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lunedì 13 luglio 2026

Alieno, alloctono, esotico

(... abbreviamo un lungo viaggio per Milano. L'incontro annuale della CONSOB con il mercato è un evento interessante, parteciparvi è tanto un onore quanto un dovere, ma non lo definirei esattamente un divertimento. Per alleggerire la giornata, torniamo alle origini del nostro blog...)

Diciamocelo pure con franchezza: chi di noi non ha pensato che i francesi esagerassero coi loro logiciels (software) per i loro ordinateurs (computer)? Nessuno si sarebbe mai aspettato che che potessero definire escargot (chiocciola) il noto carattere @: sarebbe stata una duplice lesione (linguistica e gastronomica) della loro identità culturale, anche se la soluzione scelta (arobase) ha una storia interessante che non deriva da Clovis, ma da quelli che a Poitiers le avevano prese (الربع). Mi affretto ad aggiungere a uso degli imbecilli, cui questo post è affettuosamente dedicato (qualcuno dovrà pur pensare a loro!), che so bene (io) che Clovis era morto da 221 anni al tempo della battaglia di Poitiers. Ma insomma, se perfino il nemico giurato (all'epoca) degli Stati Uniti si era arreso a компьютер, la tigna di voler chiamare il calcolatore elettronico con un termine orgogliosamente autoctono, battezzato il 16 aprile del 1955, mi sembrava appunto una scelta da orgoglioni.

Fra l'altro, queste ubbie identitarie potevano facilmente indurre in errore. Non so se avete mai saputo che cosa fosse il Minitel: qualcuno lo ricorda? Per farla breve, era una specie di televideo i cui terminali si attaccavano alle prese telefoniche. Uno strumento utile, indubbiamente (la storia la trovate qui), tanto utile da indurre persone orgoglionamente francesi, come il mio carissimo amico Jean Charles, a ritenere che Internet non avrebbe avuto presa, perché non sarebbe sostanzialmente servito a nulla che già il Minitel non facesse.

Grave errore di valutazione!

E quindi, per vari motivi, questa difesa ultra vires dell'identità linguistica da parte dei miei adorati cousins (cousinage, dangereux voisinage...) mi sembrava, nel suo indubbio eroismo, un tantinello controproducente, e forse anche un pochino (si je l'ose dire) risibile.

Due giorni fa ho cambiato idea, e vorrei spiegarvi perché.

Premessa

Ho già chiarito a chi è dedicato questo post: agli imbecilli, cioè, etimologicamente, alle persone che senza il bacolo del principio di autorità non riescono ad addentrarsi in un ragionamento (sì, perché imbecille viene da "in" "baculum", dove "in" ha il significato privativo che gli proviene dal proto-indoeuropeo "ne", non quello inclusivo che gli deriverebbe dal proto-indoeuropeo "en", a testimonianza del fatto che in tutte le cose l'ordine è importante...). Dobbiamo avere pietà umana di questi nostri fratelli più deboli: la loro tutela rientra a tutti gli effetti in quegli inderogabili doveri di solidarietà sociale cui ci richiama l'art. 2 della Costituzione. Ne consegue che indurli in errore non è solo un gesto poco umano: è anche e soprattutto un gesto anticostituzionale! Resta il fatto che siccome sono imbecilli, la loro redenzione non è solo impossibile, ma anche inutile. Cimentarsi in un simile tentativo ha l'unico scopo di farci sentire in pace con la nostra coscienza: non è poca cosa, considerando che un sonno regolare, fra l'altro, pare regoli i livelli di cortisolo (il mio è comunque ampiamente nei limiti).

Procedo quindi con un primo, vano, tentativo di scrematura.

Capracotta, Marsia, Valle del Sole, Tavola Rotonda, Passo San Leonardo, Colle Rotondo di Scanno (e altri ne potrei aggiungere), che cosa hanno in comune?

Vi aiuto io (ho già provato a farlo in una delle tante fabbriche algoritmiche del disagio): sono sei dei 65 impianti sciistici dismessi censiti sull'Appennino, quelli nei cui paraggi passo più spesso. Come ho cercato (invano) di spiegare in varie fabbriche del disagio, se illo tempore tanti imprenditori hanno fatto investimenti per costruire impianti, strutture alberghiere, ristoranti, e via dicendo, è evidentemente perché si aspettavano di poter contare su un ritorno economico. Questo è tanto più vero in quanto l'epoca in cui la maggior parte di questi impianti venne concepita e realizzata non era ancora quella odierna, in cui ti muovi se intercetti un fondo "europeo", che generalmente ti viene erogato purché tu faccia cose che non servono a niente (come una pista ciclabile in mezzo a una carreggiata stradale, o una pista da sci a bassa quota!): allora gli imprenditori i soldi li mettevano di tasca loro, l'incentivo allo spreco, alla dissipazione e alla corruttela dato dall'Unione allora non era tanto forte quanto oggi!

Per darvi un'idea, proprio ieri parlavo con uno di questi imprenditori, che in uno degli impianti citati fatturava sei milioni al giorno con un chiosco di ristorazione. Tremila euri (con la "i" di imbecille), ma considerando il periodo in cui questo accadeva (un panino te lo portavi via con l'equivalente nominale di 50 centesimi) in effetti era molto di più. Ora, capite bene che se si è passati da un contesto economico di questo tipo al deserto totale evidentemente qualcosa è cambiato, e quel qualcosa non è che le città sono diventate isole di calore perché tutti hanno i condizionatori o che la statistiche sulla temperatura sono manipolate dal fatto che per vari motivi le centraline di rilevazione non sono a norma. Semplicemente, non nevica più a bassa quota, e non è mettendo a norma le centraline che si riporterebbe una neve sufficientemente stabile sulle pendici meridionali della Tavola Rotonda, o almeno non credo. D'altra parte, volendo aderire alla religio (nel senso di Lucrezio: tantum religio potuit suadere malorum) degli "imbaculi" (cui ci siamo proposti di andare incontro), non è nemmeno emettendo più anidride carbonica in Cina che si risolve il problema delle emissioni in Europa, e soprattutto non è facendo una comunicazione allarmistica (e basata su statistiche oggettivamente falsate) che si può convincere la popolazione a riflettere serenamente, anche perché questo meccanismo narrativo secondo cui quando una cosa è nociva (poniamo sia l'anidride carbonica) ce ne vuole di più (producendo più pannelli solari col carbone cinese) presso un certo pubblico è un po' usurato! Siamo pur sempre quelli che da tempo riflettono su quale fallacia logica sia argomentare che siccome l'Europa non funziona ce ne vuole di più, o siccome il reddito cala ce ne vuole di meno ("l'austerità espansiva")!

Però alla Tavola Rotonda oggettivamente non si scia: questo nessuno qui lo nega (e chi lo negasse potrebbe tranquillamente salire - a piedi, perché lo skilift è dismesso - e dimostrarci il contrario)!

Spero che agli imbaculi questo sia sufficiente per evitare di attaccare la solfa del "negazionismo"! Gli unici negazionisti sono loro: negano che il massiccio ricorso alla svalutazione interna sia stato dovuto all'inibizione della svalutazione esterna, nonostante che questa sia una verità scientifica attestata in articoli e manuali. Ma la dimensione dialettica dell'imbaculum è la proiezione: terrapiattisti che accusano gli altri di terrapiattismo, complottisti (i famosi "rubli russi") che accusano gli altri di complottismo, gente senza lettere, malamente scolarizzata al tempo del 3+2=0, che accusa di ignoranza chi ha letto libri senza figure, e via dicendo. Quindi questa premessa sarà inutile, come a suo tempo fu inutile un altro tentativo che facemmo per metterci la coscienza a posto.

L'alieno

Ricordo in modo molto vivido il mio primo incontro con un Callinectes sapidus.

Era il 23 agosto 2020. Il giorno prima una collega aveva postato sulla chat senatori una foto da cui avevo intuito che stesse passando di fronte ad Anzio, dove ero in vacanza (vi ricorderete di quando il folle aveva ventilato l'ipotesi di rinchiuderci nei confini delle regioni di residenza durante il periodo estivo, e quindi avevo diligentemente affittato casa in prossimità della colonna anziate, anziché all'Elba). Le mandai un messaggio e il giorno dopo (che era il giorno dopo del giorno prima, e quindi il 23 agosto) ce ne andammo insieme a fare il bagno a Punta Rossa. Chi sa di cosa parlo (quindi non gli imbaculi) ricorderà che l'approccio a Punta Rossa dal mare non è esattamente agevole. Chi voglia rispettare le norme, e quindi ormeggiare a cento metri dalla costa rocciosa, deve poi percorrere, appunto, cento metri a nuoto: un corridoio soggetto all'incursione di soggetti parte italiani che sfrecciano su motoscafoni non prestando sempre un'eccessiva attenzione all'ambiente circostante. La moglie di un mio caro amico era da poco stata piallata da un gommone, quindi nella traversata la mia attenzione era alla superficie, più che al fondale, tanto più che ero con SAS Uga. Sotto costa, altra distrazione: mi ritrovo faccia a faccia con una cassiopea (non la costellazione), di cui si dice che sia innocua, ma nel dubbio la segnalavo e me ne stavo alla larga. Mentre ero impegnato in queste faccende, con la coda dell'occhio vedo una specie di disco nuotare a mezz'acqua. Il tempo di porci attenzione, e questo, intuito di essere entrato nel mio campo visivo, si infila in una fessura fra due scogli a quattro metri circa di profondità. Scendo a vedere che cosa fosse, e con mia sorpresa vedo un crostaceo che si mette in difesa, sorridendomi col sorriso di Predator (dal latino praedator, praedatoris, terza declinazione maschile) e aprendo le sue chele di un inconfondibile colore blu!

"Ah, ecco cos'era!", mi traversò la mente. L'alieno si dice fosse qui da noi dal 1941 (Adriatico settentrionale), ma era assurto agli onori delle cronache dal 2020, e la colpa, ça va sans dire, sarebbe stata del global warming (che è una cosa un po' strana, considerando che a casa sua l'acqua non è esattamente caldissima, e che in Europa si era inizialmente diffuso dalla costa atlantica francese verso quella danese - in coerenza col fatto che evidentemente gli piace il fresco - ma insomma: come l'ho comprata ve la rivendo: non fate i negazionisti!).

Non c'è niente da fare: per gli autori di film di fantascienza gli artropodi sono una risorsa preziosa e inesauribile! E comunque, la mia prima riflessione, da ex pescatore, nell'incontrare l'alieno fu: "Chissà di che sa?" In effetti, pare che se lo chiamano sapidus un motivo ci sia. Tutto sta ad attrezzarsi...

Intermezzo lessicale

Sempre a beneficio degli imbaculi, ricordo a me stesso di aver fatto le scuole alte prima che fossero soggette alla doppia ondata dei docenti 3+2=0 e dei pedagogisti (che sono stati al nostro sistema dell'istruzione - non educazione! - quello che gli spezzoni incendiari sono stati a Dresda), motivo per cui so ancora declinare alius, alia, aliud (alius, alius, alius, ecc.), sono abbastanza perspicace da capire che "alieno" viene da alius, so distinguere il campo semantico dell'aggettivo alieno, di cui mi capita di servirmi (ad esempio qui):


da quello relativamente più ristretto del sostantivo alieno, che pure nella mia carriera di scrittore mi è accaduto di utilizzare:


Ora, come vedete, io gli imbaculi voglio aiutarli, voglio evitare che cadano nell'errore! Questo blog è stato aperto per difendere i più deboli, inclusi anche i deboli di intelletto, e mai contravverrei allo spirito che ha animato questo progetto, perché è lo spirito che anima questa comunità, la comunità di Goofynomics, la mia comunità...

Ma con quelli che "leghista brutto cacca pupù", come vedrete, c'è poco da fare...

In baculum

Un paio di giorni fa Claudio ironizzava nella cloaca sul titolo particolarmente allarmistico di un quotidiano cui qui siamo da tempo affezionati:


Come sempre (gli) accade la sua sottolineatura ironica ha scatenato un vespaio. Gli imenotteri de quo si dividevano sostanzialmente in due categorie: quelli (minoritari) che credevano che Claudio avesse inteso il termine "alieno" nel senso di "proveniente da altro pianeta", e i Lascienziati (maggioritari).

A uno di questi ho dovuto far notare un dettaglio:


e qui confesso a voi fratelli di aver peccato, perché per esigenze di sintesi ho indotto in errore tanti "imbaculi", ma anche per un altro motivo, che spuntiamo subito: in effetti, definire anglicismo un calco dall'inglese è un po' come dare del cornuto all'asino, perché anglicismo è esso stesso un calco dall'inglese. Il termine corretto sarebbe infatti "anglismo", come ci ricordava uno alle cui lezioni ho assistito, ma pace: nessuno dei moscerini illetterati che mi sono ritrovato spatasciato sul parabrezza ha avuto il buonsenso di fare l'unica osservazione corretta (quindi me la faccio da solo), e poi del resto la stessa Three dogs usa un anglismo per definire... l'anglismo:

Ma un "costrutto importato" è chiaramente un calco linguistico:


e quindi il calco di "alien species" era in effetti sussumibile nella categoria di anglicismo.

Gli "imbaculi" sono quindi stati indotti in errore da un loro equivoco: la locuzione "specie aliene" in questo contesto era evidentemente un anglicismo in quanto calco di "alien species": uno di quei tanti calchi su cui qui ci siamo più volte fatti una sana e sconsolata risata, come gli "investimenti domestici" (che sarebbero "investimenti interni", altrimenti il Pil si chiamerebbe Pdl: Prodotto domestico lordo, e non l'acquisto di un frigorifero per la propria abitazione...). Colpa mia: avrei dovuto dire, senza margini di ambiguità, che "specie aliene è un calco dall'inglese espressione di analfabetismo di ritorno", uno dei tanti, come "un caso di studio" (a case study) che in realtà è "lo studio di un caso". Non entro nell'affascinante dibattito se tecnicamente questa, che potremmo liquidare come traduzione maccheronica (ma non lo è), e che effettivamente è un prestito, rientri fra i forestierismi, i calchi, o altre interferenze (questo è un contributo interessante). Fatto sta che se una volta si usava una diversa locuzione, e l'espressione "specie aliene" è invalsa a partire da una certa data, come ho lungamente argomentato a beneficio dei privi di baculum:

in conseguenza dell'influenza di testi scritti in lingua inglese, per definizione (by definition) quell'espressione è un anglicismo.

Punto.

Chiusa la questione di fatto, rampollano plurime domande.

La prima potrebbe essere: come facevo io, che non sono un biologo, a sapere che l'espressione prevalente nel linguaggio scientifico italiano fino all'inizio degli anni '90 per indicare una specie proveniente da altro ecosistema fosse un'altra (esotica o alloctona, non "aliena")?

Facevo così.

Perché l'italiano mi riguarda, in quanto fiorentino scolarizzato nel XX secolo, e non è certo materia di qualche pieiccdì insubre o orobico con la ricottina del rigurgito sulla barbetta incolta. In effetti, è bastato affidarsi all'amico intelligente per avere la prova di un fatto che balzava all'occhio (o all'orecchio) di chiunque avesse una minima sensibilità linguistica, affinata in una scuola italiana leggendo testi italiani senza figure.

La seconda domanda potrebbe essere: ma la lingua italiana è viva, si nutre di prestiti, non possiamo ostinarci a difenderla in una sua ipotetica purezza, tanto più che alla fine quale dovrebbe essere il suggello di questa purezza da preservare? Quello di essere un latino mal parlato?

E questa obiezione, naturalmente, ha un senso, per carità. Sono il primo io a coniare neologismi a raffica e a prendere parole in prestito dalle lingue che conosco quando coprono un campo semantico che in italiano richiederebbe il ricorso a perifrasi o in generale quando sussistano motivate esigenze di brevità, o ancora per altre esigenze espressive. Non vorrei quindi indulgere nella caratteristica fallacia piddina di considerare una cosa giusta se e in quanto la faccio io, e sbagliata se e in quanto la faccia un altro. 

Tuttavia, come sensatamente ci avvertono i Three dogs, ogni calco rimodella la semantica della lingua mutuante, quindi andrebbe effettuato con consapevolezza, inclusa la consapevolezza delle ambiguità che esso può generare ("domestico" al posto di "interno", ad esempio, secondo me ambiguità ne crea: se legge "domanda domestica" su un sito che si occupa di immobili il laico che cosa deve intendere? Che si sta parlando della domanda di case?). Ma quello che mi dà fastidio è quando si prende in prestito un termine laddove ne esiste uno assolutamente funzionale e attestato. Perché "specie aliene" invece di "specie esotiche" (che pure ancora oggi si usa in contesti scientifici)? Solo perché l'articolo 8 lettera h della CBD parla di "alien species"? Eppure né in francese, né in spagnolo, ad alcuno è venuto in mente di deflettere da espèces exotiques o da especies exóticas, pur in presenza di alternative assonanti con l'inglese (come ajeno).

E qui si apre la strada a due ipotesi, una benevola (ma irrealistica), l'altra realistica (ma malevola).

Quella benevola è che la maggiore permeabilità dei gliScienziati del nostro Paese a questi anglicismi "di ritorno" (alieno, domestico, confidente, decade...) sia favorita dalla nostra maggiore vicinanza alla lingua da cui questi termini derivano, il latino, il che ce li fa considerare ipso iure nostri, dimenticando spesso che dopo essersi fatti un giro all'estero il loro significato non è più quello, come dire... domestico!

Un abbaglio verso cui non si potrebbe che essere indulgenti.

Credo però che la verità sia un'altra, e che dietro la negligenza con cui si depreca l'uso dell'espressione autoctona a vantaggio di quella aliena (nel senso di importata) ci sia un 30% di ignoranza della propria lingua, e un 70% di subalternità, perché insomma è inutile nasconderselo: il cretino, che oggi è specializzato, ha bisogno di sentirsi 'ndernescional ammiccando alla lingua del padrone.

Ma allora, per chiuderla qui, a questa subalternità dei privi di baculum, degli imbecilli, che preferiscono non usare una parola che esiste per dimostrare a se stessi di appartenere a una cultura superiore, preferisco la morgue dei francesi, che preferiscono inventare una parola che non esiste per dimostrare al mondo di essere una cultura superiore.

E del resto il bello della politica è proprio questo: che il suo esercizio ti insegna a cambiare visione... cioè idea!

(...le visioni sono un'altra cosa, ma ve ne parlerò nella prossima decade...)

mercoledì 11 febbraio 2026

La trombetta, i piddini, la pandemia, e la dinamica dei salari

Oggi er sor Perepè ci ha deliziato con un'altra delle sue perle: 

Per inciso, ho saputo che quando er sor Perepè si avventura in ambiti quantitativi per lui impervi, seguendo una sua consolidata tradizione (quella che lo portava a frequentare i #goofy per apprendere il mestiere di "sovranista quello vero") si fa correggere gli interventi da membri della community, il che (e questa è una buona notizia) ci costituisce da movimento di pensiero direttamente in religione, visto che abbiamo il nostro Giuda! Solo per farvi capire quanto complesso e sfaccettato è l'animo umano e quali forme imperscrutabili e imprevedibili prendano l'amicizia e la riconoscenza. Dico che è una buona notizia perché, ovviamente, in quanto religione potremmo concorrere all'8x1000: sapete però che c'è uno snodo tecnico (la crocefissione del profeta) che continua a lasciarmi perplesso, e quindi per il momento faremo con quello che abbiamo...

Ma torniamo al punto, anzi: ai punti, che sono due, uno tecnico e uno politico.

Partiamo da quello tecnico, perché è lì che si vede l'inconsistenza der sor Perepè, i cui squilli sempre più somigliano ai ruttini di un lattante dell'economia. Il frame in cui si situa la sua grottesca esternazione è quello creato dall'edizione 2025 dell'OECD Employment Outlook e in particolare da questa infografica:


che trovate qui, un'infografica su cui gli operatori informativi del complesso mediatico-giudiziario, e i loro useful idiots, cioè i "sovranisti", si sono buttati a pesce perché contiene un outlier (dato anomalo) che cade a fagiuolo per i disfattisti antigovernativi: quel rombo celeste in basso, a quota -8%, che è appunto il dato cui fa riferimento il nostro useful idiot preferito! 😍

Permettetemi un'incursione politica in questa trattazione tecnica: le organizzazioni sovranazionali, esattamente come il complesso mediatico-giudiziario, esattamente come il PD, sono i nostri nemici di classe. Il loro scopo non è fornire dati, ma orientare l'opinione pubblica contro le forze patriottiche. Quindi, esattamente come si deve votare contro a qualsiasi cosa sia proposta dal PD (fosse anche l'uscita dall'euro!), si deve guardare con estremo sospetto qualsiasi immagine suggestiva provenga da cotali entità (che in un mondo migliore andrebbero soppresse sic et simpliciter). Ciò vale anche e soprattutto in questo caso, come vedremo analizzando il ruttino del sor Perepè.

La prima cosa che er sor Perepè clamorosamente sbaglia è la definizione della variabile. Se i salari reali fossero diminuiti dell'8% avremmo effettivamente un serio problema! Il simpatico useful idiot (come fa a non starti simpatico un Pappagone simile?) toppa su almeno due aspetti: 

  1. omette di riportare la frequenza temporale del dato: stiamo parlando di salari reali su base trimestrale. La precisazione non è banale, perché il dato trimestrale, quand'anche sia depurato dalla stagionalità, risente di oscillazioni di carattere congiunturale, cioè è meno inerziale. Quindi, intanto a un crollo dell'8% su base trimestrale potrebbe corrispondere un'oscillazione molto più contenuta su base annuale, e d'altra parte un crollo dell'8% su base annua dei salari reali, che sono un pezzo non trascurabile del Pil, come dovreste sapere, implicherebbe un crollo più o meno proporzionale del Pil, cioè una recessione peggiore di quella patita al tempo di Monti. Inutile dire che non c'è nulla di tutto questo nei dati, e perché?
  2. perché Pappagone Perepè omette di specificare che la misura dei salari reali cui fa riferimento è quella per ora lavorata! Per salari reali si intende infatti il monte salari diviso per una misura dell'inflazione, e questi, su base trimestrale, sono aumentati del 9,8% fra 2021Q1 e 2025Q3, come potreste agevolmente verificare sui dati:

(sono i dati utilizzati in questo post, che forse dovreste rileggere).

Elaboro questo punto: servirà a mostrarvi come l'epifenomeno propalato dall'OCSE sia la classica fake truth che ha molto a che vedere con la gestione pandemica e poco con le politiche distributive di questo Governo, che, piaccia o meno, continuano a essere più progressive di quelle del PD.

Parlando (seriamente) di salari abbiamo già fatto notare che esistono almeno un paio di visibili discrepanze a seconda del denominatore utilizzato per calcolare i salari medi unitari in termini reali. L'andamento è in effetti molto diverso a seconda che si usino gli occupati, o le ore lavorate:


Le visibili differenze sono due, una di ordine tendenziale e l'altra di ordine congiunturale. Su base tendenziale, si vede che in tutto il periodo precedente alla crisi, ma anche durante e dopo, le retribuzioni orarie sono aumentate più di quelle per addetto. Tagliando con l'accetta, questo significa che gli addetti sono aumentati di più (o diminuiti di meno) delle ore lavorate, o, se volete, che le ore lavorate sono diminuite di più (o aumentate di meno) degli addetti, e infatti se ci togliamo la curiosità di vedere come è andato evolvendo il monte ore per addetto:


constateremo senza grande sorpresa che esso è andato tendenzialmente diminuendo dalle 433 ore dell'inverno 1996 giù fino alle 391 dell'inverno 2013, restando in quella zona fino al tonfo pandemico (more on this later). Il dato non ci stupisce: corrisponde, a spanna, al passaggio da una giornata lavorativa di 7,2 a una di 6,5 ore (nella media complessiva del lavoro dipendente), in conseguenza di una progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro, con part-time involontari ecc. Cose che sappiamo, e tendenze che abbiamo invertito.

Ma quello che qui ci interessa è la visibile anomalia congiunturale causata dalla pandemia! Come vedete, con la pandemia, a causa dei lockdown, il monte ore per addetto crolla fino a un minimo di 323 ore nella primavera del 2020. Il motivo spero vi sia chiaro. Vero è che la memoria storica costruita su fatti estemporanei, come la punturina, è più labile di altre, ma credo ricorderete che in quel periodo una categoria di persone (segnatamente i dipendenti pubblici) venivano tenuti in casa pagati per (non) lavorare, e agli altri (i dipendenti privati) si provvedeva con CIG a gogò, perché l'opzione politica era stata quella del confinamento, e le vittime del confinamento non potevano morire di fame. Naturalmente le ore di CIG non sono ore lavorate, e questo spiega il crollo delle ore per addetto.

Ora, voi ricorderete che nell'analisi semiologica di questo blog, fatta all'ultimo goofy:

l'opponente (nel senso di Greimas) più illustre è senz'altro il nostro amico Uva, ma, come nota Acquarelli:


proprio come la nostra narrazione prevede più di un attante (l'attante prometeico Bagnai, che porta all'umanità abbrutita - voi - il fuoco della scienza, ma anche l'attante collettivo community - sempre voi! - che interviene coralmente), al tempo stesso prevede più di un opponente, e lo spettro degli opponenti è ampio:

avversari istituzionali, come la cosiddetta troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale); scientifici, economisti neoliberali e antikeneysiani (i cosiddetti “bocconiani” in primis); organi di divulgazione e di informazione considerati disinformati o al peggio collusi; la sinistra, intesa come collocazione politica a livello italiano ma anche europeo, che, secondo le tesi di Bagnai, non ha capito che se non si rimette in discussione l’euro non si possono fare politiche a protezione dei salari e del lavoro.

Da questo esauriente e dotto catalogo manca però quello che, a voi non sfuggirà, è l'anti-destinante principale della nostra narrazione: il piddino, definito come l'individuo antisocratico che sa di sapere, e come l'intellettualmente svantaggiato che possiede un unico neurone (le due definizioni non si coimplicano ma sono complementari e certamente non si escludono a vicenda).

Ora, quando si deve ragionare di rapporti, come abbiamo visto un'infinità di volte, la mancanza del secondo neurone è particolarmente invalidante, perché impedisce di considerare simultaneamente numeratore e denominatore. Generalmente nella testa del piddino la dinamica di un rapporto è quella del suo numeratore (il numeretto che sta sopra): una cella di memoria ha, e quel numero solo c'entra. Capirete quindi che per i piddini (e per i loro useful idiots) l'idea che quando un rapporto "schizza" (termine a loro grato, forse in ricordo dei fasti di una zampillante giovinezza...) può darsi semplicemente che il denominatore stia precipitando difficilmente può passare per il capo. Nel caso de quo però questo è precisamente quello che è successo. In effetti, non è stata drammatica la discesa del salari dall'inverno 2021 a oggi: è stato anomalo il valore dei salari per ora lavorata nell'inverno 2021 (e ancor più nel 2020, ma su questo torno se ho tempo), perché è stato anormalmente basso il valore delle ore lavorate a causa della (scellerata) gestione della pandemia.

Volete una controprova? Basta chiedere all'amico intelligente in quali Paesi sono stati praticati "lockdown severi" (cioè misure di confinamento rigorose) nell'inverno del 2021! L'amico intelligente ci fa sapere che:


Quindi la crescita stellare della Corea, rispetto al 2021, dipende essenzialmente dal fatto che lì non ci sono stati lockdown (ma si è seguito la strada del tracciamento), mentre il "disastro" italiano dipende dall'effetto statistico che vi ho evidenziato: non si tratta di un "crollo" dell'7,7% dopo il 2021, bensì dell'assorbimento (dopo il 2021) di uno "schizzo" del 7,3% fra autunno 2019 e primavera 2020 (in figura si vede molto bene). Naturalmente prendo Italia e Corea (del Sud) perché sono accomunate da vari aspetti dimensionali e morfologici (nazioni manifatturiere di dimensioni medio-grandi), e anche perché sono accomunate da un dato di cui nessuno vi ha parlato tranne me, nonostante fosse hidden in plain sight nella stessa infografica: il tasso di crescita trimestrale tendenziale (trimestre su trimestre dell'anno precedente) più rapido delle retribuzioni medie unitarie in termini reali (con la Corea in leggero vantaggio)! Ed ecco chiarito perché nei due Paesi in cui oggettivamente i salari sono cresciuti più in fretta si registrano due risultati così apparentemente contrastanti: per un'anomalia statistica del denominatore (quell'oggetto che piddini e utili idioti non riescono a inzeppare insieme al numeratore nell'unico neurone che hanno), causata da due modalità diverse di gestione della pandemia, su cui è stata imbastita una narrazione carogna e disfattista da parte di individui (consapevolmente o inconsapevolmente) diversamente pregevoli.

La cosa divertente è che Perepè del fenomeno è cosciente, almeno in termini astratti. Il suo eloquente (ma scombiccherato) tweet si conclude con un sentenzioso: "scegliendo opportunamente il campione si può dire qualsiasi cosa." Potreste essere tentati di credere che lui lo sa bene perché è proprio quello che fa in molti suoi interventi, compreso questo, ma vi rassicuro: Gilberto non è cattivo, non c'è malizia nel suo operato. Quasi modo genitus infans, sine dolo lac concupiscit, e poi fa il suo ruttino, cui plaude consenziente la turba che popola la cloaca.

La considerazione politica è molto sintetica e sostanzialmente innerva la prima parte di questo post: alla stessa stregua delle organizzazioni sovranazionali, del complesso mediatico-giudiziario, e dei piddini, anche i "sovranisti" sono nostri nemici di classe, e non credo di potervene dare miglior prova di quella contenuta in questo post: pur di dare addosso a noi sono disposti a farsi passivi e subalterni diffusori di fattoidi creati ad arte dalle organizzazioni internazionali per mettere in difficoltà un governo percepito come ostile, e a me spiace, ma, come sempre, la buona fede non mi interessa.

Se mi spari addosso, le tue intenzioni passano decisamente in secondo piano rispetto ai possibili risultati, e quindi, con buona pace di uno che pensava di essere di sinistra (ma per fortuna di chi lo apprezza non ha avuto tempo di esprimersi sul problema, altrimenti avreste scoperto che era un Celestini o una Dandini qualsiasi...), siccome qui di giacere sepolti in un campo di grano non abbiamo alcuna fretta, con le fetecchie sarà sempre guerra totale e preferibilmente preventiva da qualsiasi direzione esse provengano e quale che sia la loro dimensione e la loro struttura organizzativa (ovviamente proporzionando l'uso della forza e adattando la tattica alla natura dell'avversario).

Voi regolatevi come credete: l'unico amico che abbiamo in questa guerra lurida e logorante siamo noi stessi e la nostra capacità di restare lucidi.

Ciao, Perepè! Non hai vinto, e, se vuoi un consiglio, non ritentare...

Ma so che il consiglio è vano: come una falena, o come una tarma, tu sei irresistibilmente attratto dal fuoco che l'attante prometeico continua ad alimentare qui, nel Dibattito, per cui sono certo che tornerai a scottarti!

Senza rancore e con immutata stima,

Alberto

martedì 30 dicembre 2025

The disgruntled Athenian

(…versione awanagana ma molto più inquietante dell’ormai classico ateniese imbruttito! À vous…)

























(…poi mi sono rotto i coglioni, perché per quanto l’attività ludica possa essere stimolante, alla fine ci si stanca. Attendo vostri pregiati commenti, ai quali anticipo, non per indirizzare i vostri, due miei: intanto, mi pregio di farvi rilevare che anche una volta richiamato all’ordine l’amico intelligente ha continuato a darmi riferimenti di pura fantasia; inoltre, possiamo dare per scontato che la stragrande maggioranza degli imbecilli che in questo momento stanno cercando di spiegarmi che cosa sia l’intelligenza artificiale nella cloaca, scriva i suoi lavori - scientifici o meno - affidandosi totalmente ad essa.  Ci aspettano tempi decisamente interessanti…)

venerdì 12 dicembre 2025

L’ideologia del male

ZanziBarra ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La Cina e le leggi sul grano":


La necessità di prodotti a basso costo per alimentare l'illusione di non impoverirsi in un contesto di deflazione salariale è uno degli aspetti che mi si è chiarito per primo frequentando questo blog. A me ha sempre colpito il grado devastante del successo del piddinismo come forma di dominio delle menti dei lavoratori da parte del capitale in questo contesto. Le persone hanno semplicemente smesso di considerare la possibilità di desiderare salari più alti essendo completamente assorbiti dal desiderio di prodotti sempre meno costosi senza mai cogliere l'asimmetria dei due percorsi, uno potenzialmente tendente a infinito l'altro necessariamente tendente a zero per tutti, con conseguente guerra fra poveri. La teoria sottostante è "Robertì ti piacciono i pomodori?" ovvero l'obiettivo di comprare a poco è prevalente su ogni altra considerazione. La ragione vera è che stai sprofondando nella miseria e la necessità ti spinge a remare in direzione della miseria. Ma nel frattempo ti hanno pienamente convinto che ciò è nobile e giusto. Scusate, semplicemente uno sfogo, ma sempre mi addolora mortalmente non il male che ci hanno fatto ma quanto ne abbiamo sposato l'ideologia.


Pubblicato da ZanziBarra su Goofynomics il giorno 12 dic 2025, 17:33


(…non credo di dover aggiungere altro, se non che in termini storici non penso sia una assoluta novità. Ce lo siamo detto più volte che stavamo assistendo alla genesi del nazismo, abbiamo visto con i nostri occhi l’elegante astuzia della ragione in virtù della quale iBuoni™️ sono causa efficiente dell’avvento del totalitarismo, perché il più lurido e insidioso dei totalitarismi è appunto il loro sentirsi aprioristicamente buoni, il loro autoassolversi, peggio ancora, il loro dispensare se stessi da qualsiasi riflessione sui processi in atto che esuli da una rituale dichiarazione di estraneità, il loro sentirsi e dichiararsi assolti, essendo per sempre coinvolti. Tuttavia, non credo in 14 anni di essere mai riuscito a spiegarlo in modo così limpido, e quindi volevo condividere con voi…)

martedì 17 giugno 2025

Cuore e batticuore

Questa volta non è stata la piccola vedetta lombarda: questa volta lo sproloquio europeista è stato intercettato dal piccolo scrivano fiorentino (nero di capelli e bianco di viso, figliuolo maggiore di un impiegato…).

Ma è più questione di fortuna che di merito: Essi™️ sono ovunque, escono dalle fottute pareti, sempre pronti a farti ricominciare nel modo peggiore una serata che sembra finalmente in fase di atterraggio. La storia comincia così: l’opposizione fa lecitamente sentire la sua voce con un perentorio e tonitruante atto di indirizzo, che le norme regolamentari a sua tutela le consentono di incardinare in aula.

Il regolamento, in effetti, pensa a tutelare le minoranze, ed è giusto che sia così. La maggioranza, cioè voi, sarebbe in effetti tutelata dal numero, e le cose funzionerebbero così se si decidesse che quando l’opposizione dice le sue amenità, noi gli si vota contro e finisce lì. Purtroppo le cose non stanno così, perché nonostante non vi sia, a quanto mi consta, un preciso obbligo di presentare una mozione per gruppo o per schieramento quando qualcuno si sveglia e presenta la sua, generalmente alla mozione di opposizione si deve contrapporre una mozione di maggioranza. “Bene!” direte voi: “così almeno alle loro stronzate possiamo contrapporre delle tesi corrette e avere la soddisfazione di votarcele! Facciamo così vedere che non siamo ideologici, che non ci limitiamo a dire di no, ma che siamo propositivi e costruttivi, come una sana maggioranza deve essere!”.

Peccato che inevitabilmente l’esito sia il seguente: a una loro stronzata si finisce per contrapporne una nostra ancora peggiore. Come si arriva a questo esito infausto? Ma è molto semplice, benedetti figliuoli: il fatto è che qualsiasi bozza di atto di indirizzo governativo viene invariabilmente scritta da un tecnico di qualche ministero, e, come voi sapete, la tecnica è la prosecuzione del PD con altri mezzi. Insomma, il motivo per cui noi ci ritroviamo a presentare delle stronzate più grosse delle loro è che le nostre stronzate non le scriviamo noi: le scrivono Essi™️, nella loro veste non di politici (sottoposti al voto degli elettori), ma di tecnici (giustamente tutelati dal diritto del lavoro).

Sul cinema che parte quando il filtro politico di maggioranza intercetta simili parti della mente malata di un tecnico (che in quanto tale non può che essere di opposizione, ovviamente se la maggioranza è di centrodestra) per il momento non vi ragguaglierò. Mi affido alla vostra fertile immaginazione e alla vostra pazienza: un giorno uscirà “Trent’anni di patriottismo” (con tutte le chat in appendice) e quel giorno, chi ci arriverà, si farà delle gran risate.

Mi limito per ora a una considerazione, la più banale. Questo simpatico circo è anche una macchina per distruggere tempo, il tempo che ci servirebbe per raccogliere le idee, il tempo che ci servirebbe per capire con chi sostituire dei funzionari ideologizzati ed infedeli (anche se forse non è corretto parlare di infedeltà, un po’ perché ho il sospetto che a qualcuno siano fedeli, anche se quel qualcuno non siamo noi, e un po’ perché il piano probabilmente è diverso: sono persone che leggono il giornale e credono al mondo descritto dal giornale, un mondo in cui “l’Europa è il nostro destino“).

D’altra parte, non è così chiaro a favore di chi giochi il tempo, se a favore nostro o a favore di Essi™️. Non è nemmeno chiaro di quanto tempo noi (o essi) disponiamo. Il nostro tempo dipende da voi e dal Padreterno. Il loro solo dal Padreterno. In questo senso stanno senz’altro meglio loro (senza offesa)!

E ora ritorno al circo: me lo chiede l’Europa!






domenica 15 giugno 2025

Prodotti del metabolismo (pdm): declino e referendum

(...ieri sera ero abbastanza usurato, dopo una lunga giornata, iniziata a Venosa, da cui ero risalito fino a Pizzoferrato, per poi scendere ad Ateleta per partecipare a un raduno, per poi risalire, finalmente, nelle mie highlands. Nicola si era maternamente raccomandato di non tenere la finestra aperta, perché di notte rinfresca, e io filialmente l'avevo quindi spalancata, tirando giù la zanzariera, non tanto per difendermi dalle zanzare, che qui non si sa cosa siano - altro motivo per venirsene via da Roma, dove ormai imperversano da marzo a dicembre - quanto per ostacolare l'ingresso a qualche creatura mitologica tutta elitre e aculei, di quelle di cui in città invece s'è persa la memoria - magari perché qualche immigrato clandestino ne ha occupato la nicchia ecologica. Mi sono quindi andato spegnendo lentamente, nella lunga dissolvenza del crepuscolo, immaginando che alle 5:26, come da effemeridi, il Sole mi avrebbe svegliato, essendo io piuttosto insofferente - o se volete reattivo - alla luce, ed essendo la mia finestra esposta a ostro. Fatto sta che siccome la finestra davanti ha un bell'albero, io forse ero più stanco del solito, e la temperatura era ideale, mi sono svegliato solo alle 6:30, e insomma, fra una chiacchiera e un altra col mio ospite, mi son trovato all'imbocco del sentiero  per il Porrara alle 8:45. C'erano già sette macchine, ma era un po' troppo tardi per andare in cerca di solitudine - che comunque non avrei trovato - più avanti, sul Monte Amaro, un monte che non cessa di darci soddisfazioni [qui e qui], dove mi preoccupava non tanto la neve o il ghiaccio, che ancora in quota c'è, quanto il fatto di dover risalire la valle di Fondo di Majella col sole negli occhi [per evitarlo devi partire almeno alle 7:30]. Così, mi sono messo in marcia, e fedele al motto "mai niun davanti", pur con un passo che non è ancora dei miei migliori, mi sono lasciato dietro una dozzina abbondante di escursionisti, riguadagnandomi rapidamente la tanto agognata solitudine. Non è solo spirito agonistico: diciamo che è anche prudenza. Quando vado da solo, preferisco che dietro di me ci sia qualcuno che, se le cose vanno storte, possa raccattarmi da terra. Ma perché lui sia dietro di me, non devo spiegarvi, dopo tanti anni di Goofynomics, che io devo stare davanti a lui! L'unico modo per essere veramente solo in montagna è andare per montagne che nessuno frequenta perché non hanno nome o reputazione, quindi in generale perché non hanno quota: lì la solitudine può essere un problema serio, anche perché lo spazio che l'uomo non riempie, lo riempie Natura matrigna Inc., lo sponsor di Musica Perduta, rappresentata in zona da lupi e soprattutto orsi. Ma in una domenica di giugno un qualsiasi duemila degli Appennini tutto è tranne che un posto solitario, il che ovviamente non ne fa di per sé un posto sicuro - vedi sopra! Alle 8:45 nel lato occidentale della montagna, quello verso il Quarto Santa Chiara e Roccaraso, per capirci, e all'ombra degli alberi, si poteva andare, il caldo ancora si sopportava. E così, mentre salivo col mio passo geriatrico, mi immaginavo i due cicli che si intersecavano al mio andare: quello del carbonio 6CO2 + 6H2O + luce → C6H12O6 + 6O2, e quello di Krebs acetil-CoA + 3 NAD+ GDP + FAD + Pi + 2 H2O → CoA + 3 NADH + 3 H+ + FADH2 + GTP + 2 CO2 [ovviamente non questo Krebs, ma questo Krebs, e altrettanto ovviamente non questo GDP, che se qualcuno capisse veramente cos'è tutti staremmo meglio, ma questo GDP, di cui, confesso, fino a oggi ignoravo l'esistenza: il che non gli ha impedito di fare finora il suo lavoro per me...]. Sotto i miei occhi quello che gli scemi chiamano inquinamento stava diventando glucosio attraverso la fotosintesi, come nelle mie cellule, da qualche parte e in qualche modo per me misterioso, attraverso la beta-ossidazione stavano diventando glucosio - o qualcosa di simile - gli acidi grassi, di cui in questo momento ho oggettiva disponibilità [se mi fate un buon prezzo ve ne posso cedere almeno quattro chili!]. Insomma, il mio metabolismo finalmente andava a un regime tale da garantirmi un minimo di benessere, e in questo stato di beatitudine emettevo tanta CO2, che però non sembrava disturbare i faggi e i tassi sul mio cammino, lieti anzi di assorbirla [naturalmente parliamo di questi tassi, non di questi tassi, che sono anch'essi emettitori, e anch'essi si incontrano da queste parti - ma non alle 9 del mattino: l'ultimo l'ho incontrato alle 23 di una serata dell'agosto scorso scendendo da Rosello]. Così, di sorpasso in sorpasso, su per la cresta, arrivavo in cima, dove trovavo quattro persone, fra cui un poliziotto in congedo, da cui ho imparato tante cose: che alla Rava del ferro la scorsa settimana c'era ancora un metro e mezzo di neve ghiacciata, lui era andato coi ramponi, aveva visto altri in "lieve difficoltà"; che una volta in servizio di polizia stradale era intervenuto sul luogo di un incidente, il responsabile dell'incidente senza alcun segno che potesse lasciar presagire una simile reazione gli aveva sparato al braccio [il buco si vede ancora] e poi l'aveva buttato a terra cercando di finirlo, ma la pistola gli si era inceppata per tre volte, e dopo tutta questa bella storia lui, che non aveva nemmeno fatto in tempo a estrarre l'arma, si era dovuto pagare l'avvocato; e altre varie ed eventuali del territorio e delle sue montagne. Inutile dire che dopo un episodio simile [quello del buco e dell'avvocato] se non sei leghista lo diventi, e infatti abbiamo salutato dalla vetta il comune amico Gianni Tonelli. Ah, il più anziano lassù non ero io: c'era un signore del '46, quasi ottantenne, con un suo amico settantacinquenne. Il loro passo era più geriatrico del mio [alla fine ci avevo messo due ore e cinque minuti rispetto a un tempo tabellare di 2:10], ma chissà se fra vent'anni avrò ancora voglia di andare lassù?

Questione - anche - di metabolismo.

Occupiamoci allora di un prodotto del metabolismo, cioè di un pdm...)


Anonimo Keynesiano ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Storia di un referendum":

L'Italia ha recuperato il livello di Pil del 2007 solo nel 2023. Calcolando i livelli di crescita del PIL nel 2024 e 2025 fanno 18 anni di sostanziale stagnazione economica. Tra il 1990 ed il 2023 i salari sono diminuiti. La produttività continua a non crescere. I neolaureati continuano ad andarsene. A fronte di tutto questo la diminuzione del tasso di disoccupazione dice ben poco sull'andamento complessivo del paese, soprattutto se si considerano le tipologie di posti di lavoro creati (in settori a basso valore aggiunto, con salari di conseguenza mediamente bassi).

In sintesi: il paese continua serenamente a declinare e questo governo non ha fatto (e continua a non fare) nulla per invertire il trend (d'altronde non può farlo, non avendo il controllo delle leve fondamentali della politica economica). Siete stati al governo in 5 degli ultimi 7 anni e ci siete in pianta stabile ormai da 3: le battute sono simpatiche, ma a un certo punto dovreste spiegare - e rendere conto - della situazione complessiva del paese.

Ps: 12 milioni di voti contro non sono esattamente pochissimi, e io non sputerei in faccia a chi è andato a votare perché costoro potrebbero ricordarsene. Per ulteriori informazioni, vedasi il "ciaone" di Renzi.

Pubblicato da Anonimo Keynesiano su Goofynomics il giorno 9 giu 2025, 23:51


Alberto Bagnai 10 giugno 2025 alle ore 06:36

Grazie per avermi spiegato le dinamiche macroeconomiche che avevo annunciato ex ante. Così facendo ti sei reso ridicol* e quindi mi sollevi dal compito di risponderti. Coí keynesiani pro-euro ci abbiamo lastricato il nostro percorso, ignoravo che esistessero ancora…


Anonimo Keynesiano 10 giugno 2025 alle ore 09:07

Onorevole, ero contro l'euro da prima che lei "scendesse in campo". E lo sono rimasto mentre lei votava la fiducia a Draghi. Invece che insultare, potrebbe (forse dovrebbe) rispondere nel merito. Ripeto: siete al governo, e dovreste cominciare a rispondere della situazione che - nonostante la diminuzione del tasso di disoccupazione - resta terribile. Cordiali saluti!


Alberto Bagnai 10 giugno 2025 alle ore 10:11

No, guarda, tu non eri niente perché non sei nessuno, sei solo uno che ha paura di metterci la faccia, e devo dirti che in questo solidarizzo con te (ho appena scritto una lettera a un collega per dirgli di stare attento, perché siamo ancora nel regime di Vichy messo su dalla sinistra), ma solidarizzare non significa autorizzarti a venire qui a farmi lezioncine di cui onestamente non c’è bisogno, non ne ho bisogno io, e non ne hanno bisogno gli altri lettori, anche perché le condisci con cose fattualmente false. Tu non hai dovuto votare la fiducia a draghi perché non conti un cazzo. Goditi il tuo non contare un cazzo, ma rivolgiti in un altro modo a chi da tanti anni sta lottando per cambiare le cose, mettendoci la faccia.


Anonimo Keynesiano ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Storia di un referendum":

Di seguito le fonti delle cose “fattualmente false”:

1) Sul recupero a fine 2023 del PIL del 2007:

https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/aziende/2024/05/15/istat-pil-reale-a-fine-2023-torna-a-livello-pre-crisi-2007_aa6d6ec6-1608-4435-9234-1f91c5dee780.html#:~:text=Il%20Pil%20reale%20(quello%20in,nel%20Rapporto%20annuale%20dell'Istat.

2) Sulla diminuzione dei salari dal 1990 al 2023, i dati sono tratti dal Rapporto Annuale OCSE sul lavoro e sono stati ripresi abbondantemente dalla stampa negli ultimi mesi, basta usare Google:

https://www.oecd.org/en/topics/employment.html

3) Sul calo della produttività:

https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/01/REPORT_PRODUTTIVITA_2023.pdf

https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/05/Sintesi-Rapporto-Annuale-2025.pdf (pag 6 e 7)

4) Sull’esodo dei laureati (e non solo):

https://www.cnel.it/Comunicazione-e-Stampa/Notizie/ArtMID/1174/ArticleID/4378/PRESENTATO-AL-CNEL-IL-RAPPORTO-GIOVANI-ALL%E2%80%99ESTERO

5) Sull’inversione del trend del declino italiano:

Credo che dedurla dal grafico sull’andamento del rapporto tra Pil pro-capite ITA/WLD e ITA/EMU contenuto nel post da lei citato sia un filo azzardato. Se guardiamo all’insieme dei dati che abbiamo a disposizione (quelli di cui sopra e altri che si potrebbero aggiungere) quello che emerge chiaramente è che il declino è vivo e lotta insieme a noi.

6) Sui posti di lavoro prodotti:

Confesso che questa era più che altro una deduzione fatta mettendo insieme: a) scarsa crescita del PIL nel post rimbalzo-covid (2023,2024,2025) b) calo della produttività c) diminuzione dei salari d) aumento dell’occupazione over-50.

I dati settoriali non me li sono guardati, ma se mi smentisce dimostrandomi che stiamo producendo posti di lavoro in settori ad alto valore aggiunto sono ben contento.

Con immutata stima,


Dunque...

Intanto sgombriamo il campo da un equivoco, o almeno proviamoci, perché mi sono ormai rassegnato all'evidente impossibilità di riuscirci, per circostanze oggettive che comprenderete.

Tutti qui ci ricordiamo quando e come abbiamo conosciuto Giorgia Meloni: undici anni fa in questa tavola rotonda:

nel convegno intitolato al mio saggio cui venne riconosciuto lo status di best seller (ma insomma, che cosa ne penso lo sapete...), convegno a margine del quale la Meloni rilasciò questa intervista:

Erano, naturalmente, altri tempi.

Avevo conosciuto la Meloni circa un anno prima, grazie a un uomo buono e coraggioso di cui molti parlano ma che credo nessuno conosca, perché penso di essere l'unico, essendo stato lì, avendo respirato quell'aria, avendo ascoltato i deliranti sproloqui degli organizzatori, che sembravano provenire dritti dritti da un ciclostile della militanza armata "comunista" anni '80 (negriani, credo fossero...), penso, dicevo, di essere l'unico a poter valutare e apprezzare il coraggio che Antonio ebbe nel venirmi ad ascoltare qui:

Per me Antonio non è una bandiera o un hashtag (come lo è diventato nella cloaca): è carne della mia carne viva, è la persona che è riuscita, nel 2013, dodici anni fa, col suo coraggio, col suo umorismo, con la sua mitezza, insomma: con la sua umanità, a farmi fare quell'operazione di igiene intellettuale di cui tanto ci sarebbe bisogno in questo Paese, ma che a sinistra temo di aver fatto solo io e vedo preclusa agli altri (il che mi ha reso peraltro indispensabile schierarmi a destra): apprezzare le ragioni dell'avversario politico, ammetterlo come interlocutore su un piano paritario di reciproco rispetto. Tanti sono i ricordi di Antonio, ma uno commovente e doloroso su tutti: quello di una volta che era venuto a trovarmi in Senato, e che per qualche motivo avevamo deciso di andare alla Camera (probabilmente per raggiungere l'infido Borghi). Passiamo i varchi e io mi avvio col passo spedito del parlamentare abituato a rimbalzare freneticamente da un palazzo all'altro, sospinto dalla spasmodica brama di raggiungere la prossima stanza con aria condizionata. Dopo un attimo lui non era più accanto a me, realizzo che era in affanno, lo guardo e mi prega di rallentare, ricordandomi che in fondo era vivo grazie a un intervento, e che non gli avevano dato tantissimo tempo. Me ne aveva parlato, ma me ne ero dimenticato. Lui sapeva di avere un tempo limitato, il che non gli impediva di spendersi.

Se non avessi imparato da Antonio che anche le ragioni dell'altro hanno pari dignità di esistere e di essere rappresentate, non avrei mai accettato nel 2013 l'idea di incontrare una "fascista" come la Meloni. Antonio non fu quindi soltanto il tramite di quell'incontro, cosa che gli fu possibile grazie al suo ruolo nell'organizzazione di quel partito: ne fu anche e soprattutto l'indispensabile presupposto culturale. Per Claudio parlare con Salvini fu piuttosto facile, nonostante che all'epoca non credo che questi avesse ancora letto Il tramonto dell'euro per i buoni uffici di Lorenzo Fontana: erano entrambi milanesi, erano entrambi conservatori. Il salto che dovetti fare io all'epoca era lievemente più ampio, ma insomma si fece, con la consueta liturgia: "Mi raccomando, sii conciso e concentrato, perché ha pochissimo tempo, potrà ascoltarti solo un quarto d'ora!" E poi l'incontro durò quasi due ore, al palazzo dei gruppi, che ora è casa mia, e che allora mi sembrava il distante, kafkiano e labirintico palazzo del Potere (che ovunque risiede tranne che in quelle stanze logore)...

Vedendo ora la frustrazione del mio assistente quando uno dei tanti postulanti riesce a catturare la mia attenzione e si trattiene più del previsto, mandando all'aria un'agenda fatta di incastri giapponesi, e costringendolo a entrare in modalità disaster recovery annullando e spostando quello che viene dopo, posso solo immaginare l'incazzatura di Arianna (se era lei il capo segreteria) di fronte a un evento simile. Va detto però che quando ci incontriamo mi sorride, quindi non porta rancore (o la mia esondazione non fu disastrosa)...

Era, o sarebbe, stato così con tutti, del resto, da Berlusconi in giù. Evidentemente succede in alto quello che succede in basso: ai primi come ai penultimi piace ascoltare quello che ho da dire. Una discreta soddisfazione personale che però solo in un caso ha avuto un riscontro politico:


(n.b.: tanto per essere chiari, ricordo - e ricorderà chi mi era vicino - che all'epoca questa foto non mi fece assolutamente piacere, perché significava la morte del dialogo con gli interlocutori che cercavo di coinvolgere, che poi sono gli stessi che a partire da qui, per l'igiene del Paese, oggi preferisco estirpare...).

Io continuavo (e continuo) a essere convinto che la battaglia in difesa della teoria delle aree valutarie ottimali sia una battaglia "di sinistra", pro labour, mentre il negazionismo di questa teoria sia evidentemente "di destra", contro il lavoro (per il semplice fatto che è contro il salario)! Tuttavia, è pur vero che bisogna fare il pane con la farina che si ha. La Meloni era piaciuta molto a molti di noi (ad esempio a Marco Basilisco, che pure stingeva anche lui sul negrismo - nel senso di Tony). Nel tempo ci ho mantenuto un rapporto non fittissimo ma cordiale: non ho consigli da darle, non è il mio ruolo e non ce n'è bisogno, come mi pare dimostrino i fatti. Credo che nessuno la ritenga una persona stupida, anche se probabilmente pochi si aspettavano (e molti me lo confessano) quello che invece forse qui ci potevamo aspettare, direi, visto che avevamo conosciuto la persona nella sua verità.

Ma insomma, per farla breve, quello che voglio dire è che avrei più di un pregiudizio positivo nei riguardi della Meloni e naturalmente di Matteo: sono persone che hanno voluto conoscermi quando non ero nessuno (vero è che a quei tempi a consenso forse stavo meglio io...), che hanno manifestato genuino interesse e rispetto per il mio pensiero, che stimo e con cui sono in rapporti cordiali (in un caso direi di amicizia). Poi naturalmente sono anche il premier e il vicepremier di un Governo che sostengo col mio voto (anche perché il vicepremier è il Segretario federale del mio partito). Ma soprattutto sono due bimbi grandi che non hanno bisogno che io li difenda, e per questo mi secca la dialettica idiota di chi viene qui a rompere i coglioni "ar parlamentare da 'a Lega" con atteggiamenti di sterile polemica. Non è questo (cioè la militanza leghista, che è arrivata dopo per me e non vi chiedo di condividere) quello che ci unisce qui. Ma capisco anche che non posso sottrarmi, che oltre a essere impossibile forse non è neanche opportuno (veramente non riesco a valutarlo) che io tenga separati i piani, e quindi all'anonimo keynesi-

ano voglio rispondere, e naturalmente risponderò su base fattuale.  Mi ero tenuto indietro il suo commento perché avendomi lui fornito dei link pensavo che ci fosse da studiare e approfondire. Invece no: come vedrete, il suo compitino da pieiccdì expat in qualche università scandinava di terz'ordine è totalmente inconferente. Sinceramente, credevo meglio: invece è solo diversamente brillante, e come tale lo gestiremo, sempre fedeli alla nostra linea sui prodotti del metabolismo, dettata dal cantore di un altro importante ciclo, quello dell'azoto. Da ogni nostro interlocutore, per quanto azotato sia, e anzi tanto più quanto più azotato è, può nascere il fiore della conoscenza.

Difendo quindi la mia tesi: il vile usurpatore del caro nome di un genio che qui vi ho insegnato ad apprezzare perché ve ne ho riportato i testi, quelli che nessuno conosce, e tanto meno i sedicenti keynesi-

ani (vi ricordate quel soggetto di Iodice? Circola ancora per i tubi del dibattito?) fa affermazioni fattualmente false, diluendole in una serie di affermazioni non originali e inconferenti, perché non sono oggetto di disputa sul blog che le ha anticipate di alcuni lustri.

Prima affermazione fattualmente falsa: semo mijoni!

"12 milioni di voti contro non sono esattamente pochissimi, e io non sputerei in faccia a chi è andato a votare perché costoro potrebbero ricordarsene."

Allora: innanzitutto non vedo dove avrei sputato in faccia a dodici milioni di persone. Non che non voglia o che reputi sbagliato farlo! Semplicemente, non ho sufficiente saliva per farlo. Se chi dimentica come il PD lo ha massacrato ricorda che Bagnai gli ha sputato in faccia è perché se ne vuole ricordare. Potrei anche blandirlo, un poveraccio simile: voterebbe comunque PD. Si chiama sindrome di Stoccolma e non mi interessa: non sono uno psichiatra. Tanto vale quindi dire le cose come stanno.

Fino a qui però siamo nell'ambito delle opinioni. Ma in questa frase del diversamente brillante c'è un dato fattualmente falso: i "dodici mijoni" semplicemente non ci sono! 


I milioni sono nove (il 25% in meno, per capirci), e la fonte è questa. Di quello che ti ha detto tucuggino o la tua pravdetta provinciale a noi qui non ce ne frega un cazzo (perdonami, ma anche qui siamo cultori dell'ermetismo...), per cui, a meno che tu non intenda accusare di brogli il Ministro dell'Interno e sostanziare la tua accusa, forse è meglio che ti dai una regolata. Sul tema vero (il resto era un fumogeno, quello che interessa alla sinistra non sono i diritti dei lavoratori ma il voto degli immigrati) la sconfitta è stata cocente.

Quindi abbasserei le penne.

Seconda affermazione fattualmente falsa: "il Paese continua serenamente a declinare"

Il nostro amico diversamente brillante a giugno 2025 ci produce una serie di fonti:

  • https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/aziende/2024/05/15/istat-pil-reale-a-fine-2023-torna-a-livello-pre-crisi-2007_aa6d6ec6-1608-4435-9234-1f91c5dee780.html
  • https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/01/REPORT_PRODUTTIVITA_2023.pdf
  • https://www.cnel.it/Comunicazione-e-Stampa/Notizie/ArtMID/1174/ArticleID/4378/PRESENTATO-AL-CNEL-IL-RAPPORTO-GIOVANI-ALL%E2%80%99ESTERO

che, basta leggerne l'URL, si fermano al 2023, per dimostrarci che un Governo insediato a fine 2022 non ha arrestato il declino del Paese.

Ora, qui non si sa se sia più la scioccaggine o la malafede (hai altri due anni di dati: perché non li guardi, gioia bella?), ma propenderei per la seconda. Vero è che la scioccaggine e la malafede non si escludono, in particolare perché se sei in malafede devi anche essere molto sciocco ad affacciarti su un blog dove non solo l'autore, ma anche i lettori conoscono i dati! Quello che però mi fa propendere per la seconda è lo scombiccherato discours sur la méthode del nostro amico keynesi-

ano: "credo che dedurla dal grafico sull’andamento del rapporto tra Pil pro-capite ITA/WLD e ITA/EMU contenuto nel post da lei citato sia un filo azzardato. Se guardiamo all’insieme dei dati che abbiamo a disposizione (quelli di cui sopra e altri che si potrebbero aggiungere) quello che emerge chiaramente è che il declino è vivo e lotta insieme a noi."

Ora, premesso che sono io il primo a dire che non sta andando tutto bene, e che ovviamente chiunque in qualsiasi condizione può serenamente e tautologicamente argomentare che sarebbe meglio se le cose andassero meglio (invoco su di me la Grazia di Graziella!), innanzitutto segnalo che nella letteratura sul declino del Paese si considera uniformemente come variabile il Pil, semplicemente perché questa è la variabile riassuntiva dell'andamento economico generale del Paese. Di che cosa pensi uno che non capisce di che cosa parla sinceramente non so quale conto dovremmo tenere! Qui siamo al livello di chi, portando dal medico le analisi del sangue, dica: "Dottore, i livelli di colesterolo non mi interessano, perché ho un'ottima vitamina D!" Ma gioia mia, il rischio cardiovascolare si misura con certi parametri, e la recessione (o la crescita) con altri, e se sono quelli un motivo ci sarà. Se non ti piacciono, prenditi un Nobel per l'economia come Kuznets rifondando la contabilità nazionale e dopo (ma solo dopo) vieni qui a rompere i coglioni. Posto quindi che la variabile da osservare è in primo luogo il Pil, contesto la frase sinceramente stupefacente secondo cui non avrebbe senso valutarne il declino in termini relativi rispetto alla media europea. Questa frase del nostro amico diversamente brillante evidenzia una profonda, profondissima ignoranza della teoria della crescita. Come vi ho spiegato partitamente parlandovi dei cialtroni del declino (a volta ritornano!) è assolutamente fisiologico che il tasso percentuale di crescita di un Paese avanzato esibisca un rallentamento, tant'è che in Europa (ma direi nel mondo) nell'ultimo mezzo secolo questo succede più o meno a tutti (i Paesi avanzati). Di declino all'interno del consesso dei Paesi avanzati si può quindi parlare solo in termini relativi, cioè valutando se il rallentamento della crescita di un Paese (fatto fisiologico dovuto al catch-up) è maggiore o minore di quello dei Paesi consimili. Il senso del grafico della vergogna, quello che ultimamente ha rispolverato Milanovic, e che vi proposi nel 2014, è esattamente questo, e se una cosa che Milanovic trova corretta non piace al primo presuntuoso di passaggio capite bene che posso farmene, e forse anche voi potreste farvene, una ragione.

Ora, tanto per essere chiari, i dati trimestrali dicono questo:


dove il pallino rosso indica l'arrivo del Governo Meloni e nello spazio fra le due rette verticali tratteggiate è stata applicata la clausola di sospensione generale del Patto di Stabilità. Non mi sembra di vedere, dal quarto trimestre del 2022 in avanti, una derapata simile a quella che i dati mostrano dal 2002 al 2018. Voi la vedete? E vi rendete conto del fatto che, piaccia o meno, senza il Superbonus questo Governo non avrebbe un buco di oltre un punto di Pil da tappare ogni anno (dettagli qui)? Anche al nostro interno c'è stato un dibattito su quanto fosse possibile e opportuno adottare una stance più espansiva, ma con un buco da 100 miliardi (l'ordine di grandezza è quello) da tappare in cinque comode rate vedrai che fare più di quello che è stato fatto non è così ovvio.

Mi chiedo anche se ci sia qualcuno di così imbecille da rimproverare al Governo Meloni di non aver fatto una cosa simile:


perché se è questo che viene rimproverato, allora mi arrendo! Per tornare sul tendenziale a fine 2025 saremmo dovuti crescere del 10% l'anno nel triennio 2023-25, ma questo spero si capisca che è impossibile, giusto? E quindi, anche con una vigorosa crescita reale al 2%, al massimo avremmo ottenuto questo:

Tanto è il disastro ereditato dal PD e dai suoi anonimi...

Quanto al fatto che i salari siano diminuiti rispetto al 1990 (?) e che si sia tornati al livello del Pil pre-crisi solo nel 2023, le osservazioni da fare sarebbero due.

Primo, lo vieni a dire a noi? Il tuo primo commento su questo blog è del 2021, per venire a rompermi i coglioni in un momento particolarmente complesso (magari se avanza tempo ne parliamo sotto). Forse dovresti tornare indietro e leggerti qualche post fondamentale sui salari, come questo, per capire che da insegnarci hai veramente poco.

Secondo: ma ti sembra intelligente rimproverare a questo Governo una dinamica insufficiente dei salari quando i dati dicono questo:


Se volessi attaccare il mio Governo, sceglierei qualsiasi fronte tranne quello dei salari! La questione salariale è stata creata dal PD entrando nell'euro, questo è il dato. Che oggi la scopra cercando di addossarla al centrodestra sarebbe già ridicolo di per sé. A fronte di questi dati, credo che chi ha venduto il Paese farebbe meglio a starsene zitto, non trovi?

Terza affermazione fattualmente falsa: "questo Governo non ha fatto nulla"

E raschiamolo, il fondo del barile! Qualsiasi deputato di provincia è in grado di vociferare tonitruante in qualche "Tele Provincia Profonda" che "il Governo non ha fatto nulla! Bisogna fare di più!", e via tautologizzando... Perché togliere anche a te questo innocente piacere, gentile amico? Poi però ci sono i fatti, e non te la faccio lunga (se vuoi i dettagli cercati le audizioni alle leggi di bilancio), per cui te ne ricordo solo alcuni:

1) il taglio del "cuneo fiscale" esteso e reso strutturale nel 2025 (spiegazioni qui), con un importo in legge di bilancio pari a 13.214 milioni di euro di indebitamento netto, comprensivi dell'effetto della revisione delle aliquote IRPEF, nella legge di bilancio per il 2025;

2) l'esonero contributivo totale o parziale per le lavoratrici madri (i dettagli sono qui);

3) le deduzioni fino al 130% del costo del lavoro dall'imponibile IRES per le aziende che assumono particolari categorie di dipendenti (giovani under 30, donne disoccupate da oltre sei mesi, eccetera: i dettagli sono qui);

e ovviamente potrei continuare. Questo ci porta al punto successivo...

Quarta affermazione fattualmente falsa: l'occupazione non aumenta e se aumenta è precaria e se non è precaria è nei settori a basso valore aggiunto

Naturalmente raggiunto il fondo del barile si può scavare.

L'occupazione che non aumenta suppongo sia questa qui:


il precariato sono pressoché certo che sia questo qui:


dove si vede che l'incidenza dei contratti a termine sul totale dei contratti di lavoro dipendente è tornata ai valori pre-jobs act (il che contribuisce a spiegare perché coi referendum ve la siete presa nel keynesiano), e la prevalenza di creazione di posti di lavoro in settori a basso valore aggiunto suppongo sia questa qua:

anche se a me sembra di vedere che ICT e ricerca abbiano avuto una dinamica superiore alla media, mentre ce l'abbia avuta inferiore il settore primario, per dire. Ma sarò un po' stanco dopo una lunga escursione...

Concludendo

Non sto difendendo Giorgia o Giancarlo perché sono amici o perché dalla loro tenuta dipende la famosa poltronaaaah!11! (che lascerò volentieri, ora che so quali sono i lavori pagati veramente bene!). Sto semplicemente enunciando i fatti. E attenzione: enunciare i fatti non significa dire che questo Governo sia particolarmente bravo. Nonostante io creda che Giorgetti sia un ottimo ministro, metterei la cosa in altri termini. In fondo, non è questo Governo a essere bravo: è il PD ad aver fatto un disastro, rispetto al quale anche un normodotato avrebbe potuto fare la differenza. O, se volete, potremmo metterla anche in un altro modo: la configurazione particolarmente favorevole dei fondamentali macroeconomici di cui questo Paese gode secondo le metriche di Bruxelles è senz'altro dovuta al diligente lavoro dei volenterosi carnefici del PD, al loro fiscal overkill che ha senz'altro scosso dall'albero le mele marce, alla medicina amara e velenosa che se non ti uccide ti rende più forte!

Oh, gran virtù dei governanti antiqui!

Peccato però che gli elettori siano ingrati. C'è tanta ingiustizia e tanta cattiveria, signora mia... Ma soprattutto c'è, qui, tanta insofferenza verso i saccenti pretini di sinistra tutti presunzione e distintivo che vengono ad elargirci ex cathedra le loro verità pezzotte da analfabeti dell'economia. Ne abbiamo i coglioni pieni di uomini di scarse o pessime letture che si credono il sale della Terra ma ignorano i dati statistici e la logica elementare. Lo dico con ermetismo ma anche con affetto.

Un suggerimento: le tue controdeduzioni tienile per te. Riparliamone nel 2027. Se avrai avuto ragione, a quel punto, sarà impossibile non dartela. Oggi, purtroppo per te, è impossibile dartela, e le ributtanti contorsioni logiche con cui cercheresti di prendertela sinceramente vorremmo che tu ce le risparmiassi.

Con immutata stima (quella che questa analisi dimostra ti meriti).