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giovedì 23 ottobre 2014

Appello di un economista

Al presidente della repubblica di Vanuatu



Gentile presidente,

Ci aspettiamo che il governo della Repubblica di Vanuatu capisca la gravità del momento e non si accontenti di negoziare deroghe, ma proponga con forza un momento di verità chiedendo la convocazione di una conferenza per una nuova dietologia in Oceania. I temi fondamentali di discussione su cui costruire un nuovo accordo dovrebbero essere i seguenti:

1) la stesura di un libro nel quale civilmente confuto (insomma, quasi civilmente...) gli argomenti di alcuni miei colleghi mi ha causato un sovrappeso di circa sei chili;

2) è assolutamente indispensabile, per il mio benessere, di io me economista italiano "de sinistra", che io trovi meno cibo in giro per casa e che io me (ego) abbia più tempo libero a disposizione e possa pensare ad altro;

3) il suo governo deve pertanto convocare una nuova Bretton Chi? in Oceania articolando il dibattito su due assi portanti, indispensabili per risolvere il problema della mia eccedenza alimentare:

3.a) i paesi dell'Oceania devono lanciare un massiccio piano di acquisto di formaggi e salumi italiani e francesi, tale da assorbirne l'eccedenza, alzandone il prezzo a un punto tale che io non possa permettermeli finché l'editore non mi pagherà (cioè, come da prassi, mai);

3.b) per contemperare questa misura, i paesi dell'Oceania dovrebbero imporre ai propri cittadini una Cholesterine tax in misura pari a 1 centesimo di dollaro per grammo di colesterolo assunto.

4) il gettito della Cholesterine tax andrebbe utilizzato per armare un cutter che dovrebbe essere messo a mia completa disposizione, con un equipaggio di due marinai, nel porto di Port Vila, a partire dal mese di marzo 2015 (perché prima io me ho le sedute di laurea, quindi fate con comodo).

5) i governi dell'Oceania dovrebbero adottare un nuovo progetto di unione monetaria basato sul Bagnai standard, in virtù del quale la moneta stampata con la mia stampante inkjet sia accettata con potere liberatorio immediato da qualsiasi mia obbligazione mentre giro per i vari arcipelaghi facendo il cazzo che mi pare.

6) in subordine, il governo di Vanuatu dovrebbe provvedermi di una adeguata scorta di cartucce di inchiostro verde.

Sono certo che, conscio della gravità del momento, lei leggerà e comprenderà questo appello, che è scritto in italiano perché l'ho scritto io me, anche se non lo traduco in inglese o in bislama, e darà pronta e completa attuazione al suo dispositivo, riuscendo nel compito di costruire e indirizzare un consenso politico fra i 22 stati sovrani dell'Oceania. Dell'Australia non si dia troppo cruccio: sono sicuro che la ascolterà, esattamente come la Germania ascolta Renzi, e come gli Usa hanno ascoltato Zhou Xiaochuan (uno de' passaggio, che infatti poi ha deciso di fargli il culo e forse ci riesce).

Comunque, nel dubbio, io vado in palestra, ma lei si dia da fare, mi raccomando: il mio sovrappeso è un problema di importanza globale, anzi, galattica. Mi auguro che lei voglia passare alla SStoria risolvendolo.







(sì, lo so, è lievemente più assurdo, però è più probabile che venga ascoltato, e comunque fa meno ridere... )

(dice: dovresti fare una confutazione seria, sarebbe più professionale! No, amici, dall'appello dei trecientoquaranta in poi io mi chiamo fuori: la mia professione da ieri è lo scrittore, quindi questa confutazione è abbastanza professionale. Ci hanno lasciato solo l'intelligenza, l'ironia e le mutande, e queste ultime stanno per togliercele. Quindi non vedo cosa altro potrei fare...)







mercoledì 22 ottobre 2014

Trecientoquaranta

(ricevo da un anonimo)

Dibattito alla Camera sulla legge di stabilità, alla radio, in macchina.

Tutti i piddini e i parapiddini citano il documento dei 340 con raffinati toni elegiaci.

I contenuti, le espressioni, le pause (e talora l'assenza degli opportuni congiuntivi) certificano la complicità di oratori ed economisti nell'orgia della menzogna.

La sinistra italiana è composta da servi e criminali in misura maggiore della destra.

Ne prendo dolorosamente atto.





(ma è così grave? Mi toccherà leggerlo...)

La staffetta del debito (2) (a stix77)

(post ad personam, gli altri per favore non lo leggano, altrimenti il libro non lo vendo, è tutto nel grafico che segue. Oppure leggetelo, è più di un anno che vi dico 'sta roba, ma evidentemente sto cercando di farla entrare dalla parte sbagliata. Ci pensa Angela a passare da quella giusta...)


stix77 ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La staffetta del debito":

prof, ci starebbe bene anche la somma dei debiti, così per vedere dove il debito totale cala.
è un caso che il debito totale cala quando la quota salario era alta negli anni 70?

poi vedo come per magia che il debito totale cala in quella finestra di tempo dove ci fu la rottura dello sme..
Postato da stix77 in Goofynomics alle 21 ottobre 2014 12:17


...altra risposta non ti rendo
se non lo far, che la dimanda onesta
si dee seguir con l'opera tacendo.


In color melanzana la quota salari (come da prassi), misurata sulla scala di destra.

Si apra la discussione...


(commento solo un dettaglio: sapete quei cazzari quegli intellettuali biologici organici che pensano che nel 1992 la quota salari sia scesa per via della svalutazione? Solo un controesempio: se ci fate caso, è vero che fra 1992 e 1997 la quota perde 5 punti, ma è pure vero che fra 1997 e 1999 - con liretta rivalutata e percorso verso l'euro - ne perde altri 3. Lo sentite anche voi uno spiacevole stridore di unghie sugli specchi? Se vogliamo fare un discorso serio, facciamolo. Ma per favore, basta dire che la quota salari dipende solo dal cambio, soprattutto in un sistema nel quale il cambio è utilizzato per creare crisi che, in perfetta logica da shock economy, permettono alle élite di invocare le famose riforme col consenso dei subalterni. La scala mobile fu abrogata nel luglio del 1992 perché il cambio praticamente fisso aveva messo in ginocchio l'Italia e i quotidiani titolavano "Fate presto!". Ricorda niente? Ecco. Chi antepone il proprio narcisismo alla salvezza del paese in questo momento suscita in me serie perplessità. Può capitare di sapere quale sia il problema ma di non poterlo ammettere. Non giudico. Ma non venitemi a rompere i coglioni travisando quello che dico, perché non vi conviene).



Ri-comunicazione di servizzzzio: mi dicono dalla regia che i librai il libro lo prenotano sei mesi prima (e allora ditemelo!), però se voi andate a pittimarli possono aumentare il numero delle copie eventualmente ordinate. Agli eventuali librai in sala ricordo l'ISBN. Mi dicono anche che sarà dappertutto, che non ci saranno problemi, ecc., però questa storia l'abbiamo già sentita tutti e quindi non ci fa più ridere. Better safe than sorry. Poi, fate voi.

Quando al #goofy3, oggi Stefano Feltri (da voi persistentemente e ingiustamente calunniato) gli ha dedicato uno spazio sul FQ (trovate anche un mio articolo sul miracolo tedesco), e rimangono 43 posti che smaltiremo abbastanza rapidamente. Io, sinceramente, se siete d'accordo, lo sbattimento di aprire una coda di prenotazione lo eviterei, tanto mi sembra che voi ci abbiate già pensato, il #goofy è innanzitutto la nostra festa, gli altri sono graditi (ovviamente), ma, come dire: in 500 siamo già abbastanza, e se ci siete voi a me basta così! Poi quando famoerpartitoantieuro ci preoccuperemo di affittare l'adiacente palazzetto dello sport (ma potremmo anche fare un torneo di pallavolo, per dire...).

martedì 21 ottobre 2014

La staffetta del debito

Qui il debito pubblico, qui il debito privato (inteso come credito erogato al settore privato non finanziario), e questi i dati per l'Italia.


La corsa del debito è una staffetta, come vedete. A partire dagli anni '80, prima decolla il debito pubblico, poi si ferma, e parte quello privato, che con la crisi si ferma, mentre riparte quello pubblico. È stato così un po' dappertutto, come vedremo presto insieme (mi dicono dal 27 novembre). Certo che prima di diventare "ladro", negli anni '80 lo Stato aveva fatto comodo a molti. Vorranno ammetterlo? O faranno il solito gioco, quello della Germagna, quello per cui finché gli altri si indebitano, è merito tuo se vendi tanti prodotti, e quando il debito diventa troppo, è colpa loro se non riescono a ripagarlo?

Ecco, il problema sta tutto qui, nel provare a far ragionare le persone.

Ma è un problema nostro?

lunedì 20 ottobre 2014

Comunicazzioni di servizzio

Per evitare che restiate delusi:

1) I biglietti per il #goofy3 erano 500 e sono 86. Se dovessimo far posto per qualche invitato, rischiate di restare fuori. Ve lo dico prima, perché purtroppo (per colpa mia, che ho avuto da scrivere e mi son mosso tardi), non credo sia possibile aprire una lista d'attesa per ampliare la sala. Se lo facessimo, poi dovremmo avere almeno 150 prenotazioni per rientrare dei costi, e purtroppo non credo ci siano i tempi tecnici per averne così tante (oppure dovremmo caricare un sovrapprezzo sul biglietto, e mi dispiacerebbe). Ergo, a voi che siete di famiglia lo dico prima. Da questa settimana cominceremo a dirlo sui giornali, e sarà qual che Dio vorrà.

2) Anche se questa volta si sa con chi si ha a che fare, e quindi si dovrebbero evitare gli psicodrammi di due anni or sono, onde evitare che le bieche multinazionali come Amazon si arricchiscano, vi suggerirei di andare a fare un discorsetto col povero libraio indipendente, così libero, così nobile, ma anche così farlocco, perché da lui il mio libro l'altra volta mediamente non lo avete trovato. Potete stampare questa paginetta e fissargli in fronte con una sparachiodi le mie alate parole: "Caro libraio indipendente, dei libri del Bagnai tanti ne prenoti e tanti ne vendi, e se la volta scorsa non li vendesti, è solo perché non li avevi prenotati e chi te li chiedeva non li trovava. Quindi questa volta datti una regolata, che Natale è vicino, e non solo Natale: le politiche, le prime grezze di Renzi, ecc." Il libro, a quanto mi consta, è prenotabile. Se andate in libreria e lo prenotate massicciamente, le cose andranno in un certo modo. Altrimenti andranno in un altro. Fate un po' una prova e raccontatemi cosa vi dicono i poveri librai.

Se questa volta capiranno con chi hanno a che fare, staremo tutti meglio. Altrimenti, starà meglio Amazon (ma non ditemi che non ve l'avevo detto).

Grazie per l'attenzione.

Stiamo lavorando per voi.


Addendum per gli addetti ai lavori (c'è l'ISBN).
 

domenica 19 ottobre 2014

Piccolo manuale di logica eurista (altro addendum)

E così il referendum contro l'autteità biutta biutta attiva ueee, biutta Mekkel, è tutta oppa tua, dei nostri validi, ha fatto la fine che meritava, consegnato alla pattumiera della Storia. Non poteva essere diversamente, perché, come in più conversazioni su Twitter (e anche su questo blog) avevano confessato i suoi proponenti, non si trattava di un referendum contro l'austerità, ma di un referendum pro euro. Il referendum della vecchia troika, CGIL-CISL-UIL, quella che ha fatto questo bel capolavoro con la quota salari italiana:



(ah, ma naturalmente per lottare contro l'inflazione che è la più iniqua delle imposte, come diceva il tovarich Einaudi, e oggi il tovarich Ferrero - aridatece Bismarck!), il referendum della vecchia troika, dicevo, non poteva che essere strutturalmente consustanziale agli intendimenti della nuova troika: proseguire nel disegno di integrazione monetaria e finanziaria che è disintegrazione del lavoro e dei diritti.

Ma le nostalgie sovietiche dei promotori andavano, purtroppo per loro, contromano rispetto alla Storia, che ci mostra come la tendenza sia verso l'adozione generalizzata della flessibilità del cambio nel regolamento degli scambi internazionali, e, soprattutto, urtavano contro la logica. Sì, questo referendum era il più chiaro esempio di quanto Alberto Montero Soler ci disse l'anno scorso, al goofy2 (a proposito: ricordatevi che fra 10 giorni la biglietteria del goofy3 chiude, e Alberto ci sarà): le élite europee hanno dichiarato guerra alla logica economica.

Ve lo dimostro, ora che ci siamo lasciati dietro le spalle questa farsa (ma già all'orizzonte vedo apparire il prossimo accorato appello), in guisa di addendum al piccolo manuale di logica eurista, le cui puntate precedenti sono qui, qui e qui.

Allora:

1) dobbiamo fare un referendum contro l'austerità che sta distruggendo l'Europa, per salvare l'euro, cioè quella cosa la cui esistenza ci impone di fare austerità per rispondere a uno shock esterno

(e lo ha confessato chi l'ha fatta).

2) dobbiamo salvare l'euro per salvare il mercato unico, ma per salvare l'euro sospendiamo il mercato unico.

Infatti, siccome per salvare l'euro (o era l'Europa?) dobbiamo lottare contro l'austerità, cioè espandere la domanda aggregata via spesa pubblica, l'espansione del reddito ci manderebbe in deficit di bilancia dei pagamenti perché ripartirebbero le importazioni piallate da Monti. Ma noi allora facciamo tante belle politichedisostituzionedelleimportazioni (come diceva non so più quale millantatore di conoscenze economiche), ovvero rivolgiamo, in violazione di ogni e qualsiasi regola del mercato unico europeo, l'intervento espansivo solo alle imprese italiane (abolendo le gare europee richieste anche per comprare un rotolo di carta igienica). Quindi la sospensione del mercato unico ci permetterà di salvare la moneta che serve a salvare il mercato unico. Una logica fantastica, e anche una ignoranza fenomenale di cosa sia il moltiplicatore keynesiano.


Noi andavam con li diece espertoni
Ahi trista economia! Ma nella chiesa
coi santi, e in facoltà coi buffoni


Povera economia: da liberisti per forza negli anni '80, a keynesiani per caso negli anni '10; da Marx nel XIX secolo, ai fratelli Marx nel XXI...

Come scrivo nel mio prossimo libro, se gli austeriani hanno tolto alla mia scienza la credibilità, gli appellisti le hanno tolto la dignità.

Spero di reincarnarmi in una forma di vita superiore: se mi va di lusso, rinasco anfiosso...


(sì, certo, Bagnai sei troppo cattivo, devi essere ecumenico, in fondo quelli che ne sapevano, so' sindacalisti, giuristi, qualche cariatide politica... Ma porco di un demonio: quante persone sono morte, e quante aziende hanno chiuso, mentre il simpatico promotore andava in giro a raccogliere firme testardo come un mulo, diceva lui, parole sue, dimenticando l'ovvia rima? Nel frattempo noi non siamo stati a giocare a boccette, ma di questo parleremo la prossima volta. Provo un profondo sdegno, e, vi assicuro, meglio sfogarsi col sarcasmo. Li sciacquerà la pioggia ed è bene che non ne resti traccia quando tutto sarà finito, perché potremmo anche ricordarci di quanto tempo ci hanno fatto perdere e di quanto sleale sia stata la loro dialettica...)

(ah, sono i miei primi tentativi nel genere letterario dell'epicedio, non garantisco la qualità, quindi, se non vi fosse piaciuto, potete sintetizzarlo così)