Visualizzazione post con etichetta Target2. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Target2. Mostra tutti i post

martedì 20 febbraio 2018

Sorpresa! Uscire si può, anzi, si deve...

C'è un riposizzz mica da ridere! Vi ricordate questo? Bene. Ora guardate (e laicate, voce del verbo laicare, che non significa essere laici, ma mettere un "laic") questo, e poi comprate questo.


Quid vobis videtur? Si fuerint alicui centum oves, et erraverit una ex eis, nonne relinquet nonaginta novem in montibus et vadit quaerere eam, quae erravit? Et si contigerit ut inveniat eam, amen dico vobis quia gaudebit super eam magis quam super nonaginta novem, quae non erraverunt.


E se lo dice Matteo...


(...la parte sul Target2 ve la consiglio. Godrete...)

mercoledì 3 gennaio 2018

Meglio un morto in casa...

...che un pisano nei commenti.



Unknown ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "L'Europa secondo i tedeschi": 

Buon anno professore mi chiamo Antonio e ho 67 anni scrivo da Pisa .

Non mi intendo molto di economia se non quella della vita e delle righe che leggo da una vita cercand di capirci qualcosa, ma mio nipote Marco mi ha parlato di lei dicendo che si deve uscire dall'euro chiedendomi di dirle alcune mie domande perché dice che io non capisco nulla però non mi risponde .

Allora ho accettato..........

Discorso economico stretto stretto: 
1)Se l'Italia esce dall'euro ho detto a mio nipote ci sarebbe una guerra commerciale . Chi ci garantisce che non ci punirebbero? Francia,Germania,Spagna,
Olanda,Portogallo non scambierebbero più con noi e forse nemmeno Londra per non immischiarsi .Tutto questo oltre a ridurre i beni e servizi aumenterebbe i prezzi perché non ci sarebbe la concorrenza con l'estero .

2)Ho sentito alcuni professori affermare che la nostra industria è allo sfascio ormai e che siamo 20 anni indietro come tecnologia e che ormai senza quella se anche prima potevamo uscire ed era giusto farlo ora non avrebbe senso tornare a fare concorrenza perché in tanti settori finiremmo a pallette .

3)Anche l'energia si pensi al petrolio libico in mano ai francesi o agli arabi sauditi che non ci darebbero certo una mano.

Discorso delle procedure:
4)Poi per uscire serve un decreto ma quello lo firma il Mattarella che non lo firmerebbe e alla apertura delle banche la speculazione ci metterebbe ko senza una Banca centrale .

5)Poi c'è anche il discorso delle nuove banconote e della nuova Banca Centrale servirebbe tempo e che si resta senza soldi se le banche non te li danno perché non ce l'hanno ?

Discorso finanziario:
6)poi c'è il targhe2 di Draghi che sono mi pare 150 miliardi 
e vanno dati dalla nostra banca centrale...non glieli darebbe certo la BCE (come dice il suo collega con gli occhialini della lega) se noi ce ne andiamo... 
7)poi anche il debito che con i soldi stampati da Draghi è stato comprato in questi anni in legge straniera e non si potrebbe ripagare in lire. Ci costerebbe più caro dopo la svalutazione.

8)poi ci sono le banche fallite coi crediti sofferti che sono altri miliardi.

9)e Poi i debiti esteri che scapperebbero in massa anche dopo la svalutazione per il discorso della guerra commerciale.

Io credo che tra tutto il costo è 1000 miliardi così a naso.

Sono tutte domande magari da popoletto ma sono quelle a cui la gente non sa dare risposta e teme gli levino le pensioni.Forse dovrebbe scriverci un articolo.

Un salutone se ho scritto errori mi perdoni.
Antonio Pisa



Bene, carissimi... a quanto pare il dibattito è ancora qui! Voi che siete o credete di essere più avanti, cosa rispondereste, in sintesi, a questo nostro amico lievemente fuorviato da anni di propaganda?

Io, da parte mia, mi limito a fargli un'unica osservazione, scusandomi se gli sembrerà un po' troppo tranchant (d'altra parte, per quanto io sia uomo di sani principi, e quindi rispettoso verso l'anzianità - che per me fa grado - sono pur sempre un fiorentino, e quindi naturaliter polemico con i fratelli pisani...).

Caro Antonio, il tu nipote, a differenza di me, un rispetta gli anziani (imparerà a farlo), e quindi esagera. Io non credo assolutamente che te ttu non capisca nulla. Se te ttu non capissi ma veramente nulla, non ti porresti nemmeno delle domande. Mi sembra più probabile che lui non si sappia spiegare. Tuttavia, una cosa in effetti temo ti sfugga (a parte il fatto che su quanto mi chiedi ho scritto decine di articoli e due libri molto letti: ma se non vuoi leggerli, io ti rispetto): dovresti porti qualche domanda su come ti siano pervenute le informazioni che hai e che condividi con me sotto forma di domande (ma per te, mi pare abbastanza chiaro, sono risposte). A grandi linee, penso che ti siano arrivate da giornali e televisioni. Ora, caro Antonio, sei proprio sicuro che i proprietari di giornali e televisioni, o comunque chi è in grado di influenzarne i contenuti, siano proprio tutti intenzionati a tutelare i tuoi interessi? Pensi di avere gli stessi interessi di De Benedetti, di Cairo, di Berlusconi?

A loro, evidentemente, l'euro piace e fa comodo, e quindi chiedono ai loro giornalisti di parlarne bene. Io non dubito che magari possa fare comodo anche a te. Ma solo se sei un multimiliardario (e non vuoi troppa concorrenza). Ci sarà pure un motivo se da quando c'è l'euro redditi e ricchezza si sono andati concentrando, non solo in Italia, ma anche in Germania!

Ecco: secondo me l'unica cosa che non hai non dico capito, ma pensato, è che prima di dar retta a chi ti fa un racconto, dovresti vedere quali interessi abbia, e se collimano coi tuoi. Io sono un dipendente pubblico, e dopo oltre vent'anni di insegnamento di ruolo all'università guadagno meno di tremila euro al mese, che è molto rispetto a quanto c'è in giro, ma meno di quanto mi darebbero in qualsiasi università cinese (per fare un esempio), dove però i prezzi sono molto più bassi di qua (ovviamente la differenza dovrei spenderla in medicine a causa dell'inquinamento, ma era solo per darti un'idea). Quindi sto bene (compatibilmente coi miei bisogni, che non sono esagerati), ma non tanto quanto De Benedetti o Cairo. Quindi, quando loro mi dicono che una cosa è buona o cattiva per me, io prima mi commuovo per tanto generoso disinteresse, e poi verifico. In qualche modo, è quello che stai facendo anche tu, con le tue risposte travestite da domande. Ora però, siccome sono anni che rispondo a queste risposte, anche allo scopo di capire se è servito a qualcosa lascio che a rispondere siano i miei lettori. Sono un po' ruvidi, non ci fare caso: a modo loro sono anche delle brave persone. Se le risposte non saranno chiare, interverrò per chiarirle. Se saranno troppo ruvide, non le pubblicherò...








E ora a voi, ciurma! Siete capaci di parlar chiaro?

martedì 5 marzo 2013

Mr. Full Monty, ovvero i salvataggi che han salvato gli altri

(aggiungiamo alla nutrita lista di autori del blog Alessandro "Torny" Guerani. Bei tempi quelli, quando si litigava... Sembra ieri... Ma non è detto che non si possa ricominciare)

Da Alessandro Guerani ricevo e (ritenendola impeccabile) pubblico questa cinica analisi della situazione:



Nonostante siano terminate le elezioni, con un risultato fra l'altro piuttosto chiaro su quello che pensano gli Italiani di certe idee strampalate, sui talk televisivi, su Twitter, ovunque, persino dentro al forno di cucina, a momenti, circola ancora la fola che il Governo Monti ci ha salvato dal default e ha rimesso in ordine i conti pubblici.

Vediamo di fare un po' di chiarezza su quello che è successo, cosa imprescindibile per capire cosa succederà o cosa potremo evitare che succeda (lo dico “ad usum ortotteri”).


“It's the same old story”

La prima parte della fola si smonta da sola: la stessa Commissione Europea ha certificato che il debito pubblico italiano è sempre (e ribadisco sempre) stato sostenibile e del resto lo affermava pure il Sen. Monti nei suoi ripetuti complimenti espressi su importanti organi di stampa nei riguardi del suo predecessore. Leggiamolo assieme: “Il ministro dell'Economia, di cui molti tendono oggi a dimenticare il merito di aver saputo mantenere un certo rigore di bilancio con un governo e una maggioranza poco inclini a tale virtù... ha deciso, con lucidità e rapidità, di imboccare una strada di redenzione o, in termini più asettici, di modifica di alcuni connotati di fondo che avevano caratterizzato, fin dall'inizio, l' impostazione di politica economica del governo.”

Quindi sinceramente non si capisce come il rigore di bilancio, così sapientemente applicato da Tremonti a detta dello stesso Monti, ci avrebbe portato nel giro di pochi mesi a correre il rischio di essere come la Grecia e di non poter pagare pensioni e stipendi pubblici. O meglio si capisce benissimo: è una balla che gli stessi dati di Bruxelles confermano.

Per comprendere cosa realmente è successo bisogna ricordarsi il “romanzo di centro e periferia”: nei paesi periferici arrivano i capitali, l'inflazione aumenta, la competitività cala, la bilancia dei pagamenti peggiora e alla fine non si hanno più i soldi per ripagare i capitali importati e gli interessi sugli stessi: si entra insomma nella spirale del debito estero.

Questa dinamica era ben presente ai nostri finanziatori, che, ricordiamoci, finanziano innanzitutto il debito privato, sì, la tua BMW (comprata con il convenientissimo prestito a tasso zero) e sì, pure la tua casa, che hai preso col mutuo.

Appena visto quello che era successo negli USA (vi ricordate vero il crack Lehmann ecc?) ecco che le banche estere, che prima prestavano con tranquillità sull'interbancario dell'Eurozona, all'improvviso rientrano dai loro finanziamenti e serrano i rubinetti. Avendo l'Eurozona un sistema di pagamenti interbancari unificato, che si chiama Target2, entrò in funzione immediatamente, in modo automatico, l'assistenza della BCE e del SEBC (Sistema Europeo Banche Centrali).

In pratica, quando una banca non riesce ad ottenere dei finanziamenti da altre banche per poter pagare i trasferimenti ordinati dai suoi clienti, i soldi glieli fornisce la Banca Centrale del suo paese tramite operazioni che si chiamano “rifinanziamento”. Ovviamente le Banche Centrali dei vari paesi non stampano euro, per loro l'euro è una valuta estera, come ha ripetuto mai abbastanza De Grauwe, e per averla si devono quindi indebitare con la BCE. Per gli anglofoni qui una dettagliata ed ottima spiegazione di come funziona il meccanismo.

Il risultato è l'esplosione dei saldi di Target2 dei vari paesi: quelli in debito ovviamente si indebitavano sempre di più con la BCE, e quelli in credito avevano sempre più depositi presso le loro Banche Centrali in quanto non “riciclavano” i soldi in entrata, prestandoli sul mercato interbancario, come invece succedeva prima del 2008.

Il risultato fu questo:





Come vedete, quello che cambia nell'estate del 2011 (a giugno per la precisione) non è il deficit o il debito pubblico, ma il saldo dell'Italia sul sistema Target2, che inizia ad inabissarsi.

Altro che default dello Stato: qui stava andando in default tutto il sistema bancario incapace di finanziarsi senza il supporto della BCE. Di fronte al disastro che sarebbe seguito ad un crollo del sistema finanziario italiano, ovvio che la rischiosità paese e la scommessa che sarebbe dovuto uscire dall'Euro salissero alle stelle e si ribaltassero sullo spread: se hai la moneta bloccata si muovono i tassi.

In pratica una classica crisi da DEBITO ESTERO, as usual.

“Lo Stato andrebbe gestito come un'azienda”

Quante volte ve lo siete sentiti ripetere? È il mantra preferito di tutti gli pseudo esperti di economia che affollano i vari Ballarò, Servizi Pubblici, Piazze Pulite, Otto e Mezzi, eccetera.

Nove volte su dieci è detta a sproposito, ma quando si tratta di debito estero purtroppo è vero. Cosa fa quindi il direttore di banca quando una azienda affidata non solo sconfina dai fidi, ma ha  il saldo passivo che aumenta ogni giorno? Tira su il telefono, chiama il Napolitano di turno e dice “Carissimo, la prima cosa che facciamo è che non passo più un addebito, blocchiamo il saldo, poi ci incontriamo ma è meglio che vi presentiate con un nuovo direttore finanziario che dobbiamo fare un piano di rientro.”

Ed infatti ecco la lettera della BCE, il governo Berlusconi che dà le dimissioni e il nuovo direttore finanziario, cioè "Pres del Cons", Monti, che entra in carica

Ed ecco i famosi salvataggi, altro che debito pubblico! Tassando e ritassando gli italiani questi si ritrovano meno soldi in tasca e sono ancora meno propensi a spendere quelli che gli restano. Tecnicamente si dice che si riduce il reddito disponibile, ed essendo le importazioni una funzione del reddito disponibile (in base alla propensione marginale all'import) ecco che queste appunto crollano (assieme però a tutti gli altri consumi del paese ed il PIL di conseguenza) ed il debito verso l'estero si stabilizza.

Per chi si diletta di formule macroeconomiche:

Yd = Y -T
M = m x Yd

Lo potete vedere benissimo nel grafico sopra: dopo le varie IMU, tasse sui depositi titoli, ecc, da marzo 2012 il saldo Target2 italiano diventa una bella linea retta.

In pratica la classica ricetta del manuale IMF per ogni crisi di debito estero, nella variante però che avendo una moneta unica, e quindi che non si può sganciare dal peg e fare svalutare sui mercati, il riequilibrio si può svolgere solo sul lato del reddito disponibile, venendo a mancare i positivi effetti della svalutazione sia sulle esportazioni che sulle importazioni. Eccolo il “dividendo dell'Euro”: ogni crisi si ripercuote sul vostro reddito in maniera automatica ed il PIL si inabissa.

I salvataggi degli altri

Se mi avete seguito fin qui immagino che la prima domanda che avrete sarà “ma se abbiamo aumentato la tassazione quei soldi in più saranno andati a diminuire il debito pubblico, quindi, anche se il vero obiettivo era un altro, comunque un poco di verità c'è nelle parole di Monti”

Purtroppo i fatti e i dati smentiscono anche la seconda fola. Nonostante l'aumento del gettito fiscale il nostro debito pubblico sale, non solo in termini percentuali sul PIL (e qui poca meraviglia, visto che il PIL è crollato) ma  anche in termini assoluti.

Ma com'è possibile direte voi?

È possibile se il “piano di rientro” di cui parlavo sopra è nello stile Geronzi-Parmalat. Avete presente quando per dare altri finanziamenti Geronzi “chiese gentilmente” a Tanzi di acquistare una azienda decotta che doveva dare un pacco di soldi a Capitalia? Bene, noi invece per avere il famoso “ombrello antispread” siamo stati “gentilmente invitati” a contribuire al fondo ESM per la percentuale che ha l'Italia nella BCE, oltre a quanto già previsto per il “vecchio” EFSF e a salvataggi vari ed assortiti: un conto da 20 miliardi, poco meno dell'intera IMU. In pratica, abbiamo dovuto contribuire con le nostre tasse a rimborsare parte dei debiti che i paesi messi peggio di noi avevano verso i loro creditori esteri, fra cui noi c'eravamo (se pure c'eravamo) in piccolissima parte.

Ed ecco che diventano sinistramente profetiche le parole di Handelsblatt quando invocava la patrimoniale sulle ricche cicale del Sud. Altro che "la Germania non vuole pagare i nostri debiti"! Siamo noi che stiamo pagando per i loro debitori: i salvataggi di Monti che salvano gli altri.