(...sempre sul filone delle cose che non entrando in testa entreranno altrove...)
Qualcuno (credo fosse un alchimista, insomma, un ciarlatano, un cultore delle pseudoscienze) lo aveva detto tempo addietro. Gli OI 'ndernescional non pare se ne siano ancora accorti. Il loro problema infatti è: "Ma che ci facciamo con tutta questa potenza di calcolo?" Domanda pertinente, ma lievemente subordinata rispetto alla domanda fondamentale: "Dove troviamo l'energia necessaria per farla girare?"
Guardiamo il bicchiere mezzo pieno (o rotto, se volete): se anche "gli idioti di Düsseldorf" imboccano la strada dell'AI, questa è la smoking gun che si tratta in effetti di una bolla, vent'anni dopo quella dei subprime! Abbiamo trovato qualcuno cui lasciare il cerino in mano, e sarà, come al precedente giro di valzer, l'Eurozona (vedo sfide ma anche opportunità...).
Che di bolla si tratti, del resto, ce lo hanno detto in tutte le salse Daniela Tafani e Juan Carlos De Martin (potete trovarvi i loro interventi sul sito di asimmetrie.org), e, udite udite, se n'è accorto perfino Servaas Storm, che per quanto sia un negazionista dell'euro (e per questo molto simpatico a tutti quelli che vogliono salvare la sinistra dalla vergogna di aver sponsorizzato un progetto di deflazione salariale), non è certo un cretino, come questo suo divertente pezzo sulla teiera di Russell dimostra (per noi non è una novità: è come sempre la sinistra che arriva dove Goofynomics era un paio di anni fa...).
Come disse il merlo al tordo, quando salterà questo tappo (cioè quando l'esercito statunitense deciderà di non sovvenzionare più questa industria, se deciderà di farlo: ma a un certo punto si raggiungeranno i rendimenti decrescenti anche qui, no?) vedrai che l'ultima delle nostre priorità saranno le girandole o i pannelli cinesi...
Guardando la produzione di elettricità annuale, per UE (e Germania), si nota che nel 2010 producevamo 2984 TWh (625 TWh) e nel 2024, dopo la svolta verde tedesca post-Fukushima (a confronto il referendum post-Chernobyl era una mossa da Macchiavelli) 2770 TWh (500 TWh).
RispondiEliminaQuindi produciamo tanta elettricità come 15 anni fa, ma vogliamo auto elettriche e data center e smettere di usare fonti fossili anche per il riscaldamento (altiforni e fonderie varie incluse, non solo pompe di calore con COP >4 a seconda di quanto è bravo il venditore…), se anche i data center funzionassero, non funzionerebbero.
Ps: dati per l’Europa da eurostat
https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/w/ddn-20250702-1
per la Germania da qui (scusate se non rimando ai dati ufficiali tedeschi)
https://www.cleanenergywire.org/sites/default/files/Fig2_Gross%20electricity%20production%20in%20Germany%201990%202025.png
FT ieri: "Banks are hunting for new ways to offload risks tied to a glut of data centre debt as the race to build AI infrastructure stretches financing limits among the largest global lenders. […] The efforts showcase the unprecedented scale of borrowing that underpins the AI sector and the pressure it is putting on lenders. Oracle and CoreWeave, two data centre operators, have borrowed hundreds of billions to build sites across the US for AI labs. “The sizes we’re talking about . . . they’re out of scale to anything we’ve thought about, ever,” said Matthew Moniot, co-head of credit risk sharing at Man Group. “Banks very quickly start choking.” Lenders, including JPMorgan and MUFG, have spent more than six months distributing $38bn of construction debt tied to a data centre project leased to Oracle in Texas and Wisconsin, people familiar with the matter said."
RispondiEliminaMi piace l’odore di crediti marci al mattino (semicit.).
EliminaProbabile la "bolla AI" si appresti a sgonfiarsi, come le azioni tech che nel 2000 persero l'80%. Poi crebbero a una media annua del 16%, e oggi internet e smartphone hanno trasformato (nel bene e nel male) economia e società.
RispondiEliminaSecondo me siamo di fronte a qualcosa di simile. Più che bolla AI, io la definisco bolla LLM. Nel breve periodo (svariati anni) le previsioni di Storm mi sembrano centrate, direi addirittura quasi banali per chi ha capito come stanno andando le cose. E gli investimenti in data center sono al centro della bolla.
Interessante la previsione che l'AI non aumenterà la produttività come tutti pensano, e anche questo se non sbaglio riecheggia esattamente quello che è accaduto con l'avvento di computer e internet.
Nel più lungo periodo (15-20 anni?) invece la vedo come LeCun, citato anche nell'articolo: le LLM sono in parte un vicolo cieco e si andrà verso world models anche corporei, che dovrebbero idealmente "esperire" la realtà fisica. Penso che prima o poi le capacità di tali AI raggiungeranno quelle della persona (del lavoratore) medio in ogni tipo di attività, e a quel punto si porrà effettivamente un bel problema sociale ed economico.
perfettamente d'accordo. Ma sai, nel mentre, la Grande Bolla dell'IA serve anche per dare una ragion d'essere alla enorme quantità di dollari in circolo....
RispondiEliminaNel frattempo il dibattito Boldrin vs Bonelli fa 300k visualizzazioni in poche ore sul tubo. Ci siamo persi qualcosa?
RispondiEliminaE di che parlavano? Sai, trattasi di due furbastri che in modi diversi si rivolgono a iGgiovani™️, platea facilmente infiammabile (come la paglia). Qui qualcun altro ne sapeva qualcosa?
EliminaNucleare, pensioni, politica, lavoro, università, ecc. Fanno impressione i commenti sotto al video, tutti schierati per Boldrin, ritenuto un gigante in Economia.
EliminaE allora farà il 20%!
EliminaAnche se chiunque vorrebbe uno sparring partner come Bonelli…
EliminaInteressante considerazione che fa pensare che l'esplosione della bolla IA sia meno lontana di quanto uno pensi: https://www.facebook.com/100004227847077/posts/3479353112215583/?app=fbl
RispondiEliminaNon saprei. Mi sembra che i rischi che questo post evidenzia siano di altra natura e per certi versi più preoccupanti. La logica delle economie di scala è dominante nel settore tecnologico, ma se il risultato deve essere un monopolio mondiale i rischi mi sembrano evidenti.
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