(...nel post precedente vi invitavo a osservare se anche sotto i post degli eletti di sinistra si ammassino decerebrati ululanti al grido di "nonvivotopiuuuuuuuuu" assortito dalla perentoria ingiunzione "fate cadere il Governoh!" Fra i vari commenti, ve ne segnalo uno che vuole essere intelligente. Valutate voi se ci riesca o meno...)
serietvgratis ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Mi date una mano?":
Non ricordavo che il Piddì fosse nel governo Meloni. Una sottile differenza
Pubblicato da serietvgratis su Goofynomics il giorno 6 mag 2023, 23:00
Caro amico, la ringrazio per l'osservazione. Questo suo commento di esordio mi permette di ribadire una verità fattuale che, nella sua ovvietà, consente di ribadire un punto che (purtroppo) tornerà utile l'anno prossimo. La "sottile differenza" di cui lei parla era, appunto, molto sottile. Valutare quanto fosse sottile non è difficile. Basta andare sul sito del Senato, dove si trova questo utile schema:
il cui messaggio, a suo tempo chiarito più e più volte dal paziente Borghi, è che senza FdI, Lega, Misto e due senatori a vita Draghi avrebbe potuto comunque contare su 194 senatori. Ora, siccome 320 diviso due fa 160, quand'anche:
- noi fossimo usciti;
- il gruppo misto (che gli era in larga parte favorevole, fatti salvi alcuni casi folcloristici) e i senatori a vita gli fossero stati contrari;
Draghi avrebbe avuto comunque 33 voti in più della maggioranza assoluta (161) in Senato. Avrebbe cioè trovato il suo sostegno nella stessa maggioranza di cui von der Leyen dispone al Parlamento Europeo: la maggioranza detta, appunto, "Ursula".
Altra cosa sarebbe stata se anche FI fosse uscita. In quel caso, e sempre con l'ipotesi eroica che senatori a vita e gruppo misto fossero contrari a Draghi, i voti a favore del Governo sarebbero scesi di 47 unità da 194 a 147, sotto la maggioranza assoluta: fine della maggioranza Ursula.
Ne consegue che chiedere a noi di far cadere il Governo era da cretini nella migliore delle ipotesi, da furbastri nella peggiore (che personalmente reputo più plausibile). La nostra uscita non avrebbe fatto cadere un bel nulla, per un mero fatto aritmetico, e un gesto simile avrebbe semplicemente rafforzato l'agenda "ursuleggiante" o, se preferite, "nazarena", del Governo, dando via libera a Draghi su quello che era il suo vero obiettivo: l'assalto alle nostre case, un obiettivo che da tempo Leuropa persegue in chiave assolutamente bipartisan, come qui plurime volte ricordato. Non è un caso che il PD avesse mandato i suoi pontieri, illo tempore, per accertarsi che persone come me votassero contro Draghi (questa era la loro aspettativa). E naturalmente i consigli di un nemico, per quanto suadenti da ascoltare e piacevoli da realizzare possano essere, è meglio non seguirli.
Non seguendoli, fummo in grado di mettere FI di fronte alla contraddizione che sarebbe stata, per un partito libbbberale con quattro "b", avallare un attacco alla proprietà privata, e potemmo così castrare la legge delega Draghin (Draghi-Marattin) evirandone la furbesca riforma surrettizia del catasto, raccogliendo in Commissione la maggioranza che non avevamo in aula:
(il tweet è qui, per chi voglia calarsi nell'ottica di quei giorni: uno dei pochi esercizi utili che i social consentano).
Se il Governo fosse potuto cadere, sarebbe dovuto cadere allora, dopo essere andato sotto in Commissione su una simile misura bandiera! E infatti, pochi giorni prima, il clima era questo.
Prevengo l'obiezione: "avreste potuto fare una battaglia simile - così come quelle, se interessano, contro jus culturae e simili minchiate "de sinistra" - anche dando un appoggio esterno a FI!" L'intervista linkata qua sopra dovrebbe chiarire abbastanza perché questo non avrebbe funzionato, ma voglio esplicitarlo: so che sembra strano, ma la maggioranza, se ha i numeri, non ascolta l'opposizione. Non c'è "giusto" o "sbagliato": ci sono i numeri. Se perfino con noi dentro Forza Italia ebbe, in quel clima politico, una certa perplessa reticenza a sostenere una sua battaglia storica (non è una critica: sono atti parlamentari e interviste rilasciate sui media), figuratevi quante remore avrebbe avute a darci retta qualora noi, rimasti fuori, fossimo stati concordemente additati da tutti i media, compresi i loro, come nemici della Patria, portatori di uno scetticismo sacrilego verso le virtù taumaturgiche dell'ennesimo tecnico mandato a frugarci le tasche, persone che in virtù di questo loro abominevole comportamento avevano perso la dignità di interlocutori!
L'esperienza fatta all'interno mi ha insegnato che, purtroppo, qualche volta bisogna essere all'interno per provare non dico a cambiare "er monno", ma almeno a contenere "la monnezza". Quello che all'epoca venne chiamato "centrodestra di Governo" fu un argine - imperfetto! - contro l'immondizia. Ne passò parecchia, lo so: ma non tutta.
Quindi, ribadisco: i "governo cadiiiiii!", gli "oppofinzioneeeeh!", o erano sciocchi, o prezzolati (nel senso di troll). E personalmente propendo per la seconda ipotesi, nel mio ingenuo umanesimo illuminista che mi porta a illudermi che nell'uomo prevalga la razionalità.
In positivo: chiedere alla Schlein oggi di far cadere il Governo avrebbe tanto senso quanto ne aveva chiederlo a Salvini ieri (intendo: dal 2020 in poi). Sì, è esattamente la stessa cosa perché così come la Schlein è oggi all'opposizione della maggioranza di centrodestra, noi lo eravamo ieri di quella Ursula (e l'unico modo per esserlo concretamente, so che sembra strano, era abbracciarla per soffocarla in culla). Se nessuno chiede oggi alla Schlein, dalla sua posizione di inferiorità numerica, di far cadere il Governo, i casi sono due: o quelli "de sinistra" sono meno scemi, o più dotati di "competenze STEM", di quelli "de destra", o quelli che oggi non lo chiedono alla Schlein sono gli stessi che ieri lo chiedevano a Salvini. E siccome di questi ultimi casi, già all'epoca, ne pizzicammo parecchi, io continuo a pensare che gente come "serietvgratis", qui al suo commento d'esordio, sia tutt'altro che stupida: venga qui a fare un lavoro, quello di confondervi le idee.
Poi magari mi sbaglio, ma se devo scegliere una scenario baseline scelgo quello più conforme a una minima razionalità e alle informazioni di cui disponevo e dispongo.
Spero di non avervi annoiato troppo: i temi "tecnici" li conosciamo e restano quelli (ci torno nel post successivo). Questi temi più "politici", di equilibri parlamentari, mi sembra che continuino a sfuggire a molti, troppi anche fra noi (anche grazie al lavorio dei tanti troll), e però è su questi temi di metodo che dobbiamo metterci d'accordo: per capire dove vogliamo andare abbiamo avuto dodici anni, per provare ad andarci abbiamo meno di un anno, e capire come farlo diventa relativamente urgente.
Buona domenica!