(...post muto...)
L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...
Mi pare rinnovino la presidenza della Croce Rossa.
RispondiEliminaIl post sarà muto, ma la lettura dello stesso provoca risate sino alla convulsione...per cui occhio che potrebbe essere pericoloso....
RispondiEliminaBuon giorno Bagnai, siccome si parla di economia... Lo spread come mai sta tornado a salire così? Vogliono elezioni?
RispondiEliminaForse perchè la nostra produzione energetica dipende fondamentalmente dal gas e risentiremo maggiormente del blocco della fornitura dal Qatar se il blocco del canale di hormuz si prolungasse. Il viaggio di Meloni in Algeria sembrerebbe confermarlo. Anche il blocco dei sussudi alle imprese da parte di Giorgetti per dirottarli sul prolungamento della riduzione delle accise sui carburanti non depone favorevolmente
EliminaUn carissimo amico veneziano di riva de' Schiavoni, mi diceva che a Venezia c'è un detto che fa: Bevi vin che l’aqua marsise i pai.
RispondiEliminaVisto lo slogan si allea con Vannacci?
RispondiEliminaNon c'è che da rallegrarsi. L'aumento dell'offerta politica in un paese dove il 40% degli elettori non vota non può che essere un aspetto positivo a mio avviso.
RispondiEliminaNo, non c’è da rallegrarsi, il caso in questione può dire in maniera volgare “laqualunque” liberista, se dicesse con la stessa volgarità e arroganza “laqualunque” socialista verrebbe denunciato. Non vogliamo più quantità, cioè politici (che tra l’altro dicono che ci voglia meno politica), ma più qualità. Copio direttamente da una qualche ignoranza artificiale fulgenti esempi di pluralismo di successo:
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Un esempio classico e storicamente significativo di pluralismo di facciata è quello della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) tra il 1949 e il 1989.
Il Blocco Democratico nella Germania Est
Sebbene la DDR fosse di fatto un regime a partito unico guidato dalla SED (Partito di Unità Socialista di Germania), esistevano ufficialmente altri quattro partiti:
CDU (Unione Cristiano-Democratica)
LDPD (Partito Liberal-Democratico di Germania)
DBD (Partito Democratico dei Contadini di Germania)
NDPD (Partito Nazional-Democratico di Germania)
Tuttavia, questi erano definiti "Blockparteien" (partiti del blocco) perché facevano parte del Fronte Nazionale. Non competevano realmente per il potere, ma avevano il compito di:
Incanalare il consenso di specifici gruppi sociali (cristiani, piccoli borghesi, contadini) verso le direttive della SED.
Mantenere una parvenza di democrazia parlamentare agli occhi della comunità internazionale.
Accettare il "ruolo guida" della SED, che era persino sancito dalla Costituzione.
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(Insomma non sono partiti, ma sindacato
I che ce l’hanno fatta … ad abdicare).
Detto questo, vade retro tutti i totalitarismi, mono o multipartito e pure quelli bipartito di stampo anglosassone.