Oggi er sor Perepè ci ha deliziato con un'altra delle sue perle:
Per inciso, ho saputo che quando er sor Perepè si avventura in ambiti quantitativi per lui impervi, seguendo una sua consolidata tradizione (quella che lo portava a frequentare i #goofy per apprendere il mestiere di "sovranista quello vero") si fa correggere gli interventi da membri della community, il che (e questa è una buona notizia) ci costituisce da movimento di pensiero direttamente in religione, visto che abbiamo il nostro Giuda! Solo per farvi capire quanto complesso e sfaccettato è l'animo umano e quali forme imperscrutabili e imprevedibili prendano l'amicizia e la riconoscenza. Dico che è una buona notizia perché, ovviamente, in quanto religione potremmo concorrere all'8x1000: sapete però che c'è uno snodo tecnico (la crocefissione del profeta) che continua a lasciarmi perplesso, e quindi per il momento faremo con quello che abbiamo...
Ma torniamo al punto, anzi: ai punti, che sono due, uno tecnico e uno politico.
Partiamo da quello tecnico, perché è lì che si vede l'inconsistenza der sor Perepè, i cui squilli sempre più somigliano ai ruttini di un lattante dell'economia. Il frame in cui si situa la sua grottesca esternazione è quello creato dall'edizione 2025 dell'OECD Employment Outlook e in particolare da questa infografica:
che trovate qui, un'infografica su cui gli operatori informativi del complesso mediatico-giudiziario, e i loro useful idiots, cioè i "sovranisti", si sono buttati a pesce perché contiene un outlier (dato anomalo) che cade a fagiuolo per i disfattisti antigovernativi: quel rombo celeste in basso, a quota -8%, che è appunto il dato cui fa riferimento il nostro useful idiot preferito! 😍
Permettetemi un'incursione politica in questa trattazione tecnica: le organizzazioni sovranazionali, esattamente come il complesso mediatico-giudiziario, esattamente come il PD, sono i nostri nemici di classe. Il loro scopo non è fornire dati, ma orientare l'opinione pubblica contro le forze patriottiche. Quindi, esattamente come si deve votare contro a qualsiasi cosa sia proposta dal PD (fosse anche l'uscita dall'euro!), si deve guardare con estremo sospetto qualsiasi immagine suggestiva provenga da cotali entità (che in un mondo migliore andrebbero soppresse sic et simpliciter). Ciò vale anche e soprattutto in questo caso, come vedremo analizzando il ruttino del sor Perepè.
La prima cosa che er sor Perepè clamorosamente sbaglia è la definizione della variabile. Se i salari reali fossero diminuiti dell'8% avremmo effettivamente un serio problema! Il simpatico useful idiot (come fa a non starti simpatico un Pappagone simile?) toppa su almeno due aspetti:
- omette di riportare la frequenza temporale del dato: stiamo parlando di salari reali su base trimestrale. La precisazione non è banale, perché il dato trimestrale, quand'anche sia depurato dalla stagionalità, risente di oscillazioni di carattere congiunturale, cioè è meno inerziale. Quindi, intanto a un crollo dell'8% su base trimestrale potrebbe corrispondere un'oscillazione molto più contenuta su base annuale, e d'altra parte un crollo dell'8% su base annua dei salari reali, che sono un pezzo non trascurabile del Pil, come dovreste sapere, implicherebbe un crollo più o meno proporzionale del Pil, cioè una recessione peggiore di quella patita al tempo di Monti. Inutile dire che non c'è nulla di tutto questo nei dati, e perché?
- perché Pappagone Perepè omette di specificare che la misura dei salari reali cui fa riferimento è quella per ora lavorata! Per salari reali si intende infatti il monte salari diviso per una misura dell'inflazione, e questi, su base trimestrale, sono aumentati del 9,8% fra 2021Q1 e 2025Q3, come potreste agevolmente verificare sui dati:
(sono i dati utilizzati in questo post, che forse dovreste rileggere).
Elaboro questo punto: servirà a mostrarvi come l'epifenomeno propalato dall'OCSE sia la classica fake truth che ha molto a che vedere con la gestione pandemica e poco con le politiche distributive di questo Governo, che, piaccia o meno, continuano a essere più progressive di quelle del PD.
Parlando (seriamente) di salari abbiamo già fatto notare che esistono almeno un paio di visibili discrepanze a seconda del denominatore utilizzato per calcolare i salari medi unitari in termini reali. L'andamento è in effetti molto diverso a seconda che si usino gli occupati, o le ore lavorate:
Le visibili differenze sono due, una di ordine tendenziale e l'altra di ordine congiunturale. Su base tendenziale, si vede che in tutto il periodo precedente alla crisi, ma anche durante e dopo, le retribuzioni orarie sono aumentate più di quelle per addetto. Tagliando con l'accetta, questo significa che gli addetti sono aumentati di più (o diminuiti di meno) delle ore lavorate, o, se volete, che le ore lavorate sono diminuite di più (o aumentate di meno) degli addetti, e infatti se ci togliamo la curiosità di vedere come è andato evolvendo il monte ore per addetto:
constateremo senza grande sorpresa che esso è andato tendenzialmente diminuendo dalle 433 ore dell'inverno 1996 giù fino alle 391 dell'inverno 2013, restando in quella zona fino al tonfo pandemico (more on this later). Il dato non ci stupisce: corrisponde, a spanna, al passaggio da una giornata lavorativa di 7,2 a una di 6,5 ore (nella media complessiva del lavoro dipendente), in conseguenza di una progressiva precarizzazione dei rapporti di lavoro, con part-time involontari ecc. Cose che sappiamo, e tendenze che abbiamo invertito.
Ma quello che qui ci interessa è la visibile anomalia congiunturale causata dalla pandemia! Come vedete, con la pandemia, a causa dei lockdown, il monte ore per addetto crolla fino a un minimo di 323 ore nella primavera del 2020. Il motivo spero vi sia chiaro. Vero è che la memoria storica costruita su fatti estemporanei, come la punturina, è più labile di altre, ma credo ricorderete che in quel periodo una categoria di persone (segnatamente i dipendenti pubblici) venivano tenuti in casa pagati per (non) lavorare, e agli altri (i dipendenti privati) si provvedeva con CIG a gogò, perché l'opzione politica era stata quella del confinamento, e le vittime del confinamento non potevano morire di fame. Naturalmente le ore di CIG non sono ore lavorate, e questo spiega il crollo delle ore per addetto.
Ora, voi ricorderete che nell'analisi semiologica di questo blog, fatta all'ultimo goofy:
l'opponente (nel senso di Greimas) più illustre è senz'altro il nostro amico Uva, ma, come nota Acquarelli:
proprio come la nostra narrazione prevede più di un attante (l'attante prometeico Bagnai, che porta all'umanità abbrutita - voi - il fuoco della scienza, ma anche l'attante collettivo community - sempre voi! - che interviene coralmente), al tempo stesso prevede più di un opponente, e lo spettro degli opponenti è ampio:
avversari istituzionali, come la cosiddetta troika (Banca Centrale Europea, Commissione Europea e Fondo Monetario Internazionale); scientifici, economisti neoliberali e antikeneysiani (i cosiddetti “bocconiani” in primis); organi di divulgazione e di informazione considerati disinformati o al peggio collusi; la sinistra, intesa come collocazione politica a livello italiano ma anche europeo, che, secondo le tesi di Bagnai, non ha capito che se non si rimette in discussione l’euro non si possono fare politiche a protezione dei salari e del lavoro.
Da questo esauriente e dotto catalogo manca però quello che, a voi non sfuggirà, è l'anti-destinante principale della nostra narrazione: il piddino, definito come l'individuo antisocratico che sa di sapere, e come l'intellettualmente svantaggiato che possiede un unico neurone (le due definizioni non si coimplicano ma sono complementari e certamente non si escludono a vicenda).
Ora, quando si deve ragionare di rapporti, come abbiamo visto un'infinità di volte, la mancanza del secondo neurone è particolarmente invalidante, perché impedisce di considerare simultaneamente numeratore e denominatore. Generalmente nella testa del piddino la dinamica di un rapporto è quella del suo numeratore (il numeretto che sta sopra): una cella di memoria ha, e quel numero solo c'entra. Capirete quindi che per i piddini (e per i loro useful idiots) l'idea che quando un rapporto "schizza" (termine a loro grato, forse in ricordo dei fasti di una zampillante giovinezza...) può darsi semplicemente che il denominatore stia precipitando difficilmente può passare per il capo. Nel caso de quo però questo è precisamente quello che è successo. In effetti, non è stata drammatica la discesa del salari dall'inverno 2021 a oggi: è stato anomalo il valore dei salari per ora lavorata nell'inverno 2021 (e ancor più nel 2020, ma su questo torno se ho tempo), perché è stato anormalmente basso il valore delle ore lavorate a causa della (scellerata) gestione della pandemia.
Volete una controprova? Basta chiedere all'amico intelligente in quali Paesi sono stati praticati "lockdown severi" (cioè misure di confinamento rigorose) nell'inverno del 2021! L'amico intelligente ci fa sapere che:
Quindi la crescita stellare della Corea, rispetto al 2021, dipende essenzialmente dal fatto che lì non ci sono stati lockdown (ma si è seguito la strada del tracciamento), mentre il "disastro" italiano dipende dall'effetto statistico che vi ho evidenziato: non si tratta di un "crollo" dell'7,7% dopo il 2021, bensì dell'assorbimento (dopo il 2021) di uno "schizzo" del 7,3% fra autunno 2019 e primavera 2020 (in figura si vede molto bene). Naturalmente prendo Italia e Corea (del Sud) perché sono accomunate da vari aspetti dimensionali e morfologici (nazioni manifatturiere di dimensioni medio-grandi), e anche perché sono accomunate da un dato di cui nessuno vi ha parlato tranne me, nonostante fosse hidden in plain sight nella stessa infografica: il tasso di crescita trimestrale tendenziale (trimestre su trimestre dell'anno precedente) più rapido delle retribuzioni medie unitarie in termini reali (con la Corea in leggero vantaggio)! Ed ecco chiarito perché nei due Paesi in cui oggettivamente i salari sono cresciuti più in fretta si registrano due risultati così apparentemente contrastanti: per un'anomalia statistica del denominatore (quell'oggetto che piddini e utili idioti non riescono a inzeppare insieme al numeratore nell'unico neurone che hanno), causata da due modalità diverse di gestione della pandemia, su cui è stata imbastita una narrazione carogna e disfattista da parte di individui (consapevolmente o inconsapevolmente) diversamente pregevoli.
La cosa divertente è che Perepè del fenomeno è cosciente, almeno in termini astratti. Il suo eloquente (ma scombiccherato) tweet si conclude con un sentenzioso: "scegliendo opportunamente il campione si può dire qualsiasi cosa." Potreste essere tentati di credere che lui lo sa bene perché è proprio quello che fa in molti suoi interventi, compreso questo, ma vi rassicuro: Gilberto non è cattivo, non c'è malizia nel suo operato. Quasi modo genitus infans, sine dolo lac concupiscit, e poi fa il suo ruttino, cui plaude consenziente la turba che popola la cloaca.
La considerazione politica è molto sintetica e sostanzialmente innerva la prima parte di questo post: alla stessa stregua delle organizzazioni sovranazionali, del complesso mediatico-giudiziario, e dei piddini, anche i "sovranisti" sono nostri nemici di classe, e non credo di potervene dare miglior prova di quella contenuta in questo post: pur di dare addosso a noi sono disposti a farsi passivi e subalterni diffusori di fattoidi creati ad arte dalle organizzazioni internazionali per mettere in difficoltà un governo percepito come ostile, e a me spiace, ma, come sempre, la buona fede non mi interessa.
Se mi spari addosso, le tue intenzioni passano decisamente in secondo piano rispetto ai possibili risultati, e quindi, con buona pace di uno che pensava di essere di sinistra (ma per fortuna di chi lo apprezza non ha avuto tempo di esprimersi sul problema, altrimenti avreste scoperto che era un Celestini o una Dandini qualsiasi...), siccome qui di giacere sepolti in un campo di grano non abbiamo alcuna fretta, con le fetecchie sarà sempre guerra totale e preferibilmente preventiva da qualsiasi direzione esse provengano e quale che sia la loro dimensione e la loro struttura organizzativa (ovviamente proporzionando l'uso della forza e adattando la tattica alla natura dell'avversario).
Voi regolatevi come credete: l'unico amico che abbiamo in questa guerra lurida e logorante siamo noi stessi e la nostra capacità di restare lucidi.
Ciao, Perepè! Non hai vinto, e, se vuoi un consiglio, non ritentare...
Ma so che il consiglio è vano: come una falena, o come una tarma, tu sei irresistibilmente attratto dal fuoco che l'attante prometeico continua ad alimentare qui, nel Dibattito, per cui sono certo che tornerai a scottarti!
Senza rancore e con immutata stima,
Alberto
Ma anche senza addentrarsi nell'irta selva delle statistiche: gli anni della pandemia sono stati una grande anomalia, quindi a priori da umile ingegngngiere sono sospettoso di qualsiasi paragone che sceglie come termine di confronto un episodio avvenuto nel bel mezzo della pandemia, tipo Q1 2021. Soprattutto se si parla di salari o rapporti lavorativi.
RispondiEliminaL’osservazione è corretta, ma presuppone una buona fede che Trombetta non possiede.
Eliminaquesto post è istruttivo e spassoso al tempo stesso 🤣🤓
RispondiEliminaSono l'onorevole Trombetta! - Ma mi faccia il piacere... (cit.)
RispondiElimina"non è cattivo"
RispondiElimina"con immutata stima"...
Mi stavo rotolando per terra.
Se posso permettermi, nella spiegazione dei salari reali per ora lavorata forse era bene fare tutti i passaggi. Io sono ingegnegnere per cui ci sta che ho dovuto rileggere e riguardare il grafico 2-3 volte prima di capire, ma forse non sono l'unico!
Qui è pieno di piddini. Se metto su un commercio di neuroni (anche usati) faccio i soldi veri!
EliminaSegnalo un refuso, invece che "inverno 2021" credo che dovrebbe essere "inverno 2001".
RispondiEliminaMi riferisco a questa parte: "diminuendo dalle 433 ore dell'inverno 2021 giù fino alle 391 dell'inverno 2013", non alle successive occorrenze di "inverno 2021" che sono ovviamente corrette.
EliminaQuella brutta sensazione di sembrare di avere capito tutto e di sentirsi più intelligenti degli altri che ti porta a fare brutte figure. Magari se aveva dei dubbi poteva fare un commento al tuo post contestato. O forse lo aveva fatto, non te lo sei filato e s'è offeso. Ho trovato qualche suo tweet anche interessante e non molto lontano dalle tue posizioni. Comunque quel detto socratico dovremmo imparare ad applicarlo a tutti per avere confronti più pacati e costruttivi.
RispondiEliminaMi sembra abbia ancora in piedi il suo piccolo tentativo zerovirgolista, non commettiamo l'errore di pensare che ad un certo punto gettino la spugna così facilmente.
EliminaQuante adolescenze irrisolte!…
EliminaSono in treno ,leggo il post , risatona plateale.....mi guardano tutti....che figura!
RispondiEliminaChe poi secondo me la questione è ancora più semplice. Perché una persona ha questo continuo desiderio di fare figure di merda? A prescindere da tutto eh? Dallo schema politico, dalla strategia, dall'ego. Da tutto. Perché uno deve continuare a collezionare brutte figure sul web , che ricordiamolo, non dimentica!
RispondiEliminaSicché il signor Trombetta frequentava il Goofy per imparare a fare politica. Che è come andare da Zelensky per imparare a suonare il pianoforte.
RispondiEliminaNo, lui a far politica ha imparato altrove. Frequentava (e tuttora frequenta) la community per rubacchiare idee che poi spaccia in giro per darsi l’allure dell’economista, un po’ come tu ti dai quella dell’uomo di sinistra.
EliminaDisse il deputato che continua a votare provvedimenti che protrarranno la guerra, distruggeranno completamente un paese e ne completeranno l'annientamento di una generazione.
EliminaP.s. Se vuoi imparare lo stile pianistico di Zelensky, fai attenzione, ché il clavicembalo francese ha due tastiere...
La principale la suoni tu.
EliminaQuando voterai a favore del Trattato di Adesione dell'Ucraina vedrai che concerto!!!
Eliminanon si capisce come mai, se la situazione fosse così disastrosa, una buona percentuale di italiani continui ad esprimere la preferenza per la maggioranza. Per quanto non concordi con tutto ciò che fa il governo(come la riforma universitaria), è innegabile che la situazione macroeconomica sia relativamente buona e questo si riflette nelle intenzioni di voto. Non parliamo, visto che siamo in tema, dell’altro fronte di critiche, i piddini che si lamentano del fatto che l’Italia non cresca del 2% come la Spagna: quando l’Europa massacrava l’Italia, stavano zitti. Ora che cresciamo, pretendono che cresciamo al ritmo che dicono loro: facciano pace col cervello
RispondiEliminaDi quel rapporto OCSE mi colpisce l'insistenza posta nel consigliare, per affrontare il problema dell'invecchiamento della popolazione con conseguente peggioramento del rapporto lavoratori/pensionati e del PIL pro-capite, il prolungamento dell'età lavorativa legale (prolungare per legge l'età del pensionamento). Questo nonostante i salari più alti dei lavoratori anziani rispetto a quelli giovani e la stagnazione del Pil e della produttività (anche per via dell'insufficiente recupero dell'inflazione da parte dei salari). Il rapporto ci informa che l'Italia è alquanto brava nell'eseguire questo compito, visto che lo scarto tra l'età effettiva di pensionamento e quella legale è minore, per entrambi i sessi, a quella di Germania, UK, Spagna e Francia. Ma a quanto pare all'OCSE non basta. E' per questo che abbiamo provveduto ad eliminare Opzione Donna e Quota 103, ad abbassare i coefficienti di rivalutazione del montante pensionistico per alcune PA (scuola, sanità), a provare ad invalidare il riscatto degli anni di laurea ai fini della pensione di anzianità? Davvero vogliamo mantenere al lavoro (nel 42% dei casi in attività fisicamente faticose) persone anziane e talora giustamente stufe, poco motivate, meno disposte al cambiamento, meno qualificate nelle nuove tecnologie e competenze, a discapito di giovani che devono ripiegare in lavori precari, mal retribuiti, senza tutele in settori del terziario scarsamente qualificati e qualificanti?
RispondiEliminaL’OCSE quella fissa lì l’ha sempre avuta, e i rapporti del Comitato PU.MA. (Public management) lo mostrano bene.
EliminaLa questione delle pensioni di anzianità è e sarà rivelatrice delle vere posizioni che possiamo sperare dalla situazione politica.
Non è tanto un problema di limiti di età, ma dell’impossibilità di fatto di andare in pensione di anzianità e non di vecchiaia quando il requisito per la prima (43 anni) richiede di cominciare a versare contributi a 24.
Una presa in giro non solo per chi oggi ha quell’età, ma soprattutto per chi ha sbattuto nei Prodi-Treu e nella inoccupazione (bel modo di nascondere la polvere sotto al tappeto) degli anni ‘90. In quel decennio nascono i problemi di cui sanguiniamo adesso: vanno smontate anche le misure di allora per uscire veramente da euro e austerità.
Nella questione si legano insieme l’aumento dell’anzianità contributiva, di pura marca UE, la riduzione dei coefficienti, pura riforma bipartisan dell’altro governo tecnico “stragista” a lungo termine Dini, e l’attacco viscerale alla PA condotto con particolare efficacia e godimento da ministri di partito azienda (nonché di assicuratori) cui la destra ha da decenni esternalizzato i ministri della PA.
Ritornare almeno a 35 anni di anzianità contributiva e 67 di età per poter avere una pensione di anzianità eviterebbe in larga parte la strage che di fatto tacitamente Fornero, Draghi, Monti e la UE hanno preparato e che i ritocchi odierni certo non stanno disinnescando.
E aggiungo: se l’a-sx avesse mezzo centesimo di senso politico o di utilità qualsiasi, è su questo che incalzerebbe, altro che i lagni sulle minoranze, i fascismi ecc su cui c’è peraltro ampio margine di manovra nella legislazione attuale.
EliminaInvece si sono pure spaccati sul referendum del JA.
Irrecuperabili.
Il Trombetta non sa fare le divisioni, mentre il Bagnai non sa fare le sottrazioni. Non c'è problema, lo aiutiamo noi (pluralis maiestatis, ché non si inventi qualche ipotesi complottista). Guardando in retrospettiva, va un po' rivista la leggenda nera dell'austerità, che ha causato stagnazione e non una depressione. Si vede che il mercato del lavoro era abbastanza rigido e ha tenuto piuttosto bene: infatti, gli ammeragani e i loro servi sciocchi italiani non sono affatto contenti. E si comprende anche che le partite IVA abbiano costituito l'ammortizzatore sociale delle imprese. D'altra parte, si intuisce anche chi ha mandato al governo Renzi e perché.
RispondiEliminaPer quanto riguarda le prestazioni del governo Meloni, purtroppo è possibile vedere il reddito disponibile reale solo dell'anno 2023, primo completo del nuovo esecutivo. La variazione costituisce un outlier rispetto alla storia precedente, per cui è molto probabile che sia un risultato del governo. Bisogna < href=https://www1.finanze.gov.it/finanze/stat_dbNewSerie/public/index.php?req_tree=ia_1>aspettare Giorgetti che, tra circa tre mesi, rilascerà i dati relativi all'anno 2024 per poter verificare se si conferma la tendenza.
Per una visione più completa, sarebbe utile poter vedere anche il soscial anrest, perché, magari, il miglioramento delle condizioni reddituali dei lavoratori dipendenti deriva da un aumento della conflittualità. Purtroppamente, dal 2009, la conflittualità sociale non viene più misurata ufficialmente, per cui è impossibile introdurla come variabile indipendente, per quanto osservatori informati ritengono che, effettivamente, nel 2023, rispetto agli anni precedenti, un aumento degli scioperi c'è stato.
L’unica cosa che ho capito è che non sai come si scrive “unrest”. Se tu potessi elaborare sarebbe utile.
EliminaTu scrivi “ Guardando in retrospettiva, va un po' rivista la leggenda nera dell'austerità, che ha causato stagnazione e non una depressione” ma cosa hai fumato? Durante il primo anno del governo Monti il Pil è crollato del 3,1(2012) e poi dell’1,8(2013), dopo che avevamo perso nel 2009 altri cinque punti di Pil. Ma come si fa a giustificare una roba del genere? Poi “stagnazione, non depressione”: ma un crollo del Pil del cinque per cento in due anni, dopo una crisi devastante, come fai a definirlo “stagnazione”? Inoltre, se il problema è il reddito dei dipendenti, questo ha una dinamica nel lungo periodo positiva solo a fronte di una disoccupazione bassa, che rende necessario un rialzo dei salari per la ricerca di personale: con l’austerity la disoccupazione schizzò, il che ovviamente ha effetti negativi sulla dinamica salariale per cui ciò che scrivi è una boiata, poiché non tiene conto di come il forte rialzo della disoccupazione abbia influito nel lungo periodo sui redditi. Inoltre, questa disamina non tiene conto dell’andamento del Pil del 2014, completamente piatto, poichè l’austerità ha continuato ad avere effetti recessivi anche nei successivi anni. Io non so veramente cosa spinga questi soggetti a scrivere queste boiate
EliminaIl povero Valerio ha la sindrome della “mulier relicta” “de sinistra”, un po’ come il povero Fiorenzo. Incidentalmente, ha anche qualche problema coi logaritmi. Ma il problema principale è che non si capisce un cazzo di quello che dice. Lasciamo che sia un problema suo.
EliminaAdesso veramente basta. Questa pretesa di incarnare una rivendicazione in qualche modo progressista avrebbe fatto ridere i polli se non fossero già morti per le misure che i vostri andirivieni virtuosi-austeri mascherati da carità pelosa stanno attuando da almeno trent’anni. Ormai importa ZERO se quella cosina o quell’altra sfumatura voi non le vedevate, volevate, cachinnavate o stavate nella sottoformazione che. O quanto siete larghi o stretti. O se le operazioni aritmetiche sono suscettibili di interpretazioni cavillose. O se “maveramentecredicheladxcambieràqualcosa”. Voi di cambiare non avete proprio intenzione e lo si vede.
EliminaLa sinistra di lotta, di governo E di lotta & di governo è responsabile, in parole, azioni e omissioni (perché non ha MAI voluto mettere rimedio sostanziale ai danni della dx se non con qualche frigno caritatevole) della distruzione del welfare, della piena occupazione e del modello economico e quindi ideologico che li sosteneva. In Italia come in Europa come in UE.
Punto. Sbattetevelo in faccia e andateci a dormire. Magari con due nullità alla Dardot-Laval tra le lenzuola.
O ripartite da qui, e da una disponibilità seria a buttare a mare tutto TUTTO quello che la sx ha fatto e accettato in materia economica e di diritto dell’economia (inclusa la “contrattualizzazione del pubblico impiego” di Amato-Giannini) a partire dalla UE, o è inutile venire a fare i sicofanti. Siete solo dei pagliacci.
Inutile sfoderare i danni della destra o il dipartimento di Stato: prima guardatevi in casa e agite e parlate di conseguenza. Mettete in programma di rispedire la sorveglianza UE sui bilanci degli stati a Berlino a calci nel sedere, stessa cosa per la sussidiarietà orizzontale e le privatizzazioni.
Poi venite a frignare qui sopra. Sarà sempre un piacere saltare a piè pari i vostri commenti.
'Il povero Valerio ha la sindrome della “mulier relicta” “de sinistra”, un po’ come il povero Fiorenzo.'
EliminaMakitessenkula più Ablè.
Ma come se fosse antani?
Elimina@Fiorenzo
EliminaTi facevo più furbo! Non ti rendi nemmeno conto che con questo messaggio ti smentisci da solo…
@Valerio
Tenderei a considerare supercazzole le tue. Da quello che ho potuto districare dall’agglutinato groviglio del tuo desolante sarcasmo, pare che tu sia convinto che l’incremento dei salari reali sia dovuto all’aumento della conflittualità sindacale. Direi invece che le cose stanno esattamente al contrario: è la conflittualità sindacale ad essere aumentata perché i salari stanno crescendo con un governo di centrodestra, e bisogna fare disfattismo e sabotaggio. A loro volta, i salari sono aumentati perché il tasso di disoccupazione ha raggiunto un minimo storico. Si chiama curva di Phillips, ma è una cosa per chi ha studiato l’economia.
Ablè, hai superato ogni limite. Con te non ci si può confrontare, nemmeno quando si può essere d'accordo. Sei diversamente educato, in pieno stile borghesia pariolina. Delle due l'una: o capisci che devi essere rispettoso (al netto di qualche battuta epocale in cui sei maestro tipo "quando una donna dice nein...") oppure affondi nel delirio "il dibattito sono io". Fai tu.
EliminaTutto va bene, madama la Meloni, quindi Gombloddo! Sabodaggio! Siete sempre soltanto dei poveri gommunisti!
EliminaMi avevano riferito che a Firenze si parla italiano ma evidentemente era desolante sarcasmo.
Per una visione più completa, sarebbe utile poter vedere anche il soscial anrest [sic, ndt], perché, magari, il miglioramento delle condizioni reddituali dei lavoratori dipendenti deriva da un aumento della conflittualità. Purtroppamente, dal 2009, la conflittualità sociale non viene più misurata ufficialmente, per cui è impossibile introdurla come variabile indipendente<\i>.
P.S. I toscani non sanno far ridere - l'unico toscano che fa ridere si finge pugliese - quindi non sanno ridere...
Fiorenzo, sei tu che ti sei chiamato fuori. Mi dispiace. Hai fatto tutto tu.
Elimina"Fiorenzo, sei tu che ti sei chiamato fuori. Mi dispiace. Hai fatto tutto tu."
EliminaTi si dà una mano, ti prendi il braccio e vuoi la testa.
Senza rancore e con immutata stima, Fiorenzo (cit.).
Io non voglio niente. Questa è stata, è, e sarà la mia forza.
Elimina[Il browser è caduto mentre premevo il pulsante PUBBLICA. Se il messaggio precedente è arrivato, questo è una copia. Chiedo scusa e l'amministratore ha tutto il diritto di ignorarlo][nda]
RispondiElimina@idivev. Hai guardato il primo grafico? Hai compreso il significato? Sapresti ripeterlo con parole tue.
@Bagnai. Ho scritto SOSCIAL ANREST: per il toscano medio, gli errori sono due.
P.S. L'unico amore non corrisposto qui è il vostro per il Dipartimento di Stato. E, come prevede il topos letterario, l'amante non corrisposto commetterà suicidio. Politico, ça va sans dire.
Non sopravvalutare l’attenzione che posso prestarti.
EliminaCerto, madama Bagnarfly attende il ritorno commodoro Vancerton. E tornerà. Con la nuova moglie...
EliminaBuongiorno Prof. ma questi "studiano" o "leggono"? I sa che come dicono a Firenze: "beono a boccia!"
RispondiEliminaIo purtroppo mi sono messo all'anima questo file da:
https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/inevidenza/2024/Piano-strutturale-di-bilancio-e-di-medio-termine-Italia-2025-2029.pdf
e sono solo a pagina 58 (che nel file PDF corrisponde a pagina 74 di 248) e mi sono imbattuto in questo:
"Prendendo a riferimento il 2019 quale anno base (pari a 100), il PIL pro capite nominale raggiungerebbe, nel 2029, un livello di circa 24 punti percentuali superiore al 2023, di poco superiore al RDLC pro capite nominale. In termini reali, i due aggregati risultano anch’essi in crescita, sebbene nel periodo 2024-2029 la variazione cumulata del RDLC pro capite sia più pronunciata di quella del PIL pro capite. Si rileva che l’attenuarsi della dinamica di crescita nel medio periodo è anche imputabile all’approccio prudenziale adottato nel quadro macroeconomico programmatico 93
Nota 93
Nonostante l’approccio prudenziale, nel periodo 2024-2029 si stima un miglioramento della variazione cumulata del RDLC pro capite nominale e reale rispettivamente di 1,4 punti percentuali e 1,7 punti percentuali rispetto allo scenario tendenziale."
Ma non glielo dite. Che gli viene un travaso di bile.
"