sabato 28 marzo 2026

Commento allo sfogatoio

(...il post Sfogatoio ha suscitato molta, troppa attenzione. Ringrazio tutti e do qui una risposta collettiva, poi con calma darò quelle individuali...)


Assisto con olimpica indifferenza al divaricarsi dello scollamento fra gli interessi dell'autore di questo blog, che per forza di cose costituiscono l'argomento del blog, cioè l'economia (di cui con tutto il rispetto non capite un gran che), e gli interessi della community del blog, cioè la politica (di cui con tutto il rispetto non capite un cazzo, però vi sono grato di venirmela a insegnare aggratise)!

Non dovrebbe essere difficile capire il perché e il percome del risultato referendario.

Non l'ho detto in pubblico ex ante, mi sono limitato a dirlo in una situazione riservata a uno di voi (con cui ho vinto una scommessa) in presenza di tre altre persone (un assessore regionale col suo assistente e un manager pubblico), e non era assolutamente difficile capirlo. Dovrebbe parimenti essere facile capire perché non l'ho detto in pubblico a tutti voi: è quello che un altro amico mi ha detto chiamarsi "il paradosso del revisore". Ci sono ruoli in cui non puoi permetterti di emettere una profezia perché rischia di essere autoavverante, o semplicemente di esporti alla triste nomea di menagramo. A fronte di questo rischio, il vacuo vantaggio di vanità consistente nell'aggiungere l'ennesimo QED o VLAD è del tutto irrilevante (e, del resto, l'ultima edizione del nostro convegno annuale è stata anche un modo per chiuderla coi QED, di cui abbiamo constatato l'assoluta irrilevanza politica, perché, come mi ha detto un relatore del prossimo convegno annuale: no one lives in a counterfactual).

Tuttavia, chi segue il blog dall'inizio aveva (avrebbe avuto) gli elementi per capire come sarebbe andata a finire.

Il voto referendario non è stato un voto per la magistratura (di cui, come abbiamo capito, una metà scarsa degli italiani comunque non si fida, cosa di cui la stessa magistratura, dopo il voto, è consapevole), o per la Costituzione (di cui i nove decimi degli italiani  legittimamente ignorano genesi e contenuto), e non è nemmeno stato un voto contro il Governo (che i 99 centesimi degli italiani non sanno distinguere dal Parlamento).

Il voto referendario è stato, come tanti voti precedenti (referendari o meno), un voto in odio alla "politica", cioè ai parlamentari, cioè ai rappresentanti del popolo (perché per gli italiani "la politica" è il Parlamento, nonostante che sia sotto i loro occhi che la politica si fa in altre sedi: a Bruxelles, nell'ANM e nei private markets, rispetto ai quali il Parlamento potrebbe offrire un minimo di garanzie).

L'esito era abbastanza scontato, bastava esaminare gli sviluppi storici. Gli italiani:

  1. hanno votato (o non votato) per ridurre il numero dei parlamentari nel 2020;
  2. poi non hanno votato per riformare la giustizia ai referendum promossi dai radicali e dalla Lega nel 2021 (chiaro segno dell'irrilevanza del problema ai loro occhi, col paradosso che all'epoca il tema era talmente rilevante che perfino il PD si sentì in dovere di affrontarlo proponendo l'istituzione di un'alta corte disciplinare);
  3. poi nel 2025 da 200.000 follower siamo riusciti a estrarre appena 2.000 firme a sostegno del ripristino dell'art. 68 della Costituzione.

Ne bastano due di punti a individuare una retta, ma quando lungo la stessa retta, quella della punizione dell'odiata politica, di punti se ne allineano tre, che il quarto possa essere un outlier è una pia illusione.

L'elettorato italiano è ormai irretito e catturato dalla narrazione antipolitica: Mani Pulite prima, e il grillismo poi, col sostegno di appendici della governance globalista come Transparency International et similia, hanno confermato l'elettore medio in un'unica certezza: quella che il suo peggior nemico siano i suoi rappresentanti. La sincronia di Mani Pulite col Britannia ci dovrebbe far capire bene a chi giovi disseminare e radicare questa convinzione, e di questo qui abbiamo parlato molto (ne avete parlato soprattutto voi, ad esempio qui, quiqui, e infinite altre volte). Del resto chi mi legge da PC vedrà che la prima voce del tagcloud è "propaganda": non è un caso se qui ci siamo interessati fin da subito delle tecniche di condizionamento sociale, e se abbiamo avuto fra i graditi ospiti, nonché protagonisti, della nostra opera di divulgazione gli autori de La fabbrica del falso e Gli stregoni della notizia. Non è un caso se questo ci ha permesso di prevedere cose ben più difficili da prevedere del risultato del referendum (che su Polymarket era perdente dal 3 marzo, come mi faceva notare prima un nostro amico), come la saldatura fra PD e 5 Stelle, che oggi diamo tutti per scontata, ma che nel 2016 era leggibile solo a chi avesse i nostri strumenti di analisi.

Prima di andare avanti, però, fatemi subito fare una doverosa precisazione: non vorrei che questa constatazione fattuale (la subalternità del popolo italiano - élite comprese - alla narrazione autorazzista e antipolitica) venisse presa per la consueta, stantia recriminazione radical chic contro il popolo che vota male, signora mia!, perché ignorante o disinformato (dai bot russi o dai media controllati dal grande capitale finanziario, poco cambia). Se avessi mai voluto continuare a pensarla così (credo di non averla mai pensata così, in effetti...) sarei potuto restare di sinistra! L'odio del popolo verso i suoi rappresentanti può sembrare quello del bambino che prende a calci la gamba del tavolo contro cui ha sbattuto la testa, e forse in qualche sparuto caso sarà anche questo, ma non dobbiamo nasconderci che in realtà questo odio, per quanto possa essere controproducente (come ogni odio di sé), in effetti è una risposta perfettamente razionale al fatto che nel contesto in cui ci siamo cacciati (si dice per volontà di quello stesso popolo), i rappresentanti, per il popolo che rappresentano, non possono fare e conseguentemente non hanno fatto niente!

Fra le tante cose che gli altri non sanno e noi sappiamo c'è questa:


Il punto rosso corrisponde alla data in cui scrivevo Ortotteri e anatroccoli, il post in cui dopo una involontariamente illuminante uscita di Grillo (uscito di scena nel modo che sapete, peraltro...), secondo cui il problema non era l'euro ma il debito pubblico, commentavo:

Ma se già allora i piccoli dottor Livore marci di invidia e di odio sociale erano legione, quanti volete che siano dopo quattordici anni in cui le regole della illuminata governance europea non hanno permesso praticamente a nessuno di recuperare significativamente terreno? Tra l'altro, anche se non credo sia stato determinante, il grafico sui salari reali, che avevamo visto l'ultima volta a dicembre, aggiornato coi dati rilasciati il 4 marzo si presenta così:


In inverno la crescita si è interrotta, e questo certamente non ha aiutato. Ma anche a prescindere da questo dato congiunturale, i piccoli dottor Livore certamente non saranno diminuiti negli ultimi quattordici anni! Ognuno di noi ne conosceva uno e ora ne conosce decine. Qualsiasi tentativo, compreso questo (posto che non sia stato l'unico) di canalizzare il loro motivato risentimento (un buco di 602 miliardi nel Pil reale non è uno scherzo...) verso qualcosa di meno autolesionistico dell'odio di sé (o, for what it's worth, dei propri rappresentanti) ci possiamo dire serenamente che ha fallito. Un pezzo di questo fallimento è l'impossibilità di far capire il grafico della vergogna, ma un altro pezzo consiste nel fatto che quel grafico, se pure non compreso, è sentito fin nel midollo delle ossa dalla stragrande maggioranza degli italiani, che alla fine non sa nemmeno perché sta male, visto che non sa da quando sta male, e a causa di chi sta male. La risposta a questo malessere tanto grave quanto difficile da mettere a fuoco, perché sviluppatosi nel tempo, in modo strisciante, sotto forma di stagnazione, non di recessione, è ovviamente una risposta essa stessa sfuocata, rivolta a un bersaglio indistinto: la politica.

Ora, io ho aperto questo blog per aiutare chi stava male (e non ci sono riuscito) facendomi capire (e non ci sono riuscito), e non sarà certo ora che cambierò idea dando ai destinatari la colpa del mio (e loro) fallimento! Questo per evitare la gnagnera del "colpevolizzi l'elettore!", non senza ricordare però che l'elettore, in quanto adulto, è oggettivamente responsabile dei risultati delle sue scelte o non scelte, tant'è vero che ne paga il costo, qualora siano sbagliate.

Aggiungerei un'altra precisazione.

Voi, amici cari, siete popolo in senso giuridico, costituzionale, siete un pezzo di quel popolo cui appartiene la sovranità, ma in termini sociologici, per il semplice fatto di essere qui, siete élite e, vi assicuro, del popolo sapete meno un terzo di un quindicesimo della metà di un cazzo (detto con affetto). Che cosa pensa "er popolo" lo so io, che ogni giorno mi ci confondo e mi ci mischio, io, che ogni settimana, a Pizzoferrato, a Sant'Omero, a Villa Santa Lucia, o dove mi sputa il destino che mi sono scelto "transferiscomi poi in sulla strada, nell'hosteria; parlo con quelli che passono, dimando delle nuove de' paesi loro; intendo varie cose, e noto varii gusti e diverse fantasie d'huomini" (e naturalmente "m'ingaglioffo per tutto dí giuocando a cricca, a trich-trach, e sfogo questa malignità di questa mia sorta, sendo contento mi calpesti per questa via, per vedere se la se ne vergognassi".)

(...un pensiero affettuoso agli scolarizzati nel XXI secolo che dovranno googlare...)

Ora, naturalmente, del referendum si parlava, e quindi anch'io "in villa" ne parlavo "all'hosteria" con chi sapeva chi fossi, e con chi, grazie ai premurosi uffici del servizio pubico abruzzese, non lo sapeva affatto: huomini diversi, ma le loro fantasie erano singolarmente coincidenti (e coincidenti con il pronostico di Polymarket), l'idea che si erano fatta del referendum era una e una sola: che il loro nemico (i parlamentari) avesse trovato un modo per farla franca, per sfuggire alla scure della giustizia, e che questo andasse impedito a tutti i costi.

Gli errori giudiziari? Capitano, e poi a me non capiteranno (come l'aghetto, no?)

La totale impunità di chi li compie? Chi se ne frega, tanto a me non capiterà, e poi sempre meglio della politica che se ne sta nel palazzo a non far niente.

La volontà eversiva di imporre un indirizzo politico difforme dalla volontà popolare (ovviamente declinato in modo comprensibile da un marrucino o da un frentano o da un marsicano: "Scusa, ma come fa la polizia a garantire sicurezza se lei li mette dentro e quelli li tirano fuori?")? Sì, va bene, questo è uno scandalo, non si può più uscire di casa (all'Aquila!), ma il vero problema è che se sò magnati tutto e vogliono farla franca.

Siamo.

Ancora.

Qui.

Punto.

Il resto è pura masturbazione mentale di eletti membri della affluent society, inclusi il nostro Valeriuccio e il nostro Marcellino.

Fatta questa dovuta precisazione, andrei avanti con una considerazione che, per quanto banale, non mi sembra nessuno abbia fatto, se non io in privato ad alcuni di voi (fino a quello che vi dico qua sopra c'è in realtà arrivato anche il terzo Feltri, Mattia). Che lo si voglia o meno, il successo di Giorgia Meloni è stato anch'esso un successo dell'antipolitica. Non credo infatti che sia stato dovuto, come il successo di Matteo Salvini nel 2018, alla proposta di una diversa visione del mondo. Anzi! Pur essendo il primo a dire che i social sono una lente deformante, se per un attimo facciamo finta che dietro certi account ci siano delle persone in carne e ossa, o anche se scendiamo un attimo di qualche ponte giù dalla prima classe del Titanic, potremo constatare che molte scelte fatte dal premier, per quanto fossero esplicitamente annunciate nel programma del partito di maggioranza relativa, incontrano un certo disappunto da parte dei suoi elettori, che però o non hanno letto il programma (ipotesi più probabile) oppure si sono turati il naso e hanno premiato comunque Giorgia, e perché? Perché si era opposta a Draghi, cioè (piaccia o no) alla politica!

Sì, lo so bene che LVI non è "la politica" ma "la tecnica". Io lo so, tu lo sai, ma noi siamo élite. La "non élite", inutile girarci intorno, vedeva in LVI l'ennesima ipostasi (o metastasi) di quella oscura potenza demoniaca, fluida e indistinta, che qui gergalmente chiamiamo #aaaaabolidiga (con le cinque "a" dei Cinque Stelle).

E la "non élite" a questo si era opposta.

Aggiungo che, pur non avendo mai affrontato il tema con l'interessata, che certo non ha tempo da dedicare a analisi così salottiere, di questo credo che in qualche modo lei fosse consapevole, con l'intelligenza che la contraddistingue. Vi faccio alcuni esempi. Sappiamo tutti, autore compreso, che la riforma delle province di Delrio andrebbe smantellata, non solo perché l'aveva chiesta LVI con la lettera della BCE (al punto 3), ma soprattutto perché ha creato una situazione di ingestibilità del territorio, emersa tragicamente in fase acuta a Rigopiano, ma pervasiva e persistente in fase cronica per ogni dove (in questo momento a Silvi sta venendo giù una provinciale, ad esempio...). La risposta pare sia stata: lasciamo tutto com'è, altrimenti gli italiani ci accuseranno di pensare alle poltrone! Sappiamo tutti che la riforma costituzionale del 1993 ha gravemente alterato l'equilibrio fra i poteri dello Stato, ma la proposta (peraltro non sostenuta dal consenso popolare, a differenza di quella sulla remigrazione) per il ripristino dell'art. 68 nella sua formulazione originaria ha incontrato grande freddezza nel partito di maggioranza relativa, e anche lì l'argomento è stato: lasciamo tutto com'è, altrimenti gli italiani ci accuseranno di volere l'impunità! Aggiungo che ovviamente nel corso della legislatura borbottii a favore di un rimpasto si son sentiti, ma l'argomento era sempre: non dobbiamo far pensare agli italiani che teniamo alle poltrone!

Ora, in tutta franchezza: io ho una stima enorme dell'attuale premier, da quando Antonio Triolo me lo presentò, saranno presto quindici anni. All'inizio, però, questi argomenti mi urtavano, perché li trovavo grillini. Poi mi sono detto: Carlo Carafa non era un tipo raccomandabile, e infatti ha fatto una brutta fine, però una cosa giusta l'ha detta: vulgus vult decipi, ergo decipiatur. Del resto, è quello che vi dico sempre anch'io: quando si è in netta inferiorità numerica, bisogna sfruttare la forza dell'avversario, e se la maggioranza del popolo ti ha scelto come nemico, per batterlo devi fare (o almeno raccontare) esattamente quello che vuole lui. Si chiama demagogia, e funziona (normalmente per fottere il popolo, ma anche per aiutarlo, dato che l'una e l'altra cosa prevedono come condizione necessaria che il popolo ti dia il potere). In modo meno brutale, e forse più veritiero: le democrazie occidentali sono in mano a due categorie di persone semplici, gli elettori e "i mercati", cioè qualche decina di idiots savants acculturati in università anglosassòni. Queste persone semplici hanno bisogno di messaggi semplici: ad esempio, puoi pensare che ci sia bisogno di fare un tagliando al Governo, ma quanto è più efficace, come messaggio da dare ai mercati (o agli elettori): abbiamo garantito cinque anni di stabilità! E, attenzione, io non vi sto dicendo che questo sia sbagliato! Anzi! Una volta messi a fuoco i presupposti politici del consenso, queste scelte erano esattamente quelle che occorreva fare, e infatti, anche quando non era d'accordo (come parlamentare) me ne sono sempre stato rispettosamente zitto aspettando di capire, e ho capito. Continuo, peraltro, a essere uno di quelli che pensa che se ai casini in cui siamo aggiungessimo una simpatica bufera sui mercati non avremmo risolto un cazzo, ma questa è una mia idea (che deriva dalla convinzione che la bufera arriverà comunque - basta vedere come la Bce si sta distanziando dai private markets - e quindi meglio non prendersi la responsabilità di averla causata).

Naturalmente, su queste basi, aspettarsi che il quarto punto, cioè il referendum sulla "separazione dei poteri", potesse cadere fuori dalla retta era un po' avventato, anche perché un mandato "anti" non è esattamente un mandato a riformare il Paese, ma a combattere il nemico, cioè il Parlamento. Sotto questo profilo quindi, il cosiddetto "premierato", nella misura in cui punisce quegli infidi voltagabbana dei parlamentari che si azzardassero a prendere troppo sul serio l'art. 67 Cost., è o sarebbe stata una riforma molto più palatable (mi duole ricordarlo, ma in italiano "palatabile" non esiste ed è bene che non esista) di un referendum fatto "per sfuggire alla magistratura" (perché così è stato capito).

Chest'è.

Quindi va tutto bene e la colpa è del popolo?

None, non va tutto bene (mi sembra evidente) e la colpa non è del popolo.

Che la colpa non sia del "popolo" l'ho argomentato sufficientemente, posso anche ripetermi, ma mi sembra più utile soffermarmi sul resto.

La prima cosa che non è andata bene, una volta fatta questa scelta avventata, è stata il racconto della riforma. E il rito accusatorio, e il rito inquisitorio, e i padri costituenti, e la riforma Vassalli, e tutte cose di cui alla maggior parte delle persone non importava assolutamente nulla, quando si poteva tranquillamente raccontarla così:


cioè in modo "logico-culturale", come diceva l'amico Mario, partendo dal presupposto che ci sono alcune categorie di persone, come i medici e i magistrati, che per fare del bene devono fare del male (tagliare, incarcerare), che questo male devono poterlo fare con serenità nell'interesse di tutti, e che gli eventuali errori commessi non devono essere demonizzati ma devono essere gestiti: non ha senso arrestare per lesioni un chirurgo nel momento stesso in cui incide il derma per andare a vedere che c'è sotto, ma non ha nemmeno senso che un magistrato che lascia per dimenticanza una persona in carcere per mesi, o un magistrato specializzato nella pesca a strascico (tanto non esistono innocenti ma solo colpevoli che l'hanno fatta franca) viva nella certezza dell'impunità.

Gli errori sono umani, ma in questo caso si rischia che siano sopra la media, e il rischio deriva dal fatto che il processo non garantisce serenità di giudizio al giudice, perché gli avanzamenti di carriera del giudice dipendono da un organo in cui potrebbe sedere il pubblico ministero o un suo amico. Deriva da qui la richiesta di separare le carriere. Non le funzioni, che nel processo sono già distinte, ma le carriere, i giudizi sull'operato dei magistrati.

L'impunità, a sua volta, dipende dal fatto che la funzione disciplinare è affidata allo stesso organo che esercita la funzione amministrativa. Se vi fanno una multa che ritenete ingiustificata, dove andate a contestarla? In consiglio comunale? E perché mai chi ha collocato l'autovelox dovrebbe dare torto a se stesso! Andate ovviamente dal giudice di pace (entro 30 giorni), per il semplice e ovvio motivo che eviterete di rivolgervi a chi è parte in causa. Viceversa, quando un magistrato esercita male la sua funzione, a giudicare il suo operato è chiamato proprio chi lo ha messo a esercitarla (un po' come se si chiedesse al sindaco di verificare se è omologato l'autovelox che ha messo per far cassa...)! Si capisce perché non funziona, no?

On top of all that, a causa di una legge elettorale del 1975, quindi ben posteriore alla Costituzione, le elezioni in CSM avvengono col metodo proporzionale su collegio unico nazionale. Questo significa che bisogna creare dei giganteschi comitati elettorali, che vanno dalla "A" di Aosta alla "A" di Agrigento, e che servono a decidere chi mettere in lista e in quale posizione, e a organizzare la campagna elettorale, una campagna che, come tutte, si basa ovviamente sul "cosa mi dai se ti voto?". Qui sì che la politica gioca un ruolo, nel senso deteriore e partitocratico del termine, e per risolvere questo problema c'è solo un metodo, quello che gli ortotteri proponevano: il sorteggio.

2589 battute.

Punto.

Quando è intervenuto, il premier l'ha raccontata così. Poteva o doveva farlo prima? Non lo so. Sono state dette tante cose controproducenti? Certamente sì. Aggiungo che siccome l'ultracasta si è disvelata, sarebbe bastato lasciar parlare lei. Ma purtroppo c'è una destra che, nel suo desiderio di essere o apparire migliore della sinistra, si propone di superarla in tutto, anche negli errori di comunicazione.

Amen.

Il problema più serio tuttavia è e resta un altro, la cui soluzione rischia di essere rinviata alle generazioni di un futuro che a questo punto sia molto distante, perché sono convinto sempre di più che questa soluzione non possa non prevedere un passaggio molto doloroso: è il problema di come ricostruire un mondo in cui i rappresentanti del popolo siano liberi di rappresentare il popolo con un minimo di efficacia! La soluzione di questo problema passa per un percorso di emancipazione del Paese che, lo sappiamo, non è nelle corde della sinistra, e richiede quindi che la destra al potere ci vada e ci si mantenga, naturalmente dimostrando di meritarselo, e rispettando le regole (visto che chi può permettersi di non rispettarle ha vinto!).

E qui casca la destra, che oltre a non aver riflettuto con la dovuta attenzione sulla natura del suo consenso (questo riguarda tutti, anche noi), soprattutto non ha fatto una accurata selezione del popolo da rappresentare, come invece ha fatto e continua a fare la sinistra! Ce lo siamo detti tante volte qui, no? Le Marie Antoniette della sinistra al popolo che voleva pane hanno dato, in no particular order, i matrimoni omosessuali, la schwa, l'inclusione, il kleema, il voto ai ggiovani, i migranti, i bambeenee, e via dicendo. Così facendo, le Marie Antoniette sono costruite un elettorato a loro immagine e somiglianza che ha funzionato benissimo perché ha consentito loro non tanto di scegliere i soldati con cui combattere, ma il terreno su cui combattere! Non quello della distribuzione del reddito e della giustizia sociale, dove rischierebbe, se qualcuno a destra avesse un po' di cattiveria, di essere messe di fronte alle proprie responsabilità (vedi sopra il buco da 602 miliardi), ma quello di tante battaglie identitarie che, per quanto minoritarie, e anzi proprio in quanto minoritarie, sono suscettibili di attirare un forte coinvolgimento "per", l'unico in grado di sovrastare, o meglio di aggirare e indirizzare, il diffuso coinvolgimento "anti". Questo spostamento dell'asse del discorso è evidente: alla fine, scegliere la Schlein anziché Bersani ha avuto un senso, e il senso era questo (che fosse voluto e cosciente o meno). Perché sì, nei paesi dal nome non inferiore a quattro sillabe fra cui mi aggiro io, ma anche negli strati del terziario sottoproletarizzato, cioè fra il famoso "popolo" (in senso sociologico), il voto è stato contro #aaaaabolidiga, ma, beninteso (i sondaggisti lo avranno certamente misurato), a questo voto conto la politica si è aggiunto un voto contro il Governo, cioè contro il fasheesmo, cioè per i bambeenee, e così via. Quello che rende compatibili le istanze della sinistra versicolore con il qualunquismo endemico qui da noi è, del resto, proprio il fatto che quelle istanze non sembrano (e in effetti forse non sono) politiche, cioè non sembrano "politica".

E questo spiega la celeste corrispondenza di amorosi sensi fra chi ha votato contro i propri interessi reali e chi ha votato per i propri interessi percepiti!

Che cosa possiamo fare?

Io tiro dritto e continuo a pensarla come quattordici anni fa:


Dobbiamo continuare a resistere, senza ignorare una consapevolezza che ormai credo abbiamo raggiunto tutti, o almeno l'ho raggiunta io, studiando meglio la storia, in particolare quella del mio collegio: chi all'epoca decise di mettere in gioco tutto, nella maggior parte dei casi lo fece perché non aveva più nulla da perdere. In altre parole, resta drammaticamente vero che perché l'amato popolo italiano, come tanti altri popoli, ricominci ad amare la democrazia, rifugga dalle lusinghe dell'antipolitica, occorre che sperimenti un po' l'alternativa. Insomma, è la solita storia, un po' paternalistica, ma non per questo meno fondata, dell'effetto Chichijima: ogni tanto occorre che, non riuscendoci nessuno, qualcosa faccia riflettere chi è nato dalla parte giusta della distribuzione del reddito che pace e democrazia devono essere conquiste quotidiane, che non si conseguono né con l'eccidio dei rappresentanti né con la tirannia delle minoranza. Non è da oggi né da ieri che faccio queste considerazioni, e non le vedo meno attuali dopo quello che è successo.

Dobbiamo resistere, deponendo però definitivamente la fiducia illuministica nel potere salvifico della verità. Che essa renda liberi lo si può raccontare solo se si è molto ben raccomandati, e anche in quel caso non è detto che poi vada a finire bene (così racconta la storia)! Certo, questo blog riposa ancora, in parte, su questa meravigliosa illusione. Far capire a chi non vive in un controfattuale che un altro mondo sarebbe possibile è un compito impervio e ingrato. Nel farlo sai che ti farai dei nemici (esempio: la Bce e le sue local branches), ma magari non metti in conto che il tuo nemico più accanito sarà chi astrattamente volevi aiutare! Va bene così. Non dobbiamo nemmeno arrovellarci troppo. Mentre qui ci poniamo tante domande, due forze lavorano per riportare un equilibrio: una è il rifiuto del globalismo espresso ormai dalla maggioranza degli elettorati europei (mi limito a questi perché sono quelli che ci possono aiutare a ripensare il sistema in cui siamo impaniati), e l'altra è la violenza dei mercati. Nel frattempo, per tenere la posizione bisognerà capire che il "se sò magnati tutto" è una costante biometrica inalterabile: non la puoi combattere, devi trovare un modo di girarle intorno. Non credo che questo abbia a che fare con aliquote fiscali, o con opere grandi o piccole, purtroppo. Mi limito a osservare una cosa: questo blog in qualche modo aveva anticipato il metodo della sinistra, perché aveva creato una minoranza consapevole e incazzata (che credo sia più o meno ancora qui). Quindi si possono costruire minoranze consapevoli e incazzate, che per l'antipolitica sono kriptonite, anche al di fuori del perimetro dei messaggi ammessi dall'intellighenzia "de sinistra".

Non aggiungo altro, per ora, aspettando i vostri riveriti commenti.

(...a scanso di equivoci e per risparmiarvene alcuni inutili: so benissimo che la riduzione dei parlamentari era anche nel programma della Lega del 2018. L'ho saputo dopo, a dire il vero, ma nel 2026 lo so! Quindi è inutile dirmelo. Non sarebbe inutile sapere se fosse una convinzione intima, o uno sfruttare la forza dell'avversario: ma questo non potremo saperlo mai...)

76 commenti:

  1. Eh Onoré, mi hai confermato ciò che temevo. L’antipolitica, spero solo per ora, sta anche nell’elettorato di CDX. Aggiungo, mi scuso se scrivendolo sembro vanitoso, che lo scarso presenzialismo territoriale ha fatto il resto. Ho tentato di spiegarmi alcuni giorni fa, postando nella cloaca una tabella di simulazione; era relativa all’ipotetico fatto che se in tutte le regioni dove il Sì ha perso, avesse “perso” come in Abruzzo, a livello nazionale, anche se di poco, il Sì avrebbe vinto. 👋🏼

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  2. "Potevano scegliere se lasciare alle generazioni future il debito o la povertà, hanno rifiutato di lasciargli il debito, gli hanno lasciato il debito e la povertà" e il pareggio di bilancio (cit. la propaganda)
    Non so se arriverà prima la "violenza dei mercati" o l'uso distorto delle AI generative ma in entrambi i casi questa minoranza consapevole e incazzata è destinata per fortuna o purtroppo a crescere.
    Lunga vita al blog che non c'è.

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  3. Professor Bagnai concordo sull'amara conclusione che la maggioranza degli elettori, ma anche di coloro che non votano, meritano di toccare il fondo e di capire la fortuna avuta a nascere da questa parte del pianeta e negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Detto ciò esprimo un mio pensiero. Molti elettori, di destra e sinistra, hanno bisogno di una visione, un programma politico capace di "far sognare", di creare entusiasmo e motivare i cittadini proponendo un programma politico imperniato su pochi, pochissimi punti realizzabili in una legislatura. Il primo di questi punti deve essere il tema dei giovani. Dobbiamo riportare in Italia i tanti giovani che sono fuggiti all'estero perchè più apprezzati, sia economicamente che nel riconoscimento del merito. Consentire ai tanti giovani meridionali che lavorano al nord di rientrare nella propria terra e di viverci dignitosamente. E poi mettere risorse sul potenziamento del Welafare. Io non so come si può realizzare un programma del genere e sono consapevole delle difficoltà nel reperire le risorse economiche. Ma so che spingere verso un maggiore indebitamento consentito dalle regole europee è, per la Sinistra, molto complicato in quanto ontologicamente espressione di quelle regole che non può che condividere fino ad impiccarsi. La speranza allora ricade su quei partiti che hanno in sè, da sempre, un atteggiamento critico e razionale sulle regole europee. La seguo da 15 anni e vedo la sua stizza nel leggere queste considerazioni pensando: quante volte devo dire che se facessimo la rivoluzzzione saremmo sbaragliati in men che non si dica da BCE, media nazionali, ecc, ecc? Cio nondimeno è forse giunto il momento di rompere gli indugi perchè l'alternativa è giocarsi le prossime elezioni sullo stesso terreno della sinistra che è quello fatto da tante parole e aspettative deluse per via delle regole dannate dell'UE. Che loro devono rispettare per necessità di sopravvivenza. Il clima politico in Francia e Germania potrebbe favorire scelte più coraggiose in Italia. Ripeto, comprendo che vi sono mille difficoltà, ma ho 70 anni e vorrei tanto veder rinascere il mio Paese, iniziando dal proprio ringiovanimento. Attraverso le asperità verso le stelle.

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  4. quando ho letto non dobbiamo nemmeno arrovellarci troppo ho pensato subito a me stessa mi ci sono riconosciuta sono così una donna che sì arrovella in inutili scenari catastrofisti nel mio cervello che sto cercando di mandare via inutilmente però leggerlo qui mi dà la consapevolezza che i pensieri vanno lasciati lì non forzati ad andarsene grazie alberto per avermi involontariamente donato questa presa di coscienza avevo proprio bisogno di questo oggi 😌❤️‍🩹

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  5. Se la vittoria del NO è stata la vittoria della cultura grillina, mi piacerebbe capire le motivazioni del prevalere del SÌ nel centro-nord. È forse più elevata la percezione dei danni causati dalla magistratura (non ultimi i costi e le tempistiche processuali) alle attività produttive e all'economia in generale?

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    1. Credo che nelle tre regioni del nord a trazione leghista siano state per lo più seguite le indicazioni date dai partiti di maggioranza. Probabilmente si è capito che una magistratura più equilibrata non avrebbe perseguito Salvini per aver difeso gli interessi nazionali. Anche la memoria di quello che accadde a Berlusconi credo abbia fatto la sua parte.

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  6. A questo giro non c'hai capito niente. Come con l'AI, per la quale fai le prove con quel cesso di Grok, che è come fare i test di velocità su pista con la Panda invece della Ferrari
    VI.HANNO.VOTATO.CONTRO.

    Non a l'aaabolidiga e le altre bischerate. Ma proprio a voi. Al governo Meloni (no, tu sei il legislativo, non l'esecutivo e la rava & la fava).

    Vi
    HANNO
    VOTATO
    CONTRO
    A VOI
    DEL
    GOVERNO
    MELONI

    E prima fate pace con questa cosa, prima ne uscite. La Meloni pare averlo capito.

    E poi basta con le parole "invidia sociale", fanno vomitare. Le usi da sempre: ma quando andavi in gir9 nei cari connessi a dire che come professore universitario avresti meritato uno stipendio più alto era invidia sociale? Ma come ti verrà in mente di usarla da anni. Alla vice hybris c'è direttamente il tuo volto. E di quello chr in Ticino ancora ringraziano che glielo avete levato dalle palle.

    Che occasione perduta.

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    1. A parte gli insulti, cui risponderà se lo ritiene direttamente il prof., la tua analisi del voto mi sembra alquanto rozza. E' evidente che molti elettori del Cdx si sono astenuti e altri hanno perfino votato No, perchè delusi/scontenti delle politiche troppo moderate su temi quali economia e sicurezza. Ed è anche vero che ci sono stati errori di comunicazione e qualche evitabile gaffe, ma la verità è che stavolta la sinistra ha fatto proprio quello che ha sempre rimproverato alla destra; ha chiesto e invocato il voto 'di pancia', irrazionale, istintivo, mentendo spudoratamente sul fatto che la riforma avrebbe subordinato i giudici al governo e soppresso la loro indipendenza. E le menzogne in politica, se ripetute per mesi, ancora pagano, almeno su obiettivi di breve periodo. Specie se condite da una forte dose di grillismo 'anticasta', che funziona sempre, e poco conta che in questo caso il No abbia rappresentato la più grande vittoria di una casta che ha conservato tutti i suoi privilegi e la sua intoccabilità. Detto questo, credo che adesso l'errore più grande sarebbe quello di cedere a tentazioni moderatiste, per cercare improbabili mediazioni con le pretese della sinistra, e far dimenticare la prova di forza della riforma Nordio. Al contrario, sarebbe necessario in questo ultimo anno di legislatura 'dire qualcosa di destra' (cit.) e anche farlo, su immigrazione, fisco, famiglia. E a proposito mi piacerebbe non avere un ministro dell'istruzione che sostiene e sponsorizza programmi allucinanti di indottrinamento gender nelle scuole elementari, per "decostruire gli stereotipi maschili". (https://www.orizzontescuola.it/contrasto-alla-violenza-di-genere-al-via-in-250-scuole-primarie-storie-spaziali-kit-didattici-e-formazione-docenti-su-s-o-f-i-a/).

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    2. Politiche troppo moderate su economia sicuramente, ma tema più rilevante secondo me è politica estera che si è schiacciata per amore o per forza sul massacro dei poracci in palestina, e sugli americani che fanno il cazzo che vogliono e intanto a noi la benzina va a 2 euro al litro. Popolo italiano ripudia la guerra, specie quella fatta martellandoci i nostri stessi maroni.

      Giorgia ha sfruttati posizioni di netto vantaggio per anni, ora si sta trovando schiacciata e obbligata a tenere posizioni minoritarie. Difficile uscirne bene, più probabile che se non riesce a cambiare narrazione perda qui da noi, e il botto arrivi dagli amici francesi o da altri soliti sospetti.

      Punto di arrivo non cambia, ma inizio a temere che di sto passo ci arriveremo morti di inedia.

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    3. Beh mi chiedevo che colore avesse due post indietro, ha cancellato tutto quindi quello degli ignavi. Magari almeno il blog è refrattario ai bot piddini.

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  7. Insomma, si torna sempre a quelle due cose che, se ho ben compreso, sono al centro del dibattito portato avanti in questo blog: l'individualismo deteriore di quelli del "che cazzo me ne frega a me, io c'ho il diesel", e il grillismo del "se so' magnati tutto".

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    1. Il centro del dibattito ha sempre un sott'inteso, cioè stiamo evitando di (o ci si prova a non) tornare al punto di partenza di una guerra in Europa, che ad ogni giro attorno alla nostra stella sembra sempre più ineluttabile: poi il chemmefregammè c'ho er diesel passerà decisamente in secondo piano.

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    2. Io credo che il Prof. Bagnai abbia sempre insistito sul fatto che se ci troviamo nella situazione in cui siamo, proprio al monte di tutto insomma, la ragione è il menefreghismo di chi non si è posto il problema della distribuzione del reddito (perché per un po' è stato dalla parte giusta di essa) e l'autorazzismo grillino di chi ha anelato il vincolo esterno politico, economico e culturale. Tutto il resto è conseguenza.

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  8. Adesso capisco la sua risposta al mio commento nello sfogatoio. Qui in Trentino io questa ondata di antipolitica non l'ho percepita, salvo nell'ultima settimana con l'incazzatura per i ricari alla pompa. E poi a far prevale il no è stato il capoluogo che è piddinia profonda.

    Però le persone che frequento non sono come si dice un campione rappresentativo quindi quel pronostico che facevo era per forza inaffidabile.

    Sul resto ci terrei ad aggiungere che tra tutte le riforme quella sul premierato è l'unica tra quelle in cantiere di cui farei volentieri a meno, quindi se questo referendum bloccasse anche quella riforma almeno a qualcosa sarebbe servito.

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  9. Aggiungerei che la politica ha dato pane alla propaganda de "aaaaapolitica", perché errori ce ne sono stati. Confido di avere occasione per approfondire.

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  10. La realtà politica è che mentre "l'asinistra" ( e i suoi PADRONI e FINAZIATORI ) avevano capito l' importanza politica di questa " conta elettorale" su una cosa sostanzialmente marginale ( "il sorteggio" non avrebbe di certo inciso molto sulla VERA Kasta) "l'addestra" non lo ha minimamente capito, a cominciare dalla sua "ducetta" bravissima tattica ( "galleggiamento" in italiano ) e scarsa stratega tutta proiettata a "rifare una DC" laddove mancano i mezzi che fecero la fortuna della defunta DC.

    Che poi "l' €uroucrainismo" e "l' U$raelismo" fossero destinate a diventare politicamente tossiche "se vedeva da mo" ma, soprattutto il secondo poi gli ha dato una decisa mazzata " just on time".
    In conclusione direi quindi che "poteva andare peggio" anche se "il peggio" ci aspetta comunque.

    Perché purtroppo, caro Bagnai , andiamo ora verso "tempi" in cui i suoi eccellenti grafici avranno politicamente ancor meno peso di quanto avuto finora e NOI " non abbiamo niente da metterci".

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  11. È tutto vero, ma non dimentichiamoci che il 46,76% delle persone ha votato sì.

    Queste persone sono quelle che votano a destra e che chiedono un cambiamento. Ovviamente, non tutte e non esattamente, ma i risultati in Veneto, Lombardia e Friuli parlano chiaro.

    Queste persone vedono la magistratura ogni giorno opporsi, illegalmente e immoralmente, alla loro volontà politica (i grillini sono di più, ma non votano).

    La domanda è: cosa si fa ora? Devo rassegnarmi a vivere in esilio per sempre e vedere il mio paese distrutto dai giudici, dai clandestini, dai regolamenti EU e dall'invidia grillina? Temo che la risposta sia sì. Vorrei tanto sbagliarmi...

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  12. Beh... Ora però abbiamo Leonida (che in verità ha qualche difficoltà a raffazzonare su il drapello numericamente e simbolicamente coerente). Mi chiedo: ma avrà pensato al fatto che non ci sono le Termopili?

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  13. il combinato disposto di un testo della riforma sballato + un esito del referendum disastroso + una crisi politica, e quindi economica, e quindi mediatica, da qui alle prossime elezioni, è solo ed esclusivamente colpa della politica, cioè della maggioranza, cioè del governo..quindi di che parliamo? D'altra parte, parlare al blog perchè la maggioranza intenda a me sembra veicolato in modo lucido ed esaustivo. Chest'aè!

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    1. Bah... Io non la farei troppo tragica. Si tratta semplicemente di capire con chi si ha a che fare e regolarsi di conseguenza.

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  14. Essendo uno di quelli invitati a googlare per trovare la citazione della frase "transferiscomi poi in sulla strada, nell'hosteria; parlo con quelli che passono, dimando delle nuove de' paesi loro; intendo varie cose, e noto varii gusti e diverse fantasie d'huomini", vorrei segnalare che:
    - google non dà nessun risultato
    - duckduckgo ritrova la frase del Machiavelli

    chi cerca (col motore sbagliato) non trova

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    1. Ma infatti non è mica previsto che voi sappiate certe cose, e il semplice fatto che tu sia dovuto arrivare qui per sapere che esistevano lo dimostra.

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  15. Il discorso sui mercati è un modo convolutto per dire che anche la prossima è una finanziaria lacrime e sangue?

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  16. Onorevole, in modo sicuramente meno elegante del suo articolo, il risultato del referendum sulla giustizia è il risultato di aver proposto una riforma con persone impresentabili al Governo (che avevano noti problemi di giustizia), facendo balenare ai cittadini che la si facesse per ragioni personali (come solito accadeva in passato). Tutti hanno antipatia verso le caste (ed anche i magistrati lo sono), ma i politici sono in testa nell'ordine di non gradimento anche perché sono responsabili della situazione economica. Il Governo ha pagato la crisi dei prezzi del gas dovuta alla guerra del Golfo, dove la posizione della nostra Premier non è stata compresa, ma soprattutto i vincoli di finanza pubblica che si è autoimposto con il Ministro Giorgietti. La scorsa settimana un alto dirigente del MEF ha espresso presso una associazione di categoria il concetto " non abbiamo soldi per la prossima ldb 2027, diteci voi a cosa volete rinunciare". Poi, però, senza attendere ha deciso di tagliare fondi già stanziati per i quali le imprese avevano fatto gli investimenti (mai visto in 20 anni di professione) per darli all'autotrasporto. Se queste sono le soluzioni non è colpa dell'antipolitica se perdete le elezioni. Oggi forse in Francia ed in Germania vi sono aperture ad una revisione dei vincoli e si potrebbero fare azioni comuni per rinegoziare tali vincoli, ma se si preferisce restare fedeli agli obiettivi fissati (ante guerra iran) per avere l'appoggio dei mercati finanziari non dovreste poi stupirvi della risposta dei cittadini. La democrazia è questa. Poi certo quella proposta di legge sull'antisemitismo ha veramente alienato tanti voti e mi spiace perché gli applausi a Marc Innaro a Montesilvano quando spiegava la questione dovevano farvi capire che anche dai vostri elettori il clima era sensibile.

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    1. Allora: vedo che non riesco a farvi tenere questo blog separato dalla Lega, e quindi non riuscite a tenerci nemmeno Montesilvano, eppure una differenza c'è: Montesilvano c'era prima della Lega Salvini premier e ci sarà dopo, ad esempio. Che i frequentatori dei convegni di a/simmetrie siano l'elettorato della Lega è una vostra percezione, stiamo parlando di due cose diverse, ma capisco che sia difficile rendersene conto per chi è qui da poco. Questo è quello che posso aggiungere al tuo commento. Devo sforzarmi un po' per capire che cosa il tuo commento aggiunga al mio post.

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  17. For What It's Worth
    https://youtu.be/80_39eAx3z8?si=MLhltS-ib8ac6kjA

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  18. Impressione è che popolo con una certa continuità continui a chiedere rottura e cambiamento, e a punire quando non ne riceve a sufficienza. Cioé sempre, perché in situazione attuale quantità di cambiamento non può bastare mai. Tutte le istanze politiche vincenti degli ultimi 20 anni hanno vinto in quanto rottura, e si sono incartate perché la domanda di cambiamento è rimasta decisamente superiore all’offerta. Questo vale anche per il governo attuale, e vale a maggior ragione in un referendum che è sembrato più che altro tema autoreferenziale (“comandiamo noi”).

    Siamo in un comma 22. Non si può vincere le elezioni senza promettere forte rottura, non si può tenere forte rottura al governo o ti massacrano, se non tieni forte rottura perdi alle elezioni dopo.

    E infatti (ahimé) molte altre cose e di ben terribili dovranno succedere prima che…

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  19. Esiste anche per la Destra un giacimento diamantifero abbandonato: la sentita necessità di una politica tesa primariamente al perseguimento della pace.

    In questo senso la botta referendaria, che ha fatto emergere contraddizioni ed incongruenze note ma mai affrontate per (legittima) scelta politica, potrebbe rivelarsi una benedizione sotto mentite spoglie.

    Perseguire concretamente e chiaramente l'imperativo categorico della pace - imperativo che è anche una impellente necessità materiale ed economica - unirebbe molti nel perseguimento di un obiettivo comune e concretamente raggiungibile (l'euro di piombo ancora non c'è). Inoltre, e come bonus, farebbe emergere definitivamente le contraddizioni di una sinistra impecorita davanti al capitale finanziario e quindi necessariamente bellicista.

    Naturalmente, è una scelta che implicherebbe arruffare qualche penna ai nostri rapaci e spietati "protettori", ma forse il gioco varrebbe bene la candela.

    Il momento sarebbe propizio. Il bestiale bellicismo predatorio dei padroni del denaro è in crisi, grazie alla loro fanatica arroganza e (episodicamente) grazie all'isola dei morbosi: tanto è andata la gatta alla Gisella che ci ha lasciato il Goffredino. Il mostro deflattivo cinese non è un pericolo immediato, grazie a Dio il quale forse ha agito tramite l'incompetenza di Conte e la follia della lobby dei biolab.

    Oggi l'Italia potrebbe essere un peace broker prezioso (certamente molto meglio del Pakistan che nascondeva OBL ad Abbotabad!) Sarebbe una voce diversa nel continente europeo, ma non in tutto l'est Europa, dove - Polonia a parte - vi sono praterie di relazioni potenziali da stabilire per quando in quella zona si solleverà in qualche misura la cappa UE/NATO. E ciò per non parlare del preziosissimo capitale politico che la "prima repubblica" ha accumulato presso nostri vicini più o mento prossimi con decenni di politica economica non predatoria. Quel capitale è in parte scialacquato ma in parte esiste ancora e può essere rivitalizzato insieme ai connessi vantaggi commerciali e di sicurezza energetica.

    Altresì da tenere presente è il fatto ormai notorio che la NATO si avvia al tramonto. In assenza di una presa di posizione nettamente e pragmaticamente pro pace (non pacifista, pro pace) il nostro Paese rischia il risucchio nei buchi neri del bonapartismo nucleare e del suprematismo egemonico germanico (l'euro di piombo). Siamo stati martoriati abbastanza nella storia recente; la pace come imperativo politico è il miglior scudo contro tali nuovi gravi pericoli per la nostra società.

    Nel perseguire un simile "contro pivot" (il primo pivot ci ha portati al potere insieme alla protesta e alla frustrazione) partiremmo avvantaggiati dalla nostra costituzione antimilitarista che ha recepito alla lettera il patto Briand-Kellogg, nonché dalla nostra lunga tradizione di eccellenza diplomatica.

    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito.

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    1. Commento che ho apprezzato moltissimo.

      Ottimo l'evidenziare il grande lavoro diplomatico fatto dalla cosiddetta Prima Repubblica nei confronti dei paesi mediterranei, che ci permise di evitare molti problemi (anche terroristici) e di avere molti vantaggi (anche energetici) per tutti gli anni '60 e '70.
      Lavoro diplomatico finissimo, mai ricordato abbastanza, visto che della Prima Repubblica la vulgata comune accetta solo peste e corna).

      Mi faccio due domande sul tuo intervento:
      A. Abbiamo ora un Corpo Politico ed un Corpo Diplomatico all'altezza per conoscenza storica e diplomatica in grado di strutturare una strategia cosi impegnativa?

      B. In riferimento alla sua affermazione "Naturalmente, è una scelta che implicherebbe arruffare qualche penna ai nostri rapaci e spietati "protettori", ma forse il gioco varrebbe bene la candela"
      È convinto che ci sia un Corpo Politico, PdC in primis, con così tanto pelo sullo stomaco da "arruffare le penne" ai nostri "protettori"?
      La fine che fece chi, ultimo in Italia, arruffò le penne ai padroni del vapore (Craxi), credo dia ancora ben presente nella mente di tutti.

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    2. Le mi risposte:

      A) Si, ma non sono liberi; sono ostaggi del carrierismo che asservisce.
      B) Non servono più pelo sullo stomaco o una nuova Sigonella; serve un cuore che funziona.

      L’Italia può farcela.

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    3. Grazie Charlie Brown per questo commento, a mio avviso centra il punto. Mi sembra che lo sviluppo di una narrazione pro-pace potrebbe levare un po' di terreno da sotto ai piedi ai nemici del paese. Chiaro che per non essere "pacifista" questa dovrebbe considerare anche la seconda parte dell'adagio "si vis pacem..." (Questo potrebbe piacere anche a qualcuno nel cdx) Non so però quale potrebbe essere il nostro stretto di Hormuz.
      Mi permetto anche di fare una domanda al professore: posto che la verità ci renderà liberi (ma solo nel lungo periodo...) c'è qualcuno che per caso sta progettando una "sporca menzogna" (o una fiaba) che convinca più rapidamente l' elettorato?
      Postilla sull'elettorato: ho raccolto rivelazioni di amici che hanno consultato l'oracolo digitale per decidere come votare, spesso votando persino in contrasto con quanto avevano scelto di testa loro osservando i dibattiti televisivi ... e sì, i prompt da loro usati erano assolutamente del genere ortottero (mi immagino come Fantozzi avrebbe votato dopo un'interrogazione a chatGPT)

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    4. Grazie per questo commento. Se conoscessi un modo per farlo sentire lo userei (oltre a sganciare ad asimmetrie, évidemment).

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  20. Rimango tuttavia convinto che con leggi ordinarie si possa fare molto senza attendere tempi biblici per una futura riforma costituzionale. Avevo già menzionato l'efficacia per contrastare lo strapotere delle correnti giudiziarie una semplice norma che obblighi il CSM ad avere una adeguata rappresentanza nei suoi componenti togati dei non iscritti (pari al 78% di tutti i magistrati). Poi si potrebbe istituire un responsabile ad hoc per il recupero dei danni erariali cagionati dai giudizi per colpa grave. Nel caso non lo facesse risponde lui del danno erariale. Credo che si possano fare altri numerosi esempi, ma già questo sarebbe molto efficace.

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  21. Commento preziosissimo. Grazie infinite professore. Nel mio piccolo cercherò di resistere fino a quando non avrò nulla da perdere.

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  22. "Dobbiamo resistere, deponendo però definitivamente la fiducia illuministica nel potere salvifico della verità." Sostituiamola definitivamente con la fiducia illuminata nel potere pragmatico della demagogia, che è arte praticata a destra maldestramente o con una certa vergogna, dovremmo amarla di più. Fuori di qui, si intende.

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    1. In fondo, pensavo, Quello che portava la Verità, la Verità l'ha portato al patibolo a furor di popolo, mentre i suoi successori, piegandola a narrazioni demagogiche in linea con tempi e contingenze, sono sulla cresta dell'onda da 2000 anni. Qualcosa dovrà pure insegnare, la vicenda.

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    2. Si, insegna "il mistero de l' iniquità" paolino cioè il mistero per cui per Divina Volontà i giusti periscono affinché i figli ( si suppone ravveduti😎 ) degli ingiusti ereditino la terra.

      "Mistero" che però sostanzialmente è stato rifiutato dai successivi Padri della Chiesa che hanno poi codificato il diritto dei "giusti" a difendersi dagli "ingiusti" .
      In questo però trattenendo quindi la Parusia fino a tempi nostri che però assomigliano sempre più ai " tempi ultimi" preannunciati da l' Apocalisse 😎

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  23. Purtroppo conosco gente che vota in base al prezzo della benzina... Non sto scherzando e purtroppo è così.
    Seconda cosa come dice lei serve una motivazione forte per spingere l'elettorato di CDX (non mi piace dire destra perché è una parola del nemico e dovremmo togliere quest etichetta) la sx ha trovato la scusa del fascismohh il CDX deve spingere i suoi elettori al voto, magari con lo spauracchio dei governi tecnici/piddini.
    Terzo purtroppo non tutti hanno la voglia o tempo di informarsi e la legislatura in trincea non viene capita... La difesa viene vista come inerzia, aggiungiamo poi l'elettorato disfattista e il gioco è fatto.
    Aggiungo che l' ultimo anno può essere fruttuoso, se ci pensa certi governi sono durati più o meno così e #qualcosa hanno tirato insieme.
    Magari un rimpasto secondo me invece sarebbe auspicabile alla gente piace la novità...

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  24. Piccola aggiunta... Serve impegnarsi su tik tok e social "young"... La verità come dice lei non esiste nel senso politico, e appunto la narrazione è in mano a influencer chiaramente piddini... Non si perda la battaglia dei giovani, che appunto non è tanto sui contenuti,ma semplicemente su una maggiore pubblicità social della sx (purtroppo si deve ragionare quasi come il marketing)

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    1. ***magari con lo spauracchio dei governi tecnici/piddini.***
      Questa però è una rendita di posizione sempre più magra , quanto più poi l' azione effettiva di governo del così detto CDL si verifica ben poco difforme da quella dello " spauracchio" nel portare avanti la famosa " agendachenoncè" .😎

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  25. “L'odio del popolo verso i suoi rappresentanti può sembrare quello del bambino che prende a calci la gamba del tavolo contro cui ha sbattuto la testa” colgo una citazione di Lichtenberg

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  26. Se avessimo avuto ancora Berlusconi (quello vero intendo) forse il referendum si poteva vincere. Ma, con i Berlusconi di oggi, l'unica parte della coalizione che ha influenza sui media è una specie di PD moderato. Questo è un problema di non poco conto per qualunque tentativo di riforma del sistema.

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  27. Una volta alleggerito dell'amicizia, di cui al mio commento nello sfogatoio, dopo un attimo di serenita' di fronte alla tempesta che vedo all'orizzonte, penso che siamo prossimi, ma a giorni forse, ad una crisi globale che, spero, sara' lei il maglio che spacchera' la UE. Han voluto la bicicletta della trasformazione attraverso le crisi, con la bicicletta, a volte, si cade.

    Ci vorra' un gran nocchiero, le onde spazzeranno il ponte portandosi via le zavorre.

    Non so se qualcuno riconoscera' la canzone (meglio di no), ma nella mia vita ho fatto mio questo verso, volendo sopravvivere:

    "vince sempre chi piu' crede
    chi piu' a lungo sa patir"

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  28. Sicuramente esiste anche l'antipolitica, ma il problema principale è che questo governo ha solo avuto una buona gestione ORDINARIA.

    Sono aumentati gli stipendi, (anche il mio, vi ringrazio) è vero, ma ricade sempre nella gestione ordinaria.
    Non si intravede un minimo di fantasia nell'operato del governo e per tanti versi le sue riforme sembrano più di sinistra che di destra ( esempio: https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/21/riforma-licei-valditara-intelligenza-artificiale-italiano-news/8331446/).

    E poi perchè avete fissato le tempistiche in modo da ricadere così a ridosso delle elezioni politiche ? In questo modo la sconfitta al referendum può influenzarle negativamente. Conveniva approvare la legge poco prima delle elezioni, così da poi dover programmare il referendum poco dopo.

    La verità insomma è che la maggior parte dell'elettorato di destra invidia Orban agli ungheresi. Vi basterebbe prendere qualche spunto.

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    1. Sulle tempistiche (che non ho fissato io) ho molte perplessità anch'io, a dire il vero. Non si poteva però andare alla legislatura successiva, a quanto ne so, senza ricominciare il giro (può darsi che mi sbagli, onestamente: se hai prova del contrario ti ringrazio).

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  29. BIG, BEAUTIFUL HINT: cosa NON ha Orbàn che invece abbiamo noi?

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    1. Non ha l'Euro, lo so. Ma tante scelte e decisioni non hanno a che fare con la valuta, come quella di compare il petrolio da chi fa il prezzo migliore. O non sprecare risorse per sostenere l'Ucraina. O Avere una olitica migratoria più efficace.
      Queste cose si potrebbero fare anche con l'Euro.

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    2. Grazie per averci ricordato che cosa le élite hanno capito dell’euro. Ora pensiamo a cosa può averne capito il popolo e crogioliamoci nell’illusione di un esito non traumatico.

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    3. Già... https://it.wikipedia.org/wiki/Kurt_Eisner

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    4. https://youtube.com/shorts/YnmR61eZ8Is?is=mb2ax-R8h44_8b_X

      Appunto

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    5. Però vorrei far notare che Berlusconi nonostante l'Euro, ha espanso la rete ad alta velocità, ha intessuto relazioni con Putin (che pure non piaceva a nessuno in Europa), con Gheddafi ... Ha cercato di costruire il South Stream (che anche dal punto di vista della bilancia dei pagamenti ci avrebbe dato una mano, come l'ha data alla Germania il North Stream).

      Insomma, aveva una visuale solo dal lato dell'offerta in economia è vero, e questo è stato un grosso difetto. Però aveva spirito d'iniziativa.

      Oggi questo spirito d'iniziativa, che poi è anche il motore dell'entusiasmo verso la politica, manca.

      Se manca l'entusiasmo l'antipolitica ha gioco facile.

      Ora per le prossime elezioni abbiamo un problema in più: Vannacci se n'è andato e magari qualche voto lo ruscola, togliendolo alla Lega. A quel punto conviene sperare che raggiunga la soglia di sbarramento, almeno i suoi voti non vengono dispersi ma rimangono nella coalizione.

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    6. Solo a titolo di esempio:
      Fare in bacino idrico in Sicilia, per attenuare il problema dei rubinetti che d'estate sono a secco.

      Per le sinistre sarebbe difficile contrapporsi dialetticamente ad un progetto che porta l'acqua.
      È un qualcosa che potreste dire davanti all'elettorato:
      "L'ABBIAMO FATTO NOI".

      Poi all'inaugurazione (poco prima delle elezioni) lo fate attraversare alla Meloni su una barca, con la musica di Morricone; lei vestita tipica siciliana che dice:
      "Avevate sete! IO vi ho dissetato".

      Meglio kitsh che anemici come adesso.

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    7. Tommaso caro, un dettaglio potrebbe sfuggirti perché è tecnico (la storia dell'alta velocità pare sia un po' più complicata), ma un altro è impossibile che ti sfugga! Proprio perché aveva un atteggiamento geopoliticamente libero Berlusconi è stato deposto. Ti ricordi come? Pensaci un attimo, poi basta dire: "Sì, scusate, in effetti avete ragione voi!" e l'incidente si chiude. Sono ammesse limitate varianti.

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    8. Sì, è vero, ha ragione. Berlusconi e stato deposto proprio per la sua libertà d'azione.

      Sono solo, alla luce del referendum, preoccupato per l'anno prossimo. Ed emotivamente provato (pur vivendo la politica da spettatore).

      Vorrei che vinceste.

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  30. L'unica considerazione che mi viene è che la maggioranza non è ancora pronta a mettere tutto in gioco (nonostante questo tutto sia, in buona sostanza, frutto della possibilità che venne data alla generazione che ci ha preceduto, nell'ottica di dimostrare che il modello di società capitalistica - il quale però, era un modello che dava spazio pubblico , con diversi controlli sui capitali - era preferibile al socialismo).
    Ad oggi, tutti quelli che conosco, e ne conosco di ogni classe sociale - unica lacuna l'alta borghesia guarda caso - hanno semplicemente mantenuto la ricchezza ricevuta dalla generazione prima.
    Il problema di fondo è che considerano questa condizione fortunata e accettabile. In Piemonte di base è così. Qui in provincia è disdicevole protestare e lamentarsi, ma soprattutto ammettere di essere leggermente più poveri di prima.
    Amen

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  31. Analisi condivisibile e credo corretta. Aggiungo: i social, che ci hanno dato un decenno (scarso) di "libertà", sono diventati il principale strumento di controllo sociale (chiamarla propaganda è riduttivo). Il risultato del voto tra i giovani è desolante -anche se molti di loro cambieranno idea quando inizieranno a pagare le prime bollette con il loro salario e non con quello di papà, o quando saranno in trincea cercando di sopravvivere sotto il fuoco dei droni - ma sarà troppo tardi.

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    1. Non cambieranno idea: quelli più "studiati" crederanno ai vari Boldrin & co. che gli diranno che i loro stipendi sono bassi per colpa del tassista, del balneare e del debito pubblico (quindi dei politici); quelli meno studiati crederanno al Partito Grillino del momento che gli dirà che sono bassi per colpa della corruZZione, degli evasori e di quelli che se' so' magnati tutto (quindi dei politici).

      (Ammetto che questo mio commento è più autorazzista di quello che vorrei; sarà lo scoramento per la situazione attuale).

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  32. Buongiorno Sig. Bagnai. Molto molto interessante, come al solito. Lei e Borghi siete gli unici che raccontano la politica con sincerità, facendoci capire cose che altri (anche gli stessi della Lega) non dicono, soprattutto la percezione che avete voi del popolo, che è diversa dalla percezione che abbiamo noi stessi che del popolo ne facciamo parte.
    Molto interessante il passaggio in cui si decide di non fare alcune riforme per non dare al popolo una percezione errata di ciò che è stato fatto.

    Solo un appunto sull'incipit "il post Sfogatoio ha suscitato molta, troppa attenzione...". Io penso che sia normale. Alcuni di noi una volta capito il problema economico (ok magari non lo abbiamo capito nei minimi dettagli, penso che potremmo capirlo al 100% solo se fossimo esperti in economia, ma grazie a lei abbiamo chiaro il quadro generale) vorremmo capire il problema politico. Perché l'economia si intreccia con politica, sociologia, aspetti culturali, quindi a questo punto io credo che molti di noi si chiedono perchè politicamente si è arrivati a questo punto e come politicamente potremmo uscirne.

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    1. Sì, guarda, qui sono circa quindici anni che le persone si pongono questa domanda, e qualcuno si è anche dato la risposta giusta, che poi è quella di Gramsci.

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  33. La sfiducia nella "politica" secondo me dipende dalla percezione (implicita) da parte della maggioranza dei cittadini della principale conseguenza della globalizzazione. Negli anni 80 e 90 del secolo scorso la percezione comune a molti (specie degli elettore di area di centro destra) era che il sistema economico e politico funzionava in un modo per cui se pure i "ricchi" (intesi come imprese e persone con grandi patrimoni) si arricchivano, anche i lavoratori (seppure proporzionalmente meno) comunque nel tempo vedevano migliorare la propria condizione. Il sistema favoriva come sempre di più alcuni, ma tutto sommato faceva progredire molti. Oggi la percezione è che il sistema faccia arricchire i "ricchi" sempre di più, ma sempre di più a scapito dei lavoratori, che vedono peggiorare la propria condizione rispetto alle generazioni precedenti. Se una forza politica di destra volesse individuare l'argomento su cui far presa "emotivamente" sulla maggioranza sfiduciata, forse potrebbe essere quello di evidenziare che la sinistra piddostellata vuole una società fatta di ricchi sempre più ricchi e di poveri sempre meno benestanti (ma sussidiati), mentre la destra vuola una società in cui i ricchi si arricchiscono, ma i lavoratori possono stare meglio grazie al loro lavoro. Piena occupazione vs sussidio al povero. E' semplicistico, mi rendo conto, ma, visto che parliamo di propaganda, potrebbe funzionare come slogan a buon mercato.

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  34. Sicuramente per la maggior parte dei votanti la scelta al referendum è stata politica con un atteggiamento "anti", ma ridurla semplicemente ad un dato culturale interiorizzato di "invidia sociale" o "autorazzismo grillino" mi sembra riduttivo e consolatorio. La sofferenza del popolo "fin dentro il midollo delle ossa" per una stagnazione ultradecennale, di cui non conosce causa e responsabilità, lo spinge a chiedere alla politica (parlamento e governo) una soluzione, che oggettivamente "i rappresentanti, per il popolo che rappresentano, non possono fare e conseguentemente non hanno fatto niente". Ma tutte le coalizioni e tutti i governi (sinistra, tecnocratici, destra) hanno promesso di invertire la rotta e risolvere i problemi socio-economici. Da qui nasce il rancore indistinto verso tutta la politica; e tutti i governi, finchè ci saranno l'euro e i trattati europei, riceveranno prima o poi lo stesso trattamento di disappunto. Poi per questo governo le aggravanti specifiche che hanno pesato molto sono stati l'autolesionismo dovuto all'appiattimento alla strategia arrogante e bellicista del duo Trump-Nethanyahu, l'appoggio incondizionato alla guerra ucraina ed al progetto franco-tedesco di riarmo europeo in funzione anti-Russia, la passiva adesione alle nuove regole di austerity, la copertura degli interessi di chi ha guadagnato tanto in tempo di crisi (banche e compagnie energetiche in primis) e il contemporaneo insufficiente sostegno del welfare pubblico (sanità, pensioni, istruzione), la politica interna securitaria intollerante verso le manifestazioni pubbliche di dissenzo politico (dal vago odore di autoritarismo). Sul fronte della magistratura invece il nobile desiderio di ridurre la possibilità dei grossolani errori giudiziari (le ingiuste detenzioni basate su ipotesi di reato peregrine motivate da eccessivo protagonismo o avversità ideologica preconcetta) è stato oscurato dall'obiettivo discutibile di sanzionare la magistratura per una presunta "volontà eversiva di imporre un indirizzo politico difforme dalla volontà popolare", al fine di "ricostruire un mondo in cui i rappresentanti del popolo siano liberi di rappresentare il popolo con un minimo di efficacia!". Ma tale giusta aspirazione deve tener conto che in un regime democratico la magistratura ed anche il popolo (e quindi anche i suoi rappresentanti) devono rispondere primariamente alla legge. Quindi se la volontà popolare che sostiene una maggioranza parlamentare ed un governo esprime degli obiettivi che contrastano con le normative vigenti, bisogna operare nel campo legislativo con nuove norme chiare e ben scritte, che però devono tener conto della compatibilità con la Costituzione, le leggi europee e il diritto internazionale (altrimenti bisogna avvertire quella parte di popolo che quei progetti non sono realizzabili nell'attuale contesto democratico). Cercare di realizzare un programma di governo, forzando la magistratura a sottoporre la legge alla supremazia dell'interesse nazionale, come interpretato dal governo di turno (diretta espressione della volontà popolare), mi sembra una scorciatoia impraticabile, se vogliamo mantenere una reale indipendenza ed autonomia dei poteri dello Stato

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    1. Carissimo, a me sembrano riduttive e consolatorie le tue interpretazioni del referendum, per dire! Ma il problema temo sia un altro. Il tuo primo commento qui è dell'anno scorso. Che cosa puoi aver capito del percorso che abbiamo fatto su questo blog? Vuoi spiegare a me a che cosa servono i Trattati europei? Dai, su...

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  35. Ho difficoltà a pensare che chi ha fatto la Resistenza avrebbe potuto finanziare i nazisti ucraini. Quanto meno per evitare il masochismo. Ma sicuramente sono radical chic io.
    P.S. Non so chi frequenti tu, ma il popolo che frequento io, operai e ceto basso impiegatizio, vorrebbe usare la bandiera UE in bagno e aspirerebbero a ringraziare Prodi per quel magnifico regalo.

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    1. Il popolo che frequenti tu sta meglio di quello che frequento io (in termini di scala di reddito, s'intende). I nazisti ucraini non so chi li abbia finanziati, io no. Altro? Un po' di bambeenee o di Zadanah per insaporire la mistura?

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  36. Non voglio entrare nel merito della questione qui esposta. Ripeterò solo un mio consiglio a GIOGIA, "Basta cazzate"!
    D'altra parte di A. Bagnai ce n'è uno solo e non si può pretendere lo stesso spessore da parte di tutti i politici, tantomeno dall'armata Brancaleone PD, 5*,e compagnia brutta che ci ha abituati al peggio per decenni.

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  37. Prof.,

    La ringrazio per aver messo il link sulla storia di come è nata l'Alta Velocità, schifezza della quale non ero a conoscenza.

    Veramente fa cadere le braccia (e dico braccia...).
    Mi ha fatto rivalutare la povera Sindaca Raggi che ha evitato le Olimpiadi a Roma, che, molto probabilmente, sarebbero diventate l'ennesimo lurido trogolo, pieno di centinaia di miliardi pubblici, dove i soliti noti avrebbero affondato le mostruose fauci.

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  38. Quindi essere arrivati al 46% per il si ci è andata bene.

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  39. Restando al governo la destra è il maggior bersaglio degli strali dell'antipolitica, che naturalmente trova terreno fertile nella perdurante situazione di difficoltà economica.
    Perché è vero che questo governo, più di ogni altro negli ultimi 15 anni, sta migliorando il potere d'acquisto degli italiani, ma è vero anche che chi ha la testa un metro sotto il pelo dell'acqua non percepisce come un grande aiuto quello di chi lo solleva di 30 cm (ammesso sia in grado di distinguere chi ce lo ha ficcato sott'acqua da chi lo sta lentamente risollevando).
    D'altra parte cosa si può fare, si lascia che al governo torni il PD per farlo logorare ancora un po'? Non sarebbe una buona idea, posto che "il potere logora chi non ce l'ha".
    Non è una bella situazione ma, per quello che conta, avrete sempre il mio sostegno.

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  40. Il voto referendario così come le unioni monetarie è utile solo quando è dannoso.

    Conclusa da decenni la stagione post-bellica della partecipazione sofferta e consapevole alla vita politica da parte di chi aveva preso bombe in testa, il popolo vota ormai solo in funzione del portafogli, o su suggerimento della Laurito, o per dispetto.
    E, ormai tra molti anni, purtroppo, voterà nuovamente con sofferta ritrovata consapevolezza dopo aver provato sulla propria pelle le “attenzioni disattente” (a voler esser buoni) di corpi dello Stato esenti da elementari principi “antropologici” di responsabilità.
    Poiché come in questi anni, credendosi al riparo di fronte alla macelleria sociale piddoEuropea poiché colpiva e altri allora tuttappósht, il noto “shit happens” prima o poi becca tutti. Sotto forma di aghetto, o sotto forma di cartolina verde della procura.

    Considerate le premesse generali, di un popolo diviso in due squadre: i sognatori ideologizzati (fassistaaahh!) ed i sognatori dispettosi (hai traditooohh!), meglio non dar la stura ai di entrambi nemici e non far avanzare riforme se non si sarà raggiunta una accettabile libertà di stampa, accompagnata dalla depurazione delle scuole (soprattutto alle primarie) da imposizioni ideologiche mascherate da una volutamente malintesa “libertà di insegnamento", ovvero se non si ha una ragionevole sicurezza di non trovarsi davanti ad un elettorato incapace di valutare nel merito, non perché non ne sia sempre intellettualmente attrezzato ma poiché risponde al richiamo di pavlov televisivo di chi li ha allevati nelle patrie aule fin da tenera età ai valori cosmetici ed al mondo dei sogni lennoniani.


    Nota di orgoglio sannita pentro ;)
    I piccoli borghi dei territori alto-molisani hanno in massa votato per il SI, mantenendo fino all’ultimo la provincia di Isernia l’unica dal Po in giù a veder vincere il SI, per poi capitolare al 49,60% sotto il peso dei due centri maggiori.
    Risultati che mi inducono ad interessanti e non nuove riflessioni sulla relazione tra distribuzione della popolazione, in migliaia di piccoli centri o in poche megalopoli, e la strutturazione di elaborazioni concettuali basate su fondamenta culturali tradizionali, che si traducono in orientamenti politici.
    Più “vita reale”, a volte anche aspra, meno astratte elaborazioni culturali, meno fantasiose e pericolose ideologie, più common sense, hanno forse prodotto un risultato che è accostabile a quello che, fatte le dovute proporzioni, ha condotto la vasta popolazione delle aree interne conservatrici USA a spingere alla vittoria l’attuale amministrazione, battendo le megalopoli per definizione progressiste.

    Il pastore abruzzese Piero sapeva bene cosa era in gioco, per buon senso, cervello fino ed assenza di TV e giornali, ed ha votato di conseguenza.
    L’outback è conservatore, e va protetto.
    Amare grufolare nei territori fa capire tante cose…

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  41. OT, ma nemmeno troppo perché di riflessioni sul tempo che viviamo, su demagogia e ideologia, sulla censura, sull'informazione, sulla sudditanza psicologica della destra e delle istituzioni dello Stato rispetto alle grida al fascismo, tutte cose che hanno avuto parte anche nella recente consultazione, di riflessioni ce ne sono da fare diverse nell'aneddoto che vi propongo.
    Di questa mattina è questo articolo di Repubblica che ha generato una ridda di discussioni, richieste di chiarimenti, riunioni per decidere come rimediare e rispondere negli ambienti tecnici e amministrativi del Senato. Ora, vi garantisco che le password del wifi ospiti del Senato sono generate automaticamente e in maniera randomica per ovvie ragioni di sicurezza e tutto ciò viene fatto da quindici anni, tutti i giorni e per molte reti diverse, per un totale di quasi 30.000 password generate finora. L'articolo di Repubblica trasuda malafede ideologica, sensazionalismo becero e informazioni che puzzano di falso come il presunto commento di "una addetta" e è stato scritto e pubblicato senza peritarsi di chiedere preventivamente informazioni se non all'AI per stimare, malamente, la probabilità che il "fattaccio" si sia verificato per caso.
    Una Istituzione seria e autorevole dovrebbe reagire con forza, sbugiardando l'indecente operatore informativo e pretendendo una rettifica a stampa dal quotidiano, non preoccuparsi del danno di immagine e di come rimediare e sostituire una procedura innocente, adeguata e legittima. Tuttavia, qualcosa devono aver risposto, spiegando almeno i fatti, e quale è stata la reazione dell'inqualificabile testata? Questa! Si sono permessi di insistere con arroganza, spalleggiati dal solito parlamentare piddino con pruderie censoria in nome dell'antifascismo. In questo clima da Inquisizione, dove si può essere messi alla gogna perfino per il risultato di un processo casuale o per la sua mancata censura, possiamo vincere la guerra? Senza ribaltare il tavolo? Senza prima ricacciare questo antifascismo d'accatto nelle loro gole fasciste da inquisitori? Vero, è solo un aneddoto, una sciocchezza sulla quale ridere, se non ci fosse da piangere perché la caccia alle streghe è attiva e le streghe non siamo solo noi, ma chiunque. Proprio come ai bei tempi può capitare a tutti di finire sul rogo, persino a un gestore di sistemi di sinistra da sempre e lettore assiduo di Repubblica, almeno fino a oggi.

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  42. Preme ricordare , non a te ma a coloro che ancora si ostinano a leggere certi giornali , o i giornal tout court, che di fatto la redazione di Repubblica si è trasferita da svariati anni al Forte Prenestino...
    Purtroppo anche in questo la gente non solo vota ma legge per appartenenza. Non ancora riesce a capire che l'unico argomento sul quale va mantenuta la fede nei secoli è la squadra del cuore. Tutto il resto se è il caso si cambia. E non ha senso aspettare e sperare che certi media muoiano economicamente annegati nel loro liquame, un investimento strutturalmente in perdita ma propagandisticamente in attivo. THE PUNCH è quello che 170 anni fa mandò le rotative a tutta velocità Per sputtanare tutte le italiche dinastie regnanti e preparare l'opinione pubblica Europea, e di certo non è fallito ed esiste ancora oggi. Ai quali in anni recenti si sono aggiunti giornali francesi e tedeschi. Le ricordate tutti le copertine con gli spaghetti con dentro la pistola.
    Le centrali di finanziamento dei nostri sono le stesse del Punch. The City.

    L'atteggiamento poi del Governo di scimmiottare le istanze ideologiche della sinistra nella speranza di rosicchiargli qualche voto ha l'unico ovvio risultato è che i voti li rosicchia la sinistra a lui. Anche se a sx non fossero militarmente ideologizzati, chiunque alla brutta copia preferisce l'originale.
    C'è una frase per descrivere in maniera plastica ed efficacissima tutto questo, declamatami un paio di anni fa su un sentiero discutendo sulle carezze di Valditara ai cani ringhianti di sinistra, ma te la devo scrivere in privato...
    Se è vero che l'elettorato di conservatore ha il palato troppo raffinato quando anche in certi momenti dovrebbe capire che ingoiare qualche cucchiaino di cioccolata è purtroppo necessario, e' anche vero che pretende dal pasticcere un menù che non sia della pasticceria di fronte, pena vedersi i propri clienti ammaliati dalle pasticcerie Vanna Marchi del momento, prestanome di quella di fronte.
    Meglio nel breve periodo morire da statisti che nel lungo periodo morire da grillini.

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