Gabrielón L. ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "L'uscita dell'euro redux: la Realpolitik colpisce ...":
"" (1) nel lungo periodo interventi di quantitative easing da parte
della Bce alzerebbero l’inflazione nei paesi del nucleo europeo, i cui
elettori sono stati bombardati da anni col messaggio che l’inflazione è
il male assoluto. La non sostenibilità politica di questo intervento è
quindi chiara: al limite, sarebbero gli elettori dei paesi del nucleo a
chiedere di uscire dall’euro (danneggiando se stessi). "" (Bagnai
11/2011)
e ora leggendo questo: Europe's Emerging Bubbles (Sinn 03/2016)
""Property
markets in Austria, Germany, and Luxembourg have practically exploded
throughout the crisis, as a result of banks chasing borrowers with
offers of loans at near-zero interest rates, regardless of their
creditworthiness. In Austria, property prices have risen by nearly half
since the Lehman collapse; in Luxembourg, they have risen by almost
one-third.
Even Germany, Europe’s largest economy, has been
experiencing a massive property boom since 2010, with average urban
property prices having risen by more than one-third – and by nearly half
in large cities. The country is undergoing a construction boom not seen
since reunification. Real estate agents have only leftovers on offer.
The
German property boom could be reined in with an appropriate jump in
interest rates. But, given the ECB’s apparent determination to head in
the opposite direction, the bubble will only grow. If it bursts, the
effects could be dire for the euro; the new Euro-skeptic Alternative for
Germany party, which made astonishing headway in the country’s recent
state elections, would make sure of that.""
Postato da Gabrielón L. in Goofynomics alle 1 aprile 2016 12:46
Ieri è stata una giornata massacrante. Per rimediare a un pericoloso calo della midollemia, la sera prima a cena avevo sutto (participio passato di suggere) avidamente tre os à moelle qui. Serata piacevolissima, in una compagnia variegata e di alto profilo (gente che viene da qui), compreso uno dei tanti innamorati di Rockapasso a seguito di questo post (sono il peggior nemico di me stesso). Assente giustificato, invece, quello che piace a Rockapasso: le marchand de vin (personaggio anche lui fuori dal comune, e comunque bel ragazzo: sarebbe il compagno ideale per Diversamente Cozza). Si ride, si scherza, ci si diverte, si beve il rum, poi me ne torno in albergo (un taudis, come Tripadvisor mi aveva ammonito: e peraltro le parole di contenuto rammarico preventivo della mia preziosa assistente - "Professore, io non ho fatto niente: ha voluto fare tutto lei!" - erano state profetico viatico), mi stendo pensando che di sporcizia non è mai morto nessuno e che gli eterotteri sono più fastidiosi (pare impossibile!), ma anche molto più rari degli ortotteri, e immediatamente mi rendo conto che sto male. Ho le nausee. Non ho preso freddo, non sono incinto (anche se ovviamente lo desidererei: ma non mi accoppio da un mese...), quindi i responsabili possono essere solo due: la lingua (non la mia, quella mi causa altri problemi: quella del bue), o il midollo.
Inizia una notte dell'innominato (come potrete vedere dagli orari di pubblicazione dei post precedenti) nel corso della quale totalizzo il numero perfetto di ore di sonno: tre. Riesco comunque a incorporare il midollo, che sembrava volesse abbandonarmi dalla strada di ingresso.
Alle otto mi vengono a prendere e mi portano a Centrale Paris: una delle grandi scuole "tecniche" (l'altra è l'Ecole Polytechnique), che sta lì dietro, accanto al Parc de Sceaux, dove il mio amico A. andava a correre quando abitava ad Arcueil (e dove si svolge questo). Ero andato a dormire nei paraggi, invece che da Claudie, perché c'era la manifestazione dei giovini (e meno giovini) contro la loi travail. Ovviamente mi sentivo uno straccio, non avevo messo in ordine le slides, ecc. Però poi è partito lo show, e ho parlato per due ore di cose che sapete. Cinque minuti (esatti) di pausa e un'altra ora di domande. Col che eravamo arrivati a tante ore di lezione quante ne avevo fatte di sonno, ma non sembrava bastasse. Io, come è noto, coi giovini sono disponibile, quindi dico: "Cari, io ho il treno alle quattro, per cui chi vuole chiedere chieda, e chi non vuole vada, come nella sinfonia degli addii".
Prima che l'ultimo violino si levasse di culo, passa un'altra ora. Poi mi si appiccica (il giovine: marsigliese senza alcun accento) e lo riaccompagniamo in macchina verso Parigi, io e il centraliano che aveva organizzato la cosa (persona preparatissima, molto più avvelenata di me contro il sistema, anche a causa di una ovvia rivalità verso la razza degli enarchi, che noi qui ben conosciamo, e che dell'euro sono alfieri).
All'altezza di Bagneux sprofondo nel sonno. Riemergo a forza alla gare de Lyon, da dove prendo la metro per St Lazare. Zero treni fino alle 16:20. Mi infilo da Atlantique a pranzo, per perder tempo. Perdo troppo tempo: quando traverso la strada per salire sul treno, era praticamente tutto pieno. Trovo un posto per miracolo, chiacchiero un po' col popolo (sono disponibile anche col popolo) che tornava dalla manifestazione della CGT, non introduco l'euro nella conversazione per evitare il vommmmito (vedi alla voce: quattro ore di lezione a stecca, con tanto di afonia dopo tre ore, superata non ricordo come...), poi risprofondo. Mi sveglio a Mantes-la-Jolie (dove, nonostante il nome, succedono anche cose orrende), e mi metto a giocherellare col computer cercando di capire come spiegarvi l'analisi spettrale...
Sì, ma questo non c'entra: torniamo sul pezzo.
Durante il question time, uno dei giovini evoca il fatto che gli interessi tedeschi e quelli francesi non necessariamente coincidono, citando lo squilibrio demografico fra i due paesi (squilibrio del quale qui la televisione parla). E io, naturalmente, visto che le giovini erano partite, constato: "Bè, qui in Francia le donne sono belle, i giovini sono gagliardi, le ex colonie forniscono il loro contributo, quindi certo la demografia non è un problema. Ma guardate un po' quante cose vanno storte, per colpa di questo squilibrio. Intanto, come notava Jacques Sapir, ai tedeschi va benissimo anche la crescita zero, perché tanto, siccome la loro popolazione declina, hanno ragionevoli prospettive di veder comunque crescere il loro reddito pro capite. Poi, loro, siccome sono creditori, non vogliono inflazione, e quindi difendono l'euro [il mio argomento del 2011, NdC]. Solo che per non far esplodere l'euro, sono stati costretti ad accettare che questo si svalutasse bruscamente, altrimenti i paesi del Sud, schiacciati dal suo peso, sarebbero dovuti uscire, rompendo il giocattolo. Per fare questo, e per tentare di rianimare gli investimenti, la Bce pratica una politica di tassi di interesse zero (o sottozero) che naturalmente danneggia i pensionati tedeschi, data la struttura del loro sistema pensionistico, dove se i tassi sono zero, il capitale (guarda un po'!) rende zero. Quindi: proteggi l'euro perché non vuoi l'inflazione, perché vuoi difendere la tua pensione, ma per farlo devi avere tassi zero che comunque intaccano la tua pensione...".
E poi c'è un altro effetto dei tassi zero, quello che lamenta Sinn nel contributo riportato da Gabrielòn, e che tante volte in giro per il mondo abbiamo visto all'opera: alimentano bolle immobiliari. Se Sinn ha ragione, pare che stiamo mettendo su una specie di mercato subprime mitteleuropeo, i cui cocci, non c'è da dubitarne, prima o poi ci cadranno in testa. Il tutto, in un contesto nel quale il sistema bancario locale appare sano solo grazie a un sapiente maquillage e a regole di supervisione scelte nell'interesse del più forte (come osservava perfino il compianto De Cecco).
(...compianto sì, ma anche perfino, però. Ricordo l'ultima conversazione sull'euro con lui, non so più quanti anni fa. Era una giornata primaverile ed eravamo sulle scale del Castro Laurenziano. L'atteggiamento era: "è una cazzata, ma ormai l'abbiamo fatta"...)
Vi faccio notare una cosa, in tutto questo ragionamento che per alcuni di voi è scontato, e per altri, magari (gli ultimi arrivati) è invece misterioso: l'eterogenesi dei fini.
Nel 2011 argomentavo (con altri) che l'ottusa resistenza tedesca nel difendere l'euro era determinata dalla paura di perdite in conto capitale, determinate sui crediti esteri dalla svalutazione, e su tutti i crediti dall'inflazione. In questo scenario, era anche immaginabile che, pur di evitare politiche monetarie eccessivamente lasche da parte della Bce, in Germania qualcuno potesse preferire l'uscita verso una nuova moneta forte. Le politiche lasche poi ci sono state, a livelli non pensabili cinque anni or sono, e l'effetto però è stato quello che economia keynesiana prevede: sui prezzi poco o nulla. Quindi, da questo punto di vista, ai tedeschi è andata bene: l'inflazione non ce l'hanno, e i cocci stanno ancora insieme. Ma la tentazione centrifuga c'è sempre, e viene da un altro aspetto del problema che non avevo interpretato correttamente. Sempre nel 2011 pensavo che il flight to quality che aveva alimentato il mercato dei Bund tedeschi si sarebbe presto ritorto contro la Germania: i Bund sarebbero stati la prossima bolla. In realtà le cose non sono andate così: i Bund tengono, e tiene anche la Germania, della quale, a inizio 2012, mi chiedevo come sarebbe potuta arrivare a fine 2012 con la tripla A.
(...risposta: grazie alla politica. Ma io non avevo capito a quell'epoca i richiami di molti di voi all'importanza della dimensione transatlantica del problema...)
Tuttavia, invece di dare soldi allo stato tedesco perché questo te li tenga da parte, c'è anche un altro modo di fare investimenti "sicuri": comprare casa in Germania. In fondo, affitti negativi non si sono mai visti! Sulla base di questo ragionamento, ecco che la bolla arriva, ma da un'altra parte: dal mercato immobiliare, anziché da quello dei titoli.
Quale lezione ne traiamo?
Che Dio e il mercato non ci citofonano ogni volta che vogliono regolare un conto, e non pubblicano in Gazzetta Ufficiale con trenta giorni di anticipo la modalità scelta per tirare la linea. Ma alla fine una linea la tirano. Se sei vivo sai che morirai, se sei insostenibile sai che il mercato non ti sosterrà. L'unica differenza è che mentre prolungare una vita umana ha senso (nella stragrandissima maggioranza dei casi e nel rispetto dell'individuo), prolungare la vita dell'euro non ce l'ha. Le toppe sono peggiori dei buchi, e anche se ora grazie a voi capisco un po' meglio il mondo (per cui sono ragionevolmente sicuro che si troverà il modo di far svolgere in pace le elezioni americane), mi chiedo veramente fino a dove si spingeranno le forzature della logica economica che naturalmente rampollano dalla scelta sbagliata di unire paesi diversi sotto istituzioni comuni. Notate anche che ognuna di queste forzature logiche smantella un argomento della propaganda. Ad esempio: la svalutazione a difesa dell'euro ha smantellato il mito dell'euro moneta forte e della svalutazzzzzione che causa l'inflazzzzzione; i tassi zero hanno smantellato il mito dell'euro che difende i risparmi, visto che dopo aver risparmiato una vita in cambio ti danno una cippa, e che, tra l'altro, la naturale aspirazione a valorizzare il frutto delle proprie rinuncie spinge i risparmiatori verso investimenti più rischiosi, dove, a buon bisogno, perdono tutto, per poi sentirsi anche dire che è stata colpa loro (e non di chi li ha sostanzialmente truffati, senza farsi un giorno di galera, perché i problemi di moral hazard si risolvono magicamente con l'euro)!
Sintesi: come finirà è chiaro, anche se fino alla fine non sapremo per quale strada ci saremo arrivati.
(...poi sono tornato a casa: mi sono preparato una minestrina, e a letto. Resident Evil 2 mi ha riportato nel dibattito: i film di zombie sono la metafora perfetta del dibattito coi piddini. Escono dalle fottute pareti, dal fottuto suolo, avanzano barcollando nello spazio come nei ragionamenti, nei quali non li assiste certo la loro logica quanto meno rudimentale - diciamo: unipolare, e per ognuno che abbatti, te ne trovi davanti un altro, che vuole un'unica cosa: il tuo sangue, senza rendersene conto e senza sapere esattamente perché. Ma lo vuole, e quindi è pericoloso. E tu lo abbatti, ma sai che ce ne sarà subito un altro. Però, come dire: vedere che questa volta toccava a Milla Jovovic anziché a me mi ha in qualche modo sollevato...)
(...amore: la donna della mia vita sei tu. Milla è solo una collega, caccia gli zombies, e come sai, "sul lavoro e nel palazzo non ce devi mette il sentimento"...)
(...poi ho dormito sei ore come un pupo: la stanchezza è il miglior sonnifero...)
P.s: mentre cerco di sbrigare burocrazia di varia origine (italiana, francese), dalla mailing list del Manifesto di solidarietà europea mi arriva questo.
L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...
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venerdì 1 aprile 2016
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