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domenica 4 giugno 2017

Hallenser post 1: 1517

Voce registrata: "...in caso di perdita di pressione nella cabina..."

Il neoborbonico: "Il vostro cervello esploderà!"

...



Viaggiare col neoborbonico è proprio uno spasso. Ma dove Natura matrigna si distrae, è la SStoria a raggiungerlo. E così, proprio a lui, che è tridentino dentro, doveva capitare di prenotare il treno ICE 1517, che passa da Wittemberg per portarci a Halle esattamente 500 anni dopo il 1517.

Interpreto questo come un segno del destino: forse è meglio se l'aria di furore della nostra diva la facciamo a 95 di metronomo, anziché a 100.

Comunque, non si discute: dove piove, i prati sono verdi, e dove non ci sono montagne, i binari sono rettilinei...


(...e dove c'è il carbone, si usa il carbone, e gli altri si fottano...)

lunedì 11 aprile 2016

I cristiani e l'euro

(...io non sono un teologo ma...)

Come sapete, il mio ingresso nel dibattito è stato determinato da un moto di stizza: quello che mi colse nel constatare come la sinistra avesse smarrito totalmente il senso della propria ragion d'essere, che, in una società (per ora) capitalista necessariamente è quello di tutelare il capitale.

No... scusate: il lavoro!

Mi sono confuso, ma mi scuserete: se il PD è un partito di sinistra, l'errore è perdonabile. Ecco: lasciando da parte il Partito di Destra, il Partito Deflattivo, il Partito Demente (insomma: il PD), per me era insostenibile che la sinistra autoproclamantesi "critica" non riuscisse a capire come un sistema che necessariamente prevede come sbocco la deflazione salariale non sia esattamente di sinistra. Il simpatico dibattito dell'epoca lo trovate qui, mentre qui trovate le mie ultime considerazioni sul tema.

La notorietà procuratami dal mio intervento, e dal successivo rifiuto di giurare fedeltà all'eurismo, mi ha trascinato in giro per tutta la penisola (e parte del continente), e ho così avuto modo di constatare un fenomeno sul quale non mi ero mai interrogato: nel mondo cattolico in particolare (e credo in quello cristiano in generale) molti provano un'insofferenza del tutto speculare alla mia.

In fondo, è un fenomeno piuttosto naturale.

Iononsonounteologoma mi sembra vagamente di ricordare che dal Vangelo (ad esempio) non trapeli esattamente un elogio della disuguaglianza, un'apologia della distruzione creatrice schumpeteriana, un incondizionato supporto al potere politico di turno. Sì, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Ma il legato di Cesare, Pilato, dalla storia non esce molto bene (non più di quanto, poniamo, un Salvati esca dalla vicenda dell'euro). Insomma, iononsonounteologoma mi sono spesso chiesto: come fanno i cristiani a convivere con un sistema che strutturalmente genera disuguaglianza? Con un sistema che per sopravvivere ha bisogno di tenere la gente disoccupata, contravvenendo quindi all'invocazione cardine della loro preghiera fondante: "non indurci in tentazione"? Più in generale, con un sistema che rivendica la propria eternità, prerogativa del Divino, certo non di Mario Draghi!

Veramente basta mettere l'euretto nella scatolina che reca la commovente immagine di un bimbo dalla pelle variamente colorata, il quale sgrana i suoi occhioni e che certamente merita aiuto, per sgravarsi la coscienza dallo spettacolo quotidiano della miseria che ci invade, e che non è una piaga divina (nel qual caso presumo ci toccherebbe accettarla), ma una scelta umana, fatta da pochi a proprio beneficio e a danno dei molti? Ammesso anche che i potenti debba deporli Lui, come possiamo fottercene degli umili, dei nostri prossimi, fino al punto di non porci una domanda che sia una sulle radici della nostra crisi economica?

Come mi è capitato di scrivere in un articolo che dovrebbe uscire fra qualche tempo, nella Caritas in veritate qualcosa si diceva, al punto che un simpatico e brillante amico al quale mi capitò di evidenziarne alcuni passi commentò con un vernacolare, ma sostanzialmente puntuale commento: "Ma questo sta a sinistra der Nutella!" In effetti, se andate a vedere, in un paese nel quale chi vuole rifondare il comunismo scrive libri sul debitopubblico di stretta osservanza gianniniana (da Oscar), per vedere una parola ragionevole di critica della finanza privata siamo costretti a leggere le encicliche di alcuni papi. Non arriverò fino al punto di dire che Giannino ha ragione nel suo autorazzismo viscerale (che poi ha le sue radici in una evidente - e a sua volta del tutto ragionevole - difficoltà di accettare se stesso), ma certo questa situazione denota una rilevante patologia nel dibattito in corso nel nostro paese. D'accordo che in Italia la realtà supera la fantasia, ma che un politico comunista si faccia superare a sinistra da un papa considerato piuttosto conservatore (il Manifesto, l'organo della sinistra lompo che ospitò il dibattito dal quale nasce questa avventura, lo definì, come ricorderete, il pastore tedesco...), bè, un sorpasso simile, dai, non avremmo ragionevolmente potuto aspettarcelo, e nella mia personale prospttiva ritengo non faccia poi così bene al dibattito (non entro nel dettaglio del perché lo penso, ma se me lo chiedete vi rispondo. Hint: io sono un economista, devo credere al valore della divisione del lavoro!).

Io non sono un teologo, ma padre Marco Tommaso Reali O.P. (che ancora non conosco di persona) lo è, e insieme rifletteremo sulla genesi della disuguaglianza in Europa in un bellissimo luogo del silenzio, l'eremo di Montecastello a Tignale (sul Lago di Garda), dal 15 al 21 luglio. Io potrò solo portare all'attenzione degli uditori i fatti, che non credo tutti conoscano (sfuggono anche a molti miei colleghi, in modo del tutto lecito: non siamo tutti specialisti di tutto). Starà agli specialisti delle altre materie, in particolare di quelle divine, trarne le implicazioni, e in particolare chiedersi se sia lecito ignorare le dimensioni della catastrofe sociale ed umana che stiamo vivendo.

Iononsonounteologoma sospetto che ai bei tempi si scomunicasse per molto meno...

(...il silenzio sarà interrotto da un concerto articolato su questo programma...)