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mercoledì 8 luglio 2015

Quelli che "Tsipras è fuuuuuuuurbo" (aka "sostenemo er compagno Trippas")

Scusate: direte che a me piace vincere facile, però credo anche che vi rendiate conto che mille e una volta avrei preferito perdere, giusto?

Allora: io sto lavorando a un paper che spero di consegnare in giornata a Diego Fusaro per Phenomenology and Minds. Si chiama Europe's paradoxes e descrive lo spiaggiamento della sinistra europea, determinato dal suo progressivo adagiarsi su posizioni pinochettiane, senza rendersene conto, propugnando un mondo nel quale per lei non c'è posto (cosa della quale peraltro Fassina fra mille tentennamenti si è accorto). Non mi interessano i motivi dello spiaggiamento (non sono né uno storico né un boia, e qui uno dei due certamente ci vorrebbe): mi interessa descriverlo con precisione, facendo capire a questa variopinta coorte di teste di minchia (da quelli che "la Germania Ovest ha fatto un favore alla Germania Est col cambio uno a uno", a quelli che "l'inflazione è la peggiore nemica del lavoratore", a quelli che "il cambio forte protegge i salari") che loro sono l'ipostasi della principale vittoria del neoliberismo. Questa vittoria si riassume appunto nell'aver fatto dimenticare alla sinistra europea quello che aveva imparato durante la seconda guerra mondiale.

Sta venendo più o meno bene, lavoro in fretta, ma considerando che gli altri autori presenti nel numero sono Cacciari e Habermas, vedi alla voce "vincere facile".

In tutto questo ogni tanto travedo su Twitter messaggi sulla pantomima che si sta svolgendo all'Europarlamento o non so dove. Io ho già detto come ritengo finirà nell'immediato. Lo ho ribadito anche qui. Se mi sbaglio, vi sarà facile farmelo notare, e mi sarà facile ammetterlo. Lo farò a cuor leggero, perché un mio eventuale errore segnerebbe l'inizio della fine, avverando quel Tramonto dell'euro del quale parlo da alcuni anni. Quindi, come dire: per me è win-win, e vinco di più se perdo!

Vorrei però spezzare una lancia in testa agli espertologi (inclusi alcuni ricottologi) che continuano a menarcela con questa storia che Tsipras è fuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuurbo,
che lui aveva er piano B e la tasche forse (task force), ecc.

Cerchiamo di capire a cosa stiamo giocando, perché se io muovo la regina e voi mi dite "scopa!" c'è qualcosa che non torna.

Allora: io sostengo che alla fine la Grecia uscirà dall'euro, e su questo ho il conforto di autorevolissimi studiosi. Ma il fatto che la Grecia alla fine dovrà uscire non dipende necessariamente da un fantomatico piano di Trippas più di quanto il fatto che oggi ci sia il sole dipenda dal fatto che le vendite di ombrelli sono crollate.

Se Trippas ha il piano, o anche se non ce l'ha ma è culturalmente pronto a uscire dall'euro (notate: culturalmente, non tecnicamente), sta cosa aveva da finì già a febbraio, e comunque avrebbe da finì in settimana. In ogni caso è durata troppo. Di converso, se otterrà (come ritengo) una concessione, magari mettendo tutti noi sotto il cappio dell'ERF come paventa Luciano, e poi fra un anno saremo da capo a dodici e il sistema salterà, spero non verrete a dirmi: "Hai visto? Avevi ragione sull'euro, ma ti sei sbagliato su Trippas! Non era come dicevi tu: lui era fuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuurbo!"

Ecco, se proprio volete dirlo a qualcuno, che Tsipras è furbo, accomodatevi in Grecia presso la famiglia di uno dei suicidati da febbraio a oggi. Non sono pochissimi, trovarli non dovrebbe essere troppo difficile, e a loro farà certamente piacere sapere di essere stati parte di un brillante piano strategico.

Veritas liberavit vos.

Forse (con la "s" di crotalo, non con la "c" di ellissoide).