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lunedì 4 maggio 2026

La transizione verde e quella digitale sono incompatibili

(...sempre sul filone delle cose che non entrando in testa entreranno altrove...)


Qualcuno (credo fosse un alchimista, insomma, un ciarlatano, un cultore delle pseudoscienze) lo aveva detto tempo addietro. Gli OI 'ndernescional non pare se ne siano ancora accorti. Il loro problema infatti è: "Ma che ci facciamo con tutta questa potenza di calcolo?" Domanda pertinente, ma lievemente subordinata rispetto alla domanda fondamentale: "Dove troviamo l'energia necessaria per farla girare?"

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno (o rotto, se volete): se anche "gli idioti di Düsseldorf" imboccano la strada dell'AI, questa è la smoking gun che si tratta in effetti di una bolla, vent'anni dopo quella dei subprime! Abbiamo trovato qualcuno cui lasciare il cerino in mano, e sarà, come al precedente giro di valzer, l'Eurozona (vedo sfide ma anche opportunità...).

Che di bolla si tratti, del resto, ce lo hanno detto in tutte le salse Daniela Tafani e Juan Carlos De Martin (potete trovarvi i loro interventi sul sito di asimmetrie.org), e, udite udite, se n'è accorto perfino Servaas Storm, che per quanto sia un negazionista dell'euro (e per questo molto simpatico a tutti quelli che vogliono salvare la sinistra dalla vergogna di aver sponsorizzato un progetto di deflazione salariale), non è certo un cretino, come questo suo divertente pezzo sulla teiera di Russell dimostra (per noi non è una novità: è come sempre la sinistra che arriva dove Goofynomics era un paio di anni fa...).

Come disse il merlo al tordo, quando salterà questo tappo (cioè quando l'esercito statunitense deciderà di non sovvenzionare più questa industria, se deciderà di farlo: ma a un certo punto si raggiungeranno i rendimenti decrescenti anche qui, no?) vedrai che l'ultima delle nostre priorità saranno le girandole o i pannelli cinesi...

mercoledì 22 aprile 2026

(Nun) semo mijoni!

Ieri notte, mentre dormivo il sonno del giusto, per la prima volta nella sua storia questo blog ha superato la cifra di un milione di visualizzazioni mensili (mentre inizio a scrivere sono 1008518). Il picco precedente era stato di 808722 in piena crisi greca, nel luglio del 2015. Dall'inizio a novembre 2011 le visite avevano raggiunto un primo massimo locale a 586242 nel marzo 2013 (nel mese precedente si erano tenute le elezioni politiche), poi un altro massimo a luglio 2015, poi c'era stato un assestamento in un corridoio fra 400000 e 600000 durato fino al mio ingresso in politica, e fino a giugno 2018. A luglio 2018, per carenza di articoli (nel 2018 si erano ridotti a un terzo) la soglia di 400000 venne bucata verso il basso collocando il blog, ormai poco presidiato, in un corridoio fra le 200000 e le 400000 visualizzazioni (nel 2019 i post furono solo 41, anche se vi fu il terzo più visto di sempre, cioè questo, che dovette il suo successo all'essere ripreso da Quirispia, mentre il più visto di sempre era stato nel 2018 questo, sempre attuale, che dovette il suo successo all'essere ripreso dalla pagina Facebook di Salvini - ma allora c'era Luca Morisi... - e il secondo più visto di sempre era stato nel 2015 questo, che dovette il suo successo all'aver vinto i MIA Award 2015 come miglior articolo). La resistenza di 400000 venne rotta con il COVID, che costrinse molte persone a cercare rifugio e conforto nella rete, raggiungendo un massimo locale a 499000 nell'aprile del 2020 (quando, nel decimo post più letto di questo blog, vi spiegai i motivi del consenso di Conte e come questi avrebbero influito sulla gestione autoritaria della pandemia). A luglio però sfondammo il supporto a 200000 e ci collocammo in una fascia fra 100000 e 200000 visualizzazioni, dove 100000 si affermo come il nuovo supporto, e, in qualche modo, il metabolismo basale del blog. Nota bene: questo sfondamento è quindi antecedente alla scelta (da me subita) di sostenere Draghi, e quindi ha poco a che vedere con l'aver tradito i mijoni che hanno la verità in tasca (da Marione a Trombetta in giù). Nel 2023 sono tornato a scrivere. La resistenza di 200000 è stata rotta prima con un massimo locale a 383964 a giugno di quell'anno, e poi definitivamente a febbraio del 2025, e oggi siamo qui.

Quindi semo mijoni?

No, ovviamente no, e prima che amici mi fornissero dotti articoli di informatici, senza l'ausilio di cretini specializzati ero arrivato da me alla conclusione che non tutti quegli accessi fossero e siano genuini. Gli indizi erano tre: la quantità di visualizzazioni dell'ultimo post uscito (che una volta era molto più alta), la distribuzione delle visualizzazioni su post non referenziati dall'ultimo post uscito, e la concentrazione delle visualizzazioni in picchi altissimi localizzati in ore di per sé anomale (tipo alle due di notte), cui aggiungerei anche la localizzazione geografica in località esotiche come Singapore o in Paesi da cui avevamo sempre avuto un seguito discreto ma non preponderante come gli Stati Uniti. Detto fra noi: era antropologicamente impossibile che delle groupies superficiali quali voi siete, che non hanno mai cliccato su un cazzo di link nemmeno con una pistola puntata alla tempia, improvvisamente si fossero messe a beneficiare della ricchezza di ipertestualità offerta manibus plenis dal Dibattito! Evidentemente quello che gli uomini (chiamiamoli così) non volevano fare lo stava facendo una macchina: gli accessi quindi erano in buona parte (direi almeno una metà, a mio superficiale giudizio) dovuti a scraper di vario tipo, per lo più legati a programmi di intelligenza artificiale. Oggi basta cercare un post con Google perché Gemini si senta in dovere di darci la sua interpretazione del mio pensiero, magari anche qualcuno di voi ogni tanto ha chiesto a qualche servo sciocco tipo ChatGPT di fargli un riassuntino di una determinata tematica, nelle vostre tenzoni con Grok molti di voi hanno citato il blog, e secondo me qualche paraculetto ha anche usato l'intelligenza artificiale per farsi scrivere testi sull'euro basati sul nostro materiale. Le spiegazioni degli specializzati potete trovarle ad esempio qui e qui e ci spiegano appunto che Google considera i bot come esseri umani e che in altri casi il 68% del traffico di un sito era riconducibile a bot AI. Ringrazio Alessandro Greco per la conferma, ma resta il fatto che per chi, come me, scolarizzato nel XX secolo, questa community l'ha creata e le ha dato una casa (quella virtuale, cioè questo blog, e quella reale, cioè il nostro incontro annuale), non occorrevano simili autorevoli conferme. Sono anzi piuttosto stupefatto da quanto poco i gestori di altri siti sappiano del loro pubblico, al punto di confondersi in tale misura sulla genuinità del loro traffico, ma il dato di fatto è che l'eccezione non sono loro: l'eccezione sono io, cioè siamo noi! Non esistono altri esempi di community virtuale simile alla nostra, dove l'interazione fra chi ha creato lo spazio e chi ne fruisce è così stretta e così vera. Quindi è normale che gli altri debbano ricorrere a sofisticati strumenti informatici per farsi spiegare se chi lo segue sia vero o finto. Io non ne ho bisogno.

Aggiungo un paio di considerazioni sparse, e poi passo ad altro.

Io non faccio marketing, non ho nulla da vendere, non cerco consenso, me ne fotto del SEO, l'unica cosa che mi manca in questo momento è una casa in pietra in cui arrivare serenamente a 110 anni con una sorgente e una cucina a legna (ma nel frattempo ho messo da parte i soldi per procurarmela, quindi quando sarò di nuovo padrone del mio tempo potrò risolvere anche questo problema), motivo per cui il dato su chi mi stia seguendo, e se sia vero o falso, non ha per me alcun valore, essendo funzionale al perseguimento di obiettivi che non ho! Posso immaginare che in questo momento, defalcando i contatti dal Vietnam (!) e i picchi come quello delle 23 di eri sera (che comunque non era anomalo: 2500 visualizzazioni) le visualizzazioni reali siano appunto fra il 30% e il 40% di quelle "nominali", cioè che si sia tornati nel corridoio 200.000-400.000 in cui eravamo fra 2018 e 2020, o magari anche un po' più su, ma di questo numero non so esattamente cosa farci. Sono contento quando ricevo commenti intelligenti (e mi dispiace che ce ne siano meno di un tempo: i commentatori più assidui sono poveri cristi inaciditi dall'esistenza, il cui contributo sinceramente è superfluo, ma tant'è: evidentemente in questa fase questo mi merito...), ma è pur vero che ora, se voglio stimoli, ho anche altri interlocutori che prima non potevo avere e che sono più informati di voi, quindi amen.

Seconda considerazione: gli 808722 del luglio 2015 erano senz'altro veri: l'IA, l'orrendo raglio che atrofizzerà le nostre capacità cognitive, non risuonava ancora per il web! Quell'anno a Montesilvano fummo 647, mentre l'anno scorso eravamo 523, in recupero dal periodo COVID che ci aveva calmierato a 200, e dopo un massimo di 707 nel 2019. Il grafico della vergogna ci spiega bene che più della disaffezione possono essere state le difficoltà economiche a calmierare (relativamente) il numero delle presenze, ma per chi come me deve frequentare per lavoro le sale altrui questi numeri sono sempre strabilianti! Il punto però è un altro, e sarebbe il caso che ve lo chiavaste in testa, per evitare i ridicoli errori di valutazione dei Marioni e delle Trombette di turno: avere un blog molto frequentato, avere una presenza social importante (ma basta guardare i numeri di qualsiasi sgallettata "no vabba igonigo!" per tornare umili), riempire sale, non significa essere milioni, e non rendersi conto di questo significa essere mijoni.

Noi non siamo stati veramente milioni nemmeno quando nel periodo 2015-2018 eravamo sorretti da un pubblico che era verosimilmente più genuino di quello attuale. Il nostro messaggio euroscettico non è bastato a dare all'unico partito euroscettico la maggioranza relativa (anche se è stato magna pars del suo quadruplicare la presenza in Parlamento), cioè non ha determinato un fenomeno comparabile a quello di AfD o del RN, e questo anche perché in quei Paesi non è stato messo su un esperimento di gatekeeping così strutturato e abile come quello costituito qui da noi dal Movimento 5 Stelle, dai fottuti ortotteri contro cui fin dall'inizio vi avevo messo in guardia, ma invano, anche perché non eravate voi quelli da convincere, ma i milioni, che sono difficili da attingere per diversi motivi, il primo dei quali (che non ci riguarda, per fortuna) è il sentirsi mijoni. La sconfitta di cui ci ha parlato Preterossi e sulle cui motivazioni così eloquentemente si interrogava (ascoltarlo è sempre un piacere) nel 2021 in realtà ha una spiegazione molto semplice: non eravamo abbastanza, la cosa che non ha funzionato è questa, e non ha funzionato oggettivamente per la presenza qui da noi di un movimento di gatekeepers coi cui cascami sinceramente sconsiglierei di flirtare ex post così come sconsigliavo di legittimarli ex ante (e tanto per essere chiari: il momento più difficile per me non è stato il dover intervenire in discussione sulla fiducia a Draghi, ma il dover accettare il "contratto di governo", perché io sapevo, e ve lo avevo detto, con chi avevamo a che fare: con la stampella del PD).

Chiaro?

No.

Ma non fa niente.

Con immutabile stima, il vostro

Guru.

(...e quindi? E quindi niente: siamo sempre qui e qui continueremo a stare per altri 46 anni. Poi dovrete cercarvi qualcun altro...)

martedì 22 luglio 2025

AI: artificial insanity

Oggi, colpito da un commento di Sergio Giraldo a un titolo di Repubblica, volevo a mia volta chiosarlo nel modo in cui poi l'ho chiosato, questo:


Mi mancava però (anche se poi, come vedete, l'ho trovata) una città che assonasse con Tokyo come Pechino assona con Berlino. L'asse non può essere infatti Roma-Pechino-Tokyo, per il semplice fatto che cinesi e giapponesi si odiano (o si disprezzano, a seconda dei casi) per giustificati motivi, ma anche e soprattutto perché i giapponesi di Asse antiamericano ne hanno già sperimentato uno e si ricordano come va a finire (noi no, ma solo perché non sono state usate contro di noi le armi che noi avevamo contribuito a costruire).

Nella mia ingenuità, ho pensato di rivolgermi all'AI per fare questa semplice ricerca. Vi riporto qui di seguito il mio dialogo con Grok, che, va detto, è tanto volenteroso ed è un buon incassatore. Enjoy!


Io: Sai trovarmi dei nomi di città che terminano col dittongo yo, come ad esempio Tokyo?


Grok: Certo! Ecco alcune città il cui nome termina con il dittongo "yo":

1. *Tokyo* (Giappone) - La più nota, capitale del Giappone.

2. *Kyoto* (Giappone) - Famosa per i suoi templi e la cultura tradizionale.

3. *Sapporo* (Giappone) - Conosciuta per la birra e il festival della neve.

4. *Yokohama* (Giappone) - Grande città portuale vicino a Tokyo.

5. *Osaka-shi (Osakayo)* (Giappone) - In alcune traslitterazioni locali, Osaka può essere stilizzata con un suono finale simile a "yo".

Non ci sono molte città al di fuori del Giappone che terminano esattamente con "yo" in modo naturale nella loro pronuncia o traslitterazione standard. Se vuoi, posso cercare città meno comuni o verificare altre lingue! Fammi sapere se preferisci un elenco più lungo o specifico. 


Io: Perdonami: Kyoto non termina in yo ma in to. Terminano vuol dire che “yo” devono essere le ultime lettere del nome. Puoi rivedere la lista? Puoi aggiungere anche dei nomi che terminano in “io”.


Grok: Grazie per la precisazione! Hai ragione, Kyoto termina in "to", non in "yo". Rivedo la lista includendo solo città che terminano esattamente con le lettere "yo" e aggiungo anche alcune che terminano con "io", come richiesto. Ecco l'elenco corretto:

### Città che terminano con "yo":

1. *Tokyo* (Giappone) - Capitale del Giappone.

2. *Sapporo* (Giappone) - Nota per il festival della neve e la birra.

3. *Funabashiyo* (Giappone) - Nome meno comune, usato in alcuni contesti per riferirsi a Funabashi con una stilizzazione locale.

### Città che terminano con "io":

1. *Rio de Janeiro* (Brasile) - Famosa per il Carnevale e il Corcovado.

2. *San Antonio* (Stati Uniti) - Città del Texas, nota per l'Alamo.

3. *Santo Domingo* (Repubblica Dominicana) - Capitale e centro storico coloniale.

4. *Rosario* (Argentina) - Importante città sul fiume Paraná.

5. *Torino* (Italia) - Conosciuta per la Mole Antonelliana e la Fiat.

Note:

- Le città che terminano con "yo" sono rare al di fuori del Giappone, e anche lì sono limitate a traslitterazioni specifiche. Ho incluso Funabashiyo, ma è meno comune e potrebbe essere considerato un caso limite.

- Per "io" ho selezionato città note con terminazione esatta, includendo anche nomi composti (come Rio de Janeiro).

Se vuoi che approfondisca con altre città meno conosciute o che cerchi ulteriori esempi in altre lingue, fammi sapere!


Io: Perdonami, capisco che ti sto stressando, ma:


Sapporo termina in “ro”, non “yo”

Rio de Janeiro termina in “ro”, non “io”

Santo Domingo termina in “go”, non “io”

Torino termina in “no”, non in “io”


“Termina” non significa “contiene le lettere”: significa che le lettere indicate (io o yo) sono le ultime. Hai capito la richiesta?


Grok: Scusa per la confusione, hai ragione al 100%! Ho frainteso il significato di "termina", pensando a una somiglianza fonetica o a una traslitterazione approssimativa, ma ora è chiaro: vuoi città i cui nomi, nella loro scrittura standard, finiscano esattamente con le lettere "yo" o "io" come ultime lettere del nome. Grazie per la pazienza, ho capito la richiesta! Ecco la lista corretta:


### Città che terminano con "yo":

1. *Tokyo* (Giappone) - Capitale del Giappone.

2. *Yokokyo* (Giappone) - Nome alternativo usato in alcuni contesti storici per Tokyo, anche se raro.

3. *Fukayo* (Giappone) - Piccola città, meno nota, con traslitterazione che può finire in "yo" in alcuni dialetti.


### Città che terminano con "io":

1. *Cairo* (Egitto) - Capitale dell'Egitto, nota per le piramidi di Giza.

2. *Ontario* (Canada) - Città nella provincia dell'Ontario, anche se più spesso riferita alla provincia stessa.

3. *Macapá do Meio* (Brasile) - Nome completo di una località brasiliana che termina in "io", anche se più comunemente chiamata Macapá.


### Note:

- Le città che terminano esattamente con "yo" sono molto rare. Al di fuori del Giappone, non ho trovato esempi significativi con "yo" come ultime lettere esatte nella scrittura standard. Tokyo è il caso più chiaro.

- Per "io", ho incluso città con nomi che finiscono precisamente con queste lettere. Cairo è un esempio solido; Ontario e Macapá do Meio sono meno comuni ma validi.

- Ho escluso nomi composti o città con terminazioni simili ma non esatte (come Rio de Janeiro, Santo Domingo, ecc.), rispettando la tua definizione di "termina".

Se vuoi che cerchi altre città meno conosciute o che esplori ulteriori lingue/traslitterazioni, fammi sapere! E tranquillo, non mi stai stressando, voglio essere sicuro di darti la risposta giusta! 😊


Io: Sono mortificato, ho frainteso il significato di “intelligenza artificiale”, perdonami. 

Cairo termina in “ro”, non in “io”.

Dai, va bene così, scusa il disturbo. Have a nice day!


Grok: Haha, non ti preoccupare, nessun disturbo! 😄 Capita a tutti di incartarsi un po', me compreso, come hai visto con i miei svarioni! Grazie per la pazienza e la simpatia. Hai ragione, Cairo finisce in "ro", altro errore mio! 😅 Se mai vorrai riprovarci con altre città o domande, sono qui. Have a nice day anche a te!


Ho un rompicazzo alla porta, per vostra fortuna, quindi sarò sintetico.

Dice che la demenza artificiale è uno strumento che serve a fare ricerche in modo efficiente. Usando Google Maps e un minimo di buonsenso ho trovato da me quello che lei non riusciva a trovare perché è incapace di fare quello che noi nerd negli anni '80 facevamo coi programmini in Basic (controllare la posizione di alcuni caratteri all'interno di una stringa)! Controllando poi con Google mi sono accorto che i suoi errori derivavano da una pagina web assolutamente strampalata (ovviamente): la demenza artificiale non cerca quello che gli chiedi: cerca se qualcuno ha cercato quello che gli chiedi, e non risponde alle tue domande: cerca la risposta che qualcuno ha dato a domande simili alle tue!

Basta poco per mandarla in bomba, porella...

E con questo, una prece per gli imbecilli che quando gli fornisci un dato o un'informazione nella cloaca immediatamente commentano: "@grok, puoi verificare questa asserzione" (o simili). La fusione di due demenze difficilmente produrrà un'intelligenza. Non vi riferisco sugli ottimi risultati ottenuti convocando la demenza artificiale su temi più "tricky", come la configurazione di un CRM per la mia attività: un continuo di "Scusa, ora ho capito meglio la tua esigenza, in effetti quello che desideri non si può ottenere in questo modo...". Alla fine, se devo parlare con uno stupido, preferisco un europeista, che generalmente oltre a essere stupido è anche insolente! Il demente artificiale, per catturare le tua benevolenza, si fa untuoso come la carta con cui il fornaio incarta la pizza, e questa cosa non posso proprio sopportarla.

La prossima volta lo insulterò, e vi dirò come reagisce...