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mercoledì 11 febbraio 2026

Quando una donna dice "Nein!", è "Nein!"


 (...giusto per ribadire che il problema non sono i sovranisti cattivi, ma i piddini che insistono a violentare la Germania chiedendole una cosa che lei non vuole dare: il debito comune. Il meraviglioso Fogno dell'Europa federale urta contro questo ostacolo che può essere superato solo con uno stupro o una guerra. Ma non ditelo ai piddini...)


venerdì 21 marzo 2025

Nessuno tocchi Davìd! Sul Fogno e i rischi dell'ipertestualità


(...succedono cose strane: normalmente, quando voglio condividere un video dell'Anticonformista o dell'Insorto, accedo dal backend di blogspot a questa finestra:


inserisco il titolo, e mi appare il video, che seleziono e inserisco. Stranamente, questo video non compariva, e quindi l'ho dovuto inserire scrivendo direttamente il codice HTML per l'embedding. Visto che evidentemente non dovevate vederlo, ve l'ho riproposto, per tigna: divertitevi!
...)

(...Parenzo è sinceramente, genuinamente convinto che gli Stati Uniti d'Europa siano una strada ineluttabile. E mica solo lui! Conosco fior di persone intelligentissime, alcune vostre beniamine - di cui mai tradirò la fiducia - che ne sono altresì convinte. Si può essere ottimi medici essendo dei perfetti imbecilli, e questo ce lo ha insegnato Proust, e si può essere persone intelligenti e autoironiche  come Parenzo credendo agli Stati Uniti d'Europa. Capite ora perché Mitja dice ad Alëša: "No, l’uomo è vasto, sin troppo vasto, io lo restringerei."?...)

(...trasmissione trash quanto volete, ma divertentissima, grazie alla conduzione del Re musicista. Certo, obbliga a una certa attenzione, perché le vere perle si riesce a disseminarle solo negli interstizi del discorso, o, come direbbe San Girolamo, per intervalla insaniae...)

(...qualche giorno fa Claudio ha tirato fuori il Fogno, un vecchio conio di questo blog, di prima che lui ci raggiungesse, in effetti. Mi inventai quella parola in Eurodelitto ed eurocastigo - lui ci raggiunse a giugno - ed era una chiara allusione a un lieve difetto di pronuncia del leader di un partito poi scomparso, SEL. Il post era stato motivato dal dialogo con un esponente locale di quel partito, che poi sarebbe diventato mio studente di dottorato, e poi non so - è parecchio che non lo sento! Claudio ha avuto la bontà di citare la fonte, ma da Twitter molto hanno gridato al gombloddooh1!!1! quando, cliccando sul link, si sono visti davanti una roba simile:


In questo caso, diversamente che in quello che vi raccontavo all'inizio di questo post, non credo che ci sia alcun particolare desiderio di silenziare il libro
in quo totum continetur, cioè quello che stai leggendo, amabile lettore! Il fatto è che col passare del tempo un'opera che fa ampio uso dell'intertestualità come Goofynomics è soggetta a degradarsi, perché si degradano i link richiamati nel testo. Ad esempio, le parole "la trovate su Internet" rinviavano all'analisi dell'uscita dall'euro fatta da un gruppo di economisti francesi fra cui il nostro amico Sapir (Pour un démontage concerté de l'euro), che ora trovate qui, mentre il link originale è degradato. Ho fatto questa manutenzione e vi chiedo di verificare se è tutto a posto, o se ci sono altri link che puntano su siti strani...)

(...ad esempio, sempre in Eurodelitto ed eurocastigo, questo mio link:


al mio articolo su Costituzionalismo.it riceve questa risposta:


L'articolo è questo, vedete un po' se è possibile accedervi. L'URL nel frattempo è cambiata ed è forse questo che fa innervosire il simpatico gestore del sito e il simpatico filtro di Twitter, con cui parleremo
...)

(...poi cancellerò il mio commento. C'è anche un altro link che non funziona in quel post. Vediamo chi lo trova...)

(...comunque, ho capito una cosa utile per rendere più sicuro il nostro blog: più tardi ve la dico, ora disco!...)




sabato 18 aprile 2020

Quando un totem incontra un dogma...

Esco dalla diretta, e trovo questo commento assolutamente perfetto, che quindi vi evidenzio senza ulteriori commenti:



Diegolas ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Istituzioni europee (ancora sul MES)":

A me un'altra cosa colpisce (ma forse non dovrebbe, dopo vari anni qui). I piddini continuano a spingere sugli Eurobond, che sono irrealizzabili perché (legittimamente) manca la volontà politica dei Paesi centrali.

Continuano ad abbracciare un feticcio, quello della solidarietà europea, che non c'è. O almeno non esiste nelle forme che loro sperano, oramai "piatiscono": condividere il portafoglio (mutualizzare debiti, avere trasferimenti significativi). E probabilmente sono pure infastiditi, incazzati nel loro supplicare: se potessero, costringerebbero il loro fratelli tedeschi e olandesi a mutualizzare il debito, e traferire fondi.

Perché ovviamente hanno ragione loro, i piddini: "li Tedeschi nun capischeno che DEVONO da esse solidali! Li mortacci loro! Sinnò er sogno de Spinelli..."

(perdonate il Romano incerto, sono nordico...)

"Ahhh" - pensano - "se solo anche i Tedeschi fossero piddini..." (ma poi, non dovevamo farecomelagermania?!)

Invece di aprire gli occhi sull'altra soluzione più ovvia (almeno nel contesto attuale, senza l'eurobreak-up che tanto aborrono): la BCE fa la Banca Centrale, e monetizza il debito necessario ad uscire alla meno peggio da 'sto casino, come il prof e Claudio Borghi ci spiegano.

Insomma, sono disposti a fare a pugni con il totem della solidarietà europea, ma non col dogma della scarsità di moneta...

Un saluto
Diego

Postato da Diegolas in Goofynomics alle 17 aprile 2020 16:39


(...un commento lo faccio: se ci arrivano perfino i finlandesi, come vi dicevo in diretta, perché non dovrebbero arrivarci i piddini? E la risposta credo sia la più semplice: perché odiano l'Italia più dei finlandesi...)

giovedì 7 gennaio 2016

L'asimmetria di Schengen

Scusate, quello che sto per dire è talmente banale che sicuramente qualcuno lo avrà già detto. Inoltre, io non sono un immigrato, quindi magari non capisco bene come funziona.

Ma...

Ragioniamoci un momento su, volete? E rivolgiamoci a Wikimm... Pardon: Wikipedia, la madre di ogni sapere piddino.

Hoc dicit Wikipedia, testis fidelis ac verus:

1) gli accordi di Schengen vennero firmati nel 1985 da dieci paesi membri della Comunità europea;

2) l'accordo era indipendente dai negoziati che da lì a poco avrebbero condotto all'Unione Europea (perché all'epoca - bei tempi - non c'era consenso sul fatto che la futura Unione potesse costringere i suoi membri a rinunciare al controllo delle frontiere; insomma, la "cessione di sovranità" non veniva indicata come panacea, così come si fa oggi);

3) nel 1990 venne poi firmata la Convenzione di Schengen: all'abolizione/alleggerimento dei controlli interni si aggiungeva una politica comune per i visti extra-area. Nasceva così l'area Schengen (diciamo che la Convenzione di Schengen sta all'accordo di Schengen come un'unione doganale sta a una FTA, per capirci...),

4) la Convenzione entrò in vigore nel 1995, solo per alcuni firmatari, ma...

5) nel 1997, con il Trattato di Amsterdam (che ci portò anche il Patto di stabilità e crescita), Schengen entrò a far parte dell'acquis communautaire, cioè delle regole da rispettare per partecipare all'Unione.

6) Ovviamente, anche in questo caso, qualcuno negoziò un opt-out (come nel caso della moneta).

Il quadro risultante, tratto da Wikipedia, è questo:


La solita, simpatica, arlecchinata, come questa.

E vabbè...

Qual era lo scopo di "Schengen". Ma è semplice! "The creation of Europe's borderless Schengen area". Tradotto: la creazione di un'area priva di frontiere.

Manca qualcosa?

Sì.

Un aggettivo.

Quale?

Interne, ovviamente.

La creazione di un'area priva di frontiere interne. Un dettaglio che i nostri media mi sembra dimentichino, sicuramente in buona fede, sicuramente perché lo danno per scontato. In effetti, è del tutto logico che Schengen non significa che in Europa (rectius: nell'area Schengen) entri chi vuole. Schengen significa una cosa diversa: che l'onere di controllare la frontiera europea ricade sui soli paesi con frontiere esterne, cioè alle frontiere dell'Europa. E quali sono? Bè, se lo chiedo a Uga magari non me lo sa dire subito, ma voi siete uomini di mondo, avete fatto il militare a Cuneo. Diciamo che:

1) escludendo invasione di "migranti economici" dagli Stati Uniti (è molto più probabile che riparta un flusso di emigranti verso gli Stati Uniti),

2) ricordando che le migrazioni economiche dei normanni, che tante soddisfazzzzzzioni ci hanno dato, sono passate anch'esse di moda, fondamentalmente perché oggi, grazie al progresso tecnologico, i normanni stanno ma di molto meglio a casa propria,

3) considerando che con l'allargamento a Est la potenza egemone (la Germania) ha avvolto la sua frontiera orientale in un comodo bozzolo di stati cuscinetto, rispetto ai quali le faceva stracomodissimo che le frontiere interne venissero abolite (perché la Germania di braccia polacche, ceche, ecc. aveva bisogno...)

il cetriolo, secondo voi, a chi è rimasto?

Eh già: a Grecia, Italia, e Spagna, i tre paesi maggiormente esposti verso l'unico confine "sensibile" in termini geopolitici, quello sudorientale, e in subordine (si vede molto bene) a Ungheria e Slovenia.

Ricordate lo sproloquio di quel tipo su Orban che sarebbe stato un dittatore nazista? Oltre a dire cose fattualmente errate (come chiarii all'epoca), al tizio sfuggiva un dettaglio: che Orban aveva "eretto muri" (faute de mieux...) non per divertimento, ma perché era (ed è) un suo preciso obbligo controllare chi entra nell'area Schengen, dato che lui, come noi, ha una frontiera esterna da gestire (che la Merkel, di fatto, non ha).

Che questo obbligo esista (l'obbligo, se hai una frontiera esterna, di difenderla) risulta non solo dal testo del Trattato, ma anche da un semplice dato di fatto: chi invece è stato di manica più larga, o meno stretta, come la Grecia, perché preso da problemi più gravi, se lo è poi visto rinfacciare, venendo minacciato di espulsione dall'area (quindi, cornuto e mazziato).

Riassumendo.

Con Schengen l'onere di controllare le frontiere viene spostato interamente sui paesi periferici, già variamente penalizzati dal progetto europeo, per tanti motivi sui quali qui non torno. A voi risulta che a questo spostamento di oneri sia corrisposto un pari spostamento di risorse?

A me non tantissimo. Onestamente non mi risulta che Accordo e Convenzione prevedessero un meccanismo "federale" di riallocazione il quale trasferisca automaticamente presso la "periferia" parte delle risorse che il nucleo risparmia grazie al vantaggio di non doversi più far carico del controllo delle proprie frontiere interne, cioè, come i fatti di Parigi dimostrano, di non doversi più far carico della sicurezza comune.

Certo, c'è Frontex. Avete visto quando è stata istituita? Non vi viene spontanea una riflessione? Dieci anni dopo l'avvio della convenzione di Schengen...

E già questo la dice lunga sulla natura del progetto europeo: prima creiamo il problema, e poi si vedrà. Fra l'altro, chi paga non è che sia chiarissimo, e soprattutto non è chiaro in base a quali criteri si contribuisca. Ho provato a razzolare un po' sul loro sito, ma non ho trovato granché: magari voi sarete più fortunati, o magari sapete come funziona, perché anche voi non siete degli immigrati, ma... Certo che se i contributi fossero in proporzione alle quote di PIL, o al gettito IVA, non sarebbe esattamente il massimo dell'equità, no? Insomma: non mi sembra che la cosiddetta "Europa" abbia molta più voglia di mutualizzare il rischio geopolitico di quanta ne abbia di mutualizzare il rischio macroeconomico e finanziario.

Ma magari posso sbagliarmi: scrivo anche perché mi erudiate.

Una cosa è certa.

Nei media, io (non so voi), ho sentito parlare, via via, di operazioni "straordinarie" fatte per fronteggiare crisi "imprevedibili" (per quanto regolarmente fossero causate da scelte politiche del tutto autonome e scoordinate di alcuni paesi del nucleo); operazioni presentate come un aiuto dato a noi Untermenschen italiani, usualmente dipinti come disumani per cialtronaggine, cioè perché incapaci di occuparci di casa nostra.

Eh, no, cazzo!

Perché Schengen dice che il confine italiano non è quello di casa nostra: è quello di casa loro. Ma loro, tanto per cambiare, prima creano il problema, poi criticano chi non glielo risolve, quindi non pagano, e quando infine pagano la fanno cadere dall'alto, con il solito atteggiamento di moralismo peloso.

Quousque tandem...

mercoledì 15 luglio 2015

Il male della banalità: la sinistra nell'epoca del sogno europeo

(da tre amici...)


In questi drammatici giorni, la Grecia ha dimostrato, nella maniera più tragica, l’impossibilità per qualsiasi forza della cosiddetta “sinistra” di affrancarsi dalla gabbia dell’euro e di prendere pienamente coscienza che l’Unione Europea, e il coacervo di trattati sui quali si fonda, sono espressione del più becero neoliberismo, dal quale è assente ogni sia pur tenue traccia di democrazia.

In questi giorni stiamo assistendo, una volta di più, allo smascheramento del vero volto di quest’istituzione totalitaria e del suo braccio armato, la BCE che, come volgari strozzini di una qualsiasi organizzazione mafiosa ricattano un governo nazionale, legittimamente eletto, e pretendono di sostituirlo con una tecnocrazia di proprio gradimento. Operazione che è paragonabile, pur se non effettuata con mezzi esplicitamente violenti ai golpe etero diretti avvenuti nei paesi i cui governi erano sgraditi alle èlites economico-finanziarie sovranazionali.

È ormai evidente che quest’Unione Europea è totalmente irriformabile perché incompatibile con la democrazia: non si pone più alcuna questione su quali cambiamenti siano necessari per renderla migliore.

Fanno sorridere gli appelli delle variopinte anime belle delle varie sinistre movimentiste sulla necessità di ridisegnare le regole europee, i parametri e i patti di stabilità, allo scopo di contrastare le politiche di austerità, visto che nella gabbia della moneta unica e dei trattati europei non c’è possibile redenzione. Il ricorso ad improbabili iniziative referendarie od elettoralistiche, su queste basi, è quindi destinato all’irrilevanza.

[continua...]