giovedì 8 settembre 2022

Il governo Draghi for dummies

daniele ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La maggioranza silenziosa":

mi scusi ma questa che siamo entrati nel governo perchè così poi siamo riusciti a farlo implodere la racconti a qualcun altro. Suvvia un po' di decenza.

Pubblicato da daniele su Goofynomics il giorno 23 ago 2022, 17:03


Che tenerezza, che nostalgia!

Sul blog sono tornati i fuuuuurbi, quelli che "a loro non la si fa", quelli che sanno meglio di te, avendo meno informazioni di te (anche perché non leggono o non capiscono quelle che gli dai), che cosa è veramente successo, quelli che ti spiegano come va "er monno" (sò Diego, ti scpieco..."), con quel tono fra il saccente e il risentito che aggiunge una piacevole nota agrodolce al loro lucido delirio...

Io voglio bene ai fuuuuurbi! Sono sempre stati fonte di grande divertimento (essendo primatisti di umorismo involontario), ma anche stimolo per approfondimenti che poi, a conti fatti, sono risultati utili anche per i meno fuuuuurbi. Un esempio? Fra le prime categorie di fuuuuurbi che abbiamo incontrato, ricordo quelli che all'epoca Claudio aveva definito i "materieprimisti": mi stimolarono a scrivervi questa spiegazione delle condizioni di Marshall-Lerner che forse dovreste rileggere (o addirittura leggere, se siete così niubbi). Oggi quel tipo di fuuuuurbi lì, quelli che volevano insegnarmi l'economia, si è andato a schiantare, sotterrato dalle macerie della propria colossale scemenza. Visto come ci protegge l'euro dal costo delle materie prime? Così bene che si svaluta quando questi costi crescono (e un motivo c'è). Visto che problemi crea il deficit? Così tanti, che il debito è sceso quando ne abbiamo fatto di più (e un motivo c'è). E così via...

Si riaffaccia allora un'altra categoria di fuuuuurbi: quelli che vogliono insegnarmi la politica. Ne sono passati tanti da qui! Il nostro orto è rigoglioso perché concimato dalle loro ossa: il ciclo del carbonio, insomma. Salutiamo quindi il nostro nuovo amico daniele, cui mantengo la minuscola perché di tutte le sue discutibili scelte stilistiche è quella che lo caratterizza meglio, e accogliamo intanto il suo invito alla decenza, che ci impone di riscrivere in italiano quello che lui ci ha scritto in danielese:

Mi scusi, ma questa che siamo entrati nel governo perché così poi siamo riusciti a farlo implodere la racconti a qualcun altro. Suvvia, un po' di decenza!

(se non vedete la differenza, questo blog non è per voi).

Risolti i principali problemi che questa affermazione poneva, cioè quelli ortografici, resta un problema minore, cioè il fatto che io non ho minimamente detto quello che il nostro amico daniele, che evidentemente legge come scrive, mi attribuisce. Quello che ho detto (rectius, scritto) è facilmente reperibile nel relativo post e ve lo riporto qui:


In tutta evidenza, non ho detto che siamo entrati nel Governo "per farlo cadere".

Quello che dico è che se fossimo rimasti all'opposizione il Governo sarebbe ancora lì, sorretto dalla sua maggioranza Ursula (creando peraltro un discreto imbarazzo al suo premier, che non saprebbe come tirarsene fuori, ma questo è un altro discorso!), perché le maggioranze parlamentari non si contano sui dati dei sondaggi, o sulla vostra riverita opinione di che cosa sarebbe giusto che fosse ("avessi e fossi è 'l patrimonio dei coglioni", diceva la mia bisnonna...), ma sui seggi effettivamente assegnati alle ultime elezioni. Proprio così: se fossimo restati fuori dal recinto ad abbaiare, adesso non staremmo andando al voto, per un banale dato numerico. Il blocco composto da FI, IV, M5S (più esattamente: i suoi due monconi), PD e autonomie (che sono governative per ovvia vocazione), cioè la maggioranza Ursula, oggi fa 181 membri (senza contare le componenti del Misto governative, come gli ex amici di Speranza, cioè quelli riconducibili a una delle tante sfumature della sinistra ipocondriaca).

Siccome 320/2 = 160 (salvo prova contraria), la maggioranza Ursula, se si fosse costituita, sarebbe ancora ben salda. Per questo il PD voleva che noi non entrassimo, e mandava in giro i suoi scout per capire che intenzioni avevamo: perché in questo modo si sarebbe blindato. Ci voleva tanto a capire che se il nemico ti consiglia una cosa, forse è meglio non farla?

Dopo di che, se siamo entrati in maggioranza non è ovviamente per far cadere il Governo (il che non significa che io questo Governo lo desiderassi: ho già detto che ero contrario), ma perché qualcuno (non io) voleva sostenerlo, non rendendosi conto del fatto che questo Governo era o sarebbe comunque diventato un governo sostanzialmente a trazione PD (come dimostrano la gran parte delle scelte di sottogoverno fatte, a partire da quella del capo di gabinetto - che è una persona amabilissima, con un unico significativo difetto: è del PD! - e come confermano le scelte fatte in materia di nomine pressoché ovunque, ma soprattutto alla Rai). In quanto governo a trazione PD, il governo dimissionario non avrebbe fatto molto per venirci incontro, e in particolare avrebbe ostacolato tutte le misure che ci avrebbero potuto consentire di consolidare il nostro consenso presso il nostro elettorato. Quindi chi sosteneva l'entrata al Governo perché spinto dalle vostre richieste di "fare qualcosa" (perché erano le vostre richieste), o perché "celo chiedono i nostri imprenditori", avrebbe vista frustrata la propria lecita ambizione di poter contribuire ad alleviare le vostre sofferenze, non solo economiche.

Così è stato.

Quello che ad alcuni era chiaro ex ante, ad altri è diventato chiaro ex post, quando il risultato delle amministrative di giugno ha fotografato la situazione, e naturalmente questa consapevolezza era andata crescendo prima in chi era nella trincea parlamentare e dopo in chi era impegnato altrove in altri incarichi.

Ognuno ha i suoi tempi, per motivi oggettivi o soggettivi.

Fatto sta che la scelta di Matteo, la cui consapevolezza dei fatti posso presumere non fosse inferiore alla mia, era quella giusta. Se ora abbiamo un'opportunità concreta di vincere le elezioni è perché entrando in maggioranza abbiamo concorso a creare naturaliter quella particolare entità denominata "centrodestra di Governo", che ora, saldatosi con il "centrodestra di opposizione", è confluito nel centrodestra tout court, mettendo quest'ultimo in condizioni, grazie alle particolare dinamiche della legge elettorale, di contendere il potere al PD. E se parlo di contendere il potere non mi riferisco tanto alla maggioranza parlamentare, che, come credo abbiate capito, conta il giusto (altrimenti il PD non riuscirebbe a governare senza vincere le elezioni), ma il potere, cioè la possibilità di incidere su quegli apparati che rispondono al PD non perché questo consista di komunisti kattivi, come qualche buontempone racconta, ma perché è il naturale erede della DC, un partito che in Italia è stato al governo per 40+30 anni (ovvero 40 sotto forma di DC e 30 sotto forme mutevoli), durante i quali ha avuto ampio modo di garantirsi la lealtà della macchina.

Restando compatti abbiamo lasciato che gli altri si sgretolassero, e ora in tutti i collegi uninominali (che sono un terzo) il candidato della coalizione di centrodestra (a Chieti, io) si scontra contro candidati di singoli partiti, che non sono riusciti a mettersi insieme. Un vantaggio tattico che in effetti compensa la perdita di consenso determinata da una scelta che gli elettori non hanno capito (e io non l'avevo capita con loro, ma sono stato zitto). Proprio così: quello che mi dà il vantaggio che ho sui miei avversari è una scelta di Matteo che personalmente non avevo capito e avevo avversato. Ma aveva ragione lui.

Capisco l'ovvia obiezione: "Ma a noi che ce ne frega se tu verrai eletto? Noi abbiamo soffertooooh!"

Me ne rendo conto. Con la maggioranza Ursula (da FI a LEU) non avreste sofferto di meno e non potreste ora rivalervi su chi ha leso i vostri diritti.

Segue l'altrettanto ovvia obiezione: "Ma anche voi avete votato millemila fiducie quindi siete compliciiiih e io non vi voto piuuuuh!"

E certo! Se non lo avete capito fin qui perché le fiducie sono state votate, temo di non riuscire a farvelo capire ora. Se l'idea era di evitare che FI cedesse all'attrazione fatale del PD, votare contro il Governo e quindi schierarsi con FdI non credo fosse proprio il modo migliore. Avremmo dato al fronte "Ursula" un'ottima occasione per cacciarci fuori e compattarsi. Sarebbe stato intelligente? No. Infatti alcuni di noi (anch'io) spesso lo abbiamo chiesto, ma altri di noi (più saggi) ci hanno fatto capire che non se ne parlava.

Io dico: qui per anni e anni me le avete gonfiate con la vostra retorica bellicista: "Siamo in guerra! Il nemico! Combattiamo!", ma della guerra, e prima ancora della vita militare, mi pare che sappiate molto poco. In guerra capita che ci siano delle vittime. Pensate che non lo sappia? Sono anni e anni che qui accolgo le vostre storie di disperazione, quelle che i punturini hanno deliberatamente scelto di non raccogliere e di non ascoltare. Sono anni e anni che sudo sangue ascoltandovi, e così è stato anche negli ultimi due anni e mezzo. Ma avreste preferito la soddisfazione effimera di sentire Bagnai "che gliele canta", o la soddisfazione più concreta di poter restituire a un PD spappolato quello che vi ha fatto in questi ultimi anni?

Tanto vi dovevo.

Se non lo capite così, proveremo in un altro modo.

Oggi ho avuto tempo di spiegarvelo perché ero in missione a Milano, a spiegare più o meno le stesse cose a dei fondi, ma da domani sarò di nuovo in campagna e di tempo ne avrò molto meno. Non vi dico nemmeno l'ovvio: se vi astenete o disperdete il voto presso gli scappati di casa perché quello ha detto o quell'altro ha fatto vi danneggerete da soli e avrete anche l'opportunità di capirlo. Le "forze antisistema", la meravigliosa galassia del CLN de sta ceppa, non riuscirà ad arrivare in Parlamento e se ci riuscirà non avrà accesso a nulla che non siano l'aula, la mensa e la toilette. Non potranno fare nulla, tranne ragliare, mangiare e un'altra cosa: tutto quello che darete a loro lo toglierete a noi, cioè lo darete al PD.

Ma sapete che c'è?

Chi se ne frega!

Vinceremo lo stesso, perché le preoccupazioni ora sono altre: dopo la punturina è arrivato il punturone, l'ultima bolletta, quella che ha fatto capire a tutti (ma questa volta veramente a tutti) di che cosa stava parlando Salvini da novembre scorso. Quindi il vostro gesto "de testimonianza", la vostra ripicchetta di bambini che pigliano a calci le gambe perché hanno battuto la testa sullo spigolo del tavolo, non servirà a darvi alcuna soddisfazione, e non ci toglierà un gran che. Vi rimarrà l'amarezza di aver votato per i vostri aguzzini, credendo a quattro caratteristi arruffapopoli che millantavano di poter salvare "er monno", e a noi rimarrà, come al solito, l'onere di salvarvi da voi stessi malgrado voi stessi. So che suona paternalistico, e infatti io a salvare chi va dietro ar Cotenna rinuncerei volentieri, se non fosse che non posso lasciar andare a picco la barca che porta anche me...

daniele non l'avrà capito perché non vuole capirlo, chi lo aveva già capito ora ha qualche parola in più per spiegarlo agli altri: per oggi è tutto, domani siamo in Frentania...

mercoledì 7 settembre 2022

Il candidato in 13 minuti

 (…a grande richiesta…)




Stop alle telefonate!

Carissimi,

ringrazio tutti collettivamente, e lo farò poi singolarmente, per la generosità e la rapidità con cui avete aderito al mio appello.

Aggiungo un dettaglio: un candidato non può spendere per la propria campagna elettorale più di 52.000 euro più un centesimo per ogni abitante della sua provincia (quindi, nel mio caso, qualcosa intorno ad altri 3.800 euro). Non è previsto che si maneggino ulteriori quantità di sterco del demonio. Non avendo contro, come l’altra volta, una banca visibilmente intenzionata a sabotarmi (ma io non sono rancoroso…), ci siamo già avvicinati a questa somma, e quindi vi chiedo, se non avete già contribuito, di non contribuire ulteriormente al mio conto elettorale.

Se però volete proprio sostenere la mia battaglia politica sul territorio, potete farlo contribuendo alla Lega Abruzzo.

Le regole sono leggermente diverse: i contributi ai partiti, con causale “erogazione liberale” (quindi non con altre causali tipo: “Bagnai al MEF” o “Fate schifo ma vi sostengo perché c’è Bagnai!”…) sono detraibili, ma oltre i 500 euro sono soggetti a pubblicazione nella sezione “trasparenza” del nostro sito. Se questa opzione vi interessa, l’IBAN della Lega Salvini Premier Abruzzo è:

IT 48J02 00845131000105609636

In ogni caso, ancora grazie! E ora, ricomincia la Commissione sul decreto aiuti bis…


P.s.: se con i bonifici in arrivo finissimo sopra soglia, decideremo insieme a quale opera di bene destinare l’esubero.

martedì 6 settembre 2022

Il collegio

 (…scusate, sono crepato di stanchezza, vorrei condividere di più con voi ma se non guido sto parlando con qualcuno. Voglio solo farvi vedere che esiste un’Italia bellissima che nessuno conosce. Metto qui qualche esempio: se vi incuriosisce, chiedete informazioni nei commenti…)












domenica 4 settembre 2022

Scaldare la poltrona: teoria e pratica.

La legislatura volge al termine. Approfitto del breve intervallo fra l'intervento su Sky e l'investitura del Mastrogiurato di Lanciano per tirare le somme di quattro anni di lavoro, proseguendo sul solco dei tanti post scritti qui per darvi qualche indicazione su come valutare i vostri rappresentanti (ad esempio qui, qui e qui). Un lavoro di trasparenza che nessun altro parlamentare ha fatto, perché è una perdita di tempo rispetto agli obiettivi del parlamentare standard (fare carriera), così come, del resto, nessun collega economista si era mai impegnato in Italia in un'attività di divulgazione di ampiezza pari a quella sviluppata qui, per il semplice motivo che una simile opera è una perdita di tempo rispetto agli obiettivi del docente standard (fare carriera).

Ma io ho stretto un patto con voi quando ho aperto questo blog, e a quel patto mi attengo: un patto di aiuto reciproco nella crescita della nostra consapevolezza. Spiace per chi non vuole farsene una ragione, ma passiamo oltre.

Il Parlamento è in teoria fra le istituzioni più trasparenti: tutto è pubblico e pubblicato (o quasi, come vedremo). Basta sapere dove andare a cercare. Ogni senatore, ad esempio, ha la sua scheda, raggiungibile dall'elenco dei senatori. La mia è qui:


e ci trovate quello che c'è scritto: i dati anagrafici, le iniziative legislative (i disegni di legge presentati come firmatario o cofirmatario), l'attività svolta come relatore di DDL, gli interventi svolti sui DDL (con i video di quelli svolti in assemblea), la presentazione di documenti (mozioni, interpellanze, interrogazioni), gli interventi su attività non legislative (ad esempio, sui voti di fiducia), e la documentazione patrimoniale.

Sembrano elementi sufficienti per valutare l'attività del vostro parlamentare di riferimento, o di quelli altrui, ma purtroppo non è esattamente così. Anche al netto del fatto che l'attività di un parlamentare non è solo attività legislativa, ma attività politica in senso più ampio, e quindi, ad esempio, prevede l'intervento ai vari tavoli informali (di maggioranza, di coalizione, ecc.) per definire la linea politica su provvedimenti sui quali magari il tuo nome mancherà perché vengono chiusi nell'altro ramo del Parlamento, le riunioni riservate per decidere su quali nomi fare affidamento nelle varie tornate di elezioni o nomine, le riunioni fra le aziende del territorio e gli esperti dei vari ministeri, ecc., restando nel perimetro dell'attività legislativa il sito del Senato non fornisce alcune informazioni essenziali, ed è su questa lacuna che furbastri e voltagabbana speculano per farsi una pubblicità ingannevole. Mi affretto a dire che questa non è una lacuna del sito in sé: fornire tutte le informazioni equivarrebbe a non fornirne nessuna, probabilmente, quindi va bene così: ma siamo qui per approfondire e chiarire.

Il punto da cui partire è quello di cui più volte ci siamo lamentati: come vi ho spiegato molte volte, è ormai invalsa l'abitudine di legiferare solo per decreto. Ne consegue che le iniziative legislative ordinarie, in questa legislatura più che nelle altre, lasciano abbastanza il tempo che trovano. Non escludo che ci sia qualche Rodomonte paesano che si aggira per le lande del suo territorio a vantare i meriti del suo disegno di legge sull'argomento tale, quello firmato da esso lui in persona, disegno che magari non è mai stato nemmeno incardinato (cioè non gli è stato assegnato un relatore e non se ne è iniziata la discussione in Commissione), e che quindi è rimasto carta straccia, buona per abbindolare le persone più distratte.

La verità, per voi facilmente comprensibile, è che in un mondo in cui si legifera per decreto legge, l'attività del parlamentare, più che sui disegni di legge presentati, va valutata sugli emendamenti approvati ai vari decreti andati in conversione o alle leggi di bilancio.

Quindi, a mero titolo di esempio, per quel che riguarda me il resoconto dell'attività fatto dal sito del Senato è lievemente carente (ripeto: non è una critica, è un fatto) perché mancano (dalla mia scheda, non dal sito del Senato) alcuni emendamenti approvati:

  • l'emendamento 20.0.5 testo 2 Bagnai al decreto fiscale 2018 (AS 886) con cui sono stati introdotti nel Testo Unico Bancario (TUB) i Sistemi di tutela istituzionale (limitati purtroppo alle sole banche delle province autonome), cioè uno strumento di aggregazione fra banche del territorio ampiamente adottato in Germania, che la riforma Renzi aveva escluso, imponendo lo strumento del Gruppo bancario cooperativo di cui oggi tutti si lamentano perché a tempo debito non ci avevano ascoltato.
  • l'emendamento 1.055 Bagnai alla legge di bilancio 2019 (AS 981) con cui è stata introdotta la flat tax per pensionati esteri (di cui vi dirò più in dettaglio in un post successivo, anche perché gli interventi legislativi "fantasma" sono stati più di uno: c'è stato anche un emendamento al Decreto crescita, concordato con l'Agenzia delle Entrate, quindi ci sono stati tavoli tecnici con l'Agenzia delle Entrate, ecc., e perché questo regime fiscale ha grosse potenzialità per il collegio in cui sono stato candidato);
  • l'emendamento 17.0.2 testo 2 Bagnai, Pillon al decreto legge "reclutamento PNRR" (AS 2272), con cui si prorogava fino alla fine del 2024 l'applicazione delle modifiche inerenti alle circoscrizioni giudiziarie di Chieti e L'Aquila (un tema che andrà inquadrato e riconsiderato nell'ambito di una valutazione  complessiva dell'annoso tema della revisione della geografia giudiziaria);
  • l'emendamento 149.125 Bagnai e altri alla legge di bilancio 2022 (AS 2448) con cui si riportava da 7 a 10 milioni il contributo straordinario per la città dell'Aquila.

e così via (non vi annoio, ma se l'argomento vi interessa, ce n'è per tutti i gusti: dal regime fiscale dei lavoratori impatriati alle quote di partecipazione nel capitale della Banca d'Italia).

Siamo d'accordo che se non si è del settore, trovare questa roba, che in alcuni casi può sembrare bagatellare o localistica (ma un parlamentare rappresenta pur sempre gli interessi di un territorio!), e in altri ha comportato significative modifiche dell'ordinamento fiscale o bancario, sarebbe come andare in cerca del proverbiale ago nel pagliaio, giusto?

Su ognuno di questi emendamenti, e in particolare sul primo, ci sarebbe un romanzo da scrivere, ma ora non c'è tempo per farlo. Fra un po' mi devo muovere. Vi lascio al vostro pomeriggio, e vado a terminare il mio in una città fondata nel 1179 a.C. (due anni dopo Chieti).

(...ah, naturalmente oggi abbiamo parlato di quello che sulla mia scheda non c'è, ma quando volete parliamo anche di quello che c'è...)

sabato 3 settembre 2022

Il mastrogiurato

 


(…un buon esempio di persistenza delle istituzioni. Scusate se vi sto trascurando, ma l’agenda è piuttosto ricca di incontri. Si affaccia anche qualcuno di voi. Grazie!…)



Meno venti

 (...inteso nel senso di giorni al silenzio elettorale: altrimenti, meno ventidue...)


(...ci vediamo in giro, se ci siete...)

giovedì 1 settembre 2022

Lo sterco del demonio

Un rapido post, dopo alcuni giorni in cui vi ho trascurato, per mettervi al corrente di un paio di cose, accomunate da un esecrabile stigma: quello di trattare l'abominevole sterco del demonio. Non sono sicuro però che vi dispiaceranno, o almeno non a tutti.

Il limite all'uso del contante

Partiamo dall'annosa questione del limite al denaro contante, quel limite che certamente condiziona la nostra libertà di movimento (per il semplice motivo che i mezzi di pagamento elettronico possono essere disattivati, per motivi giustificati o ingiustificati, senza che tu possa farci molto), un tema sul quale il collega Siri si è esercitato, purtroppo finora senza successo (i verbali della Commissione attestano di quante volte ho perorato la sua causa), e probabilmente limita l'evasione, anzi, secondo Padoan forse no!


Il nesso pare che non ci sia, ma che fa? Il limite lo abbiamo imposto lo stesso, perché ce lo chiede l'Europa, anzi no, ancora una volta: perché è proprio la Bce a confermare nel suo parere del 16 dicembre 2019 le importanti funzioni che il contante svolge come infrastruttura di pagamento priva di costi e essenziale per l'inclusione finanziaria di fasce deboli della popolazione, specificando che eventuali limiti all'uso del contante devono essere proporzionati agli obiettivi che si vogliono raggiungere, e che nel caso della Spagna la limitazione a 1000 euro è stata ritenuta sproporzionata:

e ricordando infine che:


la quarta direttiva antiriciclaggio impone obblighi di verifica della clientela solo per pagamenti superiori al 10.000 (diecimila) euro. Per questo motivo nel nostro programma suggeriamo che, siccome ce lo chiede l'Europa, il limite all'uso del contante sia alzato a 10.000 euro, per coerenza sistematica coi limiti proposti dalla direttiva antiriciclaggio.

Intanto, nell'ultimo milleproroghe, con relatrice Bordonali (Lega), siamo riusciti a far passare l'emendamento 3.269 Bitonci (Lega):


per rinviare a fine 2022 l'abbassamento del limite da 2000 agli assurdi e deprecati dalla Bce 1000 euro. Così, in scioltezza, fra un tradimento e l'altro!

In campagna elettorale di questo tema sentirete parlare, e sentirete dire delle scemenze colossali, come nel caso della "tachipirina e vigile attesa", per il semplice motivo che la gente le carte non se le legge. Ma del resto nemmeno io, se non fossi stato presidente di Commissione, sarei mai riuscito a venire a conoscenza del parere della Bce sui limiti al contante... Se però le cose andranno come devono andare, potremo girare pagina, e passare a occuparci di cose più importanti. Sta a voi...

Il finanziamento dei candidati

Proseguo con un'altrettanta annosa questione, quella del finanziamento de #aaaaabolidiga.

La politica costa: costa produrre materiali di propaganda, fra cui gli indispensabili facsimili (visto che nessuno ha capito come si vota), costa distribuirli, costano le persone che ti aiutano, costa la macchina che ti porta in giro, costano i palchi e gli impianti audio, e così via. Costa la democrazia, insomma: ma vi assicuro che gli estimatori delle dittature non ne fanno una questione di economia! Lo dimostra quanto sono disposti a spendere perché il loro regime preferito si affermi.

In generale, la qualità costa. Per legittimare l'attacco frontale alla democrazia rappresentativa si è quindi deciso, tra l'altro, di sottrarre fondi ai suoi principali interpreti, i partiti, in modo da poter applicare il notissimo aforisma di Chomsky:


dove a "private capital" potremmo sostituire "governi tecnici", e il discorso filerebbe. Poi, sì, lo so, è peggio di così: c'erano degli abusi ecc. Ma del resto, sono d'accordo con voi: buttare via il bambino con l'acqua sporca è doveroso, giusto? Perché se il bambino è entrato nella tinozza è perché anche lui era sporco, quindi...

Comunque, la legge 18 novembre 1981, n. 659, rubricata “Modifiche ed integrazioni alla legge 2 maggio 1974, n. 195, sul contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici”, all’art. 4 estende:

ai  membri  del  Parlamento nazionale, ai membri italiani del Parlamento europeo, ai  consiglieri regionali,  provinciali  e  comunali,  ai  candidati  alle   predette cariche, ai raggruppamenti interni dei  partiti  politici  nonché  a coloro che rivestono  cariche  di  presidenza,  di  segreteria  e  di direzione politica e amministrativa a livello  nazionale,  regionale, provinciale e comunale nei partiti politici

i divieti posti dall’art. 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195: sostanzialmente, il divieto di ricevere finanziamenti da organi della pubblica amministrazione, enti pubblici, società partecipate ecc.. Questo divieto prima (cioè dal 1974) riguardava solo i partiti politici: dal 1981 venne esteso ai parlamentari in carica, ai candidati, ecc. Tutti questi soggetti, però, possono lecitamente ricevere contributi dai soggetti IRPEF e dai soggetti IRES di natura privatistica.

Sempre nello stesso articolo si afferma che in caso di contributi ai candidati da parte di questi ultimi soggetti (persone fisiche e società private):

per  un  importo  che  nell'anno superi euro tremila, sotto qualsiasi forma, compresa la  messa  a disposizione di servizi, il soggetto che li eroga ed il soggetto  che li riceve sono tenuti a farne dichiarazione congiunta, sottoscrivendo un unico documento, depositato presso la Presidenza della Camera  dei deputati ovvero a questa indirizzato con raccomandata con  avviso  di ricevimento. Detti finanziamenti o contributi o servizi,  per  quanto riguarda la campagna elettorale, possono anche  essere  dichiarati  a mezzo di autocertificazione dei candidati.

Al disotto di questa soglia (e quindi fino a euro 2999,99) non è previsto l’obbligo di dichiarazione congiunta.

La cosa strana è che mentre le erogazioni liberali ai partiti danno luogo a una detrazione del 26% degli importi compresi tra 30 e 30.000 euro annui (per cui la detrazione può andare da 7,8 a 7.800 euro annui, ma non si applica agli importi delle erogazioni liberali eccedenti 30.000 euro), i contributi a favore dei candidati non sono defiscalizzabili (quindi né detraibili né deducibili). Insomma: chi dà a un candidato non ha modo di recuperare.

Valgono poi le stesse storie con cui ci intrattenemmo quattro anni fa: i contributi devono essere tracciati (e ci mancherebbe), quindi vanno fatto su un conto particolare che le banche generalmente si rifiutano di aprirti (la democrazia a loro non serve), il candidato non può né deve lordarsi le mani con lo sterco del demonio, ma a ciò deve essere preposta persona di sua fiducia, il mandatario elettorale, ecc. (non vi annoio con gli infiniti dettagli bizantini che il delirio giustizialista e la furia savonaroliana degli onestih ci impone).

E la sintesi di questo discorso è: la mia campagna elettorale è partita.

Sarà una campagna fulminea e relativamente dispendiosa. Se ritenete giusto sostenermi con un contributo, potete scrivere a info@albertobagnai.it per avere istruzioni sul da farsi.

Altrimenti, amici come prima: ma visto che avete spesso chiesto di poter fare qualcosa, mi sembrava scorretto nei vostri riguardi non dirvi che cosa potete fare, ora che una cosa da fare c'è...

sabato 27 agosto 2022

Tachipirina e vigile attesa

La campagna elettorale si presenta come il luogo d'elezione dei colpi bassi e delle mistificazioni. Ognuno si regola secondo la propria eleganza e secondo l'intelligenza del proprio elettorato. Se tutti gli elettori sapessero leggere fra le righe, i dibattiti sarebbero molto più composti. A differenza di molti musicisti, però, quasi tutti gli elettori leggono meglio sopra le righe (nel regno dei tagli in collo e in testa, dove molti amici musicisti si perdono...). Ne consegue naturaliter uno scadimento della qualità del dibattito che può essere arginato in un unico modo: coi dati, e da un solo tipo di interlocutori: quelli che, essendo in buona fede, non hanno paura dei dati, come chi vi scrive (da dodici anni a questa parte).

I simpatici siparietti in cui si sono prodotti ieri alcuni utenti diversamente onesti intellettualmente del social azzurro cesso ci offrono il destro per esemplificare questo punto di metodo e per chiarire un punto di merito: che cosa abbiamo fatto per portare in Parlamento una parola di buon senso sul trattamento domiciliare del COVID, quella cosa che secondo i virologi a gettone di presenza non si poteva fare, e che invece alcune nostre amministrazioni avevano sperimentato con successo fin dall'inizio della pandemia, in parallelo a, e attingendo a, esperienze che non sarebbero dovute passare inosservate a Roma.

Il fattore scatenante dei summenzionati siparietti è stata la scoperta, non dell'acqua calda, ma quasi: dei FANS. Ieri il Corriere della Sera ci informava che (udite, udite!):


Una cosa che tutti noi sapevamo, inclusi i medici di famiglia meno incompetenti toccati in sorte ad alcuni di noi, e che lo stesso gruppo di lavoro guidato da Remuzzi (vi indico i nomi di questi pericolosi no vax: Fredy Suter, Elena Consolaro, Stefania Pedroni, Chiara Moroni, Elena Pastò, Maria Vittoria Paganini, Grazia Pravettoni, Umberto Cantarelli, Nadia Rubis, Norberto Perico, Annalisa Perna, Tobia Peracchi, Piero Ruggenenti e Giuseppe Remuzzi) aveva già pubblicato in uno studio iniziato a marzo 2021 e pubblicato a giugno 2021:

Lo studio uscito il 25 agosto scorso, due giorni fa, è invece questo:


e il messaggio principale è il solito: i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei, in inglese NSAID, non-steroidal anti-inflammatory drugs, e quindi ibuprofene, indometacina, nimesulide, ecc.: non dico i nomi commerciali perché non sono uno scienziato a gettone di presenza...) se assunti tempestivamente abbattono in modo drastico il rischio di ospedalizzazioni. Una semplice verità che la stampa quella seria ha cercato in tutti i modi di nascondere e demonizzare, rendendosi oggettivamente corresponsabile di una lunga serie di eventi incresciosi, ma senza riuscire a sorprenderci più di tanto, essendo noi da lungo tempo abituati alle sue balle.

Questa cosa quindi si sapeva (c'erano evidenze antecedenti allo studio di Remuzzi, ma non entro in questo), tant'è che qui suppongo molti la sapessero e se ne siano giovati (come me), il che apre ovviamente la strada a una vasta serie di considerazioni, riconducibili a una, la principale: perché non se ne è voluto tenere conto a livello nazionale (visto che a livello locale c'erano best practice significative e citate perfino dalla stampa internazionale)?

Sappiamo anche la risposta, ma per il momento la teniamo per noi. Prima bisogna risolvere un problema di rapporti di forza, senza risolvere il quale la veritah rischia di avere lo stesso ruolo e di fare la stessa fine dell'onestah. Sta a voi farvi furbi, e dotarvi di una maggioranza competente e informata in Commissione d'inchiesta COVID.

Ma intanto: è vero che i FANS, la cui efficacia era riconosciuta da diversi studi e dalla pratica clinica di non pochi medici onesti e coraggiosi (oltre che incoraggiata da alcune amministrazioni di centrodestra come quella del Piemonte), non erano consigliati dai protocolli di terapia domiciliare del ministero? E in caso affermativo, come si è riusciti, prima della pubblicazione di quest'ultimo studio, a farceli rientrare?

Ieri, sui social, sentendo la malaparata (cioè l'avvicinarsi di quella che ho chiamato scherzosamente Vaccinopoli), una quantità di sozzi troll piddini negava che il protocollo per le terapie domiciliari proposto dal ministero fosse la famigerata coppia "tachipirina e vigile attesa". I FANS sarebbero stati consigliati fin da novembre 2020, si dice, e quindi da prima del primo studio di Remuzzi, e di altri passaggi su cui vi riferirò. Vediamo allora se è così. Carta canta, villan dorme, e troll crepa.

Intanto, qui trovate la circolare ministeriale 0024970 del 30 novembre 2020, quella della "tachipirina e vigile attesa", che in realtà è: "vigile attesa e paracetamolo":

 


Ho evidenziato i tre punti salienti, a pagina 10 della circolare, per mettere in evidenza che quando si parla del famigerato protocollo (che ha causato numerosi lutti, come ormai temo sia difficile nascondere, ma apprezzo lo sforzo di chi ci sta provando) ci si riferisce specificamente al trattamento domiciliare dei pazienti asintomatici o paucisintomatici. A questi pazienti i FANS non venivano consigliati. Questo è fattuale. Il fatto che a pagina 12 della stessa circolare ci sia scritto questo:


non rileva, perché la menzione dei FANS è isolata dal contesto del trattamento domiciliare. Certo, se uno ha male alle articolazioni l'ibuprofene tendenzialmente se lo prende e l'AIFA non lo sconsigliava, che è altro da dire che l'ibuprofene venisse consigliato per il trattamento domiciliare precoce del COVID. A novembre 2020 sia il ministero che i suoi esperti a gettone di presenza non consigliavano i FANS per il trattamento domiciliare precoce di pazienti paucisintomatici (di cui alcuni, se non trattati, rischiavano di diventare sintomatici, e di questi alcuni, se la vigile attesa si fosse prolungata troppo, rischiavano di lasciarci le penne).

Giusto per chiarirci le idee: volete vedere come è fatta, invece, una circolare ministeriale che suggerisce l'uso di FANS in queste circostanze (e che quindi recepisci quello che a molti di noi era chiaro e che lo studio di Remuzzi ci ricorda)? Semplice: è fatta come la circolare 017498 del 26 aprile 2021:


(...scusate, devo dire una cosa a un amico, il troll che ieri diceva che i FANS erano consigliati per il trattamento domiciliare fin da novembre 2020: la vedi la differenza, gigantesco pezzo di me…ntitore?...)

E adesso, premesso che grazie alla simpatica campagna giornalistica che vi ho documentato sopra, e grazie agli sforzi profusi dai virologi a gettone di presenza, una percentuale se non maggioritaria molto significativa di MMG questa cosa ancora non la sa, ci sarebbe da ragionare su che cosa fosse successo fra il 30 novembre 2020 e il 26 aprile 2021 per convincere il generale Speranza ad arrendersi all'evidenza.

Due cose:

1) la presentazione di questo documento in questa conferenza stampa (video qui);

2) l'approvazione di questo ordine del giorno.

Inutile chi vi dica chi ci ha lavorato, a queste cose (che sono solo una parte di quanto è stato fatto).

Sicceravate voi, ci avreste sicuramente lavorato voi (e vi sareste fatti impallinare del primo amico dell'uomo che si vuole informare che fosse passato là davanti: peraltro, anch'io la mia parte di merda me la sono presa, ma stranamente la palma del martirio la reca chi non ha fatto un beneamato cazzo perché non era in condizione di farlo...). Siccerano loro, i veritierih (degni eredi degli onestih), avrebbero sicuramente fatto meglio, come le vicende delle loro aggregazioni politiche dimostrano.

Ma c'ero io.

E così ora sapete anche un'altra cosa: io il fascicolo per la Commissione d'inchiesta COVID ce l'ho già pronto. Eccolo qui:


tutto in ordine, fatto da me, perché naturalmente nel mondo del "fate qualcosaaaaaaah!", ma anche nel mondo del "quanto sei bravo quanto sei bello quanto ti amiamoooooh!", morire se qualcuno disloca una falange del suo mignolo quando ti capita di chiedergli una mano, non fosse che a mettere in fila le sentenze che hanno smantellato l'approccio del Governo, o i paper che progressivamente hanno consolidato le ragioni di chi fin dall'inizio aveva ragione. Quindi Bagnai è il segretario di se stesso, ed è per questo, del resto, che è molto soddisfatto del suo segretario (quello personale, cioè se stesso, ma ovviamente anche quello federale, cioè Matteo, e quello regionale, cioè Luigi). Ma, anche se voi non ve ne rendete conto da fuori, Bagnai è soprattutto un uomo fortunato perché è capitato in un vero partito, con un ufficio legislativo, con referenti in tutti i ministeri. Considerate l'alternativa (che non c'è): voi ce li vedete i tre senatori eletti da un partituncolo antitutto, che confluiranno nel gruppo misto egemonizzato dagli amici di Speranza, andare all'ufficio legislativo del loro gruppo e chiedere le carte (come quelle che vi ho fatto vedere e che il legislativo del gruppo sarà istruito a non dargli)? Ovviamente non gliele darebbero nemmeno se sapessero come trovarle (io le trovo nel mio hard disk perché mi sono portato avanti col lavoro). Voi vi immaginate che cosa potranno fare persone condannate non dalla politica, ma da Natura matrigna, che li ha dotati di un carattere irascibile, a stare all'opposizione, e quindi tenute rigorosamente fuori dai ministeri e dai cassetti delle loro scrivanie? Potranno fare la radice quadrata di zero, perché non avranno materialmente gli strumenti per fare qualcosa, e questo indipendentemente dalle considerazioni soggettive che vi ho esposto e di cui chi non è convinto si convincerà a suo danno, dopo aver ripercorso quel sentiero che qui da dieci anni vi esorto a non percorrere: quello dell'antipolitica.

Tanto vi dovevo. E ora, se volete continuare a ragliare cazzate in utroque, sentitevi liberi di farlo: s'ode a destra un "hai tradotoooh", a sinistra risponde un "Speranza ha sempre consigliato i FANS"...

Divertitevi così, se vi diverte. Io ho da lavorare: vado a Tortoreto alla presentazione della candidatura di un amico e di una brava persona, come sono tutti i miei colleghi: Antonio Zennaro.

Se siete nei paraggi, ci vediamo fra un'ora alla Capannina...

venerdì 26 agosto 2022

Show must go on (parte seconda)

 (...la parte prima è qui...)

(...non è perché qui ora grufolano dei porci che intendo smettere di fare quello che ho sempre fatto: condividere con voi...)

Ar cavajere nero

Et il revit soudain sa mère, autrefois, dans son enfance à lui, courbée à genoux devant leur porte, là-bas, en Picardie, et lavant au mince cours d’eau qui traversait le jardin le linge en tas à côté d’elle. Il entendait son battoir dans le silence tranquille de la campagne, sa voix qui criait : « Alfred, apporte-moi du savon. » Et il sentait cette même odeur d’eau qui coule, cette même brume envolée des terres ruisselantes, cette buée marécageuse dont la saveur était restée en lui, inoubliable, et qu’il retrouvait justement ce soir-là même où sa mère venait de mourir.

Il s’arrêta, raidi dans une reprise de désespoir fougueux. Ce fut comme un éclat de lumière illuminant d’un seul coup toute l’étendue de son malheur ; et la rencontre de ce souffle errant le jeta dans l’abîme noir des douleurs irrémédiables. Il sentit son cœur déchiré par cette séparation sans fin. Sa vie était coupée au milieu ; et sa jeunesse entière disparaissait engloutie dans cette mort. Tout l’autrefois était fini ; tous les souvenirs d’adolescence s’évanouissaient ; personne ne pourrait plus lui parler des choses anciennes, des gens qu’il avait connus jadis, de son pays, de lui-même, de l’intimité de sa vie passée ; c’était une partie de son être qui avait fini d’exister ; à l’autre de mourir maintenant.

Et le défilé des évocations commença. Il revoyait « la maman » plus jeune, vêtue de robes usées sur elle, portées si longtemps qu’elles semblaient inséparables de sa personne ; il la retrouvait dans mille circonstances oubliées : avec des physionomies effacées, ses gestes, ses intonations, ses habitudes, ses manies, ses colères, les plis de sa figure, les mouvements de ses doigts maigres, toutes ses attitudes familières qu’elle n’aurait plus.

Et, se cramponnant au docteur, il poussa des gémissements. Ses jambes flasques tremblaient ; toute sa grosse personne était secouée par les sanglots, et il balbutiait : « Ma mère, ma pauvre mère, ma pauvre mère !... »

Mais son compagnon, toujours ivre, et qui rêvait de finir la soirée en des lieux qu’il fréquentait secrètement, impatienté par cette crise aiguë de chagrin, le fit asseoir sur l’herbe de la rive, et presque aussitôt le quitta sous prétexte de voir un malade.


(...vi voglio bene, nonostante siate un po' inutili: quando vi chiesi di trovare queste parole, nemmeno Dragan, il più erudito di voi, ci riuscì! Vero è che vi avevo dato indicazioni fuorvianti...)


À maman

Mes suffocations ayant persisté alors que ma congestion depuis longtemps finie ne les expliquait plus, mes parents firent venir en consultation le professeur Cottard. Il ne suffit pas à un médecin appelé dans des cas de ce genre d'être instruit. Mis en présence de symptômes qui peuvent être ceux de trois ou quatre maladies différentes, c'est en fin de compte son flair, son coup d'oeil qui décident à laquelle malgré les apparences à peu près semblables il y a chance qu'il ait à faire. Ce don mystérieux n'implique pas de supériorité dans les autres parties de l'intelligence et un être d'une grande vulgarité, aimant la plus mauvaise peinture, la plus mauvaise musique, n'ayant aucune curiosité d'esprit, peut parfaitement le posséder. Dans mon cas ce qui était matériellement observable pouvait aussi bien être causé par des spasmes nerveux, par un commencement de tuberculose, par de l'asthme, par une dyspnée toxi-alimentaire avec insuffisance rénale, par de la bronchite chronique, par un état complexe dans lequel seraient entrés plusieurs de ces facteurs. Or les spasmes nerveux demandaient à être traités par le mépris, la tuberculose par de grands soins et par un genre de suralimentation qui eût été mauvais pour un état arthritique comme l'asthme et eût pu devenir dangereux en cas de dyspnée toxi-alimentaire laquelle exige un régime qui en revanche serait néfaste pour un tuberculeux. Mais les hésitations de Cottard furent courtes et ses prescriptions impérieuses : « Purgatifs violents et drastiques, lait pendant plusieurs jours, rien que du lait. Pas de viande, pas d'alcool. » Ma mère murmura que j'avais pourtant bien besoin d'être reconstitué, que j'étais déjà assez nerveux, que cette purge de cheval et ce régime me mettraient à bas. Je vis aux yeux de Cottard, aussi inquiets que s'il avait peur de manquer le train, qu'il se demandait s'il ne s'était pas laissé aller à sa douceur naturelle. Il tâchait de se rappeler s'il avait pensé à prendre un masque froid, comme on cherche une glace pour regarder si on n'a pas oublié de nouer sa cravate. Dans le doute et pour faire, à tout hasard, compensation, il répondit grossièrement : « Je n'ai pas l'habitude de répéter deux fois mes ordonnances. Donnez-moi une plume. Et surtout au lait. Plus tard, quand nous aurons jugulé les crises et l'agrypnie, je veux bien que vous preniez quelques potages, puis des purées, mais toujours au lait, au lait. Cela vous plaira, puisque l'Espagne est à la mode, ollé ! ollé ! (Ses élèves connaissaient bien ce calembour qu'il faisait à l'hôpital chaque fois qu'il mettait un cardiaque ou un hépatique au régime lacté.) Ensuite vous reviendrez progressivement à la vie commune. Mais chaque fois que la toux et les étouffements recommenceront, purgatifs, lavages intestinaux, lit, lait. » Il écouta d'un air glacial, sans y répondre, les dernières objections de ma mère, et comme il nous quitta sans avoir daigné expliquer les raisons de ce régime, mes parents le jugèrent sans rapport avec mon cas, inutilement affaiblissant et ne me le firent pas essayer. Ils cherchèrent naturellement à cacher au professeur leur désobéissance, et pour y réussir plus sûrement, évitèrent toutes les maisons où ils auraient pu le rencontrer. Puis, mon état s'aggravant, on se décida à me faire suivre à la lettre les prescriptions de Cottard ; au bout de trois jours je n'avais plus de râles, plus de toux et je respirais bien. Alors nous comprîmes que Cottard tout en me trouvant comme il le dit dans la suite assez asthmatique et surtout « toqué », avait discerné que ce qui prédominait à ce moment-là en moi, c'était l'intoxication, et qu'en faisant couler mon foie et en lavant mes reins, il décongestionnerait mes bronches, me rendrait le souffle, le sommeil, les forces. Et nous comprîmes que cet imbécile était un grand clinicien.


(...di tempo per elaborare il lutto ce n'è stato, come avrete capito e come vi avevo detto. Maman non ha mai saputo che io fossi diventato un parlamentare, non credo mi abbia mai riconosciuto in una trasmissione televisiva: la persona "qui pourrait me parler des choses anciennes", che mi ha visto bambino, non c'era più da un bel pezzo. Non ho fatto in tempo a darle la soddisfazione - o il dolore, perché vi ricordo che era piuttosto piddina - di vedermi in Senato, ma ho fatto in tempo a farle vedere due bei nipoti, e questa è la cosa più importante, verosimilmente l'unica cosa importante. Ora vorrei vedere io i miei, ma, sia chiaro: non intendo mettere fretta a nessuno! Il FATE PRESTO non mi appartiene!

Lo spartiacque della morte fisica si è collocato così tanto a valle di quello della morte spirituale che il lutto, più che elaborato, è stato "rottamato", come una cartella esattoriale. L'esattore in questo caso è un'esattrice. Mi è stato così risparmiato di intenerirmi su me stesso come un Caravan qualsiasi, e mi è stato consentito di restare lucido, mantenendo l'aplomb e la muflerie di Swann [questo, per motivi che non ho mai compreso, era uno dei suoi passi preferiti: ma le piacevano anche molto - e lì usciva la piddinitas - le insopportabili tirate sulle aubepines...]. Cosa oltremodo utile, disais-je, l'aplomb, considerando, per dire, che nel primo modulo ISTAT che è girato maman risultava deceduta per "polmonite acuta acquisita in comunità"... da una persona che da dieci anni non usciva di casa! E così, fino all'ultimo, e certo in modo involontario, data la sua assenza non più solo spirituale ma anche fisica, maman ha continuato a insegnarmi qualcosa: ad esempio, mi ha insegnato che in Italia se non hai almeno un figlio parlamentare dotato di ottimo carattere - la mia fama mi precede! - e di capacità di persuasione finisci contro ogni ragionevole evidenza nelle statistiche sbagliate - che evidentemente per qualcuno sono quelle giuste. Quindi non venite a spiegare a me come funziona: lo so. E se vedete che non faccio nulla, ricordatevi di quello che vi ho detto a Como: le cose vanno fatte nell'ordine giusto, che generalmente consiste nel non dirle prima di farle. Nil inultum remanebit. Ma dovete restare freddi, che è sempre preferibile a diventarlo, no?

Ho imparato da lei anche cose più utili e meno scontate di questa. Ho imparato a distinguere Giotto da Duccio, il che non mi ha fatto diventare bravo come Candiani, ma mi permette di orientarmi in un museo. Ho imparato dov'è il do centrale, e il resto è venuto più o meno da sé. Ho imparato ad arrivare in fondo alle cose e ad arrivarci da me. Ho imparato a leggere. E soprattutto ho imparato due cose apparentemente contraddittorie: ho imparato che un imbecille può essere un ottimo medico [pare strano, dopo due anni in cui ci vengono esibiti ributtanti imbecilli che sono anche dei pessimi medici], e che si fa tutto con la stessa testa. Questo me lo disse quando dovendo prendere la patente - la prima nell'infinita lista delle cose di cui non mi fregava nulla che la vita mi ha sottoposto - mi preoccupava l'esame di pratica. E la risposta fu: "Tu hai orecchio, capirai da te quando cambiare marcia, si fa tutto con la stessa testa". C'è il momento dell'istinto, e c'è il momento della razionalità, e la razionalità tende a essere una, come sono spesso le soluzioni dei problemi di ottimo.

E così, ora, raggiunto il traguardo della ricandidatura, mi si presenta un altro traguardo: quello di arrivare almeno al 2049, e possibilmente con la mia testa. Ma se il primo traguardo dipendeva principalmente da me, sul secondo non ho controllo. Sarà quel che Dio vorrà, e poi scopriremo se nel pacchetto oltre alla resurrezione dei corpi è prevista anche quella delle anime...)

giovedì 25 agosto 2022

Come non usare l'email di un parlamentare (poi fate voi...)

Fra le prime cose che spiego a chi prendo in staff ci sono le tre regole fondamentali per la gestione dell'email. Ve le riporto brevemente qui, prima di passare a cose più serie, perché prevenire è meglio che curare, anche se curare è facilissimo: basta ignorare. Le due regole fondamentali derivano dal principio "tutti uguale nessuno".

Regola numero uno: da tutti uguale da nessuno

Caro esponente di categoria che si sente ingiustamente vessata per motivi reali o presunti, ti segnalo che "er meilbombing" è un modo particolarmente stupido e controproducente di portare avanti una battaglia. Il motivo è molto semplice: la lavorazione degli emendamenti avviene in Commissione. Far inviare a tutti i parlamentari (inclusi quelli delle altre Commissioni) la stessa lettera su un tema specifico non sposta in nulla i termini politici del problema, e carica di un lavoro inutile solo i loro assistenti: quello di cancellare, senza leggerle, le lettere che arrivano. Qui la regola è che dopo la seconda lettera che arriva con lo stesso oggetto le prime due e tutte le successive vengono cancellate senza nemmeno essere aperte. La probabilità che un mailbombing abbia per oggetto un argomento sul quale non si hanno reali possibilità di interlocuzione è in effetti molto alta, come è alta la possibilità che lasciando queste email sul server si perdano di vista quelle effettivamente importanti per il proprio lavoro. Quindi la cancellazione ad nutum è una strategia evoluzionisticamente superiore.

Suggerisco (non è difficile e ho spiegato come si fa) di andare a vedere sui siti istituzionali chi si sta occupando del tema che per voi è cruciale (e quindi chi è il relatore, chi è il presidente di Commissione, chi è il capogruppo della forza politica cui volete rivolgervi in quella Commissione) e di scrivere a lui.

Per capirci meglio: se faceste un mailbombing per sollecitare il raddoppio di quelli che voi chiamate i "lauti emolumenti" dei parlamentari, prima cancellerei tutte le vostre email e poi voterei contro.

Perché il metodo viene prima, e chi sta qui da un po' lo sa e sa perché.

Regola numero due: a tutti uguale a nessuno

Anche in assenza di mailbombing, le email inviate a tutti i parlamentari, o, in alternativa, a una lunga lista di destinatari fra cui il Papa, il Presidente della Repubblica, il primo ministro, i Presidenti delle Camere, i leader politici, e qualche parlamentare eminente o presunto tale, hanno probabilità zero di essere lette. La mia precedente capo segreteria le chiamava "pesca a strascico" e nemmeno me le faceva aprire. Qui il problema è molto più semplice: nel caso delle email scritte a tutti, si crea un evidente problema di moral hazard, dato che ognuno può presumere che l'email sia stata letta da un altro e che quindi del problema se ne stia occupando quell'altro, e un altrettanto chiaro problema di tragedy of commons, dal momento che il costo del biasimo per non essersi occupati del problema importantissimo di cui volete farci partecipi viene socializzato, cioè diviso fra tutti, e questo per il semplice fatto che voi avete deciso di rivolgervi a tutti (decisione che quindi non è una buona idea...). Chi invece decide di rivolgersi simultaneamente a PdR, PdCM, e via giù per li rami fino al sottoscritto, dimostra di non aver ben chiaro come funzionano le cose, e si autoseleziona nella categoria del matto o dell'umarèll: qui il problema, lo avrete capito, è l'adverse selection, con la connessa scomparsa di una possibile transazione. Rivolgersi a persone che certamente non risponderanno (e che di frequente esprimono linee politiche non del tutto condivisibili dagli altri destinatari) non è il modo migliore per invogliare gli altri destinatari a rispondere.

Regola numero tre: molto uguale niente

Spiace, ma il tempo è poco. Oltre la decima riga non riesco proprio ad andare. I toni "indinniati" mi provocano uno spiacevole effetto lassativo. La punteggiatura espressionistica "è uno scandalo!!!!!!!!!!!!!!!!" mi fa sbadigliare. Non c'è nulla che scriviate in cento righe che non possa essere scritto in dieci, e comunque se fra le prime dieci righe non spunta il germe della follia o del grillismo (periodo ipotetico dell'irrealtà) sarete ricontattati per avere le altre novanta. Ma se partite con cento, finite nel cestino con probabilità uno.

Considerazione e sintesi

Per motivi a me ignoti, queste strategie evidentemente autolesionistiche vengono adottate prevalentemente da mondi colti o semicolti come quello dei miei ex colleghi o della scuola. Non mi è dato capire perché e trovo questo risultato particolarmente controintuitivo: chi dovrebbe avere maggiore capacità di mediazione culturale dimostra di esserne drasticamente sprovvisto. Poveri figli nostri, verrebbe da dire!

Ma insomma: io vi ho detto come funziona, obbedendo a quel principio di trasparenza e lealtà nei vostri riguardi che ho sempre adottato, fin da prima della mia esperienza parlamentare.

Poi, fate voi...

martedì 23 agosto 2022

Il programma di campagna

Torno a chiedere il vostro aiuto, dopo quello che mi avete dato per emendare il discutibile documento della Commissione amore e quello che ci avete dato sul programma del partito.

Come forse sapete, nella terra del cignale (aper, apri…) non ci sono capitato per caso ma per scelta: a chi 17 anni fa si offriva o mi chiedeva di brigare per farmi chiamare dalla “Sapienza” opposi un cortese rifiuto: ero felice di poter iniziare una nuova sfida in in nuovo ruolo, quello di professore associato, e in una nuova terra, che fino a quel momento avevo visto per di più dall’alto delle sue montagne incontaminate (perché in spiaggia ci va chi vuole - me compreso! - ma in montagna ci va chi può - e sempre con umiltà, se vuole anche tornare: il che, peraltro, si applica anche alla boa rossa dei trecento metri, e alle campagne elettorali!).

La dea bendata mi aveva fatto atterrare in un Dipartimento di Economia e Storia del Territorio (DEST) diretto da un geografo di lunga esperienza scientifica e, come poi appresi, anche politica, che aveva fatto la mia stessa scelta di amore per l’Abruzzo e di investimento nella Gabriele d’Annunzio molti anni prima di me e che è diventato un amico, Piergiorgio Landini (lo avete visto a qualche nostro convegno). Quello che so del territorio, di come è e di come dovrebbe essere, l’ho imparato soprattutto lì, come correlatore di tesi sul credito territoriale,  sulla geografia del turismo, sullo sviluppo  infrastrutturale e via dicendo, organizzando convegni sui distretti industriali o sull’economia del vino, come relatore di dottorati industriali sul reshoring, parlando coi colleghi e con gli imprenditori, e last but not least, come persona che ha vissuto metà del suo tempo a Francavilla (andandosene a correre in spiaggia, anche con la neve, quando farlo era permesso…).

L’esperienza politica come senatore dell’Abruzzo, quindi, non mi ha trovato impreparato, ma mi ha senz’altro fatto crescere ulteriormente in consapevolezza, e mi ha anche dato il piacere di contribuire a risolvere, con l’ascolto, qualche piccolo problema qua e là, in un collegio molto vasto.

Ora sono alla vigilia di un altro probabile salto di qualità in questa mia scelta di amore per una terra che se lo merita e che non riceve dalla comunità nazionale l’attenzione che dovrebbe avere e che solo rappresentanti ben attrezzati possono portarle. Andrò in campagna con le 208 pagine del programma del mio partito, ma vorrei costruire con quelli di voi che abitano nella provincia di Chieti (e almeno uno c’è: il mio ex padrone di casa!) un breve elenco di temi che ritenete prioritari per voi: dieci idee per migliorare la vostra vita e quella dei vostri concittadini e per restituire a Chieti una centralità non solo geografica.

Io le mie idee ce le ho: aspetto le vostre!


P.s.: per esprimersi non è necessario possedere il certificato di residenza, quello che i piddini mi chiederanno nel loro inesausto e inane “gne gne gne”. Sono altrettanto e forse anche più utili le impressioni di chi in provincia ci è passato per lavoro o per diletto…


lunedì 22 agosto 2022

Ioh non dimenticooh!

Buongiorno Senatore, 


approfitto delle ferie estive per scriverle due parole perché io mi sarei leggermente scocciato di quelli che "iooh non dimenticooh!" e vorrei dire la mia, del resto nulla che lei non sappia già. 

Anche io ho i miei difetti e perciò non ho dimenticato quando i tedeschi rilevarono la società di cui ero dipendente e cominciarono a tagliare le retribuzioni e a licenziare. Non ho dimenticato le minacce subìte dalla collega che chiedeva il prolungamento della maternità. Non ho dimenticato che, alla richiesta di permessi per accompagnare la moglie incinta, ad un ingegnere fu risposto: "dille di abortire". Imprese che si dichiarano orgogliosamente green, sostenibili, inclusive. 

Alla fine toccò pure a me il licenziamento, con quattro bambine da mantenere. Lo ammetto, leggevo già goofynomics, ma non ero preparato a quel trauma e lo vissi come un dramma. 

Tecnico di automazione con esperienza più che ventennale, inviai centinaia di CV, bussai a molte porte ma non ebbi nessun colloquio di lavoro, neppure per sbaglio. E non ho dimenticato gli imprenditori che "fanno i piangina" dicendo di non riuscire a trovare personale specializzato in automazione per colpa della scuola, della naspi, del rdc, del "non hanno voglia di lavorare". Ma quelli come me (età più di cinquant'anni) non li hanno neppure voluti convocare per un misero colloquio. 

È passato qualche anno da quel periodo durissimo e ora mi ritrovo a lavorare dall'altra parte di Milano: 1 ora e 15 minuti all'andata, 1 ora e 30 minuti al ritorno. Tempo sottratto agli impegni di famiglia (anche mia moglie è impiegata). La retribuzione attuale è la metà di quella che avevo 10 anni fa. Le figlie da mantenere però sono ancora quattro. 

Non ho dimenticato nulla di tutto quanto mi è accaduto ed sono abbastanza grande per poter dire che oggi le condizioni di lavoro di molte persone ledono profondamente la loro dignità, la loro integrità psicofisica, la loro vita affettiva e sociale. 

Quando arrivò la pandemia, ormai l'esperienza passata mi aveva insegnato la lezione ed ero preparato a quanto stava per accadere. In quella occasione, avere una bassa retribuzione e una elevata specializzazione fu un vantaggio per non cedere ad alcun ricatto. 

Per tornare all'inizio, vorrei dire una cosa a quelli che "iooh non dimenticooh!". Trovo curioso che chi dica di non voler dimenticare pare abbia già dimenticato che molti uomini e donne hanno perso e stanno perdendo lavoro e dignità pur senza alcun obbligo di "punturina". Quelli che "iooh non dimenticooh!" dove erano quando io già leggevo il mio futuro prossimo sulle pagine di goofynomics? 


(…beh, qualcuno era qui con te a leggere il futuro prossimo, ma accecato dall’ambizione e dalla brama di usare il nostro lavoro come ascensore sociale evidentemente non capiva di che cosa stessimo parlando, se non altro perché di futuro gli interessava il suo, più che quello degli altri. Messi di fronte alla loro inadeguatezza, questi amici sono impazziti di rabbia. Sono la minoranza rumorosa. Poi ci sono gli altri. Fa un po’ impressione girare per i borghi dell’interno - ieri ad Altino, quasi baricentrico nel mio collegio - ed essere accolto dall’affetto di molti e dal rispetto di tutti. Vi assicuro che in giro non c’è l’aria malsana che respirate sui social. Vi confermo che gli italiani hanno capito che il loro primo nemico è il PD, non perché ha candidato Speranza, ma per un motivo risalente e preliminare: perché si identifica con quella parte del Paese che per sentirsi migliore dell’altra, e quindi legibus soluta e naturalmente predestinata al predominio, ha raccontato a se stessa di aver vinto una guerra che il Paese aveva perso. Questo l’ha portata a considerare naturale e giusto che l’altra parte non potesse né dovesse esprimersi, fino al punto di considerare con un infastidito stupore non tanto che gli altri si esprimessero, ma che qualcuno - quorum ego - lo ritenesse cosa naturale e sana.

Il PD sa di poter vincere solo se non vi esprimerete, e sa di perdere se vi esprimerete nel modo corretto. Non vi sembra di aver già dato coi movimenti antisistema? Volete farvi coglionare un’altra volta?

Feel free… ma prima rileggete bene la lettera del nostro amico!…)






domenica 21 agosto 2022

I (non) trastatori

 (…un piccolo cahier de voyage…)






(…non vorrei che vi faceste delle illusioni: per diventare santi dovreste prima arrivare a Mylapore, con quel che ne consegue, e non credo che dai vostri dubbi scaturiranno miracoli: i segni arrivano a chi se li merita, e non tutti possono presumere di meritarseli…)

sabato 20 agosto 2022

Chieti

(...oggi i giornali hanno annunciato da par loro la mia candidatura: non potendo storpiare il mio nome come ai bei tempi, perché ormai è troppo noto e storpiandolo farebbero la figura di ciò che sono (è quasi ora di cena...), si sono rifatti sulla mia candidatura! Il Sole 24 Ore mi ha addirittura collocato in un uninominale di Roma:


quando non è che le agenzie lasciassero molto spazio a dubbi...

Ragazzi che si divertono, come al solito.

Gli è andato dietro il mio troll da compagnia, Sderenippo (vi prego di seguirlo e lovvarlo tantissimo), erede o reincarnazione di quello sfigato di Peter Yanez (chi se lo ricorda?), con un tweet più sciocco del solito:


dove quello che mi ha dato fastidio non è tanto la megarosicata (poverino) nel constatare che il partito in cui mi onoro (e sono grato) di militare mi ha offerto un seggio che il Centro (giornale non esattamente amico) descrive così:

il che smentisce tutte le scemenze che il turpe omuncolo ha profferito per quattro anni sulla mia posizione marginale e minoritaria, sulla mia probabile, anzi certa epurazione da parte di un fantomatico partito del Nord, ecc. - dopo di che di sicuro c'è solo la morte, ma non le sue cause, come vedremo in un post successivo....

Le cose che un simile omuncolo - ma anche omuncoli diversi da lui - possono dire su di me non arrivano a lambire la punta del mio augusto alluce (cit.). Viceversa, ho trovato fastidiose le parole di disprezzo per Chieti, e le ho rettificate così...)


Su questa storia che nella provincia di Chieti, dove sono insediate aziende come Honda, Sevel, Pilkington, DENSO, Dayco ecc. non si “fa PIL” stenderei un velo pietoso. Abbiamo il secondo distretto italiano dell’automotive e lo difenderemo (reportaziende.it/chieti). Abbiamo importanti infrastrutture come il porto di Ortona e una centralità geografica sulla costa orientale che sono un nostro vantaggio strategico da secoli e se assistite da investimenti possono portare sviluppo, come dimostra l’esperienza di San Salvo. Grazie alla qualità del clima e delle acque, a Fara San Martino abbiamo una delle capitali mondiali del prodotto forse più noto del Made in Italy: la pasta! Non faccio nomi, li conoscete bene!

E vogliamo parlare di vino? A Tollo abbiamo una delle due DOCG abruzzesi, e in tutta la provincia sei delle sette DOC e quattro delle otto IGT abruzzesi. Un settore in forte crescita anche qualitativa. Quando me ne occupai scientificamente, nel 2017, portando alla D’Annunzio i massimi esperti mondiali, la DOCG Tullum non esisteva ancora. Tenacia e qualità premiate nel 2019.

Abbiamo l’ateneo più popoloso d’Abruzzo, uno dei 41 su 96 atenei italiani classificato nei QS World University Rankings 2022, motore di ricerca e sviluppo cui è associato un polo ospedaliero di eccellenza riconosciuta. In un territorio industrioso e vocato alla ricerca abbiamo una delle eccellenze nazionali, il SOC di Leonardo, che ho avuto il privilegio di visitare lo scorso anno: fa PIL e protegge chi fa PIL dai cyber-attacchi in Italia e non solo.

Dal livello del mare sulla Costa dei Trabocchi, ai 2700 e oltre del massiccio della Majella (la vetta è dei fratelli aquilani 🤗), le nostre bellezze naturali attirano turisti da tutto il mondo e offrono grandi margini di valorizzazione, come dimostra l’esperienza di Fossacesia. Abbiamo tre millenni di storia, che significa turismo culturale nelle nostre splendide città d’arte (Chieti, Lanciano, Vasto e Guardiagrele: abruzzoturismo.it/it/citta-darte) e nei nostri piccoli borghi: cinque fra i 25 più belli dell’Abruzzo e otto fra i Borghi autentici, tutti da scoprire: destinazioni d’eccellenza per un turismo lento a due ore da Roma o da Napoli.

In tremila anni ne sono successe di cose! Solo nel capoluogo (Chieti) ci sono due musei archeologici nazionali e i resti della città romana, con teatro, anfiteatro, terme… Non fanno PIL? Noi sappiamo come farglielo fare. Miracoli non possiamo farne, ma quelli avvenuti nel nostro territorio portano fedeli in pellegrinaggio, come a Lanciano, importante meta di turismo religioso.

È un onore essere chiamato a rappresentare un territorio così complesso e affascinante, che nei miei 17 anni di servizio nel suo ateneo mi ha garantito il bene più prezioso: la libertà. È il momento di restituire qualcosa a chi mi ha dato tanto. Col vostro aiuto ce la faremo!

(...chi è qui da un po' di tempo sa quanto ce le hanno gonfiate con la storia della piccola università di provincia e quanto ho lottato per difendere la dignità del mio lavoro e quindi, innanzi tutto, del luogo che mi consentiva di svolgerlo. Alle legioni di cialtroni che sono venuti ad attaccarci con questo tipo di argomento mi sento di rispondere adattando - si parva licet - le parole di un altro politico: la provincia logora chi non ce l'ha!...)

(...e non ce l'avrete!...)