Diciamo che dopo l'esperienza di un paio di anni fa ho deciso di non farlo più, ritenendo che se ne aveste avvertito l'esigenza ci sareste venuti, e se non ci eravate venuti era perché non ne avevate avvertito l'esigenza, che quindi potevamo archiviare.
D'altra parte, se #aaaaabolidiga non viene al #goofy (perché non ce la invitiamo più e perché onestamente non le si può chiedere un simile sacrificio), resta comunque utile che il #goofy vada alla politica, e così abbiamo messo su all'aula dei gruppi e col "cappello" del Dipartimento Economia Lega qualcosa di simile il più possibile ai nostri incontri, con tre relatori di a/simmetrie e altri relatori che potrebbero (e forse dovrebbero) interessarvi. L'evento è concepito a beneficio (potenziale) di chi una certa visione del mondo non l'ha mai incontrata, ma certamente se vi trovate a passare faranno entrare anche voi, purché vi registriate come specificato nella locandina avvertendo la mia segreteria (perché la sala è piccola: normalmente non ne servono di più grandi...):
So che molti lo hanno già fatto sulla fiducia dopo avermi sentito annunciare questo convegno in diretta Facebook. A loro, e a chi non ne sapeva niente, fornisco la locandina qui, dove tutto è nato...
(...obbligo di giacca per i signori...)
Mi spiace ma stavolta non riesco
RispondiEliminaMa mica è obbligatorio!
EliminaSuggerisco agli avventori di questo blog di cimentarsi nel seguente esercizio intellettuale: tra i soggetti che interverranno in questo convegno quanti sono quelli che - per citare il titolo di un post precedente - alla domanda "quando si esce?" risponderebbero "il prima possibile". O se volete, quanti sono quelli che alla domanda "ci conviene stare nell'UE?" risponderebbero "no!"? O in alternativa, quanti sono quelli che su questi temi sarebbero pronti a dare battaglia scontrandosi con il sistema?
RispondiEliminaLa risposta - a tutte e tre le domande - è che sono tre: Bagnai, Borghi e Giraldo.
A tutti gli altri (Salvini compreso) il vincolo esterno sta più che bene.
Lascio a chi legge le considerazioni politiche del caso.
AK
E con questo hai messo in chiaro il senso della tua presenza qui. Certo che sei proprio mediocre! Vai a dare battaglia, amico caro…
EliminaConstato con piacere che non contesta nel merito la risposta alla domande. Detto questo torniamo sempre allo stesso tema: per dare battaglia...serve prima fare l'esercito! E l'esercito devono metterlo su gli ufficiali! Saluti!
EliminaMa quale merito? Il tuo blabbering non ha alcun merito. Tu sei qui solo per dimostrarci che la Lega non è il "partito sovranista quello vero", e vuoi dimostrarlo nel blog di economia di uno che detesta il termine sovranismo e non aveva nei suoi obiettivi quello di fare il parlamentare leghista (anche se cerca di farlo con onore). Il tuo esercizio intellettuale è totalmente privo di significato innanzitutto dal punto di vista metodologico (se hai scoperto un metodo per leggere nel pensiero ti prego di condividerlo con noi o almeno di invitarci a cena, perché applicandolo sarai sicuramente diventato ricchissimo!), poi dal punto di vista politico (continuate a basarvi sul "chicchirichì" del galletto in cima al letamaio: chi fa la dichiarazione più squillante conquista il vostro corazon, ma di ragionare sul fatto che in politica le parole hanno un valore performativo e che siamo in condizioni di inferiorità tattica non se ne parla, non ci arrivate proprio). C'è una infinita e infima presunzione nel tuo credere di sapere che cosa gli altri abbiano capito del sistema in cui siamo, e mentre chi è qui in buona fede e con intelligenza intuisce il merito di questo assiduo e costante lavoro di coinvolgimento, non sono sorpreso dal fatto che un mediocre che usurpa deturpandolo il nome di un grande non ci arrivi. Quanto al delirio su esercito e ufficiali te lo puoi risparmiare: di te una cosa la sappiamo, sei inabile alla leva.
Elimina[quote]che siamo in condizioni di inferiorità tattica[/quote]
RispondiEliminaRiflettevo sul fatto che quando quelli della vostra generazione saranno andati in pensione, saremo anche in inferiorità strategica.
Perchè di ciò per cui lottiamo si sarà persa memoria.E quindi anche il motivo per cui lottare.
Questo stato di lento e costante declino sarà percepito come naturale e scontato, come se fosse sempre stato così. I pochi che eventualmente decideranno di martirizzarsi potranno oppugnare le serie storiche del PIL. Ma i numeri non scaldano gli animi come i ricordi, e non trascinano le genti.
Affronto questo tema perchè riflettevo sulla sua frase: "Non esistono vittorie definitive come non esistono sconfitte definitive"
E pensavo: chi viveva nel 476d.c. credendo nei valori di Roma ha subito una sconfitta definitiva.
I samurai giapponesi hanno subito una sconfitta definitiva.
I monarchici francesi hanno subito una sconfitta definitiva.
(Mi domando se i martiri cristiani abbiano subito una sconfitta definitiva oppure no, su questo non sono ancora giunto ad una conclusione.)
Chi oggi crede nell'identità e nell'orgoglio nazionale subirà una sconfitta definitiva?
No.
EliminaMi piace l'epifora.
RispondiEliminaMi piacerebbe aggiungerne una: Spesa corrente e crescita.