(...giornata di lavoro intensa e proficua a Milano, torno a casa stanco ma non rinuncio a condividere un paio di osservazioni con voi, osservazioni di merito, ma soprattutto di metodo...)
Di Francia qui se n'è parlato tanto. Della sua storia più (Austerlitz) o meno (Azincourt) gloriosa, della sua letteratura, che ci ha aiutato a superare momenti difficili, a comprendere e a compatire, ma soprattutto dei suoi deficit gemelli, che ci consentono di non stupirci di quanto sta succedendo in queste ore.
Hollande oggi nessuno si ricorda più chi sia. Il suo partito è stato piallato dalla Storia. Come nessuno sa che questo esito non era stato previsto, in questo blog che non esiste, fin da quando la sinistra europea tutta congioiva per l'avvento del suo nuovo alfiere!
Ma noi non avevamo detto come sarebbe andata a finire...
Poi arrivò Macron, e noi, se fossimo esistiti, avremmo potuto dire che ci aspettavamo da lui quello che ci eravamo aspettati da Hollande.
Ma insomma, non ve la fo tanto lunga: i post sulla Francia sono tutti qui, se vi va di leggerli, ma la loro sintesi è e resta quella che (non) avevamo scritto un anno dopo la prima elezione di Macron:
I deficit gemelli (pubblico ed estero) non lasciano alcuna via di scampo al Governo francese, a qualsiasi Governo francese: impossibile ridurre quello pubblico senza scatenare una reazione rabbiosa della popolazione, ma impossibile ridurre quello estero senza ridurre quello pubblico.
I tremendi shock del COVID e dell'offerta non cambiano di molto il quadro:
Anche oggi, dal deficit estero rientriamo domani!
Non so se ricordate il quadro roseo che veniva tracciato nel 2018:
Quanta convergenza traspariva dalle previsioni del FMI!
Ma se questa convergenza non c'è stata, la colpa non è della guerra, della carestia, della siccità, delle cavallette. La colpa è di quanto impedisce alla Francia di riequilibrare il prezzo relativo dei propri beni e servizi senza ricorrere a politiche di austerità (ultima fra tante: la riforma delle pensioni).
Ne abbiamo parlato tante volte, non ho ora né il tempo né la forza di spiegare ai neofiti i dettagli di questi grafici, che per gli altri saranno spero sufficientemente leggibili. Il mio lavoro non è più spiegare l'ovvio: è prepararmi per quando sceglierà una strada alternativa, dopo aver inutilmente cercato di ficcarsi in testa alle persone.
(...buona notte!...)