giovedì 30 aprile 2026

Per maggior chiarezza: crisi e scostamento

Questo è quello che ho detto oggi in aula:


(...poveri operatori informativi, come ci sono rimasti male! Ma di loro su questo blog abbiamo parlato fin troppo. Oggi si sono esibiti in tutto il loro repertorio: inventando balle, storpiando nomi, inseguendomi coi loro microfonini... Eh, porelli! Gli era proprio piaciuta la bozza che avevano in qualche modo estorto agli uffici! Ma il mondo è di chi si sveglia presto, e di chi ha il dono del kairòs. Loro, pore stelle, non hanno né l'uno né l'altro, e così il risultato finale gli è spiaciuto, perché è un risultato che riflette l'interesse del Paese, di quel Paese che loro odiano, perché loro vi odiano, e mica si nascondono dietro un dito! A proposito, se vi pungesse vaghezza di ringraziarli per tutto il bene che ci hanno fatto in questi anni, qui avete un'opportunità da cogliere, non fosse che come valore segnaletico: Basta soldi ai giornali! Si tratta dell'ennesima opportunità che vi viene offerta per fare un gesto significativo contro nemici del Paese e della vostra prosperità, ma sarà anche l'ennesima opportunità che vi lascerete sfuggire, naturalmente... dando la colpa a #aaaaabolidiga! Che ci volete fare? Io ormai vi conosco. Se mi guardo indietro, se penso a quando ho aperto questo blog, come grido di disperazione, mai e poi mai avrei pensato di esercitare un giorno la mia concinnitas in simili aule. Invece è successo. Succedono, in effetti, anche cose inattese. Basta lasciar lavorare la vita, e la morte...)

9 commenti:

  1. Tutto vero e tutto giusto, però a me preoccupano anche gli articoli di giornali ed agenzie anglosassoni che muovono interi mercati in poche ore facendo danni. Forse sono io a sopravvalurarli?

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  2. Gli operatori informativi sono peggio dei suoi colleghi? Ho ascoltato l'audizione di Giorgetti con le domande/provocazioni di Guerra, Marattin, Patuanelli e poi credo altri, ma dopo 30 secondi di Patuanelli ho mandato avanti e ho seguito solo la replica del Ministro

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  3. Mi sono divertito a tracciare il rapporto tra i PIL pro capite PPP di Italia/Germania e Italia/Francia (dati Worldbank). Certo è un indicatore che non dice tutto, ma è interessante da guardare.

    https://drive.google.com/file/d/13D1rE4hu2MOG8s-Kd-sC9wJgDUSk9nwT/view?usp=sharing

    Nel famoso "decennio perduto degli anni '90" e fino ai primi anni 2000 l'Italia cresceva in linea con la Francia, mentre la Germania dai primi anni '90 restava lentamente indietro.

    Poi mi par di capire arrivano le riforme Hartz in Germania, la crisi del 2008, l'austerità, Monti, etc. Il divario tra noi e gli altri due paesi si allarga e la Germania è quella che si avvantaggia di più.

    A partire dal 2015 il divario si stabilizza, ma non si richiude.

    Poi nel post-COVID, con le note vicende geopolitiche più o meno recenti e i relativi effetti macroeconomici, recuperiamo qualcosa, in particolare nei confronti della Germania che ha un vero e proprio crollo dal 2021 in poi.

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  4. Ascoltato due volte, ieri notte ed ora
    Siccome sono i dettagli che fanno la gioia del connaisseur, sottolineo anche l'ultima stilettata: la "pseudo" sinistra.

    Firmata proposta.

    Buon primo maggio a tutti.

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  5. Buongiorno, ho firmato per il referendum usando lo Spid, per cui presumo abbia valore legale.
    Ho dato uno sguardo alle statistiche dei firmatari per fascia di età: gli over 68 sono i più presenti, tutte le altre a decrescere fino alla quasi irrilevanza dell'intervallo 18-22 anni... annamo bene...proprio bbene (e questo spiega come i pischelli siano stati determinanti nel far fallire il referendum sulla "riforma della giustizia", salvo poi scandalizzarsi, insieme a tutti gli altri che non sono andati a votare o hanno votato no, per quello che sta venendo fuori a Garlasco...).
    Faccio girare la sottoscrizione per il referendum a manetta tra tra tutti quelli che conosco: se gli piace bene, se non gli piace va bene lo stesso (tanto, essendo un No Vax, non ho molto da perdere :-)

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  6. Lo confesso: ci ho provato e non ce l'ho fatta.
    Ho letto (alcune volte) il testo del referendum proposto, ho cercato i riferimenti normativi su Normattiva, ho seguito le modifiche delle proroghe delle scadenze di... non lo so. Mi sono perso e mi è rimasta una bella emicrania. Va anche detto che il sito di riferimento della proposta non fornisce alcuna spiegazione, e io quando non capisco tendo a rimanere fermo.
    Quanto all'associazione che la promuove, a guardare le loro iniziative qualche perplessità viene, per cui un atto di fiducia al buio è escluso.

    Magari riproverò a dipanare il puzzle quando mi sarà passato il mal di testa, però una cosa intanto la dico: la forma attuale dei referendum è inaccettabile, una roba adatta solo per i giuristi, non certo per noi popolani. Il Parlamento deve intervenire per far sì che in un referendum si capisca esattamente ciò che si vuole ottenere. Io referendum così non li voglio più vedere.

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    1. Secondo me sono dei grillini, e infatti se vai a vedere il sito dell’iniziativa ti fai subito un’idea. Diciamo che dare un segnale non sarebbe una cattiva idea, quand’anche il segnale fosse cattivo! Ma se vedi come sta andando la raccolta firme rispetto a quella sulla “remigrazione” il segnale che raccogli la conferma del fatto che l’elettore preferisce accanirsi sulla vittima che ribellarsi al carnefice.

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    2. “è la conferma del fatto che…”

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    3. A proposito delle fasce d'età dei firmatari di cui si diceva nell'altro commento, sono rimasto molto colpito dal fatto che il referendum sulla remigrazione abbia fatto invece il botto tra le fasce più giovani, e in particolare tra i maschi. Mi sarei aspettato esattamente il contrario.

      Diciamo che questo smentisce clamorosamente anche la narrazione portata avanti dagli operatori informativi, cioè giovani italiani progrediti e ormai abituati al "melting pot" e anziani retrogradi e razzisti.

      Insomma sembra che i giovani si siano svegliati a metà; si spera che si sveglino anche per l'altra metà e capiscano chi sono i carnefici delle armi di migrazione di massa.

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