(...dopo aver ricevuto l'ennesimo sclero di un professionista che mi propone una ricetta - che non valuto - per ridurre, pensate un po'!, il debitopubblico - nel 2017! - ci penso un attimo, e do una risposta che condivido con voi. Io sto con Darwin...)
Gentile avvocato,
cosa vuole che le dica? Il suo ragionamento fila all'interno del suo
mondo, che è il mondo che le rappresentano i giornali, posseduti e
indirizzati dai grandi capitalisti.
Se lei è un grande capitalista (intendo: un plurimiliardario in euro,
con importanti interessi in società finanziarie), allora il discorso si
chiude qui: i nostri interessi sono divergenti, e la politica si
occuperà di comporli.
Se lei invece non lo è, forse sarebbe ora che qualcuno le dicesse che il
debito pubblico è un falso problema, e in particolare non è la causa
della crisi. Io lo faccio da cinque anni (veda: http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html), e quelli che mi osteggiavano sono poi stati costretti a dire quello che dicevo io (veda: http://www.asimmetrie.org/op-ed/il-pentimento-del-prof-giavazzi-e-il-fallimento-dei-bocconiani/).
Da questo DATO DI FATTO (che i giornali ovviamente travisano, perché
travisare è il loro lavoro) consegue che "ridurre il debito pubblico"
(in qualsivoglia modo) significa amputare una gamba sana, e infatti il
risultato delle politiche di "austerità" (termine non a caso coniato
nell'Italia fascista, come lei forse saprà) è stato quello di far
aumentare il rapporto debito/PIL (veda: https://goofynomics.blogspot.it/2017/10/della-vedova-e-le-esportazioni-treccani.html).
Quindi posso solo dirle che i suoi sforzi sono generosi e ingegnosi, ma
assolutamente mal indirizzati. So già che non mi crederà, ma nonostante
questo la saluto cordialmente: come sa, in natura accade spesso che
animali intelligenti, come i cetacei, il cui cervello è più grande del
nostro (o almeno del mio), scambino la spiaggia per il mare aperto. Loro
pagano le conseguenze di questa strana decisione, e così pagherà
chiunque, non essendo un plurimiliardario, continui a vedere nel debito
pubblico, nelle "prebende", nei "carrozzoni", ecc., il suo nemico. Se la
classe media italiana si sta estinguendo è un po' anche perché se lo
merita: o vogliamo sempre dare la colpa agli altri (allo Stato,
all'Europa, ecc.)? Questo non è il mio stile, e non dovrebbe essere lo
stile di nessun liberale.
Cordialmente.
Alberto Bagnai
(...estinguetevi: fino a ieri ve lo chiedeva solo l'Europa. Da oggi ve lo chiedo anch'io...)
L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...
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giovedì 2 novembre 2017
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