lunedì 13 luglio 2026

Alieno, alloctono, esotico

(... abbreviamo un lungo viaggio per Milano. L'incontro annuale della CONSOB con il mercato è un evento interessante, parteciparvi è tanto un onore quanto un dovere, ma non lo definirei esattamente un divertimento. Per alleggerire la giornata, torniamo alle origini del nostro blog...)

Diciamocelo pure con franchezza: chi di noi non ha pensato che i francesi esagerassero coi loro logiciels (software) per i loro ordinateurs (computer)? Nessuno si sarebbe mai aspettato che che potessero definire escargot (chiocciola) il noto carattere @: sarebbe stata una duplice lesione (linguistica e gastronomica) della loro identità culturale, anche se la soluzione scelta (arobase) ha una storia interessante che non deriva da Clovis, ma da quelli che a Poitiers le avevano prese (الربع). Mi affretto ad aggiungere a uso degli imbecilli, cui questo post è affettuosamente dedicato (qualcuno dovrà pur pensare a loro!), che so bene (io) che Clovis era morto da 221 anni al tempo della battaglia di Poitiers. Ma insomma, se perfino il nemico giurato (all'epoca) degli Stati Uniti si era arreso a компьютер, la tigna di voler chiamare il calcolatore elettronico con un termine orgogliosamente autoctono, battezzato il 16 aprile del 1955, mi sembrava appunto una scelta da orgoglioni.

Fra l'altro, queste ubbie identitarie potevano facilmente indurre in errore. Non so se avete mai saputo che cosa fosse il Minitel: qualcuno lo ricorda? Per farla breve, era una specie di televideo i cui terminali si attaccavano alle prese telefoniche. Uno strumento utile, indubbiamente (la storia la trovate qui), tanto utile da indurre persone orgoglionamente francesi, come il mio carissimo amico Jean Charles, a ritenere che Internet non avrebbe avuto presa, perché non sarebbe sostanzialmente servito a nulla che già il Minitel non facesse.

Grave errore di valutazione!

E quindi, per vari motivi, questa difesa ultra vires dell'identità linguistica da parte dei miei adorati cousins (cousinage, dangereux voisinage...) mi sembrava, nel suo indubbio eroismo, un tantinello controproducente, e forse anche un pochino (si je l'ose dire) risibile.

Due giorni fa ho cambiato idea, e vorrei spiegarvi perché.

Premessa

Ho già chiarito a chi è dedicato questo post: agli imbecilli, cioè, etimologicamente, alle persone che senza il bacolo del principio di autorità non riescono ad addentrarsi in un ragionamento (sì, perché imbecille viene da "in" "baculum", dove "in" ha il significato privativo che gli proviene dal proto-indoeuropeo "ne", non quello inclusivo che gli deriverebbe dal proto-indoeuropeo "en", a testimonianza del fatto che in tutte le cose l'ordine è importante...). Dobbiamo avere pietà umana di questi nostri fratelli più deboli: la loro tutela rientra a tutti gli effetti in quegli inderogabili doveri di solidarietà sociale cui ci richiama l'art. 2 della Costituzione. Ne consegue che indurli in errore non è solo un gesto poco umano: è anche e soprattutto un gesto anticostituzionale! Resta il fatto che siccome sono imbecilli, la loro redenzione non è solo impossibile, ma anche inutile. Cimentarsi in un simile tentativo ha l'unico scopo di farci sentire in pace con la nostra coscienza: non è poca cosa, considerando che un sonno regolare, fra l'altro, pare regoli i livelli di cortisolo (il mio è comunque ampiamente nei limiti).

Procedo quindi con un primo, vano, tentativo di scrematura.

Capracotta, Marsia, Valle del Sole, Tavola Rotonda, Passo San Leonardo, Colle Rotondo di Scanno (e altri ne potrei aggiungere), che cosa hanno in comune?

Vi aiuto io (ho già provato a farlo in una delle tante fabbriche algoritmiche del disagio): sono sei dei 65 impianti sciistici dismessi censiti sull'Appennino, quelli nei cui paraggi passo più spesso. Come ho cercato (invano) di spiegare in varie fabbriche del disagio, se illo tempore tanti imprenditori hanno fatto investimenti per costruire impianti, strutture alberghiere, ristoranti, e via dicendo, è evidentemente perché si aspettavano di poter contare su un ritorno economico. Questo è tanto più vero in quanto l'epoca in cui la maggior parte di questi impianti venne concepita e realizzata non era ancora quella odierna, in cui ti muovi se intercetti un fondo "europeo", che generalmente ti viene erogato purché tu faccia cose che non servono a niente (come una pista ciclabile in mezzo a una carreggiata stradale, o una pista da sci a bassa quota!): allora gli imprenditori i soldi li mettevano di tasca loro, l'incentivo allo spreco, alla dissipazione e alla corruttela dato dall'Unione allora non era tanto forte quanto oggi!

Per darvi un'idea, proprio ieri parlavo con uno di questi imprenditori, che in uno degli impianti citati fatturava sei milioni al giorno con un chiosco di ristorazione. Tremila euri (con la "i" di imbecille), ma considerando il periodo in cui questo accadeva (un panino te lo portavi via con l'equivalente nominale di 50 centesimi) in effetti era molto di più. Ora, capite bene che se si è passati da un contesto economico di questo tipo al deserto totale evidentemente qualcosa è cambiato, e quel qualcosa non è che le città sono diventate isole di calore perché tutti hanno i condizionatori o che la statistiche sulla temperatura sono manipolate dal fatto che per vari motivi le centraline di rilevazione non sono a norma. Semplicemente, non nevica più a bassa quota, e non è mettendo a norma le centraline che si riporterebbe una neve sufficientemente stabile sulle pendici meridionali della Tavola Rotonda, o almeno non credo. D'altra parte, volendo aderire alla religio (nel senso di Lucrezio: tantum religio potuit suadere malorum) degli "imbaculi" (cui ci siamo proposti di andare incontro), non è nemmeno emettendo più anidride carbonica in Cina che si risolve il problema delle emissioni in Europa, e soprattutto non è facendo una comunicazione allarmistica (e basata su statistiche oggettivamente falsate) che si può convincere la popolazione a riflettere serenamente, anche perché questo meccanismo narrativo secondo cui quando una cosa è nociva (poniamo sia l'anidride carbonica) ce ne vuole di più (producendo più pannelli solari col carbone cinese) presso un certo pubblico è un po' usurato! Siamo pur sempre quelli che da tempo riflettono su quale fallacia logica sia argomentare che siccome l'Europa non funziona ce ne vuole di più, o siccome il reddito cala ce ne vuole di meno ("l'austerità espansiva")!

Però alla Tavola Rotonda oggettivamente non si scia: questo nessuno qui lo nega (e chi lo negasse potrebbe tranquillamente salire - a piedi, perché lo skilift è dismesso - e dimostrarci il contrario)!

Spero che agli imbaculi questo sia sufficiente per evitare di attaccare la solfa del "negazionismo"! Gli unici negazionisti sono loro: negano che il massiccio ricorso alla svalutazione interna sia stato dovuto all'inibizione della svalutazione esterna, nonostante che questa sia una verità scientifica attestata in articoli e manuali. Ma la dimensione dialettica dell'imbaculum è la proiezione: terrapiattisti che accusano gli altri di terrapiattismo, complottisti (i famosi "rubli russi") che accusano gli altri di complottismo, gente senza lettere, malamente scolarizzata al tempo del 3+2=0, che accusa di ignoranza chi ha letto libri senza figure, e via dicendo. Quindi questa premessa sarà inutile, come a suo tempo fu inutile un altro tentativo che facemmo per metterci la coscienza a posto.

L'alieno

Ricordo in modo molto vivido il mio primo incontro con un Callinectes sapidus.

Era il 23 agosto 2020. Il giorno prima una collega aveva postato sulla chat senatori una foto da cui avevo intuito che stesse passando di fronte ad Anzio, dove ero in vacanza (vi ricorderete di quando il folle aveva ventilato l'ipotesi di rinchiuderci nei confini delle regioni di residenza durante il periodo estivo, e quindi avevo diligentemente affittato casa in prossimità della colonna anziate, anziché all'Elba). Le mandai un messaggio e il giorno dopo (che era il giorno dopo del giorno prima, e quindi il 23 agosto) ce ne andammo insieme a fare il bagno a Punta Rossa. Chi sa di cosa parlo (quindi non gli imbaculi) ricorderà che l'approccio a Punta Rossa dal mare non è esattamente agevole. Chi voglia rispettare le norme, e quindi ormeggiare a cento metri dalla costa rocciosa, deve poi percorrere, appunto, cento metri a nuoto: un corridoio soggetto all'incursione di soggetti parte italiani che sfrecciano su motoscafoni non prestando sempre un'eccessiva attenzione all'ambiente circostante. La moglie di un mio caro amico era da poco stata piallata da un gommone, quindi nella traversata la mia attenzione era alla superficie, più che al fondale, tanto più che ero con SAS Uga. Sotto costa, altra distrazione: mi ritrovo faccia a faccia con una cassiopea (non la costellazione), di cui si dice che sia innocua, ma nel dubbio la segnalavo e me ne stavo alla larga. Mentre ero impegnato in queste faccende, con la coda dell'occhio vedo una specie di disco nuotare a mezz'acqua. Il tempo di porci attenzione, e questo, intuito di essere entrato nel mio campo visivo, si infila in una fessura fra due scogli a quattro metri circa di profondità. Scendo a vedere che cosa fosse, e con mia sorpresa vedo un crostaceo che si mette in difesa, sorridendomi col sorriso di Predator (dal latino praedator, praedatoris, terza declinazione maschile) e aprendo le sue chele di un inconfondibile colore blu!

"Ah, ecco cos'era!", mi traversò la mente. L'alieno si dice fosse qui da noi dal 1941 (Adriatico settentrionale), ma era assurto agli onori delle cronache dal 2020, e la colpa, ça va sans dire, sarebbe stata del global warming (che è una cosa un po' strana, considerando che a casa sua l'acqua non è esattamente caldissima, e che in Europa si era inizialmente diffuso dalla costa atlantica francese verso quella danese - in coerenza col fatto che evidentemente gli piace il fresco - ma insomma: come l'ho comprata ve la rivendo: non fate i negazionisti!).

Non c'è niente da fare: per gli autori di film di fantascienza gli artropodi sono una risorsa preziosa e inesauribile! E comunque, la mia prima riflessione, da ex pescatore, nell'incontrare l'alieno fu: "Chissà di che sa?" In effetti, pare che se lo chiamano sapidus un motivo ci sia. Tutto sta ad attrezzarsi...

Intermezzo lessicale

Sempre a beneficio degli imbaculi, ricordo a me stesso di aver fatto le scuole alte prima che fossero soggette alla doppia ondata dei docenti 3+2=0 e dei pedagogisti (che sono stati al nostro sistema dell'istruzione - non educazione! - quello che gli spezzoni incendiari sono stati a Dresda), motivo per cui so ancora declinare alius, alia, aliud (alius, alius, alius, ecc.), sono abbastanza perspicace da capire che "alieno" viene da alius, so distinguere il campo semantico dell'aggettivo alieno, di cui mi capita di servirmi (ad esempio qui):


da quello relativamente più ristretto del sostantivo alieno, che pure nella mia carriera di scrittore mi è accaduto di utilizzare:


Ora, come vedete, io gli imbaculi voglio aiutarli, voglio evitare che cadano nell'errore! Questo blog è stato aperto per difendere i più deboli, inclusi anche i deboli di intelletto, e mai contravverrei allo spirito che ha animato questo progetto, perché è lo spirito che anima questa comunità, la comunità di Goofynomics, la mia comunità...

Ma con quelli che "leghista brutto cacca pupù", come vedrete, c'è poco da fare...

In baculum

Un paio di giorni fa Claudio ironizzava nella cloaca sul titolo particolarmente allarmistico di un quotidiano cui qui siamo da tempo affezionati:


Come sempre (gli) accade la sua sottolineatura ironica ha scatenato un vespaio. Gli imenotteri de quo si dividevano sostanzialmente in due categorie: quelli (minoritari) che credevano che Claudio avesse inteso il termine "alieno" nel senso di "proveniente da altro pianeta", e i Lascienziati (maggioritari).

A uno di questi ho dovuto far notare un dettaglio:


e qui confesso a voi fratelli di aver peccato, perché per esigenze di sintesi ho indotto in errore tanti "imbaculi", ma anche per un altro motivo, che spuntiamo subito: in effetti, definire anglicismo un calco dall'inglese è un po' come dare del cornuto all'asino, perché anglicismo è esso stesso un calco dall'inglese. Il termine corretto sarebbe infatti "anglismo", come ci ricordava uno alle cui lezioni ho assistito, ma pace: nessuno dei moscerini illetterati che mi sono ritrovato spatasciato sul parabrezza ha avuto il buonsenso di fare l'unica osservazione corretta (quindi me la faccio da solo), e poi del resto la stessa Three dogs usa un anglismo per definire... l'anglismo:

Ma un "costrutto importato" è chiaramente un calco linguistico:


e quindi il calco di "alien species" era in effetti sussumibile nella categoria di anglicismo.

Gli "imbaculi" sono quindi stati indotti in errore da un loro equivoco: la locuzione "specie aliene" in questo contesto era evidentemente un anglicismo in quanto calco di "alien species": uno di quei tanti calchi su cui qui ci siamo più volte fatti una sana e sconsolata risata, come gli "investimenti domestici" (che sarebbero "investimenti interni", altrimenti il Pil si chiamerebbe Pdl: Prodotto domestico lordo, e non l'acquisto di un frigorifero per la propria abitazione...). Colpa mia: avrei dovuto dire, senza margini di ambiguità, che "specie aliene è un calco dall'inglese espressione di analfabetismo di ritorno", uno dei tanti, come "un caso di studio" (a case study) che in realtà è "lo studio di un caso". Non entro nell'affascinante dibattito se tecnicamente questa, che potremmo liquidare come traduzione maccheronica (ma non lo è), e che effettivamente è un prestito, rientri fra i forestierismi, i calchi, o altre interferenze (questo è un contributo interessante). Fatto sta che se una volta si usava una diversa locuzione, e l'espressione "specie aliene" è invalsa a partire da una certa data, come ho lungamente argomentato a beneficio dei privi di baculum:

in conseguenza dell'influenza di testi scritti in lingua inglese, per definizione (by definition) quell'espressione è un anglicismo.

Punto.

Chiusa la questione di fatto, rampollano plurime domande.

La prima potrebbe essere: come facevo io, che non sono un biologo, a sapere che l'espressione prevalente nel linguaggio scientifico italiano fino all'inizio degli anni '90 per indicare una specie proveniente da altro ecosistema fosse un'altra (esotica o alloctona, non "aliena")?

Facevo così.

Perché l'italiano mi riguarda, in quanto fiorentino scolarizzato nel XX secolo, e non è certo materia di qualche pieiccdì insubre o orobico con la ricottina del rigurgito sulla barbetta incolta. In effetti, è bastato affidarsi all'amico intelligente per avere la prova di un fatto che balzava all'occhio (o all'orecchio) di chiunque avesse una minima sensibilità linguistica, affinata in una scuola italiana leggendo testi italiani senza figure.

La seconda domanda potrebbe essere: ma la lingua italiana è viva, si nutre di prestiti, non possiamo ostinarci a difenderla in una sua ipotetica purezza, tanto più che alla fine quale dovrebbe essere il suggello di questa purezza da preservare? Quello di essere un latino mal parlato?

E questa obiezione, naturalmente, ha un senso, per carità. Sono il primo io a coniare neologismi a raffica e a prendere parole in prestito dalle lingue che conosco quando coprono un campo semantico che in italiano richiederebbe il ricorso a perifrasi o in generale quando sussistano motivate esigenze di brevità, o ancora per altre esigenze espressive. Non vorrei quindi indulgere nella caratteristica fallacia piddina di considerare una cosa giusta se e in quanto la faccio io, e sbagliata se e in quanto la faccia un altro. 

Tuttavia, come sensatamente ci avvertono i Three dogs, ogni calco rimodella la semantica della lingua mutuante, quindi andrebbe effettuato con consapevolezza, inclusa la consapevolezza delle ambiguità che esso può generare ("domestico" al posto di "interno", ad esempio, secondo me ambiguità ne crea: se legge "domanda domestica" su un sito che si occupa di immobili il laico che cosa deve intendere? Che si sta parlando della domanda di case?). Ma quello che mi dà fastidio è quando si prende in prestito un termine laddove ne esiste uno assolutamente funzionale e attestato. Perché "specie aliene" invece di "specie esotiche" (che pure ancora oggi si usa in contesti scientifici)? Solo perché l'articolo 8 lettera h della CBD parla di "alien species"? Eppure né in francese, né in spagnolo, ad alcuno è venuto in mente di deflettere da espèces exotiques o da especies exóticas, pur in presenza di alternative assonanti con l'inglese (come ajeno).

E qui si apre la strada a due ipotesi, una benevola (ma irrealistica), l'altra realistica (ma malevola).

Quella benevola è che la maggiore permeabilità dei gliScienziati del nostro Paese a questi anglicismi "di ritorno" (alieno, domestico, confidente, decade...) sia favorita dalla nostra maggiore vicinanza alla lingua da cui questi termini derivano, il latino, il che ce li fa considerare ipso iure nostri, dimenticando spesso che dopo essersi fatti un giro all'estero il loro significato non è più quello, come dire... domestico!

Un abbaglio verso cui non si potrebbe che essere indulgenti.

Credo però che la verità sia un'altra, e che dietro la negligenza con cui si depreca l'uso dell'espressione autoctona a vantaggio di quella aliena (nel senso di importata) ci sia un 30% di ignoranza della propria lingua, e un 70% di subalternità, perché insomma è inutile nasconderselo: il cretino, che oggi è specializzato, ha bisogno di sentirsi 'ndernescional ammiccando alla lingua del padrone.

Ma allora, per chiuderla qui, a questa subalternità dei privi di baculum, degli imbecilli, che preferiscono non usare una parola che esiste per dimostrare a se stessi di appartenere a una cultura superiore, preferisco la morgue dei francesi, che preferiscono inventare una parola che non esiste per dimostrare al mondo di essere una cultura superiore.

E del resto il bello della politica è proprio questo: che il suo esercizio ti insegna a cambiare visione... cioè idea!

(...le visioni sono un'altra cosa, ma ve ne parlerò nella prossima decade...)

42 commenti:

  1. Un giorno qualcuno dovrebbe seriamente studiare la correlazione strettissima (R^2 prossimo a 1) tra utilizzatori terminologia aliena (con baio in inglisc), abbonamento a Internazionale e IlPost, tessera del PUDE e profilo Linkedin..

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  2. Frederick Douglass: “Knowledge Unfits a Man to be a Slave”
    "...if you give a nigger an inch he will take an ell [an obsolete unit of measurement amounting to about 45 inches-ed.]. Learning will spoil the best nigger in the world. If he learns to read the Bible it will forever unfit him to be a slave.’ Apparently unaware of the rather extraordinary admission he had just made, Auld continued, ‘He should know nothing but the will of his master, and learn to obey it. As to himself, learning will do him no good, but a great deal of harm, making him disconsolate and unhappy. If you teach him how to read, he’ll want to know how to write, and this accomplished, he’ll be running away with himself.’ ”

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    1. I piddini smentiscono questa “narrativa”, come direbbero loro. Sanno leggere e scrivere ma sono perfettamente fit to be slaves!

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    2. Carino. C’è anche chi (Graeber, ma giuro che ho letto anche altri libri) dice che il primo passo per rendere un uomo uno schiavo è toglierlo dalla sua comunità… tanto per restare su temi cari al PD(dino).

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    3. Mia madre lesse accuratamente Il Tramonto dell'Euro e L'Italia può farcela, ma è rimasta una fervente piddina per cui l'euro è il minore dei mali se l'alternativa è il ritorno dei fassistih... è un culto, una fede che attiene di più allo spirito che alla ragione.

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    4. Sapesse con quante persone cosi mi devo confrontare.
      Cerco di spiegare, con tutta la difficoltà del caso dovuta alla mia ignoranza, come ci stanno fregando tra neuro, EU e BCE ma alla fine, proprio quando comincio ad illudermi di aver aperto un piccolo spiraglio di luce nel soggetto...ecco che si ritorna lì, col discorso che tutto è meglio se l'alternativa è il ritorno dei fascisti.

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  3. Oh, sono un alieno! Sono un alieno legale! Sono un Inglesuomo a Nuova Eboracum.

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  4. "Perché l'italiano mi riguarda, in quanto fiorentino scolarizzato nel XX secolo, e non è certo materia di qualche pieiccdì insubre o orobico con la ricottina del rigurgito sulla barbetta incolta."

    Ma questo è un dissing!! Ho la barba (biondo celtico) incolta in questo momento, ma niente rigurgitino, giuro!
    Per solidarietà mi iscriverò alla prestigiosa Università dell'Insubria. Non so cosa trattino, che percorsi hanno e non li frequenterò mai, ma fa nulla!!

    Scherzi a parte, come ho commentato sulla cloaca bianco-nera, nel prestigioso (?) Istituto tecnico agrario di Limbiate, tra corsi di indirizzo ministeriale e percorsi territorialisti brianzoli extracurricolari (es. preservazione da estinzione pollo brianzolo e allevamento bachi da seta della cui produzione, la Brianza, era celebre a livello mondiale: a scuola avevamo entrambi oltre al resto e spesso erano i professori a cacciare i soldi che mancavano per tenere in piedi molti progetti extracurricolari che solo oggi apprezzo davvero) nessun insegnante parlava di "specie aliene", e ho pure spulciato i prontuari di fitopatologia, botanica e i manuali di tecniche di produzione vegetale, ecologia e territorio e non ho trovato negli indici analiti questo termine. Non credo sia un caso.
    Non so da cosa derivi, non ho basi umanistiche nel mio mediocre background culturale, ma salvo la fantascienza, per me "alieno" richiama alla mente un particolare stato psico-fisico derivante da eccessivi e prolungati turni in catena di montaggio.

    Vorrei provare ad arricchire il post, dicendo che importare termini anglofoni dovrebbe essere limitato alla necessità. Vorrei citare il caso del termine "lore" che in inglese identifica una particolarissima tecnica narrativa in ambito videoludico che richiederebbe una terribile parafrasi per esplicarla. Inventata in Giappone da Hidetaka Miyazaki per il suo filone del genere "souls" (da Demon's souls, il primo titolo del filone), essendo nata nella prima metà degli anni 2000 è chiaro che non possa esistere un corrispettivo italiano o addirittura latino e quindi è chiaramente obbligatorio usare il termine inglese che costituisce chiaramente un arricchimento linguistico. Non credo sia il caso di "alieno".

    Ricordavo con nostalgia nei vari commenti il "mandato vaccinale".

    Grazie prof!

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    1. Oltre a essere insubre sei anche una bimba di Borghi! Nun te fai mancà ggnente! 😜

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    2. Devi ammettere che solitamente "lore" viene inteso semplicisticamente come "storia", anche se ha un significato molto più ampio di "trama" e allude molto a "filone storico", "universo" e "ambientazione". In questo senso "storia" è già un'ottima traduzione.

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    3. Pare che il termine abbia etimologia anglosassone:

      "The word folklore, a compound of folk and lore, was coined in 1846 by the Englishman William Thoms, who devised the term as a replacement for the contemporary terminology of "popular antiquities" or "popular literature". The second half of the word, lore, comes from Old English lār 'instruction'. It is the knowledge and traditions of a particular group frequently passed along by word of mouth."

      Ma effettivamente il senso con cui è stato introdotto in ambito videoludico è molto specifico e non traducibile in italiano.

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  5. La trappola in cui caddero molti imprenditori, quella di pensare che avrebbe continuato a nevicare a quote relativamente basse, potrebbe essere spiegata da un effettivo raffreddamento del clima nelle decadi (ops! mi è uscito un calco, intendo decenni ovviamente) che vanno dal dopoguerra agli anni '70. Ovviamente la questione è controversa.

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  6. Ho chiesto a chatgpt la traduzione in italiano dall' inglese di alloctone, ma non e' caduto nel tranello. Speravo vivamente mi rispondesse: tuttoctone :-)))

    E comunque, vuole mettere jeu dėcisif in luogo di tie break?

    I francesi saranno quel che sono, ma un po' di classe agli inglesi la possono insegnare.


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    1. Tutto sommato i francesi hanno ragione di incavolarsi visto che "l'uovo" è stato trasformato in "amore" e quando finisce a zero parlano di "giochi d'amore"! 🤣

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  7. più che i piddini vedo gli ortotteri tesi verso un lessico tale da farli apparire 'nderescional...a mio parere fa parte del loro BAGGET culturale.

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  8. Mia nonna mi avrebbe redarguito: “parla come mangi!” Persona che non aveva frequentato oltre la seconda elementare dopo la guerra 15-18, ma che conosceva termini francesi con raffinata precisione. Uno per tutti: quando si alzava dalla sedia mi diceva: “passami la giannetta” – indicando il bastone a cui si sorreggeva per camminare. In francese “jeannette” significa anche, nel linguaggio orafo, “croce”. Più fine di così…. Anche lei aveva studiato su un solo libro: senza figure.

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  9. *** preferisco la morgue dei francesi, che preferiscono inventare una parola che non esiste per dimostrare al mondo di essere una cultura superiore.***

    Anche "la morgue" però è una battaglia persa perché il problema è "l'ignoranza" che non a caso , negli slogan di "1984" è citata come " forza" ( del padrone).

    Ma "l'ignoranza" è una lama a due taglienti. C'è quello appunto de "l' imbecille" involontario , quello "classico" di cui sono ormai piene le nostre "squole" e quello "volontario" , quel "Piddino" che spesso sa anche "leggere", che si tiene la sua dichiarata "ignoranza" perché funzionale al proprio tornanconto . ( o supposto tale)
    E anche di questa specie sono appunto piene le cattedre delle nostre "squole"

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  10. Errata corrige
    il massiccio ricorso alla svalutazione interna sia stato dovuto all'inibizione della svalutazione interna

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  11. " a testimonianza del fatto che in tutte le cose l'ordine è importante" https://youtu.be/IlVFc3Kq6cI?si=aoOnTQ1Co77GYzcM

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  12. Aggiungerei che questa deriva in larga parte deriva dalla sempre maggiore omogeneizzazione dei contenuti giornalistici (o forse ancora meglio "omogeneizzatizzazione", direi), cui corrisponde una pigra traduzione da parte dei mai sufficientemente esecrati operatori informativi

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  13. Purtroppo la sciatteria (e la supponenza) agiscono anche nel senso opposto: https://www.facebook.com/sehmagazine/posts/la-madonna-assunta-ma-al-lavoro-il-refuso-al-museo-di-pitigliano-diventa-un-caso/1702488454158746/
    Da notare che:
    - il sindaco dichiara nel suo CV: "Certificato di conoscenza della lingua inglese, comprensione scritta e orale, livello B2, rilasciato dal Centro linguistico di ateneo dell'Università degli studi di Firenze";
    - il vicesindaco: "Certificato di conoscenza della lingua inglese P.E.T. rilasciato nel 2003 da “University of Cambridge” e da “Università degli Studi di Siena”
    - l'assessore alla cultura: "Università degli studi della Tuscia (Vt) Laurea in Lingue e Letterature Straniere
    Esami pluriennali di lingua e letteratura francese e inglese
    Laurea in Lingue e Letterature Straniere – indirizzo professioni europee
    Laurea specialistica vecchio ordinamento".

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  14. La ragnetta della foto è sicuramente una Thomisus Onustus, l'opisthosoma è angolare, mentre quello della Misumena Vatia è più tondeggiante. Forse aveva appena traslocato sul nuovo fiore e non si era ancora adattata, possono volerci un paio di giorni per cambiare colore.
    Sono bestiole graziosissime soprattutto quando sono rosa, ma sono anche decisamente spietate... Hanno una preferenza per le api da miele, e cacciano senza problemi prede molto più grandi di loro. Generalmente in questo periodo le uova si schiudono e le femmine sono moribonde, questa forse non ce l'ha ancora, una nidiata.
    A proposito di francesi, questa è la descrizione di Fabre (tutti si innamorerebbero degli insetti se lo leggessero):
    https://www.e-fabre.com/e-texts/souvenirs_entomologiques/araignee_crabe.htm
    (Lui utilizzava ancora il termine abdomen, invece che prosoma e opisthosoma).

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    1. Considera che eravamo abbastanza in quota, dove è ancora primavera.

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    2. Microclima un pochino diverso da quello dove Fabre li studiava:
      Une friche savante en Comtat, l’harmas de Jean Henri Fabre - Jardins de France https://share.google/lX6Z1IBlkGzGF7UHv
      (Mutano colore con più difficoltà ed in modo meno preciso dove fa più fresco)

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  15. e...a proposito di proprietà di linguaggio ITALIANO scritto: https://www.youtube.com/watch?v=ha_bCjIGC0c

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  16. Quella generazione di imprenditori erano nati dalle ceneri di un paese distrutto e amavano creare la vita: erano convinti di farcela,

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  17. noto due tipi di imbaculi in questo thread: gli esotici, ma non gli alieni, sprovvisti di baculum o bacillum tipico dei mammiferi carnivori; gli interni, ma non i domestici, che confutano il riscaldamento degli oceani e le sue conseguenze: innalzamento dei mari e anossia delle acque (causa della migrazione dei granchi alloctoni)

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    1. Ma guarda che qui nessuno nega che faccia caldo. Eventualmente farei notare che quello che sappiamo del granchio blu è che non è venuto a nuoto per scappare dalle calde coste del Maine, e che se una volta avvistato in Francia se n’è andato verso la Danimarca non era per cercare il caldo (il che peraltro è compatibile col tuo ragionamento: si spiega meno la sua diffusione in zone storicamente caratterizzate da eutrofizzazione, ma ovviamente sono fenomeni molto complessi e io non ne sono esperto).

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    2. il fenomeno della deossigenazione dei mari e della biosfera è talmente complesso che anche l'Imbecillenza Artificiale si trincera dietro la tiritera delle attività antropiche e del riscaldamento globale; in realtà dove vada a finire questa enorme quantità di ossigeno oceanico nessuno lo sa

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    3. Qualche anno fa ero al mare qui su una spiaggia del Delta del Po e trovo un tipo che conosco che mi dice e' venuto a pescare il granchio blu, boh mai sentito...nel giro di pochi anni ha distrutto le coltivazioni di vongole e mandato in rovina migliaia di famiglie. .

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  18. In considerazione del fatto che l'ambito linguistico, nel contesto politico, rappresenta l'anima di ciò che viene considerato importante nello scibile umano, questo post ha un perché importante.
    Una teoria molto affascinante presuppone che, uno dei motivi per i quali siamo bipedi, risieda nel fatto che l'area interessata al linguaggio, sia la medesima che interessa il movimento delle mani (e qui non serve spiegare lo stretto legame tra linguaggio parlato e linguaggio mimato -- essenzialmente manuale).
    Potrebbe essere anche una risultanza non voluta di altre esigenze (tipo non esporre troppa superficie corporea al'irradiazione solare; oh guarda, ho queste mani libere, cosa ne faccio? Gli Italiani come al solito ne approfittano 😅).
    Ne risulta un importante tassello al proposito delle dinamiche sociali --- chiaramente indirizzate ad un reale progresso sociale.

    Secondo voi; cosa può essere considerato un reale progresso sociale?

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  19. Non so. Ho una doppia razione di mixed feelings (appunto) riguardo alla questione della purezza della lingua. Avendo vissuto per due anni in Québec ho visto a qual punto si può spingere la lotta per conservare la propria indipendenza culturale in un ambiente linguistico ostile. Da un lato rispettavo, da immigrato, questa loro battaglia (ho dato persino un seminario in francese), dall’altro mi chiedevo se non si rischiasse di cadere nel ridicolo. Ovviamente l’italiano non è affatto minacciato in Italia quanto il francese in Canada, per cui mele e arance. Spiace come al solito la polemica contro i PhD e gli scienziati, ma immagino sia inevitabile post covid; da scienziato rivendico a mia volta, proprio perché la lingua mi è strumento, di usarla come mi pare, specie se scrivo per chi, parlando come me, mi capirà. Il titolo in causa l’ha invece scritto un giornalista…

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    1. Scusa, ma tu da quanto sei qui? Perché che gliScienziati™️ umanamente fossero laMmerda™️ qui lo sostenevamo (argomentandolo) da ben prima del COVID, che per noi è stato molto più una conferma che una sorpresa! Sul resto, non so che dirti. È anche una questione estetica. Per me, in presenza di un’alternativa, si dovrebbe applicare il rasoio di Occam.

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    2. Dal 2013, dalla polemica con i Wu Ming per fissare un riferimento non solo temporale. All'epoca ero a Seoul, dove facevo il postdoc. Ho letto molto e scritto poco. So che per chi ha ben compreso le lezioni metodologiche del blog il 2020 è stato al più un QED e non lo spartiacque che è stato per altri. Sarebbe futile usare simboli diversi per indicarle se la scienza e lascienza fossero la stessa cose: resta che non metterei nell'uso distratto del linguaggio la linea di demarcazione tra le due, la metterei nell'epistemologia, che per loscienziato appare semplice e incontroversa, perché in ultima analisi, come per l'IA, questi è un venditore di prodotti altrui.

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  20. Grazie, non sapevo di questa cosa.

    Faccio notare come in biologia ed ecologia le specie esotiche siano considerate fenomeni negativi. In primis perché correlati alle azioni umane, negative per definizione, ma anche perché tali specie normalmente competono con quelle autoctone provocandone l'estinzione. Numerosi sono i casi e i programmi di tutela che prevedono la rimozione coatta di queste specie introdotte nel passato o per errore.

    Sembra però che la cosa non possa essere applicata all'uomo. Non voglio dire che etnie esotiche vadano rimosse con la forza, tuttavia esattamente come si ritiene corretto tutelare un ecosistema dalla presenza di specie esotiche, si dovrebbe ritenere legittimo tutelare una cultura dalla presenza di culture esotiche.

    Considerando anche che gli stessi che professano l'inclusione senza se e senza ma (perché altrimenti sarebbero fascisti) sono anche quelli che condannano l'uomo (o i sapiens coma piace dire a qualcuno, con la lettera minuscola perché epiteto di specie) per aver introdotto specie esotiche in contesti non corretti.

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