(...le ultime escursioni avevano evidenziato qualche limite dei miei scarponi - un male cane in discesa! - e quindi ieri mi era punta vaghezza di provarne un paio che avevo accantonato qualche tempo fa: e quale miglior test della Rava del ferro, su cui qui in tanti vi eravate esercitati?
anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "I tuttosubitisti e il giorno della marmotta":
bè, la metafora finale è una vera e propria ammissione, di colpa, di responsabilità o di fallimento non ha importanza. Intuisco la fatica della salita ma, come sul monte amaro hai evitato la rava del ferro, il paradiso delle ginocchia spappolate, ho la quasi certezza che arriverai alla agognata meta politico/catartica spinto da una buona fetta di italiani. Se la testa rimane allenata ovviamente
Pubblicato da anonimo su Goofynomics il giorno 16 ago 2023, 22:47
Leo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "I tuttosubitisti e il giorno della marmotta":
L'ascesa più dura per arrivare a Monte Amaro per me è quella dalla Rava del ferro una sassaiola tremenda, perché nel salire ogni due passi avanti ne fai uno indietro (i piedi spesso affondano nei sassi che non sono stabili) e nello scendere in molti tratti sembra che stai facendo una gara di slalom più che un sentiero in discesa.
Rava del Ferro su YouTube a questo link
https://youtu.be/mYFMUg5emmU
Pubblicato da Leo su Goofynomics il giorno 19 ago 2023, 13:07
Forse perché non auro sed ferro recuperanda est patria, il ferro esercita su di me una certa fascinazione - ed è infatti da Pizzoferrato che vi scrivo! Ma insomma, su questa "rava" aleggiava un'aura fosca e ostile, tant'è che forse avrei fatto a meno di percorrerla, se non fosse stato che, vittima della mia ansia di migliorarmi sempre, comunque, e in tutto, lo scorso anno avevo chiesto a un amico veramente esperto - maresciallo inquadratore degli alpini - di portarmi a Monte Macellaro, e lui, per non farsi mancare niente, prima mi aveva proposto di continuare per Monte Amaro - e fino a lì, tutto bene! - e poi di "esfiltrarmi" per la via più rapida, che secondo lui sarebbe stata la direttissima o in alternativa la via normale aka Rava del ferro: e siccome tornare per la via di salita era comunque lunga, avevo accettato, percorrendo la rava per la prima volta in discesa. Il dato in qualche modo angosciante per me era che siccome la pendenza aumenta mentre si scende, l'imbocco del canalone era costantemente occultato dalla curvatura del terreno nonostante che più si scendeva e più il sentiero diventasse ripido, il che mi faceva presagire tratti esposti, o comunque la necessità prima o poi di attaccarsi a qualche corda! La ghiaia, di per sé, poteva anche essere divertente dove era sufficientemente sciolta e regolare: lì basta lasciarsi andare e in effetti ci si può sostanzialmente sciare sopra. I problemi cominciano dove il ghiaione si trasforma in sfasciume - e allora ti pianti, perché i sassi sono troppo grandi per cedere sotto il tuo peso! - e dove la ghiaia invade certi tracciolini terrosi, rendendoli, almeno per me, un incubo. Normalmente me la cavo correndo, ma se la pendenza aumenta questo tipo di soluzione non è proprio il più intuitivo. Sintesi: sulle due ore teoriche di discesa, credo di ricordare di avercene messe almeno tre, battendo il sedere in terra un certo numero di volte - a singola cifra! Però mi era rimasta la curiosità di farla in salita. Ieri la luce mi ha svegliato alle 4:30 - sono molto fotosensibile - e alle 7 ero pronto a salire. Piccolo controcazzo: le nevicate di aprile, con quella neve pesante, umida, sovrabbondante, hanno prodotto così tante valanghe che l'attacco del sentiero era completamente invaso da faggi ad alto fusto spezzati come fiammiferi! Così, giusto per ricordare che c'è qualcosa di peggio della ghiaia... Però, con tutto che cercavo di dosare le forze, memore della discesa, la salita non mi era sembrata poi così proibitiva e in tre ore e mezza (con soste) ero su. La discesa, tolto il peso psicologico di non sapere come sarebbe andata a finire - perché questa volta lo sapevo! - era decisamente più gestibile, anche se non riuscivo, con mio grande scorno, a tenere il passo dei tanti più esperti di me che avevo tenuto in rispetto salendo, ma che scendendo mi stracciavano, e secondo me un pezzo del problema è che io non scio, mentre in quel posto quella tecnica serve. L'ultimo tratto, fra due pareti di calcare bianco calcinate dal sole, sulle graniglie altresì bianche e riflettenti, con un gran caldo, con le braccia rosso peperone - ero in maniche corte! - è stato un discreto incubo. Quasi un'ora vedendo la fine del sentiero, ma progredendo lentissimamente per arrivarci intero e non ammaccato... Per fortuna avevo tutta l'acqua necessaria!
Il video di Leo rende molto bene l'idea ed è immune dal vittimismo di molti video escursionistici - rettificherei solo la geografia! Tuttavia, la rava che funziona come dice Leo non è quella del ferro, ma quella della giumenta bianca, che infatti non farò, perché ha senso farla solo con gli sci e io... non so sciare!
E le scarpe? Vanno benissimo! I tedeschi sanno fare le scarpe, questo gli va riconosciuto...)
Ho consultato le statistiche del blog. Ad agosto 2012, mentre scrivevo la prima edizione, scrissi anche 19 post. Non so se in questo agosto riuscirò a tenere il ritmo! Certamente il 10 dovrò annunciarvi il #goofy15, un'edizione che, come sempre, sarà la più bella di tutte. Altrettanto certamente ogni tanto dovrò chiedervi un favore. Ad esempio oggi...
Mentre stavo illustrando il grafico della vergogna, mi è tornato in mente il commento di un'educanda piddina che su sbilanciamoci mi aveva accusato di complottismo perché avevo squadernato le conseguenze distributive dell'integrazione monetaria. Negli anni '80 un sinistrato medio dava per acquisito che la politica del cambio forte servisse a indurre moderazione salariale. Nel corso degli anni questa consapevolezza si era sfilacciata, o veniva pudicamente nascosta a se stessi, nel tentativo forse di rifarsi una verginità distogliendo lo sguardo dall'orrore e dal tradimento di cui ci si era macchiati. Ma insomma, per la simpatica Maria Barbisa "de sinistra" io ero complottista perché sostenevo che la deflazione salariale danneggia i lavoratori (quello che oggi perfino Uva ammette con nonchalance).
Quello fu il secondo shock culturale determinante per me.
Il primo, lo ricorderete, era stato l'agghiacciante discorso di Aristide, il funzionalismo for dummies: "Alberto, sappiamo che l'euro non funziona ma realizzandolo causeremo una crisi che spingerà il popolo a chiedere gli Stati Uniti d'Europa!" Lì capii che la sinistra aveva tradito, anche se, a ben vedere, questo approccio in filigrana palesava che avere una minima legittimazione democratica - se pure ottenuta manganellando il popolo con le crisi! - alla sinistra sembrava ancora indispensabile. Non sono certo che oggi sia ancora così, dopo che incattivita dalla perdita di presa la sinistra delira di limitare il diritto di voto ai soli "colti" (intesi come chi la pensa come loro).
Il commento della Maria Barbisa che mi accusava di complottismo, invece, mi fece capire che la sinistra era morta! Ricondurre a categorie soggettive da feuilleton un fenomeno che, almeno a sinistra, mi aspettavo venisse analizzato in termini di dinamiche oggettive, e peggio ancora non saper leggere come tale un'analisi basata sulla valutazione oggettiva dei rapporti di classe! Ecco: non credo che ci potesse essere definizione migliore di "morte cerebrale della sinistra".
Ora, la cortesia che vi chiedo è questa: qualcuno di voi, credo sherpa810, tempo addietro ha ripostato il post di sbilanciamoci impreziosito da questo commento. Io ho fatto del mio meglio per trovarlo, ma ho fallito. Per caso siete in grado di ripropormelo? Nella seconda edizione vorrei fare un minimo di analisi di questa sconfortante regressione culturale.
Grazie!
Bisogna intendersi. La c.d.sinistra non è mai stata di sinistra. Ovvero, non ha mai avuto alcun interesse a difendere i lavoratori. L'ultimo (e unico) a pensarla così è stato Babeuf, giustamente finito ghigliottinato. Da allora la pretesa difesa del popolo (esistono anche i non lavoratori, ma sempre esseri umani sono) è stata soltanto un pretesto per permettere a pochi politicanti, legati tra loro da vincoli che possiamo definire di setta, di prendere il potere per non mollarlo più. Gli esempi sono infiniti: la Comune, il bolscevismo, Bela Kun, Il grande balzo in avanti, la Rivoluzione culturale, la banda dei 4, Pol Pot, l'Afghanistan, la gerontocrazia Sovietica e così via. Tutti sistemi imperialisti e guerrafondai specializzati in massacri e in condizioni miserrime in capo al popolo. Perché stupirsi? Basta pensare ai numeri. Almeno 6 milioni di ebrei sterminati dai nazisti (ma 1 milione, secondo Leon Poliakov, l'esperto ebraico al processo di Norimberga, sono da mettere sul conto dell'Unione Sovietica, vedj il suo Antisionismo e antisemitismo, Editori Riuniti. Rimini. 1966) contro 20 milioni ammazzati da Stalin secondo le parole del segretario drl PCUS Nikita Kruscev. Un secco 3 a 1.
RispondiEliminaQui c'è il riassunto delle posizioni dei traditori dell'Italia e direi anche della cialtroneria di molti di loro.
RispondiEliminaDi acqua perduta sotto i ponti ne è passata. Purtroppo il termine dei 15 anni previsto da Prodi per una politica della formica (se non ho capito male, l'austerità) è quasi finito ma la situazione è peggiorata per l'eurozona.
Sì, tutto bello e tutto degno di discussione, ma… il link?
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