martedì 28 aprile 2026

Il patto di stabilità ha funzionato?

Dal dibattito sul Patto di stabilità e crescita è assente una domanda fondamentale: il Patto ha funzionato?

Perché prima di chiedersi se e quanto difenderlo perinde ac cadaver, o se e quanto sospenderlo (e per fare cosa), magari sarebbe utile sapere se e quanto esso ci abbia garantito crescita e sostenibilità. A questa domanda si può rispondere solo con una analisi di medio-lungo periodo. La risposta voi la sapete, ma ve la rimetto qui, visto che il tema è diventato di attualità.


La figura rappresenta la produttività oraria nella zona Euro e negli Stati Uniti. La spezzata tratteggiata marca la data dell'adozione delle regole pro-cicliche note come "Patto di stabilità". Prima dell'adozione di queste regole i Paesi europei stavano recuperando il loro gap tecnologico rispetto agli Stati Uniti: era cioè in atto un processo di catch-up che aveva portato i livelli di produttività a coincidere. Dopo l'adozione di queste regole l'Eurozona ha cominciato a falling behind, a perdere terreno rispetto agli Stati Uniti. I numeri sono abbastanza eloquenti:


Il tasso medio di crescita della produttività nell'Eurozona è passato dall'essere il doppio all'essere meno della metà di quello degli Stati Uniti. L'impossibilità per i bilanci nazionali di svolgere una funzione di stabilizzazione anticiclica, e la compressione degli investimenti pubblici netti:


(di cui abbiamo parlato qui), conseguenza del non aver mai voluto escludere le spese produttive dal computo dei parametri di bilancio (cioè dell'aver sempre rifiutato la golden rule), spiegano questi risultati deludenti, che non sono conseguenza del destino cinico e baro, ma di precise scelte di politica economica incorporate nel quadro istituzionale europeo.

Vale la pena di difendere queste regole?

Per quanto queste parole possano sembrare forti, l'alternativa non è fra derogare al Patto o applicarlo rigorosamente. L'alternativa è fra derogare al Patto (e possibilmente abrogarlo) o scomparire.

Ricordo infatti che il Patto viola una delle caratteristiche fondamentali del progetto di moneta unica così come era stato a suo tempo concepito e proposto in One market, one money: la capacità dei bilanci nazionali di rispondere a shock nazionali e regionali (cioè che colpissero l'intera zona) attraverso i meccanismi dello stato sociale e altre politiche:

Privando i bilanci nazionali di questa flessibilità, il Patto di stabilità è stato un tradimento fondamentale del progetto di moneta unica. Quali siano i motivi che hanno portato a proporre e accettare un simile tradimento ora poco importa: a distanza di trent'anni dobbiamo guardare avanti e riportare le cose in un alveo di razionalità, ponendo fine al lento suicidio europeo.

Tutto qua.

16 commenti:

  1. Ma le spese «improduttive» o correnti non erano quelle con cui il dipendente pubblico compra il pane dal forno privato (TdE) da cui PIL quindi crescita? La distinzione fra produttive e improduttive per le spese pubbliche ha una valida ragion d’essere scientifica? E se sì quale?
    P.S.: ovviamente a scomparire dev’essere il Patto. Altro che derogare: deve sparire.

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    1. Eggnente. Potreste vivere diecimila anni e non capireste MAI il concetto di “usare la forza dell’avversario”. È una battaglia persa. Dai, continuate a spiegarmi come va il mondo! Deve essere appagante, senz’altro molto più che fermarsi un attimo a pensare “perché Bagnai in questa fase ha scelto di spiegarlo così?”.

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    2. E tu non capirai mai l’ansia da prestazione dei tuoi allievi.
      Sicché: post tattico invece di post tennico.

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    3. E la ragione scientifica non c’è.

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    4. Se giochi una partita di poker truccato, rispettare le regole dell'avversario serve solo a finire spennato. L'unica possibilità è alzarsi dal tavolo e andarsene - reagendo con proporzionata violenza alla violenza che si suppone i bari ti applicherebbero per farti rimanere al tavolo. E, in questo momento, il biscazziere è particolarmente debole.

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  2. non so se sia fattibile proporre una proposta (tecnico-economica?) valida, ma temo che la UE non si accontenterà solo di dati e argomentazioni convincenti..la stabilità dei prezzi e lo sviluppo sostenibile sono un mantra troppo potente e radicato nella concezione stessa alla base dell'Unione, da rendere necessaria una visione alternativa credibile (magari in sinergia con la Spagna), che giustifichi la sospensione (aka abbandono) del patto scellerato. E' il momento delle proposte, o la richiesta non si reggerà in piedi

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    1. perchè la Spagna? Io seguirei l'esempio francese: sfori e basta. La validità tecnica dell'operazione sarà da valutare nei risultati.

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    2. Sicuramente è già stato scritto da qualche parte nel blog, quindi spero che il padrone non si arrabbi troppo per questa domanda. :-)

      Come mai la Francia può fare tranquillamente il 5% di deficit senza conseguenze e iMercati che fanno schizzare lo spread? Il motivo è che Francia e Germania possono permettersi di fare tutto, perché iMercati sanno che in UE comunque comandano loro?

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    3. Uno dei post in cui l'argomento Francia venne affrontato è: "Tre paesi, tre bilance" del Dicembre 2024.

      Per il momento i Francesi resistono, ma non è detto che siano invulnerabili in eterno. Staremo a vedere.

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    4. @Murmur

      Se posso, questo e' il motivo:

      https://youtu.be/CDWZxqnPidM?is=1EmrOn9dEAL-gS9X

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  3. Sono contrario a certe oscenità europee, dalla curvatura dei cetrioli al patto di stabilità, ma molto diffidente verso il modello economico statunitense. Qualcuno dovrà spiegare bene l'abisso di aspettativa di vita rispetto ai paesi europei nonostante questa ostentata "produttività".

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  4. La linea tracciata è molto chiara e la risposta razionale del governo intero dovrebbe essere soltanto una (quella del ragionier Fantozzi).
    Ma se ci dicono di no?
    Riscontro due possibili no; il primo potrebbe venire dagli alleati della maggioranza e il secondo dai geni di Bruxelles.

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  5. "Il patto di stabilità favorisce Trump!"

    (Magari Pavlov ci dà una mano. Se si riesce a fare un grafico simile per la Russia facciamo cinquina.)

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  6. A me preoccupa che si parli superficialmente di allentarlo, ma solo per le spese „importanti“: per qualcuno la difesa, per altri green e digitale. Troppo radicale abolirlo? Cosa dicono Francia e Germania?

    Chiedere ospitali digitali e infrastrutture green avrebbe quindi senso, anzi verrebbe sicuramente celebrato
    come una vittoria (di pdirro), se uno si infila da solo in questo fossato.

    Vedo comunque l‘aspetto ironico della faccenda, il PD che spinge per investimentidigitali aiuterebbe molto o i tecnofratelli americani o mediaset … se si alleavano (o almeno allineavano) prima con Berlusconi ci avrebbero fatto un favore, se lo fanno adesso ci (e si) fanno un danno …

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  7. E la spesa militare? Fino a che punto possiamo "farci fuuuuurbi" e sfruttarla a nostro vantaggio per aggirare le regole?

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