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lunedì 4 maggio 2026

La transizione verde e quella digitale sono incompatibili

(...sempre sul filone delle cose che non entrando in testa entreranno altrove...)


Qualcuno (credo fosse un alchimista, insomma, un ciarlatano, un cultore delle pseudoscienze) lo aveva detto tempo addietro. Gli OI 'ndernescional non pare se ne siano ancora accorti. Il loro problema infatti è: "Ma che ci facciamo con tutta questa potenza di calcolo?" Domanda pertinente, ma lievemente subordinata rispetto alla domanda fondamentale: "Dove troviamo l'energia necessaria per farla girare?"

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno (o rotto, se volete): se anche "gli idioti di Düsseldorf" imboccano la strada dell'AI, questa è la smoking gun che si tratta in effetti di una bolla, vent'anni dopo quella dei subprime! Abbiamo trovato qualcuno cui lasciare il cerino in mano, e sarà, come al precedente giro di valzer, l'Eurozona (vedo sfide ma anche opportunità...).

Che di bolla si tratti, del resto, ce lo hanno detto in tutte le salse Daniela Tafani e Juan Carlos De Martin (potete trovarvi i loro interventi sul sito di asimmetrie.org), e, udite udite, se n'è accorto perfino Servaas Storm, che per quanto sia un negazionista dell'euro (e per questo molto simpatico a tutti quelli che vogliono salvare la sinistra dalla vergogna di aver sponsorizzato un progetto di deflazione salariale), non è certo un cretino, come questo suo divertente pezzo sulla teiera di Russell dimostra (per noi non è una novità: è come sempre la sinistra che arriva dove Goofynomics era un paio di anni fa...).

Come disse il merlo al tordo, quando salterà questo tappo (cioè quando l'esercito statunitense deciderà di non sovvenzionare più questa industria, se deciderà di farlo: ma a un certo punto si raggiungeranno i rendimenti decrescenti anche qui, no?) vedrai che l'ultima delle nostre priorità saranno le girandole o i pannelli cinesi...

lunedì 29 agosto 2016

Terremoto: la morale della favola

& Pangloss disait quelque fois à Candide : « Tous les événemens sont enchainés dans le meilleurs des mondes possibles : car enfin, si vous n’aviez pas été chassé d’un beau château, à grand coups de pieds dans le derrière, pour l’amour de mademoiselle Cunégonde, si vous n’aviez pas été mis à l’inquisition, si vous n’aviez pas couru l’Amérique à pied, si vous n’aviez pas donné un bon coup d’épée au baron, si vous n’aviez pas perdu tous vos moutons du bon pays d’Eldorado, nous n’aurions pas reçu de médicaments homéopathiques. – Cela est bien dit, répondit Candide, mais il faut assurer notre maison ».



(...quoi de mieux, per commentare un terremoto, di un testo che fu scritto a seguito di un altro terremoto, così impressionante, all'epoca, da promuovere una riflessione sul concetto di divinità e sul suo rapporto col cosmo? Peraltro, anche in questo campo "Italians do it better": ma nel 1908 c'era già stato il positivismo, e quindi, come dire, l'impressione fu minore - ma non le vittime. Quindi, tutto va finanziariamente per il meglio nel migliore dei mondi possibili per la finanza. E le accorte parole del capo della nostra Protezione Civile - per ora organo pubblico, domani chissà? - credo vi facciano capire cosa voleva dire un certo saccente dall'ego ipertrofico, che fra l'altro porta anche sfiga perché tutto quello che dice succede, e siccome è sempre il contrario di quello che dicono i moderni Pangloss è evidente che il saccente è anche menagramo:




...e come denaro fresco va benissimo anche quello dei terremotandi!

Ma ora vi lascio: accompagno er Palla a rimettere il suo debito in francese. Così s'osserva in me lo contrappasso. A proposito: il saccente dall'ego ipertrofico sono io, e queste cose le ho scritte cinque anni fa e le trovate qui, dove, se lo meriterete, troverete anche molto altro. Multi sunt autem vocati, pauci vero electi: come dice Woody Allen, a qualcuno dovrò pur ispirarmi...)