dell'epistemologia, affermando che "la scienza è certezza" (Heisenberg scanzete, Kolmogorov nun ce penzà popo, Kuhn vatte a nasconne...), senza sapere che di fronte hai uno che per lavoro fa il ricercatore, che nella vita usa gli strumenti della statistica matematica, che ha subito decine e inflitto centinaia di referaggi su riviste di un certo prestigio, ma soprattutto che ha una forte personalità e mediamente le azzecca, la figura di merda te la sei andata a cercare. Si capisce poi che per lenire lo smacco tu ogni tanto ti esibisca in pezzi di colore il cui climax è sempre quella storia che io sarei un mediocre clavicembalista! Ricordo che i coglioni secondo cui io ero un mediocre economista, oltre a non averne azzeccata una, e a dover dire cinque o dieci anni dopo quello che io dicevo cinque o dieci anni prima, non sono comunque riusciti, con la loro simpatica mafietta, a impedirmi di avere un'idoneità da ordinario: il prossimo disco non credo che lo avrà (ci abbiamo investito poco tempo), ma quando quello dopo prenderà il suo diapason d'oro sarà mia cura recapitarlo all'uomo che fa rima con recensione, per avere, appunto, il suo giudizio informato...

Intanto AstraZeneca ha fatto dei morti accertati, salvo mio errore (ma saranno i giornal-

oni a smentirmi, eventualmente), e quindi io, se fossi nei panni in cui per fortuna non sono, mi vergognerei molto. Un simile endorsement ad Astrazeneca il giorno prima che venisse ritirato dal mercato: roba che in confronto Paperoga sembra James Bond!

Ma non voglio infierire...

Ieri ci siamo trovati da capo a dodici!

Arriva coso, come se chiama, lo scienziato a basso h-index, perché il mio è questo:


e il suo è questo:


(e lui in teoria dovrebbe fare solo quello, mentre io, come dire, ho anche qualche altro hobby, e non mi riferisco alle incisioni su organi storici), e in diretta dalla caverna di Platone (che fa rima anche lui, del resto) notifica a me, che garbatamente esortavo alla prudenza e al dubbio, che sul clima "la comunità scientifica si è espressa già!"


Ora, io mi rendo conto che il New York Times come testata giornalistica non può competere in influenza e autorevolezza con ReStart, e mi rendo conto che Gavin Schmidt:


o Zeke Hausfather:


non possono paragonarsi per competenza e produzione scientifica, come tutti vedono, al nostro showman preferito (per gli ignari: un indice di Hirsch pari a n indica che l'autore in questione ha almeno n pubblicazioni scientifiche citate almeno n volte in altre pubblicazioni scientifiche: quindi, se hai un'unica pubblicazione citata da 20.000 colleghi il tuo h-index è uno, ecc.).

L'uomo della caverna (di Roncone), del resto, su una cosa aveva assolutamente ragione: sul clima la scienza si è espressa!

Lo ha fatto per dirci che, in fondo, di quanto sta succedendo, non ci sta capendo un cazzo:


(perdonatemi se, nella mia umanistica ansia di intercettare l'attenzione operosa del mio interlocutore, mi sono situato per un attimo su un registro linguistico verosimilmente accessibile agli epistemologi all'amatriciana, alla variopinta cour des miracles di quelli che nel XXI secolo ancora si pascono di certezze, evidentemente ignari dei danni che questo atteggiamento ha causato nel XX secolo, e in tutti quelli precedenti, da che storia umana riporti...).

Apro e chiudo una parentesi per ricordarvi che è esattamente quello che un altro scienziato è venuto a dirci in Commissione COVID: che all'inizio non ci avevano capito molto (verità comprensibile), aggiungendo che per questo avevano lasciato libertà di scelta ai medici (menzogna assoluta):

(...apro e chiudo un’altra parentesi: mi scuso ma con quattro Commissioni non sempre riesco a essere presente...)

Ma questo è uno scienziato:


(vi spiegherò un giorno i limiti del confronto fra indicatori bibliometrici in settori scientifico-disciplinari diversi).

Sugli altri, invece, che cosa volete che vi dica?

Non volete studiare?

E va bene, è faticoso: se non lo so io!

Volete esprimervi su argomenti di cui non sapete un decimo di un centesimo della metà di un cazzo?

Transeat! Purtroppo da quando "sono in politica" capita anche a me di doverlo fare: vi esprimo la mia massima e più sincera solidarietà, segnalando che a quel punto diventa una questione di eleganza e di rispetto per l'interlocutore.

Ma una cosa, però, vi esorto a considerarla: non è colpa vostra, e non è merito mio, ma normalmente quello che dico si verifica. Per cui, se mi sentite pronunciare la parola "dubbio", nel vostro interesse un dubbio fatevelo venire.

Così non solo resteremo amici (io non ho nessuna animosità verso di voi, uno di voi due ce l'ha verso di me, ma gliene sono grato perché nell'attesa di rimpinguare il mio portafoglio rallegra le mie giornate!), non solo, dicevo, resteremo amici, ma soprattutto non farete figuracce!

Chi ve lo fa fare di schiantarvi contro uno che parla solo se sa quello che dice?

Poi, per carità, tutti i gusti son gusti (come disse quello che...).


sabato 27 agosto 2022

Tachipirina e vigile attesa

La campagna elettorale si presenta come il luogo d'elezione dei colpi bassi e delle mistificazioni. Ognuno si regola secondo la propria eleganza e secondo l'intelligenza del proprio elettorato. Se tutti gli elettori sapessero leggere fra le righe, i dibattiti sarebbero molto più composti. A differenza di molti musicisti, però, quasi tutti gli elettori leggono meglio sopra le righe (nel regno dei tagli in collo e in testa, dove molti amici musicisti si perdono...). Ne consegue naturaliter uno scadimento della qualità del dibattito che può essere arginato in un unico modo: coi dati, e da un solo tipo di interlocutori: quelli che, essendo in buona fede, non hanno paura dei dati, come chi vi scrive (da dodici anni a questa parte).

I simpatici siparietti in cui si sono prodotti ieri alcuni utenti diversamente onesti intellettualmente del social azzurro cesso ci offrono il destro per esemplificare questo punto di metodo e per chiarire un punto di merito: che cosa abbiamo fatto per portare in Parlamento una parola di buon senso sul trattamento domiciliare del COVID, quella cosa che secondo i virologi a gettone di presenza non si poteva fare, e che invece alcune nostre amministrazioni avevano sperimentato con successo fin dall'inizio della pandemia, in parallelo a, e attingendo a, esperienze che non sarebbero dovute passare inosservate a Roma.

Il fattore scatenante dei summenzionati siparietti è stata la scoperta, non dell'acqua calda, ma quasi: dei FANS. Ieri il Corriere della Sera ci informava che (udite, udite!):


Una cosa che tutti noi sapevamo, inclusi i medici di famiglia meno incompetenti toccati in sorte ad alcuni di noi, e che lo stesso gruppo di lavoro guidato da Remuzzi (vi indico i nomi di questi pericolosi no vax: Fredy Suter, Elena Consolaro, Stefania Pedroni, Chiara Moroni, Elena Pastò, Maria Vittoria Paganini, Grazia Pravettoni, Umberto Cantarelli, Nadia Rubis, Norberto Perico, Annalisa Perna, Tobia Peracchi, Piero Ruggenenti e Giuseppe Remuzzi) aveva già pubblicato in uno studio iniziato a marzo 2021 e pubblicato a giugno 2021:

Lo studio uscito il 25 agosto scorso, due giorni fa, è invece questo:


e il messaggio principale è il solito: i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei, in inglese NSAID, non-steroidal anti-inflammatory drugs, e quindi ibuprofene, indometacina, nimesulide, ecc.: non dico i nomi commerciali perché non sono uno scienziato a gettone di presenza...) se assunti tempestivamente abbattono in modo drastico il rischio di ospedalizzazioni. Una semplice verità che la stampa quella seria ha cercato in tutti i modi di nascondere e demonizzare, rendendosi oggettivamente corresponsabile di una lunga serie di eventi incresciosi, ma senza riuscire a sorprenderci più di tanto, essendo noi da lungo tempo abituati alle sue balle.

Questa cosa quindi si sapeva (c'erano evidenze antecedenti allo studio di Remuzzi, ma non entro in questo), tant'è che qui suppongo molti la sapessero e se ne siano giovati (come me), il che apre ovviamente la strada a una vasta serie di considerazioni, riconducibili a una, la principale: perché non se ne è voluto tenere conto a livello nazionale (visto che a livello locale c'erano best practice significative e citate perfino dalla stampa internazionale)?

Sappiamo anche la risposta, ma per il momento la teniamo per noi. Prima bisogna risolvere un problema di rapporti di forza, senza risolvere il quale la veritah rischia di avere lo stesso ruolo e di fare la stessa fine dell'onestah. Sta a voi farvi furbi, e dotarvi di una maggioranza competente e informata in Commissione d'inchiesta COVID.

Ma intanto: è vero che i FANS, la cui efficacia era riconosciuta da diversi studi e dalla pratica clinica di non pochi medici onesti e coraggiosi (oltre che incoraggiata da alcune amministrazioni di centrodestra come quella del Piemonte), non erano consigliati dai protocolli di terapia domiciliare del ministero? E in caso affermativo, come si è riusciti, prima della pubblicazione di quest'ultimo studio, a farceli rientrare?

Ieri, sui social, sentendo la malaparata (cioè l'avvicinarsi di quella che ho chiamato scherzosamente Vaccinopoli), una quantità di sozzi troll piddini negava che il protocollo per le terapie domiciliari proposto dal ministero fosse la famigerata coppia "tachipirina e vigile attesa". I FANS sarebbero stati consigliati fin da novembre 2020, si dice, e quindi da prima del primo studio di Remuzzi, e di altri passaggi su cui vi riferirò. Vediamo allora se è così. Carta canta, villan dorme, e troll crepa.

Intanto, qui trovate la circolare ministeriale 0024970 del 30 novembre 2020, quella della "tachipirina e vigile attesa", che in realtà è: "vigile attesa e paracetamolo":

 


Ho evidenziato i tre punti salienti, a pagina 10 della circolare, per mettere in evidenza che quando si parla del famigerato protocollo (che ha causato numerosi lutti, come ormai temo sia difficile nascondere, ma apprezzo lo sforzo di chi ci sta provando) ci si riferisce specificamente al trattamento domiciliare dei pazienti asintomatici o paucisintomatici. A questi pazienti i FANS non venivano consigliati. Questo è fattuale. Il fatto che a pagina 12 della stessa circolare ci sia scritto questo:


non rileva, perché la menzione dei FANS è isolata dal contesto del trattamento domiciliare. Certo, se uno ha male alle articolazioni l'ibuprofene tendenzialmente se lo prende e l'AIFA non lo sconsigliava, che è altro da dire che l'ibuprofene venisse consigliato per il trattamento domiciliare precoce del COVID. A novembre 2020 sia il ministero che i suoi esperti a gettone di presenza non consigliavano i FANS per il trattamento domiciliare precoce di pazienti paucisintomatici (di cui alcuni, se non trattati, rischiavano di diventare sintomatici, e di questi alcuni, se la vigile attesa si fosse prolungata troppo, rischiavano di lasciarci le penne).

Giusto per chiarirci le idee: volete vedere come è fatta, invece, una circolare ministeriale che suggerisce l'uso di FANS in queste circostanze (e che quindi recepisci quello che a molti di noi era chiaro e che lo studio di Remuzzi ci ricorda)? Semplice: è fatta come la circolare 017498 del 26 aprile 2021:


(...scusate, devo dire una cosa a un amico, il troll che ieri diceva che i FANS erano consigliati per il trattamento domiciliare fin da novembre 2020: la vedi la differenza, gigantesco pezzo di me…ntitore?...)

E adesso, premesso che grazie alla simpatica campagna giornalistica che vi ho documentato sopra, e grazie agli sforzi profusi dai virologi a gettone di presenza, una percentuale se non maggioritaria molto significativa di MMG questa cosa ancora non la sa, ci sarebbe da ragionare su che cosa fosse successo fra il 30 novembre 2020 e il 26 aprile 2021 per convincere il generale Speranza ad arrendersi all'evidenza.

Due cose:

1) la presentazione di questo documento in questa conferenza stampa (video qui);

2) l'approvazione di questo ordine del giorno.

Inutile chi vi dica chi ci ha lavorato, a queste cose (che sono solo una parte di quanto è stato fatto).

Sicceravate voi, ci avreste sicuramente lavorato voi (e vi sareste fatti impallinare del primo amico dell'uomo che si vuole informare che fosse passato là davanti: peraltro, anch'io la mia parte di merda me la sono presa, ma stranamente la palma del martirio la reca chi non ha fatto un beneamato cazzo perché non era in condizione di farlo...). Siccerano loro, i veritierih (degni eredi degli onestih), avrebbero sicuramente fatto meglio, come le vicende delle loro aggregazioni politiche dimostrano.

Ma c'ero io.

E così ora sapete anche un'altra cosa: io il fascicolo per la Commissione d'inchiesta COVID ce l'ho già pronto. Eccolo qui:


tutto in ordine, fatto da me, perché naturalmente nel mondo del "fate qualcosaaaaaaah!", ma anche nel mondo del "quanto sei bravo quanto sei bello quanto ti amiamoooooh!", morire se qualcuno disloca una falange del suo mignolo quando ti capita di chiedergli una mano, non fosse che a mettere in fila le sentenze che hanno smantellato l'approccio del Governo, o i paper che progressivamente hanno consolidato le ragioni di chi fin dall'inizio aveva ragione. Quindi Bagnai è il segretario di se stesso, ed è per questo, del resto, che è molto soddisfatto del suo segretario (quello personale, cioè se stesso, ma ovviamente anche quello federale, cioè Matteo, e quello regionale, cioè Luigi). Ma, anche se voi non ve ne rendete conto da fuori, Bagnai è soprattutto un uomo fortunato perché è capitato in un vero partito, con un ufficio legislativo, con referenti in tutti i ministeri. Considerate l'alternativa (che non c'è): voi ce li vedete i tre senatori eletti da un partituncolo antitutto, che confluiranno nel gruppo misto egemonizzato dagli amici di Speranza, andare all'ufficio legislativo del loro gruppo e chiedere le carte (come quelle che vi ho fatto vedere e che il legislativo del gruppo sarà istruito a non dargli)? Ovviamente non gliele darebbero nemmeno se sapessero come trovarle (io le trovo nel mio hard disk perché mi sono portato avanti col lavoro). Voi vi immaginate che cosa potranno fare persone condannate non dalla politica, ma da Natura matrigna, che li ha dotati di un carattere irascibile, a stare all'opposizione, e quindi tenute rigorosamente fuori dai ministeri e dai cassetti delle loro scrivanie? Potranno fare la radice quadrata di zero, perché non avranno materialmente gli strumenti per fare qualcosa, e questo indipendentemente dalle considerazioni soggettive che vi ho esposto e di cui chi non è convinto si convincerà a suo danno, dopo aver ripercorso quel sentiero che qui da dieci anni vi esorto a non percorrere: quello dell'antipolitica.

Tanto vi dovevo. E ora, se volete continuare a ragliare cazzate in utroque, sentitevi liberi di farlo: s'ode a destra un "hai tradotoooh", a sinistra risponde un "Speranza ha sempre consigliato i FANS"...

Divertitevi così, se vi diverte. Io ho da lavorare: vado a Tortoreto alla presentazione della candidatura di un amico e di una brava persona, come sono tutti i miei colleghi: Antonio Zennaro.

Se siete nei paraggi, ci vediamo fra un'ora alla Capannina...

giovedì 9 giugno 2022

50 sfumature di...

Sei un caro amico.

Sai usarlo con appropriatezza?

Saprai utilizzare certe armi.

Sarà una cena amichevole.

Sarà utile condividere amicizie.

Sarebbe utile coinvolgere Ablerto.

Se unisci certe allusioni…

Se utile, considera altro.

Se utilizzi certe astuzie…

Se utilizzi certi agganci…

Segnalo una criticità apparente.

Sei un allocco certificato.

Sei un cazzaro assurdo.

Sei un cretino assoluto.

Sei un coglione allucinante.

Sei un coordinatore abile.

Sei un critico accanito!

Sembra una congettura azzardata.

Sembrerebbe un crudele accanimento…

Sento una certa arguzia.

Serenità, umiltà, curiosità, allegria.

Serve un consiglio accorto.

Serve una completa abiura!

Siamo una compagine agguerrita.

Siamo uniti con affetto.

Siamo uniti, compatti, agguerriti.

Siate uomini con audacia.

Sicuramente usi certe accortezze…

Siete umiliati, conculcati, abbattuti.

Siete una certezza, asini!

Siete unici, cari amici!

Sii uomo con ardimento.

Simpatia, umanità, competenza, affidabilità.

Simuli un contrasto assurdo.

Simuliamo un cortese apprezzamento.

Soffia una certa aria…

Soffro una crudele assenza.

Sollevi un conflitto apparente.

Sono un coriaceo antagonista.

Sono utili, concreti, appropriati.

Sosteniamo un candidato apprezzato.

Sostieni una cazzata allucinante.

Sostieni una cretinata assoluta.

Spero una concreta apertura!

Supereremo una congiuntura avversa.

Supereremo uniti crudeli avversità.

Superiamo uniti certe avversità.

Suscettibile un cazzo, amico!

Suscita una certa avversione.

Susciti una certa apprensione.


(...nello spirito sempre vivo del dizionario, alcune risposte utili per i tanti intelliggenti, pandemici, e gentaglia varia assortita che incontriamo su Twitter...)

(...ma soprattutto oggi queste alate parole vanno all'ANSA, che ci riporta così la vicenda occorsa ieri:

Si tratta ovviamente di una fake news, perché il ricorso della Lega non era contro "le circolari che raccomandano fortemente", ma contro la circolare che imponeva l'obbligo, cioè questa:


Alle 19:10 il nostro ricorso, cioè questo - che vi invito a leggere - è stato depositato al TAR. In tutta evidenza un'anima pia ha chiamato dal TAR i ministeri interessati, consigliando pro bono pacis di venire a più miti consigli, perché stavano per farsi del male inutile, e dopo circa un'oretta la circolare dell'obbligo è stata sostituita da questa:

Non credo ci sia molto altro da aggiungere. Simuliamo un cortese apprezzamento per i ministri che si sono arresi non tanto al buon senso, quanto alla competenza dei nostri amministrativisti, mentre ai migliori amici dell'uomo che si vuole informare rivolgiamo il nostro consueto augurio: siate unilaterali con attenzione, perché non può sempre andarvi bene, e questa volta vi è andata male...).

sabato 7 maggio 2022

Domandare è lecito (le portinaie)…

(...non rispondere sarà un'ammissione di colpevolezza...)


BAGNAI – Ai Ministri dell’istruzione e della salute

Premesso che:

lo stato di emergenza dichiarato con deliberazione del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020 e da ultimo prorogato con l'articolo 1, comma 1, del decreto-legge n. 221 del 2021, convertito dalla legge n.11 del 2022, fino al 31 marzo 2022, non è stato ulteriormente rinnovato, con conseguente cessazione dello stesso alla data del 31 marzo 2022 e introduzione nell'ordinamento di nuove disposizioni ai fini del superamento delle misure di contrasto alla diffusione della pandemia;

in ottemperanza alle disposizioni previste dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante “Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”, per il personale docente ed educativo della scuola, “la vaccinazione costituisce requisito essenziale per lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni” (ai sensi del comma 2 dell’articolo 4-ter.2 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, come modificato dal decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24) fino al 15 giugno 2022; la predetta norma ha abrogato tacitamente la precedente disposizione che prevedeva la sospensione dall’attività lavorativa del docente inadempiente e della relativa retribuzione;

in particolare, dal 1°aprile 2022 e fino al termine delle lezioni dell’anno scolastico 2021/2022, il personale docente inadempiente sarà destinato ad attività di supporto all’istituzione scolastica, la cui discrezionalità operativa è in capo ai singoli Dirigenti scolastici;

nel frattempo le linee operative del Ministero della Salute hanno sostanzialmente equiparato gli effetti dell'evento "vaccinazione" agli effetti dell'evento "guarigione da Covid-19", come è dimostrato dal fatto che entrambi gli eventi sono condizione sufficiente per ottenere il cd. green pass rafforzato, come risulta ad esempio dal sito https://www.dgc.gov.it/web/faq.html;

ciononostante, risulta all’interrogante che alcuni dirigenti scolastici, col sostegno degli Uffici Scolastici Regionali, stanno propugnando un’interpretazione restrittiva del citato disposto del DL 24 marzo 2022, n. 24, in virtù della quale al personale docente in possesso di una certificazione verde da guarigione (e quindi di un green pass rafforzato), ma privo di vaccinazione, viene preclusa l’attività di docenza frontale;

a parere dell’interrogante, vista anche l’assenza di un’espressa previsione normativa, l’esclusione dall’insegnamento che riguarda specificamente i lavoratori non vaccinati ma guariti dal COVID-19, e quindi dotati di green pass rafforzato, è illegittima nella sua applicazione, poiché il soggetto non è giuridicamente inadempiente all’obbligo vaccinale;

inoltre, l’infezione da virus SARS-CoV-2 determina un differimento dell’applicazione del suddetto obbligo, secondo i termini temporali indicati dalla circolare del Ministero della salute del 3 marzo 2021, prot. n. 8284, e dalla circolare del Ministero della salute del 21 luglio 2021, prot. n. 32884, parzialmente modificativa della prima circolare; sulla base di queste circolari, ai fini della determinazione della decorrenza dell’obbligo in oggetto, si fa in genere riferimento, in via interpretativa, al termine di sei mesi dalla guarigione;

pertanto, il presente quadro normativo genera una disparità di trattamento fra soggetti vaccinati e soggetti guariti dall'infezione, equiparati solo per l'ottenimento di una certificazione amministrativa, ma impossibilitati a svolgere la medesima mansione lavorativa, sulla base di tempistiche dettate dal Ministero della Salute nelle circolari sopra richiamate;

questa interpretazione è avvalorata dalla giurisprudenza, che si sta orientando nel senso di ripristinare la parità di trattamento fra tutti i docenti dotati di green pass rafforzato, comunque conseguito, come dimostra la sentenza R.G. n. 203/2022 del 3 maggio 2022 emessa dal tribunale del lavoro di Grosseto.

è chiaro, pertanto, che l’attuale assetto normativo non solo non abbia prodotto gli effetti sperati, ma ha dato luogo a diverse storture del sistema post-emergenziale: ne è un esempio la Circolare 461 del Ministero dell'Istruzione del 1° aprile 2022, nella parte in cui si rappresenta “In ogni caso, per tutti l’accesso alle strutture scolastiche è subordinato, fino al 30 aprile 2022, al possesso del green pass base ed è consentito, fino al 15 giugno 2022, lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni soltanto al personale docente ed educativo non inadempiente con l’obbligo vaccinale, che risulti quindi in possesso di green pass rafforzato, nonché ai soggetti esentati dalla vaccinazione.”;

si chiede di sapere:

valutati gli effetti applicativi delle disposizioni in materia, se intendano intraprendere delle iniziative urgenti, anche di carattere normativo, al fine di rimuovere ogni forma di disparità di trattamento tra docenti, al fine di garantire lo svolgimento delle attività didattiche a contatto con gli alunni sia per i docenti vaccinati sia per coloro che risultano guariti dall'infezione da COVID-19.


(...in verifica presso il nostro legislativo e i colleghi della Commissione 12a, perché in fondo questa non sarebbe la mia materia, anche se lo è dovuta diventare, perché la mia materia siete voi. Ma è cazzo possibile che io debba distruggere tempo, mentre il Paese è sotto altri attacchi, in questo modo, perché burocrazie incompetenti si muovono solo se portate in Tribunale? Certo che è possibile, e per noi, purtroppo, non è una novità! Vi dice niente la parola "aiuti di Stato"? Ma il dato nuovo e antropologicamente devastante della pandemia - perché un dato nuovo, oggettivamente, c'è - è quello di aver dato poteri troppo grandi a persone troppo piccole, a partire dalla più piccola delle persone grandi, quella che in aula non risponde, e di aver trasformato una pletora di presidentucoli di ordinicchi, dirigentucoli di ufficiastri, e via delirando, nella tanto archetipica quando indimenticabile portinaia di Aldo, Giovanni e Giacomo. Essi sono Legione, e essi sono il Male, un male per cui non ci sarebbe prevenzione se non il voto, perché in fondo è il male radicale del grillismo, l'invidia sociale nemica della libertà, che pervade questi ominicchi di un piacere quasi erotico nel comprimere i diritti altrui. Ma non è detto che a questo male, di cui è largamente responsabile chi ha votato ortottero, non ci sia una cura. Ci stiamo lavorando...)

domenica 20 febbraio 2022

Il trenino dei decreti

(...scusate, vi ho trascurato per troppo tempo - quasi un mese! - ma diciamo che da fare ce n'è stato. Torno qui con un post che dovrebbe aiutarvi a capire perché non ho da dedicarvi tutto il tempo che vorrei...)

Come forse saprete, il processo legislativo europeo è talmente farraginoso e pletorico che per consentire agli stessi addetti ai lavori di seguirne tutte le articolazioni il Parlamento si è inventato il "trenino legislativo": un'infografica impostata come i tabelloni delle stazioni ferroviarie attraverso cui ci viene consentito di addentrarci (con l'intenzione di farci perdere) nel groviglio di direttive e regolamenti in corso di elaborazione. Ad oggi, su questa bella d'erbe famiglia e di regolamenti, un'unica certezza è stato possibile maturare: che di quelli che riguardano la Commissione Finanze il ministro Franco non verrà mai a parlarci in Commissione (il ministro Tria lo faceva controvoglia, il ministro Gualtieri lo faceva di buon grado, il ministro Franco non lo fa per nulla: il Governo è bello perché varia).

In memoria di questa best practice, mi viene spontaneo chiamare "trenino dei decreti" il documento che il nostro ufficio legislativo aggiorna per tenerci al corrente su quanti e quali decreti sono in conversione in Parlamento, e a che stato di elaborazione si trovano. Bisogna partire da lì per pianificare il lavoro parlamentare, per il semplice motivo che, come vi ho spiegato diverse volte anche se in teoria dovreste saperlo (ma non lo sapete), l'art. 77 della Costituzione stabilisce che "i decreti [legge] perdono efficacia fin dall'inizio se non sono convertiti entro 60 giorni dalla loro pubblicazione". Insomma: il metodo di legiferare esclusivamente per decreto è la cristallizzazione del "fate presto"! Bisogna sempre fare presto, e quindi non bisognerebbe mai leggere le carte, perché si è sempre sotto la pressione di evitare che un decreto decada (con tutto il bailamme conseguente dalla perdita di efficacia e dalla necessità di intervenire per salvaguardare o meno i rapporti giuridici da esso creati).

Giusto per far capire che non si tratta di ipotesi astratte, l'esempio più recente che ricordi è quello del DL 209 del 10 dicembre 2021 "Misure urgenti finanziarie e fiscali", la cui legge di conversione è rubricata come Atto Senato 2470. Questo decreto è decaduto 10 giorni fa, ma i suoi effetti giuridici sono stati fatti salvi dall'art. 1, c. 656, della Legge 234/21, Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024, che recita:


Come vedremo, altri decreti in lavorazione sono destinati a decadere, cioè erano stati emessi per non durare, ma per produrre solo effetti temporanei: sono i cosiddetti decreti "a perdere".

Per darvi un'idea, in questo momento sono in conversione cinque decreti, di cui due al Senato:

  1. il decreto-legge 21 gennaio 2022, n. 2, recante "Disposizioni urgenti per consentire l'esercizio del diritto di voto in occasione della prossima elezione del Presidente della Repubblica", la cui legge di conversione è rubricata come Atto Senato 2501, incardinato presso la 1a Commissione (Affari costituzionali);
  2. il decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, recante "Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all'emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico", per gli amici "Sostegni ter", la cui legge di conversione è rubricata come Atto Senato 2505, incardinato presso la 5a Commissione (Bilancio)

e tre alla Camera:

  1. il decreto-legge 30 dicembre 2021, n. 228, recante "Disposizioni urgenti in materia di termini legislativi", per gli amici "Milleproroghe", la cui legge di conversione è rubricata come Atto Camera 3431, assegnato alle Commissioni riunite I Affari Costituzionali e V Bilancio e Tesoro;
  2. il decreto-legge 7 gennaio 2022, n. 1, recante "Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza COVID-19, in particolare nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli istituti della formazione superiore", la cui legge di conversione è rubricata come Atto Camera 3434, assegnato alla XII Commissione Affari sociali;
  3. il decreto-legge 4 febbraio 2022, n. 5, recante "Misure urgenti in materia di certificazioni verdi COVID-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività nell’ambito del sistema educativo, scolastico e formativo", la cui legge di conversione è rubricata come Atto Camera 3457, assegnato alla XII Commissione Affari sociali;

ma siamo in una fase di bassa marea!

In Senato la prossima settimana ne arriveranno altri due: il "Milleproroghe", che ci arriverà "blindato" dalla Camera (quindi senza possibilità di emendarlo ma con la necessità di incardinarlo, dare i pareri, portarlo in Assemblea, votare la fiducia, ecc.), e un decreto correttivo dell'infelice (diciamo così) art. 28 del Sostegni ter, quello che ha gettato nel panico migliaia di operatori del comparto edilizio; alla Camera ne arriverà un altro, il "decreto energia". Non poca roba...

Per tornare all'unico argomento che vi interessa, di decreti "pandemici" ne abbiamo tre: i numeri 1, 2 e 5 del 2021. Di questi il DL 2/2021, che è al Senato, è "a perdere": sostanzialmente spiegava cosa doveva fare per votare chi, come me, era positivo all'epoca delle votazioni del Presidente della Repubblica. Ora le votazioni si sono concluse e il decreto può morire.

Più interessanti i due decreti alla Camera, i DL 1/2022 e 7/2022. Il primo, in particolare, è quello che reca una quantità di norme assurde e sorpassate dai fatti, fra cui l’obbligo vaccinale per tutti i soggetti che abbiano compiuto i 50 anni di età, il green pass rafforzato per l'accesso al luogo di lavoro degli ultracinquantenni, l'estensione dell’obbligo vaccinale al personale universitario, l'uso del green pass base per accedere ai servizi alla persona e a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali, e la differenziazione, a seconda del ciclo di istruzione e del numero di casi positivi, delle condizioni in cui si ricorre alla didattica a distanza. Non vi so dire in questo momento che ne sarà del secondo, cioè del DL 7/2022: confluirà nel primo come emendamento del Governo? Morirà? Verrà convertito?

Pertanto i due provvedimenti più "caldi", per i temi trattati e perché sono ancora in Commissione (e quindi potenzialmente emendabili) sono senz'altro il Sostegni ter al Senato (perché il DL 2/2022 è a perdere), e il "Green pass lavoro/scuola", cioè il DL 1/2022, alla Camera (perché il DL 228/2021, cioè il milleproroghe, è stato licenziato dalla Commissione).

Circa il "green pass lavoro/scuola" (cioè obbligo vaccinale per gli ultracinquantenni), lunedì dalle 10 dovrebbe proseguire la votazione degli emendamenti.

Sempre lunedì, viceversa, scade il deposito in Commissione degli emendamenti al Sostegni ter. La discussione degli emendamenti avrà quindi luogo dopo che questi saranno stati numerati e fascicolati, verosimilmente già in settimana.


(...se vi siete annoiati voi a leggere, figuratevi io a scrivere! Ma #aaaaabolidiga è fatta anche di queste cose. Ad esempio, se vuoi dire la tua, o almeno provarci, su un decreto, devi sapere quando e dove viene discusso, entro quando depositare gli emendamenti, ecc. Tutte cose piuttosto noiose, ma il nostro lavoro è anche quello di seguirle. Non so come faremo quando saremo in 200, ma sicuramente, come sostenevano i fautori della riduzione del numero dei parlamentari, il provvedimento di riduzione, come per magia, migliorerà la qualità degli eletti superstiti e della produzione legislativa del Governo. Voi ci credete?...)

giovedì 17 giugno 2021

Moratorie

Poc'anzi su Twitter Alessandro Braglia ha "posto alla nostra attenzione" il tema delle moratorie bancarie. Nel ringraziarlo per l'affettuosa sollecitudine mi limito a osservare che il tema ci era ovviamente ben presente, tant'è che i nostri europarlamentari, quei brutti nazixenofascioleghisti con cui le associazioni di categoria danno ordine di non parlare fino a quando non è troppo tardi per farlo, avevano scritto qualche tempo fa a José Manuel Campa:


(la lettera la trovate o ritrovate qui), per chiedere su questo tema, di cui all'epoca nessuno parlava perché nessuno era consapevole, un'attenzione che a giudicare dalla risposta:


(che trovate qui), non mi pare ci sia esattamente stata.

Ora, il tema è molto semplice: non siamo noi ad aver voluto questo mondo, queste regole assurde di cui gli altri farisaicamente denunciano in ritardo l'irrazionalità. Questo mondo lo ha voluto soprattutto chi ora ne è vittima, ma, grazie al prezioso lavoro degli operatori informativi e di alcune associazioni di categoria, è stato istruito a denigrare nel nostro Paese e non sostenere nelle sedi internazionali il nostro lavoro.

Quindi, forse, si potrebbe anche dire che ognuno ha il diritto di vivere nel mondo in cui ha scelto di vivere.

O no?

domenica 7 febbraio 2021

La situazione...

...è questa:


descritta con lo strumento dei saldi settoriali, che qui abbiamo illustrato e spiegato infinite volte e che ci è servito a prevedere una serie di esiti inevitabili, come il fallimento del povero Hollande (annunciato fin da subito, e poi commentato passo passo, ad esempio qui, dove trovate una buona spiegazione dell'algebra dei saldi settoriali). Gli europei possono trovare una spiegazione concisa del significato dei saldi in queste slide di una mia lezione a NYU Shanghai (correva l'anno 2016). Ovviamente, astenersi sedicenti "europeisti", quei figli di una antropologia minore che borbottano un inglese stentato e che a Turku cercano il ristorante italiano per poi lamentarsi che la pastasciutta è scotta...

Ieri, un po' per divertimento, e un po' perché è capitato, ho fatto leggere questo grafico a due persone: un intellettuale "organico" (consideratelo un anglicismo, più che una reminescenza gramsciana), che tangenzialmente ha incrociato il Dibattito (cioè questo blog), e un imprenditore (qui ce ne sono tanti, e veri), che invece del Dibattito ha fatto parte come lettore e come commentatore. Con mia non enorme sorpresa, l'imprenditore ha capito subito, l'intellettuale no (però, essendo un intellettuale, lo ha immediatamente confessato, così come faccio io quando non capisco: se non si chiede, non si capirà mai: mi ha proposto di andare a spiegarlo a lui e ai suoi studenti e lo farò - in incognito!).

E voi, di questo grafico, che cosa capite?

Dovete fare un po' da voi, perché tempo per spiegarvelo non ce l'ho. Ma chi nel Dibattito c'è stato in un ruolo diverso da quello di soprammobile ha gli strumenti per valutare (gli indizi ci sono), e chi non c'è stato, se vuole capire, può cliccare sui link e farsi una cultura. Interpretare la fase è sempre utile, non credo che ci sia una persona cui ciò non serva, ma posso anche dirvi, con altrettanta certezza, che quelli in grado di farlo, fuori dal Dibattito, sono un insieme di misura nulla. Siatemene grati e continuate a studiare: ce ne sarà tanto bisogno. Farò il possibile per rispondere ai commenti, ma vi prego di avere pazienza. Mi manca molto il rapporto con voi. So che siete indulgenti. Buona lettura!

sabato 1 agosto 2020

"Caduta grave ma gestibile"

Ieri sono usciti i dati sul Pil trimestrale. Si tratta, per la precisione, delle cosiddette stime "flash", le stime preliminari che dovranno poi essere confermate il 2 ottobre (tanto tempo ci vuole a consolidare il dato). I nostri cari amici informatori, come sempre coraggiosamente schierati dalla parte del potere costituito, avevano un ovvio interesse a minimizzare il disastro (per tutelare lo storico Gualtieri) e quindi hanno fatto ricorso all'abituale espediente che ormai può trarre in inganno solo i gonzi: quello di prendere come termine di paragone implicito il primo dato pubblicato (qui il tentativo più noto e meno riuscito).

Questo il lancio di agenzia:

== Pil: Istat, nel II trim -12,4%, ai minimi dal 1995 = 
 (AGI) - Roma, 31 lug. - E' salato il conto della pandemia di
 coronavirus sull'economia. Il Pil ha fatto registrare nel II
 trimestre il valore piu' basso dal primo trimestre 1995, periodo
 di inizio dell'attuale serie storica: il calo e' stato del 12,4%
 congiunturale cioe' rispetto al I trimestre, e del 17,3% in
 termini tendenziali cioe' rispetto al II trimestre del 2019. Lo
 rende noto l'Istat. 
 Nel I trimestre, il Pil si era contratto del 5,4%. (AGI)Pit
 311001 LUG 20
 NNNN ********

A leggerlo così, distrattamente, il flusso trimestrale di Pil sembrerebbe così tornato indietro di 25 anni: al 1995. In effetti, sarebbe già un dato impressionante, tale da promuovere svariate riflessioni. Perché queste riflessioni siano proficue, bisogna però mettere il dato in prospettiva, cosa che nell'intero panorama dell'informazione italiana avete purtroppo visto fare solo qui (motivo per cui vi siete fermati qui, e avete mandato gli altri dove meritavano di andare). Vi ricordo alcuni esempi: questo, questo, questo, questo, ecc. Tutte cose che vi consiglierei di andare a riguardare, anche se avete avuto modo di rileggerle da chi le ha copiate (ovviamente senza citare la fonte).

Sul sito dell'ISTAT ci deve essere qualcosa che non capisco. La serie storica del Pil trimestrale a prezzi concatenati del 2015, edizione maggio 2020 (la più recente, e quella su cui si innestano i dati diffusi ieri) in effetti mi pare inizi nel 1995 (almeno, è possibile selezionare questa data):


ma cliccando su "Visualizza dati" riesco a vedere solo i valori fino dal 1996:


Poco male.

A differenza di altri colleghi politici, mi occupo di macroeconomia dalla metà degli anni '80. Fra i presidenti dell'ISTAT ci sono stati due miei professori e un mio compagno di stanza alla Sapienza. Fra quelli che questi dati li fanno materialmente ci sono miei amici di famiglia, compagni di scuola, o allievi. Il dato trimestrale del Pil era il mio pane quotidiano decenni prima che la crisi economica vi spingesse a occuparvi di questa roba qui. I dati quindi li ho, e li ho da quando esistono (cioè dal 1970). Ve li mostro fra brevissimo ma prima vorrei farvi notare che le stime flash danno per il secondo trimestre 2020 un valore di 356647 milioni (356,6 miliardi) di euro. Nel primo trimestre del 1996 (il più remoto che, per motivi misteriosi, il sito dell'ISTAT mi consente visualizzare) il dato era di 379,6 miliardi, cioè nel primo trimestre del 1996 stavamo messi meglio del 6.4%, o, se volete, nel secondo trimestre del 2020 stiamo del -6.1% sotto al Pil del primo trimestre 1996.

E allora intervengo a togliervi subito la sorpresa (scusatemi): per trovare un trimestre con un flusso di Pil (cioè di reddito prodotto) attorno ai 356,6 miliardi bisogna risalire non al 1995, ma al secondo trimestre del 1990:


Si capisce, vero, che quello che è successo dall'inizio dell'anno è qualcosa di un tantino fuori scala? E quanto alle "riprese a V", vedete bene che precedenti in tal senso non ce ne sono, anche perché, come è ormai chiaro a tutti, il cosiddetto aiuto europeo sarà accompagnato da misure di austerità, per cui il precedente più prossimo, a quanto possiamo intuire finora, è quello del 2012-2019. A vederla non sembra una "V". Somiglia più a una "L", ma forse non abbiamo abbastanza fantasia.

Come qui abbiamo riscontrato più volte, un grosso problema di chi governa e di chi informa è il non avere alcuna idea degli ordini di grandezza dei dati economici. Una variazione a due cifre di un dato trimestrale di contabilità nazionale non s'è mai vista. Punto. Inutile fanfalucare di riprese a "V", a "U", a "W", e chi più ne ha più ne metta.

Comunque, sempre per avere un'idea degli ordini di grandezza, vediamo che cosa occorrerebbe affinché il Pil annuale calasse solo dell'8%, come il Governo si ostina a promettere. In questa tabella vi faccio vedere i profili trimestrale e annuale corrispondenti al cosiddetto "acquisito" e ai sogni del Governo:



La crescita acquisita è quella che si avrebbe se il Pil trimestrale crescesse dello 0% (cioè restasse costante) nei prossimi due trimestri (restasse quindi a 356647 milioni in estate e in autunno). In questo caso il dato annuale del 2020 sarebbe uguale a 1476877 milioni, inferiore del -14.27% al dato del 2019, e questa è la (de) crescita acquisita ad oggi come riportata dall'ISTAT.

Per ottenere una (de)crescita annuale del solo -8% bisognerebbe invece, supponendo un tasso di crescita uniforme nei prossimi due trimestri, che il Pil trimestrale crescesse per due trimestri di seguito al 9,78%. Allargando lo zoom, si dovrebbe vedere una cosa simile:


La famosa "V" (qui in arancione), che, come capite da voi osservando i dati e la loro inerzialità, semplicemente non è nelle cose!

Molto banalmente, il terzo trimestre del 2020 comprende anche il mese di luglio 2020, e quindi anche la giornata di ieri, in cui mi sono recato a pranzo in un locale che ai bei tempi era pieno, e di cui ieri ero l'unico cliente. Devo veramente spiegarvi perché non ci sarà nessuna "V"? Ognuno di voi ha intorno a sé esempi di locali chiusi, di laboratori con su il cartello "affittasi", di palestre in cui non si tengono più corsi, di teatri vuoti, ecc. Certo, alcune attività sono ripartite: ma nessuno restituirà loro quanto hanno perso e per onorare i loro debiti con lo Stato che non le ha aiutate hanno contratto debiti con le banche. Ma soprattutto il clima di terrore alimentato dal governo che "non è affatto facile il contagio" (ricordate?) spinge chiunque possa a un elevato risparmio precauzionale. Anche chi può non spende. Perché in questa grande confusione una sola cosa è veramente chiara: che questo Governo, ove mai dovessero presentarsi ulteriori problemi, non sarebbe minimamente in grado di tutelare le famiglie e le imprese economicamente fragili, anche perché non ritiene che questo sia suo dovere. Anzi! Questo Governo si ritiene investito dalla sacra missione di purgare l'economia italiana delle scorie.

E le scorie siete voi: i professionisti, i piccoli imprenditori, gli artigiani, i ristoratori, gli artisti, ecc.

Altre categorie si aggiungeranno: la dialettica tutelati/non tutelati con un Governo simile perde rilevanza: nessuno è al sicuro da una simile mistura di subalternità e dilettantismo.

Diciamo che se ci va di lusso, ma veramente di lusso, e da questo trimestre cresciamo al 5% per due trimestri, l'anno si chiuderà al -11% (cioè tre punti sotto a quanto il Governo si ostina a propagandare). Ma affinché da questo trimestre crescessimo così, non dovremmo avere i locali e i centri storici vuoti, non dovremmo vedere i negozi chiusi, ecc. Quindi non credo che andrà così. Il che, peraltro, non smentisce la nota affermazione del ministro secondo cui la caduta sarebbe stata grave (oh, se lo è stata!), ma gestibile.

Tutto vero.

Sarebbe in effetti stata gestibile da chiunque: ma non da lui.







Nota metodologica


Un doveroso cenno a come sono stati ricostruiti i dati. La serie attualmente disponibile sul sito dell'ISTAT è quella in arancione, che, nel tratto terminale, è stata sostituita con gli ultimi dati pubblicati in questo pdf (quelli che certificano il tonfo), riportati in giallo. Prima del 1996 ho utilizzato la release 1996q3 dei conti economici trimestrali ISTAT, che è quella riportata in blu. Ovviamente quei dati non sono direttamente confrontabili con gli ultimi dati pubblicati, per diversi motivi: è cambiata la base dei prezzi utilizzata per "valorizzare" il prodotto (nel 1996 si usavano i prezzi 1990, nel 2020 si usano i prezzi 2015), sono cambiati i criteri di contabilità nazionale col passaggio al Sistema Europeo dei Conti 2010, e ci sono state altre revisioni minori. Tuttavia, quando si interviene con simili revisioni, si cerca nella misura del possibile di preservare la dinamica della serie storica, cioè di evitare che dopo la revisione anni di buona crescita si trasformino in anni di drammatica recessione. Diciamo che le revisioni dei sistemi di contabilità nazionale si fanno per ottenere misure più precise dei fenomeni analizzati, non per riscrivere la storia (o almeno non si dovrebbe), e quindi ci si aspetta che i tassi di crescita siano preservati, o comunque non siano troppo alterati, dalle revisioni.

Per questo motivo, fin dalla mia più tenera età all'ISTAT mi spiegavano che sì, certo, la revisione numero settordici della serie storica non era direttamente confrontabile con la precedente, ma volendo si poteva "retropolare" la seconda coi tassi di crescita della prima e non si sarebbe andati troppo lontani dal vero (che peraltro in statistica non esiste, come credo sappiate). Mi sono regolato così per ricostruire i dati dal 1970q1 al 1995q4. Può anche darsi che presso l'ISTAT qualcuno abbia fatto un lavoro più raffinato, e magari che questo sia disponibile online. Se lo trovate, fatemelo sapere. Non credo che cambierà molto il senso del post: magari gli anni di ritardo non sono 30, ma solo 27, o magari 31. Direi che di questo non vale molto la pena discutere. Sarebbe invece utile discutere di come uscirne, e se questo non si può fare in un paese colonizzato, lo si può però fare in un paese libero...

domenica 19 luglio 2020

Forsan et Giuseppi olim meminisse iuvabit

(...da Charlie Brown, che non sono io, perché lui non è me, e non è nemmeno quello che pensate voi, perché non è mai come pensate voi, ricevo questo pezzo che condivido, nel senso che lo trovo condivisibile, e quindi lo condivido con voi...)


Il fallimento di Conte al vertice "recovery" era scontato (chi entra zerbino esce pattumiera). 

Ma Conte è solo una membrana unicellulare: dietro a lui sta il DNA unionista.

Quindi questo non è il fallimento dell’avvocato di sistema Conte (il quale ha comunque centrato i suoi obiettivi professionali) ma un “momento verità” per il clan unionista e per tutti noi:

È appurato per tabulas che la UE non è una unione politica ma un accordo intergovernativo soggetto alle mutevoli circostanze, convenienze, ed esigenze dei firmatari. L’Olanda ha come obiettivo il non essere sopraffatta da una proiezione illimitata della Germania con la scusa della gestione “maggioritaria” dei fondi recovery. La Kasner nel suo inaugural  speech alla presidenza del consiglio UE non ha menzionato la crescita ma la “coesione” (il che oggi vuol dire convergenza verso l’egemonia tedesca e secondariamente francese);

È appurato per tabulas che la UE manca degli strumenti base di tutela di una vera unione politica: essa ha trattato le emergenze esistenziali sanitaria (Covid) ed economica (collasso post Covid) come “situazioni” da gestire con negoziati multilaterali. La politica resta in capo ai singoli Stati. “Più Europa” è una scemenza: questo È lo zenit dell’Europa unionista;  

È appurato per tabulas che l’unione è una costruzione  capitalistica e non una costruzione sociale. Essa è quindi logicamente ed ineluttabilmente basata sui rapporti di forza all’interno di “regole” che inevitabilmente vengono implementate a favore degli Stati più forti. La forza che oggi conta è quella economica; un domani conterà la forza militare con conseguente esplosione di tensioni franco – tedesche in una cornice ancora una volta asimmetrica (la Germania non ha una sua force di frappe).

Forsan et Giuseppi olim meminisse iuvabit.


(...ovvero, per chi ignora il latino: non sta andando benissimo, ma consolatevi: andrà peggio! Si apra la discussione...)