domenica 5 luglio 2020

Iniziativa parlamentare

Sempre per farvi capire come funziona, nello spirito dei vari post "sull'ordine dei lavori", condivido con voi la risposta che sto per dare a questa email:

Gent.Le Sen. Bagnai,
 
mi rivolgo a Lei in qualita' di Presidente della 6 Commissione preposta all'esame della richiesta di modifica di cui all'oggetto come da iniziativa parlamentare della sen. Laura Garavina. A tal riguardo,  gradirei conoscere, anche a nome di tanti altri miei connazionali residenti all'estero, lo stato attuale della procedura di esame di tale richiesta  e le previsioni di definizione di essa.
 
Ringrazio anticipatamente per un Suo cortese riscontro e Le porgo i migliori saluti.

A parte che la collega è Garavini (non ho mai avuto modo di chiederle se è parente), e che io Presidente lo sarò ancora per poco, vedo che, come è anche naturale che sia, sfugge qualcosa su come funzioni in pratica il "fare leggi".

Ho fatto il possibile per farvi capire che l'iniziativa ormai è totalmente in mano al Governo, e che se si prosegue col bombardamento dei decreti ai parlamentari non resta oggettivamente tempo per altro (le ore sono 24 anche per noi).

Questo basterebbe a chiudere il discorso. Con un decreto di oltre 250 articoli alla Camera, non dovete pensare che al Senato non ci fosse da fare. Dato che la lettura è, per forza di cose, unica, quando un decreto arriva in un ramo del Parlamento, lo si "lavora" (se pure a distanza, con un controllo minore, e con una minore capacità di definire le priorità politiche) anche nell'altro ramo. Insomma: fra gli emendamenti che il duo Garavaglia-Comaroli ha valorosamente difeso in Commissione Bilancio Camera ce ne erano anche di provenienti dal Senato, e quindi anche noi, al Senato, se pure non in Commissione, ma nelle varie riunione tecniche e politiche siamo stati impegnati dal Rilancio. Questo per dire che se si procede per decreti monstre si paralizza l'intero Parlamento (non solo il ramo cui formalmente incombe, pro tempore, il ruolo di analizzare il provvedimento).

Voglio però farvi presente un altro banale aspetto procedurale, che può forse permettervi di distinguere il politico dal politicante.

Presentare un disegno di legge è certamente un gesto importante: ogni parlamentare può farlo, auspicabilmente in accordo con la linea politica del proprio gruppo (altrimenti può accomodarsi al misto). Si deposita, si fa un primo lancio di agenzia, poi il disegno viene assegnato a una Commissione, e allora si fa l'intervista al giornale locale, ecc. Un modo come un altro per certificare al proprio collegio la propria esistenza in vita!

Ma affinché il disegno di legga venga effettivamente discusso, occorre un altro passaggio: occorre che in Ufficio di Presidenza il capogruppo di Commissione del partito proponente alzi la manina e dica: "Vorremmo mettere all'ordine del giorno il disegno di legge tale!" A quel punto si apre una discussione e si decide cosa fare. Ovviamente, se la maggioranza è d'accordo con se stessa, e propone qualcosa, il Presidente non ha modo di opporsi. Laddove le decisioni non fossero unanimi, si potrebbe al più andare a votare in Commissione, e la maggioranza, coi suoi numeri, avrebbe in Commissione come in aula il potere di imporre il proprio ordine del giorno e il proprio calendario dei lavori.

Se non lo fa, è semplicemente perché, per un motivo o per un altro, ha altre priorità. Sta al proponente combattere dentro al suo partito una battaglia perché la sua proposta vada avanti, o accontentarsi dell'intervista al quotidiano locale. Va detto, per totale onestà, che le condizioni oggettive sono tali da precludere, come già vi ho raccontato, anche a una Commissione che lavora molto come la mia, di evadere tutta la quantità di disegni di legge depositati. Anche quelli, per capirci, che non sono dei meri certificati di esistenza in vita, depositati con funzione esclusivamente segnaletica.

Ma chiedere a un Presidente (per poco) di opposizione di preoccuparsi dell'iter di un disegno di legge di maggioranza è, se pure lecito, un tantino ingenuo, e questo non perché io voglia ostacolare la maggioranza (non ce n'è bisogno: fa tutto da sola, e a differenza di altri io non mi voglio prendere meriti che non ho), quanto perché non si può stare in Paradiso a dispetto dei santi: se i beati della maggioranza non hanno intenzione di parlare di "equiparazione dell'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia dai cittadini italiani residenti all'estero alle abitazioni principali, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso", tema che a livello individuale mi rendo conto possa assumere grande rilevanza, purtroppo chi sono io per poterli convincere?

Ecco, le cose funzionano così, cioè esattamente come i cialtroni de #aaaaapolitica non vorrebbero che sapeste che funzionano (perché così potrebbero continuare a raccontarvele in un modo funzionale al loro progetto fascista di abolizione della democrazia rappresentativa).

E per oggi è tutto: devo occuparmi di cose che non racconterò ai giornali...

9 commenti:

  1. Non sarebbe il caso, Professor Bagnai, di battersi per una diversa comunicazione politica, quando si è invitati nei talkpsedopolitici show?
    Dire papalepapale quello che NON funziona nelle commissioni, in aula: tecnicalità, logistica, competenze, di qualunque agente e nell'area legislativa.
    A costo di essere alfiere indiretto della aaapoliticah, come lei dice, penso che sia indispensabile Educare alla democrazia, elemento basale, per il vivere civile.
    Diceva Pannella, conoscere per deliberare.
    E ci sono state stagioni nelle quali la popolazione ha saputo scegliere consapevolmente, anche su temi difficili.

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    1. Spiace che il blog diventi mezzo per ridicolizzare piccole e modeste proposte per incrementare e diffondere al massimo la democrazia, quella vera e non quella parolaia ed interessata al mantenimento dello status.
      In merito a Pannella, le auguro un millesimo della sua intelligenza politica, democratica e sofferta.

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  2. OT - Un senso di inquietudine mi assale quando metto per prova "gammat"=-12% nella formula 7 di
    https://goofynomics.blogspot.com/2018/09/ancora-sulla-dinamica-del-debito.html?m=1
    Ma me la faccio passare subito.
    Meglio 'dormire da piedi'...

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  3. Vedendo cosa sta succedendo pensa ancora che ritirarsi dal governo lasciando campo libero al PD sia stata una buona idea?

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  4. Mi permetto di integrare la sua frase dicendo che se l'iniziativa legislativa viene portata avanti a forza di decreti legge convertiti a colpi di fiducia tra un po' non servirà manco più il Parlamento.

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  5. @Manuel.
    Per me e' stata una ottima idea accompagnata anche da una botta di "fortuna" . Visti i tempi tecnici di una qualsiasi riforma della P.A. e poi (adeguati gli strumenti) di intervento per una politica economica congruente con gli interessi degli Italiani, il virus avrebbe logorato qualsiasi maggioranza anche uscente da elezioni.

    Viceversa tale scelta unita a quella del P.d.R. nel non indire elezioni e al virus ha reso evidente che esiste una classe sociale (in termini marxiani) che si sovrappone ampiamente con la P.A. e che pone se' stessa come la locale struttura di un esecutivo che risiede a Bruxelles inteso come unico in grado di garantire stipendi e carriere .



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  6. se stessa, non sé...mancano diverse virgole, a definire i cosiddetti "incisi", nella stesura della frase (o meglio del periodo).

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