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martedì 25 agosto 2015

Pakistan

Dilettissimi fratelli e sorelle,

dal Libro:


"Et le soir ils ne dînaient pas à l’hôtel où les sources électriques faisant sourdre à flots la lumière dans la grande salle à manger, celle-ci devenait comme un immense et merveilleux aquarium devant la paroi de verre duquel la population ouvrière de Balbec, les pêcheurs et aussi les familles de petits bourgeois, invisibles dans l’ombre, s’écrasaient au vitrage pour apercevoir, lentement balancée dans des remous d’or, la vie luxueuse de ces gens, aussi extraordinaire pour les pauvres que celle de poissons et de mollusques étranges (une grande question sociale, de savoir si la paroi de verre protégera toujours le festin des bêtes merveilleuses et si les gens obscurs qui regardent avidement dans la nuit ne viendront pas les cueillir dans leur aquarium et les manger)."



Visto che, come avrete constatato, nella collezione autunno-inverno 2015-2016 si porterà molto il frame del (cattivo) maestro (lanciato dall'esteta della bassa, Jean Paul Gand'hier), e visto che, come avrete altresì rimarcato, la mia strategia dialettica con gli euristi è quella di spalancare tutte le porte che vogliono sfondare (procurando che dall'altra parte della stanza ci sia una finestra altresì spalancata sull'abisso della loro ignoranza), non sarete stupiti se procedo, da buon maestrino, a darvi i compiti per le vacanze.

Questi sono i saldi settoriali del Pakistan:

Chi non sa cosa siano... bè, mi spiace: dovrà studiarsi la sezione didattica, o chiedere ai compagni di lotta di classe. Chi invece pensa di saperlo, avrà la compiacenza di arrischiarsi a fare un commento.

Il commento migliore verrà premiato nel modo seguente: con la soddisfazione di aver fatto il proprio dovere, unita a un posto in prima fila (se avete già il biglietto), o a un biglietto (se non ce l'avete) per il goofy4.

Sì, perché nel frattempo c'è anche un altro dettagliuzzo: abbiamo esaurito il secondo lotto, quindi siamo già 450 (550 con staff, invitati, amici, ecc.), per cui dobbiamo capire come regolarci, fermo restando che la spesa più grande sarà quella da sostenere per affiancare ai mastini due o tre nerboruti buttafuori professionisti che tengano fuori dalla sala i portoghesi (nel senso di free rider) che certo pulluleranno quando avrò fatto un paio di annunci.


Ci occorre una settimana per capire quanti posti possiamo ottenere e come prezzarli. Voi, nel frattempo, studiatevi i saldi settoriali del Pakistan...


(Beati i primi perché gli ultimi resteranno fuori...)

(...dice: "E che c'entra il Pakistan?" Gnente, ma siccome io, dall'esterno della comunità scientifica, fuori, nel buio, mentre vedo gli economisti banchettare al tavolo della scienza, come le bêtes merveilleuses delle quali parla il poeta, mi occupo di paesi emergenti, capita che da una parte remota del globo mi abbiano inviato una tesi di dottorato sul Pakistan da rivedere. E così, visto che mi ci devo fare due palle, e che qui siamo tutti amici, ho pensato: "Mal comune, mezzo gaudio!" Poi, quando sarà il momento, vi porterò al ristorante. Ma senza sfondare la vetrata: entreremo, noi, dalla porta principale, come si conviene al nostro rango, fra un frusciare di acquiescenti livree e un convulso, smarrito sibilare di "io ti sono sempre stato amico, lo sai che scherzavo...")

(... naturalmente scherzo anch'io: lo sanno tutti che sono un buontempone, un pezzo di pane, una pasta d'uomo... E ai colleghi impattati - contro cosa non l'ho ancora capito: credo fosse un pendolino! - ricordo l'esistenza delle metafore e li rassicuro sul fatto che l'autore che dicono di aver letto, nella chiusa del passo che ho riportato, non inneggia all'antropofagia. Lui era piuttosto deboluccio di stomaco, a differenza di me...)

(...dice: "E la commissione? Chi valuta la migliore risposta?" Bè, per quella, come si dice nei salotti buoni, "farò pressioni io". Siete in una botte di ferro...)