domenica 29 marzo 2020

Stampare moneta (in sette WhatsApp più uno)

Al risveglio abbiamo trovato su una prestigiosa testata nazionale un'intervista al nostro leader di cui la maggior parte dei potenziali lettori avrà scorso solo il titolo. L'invito a "stampare moneta" sostanzialmente riprende la decisione annunciata qualche giorno fa da Steven Mnuchin, che sarebbe, per capirci, il Gualtieri americano.

Tanto tempo fa uno di voi, credo in un altro blog (forse su sbilanciamoci), mi diede un'ottima chiave di lettura per capire come mai la gente quando si parla di moneta irrimediabilmente sclera, perde totalmente razionalità, dice imbecillità senza capo né coda, in totale contrasto con la prassi, l'evidenza, la teoria economica, e il buonsenso. C'è qualcosa di prerazionale, di preconscio, di più profondo. Tutto è riconducibile, sosteneva questo lettore, a un trauma infantile cui molti di noi siamo andati incontro (i cosiddetti "liberisti" senza riuscire ad elaborarlo), quando di fronte al carrello del gelataio, vedendo nostra madre ricevere l'oggetto dei nostri desideri (un cono) in cambio di un foglietto di carta sporca, abbiamo chiesto: "Mamma, come mai ti danno un gelato in cambio di un pezzo di carta?"

Le mamme hanno tante virtù, direi tutte, tranne una: non riescono a spiegare a un cinquenne l'economia monetaria (materia su cui alcuni cinquantenni continuano a dibattere e la stragrande maggioranza degli economisti a dibattersi). Il diniego di una risposta razionale da parte dell'essere che risolveva ogni nostro problema, argomentava il mio lettore, è stato per la maggior parte di noi un trauma irredimibile, tale da scatenare, nell'età adulta, tempeste emotive difficilmente spiegabili e gestibili ogni volta che si nomina quell'oggetto archetipico che è la moneta (l'ammonitrice, come certamente saprete).

Per evitare che la mamma del mio caro amico Giuseppe (no, non sei tu... sì: sei tu!) si preoccupasse, ho immediatamente redatto un rapido "primer" (non questo, questo) in sette WhatsApp più uno su come va il mondo. Affinché tanta opera non vada dispersa, la condivido qui seco voi, disponendomi con animo paziente e caritatevole a registrare sotto questo post gli scleri degli austriani.

Siete pronti?

Via!




1) la moneta oggi è totalmente fiduciaria: un foglietto di carta con cui puoi acquistare beni perché lo Stato dice che puoi farlo (corso legale). Non è più una risorsa scarsa (oro) e non è nemmeno più agganciata a una risorsa scarsa tramite un obbligo di conversione (in Italia non lo era nemmeno nel 1800: vedi alla voce “corso forzoso” che ricorderete dai libri di storia). Quindi: se l’Italia dovrà stampare buoni pasto, che cosa vieta alla Bce di stampare euro come appunto vuole fare la Fed americana?

2) ma allora lo Stato potrebbe dare un milione a testa? No! Perché? Perché se tutti andassimo a spenderlo non troveremmo abbastanza beni sul mercato e i prezzi si alzerebbero per la legge della domanda e dell’offerta che ogni casalinga conosce (quando acquista il pesce sabato alle 14 anziché venerdì alle 12). Quindi uno Stato responsabile “stampa” responsabilmente.

3) siamo in recessione da anni, con disoccupazione a due cifre. Finché ci sono risorse inutilizzate il problema dell’inflazione non c’è: i beni necessari per soddisfare la domanda possono essere prodotti assumendo persone. Prova: Draghi ha "stampato" quasi 3000 miliardi di euro e i prezzi non sono ripartiti (qui c’è un’obiezione confutabile, vado avanti poi ci torno se interessa).

4) QUINDI (attenzione: è un grande quindi): se noi distruggiamo capacità produttiva, cioè facciamo chiudere le fabbriche dove la gente potrebbe lavorare, allora in prospettiva creiamo un rischio di inflazione, perché quando alla fine lo Stato interverrà con il solito QE (stampando moneta troppo tardi) non ci saranno i luoghi della produzione.

5) è teoria? No, è storia. Infatti gli episodi di iperinflazione in occidente sono tutti legati a eventi bellici, in cui per definizione:

a) lo Stato si finanzia emettendo moneta perché non puoi tassare le persone che mandi a morire al fronte;
b) l’offerta (aka produzione) di beni è per definizione ristretta perché il nemico ti bombarda le fabbriche.

Credo siano chiare le analogie con la situazione attuale.

6) RI-QUINDI: è cruciale intervenire ora con un misurato stimolo monetario (1000 a testa?) che tenga su famiglie e imprese, perché se interverremo tardi avremo iperstagflazione: prodotto fermo e inflazione a due cifre. Il tema è la liquidità.

7) concludo: la Bce lo farà? No, perché è ancorata al paradigma ideologico della moneta come risorsa scarsa (non come strumento gestito dallo Stato a servizio dell’economia reale). Quindi...

La conclusione (cioè il punto “più uno”) è questa: se ci dicono di no, o meglio se non ci dicono di sì abbastanza in fretta, ascoltiamo quello che dice un vero intellettuale e vero servitore dello Stato.



E naturalmente, siccome voi sapete che quello che dico prima o poi succede, ad adjuvandum è immediatamente arrivata la realtà, ricordandoci che il rischio di inflazione da offerta è ormai una realtà concreta.

51 commenti:

  1. Eventualmente si può ascoltare anche un altro servitore dello Stato o forse maggiordomo, direbbe qualcuno. E' comunque un signore di ancora maggior notorietà e a cui l'arenda system, magari in versione più aggiornata e appena più complicatina, ma sempre quella..., secondo me gliel'hanno spiegata bene. Anche a Zanda pare...Per cui può essere utile...

    "Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c'è una crisi in atto, visibile, conclamata. (Mario Monti 2011)"
    Qui il video.

    https://m.youtube.com/watch?v=nTHN0yitxBU

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    1. Dal 2011 è passata parecchia acqua sotto i ponti e tante cose che prima erano confuse si sono chiarite. Allora se aver ceduto sovranità fino ad ora è significato semplicemente fare gli interessi di quella che è una famiglia con figli e figliastri e non un "comitato d'affari" e se dopo questa fase il Paese (prima di questa crisi) ha ancora una economia reale e patrimoni e redditi delle famiglie di circa il 25 % inferiori a quelli pre 2008 io dico che dopo questa crisi da cui usciremo ulteriormente indeboliti dovremo radicalmente cambiare strada. Sto leggendo "Moneta Internazionale" di Keynes che tratta l'immediato dopoguerra di UK e USA e molte situazioni richiamano l'attuale e futuro momento. Una cosa è certa, questa eurozona con questi paesi del cosidetto nord (fra poco dovrebbero invertirsi le polarità magnetiche) è qualcosa che deve sparire dalla faccia della Terra. Spero che gli USA con Trump lo abbiano capito e colgano l'occasione per darci una mano.

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    2. Se non lo conoscete già, vi insegno un "trucco": potete limitare la ricerca di Google ad un singolo sito web.

      Non ci era sfuggito quell'intervento di Mario "ho distrutto la domanda interna" Monti, prova ne sono tre commenti, in fila, al post Una cortese richiesta del 23 Agosto 2012.

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    3. Sì, appunto: è incredibile che qualcuno venga qui nel 2020 a spiegarci il dibattito! Questo blog è il dibattito. Se qualcuno arriva qui ci arriva perché ha acquistato coscienza leggendo altrove cose copiate da qui. E allora: netiquette! Prima si studia un po’ la community, poi si interviene. In alcuni casi… molto poi!

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    4. Nel citare questo intervento di Monti tutti partono da "Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi...", quando la parte più agghiacciante viene prima: "Nei momenti di crisi più acuta progressi più sensibili. Rientro dell'emergenza della crisi, affievolimento della volontà di cooperare..."

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  2. Tocca fare un manifesto a questo post e appenderlo ovunque, alla Camera, al Senato, nelle strade, negli uffici, nelle case. Da leggere (e spiegare) ai piddini.
    Mi rammarico sempre più della scelta fatta da Salvini questa estate. Se solo avesse aspettato qualche mese.....

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    1. Perdonami, è evidente che tu non fai parte di questa comunità perché hai perso di vista un contributo fondamentale. Se non capisci questo, amico mio, avrai sicuramente tante altre virtù, capirai tante cose che io non capisco (c'è l'imbarazzo della scelta), ma, te lo dico con solidarietà, qui perdi solo tempo...

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  3. Come ebbe a dire lei in un suo intervento al senato:"non sprechiamo una buona crisi". È giunto il momento, le maschere dell'unione europea sono cadute. Mai come questa volta il tempo è denaro. Occorre cambiare i cavalli in corsa però, affinché tutto ciò avvenga!

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  4. Dalla padella alle braci ardenti, senza aspettare che si raffreddi.

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  5. Nella mia piccola esperienza personale ho riscontrato che molti, quando fai notare che una banca centrale può, se necessario, finanziare i governi praticamente a costo zero, si rifiutano di capire perché gli sembra una cosa troppo "facile", quasi che fosse una scorciatoia strampalata per furbacchioni. Il meccanismo in fin dei conti è semplice, e proprio questa semplicità viene vista in modo sospetto.

    Per il resto, prof, in questi giorni mi vengono in mente tante massime, del tipo: "daranno la colpa alla Germania cattiva, il giorno dopo diranno tutti euro merda, non c'è differenza tra guerra civile e cambio fisso" ecc. Tutto si sta avverando sotto i nostri occhi con una velocità impressionante. Noi sappiamo tutto, loro no.

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    1. Allora sai anche che ti accuseranno di seminare odio, e che non devi fare nulla, tranne lasciare che si autodistruggano. Sai anche che l’Italia è stata ricostruita una prima volta coi fascisti (miracolosamente diventati antifascisti in una notte), e quindi sarà ricostruita una seconda volta con gli euristi (miracolosamente diventati keynesiani in una notte). Al tuo livello sceglierai chi frequentare, e noi lo sceglieremo al nostro. Se avrai intelligenza, sapere che cosa sta succedendo ti eviterà parecchi guai.

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    2. Tu rispondi così ai tuoi amici:
      1) Aldo compra un appartamento € 150.000 da Berto.
      2) Ma Aldo non ha tutti i soldi, va in banca a fare un mutuo da € 100.000
      3) La banca per erogare ad Aldo il mutuo da € 100.000 non deve effettivamente privarsi della somma di € 100.000, tramite il meccanismo della riserva frazionaria è sufficiente che abbia depositiate presso la BCE poche migliaia di euro, ad esempio 3.000, magari non proprio in euro, basta un qualche titolo con "ranking A" tipo, chessò, bond parmalat.
      4) La banca accredita a Aldo € 100.000 sul conto. Il totale dei soldi in deposito alla banca è aumentato di € 97.000, tenendo conto della riserva frazionaria detenuta dalla BCE. Ma la banca non ha solo incrementato il totale dei depositi, ha anche una ipoteca sulla casa che Aldo sta acquistando, quindi il denaro non è proprio crato dal nulla, si tratta più che altro della contabilizzazione nei registri della banca di un bene reale...
      5) ALdo fa un bonifico a Berto che, magari, ha il conto nella stessa banca.
      6) La banca evidentemente ci guadagna. Però alla fine ci guardagnano anche Aldo (casa nuova) e Berto (casa inutilizzata venduta).

      Quando invece i soldi li presta la banca centrale, il denaro viene creato dal nulla e accreditato allo Stato.
      Siccome però lo Stato così può porcurarsi tutto il denaro che vuole senza alcun limite (e questo farebbe valere la moneta per quello che è: carta colorata o peggio ancora, qualche bit in un computer...), per rassicurare i mercati (che non sono il demonio, anche se ogni tanto ci somigliano) a fronte del prestito emette delle obbligazioni, chiamate titoli di Stato. Il punto è che fino al divorzio del 1981 in questo meccanismo dei titoli, che serve solo a garantire i ricchi (che comunque anche loro non sono il diavolo, anche se ci somigliano) di fatto l'interesse riconosciuto per i titoli lo fissava lo Stato, e quindi era piuttosto basso, mentre ora lo fissa il mercato, e quindi è (troppo) alto.
      A scadenza, lo Stato rimborsa i titoli, ma contemporaneamente ne emette di nuovi (ultimamente, in genere un po' di più).
      E poi se emetti soldi senza emettere titoli fai una brutta fine (cerca su google Greenback - Kennedy)

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  6. Ottimo, grazie. Aggiungo che, a partire dalla settimana prossima, bisognerebbe riaprire, anziché chiudere progressivamente ancora di più. Questa è la morte civile. Gli stessi sindacati non hanno capito che dopo uno stop prolungato si rischia la cassa integrazione (per chi ce l'ha...) per mesi anche oltre la fine dell'emergenza, se non direttamente la disoccupazione. Ti rispondono "eh ma la gente ha paura" ma la vera paura dovrebbe essere per il dopo epidemia.

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    1. La gente ha paura anche per la propria pelle, e quindi se non ci sono:

      1) dispositivi di protezione
      2) una strategia di screening di massa strutturata
      3) l'isolamento dei contagiati

      credo che non abbia tutti i torti a starsene a casa. Resta il punto che stiamo arretrando rispetto a paesi che non lo stanno facendo. Vedremo presto come andrà a finire.

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    2. Storia già scritta .Quando viene la fame non c'è paura che tenga. Dopo le "grida" del Governo verranno gli assalti ai forni. Nel sud italia ci saranno le sommosse che saranno duramente represse dalle forze dell'ordine. Salvini e la Meloni ovviamente elogeranno come già stanno facendo i bravi poliziotti
      e ci siamo giocati così pure il centro-destra. Brutta storia.

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    3. Scusa, per capire: i poliziotto che colpa hanno? Oltre che pre-keynesiani (e ci sta, non siete tenuti a essere specialisti) a sinistra siete diventati anche pre-pasoliniani?

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  7. In questo momento il problema è la stagnazione, per ovvi motivi. Spero sia meno concreto un rischio di iperstagflazione perché i consumi ridotti riguardano fortemente la classe media (quel che ne rimane) e la media/alta che consumano in buona parte servizi (a bassa intensità di capitale/investimenti e capaci di risposte di offerta elastiche in tempi brevi) che oggi sono fermi ma che non dovrebbero avere grossa difficoltà a ripartire se ci sarà la giusta immissione di liquidità. Diverso il rischio di inceppamenti di offerta per i beni da produzione industriale, con imprese in forte difficoltà finanziaria e produttiva. Per questi, è indispensabile adottare misure eccezionali per l'accesso al credito, congelando (ne sogno l'abolizione) le follie di Basilea. In analogia alle sospensioni rate finanziamenti mlt, pretendere la proroga delle linee bt a scadenza fissa e proroga degli anticipi in essere, senza pregiudizio in Ce.Ri.. Infine, per consentire di contemperare le esigenze di redditività degli impieghi delle aziende bancarie con pricing del merito creditizio ridotto, prevedere garanzie statali eligibili.
    La situazione è eccellente.

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  8. Grazie, lei e il presidente Borghi per me siete come la fiammella che si cerca quando ci si trova persi e perduti. Il dolore e il futuro sembrano pesare sempre di più, ho visto i suoi video e l'ho vista stanco, provato e scosso. Mi sono preoccupata perché nelle sue parole percepivo la frustrazione per il muro,che per amore di patria, cercava di abbattere. Ho visto ciò che avevo percepito e che cela benissimo: un'anima amorevole. E la sua inquietudine d'altro canto mi sollevava dalle mie, perché sapevo e so che a Roma c'è qualcuno che combatte anche per tutti noi e lo fa col cuore di chi sa che la vita di molti sarà condizionata da ciò che sarà o non sarà fatto in questi giorni. Non so se come nelle storie per i bimbi i buoni vinceranno, ma se dovessimo perdere, siamo ITALIANI troveremo un modo!

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  9. Egregio dott. @Alberto Bagnai,
    A valle della situazione emergenziale, lo Stato Italiano, senza indugio, dovrebbe immediatamente attuare un piano Marshall per rilanciare l'economia, ponendo massima attenzione sugli errori del Turbocapitalismo in chiave neoliberita (per dirla alla Fusaro). Si dovrebbe, in primis, dar immediatamente vita a un Ente Pubblico Economico sullo stampo dell'IRI (e, perché no, chiamarlo ancora IRI), a cui, per legge, venga attribuita la specifica funzione, di acquistare specifiche aziende strategiche, leggasi "asset nazionali", che abbiano la duplice funzione di: sostenere l'occupazione e fungere da presidio dello Stato per la produzione di qui beni e servizi che i privati gestirebbero male (ad. esempio per quanto riguarda la rete autostradale, per fare un esempio). In secondo luogo, va applicata la logica per cui ogni disoccupato è un enorme perdita per la collettività, per cui, in chiave keynesiana, va posta assoluta priorità all'occupazione. In questa chiave, potrebbero essere attribuiti ai Comuni, nuove forme per occupare, dietro pagamento (leggasi anche "reddito di cittadinanza") chiunque si trovi in situazioni di difficoltà (è meglio dare il Rdc a una persona che fa piccoli lavori di pubblica utilità al posto che stia a casa sul divano). Inoltre, è prioritario rivedere il Codice degli Appalti e permettere alle aziende pubbliche (che in alcuni casi andrebbero convertite da SpA ad EpE), sul modello "Genova", di godere di speciali poteri e procedure semplificate per l'aggiudicazione di appalti per il miglioramento infrastrutturale, per il potenziamento ferroviario, viario e per la manutenzione, tenuto conto che serve una Cabina di regia pubblica su ogni aspetto che riguarda la cosa pubblica. Una volta compiuti questi passi, bisogna fattivamente procedere a regolamentare il "lavoro privato", togliendo una volta per tutte i dipendenti dalla logica di ricatti ai quali spesso, oggigiorno, sono costretti a viverci.

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    1. A mio avviso le politiche keynesiane, indispensabili e urgenti da approntare in questa fase di emergenza, dovrebbero senz'altro consistere nell'assoluta priorità per cui "tutti devono avere un reddito, e pertanto un lavoro". Lasciare in mano al mercato questa funzione, specialmente in questo momento, sarebbe come dare la chiave di una cassaforte ad un ladro!
      D'altronde, va sovvertita la logica per cui, come ha fatto notare nella diretta di stasera, ci sia una sorta di "disoccupazione voluta", tenendo in considerazione, come ha fatto notare che "la moneta non causa l'inflazione, il processo inflattivo è causato sostanzialmente dalla dinamica salariale e dal funzionamento del mercato del lavoro: per tenere i salari bassi, bisogna avere la disoccupazione alta".

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    2. Allora: la pluralità e il tenore dei commenti postati rendevano evidente che lei non fosse un campione di ironia né di senso dell'opportunità. Io sono contento che lei sia qui, ma qui è casa mia, e le regole sono quelle della netiquette. Prima ci si dà un'occhiata in giro, si capisce qual è il livello dei contenuti e dei commenti, ecc., e poi si interviene. Non c'è nessunissima fretta. L'alternativa è restare fuori, perché qui c'è una moderazione dei commenti estremamente rigida. Io preferisco chi aggiunge cose a quanto so che chi mi sottrae tempo, e sono sicuro che anche lei al mio posto sarebbe d'accordo con me.

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  10. Tranne che l'orizzonte temporale di una guerra è diverso da questa pandemia. Sovrapporre gli effetti di una guerra di diversi anni ad un evento di 3-4 mesi (vedi Cina) è fuorviante. E la Germania lo sa. Non sono mica fessi e la BCE comprerà tempo, prevedo 3 o 4 mesi dopo di che dovremo scoprire le carte e non abbiamo un cazzo!La partita di poker più emozionante del secolo😊

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    1. Credo che lei su questo blog durerà anche meno…

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    2. Credo che lei durerà poco nella lega. Anni luce dalla classe produttiva, d'altronde cosa si può aspettare da un dipendente pubblico che non ha nessuna esperienza nel privato.

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    3. Ma tanto sono già irrilevante! Quindi, che cosa cambia? Comunque, credo di conoscere lei meglio di quanto lei conosca me.

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  11. Pensavo proprio in questi giorni che ai tempi in cui ho frequentato l'università non mi sembra vi fosse un corso di economia di guerra, materia che potrebbe diventare di grande attualità. Così a naso ero arrivato anche io a capire che il rischio di inflazione non è così remoto. Siccome immagino che questa inflazione potrebbe essere anche parecchio differente tra paese e paese, affrontarla con la stessa moneta non sarà proprio una passeggiata di salute, o sbaglio?

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    1. Tra l'altro c'è anche questo aspetto da considerare. Sicuramente andremo verso il reshoring di tante attività produttive. In questa fase chi si sarà meno sbilanciato all'esterno e avrà mantenuto una base produttiva diversificata sarà avvantaggiato.

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  12. Avevo letto stamane l'intervista a Salvini cui Lei si riferisce, e come stamane continua a non essermi chiaro cosa Salvini intenda con l'idea di " un’emissione di titoli italiani con un tasso di vantaggio ". Ho letto anche, e molto apprezzato, l'articolo di Bradanini da Lei linkato, devo intenderlo che Lei sarebbe favorevole ai biglietti di stato ? Non avendo capito il concetto della proposta salviniana,mi sfugge anche se ci sia un nesso tra le due proposte( quella assunta da Bradanini non mi è nuova e penso d'averla compresa ).

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  13. Se il milione di euro non può essere dato a tutti, il Governo lo dia almeno a me.

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    1. Potremmo riuscirci con un po' di Aritmetica creativa: https://www.syracuse.com/tv/2020/03/brian-williams-criticized-for-simple-math-error-while-discussing-bloomberg-on-msnbc.html

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  14. La ringrazio perché per me questo argomento è assai difficile ma avendo dei risparmi cosa ne sarà del mio futuro?

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  15. Prudenza, ma ferma decisione per ottenere subito immissione di liquidità senza debito,con emissione di biglietti di Stato o mini bond per pagamento ai creditori dello Stato.
    La situazione sociale credo sia molto delicata perciò occorre salvare aziende di tutti i settori, con una sottolineatura per quello agricolo e collegati che sarebbero in grado creare rapidamente occupazione diffusa su tutto il territorio.
    La ringrazio per quanto sta facendo e Le confermo la mia fiducia.

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  16. Ottimi i testi dei messaggi. Sono il tipo di munizioni che uso nei dibattiti in chat con i miei amici pidioti e nn me ne vorrà se copio e incollo. Nn mi chieda perché ma sono ottimista. In poco più di un mese il dibattito sulla ue e l'€ è cambiato radicalmente. Immagino la fatica enorme che sta facendo ma continui così. Anche se a livello più basso supportiamo con azioni di guerriglia. Grazie di cuore

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    1. Qualcuno capisce che un dibattito ha tanti strati e ci sono tanti livelli di intervento. Meno male!

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  17. Penso che purtroppo questo virus sarà impossibile fermarlo. Lo si può rallentare, ma a quale prezzo? Dovremo quindi ragionare freddamente sui numeri i quali ci dicono di salvaguardare i più anziani con regole magari ancora più restrittive ma che ci dicono soprattutto che la forza lavoro dei non anziani deve subito riprendere a lavorare, con le dovute precauzioni che Lei ha elencato.
    Insomma, mi sembra che oggi sul ponte di comando ci siano solo gli scienziati e non chi invece dovrebbe governarci.

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  18. Una volta questo blog era una miniera di approfondimenti.
    Incredulo, oggi ci trovo alcune pillole generiche per turisti del dibbbattito. Roba per piddini, noi non ce la meritiamo mica.
    Da reclusi, esigiamo un’overdose di complessità e sarcasmo, conditi da almeno una dozzina di equazioni, altrimenti tanto vale leggere Fassina.

    Un abbraccio, professore.

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    1. Ricordo benissimo quando venivi qui a dire che non avrei mai avuto successo (?) perché facevo discorsi troppo tecnici, troppo astratti, e la politica è un’altra cosa, e bisognava fare uno sforzo divulgativo, ecc. Ti invitai ad aprire il tuo blog, cosa che poi hai fatto, e con l’occasione ti faccio i miei complimenti per il tuo meritato successo.

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  19. Su punto 2), e conseguentemente sui successivi, occorre specificare che se noi dessimo, per, dire 10m€ ad ogni italiano, avremmo certamente un po' di inflazione, ma soprattutto avremmo un aumento dei prezzi dei beni prodotti nel paese, unito al fatto che molti smetterebbero di lavorare per vivere di rendita, per cui finiremmo per spassarcela molto, sì, ma consumando prodotti di importazione. E il fattore che ci affosserebbe sarebbe il crollo della biiancia commerciale.
    E se noi prima chiudiamo le fabbriche e poi versiamo soldi nelle tasche degli italiani sarà lo stesso, spenderemo per comprare beni prodotti, chessò, in Germania?

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    1. @Stefano P: quindi meglio non dare nulla? Potrebbe essere un'idea, così quando quelli che non ce la faranno più (e, che strano, non si rassegneranno a morire di stenti) verranno direttamente da Lei per prendersi ciò di cui hanno bisogno, avrà "l'opportunità" di spiegare loro la logica del Suo ragionamento. Auguri

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  20. Io da anni dico ai miei bambini che i soldi si possono creare con un click. Loro mi guardano incuriositi poi si divertono a farmi domande. Tornando a noi. Questa settimana sarà decisiva. Ci sono famiglie che hanno bisogno di liquidità per fare la spesa. E' un momento drammatico ma anche una grande occasione per l'Italia. Da un lato abbiamo Draghi in veste keynesiana che cercherà di convincere la UE e quindi la BCE ad acquistare i titoli di stato dei singoli paesi per poi azzerare il nuovo debito e tornare ai tempi pre-crisi (è l'interpretazione di Galloni, molto sensata). C'è una piccola possibilità di cambio di paradigma verso un sistema di moneta non a debito (il sogno di Auriti). Ma si dovranno svegliare in tanti e dipenderà da quanto durerà questa serrata. Da un altro lato abbiamo chi cerca di farci aderire al MES (unica via di salvezza del PD). Poi abbiamo chi sta cercando di convincere, molto probabilmente invano, Germania e Olanda ad aderire al sistema degli eurobond o coronabond (sventura degli autarchici). E’ una partita complicata con tanti attori. Aspettando una delle scelte elencate c'è chi propone misure tampone (i buoni spesa). Buona fortuna Italia e tanto coraggio. Qualsiasi sarà la strada scelta per superare la crisi odierna sicuramente il dopo crisi riporterà più manifattura e industria all'interno dei paesi. Quindi per noi ci sarà più lavoro.

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  21. Io non ho capito una cosa in relazione al punto 4: se la distruzione di produzione genera inflazione (da offerta), perchè nel 2009 non ci fu un incremento dei prezzi al consumo? Anche allora i fallimenti fioccavano in conseguenza della crisi finanziaria esplosa con Lehman.

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  22. Professore una domanda che suona ingenua ma i tempi, ci consentirà , permettono indulgenza.
    A livello governativo sono assolutamente impermeabili a proposte eterodosse o qualsiasi piano B è fuori dal radar ?
    Sono sicuro che delle proposte sono arrivate sul tavolo ... ma vengono prese almeno in considerazione ?
    Buona serata e grazie Prof.

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  23. A me è rimasta una curiosità: qual è l'obiezione confutabile al punto 3? Forse i prezzi sono ripartiti limitatamente al mercato dei titoli?

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  24. Per favore ma Draghi anche no basta ricordare i danni del suo whatever it takes per "salvare l'euro', il suo ruolo nella crisi greca ecc Cossiga aveva capito il personaggio, Salvini per favore non lo invocare piu' o non votero' mai piu' zLega

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  25. Buongiorno Senatore, seguo (e apprezzo) il blog da tempo ma scrivo per la prima volta. Di seguito due righe di commento all'articolo apparso su Micromega da Lei citato.

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-grande-occasione-che-l%E2%80%99italia-rischia-di-perdere/

    Il principale rischio insito nel dibattito sull'euro (o euroina che dir si voglia) è quello di fare confusione tra tesi giuste, per esempio la critica alle privatizzazioni fatte male negli anni '90 e in generale il ruolo dello Stato in economia; e amene chimere per menti candide, per esempio l'idea che si possa, nell'Europa di oggi, stampare a piacimento una moneta parallela per sopperire ai difetti impliciti nella moneta ufficiale. Tre concetti e mezzo sul debito (pubblico):
    1) l'entità dello stock di debito (pubblico!) è del tutto irrilevante. Anzi, ceteris paribus (dove cetero è il tasso medio cui lo Stato prende a prestito) si potrebbe arrivare a sostenere che tanto lo stock è maggiore tanto più grande è la fiducia che Sua Santità talvolta Fallibilissima "Il Mercato" attribuisce al prenditore di fondi
    2) a ben vedere possiamo azzardare che pure nel caso i cui i ceteris non fossero effettivamente paribus, vale a dire a un aumento dello stock di debito corrispondesse un più elevato livello del saggio di interesse, per la quota parte aggiuntiva di debito, ciò non sarebbe affatto un problema, se il debito aggiuntivo fosse emesso per finanziare provvedimenti che espandono la domanda aggregata, grazie all'effetto dei moltiplicatori. Di fatto, ciò detto vale fino al raggiungimento della piena occupazione (a questo punto dovrei contraddire me stesso, ma di tutto ciò e di molto altro si parla nel mio paper/libercolo, che vi propinerò a tempo debito)
    2b) la crisi degli spread e il problema del debito pubblico dei paesi della c.d. periferia derivano solo ed esclusivamente (ripetiamolo insieme, come nelle sedute di gruppo dallo psicanalista di cui molti euroinomani filo tedeschi e debito-fobici abbisognerebbero: SOLO ed ESCLUSIVAMENTE) dalla mancanza di politiche fiscali redistributive tra i membri dell'unione monetaria europea.
    2c) nel dizionarietto del liberista euroinomane le politiche fiscali redistributive europee sono sinonimo di altre cose che ovviamente non c'entrano assolutamente nulla, come per esempio "solidarietà" o "generosità". Non si chiede ai barbari (pardon, ai nordici) di essere generosi, così come non lo si chiese agli americani ai tempi di Bretton Woods; gli si chiede di conformarsi alle regole di funzionamento dei sistemi di cambio fisso
    3) e concludo: si ragiona con i numeri, non per i numeri. Debito, saggio d'interesse, saggio d'inflazione considerati in valore assoluto dicono assai poco, e rappresentano solamente il risultato storico dell'azione contemporanea di molteplici fattori nel corso del tempo (di un unico numero, in termini di valore assoluto dovremmo costanremente preoccuparci, e non lo facciamo: il numero dei disoccupati). Il problema del debito dunque non esiste se non nei termini della volatilità implicita nei saggi d'interesse, che è la conseguenza della speculazione, che a sua volta è la conseguenza dell'azione carente dei leader europei e della percezione di un'Europa divisa sulla sua raison d'etre: caduto il velo del buonismo scopriamo che siamo in Europa (nell'Euro) perché (a loro) conviene ed è convenuto. Per rimanervi, occorre che d'ora in poi convenga anche a noi

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  26. Buonasera professore,

    sono un suo stimatore e ho letto entrambi i suoi libri sull’Euro.
    Volevo però chiederle alcune spiegazioni su questo articolo del Sole 24 Ore di circa un anno fa, in contrasto con il suo scenario post-euro.
    Grazie.

    https://www.ilsole24ore.com/art/italexit-cosa-succederebbe-se-uscissimo-dall-euro--AB0MXHTB

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    1. …e lei sarebbe un mio estimatore (si dice così)!? #DAR Qualcuno informi il nostro nuovo amico sulle regole di ingaggio.

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  27. Prof. Bagnai, la seguo sempre con interesse ed ammirazione pur avendo scoperto (mia negligenza), tardi il Blog. In questo caso è stata la sua presenza in politica a portarmi sul Blog e non viceversa, ho fatto il percorso inverso; sono un appassionato di economia e leggo davvero con interesse le sue analisi ed i suoi post, sempre ben argomentati e consistenti nella sostanza oltre che raffinati nella forma.
    Sulla tematica della "monetizzazione" (anche se non del tutto autentica) che sta operando la BCE con il PEPP rafforzato 1350 miliardi di euro, volevo riportare una mia curiosità / dubbio: la quota di interesse retro ceduta dalla BCE ai singoli stati in proporzione al Capital Key (dopo averne trattenuto/accantonato il 20% come riserva), viene conteggiata in finanza pubblica come un'entrata (al pari ad esempio dei dividendi di aziende partecipate) e dunque direttamente inclusa anche nell'avanzo primario di bilancio oppure abbatte la spesa per interessi annua ?
    La ringrazio per il suo prezioso lavoro di divulgazione; ho scoperto seguendola su twitter, sul blog e su telegram che gli interessi incassati dalla BCE vengono poi quasi totalmente restituiti ai singoli stati dell'Eurozona.
    Buon WE

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