Oggi er sor Perepè ci ha deliziato con un'altra delle sue perle:
Per inciso, ho saputo che quando er sor Perepè si avventura in ambiti quantitativi per lui impervi, seguendo una sua consolidata tradizione (quella che lo portava a frequentare i #goofy per apprendere il mestiere di "sovranista quello vero") si fa correggere gli interventi da membri della community, il che (e questa è una buona notizia) ci costituisce da movimento di pensiero direttamente in religione, visto che abbiamo il nostro Giuda! Solo per farvi capire quanto complesso e sfaccettato è l'animo umano e quali forme imperscrutabili e imprevedibili prendano l'amicizia e la riconoscenza. Dico che è una buona notizia perché, ovviamente, in quanto religione potremmo concorrere all'8x1000: sapete però che c'è uno snodo tecnico (la crocefissione del profeta) che continua a lasciarmi perplesso, e quindi per il momento faremo con quello che abbiamo...
Ma torniamo al punto, anzi: ai punti, che sono due, uno tecnico e uno politico.
Partiamo da quello tecnico, perché è lì che si vede l'inconsistenza der sor Perepè, i cui squilli sempre più somigliano ai ruttini di un lattante dell'economia. Il frame in cui si situa la sua grottesca esternazione è quello creato dall'edizione 2025 dell'OECD Employment Outlook e in particolare da questa infografica:
che trovate qui, un'infografica su cui gli operatori informativi del complesso mediatico-giudiziario, e i loro useful idiots, cioè i "sovranisti", si sono buttati a pesce perché contiene un outlier (dato anomalo) che cade a fagiuolo per i disfattisti antigovernativi: quel rombo celeste in basso, a quota -8%, che è appunto il dato cui fa riferimento il nostro useful idiot preferito! 😍
Permettetemi un'incursione politica in questa trattazione tecnica: le organizzazioni sovranazionali, esattamente come il complesso mediatico-giudiziario, esattamente come il PD, sono i nostri nemici di classe. Il loro scopo non è fornire dati, ma orientare l'opinione pubblica contro le forze patriottiche. Quindi, esattamente come si deve votare contro a qualsiasi cosa sia proposta dal PD (fosse anche l'uscita dall'euro!), si deve guardare con estremo sospetto qualsiasi immagine suggestiva provenga da cotali entità (che in un mondo migliore andrebbero soppresse sic et simpliciter). Ciò vale anche e soprattutto in questo caso, come vedremo analizzando il ruttino del sor Perepè.
La prima cosa che er sor Perepè clamorosamente sbaglia è la definizione della variabile. Se i salari reali fossero diminuiti dell'8% avremmo effettivamente un serio problema! Il simpatico useful idiot (come fa a non starti simpatico un Pappagone simile?) toppa su almeno due aspetti:
- omette di riportare la frequenza temporale del dato: stiamo parlando di salari reali su base trimestrale. La precisazione non è banale, perché il dato trimestrale, quand'anche sia depurato dalla stagionalità, risente di oscillazioni di carattere congiunturale, cioè è meno inerziale. Quindi, intanto a un crollo dell'8% su base trimestrale potrebbe corrispondere un'oscillazione molto più contenuta su base annuale, e d'altra parte un crollo dell'8% su base annua dei salari reali, che sono un pezzo non trascurabile del Pil, come dovreste sapere, implicherebbe un crollo più o meno proporzionale del Pil, cioè una recessione peggiore di quella patita al tempo di Monti. Inutile dire che non c'è nulla di tutto questo nei dati, e perché?
- perché Pappagone Perepè omette di specificare che la misura dei salari reali cui fa riferimento è quella per ora lavorata! Per salari reali si intende infatti il monte salari diviso per una misura dell'inflazione, e questi, su base trimestrale, sono aumentati del 9,8% fra 2021Q1 e 2025Q3, come potreste agevolmente verificare sui dati:
(sono i dati utilizzati in questo post, che forse dovreste rileggere).
Elaboro questo punto: servirà a mostrarvi come l'epifenomeno propalato dall'OCSE sia la classica fake truth che ha molto a che vedere con la gestione pandemica e poco con le politiche distributive di questo Governo, che, piaccia o meno, continuano a essere più progressive di quelle del PD.
Parlando (seriamente) di salari abbiamo già fatto notare che esistono almeno un paio di visibili discrepanze a seconda del denominatore utilizzato per calcolare i salari medi unitari in termini reali. L'andamento è in effetti molto diverso a seconda che si usino gli occupati, o le ore lavorate:
Le visibili differenze sono due, una di ordine tendenziale e l'altra di ordine congiunturale. Su base tendenziale, si vede che in tutto il periodo precedente alla crisi, ma anche durante e dopo, le retribuzioni orarie sono aumentate più di quelle per addetto. Tagliando con l'accetta, questo significa che gli addetti sono aumentati di più (o diminuiti di meno) delle ore lavorate, o, se volete, che le ore lavorate sono diminuite di più (o aumentate di meno) degli addetti, e infatti se ci togliamo la curiosità di vedere come è andato evolvendo il monte ore per addetto:
constateremo senza grande sorpresa che esso è andato tendenzialmente diminuendo dalle 433 ore dell'inverno 2021 giù fino alle 391 dell'inverno 2013, restando in quella zona fino al tonfo pandemico (more on this later). Il dato non ci stupisce: corrisponde, a spanna, al passaggio da una giornata lavorativa di 7,2 a una di 6,5 ore (nella media complessiva del lavoro dipendente), in conseguenza di una progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro, con part-time involontari ecc. Cose che sappiamo, e tendenze che abbiamo invertito.
Ma quello che qui ci interessa è la visibile anomalia congiunturale causata dalla pandemia! Come vedete, con la pandemia, a causa dei lockdown, il monte ore per addetto crolla fino a un minimo di 323 ore nella primavera del 2020. Il motivo spero vi sia chiaro. Vero è che la memoria storica costruita su fatti estemporanei, come la punturina, è più labile di altre, ma credo ricorderete che in quel periodo una categoria di persone (segnatamente i dipendenti pubblici) venivano tenuti in casa pagati per (non) lavorare, e agli altri (i dipendenti privati) si provvedeva con CIG a gogò, perché l'opzione politica era stata quella del confinamento, e le vittime del confinamento non potevano morire di fame. Naturalmente le ore di CIG non sono ore lavorate, e questo spiega il crollo delle ore per addetto.
Ora, voi ricorderete che nell'analisi semiologica di questo blog, fatta all'ultimo goofy:
l'opponente (nel senso di Greimas) più illustre è senz'altro il nostro amico Uva, ma, come nota Acquarelli:
proprio come la nostra narrazione prevede più di un attante (l'attante prometeico Bagnai, che porta all'umanità abbrutita - voi - il fuoco della scienza, ma anche l'attante collettivo community - sempre voi! - che interviene coralmente), al tempo stesso prevede più di un opponente, e lo spettro degli opponenti è ampio:
avversari istituzionali, come la cosiddetta troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale); scientifici, economisti neoliberali e antikeneysiani (i cosiddetti “bocconiani” in primis); organi di divulgazione e di informazione considerati disinformati o al peggio collusi; la sinistra, intesa come collocazione politica a livello italiano ma anche europeo, che, secondo le tesi di Bagnai, non ha capito che se non si rimette in discussione l’euro non si possono fare politiche a protezione dei salari e del lavoro.
Da questo esauriente e dotto catalogo manca però quello che, a voi non sfuggirà, è l'anti-destinante principale della nostra narrazione: il piddino, definito come l'individuo antisocratico che sa di sapere, e come l'intellettualmente svantaggiato che possiede un unico neurone (le due definizioni non si coimplicano ma sono complementari e certamente non si escludono a vicenda).
Ora, quando si deve ragionare di rapporti, come abbiamo visto un'infinità di volte, la mancanza del secondo neurone è particolarmente invalidante, perché impedisce di considerare simultaneamente numeratore e denominatore. Generalmente nella testa del piddino la dinamica di un rapporto è quella del suo numeratore (il numeretto che sta sopra): una cella di memoria ha, e quel numero solo c'entra. Capirete quindi che per i piddini (e per i loro useful idiots) l'idea che quando un rapporto "schizza" (termine a loro grato, forse in ricordo dei fasti di una zampillante giovinezza...) può darsi semplicemente che il denominatore stia precipitando difficilmente può passare per il capo. Nel caso de quo però questo è precisamente quello che è successo. In effetti, non è stata drammatica la discesa del salari dall'inverno 2021 a oggi: è stato anomalo il valore dei salari per ora lavorata nell'inverno 2021 (e ancor più nel 2020, ma su questo torno se ho tempo), perché è stato anormalmente basso il valore delle ore lavorate a causa della (scellerata) gestione della pandemia.
Volete una controprova? Basta chiedere all'amico intelligente in quali Paesi sono stati praticati "lockdown severi" (cioè misure di confinamento rigorose) nell'inverno del 2021! L'amico intelligente ci fa sapere che:
Quindi la crescita stellare della Corea, rispetto al 2021, dipende essenzialmente dal fatto che lì non ci sono stati lockdown (ma si è seguito la strada del tracciamento), mentre il "disastro" italiano dipende dall'effetto statistico che vi ho evidenziato: non si tratta di un "crollo" dell'7,7% dopo il 2021, bensì dell'assorbimento (dopo il 2021) di uno "schizzo" del 7,3% fra autunno 2019 e primavera 2020 (in figura si vede molto bene). Naturalmente prendo Italia e Corea (del Sud) perché sono accomunate da vari aspetti dimensionali e morfologici (nazioni manifatturiere di dimensioni medio-grandi), e anche perché sono accomunate da un dato di cui nessuno vi ha parlato tranne me, nonostante fosse hidden in plain sight nella stessa infografica: il tasso di crescita trimestrale tendenziale (trimestre su trimestre dell'anno precedente) più rapido delle retribuzioni medie unitarie in termini reali (con la Corea in leggero vantaggio)! Ed ecco chiarito perché nei due Paesi in cui oggettivamente i salari sono cresciuti più in fretta si registrano due risultati così apparentemente contrastanti: per un'anomalia statistica del denominatore (quell'oggetto che piddini e utili idioti non riescono a inzeppare insieme al numeratore nell'unico neurone che hanno), causata da due modalità diverse di gestione della pandemia, su cui è stata imbastita una narrazione carogna e disfattista da parte di individui (consapevolmente o inconsapevolmente) diversamente pregevoli.
La cosa divertente è che Perepè del fenomeno è cosciente, almeno in termini astratti. Il suo eloquente (ma scombiccherato) tweet si conclude con un sentenzioso: "scegliendo opportunamente il campione si può dire qualsiasi cosa." Potreste essere tentati di credere che lui lo sa bene perché è proprio quello che fa in molti suoi interventi, compreso questo, ma vi rassicuro: Gilberto non è cattivo, non c'è malizia nel suo operato. Quasi modo genitus infans, sine dolo lac concupiscit, e poi fa il suo ruttino, cui plaude consenziente la turba che popola la cloaca.
La considerazione politica è molto sintetica e sostanzialmente innerva la prima parte di questo post: alla stessa stregua delle organizzazioni sovranazionali, del complesso mediatico-giudiziario, e dei piddini, anche i "sovranisti" sono nostri nemici di classe, e non credo di potervene dare miglior prova di quella contenuta in questo post: pur di dare addosso a noi sono disposti a farsi passivi e subalterni diffusori di fattoidi creati ad arte dalle organizzazioni internazionali per mettere in difficoltà un governo percepito come ostile, e a me spiace, ma, come sempre, la buona fede non mi interessa.
Se mi spari addosso, le tue intenzioni passano decisamente in secondo piano rispetto ai possibili risultati, e quindi, con buona pace di uno che pensava di essere di sinistra (ma per fortuna di chi lo apprezza non ha avuto tempo di esprimersi sul problema, altrimenti avreste scoperto che era un Celestini o una Dandini qualsiasi...), siccome qui di giacere sepolti in un campo di grano non abbiamo alcuna fretta, con le fetecchie sarà sempre guerra totale e preferibilmente preventiva da qualsiasi direzione esse provengano e quale che sia la loro dimensione e la loro struttura organizzativa (ovviamente proporzionando l'uso della forza e adattando la tattica alla natura dell'avversario).
Voi regolatevi come credete: l'unico amico che abbiamo in questa guerra lurida e logorante siamo noi stessi e la nostra capacità di restare lucidi.
Ciao, Perepè! Non hai vinto, e, se vuoi un consiglio, non ritentare...
Ma so che il consiglio è vano: come una falena, o come una tarma, tu sei irresistibilmente attratto dal fuoco che l'attante prometeico continua ad alimentare qui, nel Dibattito, per cui sono certo che tornerai a scottarti!
Senza rancore e con immutata stima,
Alberto
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