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sabato 11 gennaio 2025

Punturini ‘ndernescional

(… titolo ripreso dal noto saggio di Pino Aprile…)

Un amico “che io ci ho molto rispetto” mi segnala questo pregiato articolo del Völkischer Beobachter salmonato ‘ndernescional, dal titolo “A time for truth and reconciliation”. Mi sento anch’io di caldeggiarne la lettura. Confesso però che nonostante ne condivida il contenuto (e posso dimostrarlo, e lo dimostrerò) la mia prima reazione, fin dalla lettura del titolo, non è stata di assoluto e totale entusiasmo.

Intendiamoci: alcuni aspetti analitici dell’articolo, e in particolare la lettura del 2016 come anno di svolta in senso repressivo nella gestione di Internet, sono da me totalmente condivisi, sono cose che mi sentite dire da tempo, ma proprio per questo il vederle adesso spiattellate come ponzose e profonde analisi da un outlet così “autorevole“ più che inorgoglirmi mi fa incazzare. Come pure dovrebbe inorgoglirmi, ma invece mi fa incazzare, il richiamo alla Commissione per la verità e per la riconciliazione. Alzi la mano chi si ricorda questo (scritto mentre la Grecia veniva macellata, cosa di cui non abbiamo evidenza che l’intellettuale di turno si crucciasse)!

Si riconferma che nihil est in intellectuals quod prius non fuerit in Goofynomics, ma non vorrei che questa venisse presa per vanagloria. Sicuramente un po’ lo è, non mi attardo ad escluderlo, ma il motivo per cui il fatto che venga condivisa un’esigenza di metodo che avevo espresso 10 anni fa mi innervosisce, anziché sollevarmi o inorgoglirmi, non ha nulla a che vedere con la rivendicazione di un primato intellettuale, di una particolare originalità o tempestività. Io sono stato scolarizzato nel XX secolo e in Italia, quindi io so che dopo Omero chiunque pretenda di dire una cosa originale è sostanzialmente un illetterato.

In altre parole, quello che mi infastidisce di questo richiamo all’esperienza sudafricana (quella della Commissione sulla verità e sulla riconciliazione, dei cui risultati, a dire il vero, non vi saprei tracciare un bilancio storico), non è che venga dopo il mio (e chi sono io per pretendere di essere ascoltato?), ma sono i motivi che sottendono ad esso, e questi motivi mi infastidiscono non perché siano di per sé non condivisibili (ricordo che faccio parte di una commissione di inchiesta sul fenomeno del COVID-19, quindi ovviamente mi interessa vederci chiaro su questo fenomeno!), ma perché preludono a un inevitabile fallimento.

Che dal 2016 fosse all’opera un DISC (Distributed Idea Suppression Complex) ce ne eravamo un pochino accorti anche noi, e ne avevamo anche parlato, mettendo in guardia, pensa tu!, proprio quella sinistra che oggi piange sul latte da lei versato!

Tuttavia, invece di apprendere le lezioni della storia, la sinistra (perché il Völkischer Beobachter salmonato ‘ndernescional è un outlet di sinistra) continua a non fare i conti con alcuni caposaldi della cultura occidentale, quali la logica aristotelica e la geografia astronomica. Da quest’ultima ci deriva, in particolare, quello strumento che tendiamo a considerare banale, a dare per scontato (nonostante che la sua storia dimostri che non lo è affatto), ma che è tutt’oggi essenziale per dirimere controversie di vario tipo, e anche per attribuire ad analisi della più svariata natura il corretto valore: il calendario.

Eh sì!

Perché a leggere il contributo dell’illustre e autorevole autore non si può sfuggire alla sensazione che secondo lui “la strage e il grande scempio che fece i social colorati in rosso“ sia stata quella che qui, per non farci tirare giù dagli amici suoi (perché l’autore si propone come un pezzo della soluzione, ma il suo curriculum ce lo segnala come pezzo del problema), abbiamo deciso di chiamare metaforicamente la “punturina”, cioè la gestione ideologicamente orientata, e quindi inefficiente, della pandemia.

Ma allora come si spiega che il DISC sia attivo dal 2016, cioè da quattro anni prima che il noto fenomeno epidemiologico si manifestasse? In altre parole, una chiamata alla verità come strada maestra verso quella riconciliazione di cui tutti avvertiamo l’urgente bisogno, per essere o almeno sembrare non dico efficace (perché pur aderendo intellettualmente a questa istanza mi rendo conto del fatto che politicamente sia impraticabile), ma credibile, dovrebbe dimostrare di avere colto quali siano le contraddizioni fondamentali che hanno portato all’egemonia della menzogna, quelle che preesistevano all’eruzione del fenomeno sanitario, e che, non dobbiamo nascondercelo (pensate allo Pfizergate), ne hanno condizionato le modalità di gestione. Ma sotto questo profilo, il pregiato contributo del pezzo del problema è abbastanza deficitario: il problema è il debito pubblico (leggere per credere!) e le bolle immobiliari, con una tanto elegante quanto eloquente saldatura dei punturini ‘ndernescional ai Giannini (intesi come plurale di Giannino) ‘ndernescional.

Quello su cui abbiamo bisogno non di sapere, perché la sappiamo, ma di dirci apertamente la verità non è se nel XXI secolo da qualche parte si stiano studiando o producendo armi batteriologiche (quando ho fatto il militare nel 1989 la difesa anti-NBC era nel programma dei corsi AUC! Nel frattempo, la sigla è diventata CBRN, ma sempre di quella roba si tratta). No, di questo credo che ci interessi il giusto, anche perché non è un argomento così sorprendentemente nuovo. Sarebbe, sarà, più utile fare un’operazione di verità sulla terza globalizzazione e sulle sue dinamiche.

Questo non possiamo aspettarcelo, ovviamente, da chi su queste dinamiche prospera, il che però non rende inutile il suo contributo, tutt’altro! Vi esorto continuamente a utilizzare la forza dell’avversario, e quindi un contributo come questo può esserci molto utile dialetticamente, se però ci ricordiamo che il suo autore non è uno di noi, non è un nostro amico, anche se, per motivi in fondo estemporanei, sembra desiderare quello che tutti noi desideriamo: è e resta un nostro avversario. Questo suo (secondo) coming out quindi è utile, anzi utilissimo, ma dobbiamo ricordarci di inserire il nostro desiderio di avere una parola di verità sulla gestione della pandemia (da lui condiviso), nel contesto di una aspirazione più ampia (da lui non condivisa): quella di avere una parola di verità sulla organizzazione dei nostri rapporti sociali di produzione, e dobbiamo essere consapevoli del fatto che in questo compito il Völkischer Beobachter salmonato ‘ndernescional non può aiutarci, se non nella limitata misura in cui, come avevamo pronosticato, le politiche che ha sempre sostenuto allo scopo di ridurre la nostra fetta di torta alla fine abbiano ridotto anche la sua fetta di torta (quella destinata alla rendita finanziaria, cioè ai suoi azionisti di riferimento) perché hanno fatto collassare la torta.

Non leggete quindi questo intervento come un’esortazione alla schizzinosità, come la versione di destra di quelli che volevano “l’uscita da sinistra“, anzi! È una cosa profondamente di destra: un richiamo al senso critico, quella cosa che la sinistra ha deciso di mettere in soffitta, crimine contro l’umanità per il quale merita di scomparire, e scomparirà.

Statemi bene e ovviamente long 🍿!

domenica 25 giugno 2023

Le confessioni di uno zerovirgolista

Fiorenzo Fraioli ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Altro giro, altra corsa (le consultive sul MES)":


Per conoscenza e senza secondi fini.

https://egodellarete.blogspot.com/2023/06/la-politica-i-clan-e-il-gioco-delle.html


Pubblicato da Fiorenzo Fraioli su Goofynomics il giorno 24 giu 2023, 17:55


Ma figurati!

Quale secondo fine puoi avere, caro amico, e se anche lo avessi in cosa potrebbe indurmi a comprimere il tuo diritto di espressione?

L'unico fine che hai è il primo, quello di rientrare per un attimo nel cono di luce, e te lo faccio fare ben volentieri anche perché il tuo documento, nella sua ingenuità, ha un valore di cui evidentemente non intuisci la portata (il che, come vedremo, è perfettamente coerente col messaggio che il documento trasmette).

Intanto, la descrizione profondamente sofferta ma sostanzialmente onesta della tua perdenza (non sconfitta: può essere sconfitto anche un winner: la tua è perdenza) chiarisce, a chi fosse interessato (pochi) e non lo avesse già ben chiaro (pochissimi) i motivi di quella che pudicamente chiami la tua "rottura"  con la community (cioè, come poi correttamente spieghi, del tuo allontanamento dalla community): di petulanti e perdenti ambizioncelle politiche non ne avevo bisogno, non erano loro che mi avrebbero permesso a quel tempo di accrescere la potenza del mio messaggio, e dopo di ostacolare con una discreta efficacia l'avanzata del nemico (il MES doveva essere ratificato nel 2019, e lo sarebbe stato se non ci fosse stato il discorso di Pescara, che tu, come un pennivendolo qualsiasi, collochi chissà perché al Papeete, mentre ora si parla di rinviare il dibattito, e in un contesto in cui il tempo è dalla nostra parte - l'unico dato politico da comprendere è questo e chi non lo comprende è meglio che non si avventuri a politicheggiare! - questo è già un (altro) successo).

Detto in sintesi: l'appostismo è una fede che non tollera blasfemia.

Poi, perché il tuo resoconto lucido e dettagliato chiarisce e avvalora meglio di quanto io saprei o potrei fare la mia reticenza, il mio fastidio verso lo spontaneismo zerovirgolista, in particolare verso quello "de sinistra", litigioso, rissoso, inconcludente, ma soprattutto impalpabile.

Fa bene, fa benissimo Daniele Capezzone quando invita tutti a smussare gli angoli e unirsi in vista del conseguimento di obiettivi comuni. Dimentica, per eleganza, di aggiungere un dettaglio: deve valerne la pena. Il compromesso costa comunque una fatica, non fosse che quella di mordersi la lingua, e perché vi sia, se non un avanzamento, almeno un equilibrio, occorre che questa fatica sia compensata da qualcosa: o dalla qualità del soggetto con cui ci si aggrega, o dalla quantità della sua base elettorale.

Il mio rapporto con Daniele è un preclaro esempio del primo caso. Volendo partire dalle cose che ci separano, non sarebbe difficile trovare ostacoli insormontabili. Io sono un keynesiano, lui un neoclassico (in termini dottrinali): già qui il discorso potrebbe chiudersi, e invece no, perché due cose ci accomunano: la volontà di difendere la libertà di chiunque, e l'eccellenza nel difendere le nostre posizioni. Ci sono probabilmente delle cose su cui saremmo destinati a non capirci, soprattutto se (ma non è questo il caso) fossimo disposti a lasciarci ingabbiare dalle rappresentazioni stereotipate delle nostre rispettive posizioni, ma intanto sappiamo che potremmo confrontarci con onestà intellettuale perché la nostra è una vita di risultati politici, non di ambizioni politiche.

¿Entiendes?

Tanto per chiarire con qualche esempio pratico a beneficio di chi ha difficoltà a orientarsi nel Dibattito, esattamente come io sono un keynesiano che riconosce il ruolo dei prezzi relativi (cioè un keynesiano vero), mi pare di intuire che Daniele sia un liberale che riconosce il ruolo dello Stato nel fornire una infrastruttura che vada oltre il mitologico "Stato minimo". Ma non mi addentro ulteriormente in questo.

Moreno, Stefano, tu, siete tutte persone che ho care e che mi ha confortato incontrare quando lanciai il mio grido di allarme che ritenevo fosse solitario. Poi ho visto che era ascoltato da decine (di migliaia) di persone. Bene, ma non abbastanza. Il dato che però emergeva era la mancanza di cultura politica in chi la politica pretendeva di insegnarmela (e io con la mia connaturata umiltà ascoltavo), ma soprattutto le conseguenze di questa mancanza di cultura: l'incapacità ontologica di aggregare un consenso!

E quindi, caro amico e cari amici zerovirgolisti tutti, perché mai non dovrei mandarvi a stendere? Quale beneficio mi offrirebbe il porgervi un ramoscello o un nodoso randello di ulivo? Nessuno! Non sareste in grado né di difendere le nostre ipotetiche posizioni comuni con la lucidità e la distinzione di un Daniele, né di aggregare in qualche luogo che non sia la bollicina di CH4 dei social qualcosa di simile a una significativa constituency elettorale. Come chiarisco spesso ai miei amici, il mio lavoro è ingrato: devo dedicare più tempo ai nemici che agli amici, e alle persone che non mi interessano che a quelle che mi sono simpatiche. Devo abolire (in modo controllato) la mia umanità per conservare (auspicabilmente) un minimo di lucidità e tensione verso l'obiettivo. E allora, amici cari: tanto affetto e tanta stima, ma da qui a perder tempo con voi ce ne corre...

Anche questo, del resto, lo ha detto Daniele: bisogna sì aggregare, ma anche fare attenzione a chi ci si accompagna, perché l'unica arma che ha il mainstream nei confronti di chi porta tesi scientificamente resistenti è quella del discredito. Ora, con tutto il rispetto, il mondo zerovirgolista mi pare pulluli di soggetti che espongono a questo rischio (esclusi i presenti, ça va sans dire). Può sembrare un dettaglio, ma uno degli svantaggi tattici del dibattito sulla punturina rispetto al Dibattito è che nel primo il tizio coi baffi a manubrio stava dalla parte dei "buoni", nel secondo da quella dei "cattivi" (tanto per chiarire con un esempio)!

E anche qui, parliamone...

Ho cercato di spiegarvi fin dall'inizio che la minaccia esistenziale diretta, la paura di morire (di COVID o di vaccino), per quanto possa essere uno strumento potente di mobilitazione, non riesce a creare una autentica coscienza di classe. In altre parole, a me è stato evidente fin da subito che tutto quel fermento di cui parli, tutte quelle proposte "olistiche" (la regina delle parole che non vogliono dire un cazzo!) si sarebbero sciolte come neve al sole alla scomparsa della minaccia. Ma scusate: ma ci vuole tanto a capire che se ti svegli se e solo in quanto hai paura per te, questa è la migliore prova del fatto che degli altri non te ne frega un beneamato cazzo? E che quindi non ti interesserà, né sarai in grado di, tenere botta quando sarà necessario spendersi per un obiettivo (uno fra i tanti: arrestare la riforma del MES) che non ti tocca direttamente? Ma ve li ricordate i volenterosi studenti e docenti contro il green pass? Che ne è di loro? Tanto afflato, tanto Agamben, tanta vibrante eloquenza, di cui oggi resta solo un collega invidioso e perdente che ogni tanto mi si affaccia a trollare su Twitter, anche lui senza secondi fini: con il solo primo fine di entrare in quel cono di luce che non è riuscito a crearsi, senza intuirne le ragioni!

Chi si è illuso di raccogliere consenso pescando in quello stagno ha raggiunto risultati elettorali a una cifra (non in percentuale, in numero assoluto!) e ora rosica come un capibara, e di converso chi ha voluto dare in tempi e modi impropri uno sbocco politico a una battaglia che era ed è giusta, quella per il diritto di decidere sul proprio corpo, nel rispetto della dignità della persona umana, ha commesso un errore da cui in tutti i modi avevo cercato di mettere in guardia: quello di segnalare questa battaglia come politicamente irrilevante perché incapace di muovere numeri.

Ecco: forse questo esempio dell'oggi ci aiuta a spiegare qualche fatto di ieri. Questo era esattamente l'errore che volevi farmi fare tu, ed è esattamente per non farlo che ti ho allontanato. Se in certe stanze sul MES si usa più cautela che, per dirne una, sui vaccini, è esattamente perché io non ho sbagliato, e altri hanno sbagliato.

Tutto qui.

Grazie per avermi offerto il destro di chiarirlo, anche se, parafrasando il compianto Sergio Cesaratto, ormai siamo nel 2023, e chi voleva capire ha già capito.

Agli altri ci penserà la SStoria.

venerdì 5 agosto 2022

La follia

(...non ho ancora risposto ai vostri numerosi contributi in calce al post precedente: purtroppo ero impegnato in Commissione sulla riforma del processo tributario, un tema che non appassionerà molti di voi, tranne quelli che sanno di che si tratta perché ci hanno avuto a che fare - per colpa loro o dell'amministrazione! Si stava verificando uno strano paradosso: i partiti "europeisti" stavano mantenendo un comportamento velatamente ostruzionistico rispetto a questa riforma, che come ora tutti sanno - perché gliel'ho spiegato io:


è prevista dal PNRR [il famigerato milestone M1C1-35 necessario per la rata di dicembre 2022], in un tanto sospetto quanto convulso conato di portare in approvazione la delega fiscale, un provvedimento che invece:

  1. non era richiesto dal PNRR (sfido chiunque a dimostrarmi a quale milestone corrisponda e quale rata sarebbe bloccata dal rinvio di questa approvazione);
  2. non aveva tempi tassativi di lavorazione, non essendo un decreto legge, ma anzi, essendo un disegno di legge di iniziativa governativa, che quindi per prassi parlamentare non sarebbe decaduto nella legislatura successiva (cose che invece accade ai disegni di legge di iniziativa parlamentare);
  3. non registrava né aveva registrato un'ampia maggioranza, come confermato dalle parole del Signor Presidente del Consiglio dimissionario, prof. Draghi, che nella sua penultima allocuzione al Senato ebbe a dire: "Le riforme del CSM, del catasto, delle concessioni balneari hanno mostrato un progressivo sfarinamento della maggioranza" (qui). Lo "sfarinamento" della maggioranza sulla delega fiscale (=catasto) implicava che questa delega non rientrasse nel perimetro descritto dal Signor Presidente del Senato per gli atti che potevano essere lavorati a Camere sciolte: "l'attività legislativa dell'Assemblea e delle Commissioni, secondo la prassi parlamentare, sarà limitata all'esame di atti dovuti, quali i disegni di legge di conversione dei decreti-legge e gli atti urgenti connessi ad adempimenti internazionali e comunitari, come gli atti di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché eventuali disegni di legge sui quali si registra un ampio consenso [non sfarinato, NdCN]." (qui)

Certo, per i volenterosi carnefici dell'Europa approvare una delega fatta dalla sinistra e comprensiva di una riforma del catasto che, per quanto sminata, noi non volevamo, e al contempo farci fallire un obiettivo PNRR, esponendoci alle ritorsioni della Commissione, avrebbe significato fare filotto! Avrebbero dato a noi la colpa del loro fallimento nel raggiungere un "mailston" PNRR e delle imposte volute da loro!

Purtroppo qualcuno stava sorvegliando, e in che modo questa sorveglianza si sia concretizzata lo saprà solo chi accederà ai capannelli "gold" del prossimo goofy (quelli senza cellulare e per i soli follower conosciuti). In ogni caso, ha funzionato, come dimostrano certi scleri:


puerili e disinformati (i disegni di legge di iniziativa governativa non decadono ed è interesse della prossima maggioranza riformare rapidamente il fisco, ma non alla piddina), cui è stato agevole e divertente rispondere:


Sparare sulle ambulanze - e io a Misiani voglio bene! - è il bello della campagna elettorale!

Lo si vede anche in altre dinamiche, che dimostrano fra l'altro come Lastampa competente si stia rapidamente schierando con i nuovi potenti pro tempore. Guardate ad esempio questo capolavoro informativo del dott. Cimmarusti:


dove "poi sostenuto anche" va tradotto in "presentato prima", perché quell'emendamento in effetti era abbastanza trasversale, come potrete verificare qui, e in particolare era anche mio, con la significativa differenza che io, sapendo che razza di imbecilli possono essere gli economisti "puri", li avevo esclusi dal novero di quelli che possono giudicare su una materia così complessa e specialistica come quella tributaria. Fa sorridere l'inchino del Sole 24 Ore a Fratelli d'Italia, come fa sorridere che certi giornali continuino a non riconoscere il nostro lavoro. Una disonestà intellettuale che dovrebbe darvi un segnale preciso, ed è solo per questo che ve la evidenzio. A me non interessano certo le bandierine: a me interessa che le cose si facciano, e questo richiede, come ci siamo spesso detti, che chi lavora lo faccia nell'ombra, visto che il buonsenso ha nemici potenti. 

Tuttavia, il fatto che non abbia potuto lavorare personalmente ai vostri suggerimenti, né abbia potuto rispondergli, non significa che essi siano andati persi. Rischiano di andare persi quelli di chi non ha fatto come dicevo io, cioè non li ha messi come commenti al post, per il semplice motivo che io non sono la vostra segretaria e se vi ho chiesto di mettere le proposte in un post c'è un motivo semplice: che così potevo girare a chi di dovere un unico link, anziché mille email o whatsapp. Non c'è amicizia che tenga: nessun mio amico vale più del mio tempo quando il mio tempo è vostro, perché mi serve per realizzare vostri obiettivi. Non ho tempo di dire le cose più di una volta.

Il post è stato girato al coordinatore del Dipartimenti sen. Siri che ha incaricato alcuni nostri tecnici, con cui sono in contatto, di selezionare le proposte migliori. E se sapeste chi sono questi tecnici (ogni tanto li vedete in televisione, senza sapere che sono nostri tecnici), e foste in grado di apprezzarne la qualità (il che presupporrebbe una certa preparazione), sareste molto fieri di quello che siamo riusciti a costruire qui: una community di persone sensate, in grado di formulare proposte di una qualità tecnica tale da poter essere considerate utili, innovative, meritevoli di sostegno dall'élite tecnica del Paese. Perché qui c'è anche l'élite tecnica del Paese.

Ora, la domanda cui volevo portarvi è questa: perché? Che cosa spiega la qualità di questa community?

E la risposta è semplice: perché da qui è sempre stata tenuta lontana la follia...)


Ieri stavo guidando verso una spiaggia, da dove domani ripartirò verso il mio collegio, quando travedo la notifica di una persona che ammiro e stimo (in buona compagnia: la vostra): "Mi spieghi?"

Una richiesta così insolitamente imperativa da parte di una persona normalmente molto rapida nella comprensione dei fenomeni suscitava un certo sgomento. "Oddio!" mi veniva da pensare: "Non sarà entrata anche lei in modalità 'Radames discolpati!' per via di qualche bufala fatta circolare in rete dalla solita gentaglia? Non potrei sopravvivere alla delusione...".

Immediatamente chiamo, e mi viene rappresentata questa situazione: pare che un tweet in cui lo scorso anno Claudio Borghi ipotizzava come data per le elezioni il 20 settembre 2022 sia il fulcro di un delirio complottista-vittimista di cui qui vi produco una diapositiva:


Quindi sì, in effetti le cose stavano un pochino come pensavo io, con una qualificazione in più, però: questa persona, molto lucida, mi descriveva la galassia anti come un verminaio di persone ambiziose e rissose, da cui le poche voci preparate e oneste si stavano rapidamente distanziando (con l'eccezione di qualche ingenuo), e inseriva questo episodio nel contesto di un suo tentativo di salvare qualche uomo di buona volontà dalle seduzioni delle fetecchie, tentativo per esperire il quale aveva bisogno di una interpretazione autentica del tweet di Borghi.

Ussignùr...

La mia risposta è stata in bagnaiano cortese, perché a quella persona voglio troppo bene, e suonava più o meno così: ma che spiegazioni vuoi che diamo alla feccia che solo nel 2020 ha capito che qualcosa non andava? Piccoli borghesi egoisti cui correva il 27 e che quindi se ne fottevano di quanto stava accadendo al prossimo loro, con una totale mancanza non solo di carità cristiana, ma anche di razionalità umana? Non è mica colpa nostra se noi siamo intelligenti e loro sono cretini! Tanto per fare un esempio, qui abbiamo spiegato nel 2012 che i 5 Stelle erano una forza di conservazione del sistema e nel 2016 che si sarebbero alleati col PD. Per averlo fatto siamo stati aggrediti dai pochi (ma pessimi) fra i sullodati cretini che già allora partecipavano al Dibattito senza evidentemente capirlo (la grande massa, percepita più che reale, all'epoca non c'era), i quali ci accusavano di "dividere il fronte", perché (pensa un po'!), bisognava unire le forze "antisistema" (cioè i gatekeeper!) e fare " er partito" o "er CLN".

Tutto già visto, rivisto, stravisto, con gli stessi protagonisti e gli stessi risultati (nulli). Un esempio ex multis qui:


Non so più come dirvelo: è tutto già successo, e questo eterno ritorno somiglia ormai drammaticamente a quello della peperonata, cibo che non concilia la digestione e quindi la lucidità di certi intellettuali.

Dietro le mie previsioni, come dietro quella di Borghi, come dietro altre previsioni di Borghi di cui non avete avuto traccia perché non era tatticamente opportuno renderle pubbliche ex ante (come ad esempio quella del 7 ottobre 2020, secondo cui Mattarella sarebbe andato al bis dopo aver proposto Draghi come premier per bruciarlo) non c'è alcuna condivisione nei tenebrosi recessi di un potere luciferino: c'è del semplice buonsenso, e peraltro, se posso, nonostante io stimi tantissimo Claudio e mi affidi spesso e volentieri alla sua visione, questa volta gli è andata di culo, perché se non fosse scoppiata la guerra la sua previsione sarebbe drammaticamente fallita, e a votare ci si sarebbe andati a giugno scorso (2022, ovviamente), come a Chigi chiunque a marzo vi avrebbe potuto confermare (e i motivi oltre a essere piuttosto ovvi non sono ignoti ai lettori di Dagospia).

Quindi il buon Claudio viene accusato di partecipare a oscuri complotti per via di una sua previsione  (voto a settembre 2022) che non si sarebbe realizzata proprio in conseguenza di una sua previsione che invece si è realizzata (Draghi bruciato da Mattarella), ma che alla fine si è rivelata corretta per l'intervenire di un fatto (l'invasione dell'Ucraina) che nessuno poteva prevedere!

Non è bellissimo?

Io vorrei capire che cosa passa per la testa degli "anti", ma non sono uno psichiatra e dubito che mi ci raccapezzerei. Posso solo provare compassione e solidarietà umana per questi poveretti intossicati dal grillismo: non è colpa loro se si fanno strumenti di quel potere che pretendono di combattere. E anche questa è una vecchia storia, non trovate?

Domine, dimitte illis, non enim sciunt quid faciunt.

Le radici cristiane del Dibattito...

Forse è meglio se vi spiego che cosa passava per la nostra testa, segnatamente rispetto al tema "data  delle elezioni". Atteso che un anno dopo quando glielo avevo detto (in compagnia di Siri e di pochissimi altri) tutti avevano capito che questa esperienza di maggioranza logorava il nostro consenso, violentandoci nei nostri principi, credo fosse sufficientemente evidente che:

  1. sarebbe stato piuttosto difficile fare una campagna elettorale in antagonismo col PD mentre si provava a governare con lui;
  2. il potere di interdizione del 5 Stelle verso l'ipotesi elettorale si sarebbe progressivamente sfarinato (anche lui) per poi crollare di botto al conseguimento dell'agognata pensione (che tra l'altro sono du' spicci, per loro precisa volontà!);
  3. aggiungo che come vi dissi a gennaio l'arrivo della recessione avrebbe spinto i migliori a defilarsi per non subirne il costo reputazionale.

Ci voleva molto altro per capire che le elezioni sarebbero state anticipate?

Se era ovvio in un mondo molto diverso, quello del 2019, tant'è che ve lo avevo anticipato qui:


nello stesso post in cui vi annunciavo il prossimo sfarinamento dei 5 Stelle:


tanto più ovvio diventava in un mondo "post pandemico", dopo i tragici eventi che ci avevano costretto ad accettare un'alleanza per noi innaturale, dalla quale era sufficientemente evidente che ci saremmo sciolti appena si fosse attenuata la retorica delle emergenze!

Quindi i cretini che ci chiedevano di far cadere Draghi non avendo noi i numeri per farlo e loro un pallottoliere per verificarli avrebbero però dovuto capire che Draghi sarebbe caduto da solo, per motivi oggettivi, tutti qui anticipati e descritti (in particolare, il bisogno di difendere la sua reputation da eventi di cui oggettivamente non aveva responsabilità, perché in tutta onestà anch'io che posso dimostrare di averli visti arrivare avrei grosse difficoltà a gestirli nel contesto attuale, con questa burocrazia, con queste regole...). E se avessero capito questa ovvietà, si sarebbero dati da fare per organizzarsi, per raccogliere le fottute firme, che sono sempre le stesse, dagli anni '50, se avessero avuto le capacità non politiche, ma umane per farlo. Perché quello che manca a queste persone, quello che ha spinto, in un accesso di comprensibile umana stizza la persona che ieri ho chiamato a definirle un verminaio, non è la capacità politica: è la qualità umana. Dio ci ha dato due orecchie ma soltanto una bocca perché ascoltiamo il doppio e parliamo la metà, pare abbia detto Epitteto. Ecco: loro dovrebbero intanto partire da lì, dalle fottute basi, dai manuali, non solo quelli di macro, ma anche e soprattutto quello di Epitteto, il primo manuale.

Capisco tutto.

Capisco la disperazione. Capisco la violenza che ci è stata fatta. Capisco l'apprensione per quello che ci attende, dopo che sono stati sdoganati comportamenti che esulano dal perimetro della Costituzione. Lo capisco e l'ho denunciato.

Ma non posso capire la perdita di lucidità, né il suo duale: la maniacale ricerca di un lucido luciferino disegno in vostro danno, quando questo disegno non c'è, non è consapevolmente assunto e vissuto, e non lo è perché per distruggervi non c'è bisogno di alcuna pianificazione: basta lasciarvi fare!

Da questa follia mi sono sempre guardato e da essa ho sempre purgato il mio blog, a costo di farmi dare del "divisivo" e del nemico del popolo perché non volevo unirmi a degli scappati di casa. Quali? Sempre gli stessi, se ci fate caso! Che chi si è svegliato con la punturina non lo capisca ci sta. Ma che non lo capiate voi, voi che avete visto le mirabilia degli scappati di casa nel prequel di quanto sta succedendo, ecco, questo sinceramente non posso perdonarvelo. Soprattutto, non posso perdonarlo a quelli fra voi che un minimo di cultura storica e politica dovrebbero averla.

Il mio motto resta: divisi si vince!

Finora ha funzionato, e motto che vince non si cambia. Fate quindi attenzione a quelli cui volete "unirvi". Qui vi è stato spiegato come funziona. Un lavoro simile non era mai stato fatto da nessun progetto di divulgazione. Se lo avete capito bene, se non lo avete capito amen. Le cose andranno come devono andare, cioè, come credo abbiate capito, come dico io (e non perché io abbia il potere di influenzarle da qualche oscura stanza dei bottoni, ma semplicemente perché anche se parlo molto, vi assicuro che prima ascolto il doppio)!

Ne parliamo dopo il 26, e intanto meditate: argomenti ne avete.

Io torno al programma.

mercoledì 26 agosto 2015

Do you remember me? Vol. 2 (CLN vs. TRC)

Caro professore,

E di me si ricorda? Mi chiamo Mario Bianchi (o Rossi) ed ho sostenuto con lei l'esame di econometria alla Sapienza nel 1492. Ora lavoro [grossa istituzione multilaterale]; ho sorriso amaro quando in un recente tweet l'ha giustamente richiamata tra i veri paradisi fiscali. In realtà non le scrivo per sapere se si ricordi o meno di me (poco conta) ma per farle sapere che non siamo tutti come “er biretta”.

Seguo il suo blog dal primissimo giorno; sono stato fortunato perché decise di aprire il blog proprio qualche settimana dopo l'esame. La voce girò subito tra i suoi studenti! Ricordo anche chiaramente la sua presentazione in aula sui differenziali d'inflazione nell'area euro; eravamo davvero agli inizi della sua missione come guru e cavaliere nero. E ancora, ricordo bene il pomeriggio che fece qualche minuto di ritardo a lezione (rarità!) perché stava completando l'articolo "Cina e crisi: chi ha paura dell'agnello cattivo" in risposta ad un articolo di Zingales. Lo raccontò con passione e smontò con pazienza e decisione le osservazioni del piddino di turno.

Dopo l'università, l'ho rincontrata a [capitale delle Piddinia internazionale], alla presentazione de "il tramonto dell'euro" alla Libreria Piddina. Quel giorno era ricoperta dalla neve che manco in Siberia. Prima della presentazione mi riconobbe e mi diede un abbraccio. Ne rimasi davvero colpito.

Seguo costantemente il blog, ho letto, fatto leggere e soprattutto ho studiato tanto sui suoi post ed articoli. Grazie. Ho letto con passione ed adorato i suoi due libri e ne ho regalate copie ad amici e parenti, con discreto successo.

Studiando alla Sapienza ho avuto la fortuna di aver avuto come professori, tra gli altri, Acocella, Padoan, Gandolfo, Carlucci, Gnesutta e De Vincenti. Oggi però riconosco che la più grande fortuna è stata soprattutto avere avuto lei come professore. Le sue lezioni sono davvero tra i ricordi più piacevoli dei miei studi. Seguirla poi tramite blog e twitter in questi anni mi ha insegnato tantissimo ed aiutato a distinguermi dai piddini che mi circondano. Suonerà come una sviolinata, ma non essendoci captatio benevolentiae, non ci trovo nulla di male.

Ci tenevo solo a ringraziarla ancora una volta per il suo lavoro. Ciò che alcuni amici, parenti e colleghi cominciano a capire oggi, lei l’ha spiegato e documentato chiaramente anni fa. Seguire questo blog per me significa più di tutto stare mesi, spesso anni, davanti a chi non la segue.

Ma soprattutto le scrivo per farle sapere che tanti dei suoi studenti non sono casi persi e disperati come lo studente del post di ieri, “er biretta”. "Bucce e scarti che la vita ha sputato" come definiva lei in aula certi studenti. In tanti continuiamo a seguirla ed imparare tantissimo dal suo lavoro quotidiano. In tanti ci vantiamo in giro di essere stati suoi allievi. In tanti cerchiamo di contribuire (certo dovremmo fare molto dipiù) alla diffusione del suo materiale per squarciare il velo di Maia €peo ed Europeo.

Spero capisca il senso della mia mail. Ho già rubato troppo del suo prezioso tempo.
Un caro saluto.
Mario Rossi (o Bianchi)

















































“Ma vedi là un'anima che, posta
sola soletta, inverso noi riguarda:
quella ne 'nsegnerà la via più tosta".
Venimmo a lei: o anima lombarda,
come ti stavi altera e disdegnosa
e nel mover de li occhi onesta e tarda!
Ella non ci dicea alcuna cosa,
ma lasciavane gir, solo sguardando
a guisa di leon quando si posa.
Pur Virgilio si trasse a lei, pregando
che ne mostrasse la miglior salita;
e quella non rispuose al suo dimando,
ma di nostro paese e de la vita
ci 'nchiese; e 'l dolce duca incominciava
"Mantua...", e l'ombra, tutta in sé romita,
surse ver' lui del loco ove pria stava,
dicendo: "O Mantoano, io son Sordello
de la tua terra!"; e l'un l'altro abbracciava.
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!
Quell'anima gentil fu così presta,
sol per lo dolce suon de la sua terra,
di fare al cittadin suo quivi festa;
e ora in te non stanno sanza guerra
li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode
di quei ch'un muro e una fossa serra.































































Scusa, Mario Bianchi (o Rossi): e cosa avrei dovuto fare, se non abbracciarti? Sei d'accordo che eravamo in Purgatorio, no? Quel Purgatorio che stiamo attraversando tutti, ma contromano, scendendo verso l'Inferno di un conflitto mondiale. E allora a me, che ho fatto il classico, come credo te (e non credo er Biretta: ma non possiamo escludere che esistano persone totalmente impermeabili al bello), abbracciarti sembrava la soluzione più naturale...

Solo un dettaglio: io non credo di aver mai definito dei miei studenti come tu dici, per due motivi.

Primo, perché la citazione è inesatta. Rilke dice "Schalen von Menschen, die das Schicksal ausgespieen hat", che nella traduzione italiana in mio possesso suonava: bucce di uomini che la vita ha sputato (anche se in realtà, come noterai, Rilke non dice Leben, ma Schicksal: destino, e ci sarebbe da riflettere su cosa sia la vita, e cosa sia il destino: se si chiamano in modo diverso, forse saranno cose diverse...).

Secondo, perché io ho sempre voluto bene ai miei studenti. Ho sempre avuto per loro, per le vittime delle mie lezioni "frontali", lo stesso affetto e lo stesso spirito di servizio che ho per le poche migliaia di persone che passano per questo blog, anche quando farlo si è rivelato un errore (e avrebbe potuto rivelarsi un errore anche prima, ad occhi più lungimiranti dei miei). Er Biretta che mi scrive per insultarmi a freddo dandomi del disonesto, o il Derossi che si chiede perché reagisco con sdegno (forse Derossi dovrebbe dirci come reagisce lui quando lo insultano, ma non credo che capirebbe la domanda, perché non è stato in grado di vedere l'insulto!) sono una minoranza rumorosa, lo so.

Poi ci sono gli altri, la maggioranza... dell'esigua minoranza di persone che ha deciso di ragionare con la sua testa!

Tu mi fai troppo onore accostandomi a cotanti colleghi. Loro sono economisti. Io no, come sai (vedi la discussione col cortese professor Monacelli). Sono una cosa diversa, evidentemente. Cosa? Lo sapremo solo dopo (quindi lo saprà chi ci arriverà).

Caro Mario Rossi (o Bianchi), la tua lettera mi riporta a un passato lontanissimo.

Quello in cui il dipartimento nel quale ci siamo entrambi formati non era ancora stato invaso dagli ultracorpi liberisti (come dicevo questa mattina a un altro che ci era passato, facendolo sorridere).

Quello in cui potevo credere che "sinistra" fosse capacità di pensiero critico e autocritico (e quindi mi rivolgevo a certi "organi" di stampa per esprimermi).

Quello in cui il mio tempo mi apparteneva.

Tutto questo ce lo siamo lasciato dietro, ed è stata una scelta non totalmente consapevole. Quando ho lanciato il mio grido di allarme (buon ultimo, come so e sapete), ero pressoché certo che sarei stato ignorato, proprio perché lo erano stati tanti altri, a cominciare, appunto, da Carlucci (ma risalendo su su fino a Meade...).

Ma è andata in modo completamente diverso.

Ho scoperto il potere della mia parola, e sono stato preso in un gioco più grande di me.

Sono lieto di vederti ricordare che in classe ho sempre parlato secondo coscienza: ma un conto era farlo in una sede scientifica, dove non avrei potuto, per onestà intellettuale, fare quegli sciatti comizi populisti a base di "l'Europa ci ha dato la pace", "la colpa è nostra perché non abbiamo fatto le riforme", insomma: svendere tutta quella paccottiglia neoliberista della quale alcuni miei colleghi, mi si dice, fanno grande smercio (mi chiedo però quale libro di testo adottino, perché nei libri degli economisti seri questa putrida melma non c'è: guarda ad esempio il dibattito sul libro di Eichengreen svolto dai miei lettori in coda ai post precedenti...). Ma un conto era affrontare certi temi in classe, dove poteva essere fatto su basi fattuali, e contando su un patrimonio (a dire il vero sempre meno vasto) di conoscenze comuni, e un ben altro conto farlo nel dibattito pubblico, dominato da queste logiche.

Eppure ha funzionato.

E se, come vedi, qui non c'è nessun terrorismo, fuori ci sono molti terrorizzati, che stanno perdendo la Trebisonda. I gentili colleghi parolai e populisti, lividi di odio verso il paese che li sfama e di disprezzo verso gli studenti che li circondano, quelli che non riescono proprio a dire quanto sta scritto nei libri... ma così facendo si circoscrivono nella sfera del pensiero magico, e non riescono ad articolare un discorso che abbia un minimo di coerenza.

"Svalutare è peccato!" Ma allora perché la Germania, che è brava, non rivaluta?

"La svalutazione è un disastro!" Notizie dalla Svizzera?

"Bisogna essere competitivi per esportare!" Ma se poi il resto del mondo va per aria, e tu hai tagliato i salari (la capacità di spesa) degli italiani per vendere al resto del mondo, poi cosa ti inventi?

"Dobbiamo fare le riforme!" Ma allora perché chi le ha fatte ha tassi di disoccupazione stellari, ha visto esplodere il proprio debito pubblico, ecc.

"La colpa è dello Stato!" Ma allora perché sono saltati per primi i paesi col debito pubblico più basso?

Eccetera.

Sono anni che andiamo avanti a slogan. E quindi, poi, fatalmente succede che qualcuno ti scriva roba del tipo:

"Non so se leggerà questa mail il prof Bagnai o se la potete inoltrare, in questo caso vorrei inviargli due grandissimi ringraziamenti: il primo ringraziamento perchè è riuscito a spiegarmi quella strana sensazione di disagio che provavo ormai da diverso tempo quando sentivo parlare dei problemi economici della nostra nazione sopratutto in relazione all'euro. C'erano delle cose che non tornavano, che mi lasciano incredulo, ora il professor Bagnai mi ha illuminato.
[il secondo ve lo risparmio]"

Illuminato è una parola un po' forte. Diciamo che la spiegazione dei fatti fornita dall'economia ortodossa (quindi non dal ciarpame populista a base di sogni, dare la pace, e menate simili) ha una sua coerenza interna che inevitabilmente seduce chi ha gli strumenti culturali ed etici per accedere ad essa. Occorre cioè non partire dal presupposto di essere dei superuomini (come si sente er Biretta), occorre aprirsi alle ragioni dell'altro e alla logica aristotelica più elementare. E occorre essere economisti, cioè dire quello che la scienza economica dice e tramanda per bocca dei suoi migliori esponenti.

Non dovrebbe essere molto: ma è tantissimo, in un mondo nel quale esponenti di prestigiosi centri di ricerca insultano sui social persone che chiedono spiegazioni, urlandogli in faccia che le curve di domanda hanno inclinazione positiva! O in un mondo nel quale mentre Giannino ancora ci ammorba col dividendo dell'euro, a Harvard ormai si sono rassegnati ad ammettere la realtà (come cercavo di spiegare ar Biretta).

Ci siamo capiti, no?

Bene.

Fuori sono terrorizzati: hanno paura che qualcuno prima o poi gli rinfacci il loro tradimento. Tradimento degli interessi del paese, tradimento della loro missione di intellettuali, e tradimento della più banale logica. Il nervosismo è palpabile. Gli scricchiolii li sentono (quasi) tutti.

Sento parlare, in giro per il mondo, di Comitati di Liberazione Nazionale. Ne hanno parlato su a/simmetrie Boghetta, Dal Monte e Magoni (il 15 luglio), poi ne ha parlato Fassina (il 27 luglio), poi ne ha parlato Jacques Sapir (il primo agosto). Hai detto bene: qui siamo anni avanti. Conosco tutte le persone che stanno parlando di CLN in giro per l'Europa, e sono il presidente dell'associazione dove questa proposta è stata lanciata, a seguito di un dibattito che mi ha coinvolto. La mia posizione, però, lo sapete bene, è un'altra. Il mio educated guess è che da qui si uscirà se e quando gli Stati Uniti capiranno che i costi sono per loro superiori ai benefici, il che potrà accadere o attraverso un processo di maturazione che conduca a una scelta deliberata, o in seguito a uno o più eventi traumatici (in soldoni, quando noi saremo ridotti come la Grecia).

È da un po' che lo dico, e ora lo dicono anche loro: "sembra una soluzione più costosa del problema"...

A chi mi insulta a freddo sfugge un dettaglio: certe domande hanno una sola risposta, quella giusta. Finché riesci a evitare di portele, o di porle ai tuoi lettori (vedi sopra), va tutto bene. Ma nel momento in cui decidi di farlo, significa che qualcuno la risposta già se l'è data (e del resto in IPF ho illustrato passo passo il riposizionamento di economisti meno sprovveduti e più legati ad ambienti statunitensi...). Quindi, sinceramente, a me il problema del quando e del come interessa sempre meno. Quello che mi interessa sempre di più è il problema di come gestire la ricostruzione. Perché insomma, una cosa credo sia chiara: una cosa non può essere simultaneamente bianca o nera, quindi qualcuno non ha detto la verità.

Ecco, io, ve lo dico, non riesco ad appassionarmi al problema del CLN.

Potrebbe essere un modo per venirne fuori, ma comunque fuori se ne verrà, il problema non è questo. A me interessa capire come costituire una Commissione per la Verità e la Riconciliazione. Chi ha osato esprimere un pensiero che in Italia era critico, e a Harvard banale, è stato sottoposto dagli italiani che frequentano Harvard a una vera apartheid in Italia. Nel frattempo, tanta gente ha perso la vita, e tantissima gente una ragionevole speranza di futuro per sé e per i propri figli, in conseguenza di scelte che si sapeva essere palesemente sbagliate (vi ho documentato ad esempio l'ipocrisia del Fmi sul moltiplicatore greco). Ora ci si trincera dietro la "stagnazione secolare". Ma vogliamo dircelo che se un quarto del mondo (in termini economici) si condanna alla deflazione, è piuttosto chiaro che l'esito non potrà essere una crescita sfavillante da nessuna parte?

Nessuno vuole vendetta, e io personalmente nemmeno giustizia (perché secondo me è impossibile anche solo concepire l'enormità di quanto ci è stato fatto, la dimensione della psicosi collettiva che è stata deliberatamente alimentata, e quindi io, sinceramente, avrei enormi difficoltà a stabilire cosa mettere sull'altro piatto della bilancia...). Però verità e riconciliazione sì, quelle saranno necessarie. Non possiamo permetterci, per la seconda volta in un secolo, di gestire l'esito di quella che in effetti è già una larvata guerra civile fra interessi economici che negano l'uno all'altro diritto di cittadinanza (come fu guerra civile per noi un pezzo della Seconda guerra mondiale), di gestire l'esito di un simile conflitto, nel quale influencer scaltri (come un cervo) lavorano indefessamente a mettere i figli contro i padri, i cittadini contro lo Stato, i genitori contro gli insegnanti, i passeggeri contro gli autisti, ecc., dopo tutto questo non possiamo cavarcela dicendo semplicemente "abbiamo scherzato!", o, peggio ancora, dichiarando la vittoria di una sola parte, quando per definizione una guerra civile è persa da tutti i contendenti.

Questo sarebbe un errore storico gravido di conseguenze funeste.

Certo, alla necessità di ristabilire un minimo di serenità, di verità, di equilibrio, di riconciliazione, rischiamo di arrivarci dopo eventi traumatici, appunto. Eventi tali da farci perdere di vista, da farci addirittura sembrare ingiusta, la necessità di una riconciliazione. Ma di quella c'è bisogno, per ricostruire un tessuto sociale lacerato in modo forse irreversibile dalla lama arrugginita della menzogna, quella menzogna che, impedendo agli attori sociali di riconoscere e dichiarare i propri interessi e quindi di comporli nelle sedi democratiche, uccide la politica, uccide la democrazia, e rende inevitabile la composizione violenta del conflitto sociale.

A chi fa comodo la deflazione? Lo sappiamo. Ma alle vittime di questo delirio (i piccoli, i dipendenti) è stato fatto credere che la deflazione faccia comodo a loro.

Non è così.

E allora, niente "Norimberghe", che servono solo a mandare al governo un po' di nazisti ripuliti, nell'interesse del podestà straniero (è andata così, come credo sappiate), ma un bel ragionamento fra italiani, in cui ci si incontri in una sede istituzionale, e si chieda: "Fratello, tu nel 1978 eri contro l'unione monetaria. Perché nel 2010 l'hai difesa a costo della nostra vita? Fratello, tu nel 1997 hai scritto nero su bianco che l'euro era un esperimento antistorico. Perché nel 2007 ci hai poi esortato a qualsiasi sacrificio pur di difenderlo?". Io credo che sia utile in primo luogo a chi si è comportato così essere chiamato a riflettere sul perché lo ha fatto. Senz'altro, sarà utile a tutti capire come si sia potuto intraprendere un cammino tanto fuorviante. Non esiste una sola spiegazione. Le spiegazioni sono complesse. Lasciamo il semplicismo del "l'euro ci dà la pace" ai populisti cialtroni, lasciamo la violenza e la vendetta a chi propugna riforme rigorosamente sulla pelle altrui, fottendosene dei costi umani (oltre che della logica economica). La nostra verità sia complessa e aperta all'ascolto.

A noi interessa capire e andare avanti cercando di porre basi non fragili alla nostra civile convivenza.

Liberarsi senza risolvere questo problema non servirebbe a nulla.

Vi ricordo che se siamo ridotti come siamo, in quanto italiani, è principalmente perché ci odiamo, e se ci odiamo ci sono ragioni storiche lontane e prossime, e la più importante delle ragioni prossime, come questo blog e il dialogo che vi si svolge mi sta aiutando a capire, è il modo in cui abbiamo gestito l'esito della nostra ultima guerra civile.

Quindi, va anche bene il CLN (se piace...), purché si riconosca che solo una Commissione per la Verità e la Riconciliazione potrà permetterci di superare veramente questo clima di apartheid, di caccia alle streghe, senza uno strascico di rancori, e potrà costituire il laboratorio per tentare un esperimento che in quasi due millenni di storia non è riuscito a nessuno: dare un senso alla parola "italiano", far convergere questo concetto, che negli ultimi decenni ha oscillato violentemente e pericolosamente dall'esaltazione nazionalistica più bieca, alla depressione autorazzista più feroce.

Non c'è nulla di male nell'essere ciò che si è, purché non si ceda alla seduzione di sociopatici irresponsabili che continuano a proporci di essere ciò che non siamo.

Questo è il compito della tua generazione. Tanto per essere chiari: è un compito impossibile.

E ora hai capito perché ti ho abbracciato.