sabato 6 giugno 2026

QED 116: Rinaldi

Luca De Grandis ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Volevano uscire dall'euro...":

Come un fulmine a ciel sereno apprendo oggi del passaggio di Rinaldi con il generale, per portare avanti le stesse battaglie che state già affrontando da anni come Lega. Essendo allineato al suo pensiero sul partito di Vannacci, ed essendo Rinaldi una delle figure storiche della comunity che non esiste, non riesco a capacitarmi di questa decisione di un insospettabile come Antonio.

Pubblicato da Luca De Grandis su Goofynomics il giorno 6 giu 2026, 13:07


Cortese utente di questa infrastruttura sulla cui gratuità sto cominciando a pormi delle domande, mi permetta, da ecclesiarca (cioè da gestore della community) di rettificare un paio di lievi imprecisioni al suo commento, nonché di aggiungere un paio di elementi fattuali, che, nonostante provengano da fonti aperte, probabilmente solo gli addetti ai lavori avranno notato, ma certamente la aiuteranno a riconciliare i nudi fatti con i suoi leciti pregiudizi (positivi).

Intanto, la esorto a consultare l'elenco delle apparizioni di Antonio al convegno fondativo della community: tre, con un buco di dieci anni fra la seconda e la terza. A titolo di confronto, la esorto a consultare l'analogo elenco riferito alle apparizioni di Claudio o Benedetto (che sono un buon benchmark per il concetto di "figura storica della community").

Dato che lei è qui in modo documentato dal 2015, potrebbe esserle sfuggito questo post del 2014 di cui l'odierno post è il QED.

Vede, le spiego...

Io non so chi e quando mi pugnalerà alle spalle: se lo si potesse sapere, nessuno verrebbe pugnalato alle spalle, e la storia dell'umanità avrebbe preso un altro corso (probabilmente peggiore, perché non dimentichiamo che...). Di una cosa però sono istintivamente certo: che chiunque mi si avvicina con lusinghe e blandizie è un potenziale accoltellatore! Per questo, a chi mi fa tanti complimenti, io di solito rispondo in modo molto rude: "La ringrazio ma anche basta, i complimenti preferisco farmeli da solo, almeno sono certo di capirne il motivo!".

E questo è un primo setaccio. 

In questa ewige Wiederkunft des Gleichen che è la politica alcune costanti ricorrono con l'uggiosa regolarità di una stagione poco amata: una è che quelli che pigliano e partono senza dirti un accidenti sono gli stessi che "tu per me sei un riferimento, io mi muoverò solo d'accordo con te..." e via spergiurando. In questo senso il caso di Antonio non è diverso, si parva licet, da quello di altri personaggi politici di rilievo, come Lorella Parissse (già coordinatrice Lega della Marsica) o Maria Di Domenico (già coordinatrice Lega di Teramo), entrambe uscite dopo aver "tuonato" sulla stampa locale (e le cui uscite sono state un "terremoto" di cui sicuramente avrete avuto notizia, giusto?). Ovviamente né Lorella né Maria, come il compianto Antonio, mi avevano risparmiato la loro untuosa ammirazione. Quindi sapevo cosa aspettarmi, in tutti e tre i casi.

Eh, sì, perché vede, il passo chiave del post del 2014 (il primo dei dieci anni di disimpegno di Rinaldi dalla community, un disimpegno coatto che peraltro non era sfuggito agli organi di stampa), è questo:


"faranno il cazzo che gli passa per la testa... il che se va bene danneggia solo loro, ma molto spesso anche voi."

Che, se ci fa caso, prefigura ampiamente quello che è appena successo.

QED.

Nel leggere quel post il povero Antonio Triolo, con cui seguivamo all'epoca lo sgomitare dell'altro Antonio nella galassia "de destra", stava per lasciarci le penne dalle risate! Non ricordo se lo fece poi leggere a Giorgia Meloni, presso di cui all'epoca Antonio cercava sponda, ma tant'è. Ora Antonio ha trovato il suo approdo (anche Triolo, purtroppo), e io il mio QED. Molti mi accusarono all'epoca di essere troppo severo. Ora sanno che avevo ragione io. Strano, non succede mai...

Chi entra in politica fa voto di obbedienza, nonché immediata esperienza del karma. A me, che avevo scritto questo, e prima questo, toccò presiedere le commissioni riunite 6° e 11° mentre approvavano il reddito di cittadinanza, e naturalmente a me che avevo scritto questo toccò ritrovarmi "tu per me sei come un fratello" come compagno di partito.

Questo per quanto riguarda la parte community, che possiamo chiudere sostanzialmente con un "il fatto non sussiste".

Certo, non voglio negare che Antonio sia diventato, grazie alla sua spontaneità comunicativa e al fatto di essere entrato nel cono di luce di Goofynomics (fu lui a mandarmi una copia del suo libro, nel lontano 2013), un'icona del dibattito. Lo hanno aiutato in questo percorso anche le scimmie urlatrici della comunicazione, quelle stesse che hanno pompato (ad esempio) la Ravetto (altro personaggio che ha dato prova di affidabilità). Pomparono così anche lui, che aveva tutte le prime serate, quando già era ovvio che questa visibilità non l'avrebbe poi potuta spendere, per il semplice fatto (oggettivo) che nel 2024 c'era meno spazio che nel 2019, e che quindi, per evitare di cannibalizzarsi a vicenda, occorreva che uno dei due candidati forti in Centro Italia facesse un passo indietro. Lo fece Antonio, con una certa eleganza, anche se non riuscì a evitare che qualche giornalista rimarcasse il carattere spintaneo di questa scelta, in compensazione della quale gli erano state prospettate due opportunità di valorizzazione, una chiaramente sovradimensionata (ENI, che infatti personalmente gli avrei risparmiato, ma chi sono io?...), l'altra più plausibile (COVIP), entrambe terminate con una frustrazione che, lo dico con autocritica, sarebbe comunque stato più umano evitargli (ripeto: almeno la prima...). A me, peraltro, sarebbe piaciuto (perché umanamente mi sta simpatico ed è una persona preparata e integra) che Antonio diventasse con me co-vigilante del mondo previdenziale. Nell'opzione COVIP avevo creduto e se vi dovessi dire perché è andata a finire male non saprei quale scegliere fra le varie versioni che mi sono state raccontate.

Ma insomma, per chiarire le cose a chi non si rende conto di quanto è complessa la macchina e di quante scelte devono essere prese, monitorate, messe a sistema, il fatto è che:

Rinaldi : COVIP = Ravetto : ARERA

(e notate bene che anche se nel blog che non esiste potrei dire il cazzo che mi pare, non vi sto dicendo alcunché che non sia o fosse desumibile da fonti aperte)!

Si potrebbe inoltre argomentare (perché è andata così) che:

Rinaldi : Ceccardi = Ziello : Ceccardi

(nel senso che Susanna, con la sua forte personalità e il suo forte consenso, oggettivamente veniva percepita come un "tappo" da entrambi questi colleghi, se pure in modi e tempi diversi).

Insomma: indipendentemente dalla qualità delle persone (nel caso de quo, una qualità di cui ci siamo senza sforzo privati per dieci anni chiarendone anche il perché nel post di cui oggi si celebra il QED), è sufficientemente ovvio, e non è un giudizio di valore sulla persona, che chi se ne va è perché non è contento di dove si trova, e questo scontento, che naturalmente può essere motivato per i gonzi su base ideologica, fattualmente dipende sempre da circostanze più concrete, come il non aver ottenuto qualcosa che era stato promesso, o la ragionevole certezza di non trovare spazio al prossimo giro. Ma naturalmente per il pueblo i "poltronari" sono gli altri: quelli che tengono la trincea mangiandosi il loro quotidiano cucchiaino di crema di cacao!

Ci siamo abituati e non ci impressiona.

Quindi tutto bene? No, naturalmente no (altrimenti la politica a che servirebbe?). Ma attenzione a chi vi canta la canzoncina che tanto vi piace: nelle pieghe di questo blog, anche quando ve lo siete dimenticato, anche quando per motivi anagrafici o cronologici non avete potuto leggerlo, c'è sempre la spiegazione a tutto quello che succede, o è successo, o succederà.

E così, è strano come un fulmine a ciel sereno, visto da Goofynomics, somigli a un QED.


(...a, voi per me siete come dei figli, siete i migliori lettori che un blogger potrebbe desiderare, sono ardentemente ansioso di leggere i vostri commenti che sicuramente mi apriranno orizzonti inconsueti e insospettati e dei quali con la massima diligenza e scrupolosità terrò conto, perché voi per me siete come dei fratelli...)

31 commenti:

  1. Antonio mi sa che sia finito come dire nei meandri dell'eco della rete, che poi è diventato ego della rete...peccato però, mi pare di ricordare che nella vita passata foste compagni di insegnamento in quel di Pescara.

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    1. Io sono professore di ruolo, Antonio è stato professore a contratto. Non credo che c'entri molto l'eco della rete, credo che Antonio saggiamente ne ignori l'esistenza.

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  2. A me perplime Bof e preoccupa Frugiuguele...

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    1. In tutta onestà: su Bof non so cosa dire, perché lo conosco poco. Sapevo che era a disagio, ma mi sarei aspettato da lui una svolta "moderata", mentre ho visto che si è radicalizzato. Amen.

      Per quanto riguarda il mio pari (ex) vicecapogruppo, che comunque si chiama Furgiuele, invece, sono dispiaciuto più che per Antonio, perché lo conoscevo bene e ci ero affezionato. Della sua radicalizzazione però si parlava fin dall'inizio, e anche nel suo caso a livello regionale aveva "tappi" illustri...

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    2. Riguardo all’oggetto del post, mi limito ad un “sic transit gloria mundi”. Ammettendo di saperne ovviamente poco, la mia impressione è che FN sembri sempre più una operazione simile alla renziana IV, con i media ostinatamente focalizzati a propugnare lo spin antileghista. È chiaro che dei voti li prenderà - così come li prende IV - è fisiologico, ma li toglierà anche ai “moderati”. Alla fine, i transfughi ci sono da tutte le parti (ad es. Marattin che vale doppio); non possiamo suicidarci per ognuno.

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  3. Rinaldi a me sembra un mash-up di Christian De Sica e Max Tortora. Lo vedrei bene in " I Cesaroni ", serie televisiva che potremmo accomunare ai futuristi ( un certo successo popolare abbinato ad una meno che mediocre qualità ). A me non mancherà !

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  4. La ringrazio per il post così articolato a risposta delle mie cazzate; pur frequentandolo assiduamente non scrivo quasi mai sul blog che non c’è, ma almeno il dizionario lo conosco.
    Purtroppo da “seguace” della community da remoto e da ignorante della vita e degli intrecci politici romani non l’avevo vista arrivare questa, ma non penso di essere da solo, visto certi commenti sulla cloaca nera a seguito del post di Antonio.

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    1. Ma no! Perché cazzate? Le vicende delle partecipate annoiano perfino me che devo occuparmene per lavoro, e quelle delle liste ancora di più, anche se per fortuna non devo occuparmene, non avendo incarichi di segretario o vice segretario. Purtroppo esiste una dimensione umana dell’attività politica che va gestita e non sempre ci sono gli spazi per farlo in modo razionale o almeno soddisfacente per chi deve essere gestito. Poi, sì, naturalmente, l’anelito ideale penso ci possa essere e nella misura in cui c’è lo capisco perfettamente. Però non possiamo far finta di essere nel 2011. A che cosa ci sarebbe servita l’esperienza politica se non ha imparare qualcosa, visto che i vostri problemi diciamo che restano ancora largamente da risolvere?

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    2. Devo aver frainteso l’intento non ironico del termine lievi imprecisioni, che dopo anni per me è sempre sinonimo cortese di cazzate sesquipediali. Comunque ringrazio ancora della risposta esaustiva e del tempo dedicatomi, dopodiché me ne torno nell’ombra.

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  5. Manca il senso della misura, oltre che la gratitudine.
    Lo dico perchè so quel che dico per esperienza personale.
    Chiudo coi paragoni, molto tristi!

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  6. Mi venivano in mente le parole di Paolo di Tarso di circa 1950 anni fa:
    “Nam oportet et haereses inter vos esse, ut et, qui probati sunt, manifesti fiant in vobis”. (1Cor 11,19).
    Non mi meravigliano queste cose né mi sorprendono; come lei ha già sottolineato, basta leggere con attenzione il blog per non rimenere sorpresi. Rimane l'amarezza. Ma passerà.
    Per quanto riguarda me e altri utenti come me, mi attengo ad altro consiglio biblico: “Oportet vos sedatos esse et nihil temere agere” (At 19,36). Che tradotto in termini letti sul blog significa rimanere sotto lo stendardo.

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  7. Rinaldi, come Ravetto e gli altri, è il sintomo di un problema collocato a monte, che si chiama Vannacci e la sua iniziativa. Dopodiché, si sa che la politica si sviluppa utilizzando diverse componenti, tra cui il mostrare i muscoli e la mediazione.
    Vannacci oggi sta evidentemente mostrando i muscoli (movimento, iscritti, parlamentari che cambiano casacca, ecc) ma poi dovrà per forza negoziare, per quanto gli sarà possibile, un programma condiviso di coalizione.
    Penso che finirà così (non voglio pensare che desiderino danneggiare il centro dx e consegnare il Paese a PD e 5*) e che Rinaldi e Ravetto avranno la loro poltrona in parlamento.
    Perché alla fine, è questo quello che vogliono.
    Triste? Si, parecchio, ma di persone veramente disinteressate al momento ne conosco due, lei e Claudio. E potrei sbagliare, ma solo chi è totalmente disinteressato lotta per la causa fino in fondo in maniera fedele e leale.
    Vedremo gli sviluppi.

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    1. Perdonami, il problema è un altro: il combinato disposto del calo del consenso e della adozione di una nuova legge elettorale fa sì che metà degli attuali parlamentari sanno di non rientrare in parlamento. Voi mi conoscete, sapete che non ci volevo neanche andare, l’ho fatto volentieri e ci sto bene, ma non era un mio obiettivo e se dovessi fallire una competizione elettorale tornerei a insegnare o più probabilmente andrei a fare un lavoro più proficuo di quello del parlamentare. Però io sono io e parlo per me. Tutti i discorsi che sentite fare, dalla A di Antonio alla Z di Zaia, hanno come sottotesto questo dato di fatto. Provate a farci caso. Visti con questa lente, tanti fenomeni apparentemente incomprensibili si ricompongono in una unità perfettamente logica.

      Quanto a Vannacci, non lo vedo come un problema. Il suo obiettivo era entrare in Fratelli d’Italia, ma Crosetto lo ha stoppato. Per noi è stato una risorsa utile, anzi, indispensabile, ma nel frattempo il quadro è cambiato. Per il centrodestra potrà essere una risorsa se vorrà, ma questo va chiesto a lui, non può essere un problema nostro. Al limite, come detto più volte, sarà un problema dei suoi elettori.

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  8. Buonasera, interpreto questo intervento come l'ultimo di una serie di messaggi in cui senza troppi veli si fa esplicito riferimento a quella che è stata (e forse lo è ancora?) una delle strutture di condizionamento più rilevanti nella recente storia d'Italia. Potrebbe essere utile un evento in cui parlarne? un cordiale saluto

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    1. Perdonami, vorrei poterti aiutare, ma confesso candidamente di non aver capito a che cosa ti riferisci. Qui l’unico fattore in gioco è l’ambizione personale e la sua frustrazione.

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    2. molti personaggi appaiono legati alla Link

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    3. molti personaggi appaiono legati alla Link

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    4. Giusto, scusami! Non ci avevo pensato! Che cosa vuoi che ti dica? All’inizio, quando Vannacci si candidò con noi aiutandoci a superare l’asticella delle europee, c’era anche chi diceva che fosse un infiltrato e che avrebbe fatto scoppiare uno scandalo prima delle elezioni per impedirci di superarle. Peccato che chi raccontava queste cose facesse parte di quelli che non impegnandosi ci avrebbero fatto correre il rischio di non superarle, e questo ovviamente rendeva un po’ complicato rendere colato le loro parole. L’ambiente della Link a me ha sempre dato pessime vibrazioni, ma immaginare che 13 anni fa Antonio mi abbia accostato per infiltrarmi è veramente un po’ complicato (a beneficio di chi se ne fosse dimenticato, ricordo che all’epoca la Lega era al 4% e il consenso era largamente attorno a questo blog, di cui molti lettori volevano fare un partito!). Ci sono stati altri tentativi di avvicinarmi per infiltrarsi, ma non ci metterei Antonio né una ipotetica regia della Link, sinceramente.

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    5. Non ho elementi sul caso specifico, però con calma sarebbe forse utile riavvolgere il filo della Link.

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  9. La mia impressione è che quel che sta succedendo - al di là dei singoli casi personali e delle considerazioni etiche (che in politica contano il giusto) - potrebbe essere sintomo di un problema vero, ossia che la Lega, passando da un 30% a un 10% di consenso, fatica ad offrire "posti" (termine brutto, ma efficace) in surplus rispetto a quelli "riservati" ai politici/amministratori di lungo corso del partito. Perché una nuova classe dirigente, oltre a formarla/selezionarla, devi poi anche essere in grado di "piazzarla", altrimenti rischi di perderla per strada (specie se davvero è preparata). Poi alcuni se ne andranno "bene" e altri "meno bene", però il danno al partito c'è in entrambi i casi.

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    1. Diciamo che magari senza dare i numeri a cazzo funziona meglio. Noi avevamo il 17% alle politiche del 18, l’8% alle politiche del 22 (Ma con quasi il 16% dei parlamentari perché gli uninominali erano stati attribuiti sulla base dei risultati elettorali precedenti), e ora ci dobbiamo confrontare con una legge elettorale che non conosciamo e con un consenso che resterebbe all’8% negli scenari più favorevoli. Se la legge elettorale restasse quella che è (ma a quanto ho capito entro l’estate la cambiamo), in ogni caso gli uninominali sarebbero attribuiti su base 8%, non su base 17%, e quindi come partito li perderemmo.
      Se la sinistra facesse quadrato, allora li perderemmo anche come coalizione. Per quel che riguarda il “placement”, per chi è vispo problemi non ce ne sono, perché il parlamento è una grande scuola, dove si imparano tante cose.

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    2. Chiedo venia. In realtà mi riferivo ai voti (e non ai seggi, come sarebbe stato più corretto fare) ed il 30 era una approssimazione per difetto riferita alle europee del 2019 mentre il 10 voleva essere una approssimazione per eccesso delle ultime politiche.

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  10. Mi chiedo, se una cosa del genere fosse successa a Zanni (e magari è successa, ma semplicemente ha avuto la pazienza di attendere che si liberasse il posto giusto per lui) avrebbe cercato anche lui una sponda in qualche altra forza politica? Magari ha ricevuti piu di due "no" e semplicemente ha avuto la pazienza di attendere la nomina opportuna.

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    1. È successa e ha avuto la pazienza di attendere. Faccio notare che si tratta di due situazioni comunque molto diverse, anche se accomunate dal disinteresse: Marco è giovane, ancora in piena età lavorativa, e stava ricevendo molte offerte interessanti dal mercato, per cui avrebbe tranquillamente potuto mettersi a fare attività privata, guadagnandoci bene. Antonio, d’altra parte, potrebbe tranquillamente “pensionarsi” e ha di che vivere. Quindi, in questo senso, l’idea che si sia offerto ai futuristi per una “poltrona“ mi sembrerebbe infondata. Antonio è una persona generosa, non è una persona venale.

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  11. Ho letto le motivazioni dell'adesione. Personalmente le reputo deboli. Direi che trattasi di "No privato" (cito il senatore Borghi all'indomani dell'esito referendario del 22-23 marzo 2026). In campagna elettorale, ci sta tutto. Perché l'attuale governo può essere criticato su tutto. Ma quando si deve governare, non si può più stare a fare le finte di corpo (perché coerente... cito dalle motivazioni). ["Fingi di riandare avanti con un salto, poi a sinistra con la finta che stai andando a destra" (Battiato)]. C'è bisogno di intelligenza... i prossimi anni sono piuttosto critici (cito 4 giugno 2026)

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  12. Ho 3 Mazzola, te ne do 2 se mi dai un Rivera ed un Pulici....

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  13. Quindi in conclusione la mossa del Prof. Rinaldi sarebbe dovuta all’orgoglio personale ferito (debolezza umana comprensibile) e che “politicamente” la risposta del partito sarebbe “ce ne faremo una ragione”. Nel concreto non cambia nulla

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  14. Beh! Alla fine ho più goofy all'attivo io che non commento quasi mai che il Rinaldi. È una correlazione spuria ma da soddisfazione

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