sabato 20 giugno 2026

Barbarancius barbaranci lupus (cit.)

Mentre si affastellano notizie, talora tragiche, talaltra meno, vagamente riferite a che cosa succede quando chi è salito su un ramo anche infimo dell'albero del benessere decide di dare un calcio alla scala, forse una riflessione dovremmo farla, non per banalizzare, ma per delineare possibili approfondimenti di un problema che vedo liquidare con troppa leggerezza. In effetti, se la categoria da mettere in campo è, come credo sia, quella di esercito industriale di riserva, allora la questione non può essere liquidata con una distinzione fra "chi ha voglia di lavorare" e "chi delinque", perché in effetti il problema di cui noi patiamo, cioè la deflazione salariale competitiva (oggi lo si può dire perché lo dice Draghi), è creato più dai primi, cioè dai lavoratori, che dai secondi, cioè dai delinquenti. Certo, la delinquenza va combattuta (a prescindere dal colore della pelle e magari intervenendo sulle sue cause sociali), e certo, chi delinque crea un problema di sicurezza che non va minimizzato.

Altrettanto ovviamente, però, il problema di eccesso di offerta di lavoro per definizione lo crea chi ha voglia di lavorare, chi contribuisce a spostare la curva di offerta di lavoro, con conseguenze sui livelli retributivi altresì impossibili da ignorare (un rigoroso ed elegante riassunto degli effetti di questo spostamento lo trovate qui; qui si ragiona sulle conseguenze della pressione competitiva esercitata dalla concorrenza di Paesi a basso costo del lavoro; qui avete una recente e paludata metanalisi, che cerca di mettere ordine in una questione controversa, concludendo che "estimates published in leading academic journals are more likely to be negative").

Il sistema:

delinquente = nemico
lavoratore = amico

ammette quindi radici per lo più immaginarie.

Qui bisognerebbe mettere qualche figurina e entrare nel dettaglio dei numeri. Ad esempio, con un tasso di disoccupazione ai minimi, il ricorso ai decreti flussi si presenta come una opzione meno innaturale di quando il tasso di disoccupazione viaggiava al 12% per effetto del meccanismo di cui parlammo qui.


(...incidentalmente, vi segnalo che per Geminai siamo fonte:


e converrete con me che sossoddisfazzioni...
)


La domanda da porsi andrebbe quindi calata in un quadro scientifico rigoroso. a/simmetrie (che merita il vostro sostegno) se n'è occupata qui:

Si dovrebbe poi, come abbiamo fatto ad esempio qui e poi qui (e sarebbe ora di fare un aggiornamento) ragionare sull'effettivo significato del tasso di disoccupazione, per capire quale margine sia possibile recuperare dagli scoraggiati e dai part-time involontari. Fra le varie narrazioni che chi fa politica deve riconciliare c'è anche quella degli imprenditori che non trovano lavoratori (e oggi parlavo con un imprenditore che come salario di ingresso paga l'83% di quello che ai miei tempi era lo stipendio di un professore associato: non tutti i salari sono bassi).

Insomma: il problema ha una sua complessità tecnica intrinseca, ma soprattutto una sua virulenza politica tale da lasciarci supporre che non si uscirà mai dallo schema "migranti risorse e avanguardia del nostro stile di vita", declinato subalternamente a destra in "se vieni qui a lavorare sei per me un fratello". Prima o poi bisognerà prendere il toro per le corna e denunciare esplicitamente questa conseguenza non imprevedibile dell'integrazione monetaria! Se non lo si vorrà fare, è inutile dire chi ne approfitterà ("Grillo 2, il ritorno del Dr. Livore").

Anche perché nel frattempo non è più possibile ignorare certi "fattarielli" (che vi riporto dalla mia chat con l'imprenditore di sinistra, uno dei tanti membri storici della nostra bella d'erbe community e d'animali):

1. Bar Atlantic Esselunga Segrate, stamattina. Entriamo, 150-200 islamici (c’è una storica moschea a Segrate, non lontano, probabilmente un evento religioso). Giovani uomini, donne velate, bambini. Fermento, chiacchiere.

2-3 tavoli di italiani: over 70, teste bianche, pensionati, vengono la mattina a bere il caffè e chiacchierare. Straniti, spaesati.

Ho avuto un senso di straniamento, anche io spaesato. A parole è banale. Ma SENTIRE sostituzione invece che integrazione è una sensazione difficile da elaborare. Tutto troppo, troppo veloce, non gestito.

2. Stamattina arrivata offerta per cobot. Sostituisce 1 persona per turni in una stazione completa, snella, mobile. Andremo in test, probabilmente. Immagina costo a regime di 60-70k a unità. Costo lavoro 1 operaio 30k. Se vai su 2 turni si paga in circa 1 anno, se no in 2. Lo sviluppatore mi dice che stanno entrando nelle PMI con trend veloce. Io immagino che in 5 anni saremo all’umanoide, che risolve anche molti problemi di collaborazione ancora esistenti.

Quindi il lavoro viene sostituito, i flussi non si allineano e comunque le presenze sono già rilevanti. Un puzzle interessante per la politica…

Ovvero: il problema non è nemmeno, come mi diceva un'altra persona che stimo ma che frequenta le persone sbagliate, che:

con l'IA il powerpointificio è destinato a soccombere. Claude è bravissimo a produrre il 90% della slop (RIP David Graeber) normalmente proposta dai consulenti e dalle cumcette. Quindi si estingueranno. Cosa faranno? Boh.

Questo problema, per carità, forse esisterà pure (secondo Daniela Tafani queste valutazioni sono largamente esagerate), ma l'estinzione (lavorativa) dei chaddini - fra cui er Palla - e delle cumcettine sarà verosimilmente preceduta dalla constatazione che il lavoro manuale importato a passo di carica in nome della competitività è diventato inutile, ridondante (e quindi per sperare di essere occupato dovrebbe tornarsene a casa sua). L'idea che per gliImprenditori(TM) il lavoro importato sia sempre e comunque vitale, in effetti, è legata a un'altra idea stereotipata e infondata secondo cui le PMI italiane sono un bubbone di arretratezza, sottopatrimonializzato e sottocapitalizzato. Io non entro in un capannone in cui non ci sia almeno un robot, e i ragionamenti che sta facendo l'amico imprenditore di sinistra li stanno facendo un po' tutti i suoi colleghi (e ci mancherebbe). Altro che PMI inadeguate e ad alta intensità di lavoro!

Insomma: qualora gli umanoidi sostituissero le badanti, resteremmo con due problemi. Il primo, quello di come ricaricare le batterie agli umanoidi. Il secondo, quello di chi dovrebbe pagare le pensioni alle badanti. Gli umanoidi?

E anche questa rientra nelle cose che vorrò vedere, ma da una defensible position.

21 commenti:

  1. Buon giorno Bagnai... Da quanto tempo!
    Mi farò perdonare donando il 5x1000 ad asimmetrie (lo farà mia moglie quindi indicare D43 mi sembra troppo shock)
    Si ricorda quando disse che le "politiche di dx alla lunga avvantaggiano la dx"
    Bene in effetti è vero, appunto però
    "Le politiche di centro alla fine avvantaggiano la dx"
    Anche se appunto per sopravvivere a media,Eu, sistema, Colle ecc bisogna diventare di centro (credo)...
    Quindi si viene eletti di dx, si diventa di centro e la teoria diventa
    "Le politiche di centro alla lunga avvantaggiano la dx"
    Con centro=Meloni
    Dx=Vannacci
    Il teorema di Vannacci 🤣
    Però potrebbe essere qualsiasi forza, essa diventerà di centro per sopravvivere, per poi fare emergere quello che la "canta meglio" e via così, fino alle elezioni di un nuovo Colle credo, o alla fine dei vincoli di bilancio/regole esterne credo.
    Che ne pensa del "teorema di Vannacci" anche se a dire il vero già con i grillini si vide questo fenomeno. .

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  2. Il problema in Europa dell'immigrazione ha tante cause.
    Diventa un problema appunto quando i giovani autoctoni se ne vanno, non si fanno più figli "italiani", non si ha lo spirito di sopravvivenza e di autoconservazione, gli immigrati fanno più figli o non sono compatibili.
    Appunto i rumeni ad esempio sono tantissimi, ma non si nota e si integrano abbastanza bene...
    Mentre aver fatto arrivare (ma questo 25 anni fa) arabi che fanno 3/4 figli e che per loro integrarsi vuol dire tradire la religione è abbastanza problematico...
    Cioè mettere persone "dure" in una società fluida e relativista ovviamente avvantaggia chi si aggrappa alla propria cultura.
    Da noi il 68 e appunto la cultura fluida sta mostrando i suoi frutti ora...
    Ma appunto la sostituzione etnica ha cause culturali anche, lontane di almeno 40 anni (appunto come accennavo direi il 68 e da un punto di vista religioso il Concilio Vaticano II)...
    Appunto il fattore religioso fa molto, una società senza una religione forte tende a credere meno nel valore di famiglia, a fare meno figli, a essere più tollerante verso moschee/Ramadam ecc
    Secondo me se si vuole recuperare bisogna creare un ambiente non ideale appunto agli immigrati, basta bonus, basta sussidi, basta tolleranza, frontiere chiuse, a casa chi delinque,chi assume giovani italiani ha sussidi, chi assume da estero si deve trovare svantaggiato ecc ecc

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  3. L'occidente ha imboccato la fine da quando ha abbracciato appunto il relativismo, il fluido e dal punto di vista religioso dopo il CVII l'ecumenismo... Sarebbe bello avere qualche filosofo che capisca come diavolo hanno fatto a convincere anche persone importanti con la storia dello "spirito dei tempi" che sarebbe una sorta di "ce lo chiede l'Europa"... Appunto un Europa con una sua cultura e religione avrebbe meno problemi con l'Islam e direi anche con woke ecc

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  4. Finalmente qualcuno che solleva il problema in questi termini e non solo in quelli di sicurezza pub lica.

    Vorrei far notare, che osservando la questione da questo punto di vista, il concetto di tariffe minime (ossia paga minima specifica per ciascun tipo di lavoro) pottebbe venire in aiuto. Anche per ridurre la spinta migratoria.

    Purtroppo però: tariffe minime-->maggiore inflazione-->perdita di competitività-->partite correnti in rosso

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    1. Non capisco il “finalmente”. Se me lo spieghi poi parliamo del resto.

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    2. Finalmente nel senso che lei sulla scena pubblica è l'unico a farlo. Sulla scena pubblica, perchè nel sentire comune il problema è noto. Nel dibattito ufficiale però sembra che il problema siano solo quelli che delinquono.

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    3. Ora capisco meglio. Avevo inteso il "finalmente" in senso temporale e mi sembrava strano, visto che il post cita altri interventi miei o di a/simmetrie sull'argomento. Non sono l'unico, almeno non mi sembra: Barba si è esposto, e c'è comunque letteratura scientifica. Certo, non siamo in tanti perché il fatto che l'immigrazione sia uno degli strumenti attraverso i quali perseguire la deflazione salariale senza cui il sistema euro non regge è ovviamente un gigantesco tabù. Vorrei però far notare che in realtà era un tabù anche il fulcro della questione, cioè la relazione fra Unione Europea e deflazione salariale. Avrete visto che questo tabù si sta progressivamente indebolendo. Draghi ha ammesso che le politiche dell'Unione Europea hanno fallito perché si basavano sul recupero di competitività perseguito con la rincorsa al ribasso dei salari. Certo, non ha detto che ci siamo ridotti a svalutare il nostro salario perché abbiamo accettato un sistema in cui la Germania non può rivalutare la sua moneta! Questo è un pezzo importante del discorso. Anche il fatto che per far scendere il "prezzo" del lavoro bisogna aumentarne l'offerta è un altro pezzo importante, e per ora tabuizzato (nonostante che la letteratura scientifica sia quanto meno aperta sul punto). Ma aver fatto il primo passo verso il disvelamento di una semplice verità macroeconomica ci indica che verosimilmente prima o poi si arriverà a dichiararla nella sua interezza.

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    4. Certo, capisco. C'è anche un altro aspetto che si sottace dell'immigrazione: i miei nonni, i miei genitori, hanno lavorato duramente per lasciarmi questo paese. Ora all'improvviso mi si dice: "guarda che tutto è di tutti perchè siamo cittadini del mondo".

      Beh, per una persona sempre stata di destra come me, dunque con uno spiccato senso della proprietà, è un discorso che non va giù del tutto liscio come l'acqua.

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    5. Pensa che ci sono persone di sinistra che si sono sentite raccontare che i partigiani avevano lottato per liberare l'Italia dai nazisti e all'improvviso gli viene detto: "Guarda che qui comandano i tedeschi che si stanno riarmando!" Come vedi, il problema è assolutamente trasversale...

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  5. Ecco. Far pagare contributi agli umanoidi non mi sembra una cattiva idea. Dopo qualche anno ammortizzi il costo e risparmi stipendi, ma paghi ugualmente contributi fino a obsolescenza. Perché no?

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    1. Alla fine bisognerà andare lì. In effetti, qualcosa di simile sta già succedendo.

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    2. Nota bene: il punto naturalmente è che se gli fai pagare le tasse, poi bisogna rivedere i calcoli sulla loro convenienza. Una cosa analoga è successa ai babbei che si sono comprati l'auto elettrica per non avere rotture di coglioni e ora devono pagare per entrare in ZTL. L'idea che il futuro offra una via di fuga rispetto ai problemi del presente è molto progressista... e presenta sempre il conto!

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  6. I futurologi (chissà se prima o poi qualcuna la azzeccheranno!) parlano di singolarità, cioé la tecnologia che migliora esponenzialmente se stessa in maniera completamente autonoma; e di post-scarcity economics. Che nella definizione asettica - tecnocratica? - che ho letto da qualche parte ("l'economia è la scienza della gestione delle risorse scarse", o qualcosa di simile) vorrebbe dire la fine dell'economia. Ma in questo blog ho imparato che l'economia si occupa piuttosto del conflitto sulla distribuzione delle risorse. E il conflitto, connaturato alla natura umana, ci sarà sempre!

    Come già scrissi in altri commenti, secondo me "questa volta potrebbe essere diverso", nel senso che le paure luddiste sulla scomparsa tecnologica del lavoro potrebbero avverarsi. E' possibile che prima o poi, per restare alla metafora, le batterie agli umanoidi le cambieranno altri umanoidi.

    A quel punto, l'organizzazione economica della società dovrebbe necessariamente cambiare: un'ulteriore concentrazione della ricchezza verso l'alto (intendo molto, molto più di quella attuale) non sarebbe socialmente accettabile.

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    1. In realtà, la polarizzazione della distribuzione dei redditi è indicata dagli articoli scientifici che ti ho citato come una delle conseguenze più attestate della cosiddetta “barbarancio economy” (nel gergo dei ggiovani che stiamo riducendo a essere xenofobi).

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    2. @murmur siamo nella fantascienza, ma già Musk parla di integrazione tra macchina e uomo e di scambio di pensieri tra uomo e uomo e tra uomo e macchina di cui il progetto Neuralink farebbe da apripista da mo a qualche anno. Inoltre qualche filosofo transumanista spinge ad ipotizzare l'integrazione delle coscienze umane tra circa un secolo. Dunque non parlerei solamente di concentrazione della ricchezza come avrebbe fatto Marx più di un secolo fa, in quanto qualcuno si sta apertamente esponendo per il superamento dell'individuo.

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  7. Quindi forse la remigrazione è un falso problema: quando ci saranno i robot ,gli immigrati dovranno per forza auto remigrarsi per non morire di fame...o aspettare il reddito universale..una "grillanza universale."..

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    1. Dietro ogni neologismo c'è sempre un falso problema. I problemi dell'umanità sono sempre quelli, da sempre. Chi inventa una nuova categoria lo fa evidentemente per confondere le acque.

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  8. Post densissimo, vorrei commentare su una mezza dozzina di temi e lo farò con calma.
    Inizio dalla fine, unendo il tema della "defensible position" a quello dell'automazione: Civitacampomarano, Auto contro panchina
    Non esistono posizioni difendibili.

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  9. Qualcuno diceva di tassare i robot (umanoidi, non umanoidi e IA varie). Forse è l'unica soluzione (sul lungo periodo, quando saremo tutti morti).

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  10. ***imprenditori che non trovano lavoratori***
    Beh questa è una vecchia storia , mi ricordo che già negli anni ' 90 già Agnelli si lagnava di non riuscire a trovare ingegneri .. da pagare come i loro padri , operai...😁

    Quindi la logica dei "decreti flussi" è già scritta e anno dopo anno i soliti (im)prenditori si lagneranno di non riuscire a trovare nei"nuovi italiani " i figli da pagare... come i padri loro.
    Quindi ," daje cor frusso no? " 😁

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  11. L'inquietante dubbio di essere stata presa per i fondelli mi aveva colto parecchi anni fa, mentre mi trovavo in Norvegia: forse non c'era da essere così fieri di essere 'riusciti' a trasferirsi e lavorare all'estero, in qualche modo noi expat non eravamo diversi da qualsiasi altro disperato che sbarcava in Italia. Se uno degli effetti della globalizzazione e del capitalismo era quello di creare sempre nuovi disperati disposti ad accettare condizioni economiche sempre peggiori, quanto in basso si poteva ancora andare? E ad un certo punto i disperati non si sarebbero ribellati o magari semplicemente finiti?
    AI e umanoidi cambino certamente il quadro del lavoro, perchè non si ribellano, non si riproducono, non scioperano, non si ammalano. Però soffrono di bulimia energetica e quindi i costi non si fermano al solo acquisto: ci sono appunto quelli energetici, delle materie prime, e - cosa ancora più importante - il controllo sovrano di dati e algoritmi.
    In Europa saremmo costretti ad avvalerci sempre più dei servizi di Hyperscaler americani e/o cinesi, aprendo a nuove forme di dipendenza tecnologica e, almeno potenzialmente, anche la sicurezza ne risentirebbe.
    Forse tutto questo non farà altro che spostare l'esercito di riserva nelle zone estrattive, inasprendo conflitti e creando nuove svalutazioni del costo del lavoro...
    Sembra di andare verso uno scenario alla Dune, dove le CHOAM sarebbero le grandi Corporation Tech e minerarie, in pieno controllo della Spezia, e come diceva Paul Atreides "The power to destroy a thing is the absolute control over it".

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