Alberto,
diciamoci tutto.
Tu eri troppo ottimista all’inizio, quando hai aperto il blog.
Pensavi
che l’uscita dall’euro si sarebbe verificata in tempi più brevi. E
speravi che che nelle vicinanze dell’evento alcune forze politiche della
sinistra europea avrebbero avuto la forza e l’intelligenza di dire “ci
siamo sbagliati” coagulando una buona parte dell’elettorato di sinistra.
Hai
sbagliato, ammettilo. Certo avevi degli argomenti solidi dalla tua
parte, inutili richiamarli qui. Anzi, i pazzeschi sviluppi economici e
politici di questi anni dimostrano, ogni giorno di più, come la
costruzione della moneta unica fosse un progetto folle e insostenibile.
Crollerà.
Ma
mentre tu pensavi a un ictus, un colpo secco e via, poi magari si può
ripartire, qui si tratta di Alzheimer. Il malato con questa patologia
scende la lunga scala verso la tomba senza saltare un gradino. Prima le
piccole dimenticanze che fanno salire l’ansia, poi la mancanza di
orientamento, a un certo punto non si riconoscono più i figli,
cominciano le allucinazioni, le crisi psicotiche, poi non si riconosce
più il coniuge, arriva il pannolone, e si percorrono tutti i gradini e
tutte le patologie della lungodegenza, le piaghe da decubito, i sondini,
la maschera a ossigeno …
Ecco,
i creatori delle antidemocratiche istituzioni europee, personalità
chiaramente sadiche, non molleranno l’osso tanto facilmente e ci faranno
percorrere tutta la scala che conduce fuori dalla democrazia e verso la
guerra, un gradino alla volta, se necessario facendo delle piccole
soste. Non ci sarà risparmiato niente.
Sto
facendo un trasloco e sfrutto le ore notturne per spostare scatoloni,
troppo caldo. Pochi minuti fa ho avuto il piacere di ascoltare Barisoni
con Da Rold in collegamento da Atene. Da Rold ci fa sapere che Tsipras
ha perso la votazione nel comitato centrale di Syriza: 109 su 211 hanno
votato contro la sua proposta. Dopo di ciò Barisoni e Da Rold (ripeto:
Barisoni e Da Rold) si sono fatti beffe del cosiddetto
accordo “proposto” alla Grecia descrivendolo, in sintesi, come un
capestro da cravattari (“usurai" per i diversamente romani) le cui
previsioni economiche, per esempio sugli introiti delle privatizzazioni
sono semplicemente ridicole. Tenendo conto delle dichiarazioni di Paolo
Ferrero che ho avuto il dispiacere di ascoltare in diretta stamattina
(sempre facendo scatoloni) per il quale l’importante è stare con Tsipras
anche se accetta le imposizioni della Troika non possiamo non
concludere che:
FERRERO E TSIPRAS SI COLLOCANO A DESTRA DI BARISONI E DA ROLD.
Non ci sarà risparmiato niente.
(...esatto! Va però detto che io non vi ho mai detto il contrario...)